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	Commenti a: 133. STORIE DAI BORGHI. TOMMASO, GRISCIANO E L&#039;ARCHITETTO POLCI.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: https://sprunki.plus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[https://sprunki.plus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 01:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The game&#039;s calendar is packed with community events.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s calendar is packed with community events.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 10:50:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140822&quot;&gt;sandro polci&lt;/a&gt;.

Non so lei. In questa sede se ne parla da fine ottobre. E, ecco, si dà spazio alle voci di chi in quei borghi centesimali o millesimali che dir si voglia, ci vive e vuole viverci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140822">sandro polci</a>.</p>
<p>Non so lei. In questa sede se ne parla da fine ottobre. E, ecco, si dà spazio alle voci di chi in quei borghi centesimali o millesimali che dir si voglia, ci vive e vuole viverci.</p>
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		Di: sandro polci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sandro polci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 10:12:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma occorre parlarne, altrimenti chi non sceglie viene scelto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma occorre parlarne, altrimenti chi non sceglie viene scelto.</p>
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		Di: laura		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 08:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Architetto, non metto in dubbio, anzi, l&#039;utilità del silver cohousing. Quello che ho contestato nella gran parte del mio precedente post è l&#039;ipotesi della delocalizzazione e della mancata ricostruzione dei borghi centesimali che, purtroppo, vanno nella direzione dello spopolamento voluto (visti i provvedimenti presi o mancati nei decenni scorsi e visti i vergognosi ritardi attuali) dalle autorità costituite a favore, evidentemente, di un altro modelllo di sviluppo, forse destinato ai soli fruitori degli eliporti. Chissà perchè in questi giorni mi torna in mente Santo Stefano di Sessanio .....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Architetto, non metto in dubbio, anzi, l&#8217;utilità del silver cohousing. Quello che ho contestato nella gran parte del mio precedente post è l&#8217;ipotesi della delocalizzazione e della mancata ricostruzione dei borghi centesimali che, purtroppo, vanno nella direzione dello spopolamento voluto (visti i provvedimenti presi o mancati nei decenni scorsi e visti i vergognosi ritardi attuali) dalle autorità costituite a favore, evidentemente, di un altro modelllo di sviluppo, forse destinato ai soli fruitori degli eliporti. Chissà perchè in questi giorni mi torna in mente Santo Stefano di Sessanio &#8230;..</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140820</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 07:31:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140819&quot;&gt;sandro polci&lt;/a&gt;.

Architetto Polci, ma lei si rende conto, spero, quanto questo discorso, in un momento in cui si vuole spopolare, in un momento in cui le persone sono ancora deportate sulle coste e invitate ad andarsene, sia fraintendibile?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140819">sandro polci</a>.</p>
<p>Architetto Polci, ma lei si rende conto, spero, quanto questo discorso, in un momento in cui si vuole spopolare, in un momento in cui le persone sono ancora deportate sulle coste e invitate ad andarsene, sia fraintendibile?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sandro polci		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140819</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro polci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 17:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...stavo rispondendo a Laura ma, dopo le parole di Saverio è meglio iniziare da lui.
&quot;Quadrciclo&quot; è una mia idea ben antecedente al sisma, per denunciare l&#039;eclissi di tante nostre aree interne con l&#039;apertura della 4 corsie. E’ necessario inventare un futuro nuovo e vorrei contribuire perchè, probabilmente come lei, in quelle aree sono nato e provo a dare quel che so (fare).
Quella mia provocazione di scala territoriale visse la breve attenzione di un momento. Per sua informazione, PER QUELLA MIA PROPOSTA NULLA CHIESI E NULLA HO RICEVUTO, NE&#039; ALLORA NE&#039; MAI in forma di incarichi, risorse o altro. Semplicemente, ero affascinato da un disegno di sistema che, dati ed esperienze alla mano, reputo convincente e valido per ripartire in maniera sensata dopo l&#039;eclissi prodotta dalla Quadrilatero: da qui la provocazione del nome &quot;Quadriciclo&quot; che avrei poi pensato di trasformare in amore culturale (“quadro” quale pittura) e “ciclo” per una fruizione ecosostenibile (cioè, dato che sono un pellegrino, anche pedonale). OGGI HO LETTO UN TITOLO SULLA STAMPA NAZIONALE DI FINANZIAMENTI E DI PROGETTI. NON NE SO NULLA E NON MI RIGUARDANO. E PER CHIAREZZA, SONO PERALTRO D’ACCORDO CON LEI CHE LE RISORSE SMS NON E’ OPPORTUNO VADANO SPESE PER LA CICLABILE. E il suo caffè lo gradirei, visto che passo spesso...
Ed ora la cortese Laura. Per dirle la mia adesione alla tragedia, le preciso che abbiamo dovuto trasferire mio zio di 86 anni per casa inagibile e sono crollati gli annessi agricoli; l&#039;altra zia non vuole stare sola la notta e quella che sembrava una rocca inespugnabile è oggi pura fragilità. Ciononostante, come ogni anno sarò al festival di Smerillo con una cosa breve, sarò a Montelago Celtic Festival per il “Manifesto del Cammino” e il 4 agosto, appuntamento immancabile – sarà il “Compleanno di contrada” a Penna San Giovanni, con una decina di persone dagli 11 ai 93 anni, festeggiando anche il 50° anno di Sacerdozio del Parroco e infine metteremo la restaurata statua di gesso di Sant’Antonio di Padova nella cappellina, dove sempre era stata fin dal viaggio di nozze a Padova dei miei nonni. E’ un oggetto senza fattura artistica ma è il nostro riferimento, soprattutto oggi. Le dico ciò, non per compiacerla ma per mostrarle che probabilmente parliamo la stessa lingua…
Riguardo al nuovo disegno dei territori post sisma, sono pronto a ricredermi su tutto ma non fraintenda: quando parlo di “borghi centesimali” intendo quelle frazioni abitate prima del terremoto da 1 o 2 famiglie che già si lamentavano (giustamente) per solitudine e mancanza di servizi. Valutare, soprattutto per motivi di sicurezza statica, l’ipotesi di una condivisione abitativa (piena autonomia residenziale ma assistita, intendo – silver cohousing per i più maturi) significa mantenere gli stessi paesaggi naturali e umani, combattere una solitudine esacerbante e rendere possibile un disegno di nuova crescita. L’alternativa è l’autosufficienza totale o l’ospedalizzazione/ricovero al primo cenno di problema: ma questo si che è un trauma! Naturalmente non dispenso certezze, però propongo, in piena coscienza, le mie considerazioni frutto di studi, progetti e realizzazioni in tante realtà (anche di terremoto, dal Friuli all’Irpinia ai “nostri”). Con l&#039;augurio di un incontro aperto per poter studiare insieme la fondatezza del mio breviario, la saluto con una frase a me cara: “il nostro meglio basterà”.
sandro p.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;stavo rispondendo a Laura ma, dopo le parole di Saverio è meglio iniziare da lui.<br />
&#8220;Quadrciclo&#8221; è una mia idea ben antecedente al sisma, per denunciare l&#8217;eclissi di tante nostre aree interne con l&#8217;apertura della 4 corsie. E’ necessario inventare un futuro nuovo e vorrei contribuire perchè, probabilmente come lei, in quelle aree sono nato e provo a dare quel che so (fare).<br />
Quella mia provocazione di scala territoriale visse la breve attenzione di un momento. Per sua informazione, PER QUELLA MIA PROPOSTA NULLA CHIESI E NULLA HO RICEVUTO, NE&#8217; ALLORA NE&#8217; MAI in forma di incarichi, risorse o altro. Semplicemente, ero affascinato da un disegno di sistema che, dati ed esperienze alla mano, reputo convincente e valido per ripartire in maniera sensata dopo l&#8217;eclissi prodotta dalla Quadrilatero: da qui la provocazione del nome &#8220;Quadriciclo&#8221; che avrei poi pensato di trasformare in amore culturale (“quadro” quale pittura) e “ciclo” per una fruizione ecosostenibile (cioè, dato che sono un pellegrino, anche pedonale). OGGI HO LETTO UN TITOLO SULLA STAMPA NAZIONALE DI FINANZIAMENTI E DI PROGETTI. NON NE SO NULLA E NON MI RIGUARDANO. E PER CHIAREZZA, SONO PERALTRO D’ACCORDO CON LEI CHE LE RISORSE SMS NON E’ OPPORTUNO VADANO SPESE PER LA CICLABILE. E il suo caffè lo gradirei, visto che passo spesso&#8230;<br />
Ed ora la cortese Laura. Per dirle la mia adesione alla tragedia, le preciso che abbiamo dovuto trasferire mio zio di 86 anni per casa inagibile e sono crollati gli annessi agricoli; l&#8217;altra zia non vuole stare sola la notta e quella che sembrava una rocca inespugnabile è oggi pura fragilità. Ciononostante, come ogni anno sarò al festival di Smerillo con una cosa breve, sarò a Montelago Celtic Festival per il “Manifesto del Cammino” e il 4 agosto, appuntamento immancabile – sarà il “Compleanno di contrada” a Penna San Giovanni, con una decina di persone dagli 11 ai 93 anni, festeggiando anche il 50° anno di Sacerdozio del Parroco e infine metteremo la restaurata statua di gesso di Sant’Antonio di Padova nella cappellina, dove sempre era stata fin dal viaggio di nozze a Padova dei miei nonni. E’ un oggetto senza fattura artistica ma è il nostro riferimento, soprattutto oggi. Le dico ciò, non per compiacerla ma per mostrarle che probabilmente parliamo la stessa lingua…<br />
Riguardo al nuovo disegno dei territori post sisma, sono pronto a ricredermi su tutto ma non fraintenda: quando parlo di “borghi centesimali” intendo quelle frazioni abitate prima del terremoto da 1 o 2 famiglie che già si lamentavano (giustamente) per solitudine e mancanza di servizi. Valutare, soprattutto per motivi di sicurezza statica, l’ipotesi di una condivisione abitativa (piena autonomia residenziale ma assistita, intendo – silver cohousing per i più maturi) significa mantenere gli stessi paesaggi naturali e umani, combattere una solitudine esacerbante e rendere possibile un disegno di nuova crescita. L’alternativa è l’autosufficienza totale o l’ospedalizzazione/ricovero al primo cenno di problema: ma questo si che è un trauma! Naturalmente non dispenso certezze, però propongo, in piena coscienza, le mie considerazioni frutto di studi, progetti e realizzazioni in tante realtà (anche di terremoto, dal Friuli all’Irpinia ai “nostri”). Con l&#8217;augurio di un incontro aperto per poter studiare insieme la fondatezza del mio breviario, la saluto con una frase a me cara: “il nostro meglio basterà”.<br />
sandro p.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Saverio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140818</link>

		<dc:creator><![CDATA[Saverio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 09:23:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile architetto, salendo verso Montelago, passando sulla vecchia 77, sicuramente dopo il bivio Muccia/Camerino, sulla sinistra non le sfuggiranno quelle decine di roulotte e camper bianchi, in queste settimane molto surriscaldati, in cui da oltre 10 mesi resistono quelli che hanno rifiutato di essere deportati al mare. Non ci sono facinorosi ed estremisti antagonisti, stia tranquillo, ci sono famiglie normali; c&#039;è anche una ultranovantenne che sta in sedia a rotelle, e che da quasi un anno sta allogggiata nelle baracche/container dismesse dagli operai della Quadrilatero, con bagni in Comune. Facciamo una cosa, architetto, andiamo insieme a parlare con queste persone, lì nella roulottopoli, e provi a convincerle della bontà della pista ciclabile, la &quot;Quadriciclo&quot;, finanziata per una buona tratta con gli sms solidali (a cui lei &quot;ha dato il suo contributo al progetto&quot; e dalla conseguente realizzazione immagino che anche lei riceverà un giusto e legittimo contributo). Poi gli spieghi anche la visione che ha di Appennino che c&#039;è nel suo libro. Se li convince, le offro volentieri un caffè al bar/container lì al campo (di più non posso permettermi).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile architetto, salendo verso Montelago, passando sulla vecchia 77, sicuramente dopo il bivio Muccia/Camerino, sulla sinistra non le sfuggiranno quelle decine di roulotte e camper bianchi, in queste settimane molto surriscaldati, in cui da oltre 10 mesi resistono quelli che hanno rifiutato di essere deportati al mare. Non ci sono facinorosi ed estremisti antagonisti, stia tranquillo, ci sono famiglie normali; c&#8217;è anche una ultranovantenne che sta in sedia a rotelle, e che da quasi un anno sta allogggiata nelle baracche/container dismesse dagli operai della Quadrilatero, con bagni in Comune. Facciamo una cosa, architetto, andiamo insieme a parlare con queste persone, lì nella roulottopoli, e provi a convincerle della bontà della pista ciclabile, la &#8220;Quadriciclo&#8221;, finanziata per una buona tratta con gli sms solidali (a cui lei &#8220;ha dato il suo contributo al progetto&#8221; e dalla conseguente realizzazione immagino che anche lei riceverà un giusto e legittimo contributo). Poi gli spieghi anche la visione che ha di Appennino che c&#8217;è nel suo libro. Se li convince, le offro volentieri un caffè al bar/container lì al campo (di più non posso permettermi).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140817</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2017 08:43:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio arch. Polci, ho letto con attenzione il brano del suo saggio postato poco sopra e, pur concordando con le necessità di uno sviluppo economico, magari basato anche sul turismo, dissento totalmente dalla restante analisi riguardante i &quot;borghi centesimali&quot;, a parte i freddi e incontestabili dati statistici, perchè esisteranno certamente case &quot;con fili d&#039;erba tra i mattoni&quot;, ma esistono altrettante (se non in numero superiore) realtà in cui le &quot;seconde case&quot; vengono vissute e non abbandonate, in cui ci si ritrova in diverse occasioni durante l&#039;anno e si hanno rapporti ultraventennali sia con gli altri abitanti delle &quot;seconde case&quot;, sia con i pochi residenti. Quelle &quot;seconde case&quot; parlano di affetti, di tradizioni, di rapporti, di comunità e di stili di vita cui tornare con attesa e amore, perchè diversi da quelli cittadini e fondanti per educazione e morale (anche per le generazioni future dei nostri figli e nipoti), con caratteristiche che non possono andare perdute con i mattoni delle case che, nella sua ipotesi, non dovrebbero essere ricostruite. Io mi chiederei perchè finora i paesi sono stati abbandonati dai possibili residenti e credo che non si tratti di motivi che troverebbero soluzione soltanto con un una vision locale, molto orientata al turismo, ma con politiche nazionali volte a valorizzare ciò che questi luoghi possono offrire riguardo ad allevamento, agricoltura, prodotti e valori locali, ecc.... Esattamente ciò che non si è fatto neppure dopo il terremoto, non proteggendo gli animali degli allevamenti e non mettendo i produttori, i negozianti e gli operatori economici in condizioni di riprendere a lavorare se non, nella maggior parte dei casi, grazie alle loro stesse iniziative, laddove le risorse economiche personali o aziendali lo consentissero. Nel suo testo non ho trovato alcun accenno a nuovi metodi costruttivi per &quot;adattarsi&quot; al terremoto: il Giappone non è stato delocalizzato in toto, mi sembra. Non entro nel merito di quanto comporterebbe in ambito sociale e psicologico la mancata ricostruzione di interi borghi centesimali (o buona parte di essi) per non dilungarmi troppo, ma, ribadisco, che non si tratta di voler conservare un trave o un soffitto, ma ben altro: le proprie radici, i propri affetti, ciò che attiene all&#039;interiorità e che, capisco, non si può quantificare con parametri economico-finanziari, così come non lo si può fare per un &quot;libro che nessuno sa o vuole più leggere&quot; senza capire il valore intrinseco di un libro (anche se non è un libro-monumento) anche perchè nessuno può conoscere il futuro e i cambiamenti (anche tecnologici) che esso ci riserva. Valgano come monito ed esempio, riguardo ai &quot;borghi centesimali&quot; da non ricostruire, con buona pace delle comunità che li abitano/frequentano, due fatti. Una signora di 94 anni che da maggio è tornata a vivere, da sola, nel nostro borgo quasi completamente distrutto, accettando i disagi di un container di sua proprietà (acquistato dopo il terremoto del &#039;97) posto all&#039;inizio del paese davanti alla sua casa inagibile, pur di riannodare rapporti con quei pochi rimasti e vivere nei suoi luoghi. Una comunità, di abitanti di seconde case, dello stesso paese, che non avendo più le case, si riunirà lo stesso il 15 agosto, per il pranzo comunitario che tradizionalmente veniva sempre organizzato, e che, non potendo farlo neppure presso i giardini, pranzerà nelle vicinanze, ma lì, proprio lì, perchè a quel posto e non ad altri è legata, organizzerà almemo l&#039;aperitivo. Questo non risponderà ai criteri (suoi e di altri) di economicità della ricostruzione, ma racconta tanto altro ed ha un valore inestimabile quanto, forse, poco comprensibile ai più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio arch. Polci, ho letto con attenzione il brano del suo saggio postato poco sopra e, pur concordando con le necessità di uno sviluppo economico, magari basato anche sul turismo, dissento totalmente dalla restante analisi riguardante i &#8220;borghi centesimali&#8221;, a parte i freddi e incontestabili dati statistici, perchè esisteranno certamente case &#8220;con fili d&#8217;erba tra i mattoni&#8221;, ma esistono altrettante (se non in numero superiore) realtà in cui le &#8220;seconde case&#8221; vengono vissute e non abbandonate, in cui ci si ritrova in diverse occasioni durante l&#8217;anno e si hanno rapporti ultraventennali sia con gli altri abitanti delle &#8220;seconde case&#8221;, sia con i pochi residenti. Quelle &#8220;seconde case&#8221; parlano di affetti, di tradizioni, di rapporti, di comunità e di stili di vita cui tornare con attesa e amore, perchè diversi da quelli cittadini e fondanti per educazione e morale (anche per le generazioni future dei nostri figli e nipoti), con caratteristiche che non possono andare perdute con i mattoni delle case che, nella sua ipotesi, non dovrebbero essere ricostruite. Io mi chiederei perchè finora i paesi sono stati abbandonati dai possibili residenti e credo che non si tratti di motivi che troverebbero soluzione soltanto con un una vision locale, molto orientata al turismo, ma con politiche nazionali volte a valorizzare ciò che questi luoghi possono offrire riguardo ad allevamento, agricoltura, prodotti e valori locali, ecc&#8230;. Esattamente ciò che non si è fatto neppure dopo il terremoto, non proteggendo gli animali degli allevamenti e non mettendo i produttori, i negozianti e gli operatori economici in condizioni di riprendere a lavorare se non, nella maggior parte dei casi, grazie alle loro stesse iniziative, laddove le risorse economiche personali o aziendali lo consentissero. Nel suo testo non ho trovato alcun accenno a nuovi metodi costruttivi per &#8220;adattarsi&#8221; al terremoto: il Giappone non è stato delocalizzato in toto, mi sembra. Non entro nel merito di quanto comporterebbe in ambito sociale e psicologico la mancata ricostruzione di interi borghi centesimali (o buona parte di essi) per non dilungarmi troppo, ma, ribadisco, che non si tratta di voler conservare un trave o un soffitto, ma ben altro: le proprie radici, i propri affetti, ciò che attiene all&#8217;interiorità e che, capisco, non si può quantificare con parametri economico-finanziari, così come non lo si può fare per un &#8220;libro che nessuno sa o vuole più leggere&#8221; senza capire il valore intrinseco di un libro (anche se non è un libro-monumento) anche perchè nessuno può conoscere il futuro e i cambiamenti (anche tecnologici) che esso ci riserva. Valgano come monito ed esempio, riguardo ai &#8220;borghi centesimali&#8221; da non ricostruire, con buona pace delle comunità che li abitano/frequentano, due fatti. Una signora di 94 anni che da maggio è tornata a vivere, da sola, nel nostro borgo quasi completamente distrutto, accettando i disagi di un container di sua proprietà (acquistato dopo il terremoto del &#8217;97) posto all&#8217;inizio del paese davanti alla sua casa inagibile, pur di riannodare rapporti con quei pochi rimasti e vivere nei suoi luoghi. Una comunità, di abitanti di seconde case, dello stesso paese, che non avendo più le case, si riunirà lo stesso il 15 agosto, per il pranzo comunitario che tradizionalmente veniva sempre organizzato, e che, non potendo farlo neppure presso i giardini, pranzerà nelle vicinanze, ma lì, proprio lì, perchè a quel posto e non ad altri è legata, organizzerà almemo l&#8217;aperitivo. Questo non risponderà ai criteri (suoi e di altri) di economicità della ricostruzione, ma racconta tanto altro ed ha un valore inestimabile quanto, forse, poco comprensibile ai più.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140816</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 21:23:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7413#comment-140816</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140815&quot;&gt;sandro polci&lt;/a&gt;.

Il saggio di Vito Teti spiega molto bene come non sia affatto inutile. E, sì, conosco molto bene quelle zone. Sono le mie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140815">sandro polci</a>.</p>
<p>Il saggio di Vito Teti spiega molto bene come non sia affatto inutile. E, sì, conosco molto bene quelle zone. Sono le mie.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: sandro polci		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/133-storie-dai-borghi-tommaso-grisciano-e-larchitetto-polci/comment-page-1/#comment-140815</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro polci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 18:34:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[prima regola: le risorse sono limitate e se sono investite in una direzione non aiutano l&#039;altra.
andando verso montelago non le sfuggiranno le case - seconde, terze o mai abitate - con fili d&#039;erba tra le mattonelle, mai tolti perchè mai abitate, mentre non si trovano risorse per atti essenziali come il silver cohousing, la condivisione o le imprese per new agricolture. volentieri ne parlo con lei ma valuti la mia idea: è inutile restaurare un antico testo che nessuno saprà più leggere (salvo il monumento/documento - voce enciclopedia einaudi - che testimonia un&#039;epoca a me, peraltro, assai assai cara.
grazie,s.p.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>prima regola: le risorse sono limitate e se sono investite in una direzione non aiutano l&#8217;altra.<br />
andando verso montelago non le sfuggiranno le case &#8211; seconde, terze o mai abitate &#8211; con fili d&#8217;erba tra le mattonelle, mai tolti perchè mai abitate, mentre non si trovano risorse per atti essenziali come il silver cohousing, la condivisione o le imprese per new agricolture. volentieri ne parlo con lei ma valuti la mia idea: è inutile restaurare un antico testo che nessuno saprà più leggere (salvo il monumento/documento &#8211; voce enciclopedia einaudi &#8211; che testimonia un&#8217;epoca a me, peraltro, assai assai cara.<br />
grazie,s.p.</p>
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