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	Commenti a: 5. LA FORZA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: stefania nardini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefania nardini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 17:59:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parlarne, bisogna parlarne ma fuori dagli schemi come si sta facendo qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlarne, bisogna parlarne ma fuori dagli schemi come si sta facendo qui.</p>
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		Di: Noemi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130414</link>

		<dc:creator><![CDATA[Noemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 20:42:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Elisabetta: grazie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Elisabetta: grazie!</p>
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		Di: Elisabetta (Julie Vignon)		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130413</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta (Julie Vignon)]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 07:28:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Noemi il tuo progetto è molto interessante, la &quot;la trama di immagini&quot; sicuramente una testimonianza personale, ma anche artistica, che diviene pubblica e condivisa. E il discorso che affronti sugli stereotipi, su un concetto di femminilità a cui ci si deve costantemente adeguare o comunque il cui confronto è inevitabile, mi sembra davvero opportuno.
Anche io ho affermato che le parole di una persona amica, di un parente o di un conoscente, riescono a toccarci nel profondo, più di quanto possa farlo la narrazione del personaggio famoso. Scatta un meccanismo di empatia, a cui nel caso di un rapporto di parentela o amicizia si sovrappone l&#039;affettività, e di maggiore identificazione. Credo sia lo stesso tipo di esperienza che ci rende più sensibili a un lutto che colpisce un conoscente piuttosto che un estraneo.
D&#039;altra parte se una donna di successo sente la necessità di condividere il suo percorso raggiungendo molte più persone, non ci vedo nulla di negativo.
Il punto è che spesso queste testimonial, usate nel contesto di quel grande baraccone rosa in cui si muovono per fini puramente commerciali grandi aziende, le stesse che usano cancerogeni nei loro prodotti, perdono efficacia e valore. Almeno per quanto mi riguarda. La testimonianza di per sé, passi o meno attraverso la notorietà, ha una sua ragion d&#039;essere, ma la trovo inopportuna se proposta da determinati soggetti e realizzati in ambiti criticabili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Noemi il tuo progetto è molto interessante, la &#8220;la trama di immagini&#8221; sicuramente una testimonianza personale, ma anche artistica, che diviene pubblica e condivisa. E il discorso che affronti sugli stereotipi, su un concetto di femminilità a cui ci si deve costantemente adeguare o comunque il cui confronto è inevitabile, mi sembra davvero opportuno.<br />
Anche io ho affermato che le parole di una persona amica, di un parente o di un conoscente, riescono a toccarci nel profondo, più di quanto possa farlo la narrazione del personaggio famoso. Scatta un meccanismo di empatia, a cui nel caso di un rapporto di parentela o amicizia si sovrappone l&#8217;affettività, e di maggiore identificazione. Credo sia lo stesso tipo di esperienza che ci rende più sensibili a un lutto che colpisce un conoscente piuttosto che un estraneo.<br />
D&#8217;altra parte se una donna di successo sente la necessità di condividere il suo percorso raggiungendo molte più persone, non ci vedo nulla di negativo.<br />
Il punto è che spesso queste testimonial, usate nel contesto di quel grande baraccone rosa in cui si muovono per fini puramente commerciali grandi aziende, le stesse che usano cancerogeni nei loro prodotti, perdono efficacia e valore. Almeno per quanto mi riguarda. La testimonianza di per sé, passi o meno attraverso la notorietà, ha una sua ragion d&#8217;essere, ma la trovo inopportuna se proposta da determinati soggetti e realizzati in ambiti criticabili.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Libera		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130412</link>

		<dc:creator><![CDATA[Libera]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 06:27:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avete letto &quot;Anticancro&quot; di David Servan-Schreiber? Che ne pensate?
Grazie Noemi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete letto &#8220;Anticancro&#8221; di David Servan-Schreiber? Che ne pensate?<br />
Grazie Noemi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Grazia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Grazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 18:08:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E se facessimo la mossa del cavallo e abbandonassimo la cultura della testimonial?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E se facessimo la mossa del cavallo e abbandonassimo la cultura della testimonial?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130410</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 17:42:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi unisco ai dubbi di Elisabetta: non si capisce perché una testimonial nota debba essere meno credibile della nostra vicina di casa. E poi, sinceramente, non capisco il discorso a monte: qualcuno dovrebbe spiegarmi perché mettere un malato terminale come testimonial dovrebbe essere più efficace. Come il solito io sento il peso di una cultura della sofferenza, cattolica ovviamente, che individua nell&#039;attrice guarita qualcosa di &quot;disonesto&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi unisco ai dubbi di Elisabetta: non si capisce perché una testimonial nota debba essere meno credibile della nostra vicina di casa. E poi, sinceramente, non capisco il discorso a monte: qualcuno dovrebbe spiegarmi perché mettere un malato terminale come testimonial dovrebbe essere più efficace. Come il solito io sento il peso di una cultura della sofferenza, cattolica ovviamente, che individua nell&#8217;attrice guarita qualcosa di &#8220;disonesto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Noemi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130409</link>

		<dc:creator><![CDATA[Noemi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 16:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io vorrei che venisse sfatato il mito della prevenzione e che, correttamente e con molta onesta&#039;, si usassero &quot;diagnosi precoce&quot; o &quot;prevenzione secondaria&quot;.
@ Elisabetta: hai ragione che un testimonial deve essere noto ma deve essere anche credibile, e questa credibilita&#039; io credo si giochi sul fatto che noi tutti possiamo identificarci con questa persona &quot;qualunque&quot;, non patinata . Io, che sto combattendo dal 2007 un cancro al seno ora in metastasi e ho trovato testimonial in donne ancora vive e una zia che non lo e&#039; piu&#039;, sto cercando di essere io stessa testimonial. A Vicenza dal 6 al 21 ottobre allestiro&#039; una &quot;trama di immagini&quot; che si intitola &quot;TU CANCRO. IO DONNA. AMMALARSI DI FEMMINILITA&#039;&quot; (vedi post di Lorella Zanardo) proprio con questo intento. Togliamo gli orpelli, guardiamoci.
Vi aspetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io vorrei che venisse sfatato il mito della prevenzione e che, correttamente e con molta onesta&#8217;, si usassero &#8220;diagnosi precoce&#8221; o &#8220;prevenzione secondaria&#8221;.<br />
@ Elisabetta: hai ragione che un testimonial deve essere noto ma deve essere anche credibile, e questa credibilita&#8217; io credo si giochi sul fatto che noi tutti possiamo identificarci con questa persona &#8220;qualunque&#8221;, non patinata . Io, che sto combattendo dal 2007 un cancro al seno ora in metastasi e ho trovato testimonial in donne ancora vive e una zia che non lo e&#8217; piu&#8217;, sto cercando di essere io stessa testimonial. A Vicenza dal 6 al 21 ottobre allestiro&#8217; una &#8220;trama di immagini&#8221; che si intitola &#8220;TU CANCRO. IO DONNA. AMMALARSI DI FEMMINILITA'&#8221; (vedi post di Lorella Zanardo) proprio con questo intento. Togliamo gli orpelli, guardiamoci.<br />
Vi aspetto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130408</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 14:11:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rinvio a questo link, che potrebbe forse chiarire una volta per tutte il senso dei numeri che vanno circolando e che spesso sono causa di ansia e timori.
http://www.registri-tumori.it/PDF/Numeri/05_Rub_ITA-USA.pdf
Estraggo il seguente virgolettato: “Nella tabella è presentato il numero teorico di soggetti fra i quali è ipotizzabile che sia diagnosticato un tumore nel corso della vita (0-84 anni). Il dato, basato sui più recenti dati di incidenza dell’Associazione italiana registri tumori e del SEER statunitense, è presentato per l’Italia e per gli Stati Uniti d’America, per i due sessi e per i principali tumori. Questo indicatore, noto come rischio cumulativo, esprime una probabilità squisitamente teorica, ma che riesce a quantificare in una forma comprensibile la diversa rilevanza dei tumori. La tabella mostra che in Italia un uomo ogni due e una donna ogni tre hanno la probabilità di ricevere una diagnosi tumorale nel corso della loro vita, e che questa probabilità riguarda un uomo ogni sei per il tumore della prostata, uno ogni otto per il tumore del polmone e una donna ogni otto per il tumore della mammella”.
Come si vede, se è legittimo parlare di epidemia dovremmo anche parlare di una epidemia di tumore al polmone, ma ancora di più di tumore alla prostata e, soprattutto, di tumore in generale. Un uomo su due, una donna su tre. E’ evidente che questi numeri vanno interpretati, sennò davvero finiremo con il seminare il panico. Lo dicono gli stessi ricercatori, che la probabilità è “squisitamente teorica”. Resta da capire cosa voglia dire, in concreto, questa locuzione. Mi riprometto di condividere eventuali approfondimenti, se avrò il tempo di farli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rinvio a questo link, che potrebbe forse chiarire una volta per tutte il senso dei numeri che vanno circolando e che spesso sono causa di ansia e timori.<br />
<a href="http://www.registri-tumori.it/PDF/Numeri/05_Rub_ITA-USA.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.registri-tumori.it/PDF/Numeri/05_Rub_ITA-USA.pdf</a><br />
Estraggo il seguente virgolettato: “Nella tabella è presentato il numero teorico di soggetti fra i quali è ipotizzabile che sia diagnosticato un tumore nel corso della vita (0-84 anni). Il dato, basato sui più recenti dati di incidenza dell’Associazione italiana registri tumori e del SEER statunitense, è presentato per l’Italia e per gli Stati Uniti d’America, per i due sessi e per i principali tumori. Questo indicatore, noto come rischio cumulativo, esprime una probabilità squisitamente teorica, ma che riesce a quantificare in una forma comprensibile la diversa rilevanza dei tumori. La tabella mostra che in Italia un uomo ogni due e una donna ogni tre hanno la probabilità di ricevere una diagnosi tumorale nel corso della loro vita, e che questa probabilità riguarda un uomo ogni sei per il tumore della prostata, uno ogni otto per il tumore del polmone e una donna ogni otto per il tumore della mammella”.<br />
Come si vede, se è legittimo parlare di epidemia dovremmo anche parlare di una epidemia di tumore al polmone, ma ancora di più di tumore alla prostata e, soprattutto, di tumore in generale. Un uomo su due, una donna su tre. E’ evidente che questi numeri vanno interpretati, sennò davvero finiremo con il seminare il panico. Lo dicono gli stessi ricercatori, che la probabilità è “squisitamente teorica”. Resta da capire cosa voglia dire, in concreto, questa locuzione. Mi riprometto di condividere eventuali approfondimenti, se avrò il tempo di farli.</p>
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		<title>
		Di: lorella zanardo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130407</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorella zanardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 13:43:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.tucancroiodonna.it/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tucancroiodonna.it/" rel="nofollow ugc">http://www.tucancroiodonna.it/</a></p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Grazia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/5-la-forza/comment-page-1/#comment-130406</link>

		<dc:creator><![CDATA[Grazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 13:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ 人谁笑 Ti consiglio di documentarti meglio, soprattutto a proposito dei legami tra virus e cancro. Potresti cominciare dal cancro alla cervice uterina, poi andiamo avanti con qualcosa di piu` complesso come il cancro al fegato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ 人谁笑 Ti consiglio di documentarti meglio, soprattutto a proposito dei legami tra virus e cancro. Potresti cominciare dal cancro alla cervice uterina, poi andiamo avanti con qualcosa di piu` complesso come il cancro al fegato.</p>
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