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	Commenti a: A CHIUSURA DI SETTIMANA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Momenti di rabbia e stupri correttivi &#124; Frequenze LesbicheFrequenze Lesbiche		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Momenti di rabbia e stupri correttivi &#124; Frequenze LesbicheFrequenze Lesbiche]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2013 13:35:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] a un pubblico percepito come reale. Senza scendere nel dettaglio, rimandiamo a quanto ha scritto qui, qui e qui Loredana Lipperini, in altre circostanze (peraltro parlando anche della ministra [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] a un pubblico percepito come reale. Senza scendere nel dettaglio, rimandiamo a quanto ha scritto qui, qui e qui Loredana Lipperini, in altre circostanze (peraltro parlando anche della ministra [&#8230;] </p>
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		Di: Daniele Guerrieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Guerrieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 16:11:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si tratta di &lt;i&gt;&quot;parolacce&quot;&lt;/i&gt; o di &lt;i&gt;&quot;maleducazione&quot;&lt;/i&gt;, ma dell&#039;espressione di posizioni chiaramente &lt;b&gt;fasciste&lt;/b&gt;.
Personalmente, penso che chi considera un valore la prepotenza e la sopraffazione non meriti i benefici della Libertà.
Tanto più che alle parole seguono spesso i fatti: dalle aggressioni di gruppo, spesso con accoltellamenti, ad omosessuali e/o presunti Comunisti, alle quali, forse per un malinteso senso della responsabilità, viene dato poco o punto rilievo dai mezzi d&#039;informazione, alla violenza solo implicitamente fascista come quella, generalmente, contro le donne.
E non mi si venga a dire che in tutto questo c&#039;è una reciprocità da parte di centri sociali e formazioni di estrema sinistra perché non è vero: oggi, la violenza di destra è nettamente preponderante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta di <i>&#8220;parolacce&#8221;</i> o di <i>&#8220;maleducazione&#8221;</i>, ma dell&#8217;espressione di posizioni chiaramente <b>fasciste</b>.<br />
Personalmente, penso che chi considera un valore la prepotenza e la sopraffazione non meriti i benefici della Libertà.<br />
Tanto più che alle parole seguono spesso i fatti: dalle aggressioni di gruppo, spesso con accoltellamenti, ad omosessuali e/o presunti Comunisti, alle quali, forse per un malinteso senso della responsabilità, viene dato poco o punto rilievo dai mezzi d&#8217;informazione, alla violenza solo implicitamente fascista come quella, generalmente, contro le donne.<br />
E non mi si venga a dire che in tutto questo c&#8217;è una reciprocità da parte di centri sociali e formazioni di estrema sinistra perché non è vero: oggi, la violenza di destra è nettamente preponderante.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Giorgio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2013 13:11:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per la festa della mamma una bella recensione, scritta da un ragazzo, del libro di Loredana Lipperini!: http://www.senzabarcode.it/2013/05/12/il-libro-di-loredana-lipperini-di-mamma-ce-ne-piu-duna/
Giorgio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la festa della mamma una bella recensione, scritta da un ragazzo, del libro di Loredana Lipperini!: <a href="http://www.senzabarcode.it/2013/05/12/il-libro-di-loredana-lipperini-di-mamma-ce-ne-piu-duna/" rel="nofollow ugc">http://www.senzabarcode.it/2013/05/12/il-libro-di-loredana-lipperini-di-mamma-ce-ne-piu-duna/</a><br />
Giorgio.</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 23:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il &quot;mah&quot; anonimo era mio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;mah&#8221; anonimo era mio.</p>
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		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 23:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Gino: mah.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Gino: mah.</p>
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		<title>
		Di: Gino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 20:13:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse è molto più semplice: siamo un paese di parolai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse è molto più semplice: siamo un paese di parolai.</p>
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		<title>
		Di: Gino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 20:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maurizio, Carfagna ha preso 50mila preferenze in Campania. Avranno fatto davvero fatica quelli del Clarin a pubblicare 50mila intercettazioni. Non trovi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio, Carfagna ha preso 50mila preferenze in Campania. Avranno fatto davvero fatica quelli del Clarin a pubblicare 50mila intercettazioni. Non trovi?</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-chiusura-di-settimana/comment-page-1/#comment-133584</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:01:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;articolo di Battista è interessante e condivisibile quasi per intero. Dico &quot;quasi&quot; perché omette di richiamare, secondo me, un fatto importante ai fini della spiegazione dello sdoganamento dell&#039;insulto. C&#039;è un pezzo di Italia, che da un certo punto in poi si è identificato in una parte politica, che di questa malintesa &quot;schiettezza&quot; e &quot;autenticità&quot; popolare ha fatto una bandiera. Ce li siamo dimenticati, i &quot;marescialli panzoni&quot; dello stesso Brunetta, il celodurismo di Bossi, il &quot;mostro bavoso&quot; di Berlusconi a Prodi, lo stupefacente &quot; ah froci&quot; di Storace quando gli chiesero di dire qualcosa di destra, il dito medio ormai ordinariamente ostentato da Gasparri e da mezzo centro destra, le accuse di fiancheggiamento a Cofferati dopo l’omicidio del professor Biagi, e mi taccio subito per non invadere l&#039;intero commentarium? Certo, qui l&#039;obiezione è facile: l&#039;esperienza di radio parolaccia è anteriore, di molto anteriore, al berlusconismo e al leghismo; però c&#039;era, in quell&#039;epoca, una posizione pressoché univoca - certamente ipocrita, ma c’era - di tutte le forze politiche nel condannare queste vomitate. Il (noioisissimo) linguaggio della politica e del discorso pubblico doveva essere paludato, prudente, mai sopra le righe. Poi, senza passare per alcuna età dell’oro dei rapporti umani e della lingua, il pendolo ha oscillato direttamente nel  campo opposto: dal &#039;94 in poi l’urlo e l’insulto sono diventati norma di rapporto con l&#039;avversario, e non solo. Tanto che il &quot;politically correct&quot; è diventato un&#039;etichetta spregiativa da appiccicare agli adepti della gauche caviar, intellettualoidi con la puzza sotto il naso incapaci (e indegni) di condividere i sani umori popolari. I quali, a giudicare da quello che &quot;il popolo&quot; (categoria che, non si sa perché, sembrerebbe non includere gli abitanti civili di questo paese) spande attorno a sé ormai da vent&#039;anni, devono essere un robusto cocktail di afrori, flatulenze e aliti pesanti post abboffata veicolati da poderosi rutti. Verrebbe quindi da dire, quando si sentono gli alti lai dei Brunetta, dei Ferrara, dello stesso Berlusconi, delle Carfagna, Rosi Mauro, Brambilla e reggicoda/amazzoni varie, che chi semina vento raccoglie tempesta; poi, ovviamente, capita che molte persone corrette e consapevoli non siano in grado di astenersi dal difendere anche questi figuri, quando finiscono sotto – mi stava scappando “meritato” – attacco; da parte mia, confesso di non riuscire ad essere così ecumenico, e di non essermi granché appassionato alla levata di scudi in difesa di Rosi Mauro o di Mara Carfagna quando finirono nel tritacarne. Intendiamoci: riconosco il principio della giustezza di quella difesa, e forse anche la sua necessità, se concordiamo nel voler porre un argine a chi volentieri  trasformerebbe questo paese in una lunga teoria di forche, dalle Alpi al canale di Sicilia; però è difficile, tanto difficile, e sfiora direi la santità, quest’esercizio di neutralità e com-passione, nel senso etimologico del termine, verso chi neutro non è e anziché compassione ha sempre dispensato odio e disprezzo proprio contro chi si è poi speso a difenderlo. Infine, vorrei sottolineare il sottilissimo confine che passa tra illazione e puro e semplice diritto di cronaca: ai tempi delle intercettazioni venne fuori anche roba molto piccante che in Italia non fu pubblicata, ma uscì, per dire, sul Clarin di Buenos Aires e su altri giornali esteri. Documentavano, potremmo dire, “dal vivo” come fossero stati ottenuti certi incarichi. Anche allora ci fu chi si indignò. A torto, direi, dato che, a quanto ne so, quelle intercettazioni non furono smentite; perché il particolare a luci rosse, in quel caso, rivestiva un evidente interesse pubblico, non essendo consentito dalla legge e dal buon senso barattare favori sessuali con cariche prestigiose e soprattutto remunerate con denaro pubblico. Mi rendo conto di quanto diventi difficile, in una situazione del genere, condannare l’esponente politico con la dovuta severità e al tempo stesso ricacciare indietro il voyeurismo, rintuzzare gli haters, difendere la donna; però è uno sforzo che va fatto, perché certe difese tout court, che in nome dell’antica e giusta delegittimazione  della distinzione tra “ragazze per bene” e “ragazze per male” tendevano a non condannare i mezzi usati da certe signore per fare carriera, le ho trovate davvero fastidiose. Concludendo, e chiedo scusa per la lunghezza, ma il discorso mi interessa molto, io concordo con la tesi di Loredana: si tratta innanzitutto di un problema culturale e ben poco possono le leggi e le punizioni, in questo campo; aggiungerei però che una chiara indicazione di responsabilità a carico di chi questo fondo vergognoso del modo di essere degli italiani lo ha coltivato e sfruttato cinicamente anziché prenderne le distanze è necessaria quanto gli interventi in campo educativo e culturale. E’ sempre bene sapere da che parte si sta, e da che parte sta chi ha torto marcio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di Battista è interessante e condivisibile quasi per intero. Dico &#8220;quasi&#8221; perché omette di richiamare, secondo me, un fatto importante ai fini della spiegazione dello sdoganamento dell&#8217;insulto. C&#8217;è un pezzo di Italia, che da un certo punto in poi si è identificato in una parte politica, che di questa malintesa &#8220;schiettezza&#8221; e &#8220;autenticità&#8221; popolare ha fatto una bandiera. Ce li siamo dimenticati, i &#8220;marescialli panzoni&#8221; dello stesso Brunetta, il celodurismo di Bossi, il &#8220;mostro bavoso&#8221; di Berlusconi a Prodi, lo stupefacente &#8221; ah froci&#8221; di Storace quando gli chiesero di dire qualcosa di destra, il dito medio ormai ordinariamente ostentato da Gasparri e da mezzo centro destra, le accuse di fiancheggiamento a Cofferati dopo l’omicidio del professor Biagi, e mi taccio subito per non invadere l&#8217;intero commentarium? Certo, qui l&#8217;obiezione è facile: l&#8217;esperienza di radio parolaccia è anteriore, di molto anteriore, al berlusconismo e al leghismo; però c&#8217;era, in quell&#8217;epoca, una posizione pressoché univoca &#8211; certamente ipocrita, ma c’era &#8211; di tutte le forze politiche nel condannare queste vomitate. Il (noioisissimo) linguaggio della politica e del discorso pubblico doveva essere paludato, prudente, mai sopra le righe. Poi, senza passare per alcuna età dell’oro dei rapporti umani e della lingua, il pendolo ha oscillato direttamente nel  campo opposto: dal &#8217;94 in poi l’urlo e l’insulto sono diventati norma di rapporto con l&#8217;avversario, e non solo. Tanto che il &#8220;politically correct&#8221; è diventato un&#8217;etichetta spregiativa da appiccicare agli adepti della gauche caviar, intellettualoidi con la puzza sotto il naso incapaci (e indegni) di condividere i sani umori popolari. I quali, a giudicare da quello che &#8220;il popolo&#8221; (categoria che, non si sa perché, sembrerebbe non includere gli abitanti civili di questo paese) spande attorno a sé ormai da vent&#8217;anni, devono essere un robusto cocktail di afrori, flatulenze e aliti pesanti post abboffata veicolati da poderosi rutti. Verrebbe quindi da dire, quando si sentono gli alti lai dei Brunetta, dei Ferrara, dello stesso Berlusconi, delle Carfagna, Rosi Mauro, Brambilla e reggicoda/amazzoni varie, che chi semina vento raccoglie tempesta; poi, ovviamente, capita che molte persone corrette e consapevoli non siano in grado di astenersi dal difendere anche questi figuri, quando finiscono sotto – mi stava scappando “meritato” – attacco; da parte mia, confesso di non riuscire ad essere così ecumenico, e di non essermi granché appassionato alla levata di scudi in difesa di Rosi Mauro o di Mara Carfagna quando finirono nel tritacarne. Intendiamoci: riconosco il principio della giustezza di quella difesa, e forse anche la sua necessità, se concordiamo nel voler porre un argine a chi volentieri  trasformerebbe questo paese in una lunga teoria di forche, dalle Alpi al canale di Sicilia; però è difficile, tanto difficile, e sfiora direi la santità, quest’esercizio di neutralità e com-passione, nel senso etimologico del termine, verso chi neutro non è e anziché compassione ha sempre dispensato odio e disprezzo proprio contro chi si è poi speso a difenderlo. Infine, vorrei sottolineare il sottilissimo confine che passa tra illazione e puro e semplice diritto di cronaca: ai tempi delle intercettazioni venne fuori anche roba molto piccante che in Italia non fu pubblicata, ma uscì, per dire, sul Clarin di Buenos Aires e su altri giornali esteri. Documentavano, potremmo dire, “dal vivo” come fossero stati ottenuti certi incarichi. Anche allora ci fu chi si indignò. A torto, direi, dato che, a quanto ne so, quelle intercettazioni non furono smentite; perché il particolare a luci rosse, in quel caso, rivestiva un evidente interesse pubblico, non essendo consentito dalla legge e dal buon senso barattare favori sessuali con cariche prestigiose e soprattutto remunerate con denaro pubblico. Mi rendo conto di quanto diventi difficile, in una situazione del genere, condannare l’esponente politico con la dovuta severità e al tempo stesso ricacciare indietro il voyeurismo, rintuzzare gli haters, difendere la donna; però è uno sforzo che va fatto, perché certe difese tout court, che in nome dell’antica e giusta delegittimazione  della distinzione tra “ragazze per bene” e “ragazze per male” tendevano a non condannare i mezzi usati da certe signore per fare carriera, le ho trovate davvero fastidiose. Concludendo, e chiedo scusa per la lunghezza, ma il discorso mi interessa molto, io concordo con la tesi di Loredana: si tratta innanzitutto di un problema culturale e ben poco possono le leggi e le punizioni, in questo campo; aggiungerei però che una chiara indicazione di responsabilità a carico di chi questo fondo vergognoso del modo di essere degli italiani lo ha coltivato e sfruttato cinicamente anziché prenderne le distanze è necessaria quanto gli interventi in campo educativo e culturale. E’ sempre bene sapere da che parte si sta, e da che parte sta chi ha torto marcio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-chiusura-di-settimana/comment-page-1/#comment-133583</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il problema(uno dei problemi)è che se non si parte dal basso applicando le sanzioni previste per gli sconfinamenti poi è difficile rendere effettive tutte le altre leggi.E sto pensando per esempio al fatto che guidare,spesso pure da cani,adoperando il telefonino(e di solito per comunicare il nulla di cui è pervasa l&#039;incultura che si può respirare in questa entità storico politica per cui si è versato molto sangue),comporterebbe una multa salata e la confisca dei punti della patente.Sappiamo tutti quanto è operativa questa norma.E poi però ogni tanto ci ricordiamo di lamentarci se l&#039;apologia del fascismo,la diffusione,più o meno mascherata dell&#039;omofobia,e la segreta istigazione alla violenza maschista siano prese in considerazione alla stragua di una boutade]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il problema(uno dei problemi)è che se non si parte dal basso applicando le sanzioni previste per gli sconfinamenti poi è difficile rendere effettive tutte le altre leggi.E sto pensando per esempio al fatto che guidare,spesso pure da cani,adoperando il telefonino(e di solito per comunicare il nulla di cui è pervasa l&#8217;incultura che si può respirare in questa entità storico politica per cui si è versato molto sangue),comporterebbe una multa salata e la confisca dei punti della patente.Sappiamo tutti quanto è operativa questa norma.E poi però ogni tanto ci ricordiamo di lamentarci se l&#8217;apologia del fascismo,la diffusione,più o meno mascherata dell&#8217;omofobia,e la segreta istigazione alla violenza maschista siano prese in considerazione alla stragua di una boutade</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Rényi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-chiusura-di-settimana/comment-page-1/#comment-133582</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Rényi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 07:43:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5945#comment-133582</guid>

					<description><![CDATA[Grazie per quest&#039;ottimo riassunto: è una bussola. Buon weekend anche a te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per quest&#8217;ottimo riassunto: è una bussola. Buon weekend anche a te.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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