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	Commenti a: 1. CONTRO LA VIOLENZA: DISCUSSIONE.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: «Stop alla violenza sulle stoviglie», dice Miele &#124; D I S . A M B . I G U A N D O		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127772</link>

		<dc:creator><![CDATA[«Stop alla violenza sulle stoviglie», dice Miele &#124; D I S . A M B . I G U A N D O]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:11:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] si fa, oggi, a non tenere conto di proteste – vere e proprie urla di dolore – come QUESTA e QUESTA? In che mondo vivono le agenzie che creano queste campagne, in che mondo le aziende che gliele [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] si fa, oggi, a non tenere conto di proteste – vere e proprie urla di dolore – come QUESTA e QUESTA? In che mondo vivono le agenzie che creano queste campagne, in che mondo le aziende che gliele [&#8230;] </p>
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		Di: Stella fredda		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127771</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stella fredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 22:22:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea mi fa molto piacere il tuo supporto...Tra l&#039;altro condivido moltissimo, dato che ne pratico una anch&#039;io di arti marziali (il karate)....E&#039; solo che per arrivare a difendersi efficacemente con tali mezzi bisogna studiare per molti anni e non è detto che poi ci si riesca....E&#039; vero, ciò che possono insegnare è l&#039;atteggiamento mentale al diritto di difendersi ed anche a capire che la difesa non è aspettare di essere attaccati, ma provvedere a fare in modo che ciò non succeda, perchè potrebbe essere fatale (come spesso succede nei casi di cui stiamo parlando). Ma mi sembrerebbe un pò eufemistico pensare che una donna impaurita, sconvolta da mesi (a volte anni!!!) di stalking e minacce, di isolamento e disperazione si metta a fare arti marziali per poi potersi difendere da un uomo spesso armato e in condizioni di carica emotiva forte. Resta il fatto che frequentare qlc corso di autodifesa male non fa, così per prevenzione...Ma non credo ci si possa affidare a quelle in casi estremi come quelli a cui mi riferivo nel mio post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea mi fa molto piacere il tuo supporto&#8230;Tra l&#8217;altro condivido moltissimo, dato che ne pratico una anch&#8217;io di arti marziali (il karate)&#8230;.E&#8217; solo che per arrivare a difendersi efficacemente con tali mezzi bisogna studiare per molti anni e non è detto che poi ci si riesca&#8230;.E&#8217; vero, ciò che possono insegnare è l&#8217;atteggiamento mentale al diritto di difendersi ed anche a capire che la difesa non è aspettare di essere attaccati, ma provvedere a fare in modo che ciò non succeda, perchè potrebbe essere fatale (come spesso succede nei casi di cui stiamo parlando). Ma mi sembrerebbe un pò eufemistico pensare che una donna impaurita, sconvolta da mesi (a volte anni!!!) di stalking e minacce, di isolamento e disperazione si metta a fare arti marziali per poi potersi difendere da un uomo spesso armato e in condizioni di carica emotiva forte. Resta il fatto che frequentare qlc corso di autodifesa male non fa, così per prevenzione&#8230;Ma non credo ci si possa affidare a quelle in casi estremi come quelli a cui mi riferivo nel mio post.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127770</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:08:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrive Stella &quot;Perchè non si pensa che le donne dovrebbero essere messe in grado di difendersi? &quot;
.
Hai ragione. Sono tra le persone che auspicano l&#039;autodifesa per tutte le minoranze sessuali. L&#039;autodifesa non è soltanto disporre di tecniche e strumenti di difesa; è anche un&#039;attitudine mentale. Nella minoranza sessuale viene inculcato un senso di colpa collegato al pensiero dell&#039;autodifesa. Come se uscire dallo stato di potenziale vittima fosse un male per sé e per la società...
L&#039;autodifesa personale non è necessariamente andare ad un poligono di tiro (conosco comunque una ragazza che lo frequenta e non per lavoro), ma anche le varie tecniche di arti marziali. La violenza di genere si basa anche su una presunta superiorità fisica, quindi non vedo perché non togliere dal campo questo pregiudizio. Oltretutto i corsi di autodifesa sono momenti di aggregazione e di crescita personale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Stella &#8220;Perchè non si pensa che le donne dovrebbero essere messe in grado di difendersi? &#8221;<br />
.<br />
Hai ragione. Sono tra le persone che auspicano l&#8217;autodifesa per tutte le minoranze sessuali. L&#8217;autodifesa non è soltanto disporre di tecniche e strumenti di difesa; è anche un&#8217;attitudine mentale. Nella minoranza sessuale viene inculcato un senso di colpa collegato al pensiero dell&#8217;autodifesa. Come se uscire dallo stato di potenziale vittima fosse un male per sé e per la società&#8230;<br />
L&#8217;autodifesa personale non è necessariamente andare ad un poligono di tiro (conosco comunque una ragazza che lo frequenta e non per lavoro), ma anche le varie tecniche di arti marziali. La violenza di genere si basa anche su una presunta superiorità fisica, quindi non vedo perché non togliere dal campo questo pregiudizio. Oltretutto i corsi di autodifesa sono momenti di aggregazione e di crescita personale.</p>
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		Di: michi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127769</link>

		<dc:creator><![CDATA[michi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:02:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se una donna dimostra all&#039;uomo violento che è in grado di rispondergli a tono e, se necessario, con altrettanza violenza, la possibilità che quell&#039;uomo abbia poi paura della reazione della donna e stia buono è concreta. Certo, l&#039;uso delle armi non sempre è consigliabile, anche perché non credo siano facili da utilizzare senza un buon allenamento ( di cacciatrici non ce ne sono molte in giro) :-) La persona violenta ( anche psicologicamente violenta) spesso è un gran debole, per cui se gli si fa vedere o intuire che lo scontro non sarà né facile né con un finale scontato, ci penserà bene prima di lasciarsi guidare dall&#039;aggressività. Spesso ho sentito dire che se un uomo si comporta in modo aggressivo con una donna, è la donna che ( essendo fisicamente più debole) è bene che subisca perché se reagisce potrebbe andare per lei molto peggio... ma chi può stabilire con certezza l&#039;efficacia della reazione di una donna arrabbiata che vuole difendersi? Un&#039; arma servirebbe per aggiungere forza ad un corpo che, solitamente, a confronto con quello di un uomo, è muscolarmente meno potente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se una donna dimostra all&#8217;uomo violento che è in grado di rispondergli a tono e, se necessario, con altrettanza violenza, la possibilità che quell&#8217;uomo abbia poi paura della reazione della donna e stia buono è concreta. Certo, l&#8217;uso delle armi non sempre è consigliabile, anche perché non credo siano facili da utilizzare senza un buon allenamento ( di cacciatrici non ce ne sono molte in giro) 🙂 La persona violenta ( anche psicologicamente violenta) spesso è un gran debole, per cui se gli si fa vedere o intuire che lo scontro non sarà né facile né con un finale scontato, ci penserà bene prima di lasciarsi guidare dall&#8217;aggressività. Spesso ho sentito dire che se un uomo si comporta in modo aggressivo con una donna, è la donna che ( essendo fisicamente più debole) è bene che subisca perché se reagisce potrebbe andare per lei molto peggio&#8230; ma chi può stabilire con certezza l&#8217;efficacia della reazione di una donna arrabbiata che vuole difendersi? Un&#8217; arma servirebbe per aggiungere forza ad un corpo che, solitamente, a confronto con quello di un uomo, è muscolarmente meno potente.</p>
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		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127768</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 00:07:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Donatella, cara Zaub, ho seguito con interesse il vostro scambio di opinioni, e chiedo, a proposito di quanto ricorda Zaub: ci sono &quot;ideali di virilità - anche piuttosto reazionari che non concepiscono la violenza di genere. Anzi la considerano segno di scarsa virilità. L’uomo che picchia la donna è associato a impotenza, vigliacchieria, scarsa maschilità e tempra interiore&quot;. Da parte mia, aggiungo che è, per l&#039;appunto, proprio questo &quot;ideale di virilità&quot;  quello che intima ai carcerati &quot;comuni&quot; di marchiare d&#039;infamia coloro che vengono imprigionati per aver commesso violenze sessuali ai danni donne o bambini/e. Dunque, tutto bene? C&#039;è un maschile culturale positivo e onorevole? No, rispondiamo tutte, ed è bene esplicitarlo: no, perché la cornice entro cui si collocano tanto il maschile onorevole che non tocca le donne neanche con un fiore, ed il maschile spregevole che violenta le donne, è la stessa cornice. E&#039; quella stessa cornice che assegna alle donne un ruolo di subordinazione, un ruolo di inferiorità: psichica, civile, volitiva e quant&#039;altro. Un ruolo di dipendenza dalla superiorità del maschile, sia esso tutelante o prevaricante. Faccio un esempio, parto da me, da brava adolescente degli anni &#039;70: dai miei genitori avrò ricevuto in tutto quattro schiaffi, paritari, due da mia madre, e due da mio padre, e nelle più bizzarre circostanze; mio padre non ha mai alzato le mani contro mia madre, o meglio, a dire di quest&#039;ultima, ai primordi del loro matrimonio, fece il gesto di affibbiarle un ceffone, ma rinunciò subitaneamente alla pronta reazione di mia madre che brandì uno zoccolo, e di il marito rinunciò per sempre. Dell&#039;antagonismo tra mio padre e mio fratello maggiore ricordo un episodio riprovevole di aggressione fisica reciproca, del tutto isolato. Per il resto, le aggressività e gli antagonismi si esprimevano a livello esclusivamente verbale: insomma, si è sempre litigato come ossessi. E però, non posso non riconoscere che in tutto questo altercare a gran voce, c&#039;era una personalità autoritaria, perentoria ed aggressiva, ed era mio padre, il mio peraltro benemerito padre. Dunque? La violenza non è solo quella fisica, la violenza si esplicita in tanti modi, Ne parliamo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Donatella, cara Zaub, ho seguito con interesse il vostro scambio di opinioni, e chiedo, a proposito di quanto ricorda Zaub: ci sono &#8220;ideali di virilità &#8211; anche piuttosto reazionari che non concepiscono la violenza di genere. Anzi la considerano segno di scarsa virilità. L’uomo che picchia la donna è associato a impotenza, vigliacchieria, scarsa maschilità e tempra interiore&#8221;. Da parte mia, aggiungo che è, per l&#8217;appunto, proprio questo &#8220;ideale di virilità&#8221;  quello che intima ai carcerati &#8220;comuni&#8221; di marchiare d&#8217;infamia coloro che vengono imprigionati per aver commesso violenze sessuali ai danni donne o bambini/e. Dunque, tutto bene? C&#8217;è un maschile culturale positivo e onorevole? No, rispondiamo tutte, ed è bene esplicitarlo: no, perché la cornice entro cui si collocano tanto il maschile onorevole che non tocca le donne neanche con un fiore, ed il maschile spregevole che violenta le donne, è la stessa cornice. E&#8217; quella stessa cornice che assegna alle donne un ruolo di subordinazione, un ruolo di inferiorità: psichica, civile, volitiva e quant&#8217;altro. Un ruolo di dipendenza dalla superiorità del maschile, sia esso tutelante o prevaricante. Faccio un esempio, parto da me, da brava adolescente degli anni &#8217;70: dai miei genitori avrò ricevuto in tutto quattro schiaffi, paritari, due da mia madre, e due da mio padre, e nelle più bizzarre circostanze; mio padre non ha mai alzato le mani contro mia madre, o meglio, a dire di quest&#8217;ultima, ai primordi del loro matrimonio, fece il gesto di affibbiarle un ceffone, ma rinunciò subitaneamente alla pronta reazione di mia madre che brandì uno zoccolo, e di il marito rinunciò per sempre. Dell&#8217;antagonismo tra mio padre e mio fratello maggiore ricordo un episodio riprovevole di aggressione fisica reciproca, del tutto isolato. Per il resto, le aggressività e gli antagonismi si esprimevano a livello esclusivamente verbale: insomma, si è sempre litigato come ossessi. E però, non posso non riconoscere che in tutto questo altercare a gran voce, c&#8217;era una personalità autoritaria, perentoria ed aggressiva, ed era mio padre, il mio peraltro benemerito padre. Dunque? La violenza non è solo quella fisica, la violenza si esplicita in tanti modi, Ne parliamo?</p>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127767</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 21:28:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stella, il tuo senso della misura è scaduto.
Se tutte le donne sono potenziali vittime di violenza e ognuna dovrebbe essere armata ci sarebbero venti milioni di armi in giro in più.
E, se permetti, io dubito fortemente del self control di chi è armato, uomo o donna che sia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stella, il tuo senso della misura è scaduto.<br />
Se tutte le donne sono potenziali vittime di violenza e ognuna dovrebbe essere armata ci sarebbero venti milioni di armi in giro in più.<br />
E, se permetti, io dubito fortemente del self control di chi è armato, uomo o donna che sia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Stella fredda		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127766</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stella fredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 20:29:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter l&#039;umorismo è scadente....Sto parlando di situazioni in cui ci siano gravi e reiterate minacce e c&#039;è il rischio fondato per l&#039;incolumità della persona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter l&#8217;umorismo è scadente&#8230;.Sto parlando di situazioni in cui ci siano gravi e reiterate minacce e c&#8217;è il rischio fondato per l&#8217;incolumità della persona.</p>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127765</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 19:04:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma si, perchè no?
Una pistola alle donne, una agli immigrati, una ai gay, a tutte le potenziali vittime di aggressioni (i tabaccai, non dimentichiamocelo).
Poi John Wayne presidente del consiglio e Calamity Jane agli esteri.
L&#039;ho sempre detto che il vecchio west prima o poi veniva buono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma si, perchè no?<br />
Una pistola alle donne, una agli immigrati, una ai gay, a tutte le potenziali vittime di aggressioni (i tabaccai, non dimentichiamocelo).<br />
Poi John Wayne presidente del consiglio e Calamity Jane agli esteri.<br />
L&#8217;ho sempre detto che il vecchio west prima o poi veniva buono.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Stella fredda		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127764</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stella fredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 16:24:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni volta che si parla di questo argomento (che a me appassiona...forse pure troppo) rimango sempre con un senso di frustrazione e di ansia e con tanti punti interrogativi irrisolti. Mi chiedo sempre perchè ci si disperda in elucubrazioni tanto affascinanti quanto inutili su quale sia la &quot;cultura&quot; o le tare mentali che portano a cifre tanto crude e crudeli di morte ammazzate, come mai si contemplino i canali e le stereotipizzazioni sui percorsi che segue la violenza prima di compiersi o essere definita tale, e non ci si soffermi quasi mai, o comunque sicuramente non abbastanza su ciò che può, anzi, DEVE essere fatto per cercare di porre un freno a tanta dilagante barbarie. Ciò che si tace è che non si è, secondo me, in presenza di casi limite, di situazioni giunte ad un atto finale imprevedibile, ma di un fenomeno sociale, ancor prima che culturale, si chiama guerra. Quella che stiamo vivendo è una vera e propria guerra alle donne ed alla loro affermazione come esseri umani autonomi e distinti dagli uomini. Da dove derivi questa guerra non è certo un mistero per chi abbia una cultura generale media ed una minima consapevolezza dell&#039;andamento delle umane vicissitudini: i secoli dietro di noi non ci hanno certo preparato a migliori sorti.
Dunque, posto che ci si trova di fronte ad una vera e propria emergenza sociale mi chiedo perchè non si parli mai di legittima difesa. La legittima difesa spetta anche alle donne, voglio sperare. Perchè allora in qualsiasi modo e attraverso qualsiasi canale si parli di questo argomento non si dibatte mai di come le donne possono difendersi?
Certo, si parla di denunciare...Denunciare lo stalker o il violento &quot;alle prime avvisaglie&quot;...Ma pare che ciò costituisca una efficace difesa, quando numerosissimi sono i casi in cui tutto ciò si è rivelato palesemente inutile, se non più dannoso? Si discute come se le donne dovessero sempre e comunque essere identificate come vittime, come esseri che qualcun altro deve proteggere. Sono costrette a nascondersi nei centri antiviolenza, cambiare o distruggere la propria vita per sfuggire alla paura e alle minacce, essere comunque identificate come la parte debole del problema. Perchè non si pensa che le donne dovrebbero essere messe in grado di difendersi? Perchè nessuno cita mai la legittima difesa? Persino ai gioielleieri, alle guardie giurate, e ad altre figure di cui nessuno ci garantisce l&#039;integrità morale e mentale è consentito tenere un&#039;arma per legittima difesa. Perchè non potrebbe essere consentito alle donne che denunciano minacce ripetute e gravi, stalking prolungato ed insistente, perchè bisogna sempre aspettare che succeda l&#039;irreparabile per rpercorrere la drammaturgia del carnefice e della vittima nel solito balletto ormai scontato? Finchè non si proporrà un&#039;immagine delle donne capaci di reagire e di difendersi e non si garantiranno strumenti efficaci, quali tra l&#039;altro, la serietà delle pene per chi commette femminicidio o reati affini quali lo stupro o la violenza contro le donne in genere, pene che allo stato attuale rappresentano un insulto ad un paese che voglia definirsi civile.
Il concetto di legittima difesa, quando si parla di questi casi, risulta a dir poco deviato ed insano: una donna è costretta allo stato attuale a divenire vittima per avere giustizia se e quando c&#039;è. Deve portare in tribunale i segni dello stupro, deve portare i segni del pestaggio davanti agli avvocati, deve fare trenta denunce per ottenere una diffida dello stalker ad avvicinarsi, ma tutto ciò implica che debba avvenire qualcosa che la annienta fisicamente nel peggiore dei casi, psicologicamente nel migliore; la legittima difesa invece dovrebbe essere qualcosa che previene l&#039;offesa. Alle donne che denunciano minacce gravi e persistenti per la propria incolumità dovrebbe essere consentito di difendersi anche con le armi, se necessario, per proteggere la propria vita.
E&#039; difesa, non vendetta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che si parla di questo argomento (che a me appassiona&#8230;forse pure troppo) rimango sempre con un senso di frustrazione e di ansia e con tanti punti interrogativi irrisolti. Mi chiedo sempre perchè ci si disperda in elucubrazioni tanto affascinanti quanto inutili su quale sia la &#8220;cultura&#8221; o le tare mentali che portano a cifre tanto crude e crudeli di morte ammazzate, come mai si contemplino i canali e le stereotipizzazioni sui percorsi che segue la violenza prima di compiersi o essere definita tale, e non ci si soffermi quasi mai, o comunque sicuramente non abbastanza su ciò che può, anzi, DEVE essere fatto per cercare di porre un freno a tanta dilagante barbarie. Ciò che si tace è che non si è, secondo me, in presenza di casi limite, di situazioni giunte ad un atto finale imprevedibile, ma di un fenomeno sociale, ancor prima che culturale, si chiama guerra. Quella che stiamo vivendo è una vera e propria guerra alle donne ed alla loro affermazione come esseri umani autonomi e distinti dagli uomini. Da dove derivi questa guerra non è certo un mistero per chi abbia una cultura generale media ed una minima consapevolezza dell&#8217;andamento delle umane vicissitudini: i secoli dietro di noi non ci hanno certo preparato a migliori sorti.<br />
Dunque, posto che ci si trova di fronte ad una vera e propria emergenza sociale mi chiedo perchè non si parli mai di legittima difesa. La legittima difesa spetta anche alle donne, voglio sperare. Perchè allora in qualsiasi modo e attraverso qualsiasi canale si parli di questo argomento non si dibatte mai di come le donne possono difendersi?<br />
Certo, si parla di denunciare&#8230;Denunciare lo stalker o il violento &#8220;alle prime avvisaglie&#8221;&#8230;Ma pare che ciò costituisca una efficace difesa, quando numerosissimi sono i casi in cui tutto ciò si è rivelato palesemente inutile, se non più dannoso? Si discute come se le donne dovessero sempre e comunque essere identificate come vittime, come esseri che qualcun altro deve proteggere. Sono costrette a nascondersi nei centri antiviolenza, cambiare o distruggere la propria vita per sfuggire alla paura e alle minacce, essere comunque identificate come la parte debole del problema. Perchè non si pensa che le donne dovrebbero essere messe in grado di difendersi? Perchè nessuno cita mai la legittima difesa? Persino ai gioielleieri, alle guardie giurate, e ad altre figure di cui nessuno ci garantisce l&#8217;integrità morale e mentale è consentito tenere un&#8217;arma per legittima difesa. Perchè non potrebbe essere consentito alle donne che denunciano minacce ripetute e gravi, stalking prolungato ed insistente, perchè bisogna sempre aspettare che succeda l&#8217;irreparabile per rpercorrere la drammaturgia del carnefice e della vittima nel solito balletto ormai scontato? Finchè non si proporrà un&#8217;immagine delle donne capaci di reagire e di difendersi e non si garantiranno strumenti efficaci, quali tra l&#8217;altro, la serietà delle pene per chi commette femminicidio o reati affini quali lo stupro o la violenza contro le donne in genere, pene che allo stato attuale rappresentano un insulto ad un paese che voglia definirsi civile.<br />
Il concetto di legittima difesa, quando si parla di questi casi, risulta a dir poco deviato ed insano: una donna è costretta allo stato attuale a divenire vittima per avere giustizia se e quando c&#8217;è. Deve portare in tribunale i segni dello stupro, deve portare i segni del pestaggio davanti agli avvocati, deve fare trenta denunce per ottenere una diffida dello stalker ad avvicinarsi, ma tutto ciò implica che debba avvenire qualcosa che la annienta fisicamente nel peggiore dei casi, psicologicamente nel migliore; la legittima difesa invece dovrebbe essere qualcosa che previene l&#8217;offesa. Alle donne che denunciano minacce gravi e persistenti per la propria incolumità dovrebbe essere consentito di difendersi anche con le armi, se necessario, per proteggere la propria vita.<br />
E&#8217; difesa, non vendetta.</p>
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		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/1-contro-la-violenza-discussione/comment-page-1/#comment-127763</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 12:48:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti, Zaub, l&#039;Italia va indagata anche alla luce di quanto è accaduto negli ultimi vent&#039;anni dove la misoginia è stata sostenuta da un immaginario ben preciso radicatosi però in precedenza. Penso al fascismo e alla donna virile, per esempio e mi viene in mente che la misoginia femminile è altra questione da guardare con cura, così come secondo me non serve negare il sentimento dell&#039;invidia femminile anch&#039;esso nato e sviluppatosi in un contesto in cui le passioni la fanno da padrone oltre lo sforzo di riconoscere l&#039;altro/a ma anche nel superamento della volontà di assimilare l&#039;altro/a divorandolo/e annientandolo/a.
Io considero il modello dominante responsabile di una molteplicità di cose  ma la responsabilità vera è soggettiva perché quel modello non solo si assorbe ma lo si trasmette nel momento in cui si rinuncia a criticarlo. Diventa collettiva quando lo si impone con tecniche persuasive diverse, associandolo ai consumi, all&#039;economia, alle discriminazioni strutturalmente agite contro un soggetto, al funzionamento di una società basata sull&#039;individualismo e sul resto che sappiamo ma a ciascuno le sue, di responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, Zaub, l&#8217;Italia va indagata anche alla luce di quanto è accaduto negli ultimi vent&#8217;anni dove la misoginia è stata sostenuta da un immaginario ben preciso radicatosi però in precedenza. Penso al fascismo e alla donna virile, per esempio e mi viene in mente che la misoginia femminile è altra questione da guardare con cura, così come secondo me non serve negare il sentimento dell&#8217;invidia femminile anch&#8217;esso nato e sviluppatosi in un contesto in cui le passioni la fanno da padrone oltre lo sforzo di riconoscere l&#8217;altro/a ma anche nel superamento della volontà di assimilare l&#8217;altro/a divorandolo/e annientandolo/a.<br />
Io considero il modello dominante responsabile di una molteplicità di cose  ma la responsabilità vera è soggettiva perché quel modello non solo si assorbe ma lo si trasmette nel momento in cui si rinuncia a criticarlo. Diventa collettiva quando lo si impone con tecniche persuasive diverse, associandolo ai consumi, all&#8217;economia, alle discriminazioni strutturalmente agite contro un soggetto, al funzionamento di una società basata sull&#8217;individualismo e sul resto che sappiamo ma a ciascuno le sue, di responsabilità.</p>
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