<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: IL RITORNO DI TRISTANO, NEL FRATTEMPO	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/2646-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/2646-2/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Nov 2007 10:25:40 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2646-2/comment-page-1/#comment-93865</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 10:25:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/11/29/2646/#comment-93865</guid>

					<description><![CDATA[Curioso: un prodotto mentalmente Anni &#039;60 (quando era in voga la letteratura combinatoria) viene realizzato con tecnologie da XXI secolo (stampa POD, suppongo) per mantenere una forma (il libro rilegato) risalente al medioevo. E l&#039;autore si attesta su posizioni antiche almeno quanto la pergamena.
Più che avanguardia, direi ucronia. :-O]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curioso: un prodotto mentalmente Anni &#8217;60 (quando era in voga la letteratura combinatoria) viene realizzato con tecnologie da XXI secolo (stampa POD, suppongo) per mantenere una forma (il libro rilegato) risalente al medioevo. E l&#8217;autore si attesta su posizioni antiche almeno quanto la pergamena.<br />
Più che avanguardia, direi ucronia. :-O</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2646-2/comment-page-1/#comment-93864</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 21:05:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/11/29/2646/#comment-93864</guid>

					<description><![CDATA[commento un po’ incasinato, pardon
Trovo molto interessante e bella questa intervista. Per intero, nelle domande e nelle risposte.
E trovo stimolante l’ultima parte, sulla polemica contro il romanzo e sull’intervento del lettore nell’opera.
Riguardo alla bassa qualità di molti interventi dei lettori non scrittori, non so se (non credo che) Nanni intenda per questo evitare qualsiasi intervento di lettore non scrittore, e quanto lui consideri separate queste due figure, meglio le due funzioni. Cercando di non sconfinare nella teoria derridiana dello scrittore che scrivendo si annulla e diventa scrivente, vorrei comunque evidenziare le trasformazioni che lettura, scrittura, lettore, scrittore, autore e pubblico, produzione e fruizione, vivono in questo periodo di partecipazione. La progressiva crescita di accessibilità ai media nella duplice veste di utilizzatori e produttori (anche se non posso non pensare al monopolio berlusconiano) moltiplica domanda e offerta, e certamente la zavorra, cioè opere letterarie (e d’altro) di bassa qualità, ma, se non altro per forza di cose, per probabilità matematiche (o di sola speranza?)  moltiplica, seppure in misura minore, anche qualcosa di valido e interessante.
Nel caso di “opere a più mani”, poi, mi sembra che spesso si trovino delle formule che permettono alla qualità della scrittura di non rimanere soffocata dalla quantità. Anzi da certe occasioni sono nati nuovi scrittori che magari non avrebbero avuto altre possibilità.
Poi, si, mi piace anche quel motto che più o meno dice “meglio meglio che di più” ma non saprei/vorrei prendere una linea di condotta valida sempre e comunque, inclusiva o esclusiva che fosse.
Infine, c’è qualcosa che si lega al trito problema commenti si/no nei blog (ne ho straparlato anch’io) e  capisco chi chiude agli interventi e prosegue da solo, come capisco lo scetticismo di Nanni sull’intervento del lettore nell’opera, ma continuo a sperare che ci siano sempre più possibilità di partecipazione e crescita per tutti. Poi, lo so, è un faticosissimo bell’esercizio, e ognuno deve potersi prendere le sue pause.
Insomma il problema per me resta aperto.
Lippa e Nanni, siete due provocatori colpevoli di questo mio tentato minestrone (ho ordinato anche il libro e faccio gli auguri a Balestrini e a Xerox). Posso andare a fingere di vedere anno zero?
lucio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>commento un po’ incasinato, pardon<br />
Trovo molto interessante e bella questa intervista. Per intero, nelle domande e nelle risposte.<br />
E trovo stimolante l’ultima parte, sulla polemica contro il romanzo e sull’intervento del lettore nell’opera.<br />
Riguardo alla bassa qualità di molti interventi dei lettori non scrittori, non so se (non credo che) Nanni intenda per questo evitare qualsiasi intervento di lettore non scrittore, e quanto lui consideri separate queste due figure, meglio le due funzioni. Cercando di non sconfinare nella teoria derridiana dello scrittore che scrivendo si annulla e diventa scrivente, vorrei comunque evidenziare le trasformazioni che lettura, scrittura, lettore, scrittore, autore e pubblico, produzione e fruizione, vivono in questo periodo di partecipazione. La progressiva crescita di accessibilità ai media nella duplice veste di utilizzatori e produttori (anche se non posso non pensare al monopolio berlusconiano) moltiplica domanda e offerta, e certamente la zavorra, cioè opere letterarie (e d’altro) di bassa qualità, ma, se non altro per forza di cose, per probabilità matematiche (o di sola speranza?)  moltiplica, seppure in misura minore, anche qualcosa di valido e interessante.<br />
Nel caso di “opere a più mani”, poi, mi sembra che spesso si trovino delle formule che permettono alla qualità della scrittura di non rimanere soffocata dalla quantità. Anzi da certe occasioni sono nati nuovi scrittori che magari non avrebbero avuto altre possibilità.<br />
Poi, si, mi piace anche quel motto che più o meno dice “meglio meglio che di più” ma non saprei/vorrei prendere una linea di condotta valida sempre e comunque, inclusiva o esclusiva che fosse.<br />
Infine, c’è qualcosa che si lega al trito problema commenti si/no nei blog (ne ho straparlato anch’io) e  capisco chi chiude agli interventi e prosegue da solo, come capisco lo scetticismo di Nanni sull’intervento del lettore nell’opera, ma continuo a sperare che ci siano sempre più possibilità di partecipazione e crescita per tutti. Poi, lo so, è un faticosissimo bell’esercizio, e ognuno deve potersi prendere le sue pause.<br />
Insomma il problema per me resta aperto.<br />
Lippa e Nanni, siete due provocatori colpevoli di questo mio tentato minestrone (ho ordinato anche il libro e faccio gli auguri a Balestrini e a Xerox). Posso andare a fingere di vedere anno zero?<br />
lucio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
