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	Commenti a: 3. CHIAVI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ginetta Maria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130922</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ginetta Maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 12:20:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...meglio non incazzarsi col marito...meglio non lasciarlo...in fondo se sei una ex rischi di essere uccisa--e se questo fosse il messaggio che culturalmente si invia alle donne? . Attira curiosità e immaginazione morbosa e ignorante. L&#039;occhio nella serratura delle case .....il brivido/monito. Scrivere dalla parte della donna, questa la parola d&#039;ordine .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;meglio non incazzarsi col marito&#8230;meglio non lasciarlo&#8230;in fondo se sei una ex rischi di essere uccisa&#8211;e se questo fosse il messaggio che culturalmente si invia alle donne? . Attira curiosità e immaginazione morbosa e ignorante. L&#8217;occhio nella serratura delle case &#8230;..il brivido/monito. Scrivere dalla parte della donna, questa la parola d&#8217;ordine .</p>
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		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 19:40:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[appartenere l&#039;uno all&#039;altra/o (finchè durerà, e si spera che duri) è una cosa, ma dire &quot;meglio morta che non più con me o con un altro&quot; è una cosa molto diversa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>appartenere l&#8217;uno all&#8217;altra/o (finchè durerà, e si spera che duri) è una cosa, ma dire &#8220;meglio morta che non più con me o con un altro&#8221; è una cosa molto diversa</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130920</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 13:56:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora, riproviamo. Francesca, il termine può fare anche orrore, ma ha una sua storia e un suo significato. Cercalo tu stessa su Wikipedia, se vuoi, o sulle tante pagine e siti che ne ripercorrono la genesi e il motivo per cui è stato adottato da tanti paesi.
In questi giorni mi capita di leggere l&#039;accanimento con cui una donna, in particolare, moltiplica la sua presenza su tutti i blog possibili e immaginabili per dire che le donne sono assassine quanto gli uomini (ti risparmio, naturalmente, quello che questa stessa donna scrive contro le donne che parlano di questo argomento, perché qui non interessa). Nessuno sta dicendo, nè ha mai detto, che le donne sono migliori degli uomini in quanto donne. Io non l&#039;ho mai pensato, nè scritto. Tant&#039;è vero che il caso della signora che ho citato poco fa riguarda un caso di crudeltà (o patologia) femminile. Dico, però, che esistono delitti dove le vittime sono, eccome, donne &quot;in quanto tali&quot;. In quanto ex compagne che abbandonano. In quanto persone che &quot;appartengono&quot; a un altro. Questa, semplicemente, è la differenza. Quanto al dizionario, in questo caso non è la filologia, credo, a dover essere presa in considerazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, riproviamo. Francesca, il termine può fare anche orrore, ma ha una sua storia e un suo significato. Cercalo tu stessa su Wikipedia, se vuoi, o sulle tante pagine e siti che ne ripercorrono la genesi e il motivo per cui è stato adottato da tanti paesi.<br />
In questi giorni mi capita di leggere l&#8217;accanimento con cui una donna, in particolare, moltiplica la sua presenza su tutti i blog possibili e immaginabili per dire che le donne sono assassine quanto gli uomini (ti risparmio, naturalmente, quello che questa stessa donna scrive contro le donne che parlano di questo argomento, perché qui non interessa). Nessuno sta dicendo, nè ha mai detto, che le donne sono migliori degli uomini in quanto donne. Io non l&#8217;ho mai pensato, nè scritto. Tant&#8217;è vero che il caso della signora che ho citato poco fa riguarda un caso di crudeltà (o patologia) femminile. Dico, però, che esistono delitti dove le vittime sono, eccome, donne &#8220;in quanto tali&#8221;. In quanto ex compagne che abbandonano. In quanto persone che &#8220;appartengono&#8221; a un altro. Questa, semplicemente, è la differenza. Quanto al dizionario, in questo caso non è la filologia, credo, a dover essere presa in considerazione.</p>
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		<title>
		Di: Francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130919</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2012 13:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me solo il termine &quot;femminicidio&quot; mi fa orrore.
Non esiste sul dizionario, così come non esiste &quot;maschicidio&quot;, o no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me solo il termine &#8220;femminicidio&#8221; mi fa orrore.<br />
Non esiste sul dizionario, così come non esiste &#8220;maschicidio&#8221;, o no?</p>
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		<title>
		Di: Paolo E.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130918</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo E.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 15:44:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Giulietta S.:
le tue parole denotano un grande impegno, al quale porto un profondo rispetto, ma molte sono le cose da dire.
Lo scopo di un impegno forte sul femminicidio non può essere solo mostrare che è pertinente all&#039;odio di genere, per due ragioni.
Innanzi tutto perchè non è detto che sia cosi, secondo me il femminicidio nasce non dall&#039;odio di genere ma da una crisi della percezione di se come uomo che si è venuta formando nel passato:  percezione che per esempio rende inconcepibile l&#039;essere lasciati; inoltre perchè di fronte al reiterato manifestarsi di un certo tipo di fatto di sangue, l&#039;obiettivo ultimo deve essere per tutti ridurlo il più possibile e non solo mostrarne l&#039;aspetto che meglio si confa ad un obiettivo politico.
Uomini? Biciclette? Tanto varrebbe parlare delle vittime nei quartieri di Mogadiscio in Somalia. Nono a me piace stare sul pezzo. E quindi ti dico che si, bisogna razionalizzare. Anche correndo il rischio di forzare la realtà entro confini magari approssimativi (anche se ci sono elementi comuni, ogni omicidio è una storia a sè), occorre farsi un&#039;idea ed elaborare una strategia, un impegno, un obiettivo secondario che ci porti comunque a migliorare la situazione ovvero a diminuire gli omicidi. La guerra al sistema patriarcale magari è anche una cosa giusta, ma ci ha poco a che vedere con questo, anzi forse proprio un forzato e non corretto superamento (per quanto dovuto) di quel sistema ha portato a questa situazione.
E forse un femminismo che si fa carico di questo compito, che si preoccupa di incalzare, di stimolare, di ricordare, può trovare un significato più attuale e condivisibile anche dagli uomini che siano davvero interessati a che questi eventi terribili diminuiscano sempre di più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Giulietta S.:<br />
le tue parole denotano un grande impegno, al quale porto un profondo rispetto, ma molte sono le cose da dire.<br />
Lo scopo di un impegno forte sul femminicidio non può essere solo mostrare che è pertinente all&#8217;odio di genere, per due ragioni.<br />
Innanzi tutto perchè non è detto che sia cosi, secondo me il femminicidio nasce non dall&#8217;odio di genere ma da una crisi della percezione di se come uomo che si è venuta formando nel passato:  percezione che per esempio rende inconcepibile l&#8217;essere lasciati; inoltre perchè di fronte al reiterato manifestarsi di un certo tipo di fatto di sangue, l&#8217;obiettivo ultimo deve essere per tutti ridurlo il più possibile e non solo mostrarne l&#8217;aspetto che meglio si confa ad un obiettivo politico.<br />
Uomini? Biciclette? Tanto varrebbe parlare delle vittime nei quartieri di Mogadiscio in Somalia. Nono a me piace stare sul pezzo. E quindi ti dico che si, bisogna razionalizzare. Anche correndo il rischio di forzare la realtà entro confini magari approssimativi (anche se ci sono elementi comuni, ogni omicidio è una storia a sè), occorre farsi un&#8217;idea ed elaborare una strategia, un impegno, un obiettivo secondario che ci porti comunque a migliorare la situazione ovvero a diminuire gli omicidi. La guerra al sistema patriarcale magari è anche una cosa giusta, ma ci ha poco a che vedere con questo, anzi forse proprio un forzato e non corretto superamento (per quanto dovuto) di quel sistema ha portato a questa situazione.<br />
E forse un femminismo che si fa carico di questo compito, che si preoccupa di incalzare, di stimolare, di ricordare, può trovare un significato più attuale e condivisibile anche dagli uomini che siano davvero interessati a che questi eventi terribili diminuiscano sempre di più.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130917</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 12:28:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Giulietta, piacere di conoscerti e qualche precisazione. Io non combatto contro il pensiero patriarcale: faccio quel che posso perchè donne e uomini possano vivere in condizioni di parità effettiva.
Mi perdonerai, ma non condivido l&#039;affermazione, dunque, di una causa contro gli uomini. Non lo è. Ci sono molte persone che si dedicano con fervore a scrivere su tanti blog che le femministe sono questo, odiatrici di uomini. Alcune di queste infervorate sono donne, pensa. E pensa che trascorrono il proprio tempo, quasi tutto, a parlare di quanto sono invasate queste femministe, e di come le famiglie di queste femministe sono disastrate, e quando proprio hanno finito gli argomenti e non sanno più cosa inventarsi, aizzano gli altri affinchè le distruggano, queste femministe, giorno dopo giorno.So che ti stupirai, ma è così.
Anche io sono femminista. E non sono stupida. Cari saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Giulietta, piacere di conoscerti e qualche precisazione. Io non combatto contro il pensiero patriarcale: faccio quel che posso perchè donne e uomini possano vivere in condizioni di parità effettiva.<br />
Mi perdonerai, ma non condivido l&#8217;affermazione, dunque, di una causa contro gli uomini. Non lo è. Ci sono molte persone che si dedicano con fervore a scrivere su tanti blog che le femministe sono questo, odiatrici di uomini. Alcune di queste infervorate sono donne, pensa. E pensa che trascorrono il proprio tempo, quasi tutto, a parlare di quanto sono invasate queste femministe, e di come le famiglie di queste femministe sono disastrate, e quando proprio hanno finito gli argomenti e non sanno più cosa inventarsi, aizzano gli altri affinchè le distruggano, queste femministe, giorno dopo giorno.So che ti stupirai, ma è così.<br />
Anche io sono femminista. E non sono stupida. Cari saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giulietta S.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130916</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulietta S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 11:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Paolo E.
Dobbiamo ringraziare le due Loredane per le loro battaglie, sempre vissute contro il pensiero patriarcale dominante che ancora ci soffoca. Inaccettabile è spiegare il gesto del folle secondo modalità razionali altrimenti dove andrebbe a finire il nostro scopo, che è quello di far passare il termine &quot;femminicidio&quot; come pertinente all&#039;odio di genere? La nostra bussola è il sistema patriarcale: è lui il responsabile della nostra condizione di vittima che non lavora quanto potrebbe, non guadagna quanto dovrebbe. Che si spacca in 4 in casa e in famiglia. Che nella Storia ha sempre subito un maschio prevaricatore chefondava il suo privilegio sul nostro schiavismo.
Non vorrai far notare a tutti che il fenomeno del femminicidio in Italia fa numeri inferiori addirittura alle persone che muiono sulle biciclette, mi auguro? Non vorrai per caso invitare le persone che leggono alla riflessione, oh! Potrebbero notare che le ragioni dietro l&#039;omicidio di una donna sono complesse, riguardano motivazioni psichiatriche, economiche, senili, culturali, etc. Potrebbero rendersi conto che generalizzare un centinaio di morte in questa categoria è un filo arbitrario oltre che ideologico. Poi c&#039;è un sacco di lettrici e lettori anche qua e forse qualcuna con un po&#039; di sensiblità e a forza di leggere si sarà resa conto che la passione umana si assomigia in tutte le epoche e il delitto passionale non è un alibi concesso al reo ma solo una spiegazione razionale dello stato emotivo di chi ne compia il gesto.
Paolo, io sono una femminista, non una stupida. Io non mi vergogno a dire che sono ideologizzata. La mia causa contro gli uomini deve passare anche da queste strumentalizzazioni.  Altrimenti non ci notano e le nostre battaglie le facciamo solo tra noi. O non l&#039;avevi capito? Ci avevi scambiato per delle ottuse che piangono sulle vittime che non hanno mai conosciuto? Sorelle, sì, ma soprattutto martiri per la nostra causa.
Ciao a tutte e a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo E.<br />
Dobbiamo ringraziare le due Loredane per le loro battaglie, sempre vissute contro il pensiero patriarcale dominante che ancora ci soffoca. Inaccettabile è spiegare il gesto del folle secondo modalità razionali altrimenti dove andrebbe a finire il nostro scopo, che è quello di far passare il termine &#8220;femminicidio&#8221; come pertinente all&#8217;odio di genere? La nostra bussola è il sistema patriarcale: è lui il responsabile della nostra condizione di vittima che non lavora quanto potrebbe, non guadagna quanto dovrebbe. Che si spacca in 4 in casa e in famiglia. Che nella Storia ha sempre subito un maschio prevaricatore chefondava il suo privilegio sul nostro schiavismo.<br />
Non vorrai far notare a tutti che il fenomeno del femminicidio in Italia fa numeri inferiori addirittura alle persone che muiono sulle biciclette, mi auguro? Non vorrai per caso invitare le persone che leggono alla riflessione, oh! Potrebbero notare che le ragioni dietro l&#8217;omicidio di una donna sono complesse, riguardano motivazioni psichiatriche, economiche, senili, culturali, etc. Potrebbero rendersi conto che generalizzare un centinaio di morte in questa categoria è un filo arbitrario oltre che ideologico. Poi c&#8217;è un sacco di lettrici e lettori anche qua e forse qualcuna con un po&#8217; di sensiblità e a forza di leggere si sarà resa conto che la passione umana si assomigia in tutte le epoche e il delitto passionale non è un alibi concesso al reo ma solo una spiegazione razionale dello stato emotivo di chi ne compia il gesto.<br />
Paolo, io sono una femminista, non una stupida. Io non mi vergogno a dire che sono ideologizzata. La mia causa contro gli uomini deve passare anche da queste strumentalizzazioni.  Altrimenti non ci notano e le nostre battaglie le facciamo solo tra noi. O non l&#8217;avevi capito? Ci avevi scambiato per delle ottuse che piangono sulle vittime che non hanno mai conosciuto? Sorelle, sì, ma soprattutto martiri per la nostra causa.<br />
Ciao a tutte e a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo E.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130915</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo E.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 09:25:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5575#comment-130915</guid>

					<description><![CDATA[Sono pienamente consapevole di essere voce fuori dal coro. Puntare sull&#039;aspetto patologico dell&#039;assassino secondo me non è sbagliato. Preso atto dell&#039;importanza del lavoro che viene fatto affinchè tutti prendano coscienza che un problema-femminicidio esiste, se lo sivuole risolvere bisogna focalizzarsi anche e soprattutto sul dove nasce il male, ovvero sull&#039;assassino.
Un feroce omicidio compiuto perchè non si sa (più) accettare di essere lasciati, o non si sanno più gestire il dolore e la gelosia SONO gesti di follia e non capisco dove stà l&#039;utilità di volerlo negare a tutti i costi. Piuttosto dopo bisogna stare attenti a non cadere in un giustificazionismo altrettanto pazzesco, e mettersi a ragionare e capire su quali siano le cause di questa immaturità psicologica diffusa che nei casi più gravi diventa femminicidio ma che si trascina dietro anche tutta una serie di situazioni di grave sofferenza (stalking etc).
Poi occorre annche dire che la figura del padre separato è a grave rischio psicologico come è fin banale capire. Ti ritrovi solo, nella miseria più nera, con l&#039;impossibilità di vedere i tuoi figli e nessuno da incompare se non te stesso, e spesso anche a torto...non è una giustificazione sia ben chiaro, ma l&#039;evidenziare un problema. Conosco una persona separata in quelle condizioni, davvero non capisco come faccia a non dare di mattto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pienamente consapevole di essere voce fuori dal coro. Puntare sull&#8217;aspetto patologico dell&#8217;assassino secondo me non è sbagliato. Preso atto dell&#8217;importanza del lavoro che viene fatto affinchè tutti prendano coscienza che un problema-femminicidio esiste, se lo sivuole risolvere bisogna focalizzarsi anche e soprattutto sul dove nasce il male, ovvero sull&#8217;assassino.<br />
Un feroce omicidio compiuto perchè non si sa (più) accettare di essere lasciati, o non si sanno più gestire il dolore e la gelosia SONO gesti di follia e non capisco dove stà l&#8217;utilità di volerlo negare a tutti i costi. Piuttosto dopo bisogna stare attenti a non cadere in un giustificazionismo altrettanto pazzesco, e mettersi a ragionare e capire su quali siano le cause di questa immaturità psicologica diffusa che nei casi più gravi diventa femminicidio ma che si trascina dietro anche tutta una serie di situazioni di grave sofferenza (stalking etc).<br />
Poi occorre annche dire che la figura del padre separato è a grave rischio psicologico come è fin banale capire. Ti ritrovi solo, nella miseria più nera, con l&#8217;impossibilità di vedere i tuoi figli e nessuno da incompare se non te stesso, e spesso anche a torto&#8230;non è una giustificazione sia ben chiaro, ma l&#8217;evidenziare un problema. Conosco una persona separata in quelle condizioni, davvero non capisco come faccia a non dare di mattto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130914</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 09:09:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5575#comment-130914</guid>

					<description><![CDATA[bel lapsus: ovviamente DELITTO d&#039;onore, non diritto...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bel lapsus: ovviamente DELITTO d&#8217;onore, non diritto&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/3-chiavi/comment-page-1/#comment-130913</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2012 07:39:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5575#comment-130913</guid>

					<description><![CDATA[Sabato mattina ascoltavo Radiotre un po&#039; distrattamente, quando è stato trattato il tema del femminicidio e allora ho drizzato le antenne e francamente mi son pure cadute le braccia.
La trasmissione era Uomini e profeti: la conduttrice cercava di ricondurre il discorso alla specificità del femminicidio e uno degli interlocutori (credo fosse un sacerdote siciliano perché di Sicilia si parlava) continuava a dire che si tratta di &quot;delitti passionali&quot;. E la conduttrice: Ma come passionali? Cosa c&#039;entra la passione?
&quot;Beh ma sono cose della coppia, noi non possiamo saperlo, quel ragazzo doveva provare anche tanta passione&quot;.
Ecco... si lavora tanto e poi con un&#039;unica affermazione si torna indietro di secoli. Mancava poco che citava il diritto d&#039;onore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato mattina ascoltavo Radiotre un po&#8217; distrattamente, quando è stato trattato il tema del femminicidio e allora ho drizzato le antenne e francamente mi son pure cadute le braccia.<br />
La trasmissione era Uomini e profeti: la conduttrice cercava di ricondurre il discorso alla specificità del femminicidio e uno degli interlocutori (credo fosse un sacerdote siciliano perché di Sicilia si parlava) continuava a dire che si tratta di &#8220;delitti passionali&#8221;. E la conduttrice: Ma come passionali? Cosa c&#8217;entra la passione?<br />
&#8220;Beh ma sono cose della coppia, noi non possiamo saperlo, quel ragazzo doveva provare anche tanta passione&#8221;.<br />
Ecco&#8230; si lavora tanto e poi con un&#8217;unica affermazione si torna indietro di secoli. Mancava poco che citava il diritto d&#8217;onore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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