<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: AVVENTURE E AVVENTUROSI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/2716-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Apr 2008 23:00:05 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: luigi di ruscio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94964</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigi di ruscio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 23:00:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94964</guid>

					<description><![CDATA[Cara Loredana Lipperini, ci siamo incontrati nel 1999 a Reggio Emilia dove lessi un racconto I POETI ero il più vecchio della camitiva, ho pubblicato nel 2004 da Lietocolle un libro che potrebbe interessarti &quot;le mitologie di Mary&quot; Mary è mia moglie. Se ti interessa te lo spedisco con una bella dedica e magati con ritagli di alcune recensioni. Tanti Saluti Luigi Di Ruscio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana Lipperini, ci siamo incontrati nel 1999 a Reggio Emilia dove lessi un racconto I POETI ero il più vecchio della camitiva, ho pubblicato nel 2004 da Lietocolle un libro che potrebbe interessarti &#8220;le mitologie di Mary&#8221; Mary è mia moglie. Se ti interessa te lo spedisco con una bella dedica e magati con ritagli di alcune recensioni. Tanti Saluti Luigi Di Ruscio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94963</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 12:31:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94963</guid>

					<description><![CDATA[Io ho ricomprato Maus nell&#039;edizione da edicola perché la preferisco a quella bianco-accecante di Einaudi, nonostante l&#039;inevitabile bassa grammatura della carta. E ho apprezzato molto la cura, il gusto del progetto editoriale e grafico.
Sull&#039;1:1 non so nulla (né sulla dimensione originaria delle tavole), so solo che Spiegelman ha approvato l&#039;edizione che Brolli condanna. Questo fa pensare no?
E comunque Brolli sarà felice: il problema non si pone più. Chiuso il primo ciclo di queste belle edizioni Coconino, è partito Tex colorato. Il suo discorso fà davvero un gran bene al fumetto... lui sì che non ha il mignolo alzato!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho ricomprato Maus nell&#8217;edizione da edicola perché la preferisco a quella bianco-accecante di Einaudi, nonostante l&#8217;inevitabile bassa grammatura della carta. E ho apprezzato molto la cura, il gusto del progetto editoriale e grafico.<br />
Sull&#8217;1:1 non so nulla (né sulla dimensione originaria delle tavole), so solo che Spiegelman ha approvato l&#8217;edizione che Brolli condanna. Questo fa pensare no?<br />
E comunque Brolli sarà felice: il problema non si pone più. Chiuso il primo ciclo di queste belle edizioni Coconino, è partito Tex colorato. Il suo discorso fà davvero un gran bene al fumetto&#8230; lui sì che non ha il mignolo alzato!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94962</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 11:41:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94962</guid>

					<description><![CDATA[Minkia! E io che ho la vecchia edizione Milano Libri di Maus, quale devo procurarmi per essere davvero-davvero-davvero figo?
Ricordo di aver visto anni fa in mostra alla Risiera di San Sabba le tavole originali... ma in teoria Spiegelman non le aveva fatte 1:1?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Minkia! E io che ho la vecchia edizione Milano Libri di Maus, quale devo procurarmi per essere davvero-davvero-davvero figo?<br />
Ricordo di aver visto anni fa in mostra alla Risiera di San Sabba le tavole originali&#8230; ma in teoria Spiegelman non le aveva fatte 1:1?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stracci		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94961</link>

		<dc:creator><![CDATA[stracci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 20:45:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94961</guid>

					<description><![CDATA[io credo che Brolli qualche conto aperto, di brindisi e toast farciti, ce lo abbia anche con Interdonato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che Brolli qualche conto aperto, di brindisi e toast farciti, ce lo abbia anche con Interdonato</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94960</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 18:12:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94960</guid>

					<description><![CDATA[Scusate, ho scordato di aggiungere che uno dei tre testi introduttivi dell&#039;edizione Coconino-Espresso è dello stesso Spiegelman, ed è a dir poco straordinario.
Buona lettura quindi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ho scordato di aggiungere che uno dei tre testi introduttivi dell&#8217;edizione Coconino-Espresso è dello stesso Spiegelman, ed è a dir poco straordinario.<br />
Buona lettura quindi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94959</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 18:09:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94959</guid>

					<description><![CDATA[Per far capire quanto sia campato per aria l&#039;affondo di Brolli metto a confronto due edizioni di Maus, quella einaudiana e quella Coconino-Espresso. Mi pare giusto, quando le cose sono presentate in maniera &#039;aerea&#039;, controbattere stando sul concreto.
Einaudi:
- dimensioni cm 23 x 16 circa;
- grafica di copertina: titolo enorme (copre 1/4 della pagina); dorso giallo-semaforo intollerabile, retro con citazione di Eco in cui sostiene che il libro incanta e si vorrebbe il seguito [ma vah...]
- alette di un colore rosso accesso piuttosto volgare. Testo dell&#039;aletta dozzinale.
- l&#039;unico testo introduttivo è la nota della traduttrice.
- l&#039;impaginazione che precede la storia è di una bruttezza imbarazzante. Addirittura non viene lasciata nemmeno una pagina bianca a fianco della prima pagina della storia per farla &#039;respirare&#039;. Terribile.
- carta bianca di ottima grammatura, purtroppo però bianchissima: il disegno già piuttosto piccolo perde molto, immaginate insomma un quadro illuminato dalla luce al neon casalinga.
- Siccome la pagina è piccola, lo spazio del balloon sembra ancora più grande, sproporzionato.
Edizione Coconino-L&#039;espresso:
- dimensione cm 28 x 19,50 circa.
- la copertina non è chiassosa, sono colori in armonia a dominare. Il tondo bianco con la svastica non fa l&#039;effetto cartello stradale dell&#039;edizione Einaudi. Tutto sobrio e elegante. Titolo dai caratteri proporzionati. Peccato per la scritta &#039;edizione integrale&#039; che qualche genio del marketing avrà imposto per indurre l&#039;acquisto.
- alette di un bellissimo rosso-arancio che si accompagna ai colori della copertina. Ottimo testo dell&#039;aletta, molto attenta la scelta di mettere un autoritratto dell&#039;autore nella seconda aletta, dove c&#039;è la biografia, invece di un disegno tratto dalla storia come nell&#039;edizione Einaudi.
- tre testi introduttivi, scritti senza tono populistico né astruserie intellettuali, restano sulle idee e sono per questo utili, l&#039;impaginazione direi che è splendida, intercalando testi con schizzi inediti di Spiegelman. C&#039;è anche qui la nota della traduttrice.
- la carta è avoriata, fa risaltare bene il disegno nero senza abbagliare il lettore. Peccato per la grammatura che lascia a tratti trasparire zone scure della pagina successiva. Ma bisogna  riconoscere che una grammatura migliore avrebbe impennato il prezzo del volume.
- la dimesione maggiore rispetto all&#039;edizione Einaudi garantisce indubbiamente una lettura migliore senza snaturare il disegno, anzi i balloon sembrano più proporzionati.
Stessa traduzione dei due volumi essendo il secondo una riedizione di quello Einaudiano. Ovviamente il volume Einaudi costa molto di più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per far capire quanto sia campato per aria l&#8217;affondo di Brolli metto a confronto due edizioni di Maus, quella einaudiana e quella Coconino-Espresso. Mi pare giusto, quando le cose sono presentate in maniera &#8216;aerea&#8217;, controbattere stando sul concreto.<br />
Einaudi:<br />
&#8211; dimensioni cm 23 x 16 circa;<br />
&#8211; grafica di copertina: titolo enorme (copre 1/4 della pagina); dorso giallo-semaforo intollerabile, retro con citazione di Eco in cui sostiene che il libro incanta e si vorrebbe il seguito [ma vah&#8230;]<br />
&#8211; alette di un colore rosso accesso piuttosto volgare. Testo dell&#8217;aletta dozzinale.<br />
&#8211; l&#8217;unico testo introduttivo è la nota della traduttrice.<br />
&#8211; l&#8217;impaginazione che precede la storia è di una bruttezza imbarazzante. Addirittura non viene lasciata nemmeno una pagina bianca a fianco della prima pagina della storia per farla &#8216;respirare&#8217;. Terribile.<br />
&#8211; carta bianca di ottima grammatura, purtroppo però bianchissima: il disegno già piuttosto piccolo perde molto, immaginate insomma un quadro illuminato dalla luce al neon casalinga.<br />
&#8211; Siccome la pagina è piccola, lo spazio del balloon sembra ancora più grande, sproporzionato.<br />
Edizione Coconino-L&#8217;espresso:<br />
&#8211; dimensione cm 28 x 19,50 circa.<br />
&#8211; la copertina non è chiassosa, sono colori in armonia a dominare. Il tondo bianco con la svastica non fa l&#8217;effetto cartello stradale dell&#8217;edizione Einaudi. Tutto sobrio e elegante. Titolo dai caratteri proporzionati. Peccato per la scritta &#8216;edizione integrale&#8217; che qualche genio del marketing avrà imposto per indurre l&#8217;acquisto.<br />
&#8211; alette di un bellissimo rosso-arancio che si accompagna ai colori della copertina. Ottimo testo dell&#8217;aletta, molto attenta la scelta di mettere un autoritratto dell&#8217;autore nella seconda aletta, dove c&#8217;è la biografia, invece di un disegno tratto dalla storia come nell&#8217;edizione Einaudi.<br />
&#8211; tre testi introduttivi, scritti senza tono populistico né astruserie intellettuali, restano sulle idee e sono per questo utili, l&#8217;impaginazione direi che è splendida, intercalando testi con schizzi inediti di Spiegelman. C&#8217;è anche qui la nota della traduttrice.<br />
&#8211; la carta è avoriata, fa risaltare bene il disegno nero senza abbagliare il lettore. Peccato per la grammatura che lascia a tratti trasparire zone scure della pagina successiva. Ma bisogna  riconoscere che una grammatura migliore avrebbe impennato il prezzo del volume.<br />
&#8211; la dimesione maggiore rispetto all&#8217;edizione Einaudi garantisce indubbiamente una lettura migliore senza snaturare il disegno, anzi i balloon sembrano più proporzionati.<br />
Stessa traduzione dei due volumi essendo il secondo una riedizione di quello Einaudiano. Ovviamente il volume Einaudi costa molto di più.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparidinchiostro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94958</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparidinchiostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 16:20:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94958</guid>

					<description><![CDATA[Un amico mi hasegnalato questo post.
Ripropongo qui la risposta che ho dato di là, perché probabilmente Daniele Brolli non legge il mio blog. Chiedo scusa per il crossposting.
Siccome sono d’accordo con Brolli su molto, viene difficile sfancularlo.
Su di me dice
&lt;i&gt;ma l’unico che affronta di striscio l’argomento è Paolo Interdonato all’interno di un discorso che è eufemistico definire approssimativo. Eccone un esempio, parlando di Tex: “di cui si dice venda circa 200mila copie al mese (non esiste un dato certificato dalla Sergio Bonelli Editore)”. Falso: basta telefonare alla Sergio Bonelli Editore.
Poi Interdonato, con scarsa deontologia professionale, parla di iniziative in cui è stato coinvolto personalmente come quella “graphic novel” dell’editoriale “L’Espresso” definendola “raffinata”: come non si fa a dire che il formato e l’impaginazione della collana hanno snaturato intenzionalmente per esempio opere come Maus di Art Spiegelman o Blankets di Craig Thompson ingrandendo o rimontando le pagine secondo criteri di collana e non dell’opera? &lt;/i&gt;
mi suscita un paio di domande:
- un dato prodotto per telefono è un dato certificato? (sento puzza di enron)
- si può parlare di deontologia professionale in assenza di quattrino? (sono all’antica)
Poi ha ragione a sottolineare che manco di buon gusto definendo “raffinata” una collana che ho prefato (e cui ho contribuito solo inoltrando via mail undici documenti word). L’intento della frase citata a spizzichi era di sottolineare la schizofrenia di un editore capace di mettere in sequenza maus, palestina, città di vetro e, senza soluzione di continuità, tutto tex rimontato e ricolorato (una violazione dell’integrità dell’opera?). Evidentemente l’ho calibrata male e ho detto una cosa che non intendevo (non considero la raffinatezza un pregio in assoluto). Peccato.
Sapevo che spiegelman e Thompson (e anche Baru) erano d’accordo sui requisiti di pubblicazione. Thompson e Baru hanno rimontato personalmente il loro lavoro. Baru lo ha fatto ottenendo risultati eccellenti. Thompson, facendo una schifezza che sembra assemblata con powerpoint.
Sicuramente Brolli sa cose che ignoro.
O forse ha conti aperti con coconino.
Così fosse, se li risolvesse da solo: non ho intenzione di mediare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un amico mi hasegnalato questo post.<br />
Ripropongo qui la risposta che ho dato di là, perché probabilmente Daniele Brolli non legge il mio blog. Chiedo scusa per il crossposting.<br />
Siccome sono d’accordo con Brolli su molto, viene difficile sfancularlo.<br />
Su di me dice<br />
<i>ma l’unico che affronta di striscio l’argomento è Paolo Interdonato all’interno di un discorso che è eufemistico definire approssimativo. Eccone un esempio, parlando di Tex: “di cui si dice venda circa 200mila copie al mese (non esiste un dato certificato dalla Sergio Bonelli Editore)”. Falso: basta telefonare alla Sergio Bonelli Editore.<br />
Poi Interdonato, con scarsa deontologia professionale, parla di iniziative in cui è stato coinvolto personalmente come quella “graphic novel” dell’editoriale “L’Espresso” definendola “raffinata”: come non si fa a dire che il formato e l’impaginazione della collana hanno snaturato intenzionalmente per esempio opere come Maus di Art Spiegelman o Blankets di Craig Thompson ingrandendo o rimontando le pagine secondo criteri di collana e non dell’opera? </i><br />
mi suscita un paio di domande:<br />
&#8211; un dato prodotto per telefono è un dato certificato? (sento puzza di enron)<br />
&#8211; si può parlare di deontologia professionale in assenza di quattrino? (sono all’antica)<br />
Poi ha ragione a sottolineare che manco di buon gusto definendo “raffinata” una collana che ho prefato (e cui ho contribuito solo inoltrando via mail undici documenti word). L’intento della frase citata a spizzichi era di sottolineare la schizofrenia di un editore capace di mettere in sequenza maus, palestina, città di vetro e, senza soluzione di continuità, tutto tex rimontato e ricolorato (una violazione dell’integrità dell’opera?). Evidentemente l’ho calibrata male e ho detto una cosa che non intendevo (non considero la raffinatezza un pregio in assoluto). Peccato.<br />
Sapevo che spiegelman e Thompson (e anche Baru) erano d’accordo sui requisiti di pubblicazione. Thompson e Baru hanno rimontato personalmente il loro lavoro. Baru lo ha fatto ottenendo risultati eccellenti. Thompson, facendo una schifezza che sembra assemblata con powerpoint.<br />
Sicuramente Brolli sa cose che ignoro.<br />
O forse ha conti aperti con coconino.<br />
Così fosse, se li risolvesse da solo: non ho intenzione di mediare</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94957</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 12:32:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94957</guid>

					<description><![CDATA[Scrive Daniele Brolli:
&quot;Poi Interdonato, con scarsa deontologia professionale, parla di iniziative in cui è stato coinvolto personalmente come quella “graphic novel” dell’editoriale “L’Espresso” definendola “raffinata”: come non si fa a dire che il formato e l’impaginazione della collana hanno snaturato intenzionalmente per esempio opere come Maus di Art Spiegelman o Blankets di Craig Thompson ingrandendo o rimontando le pagine secondo criteri di collana e non dell’opera?&quot;
Anche Brolli dovrebbe curare la propria deontologia professionale specificando che la reimpaginazione è stata curata dagli autori stessi e che in alcuni casi proprio l&#039;autore ha ritenuto fosse più efficace di quella originaria.
L&#039;iniziativa di cui parla Paolo Interdonato resta per qualità dei titoli e del lavoro di redazione sui volumi -con materiali, inediti e ottime utilissime presentazioni- una delle operazione più raffinate, meritorie, intelligenti e coraggiose che abbia mai visto. A questo va aggiunto che il prezzo dei volumi era davvero contenuto. Concludo ricordando a Brolli che i volumi sono stati acquistati spesso anche da chi già possedeva gli originali.
Mi dispiace davvero leggere tanta aggressività e tanto male indirizzata da parte di Brolli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Daniele Brolli:<br />
&#8220;Poi Interdonato, con scarsa deontologia professionale, parla di iniziative in cui è stato coinvolto personalmente come quella “graphic novel” dell’editoriale “L’Espresso” definendola “raffinata”: come non si fa a dire che il formato e l’impaginazione della collana hanno snaturato intenzionalmente per esempio opere come Maus di Art Spiegelman o Blankets di Craig Thompson ingrandendo o rimontando le pagine secondo criteri di collana e non dell’opera?&#8221;<br />
Anche Brolli dovrebbe curare la propria deontologia professionale specificando che la reimpaginazione è stata curata dagli autori stessi e che in alcuni casi proprio l&#8217;autore ha ritenuto fosse più efficace di quella originaria.<br />
L&#8217;iniziativa di cui parla Paolo Interdonato resta per qualità dei titoli e del lavoro di redazione sui volumi -con materiali, inediti e ottime utilissime presentazioni- una delle operazione più raffinate, meritorie, intelligenti e coraggiose che abbia mai visto. A questo va aggiunto che il prezzo dei volumi era davvero contenuto. Concludo ricordando a Brolli che i volumi sono stati acquistati spesso anche da chi già possedeva gli originali.<br />
Mi dispiace davvero leggere tanta aggressività e tanto male indirizzata da parte di Brolli.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94956</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 09:37:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94956</guid>

					<description><![CDATA[Per Lucio Angelini: immodestamente cito la mia recensione a uno splendido libro uscito l&#039;anno scorso su Calvino. L&#039;idea non è cosi&#039; scema, e forse Calvino aveva intuito più e prima di altri alcuni aspetti della cultura scientifica, e in particolare dello spazio:
http://lescienze.espresso.repubblica.it/recensione/Dal_Saggiatore_a_Palomar/1317086
&lt;i&gt;Come saggista Calvino aveva già ragionato sulla scienza e sul suo impatto sulla cultura più in generale, come nel 1957 di fronte al lancio del primo satellite da parte dei sovietici. Mentre il gruppo di intellettuali vicini al Partito Comunista (cui Calvino faceva riferimento) si divise tra l&#039;esaltazione del risultato e la denigrazione della tecnologia disumanizzante, Calvino sparigliò le carte con accenti ancora oggi attualissimi: «Il trasferire in cielo una parte di sé, umiliata sulla terra, non è l&#039;antico modo usato dalla religione per offrire conforto alle pene quotidiane? [...] La sua prima funzione [del satellite] è quella di dare all&#039;uomo la dimensione dello spazio [...]. Voglio che faccia operare sulla terra. E pensare all&#039;universo. Voglio che dia più spazio ai pensieri umani».&lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Lucio Angelini: immodestamente cito la mia recensione a uno splendido libro uscito l&#8217;anno scorso su Calvino. L&#8217;idea non è cosi&#8217; scema, e forse Calvino aveva intuito più e prima di altri alcuni aspetti della cultura scientifica, e in particolare dello spazio:<br />
<a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/recensione/Dal_Saggiatore_a_Palomar/1317086" rel="nofollow ugc">http://lescienze.espresso.repubblica.it/recensione/Dal_Saggiatore_a_Palomar/1317086</a><br />
<i>Come saggista Calvino aveva già ragionato sulla scienza e sul suo impatto sulla cultura più in generale, come nel 1957 di fronte al lancio del primo satellite da parte dei sovietici. Mentre il gruppo di intellettuali vicini al Partito Comunista (cui Calvino faceva riferimento) si divise tra l&#8217;esaltazione del risultato e la denigrazione della tecnologia disumanizzante, Calvino sparigliò le carte con accenti ancora oggi attualissimi: «Il trasferire in cielo una parte di sé, umiliata sulla terra, non è l&#8217;antico modo usato dalla religione per offrire conforto alle pene quotidiane? [&#8230;] La sua prima funzione [del satellite] è quella di dare all&#8217;uomo la dimensione dello spazio [&#8230;]. Voglio che faccia operare sulla terra. E pensare all&#8217;universo. Voglio che dia più spazio ai pensieri umani».</i></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: MauroPianesi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/2716-2/comment-page-1/#comment-94955</link>

		<dc:creator><![CDATA[MauroPianesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 07:56:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/03/11/2716/#comment-94955</guid>

					<description><![CDATA[Ma perché è così importante assicurarsi che &quot;questo è letteratura&quot; o &quot;questo NON è letteratura&quot;? (Ops, &quot;L&quot;etteratura, con la maiuscola) A chi importa veramente? A cosa serve questa distinzione? Forse a non includere Harry Potter nel corso di &quot;Letteratura inglese contemporanea&quot; ma in quello sulla &quot;Produzione libraria moderna&quot;? Non capisco. Tra l&#039;altro, molti libri etichettati come &quot;NON letteratura&quot; a suo tempo, oggi ricevono giudizi diametralmente opposti dagli intellettuali. Quindi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma perché è così importante assicurarsi che &#8220;questo è letteratura&#8221; o &#8220;questo NON è letteratura&#8221;? (Ops, &#8220;L&#8221;etteratura, con la maiuscola) A chi importa veramente? A cosa serve questa distinzione? Forse a non includere Harry Potter nel corso di &#8220;Letteratura inglese contemporanea&#8221; ma in quello sulla &#8220;Produzione libraria moderna&#8221;? Non capisco. Tra l&#8217;altro, molti libri etichettati come &#8220;NON letteratura&#8221; a suo tempo, oggi ricevono giudizi diametralmente opposti dagli intellettuali. Quindi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
