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	Commenti a: A ME IL MOUSE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Kataweb.it - Blog - LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri &#187; Blog Archive &#187; Osservatorio LitBlog n. 33		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Kataweb.it - Blog - LETTERATITUDINE di Massimo Maugeri &#187; Blog Archive &#187; Osservatorio LitBlog n. 33]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 17:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Esche digitali poco etiche (da Lipperatura)  Molto delicato il tema trattato in questo bel pezzo di Loredana Lipperini, oserei chiamarlo un tema etico dalla cui riflessione non dovremmo sottrarci. Avete mai sentito parlare di “click bait”, o esca digitale? Probabilmente più di una volta siete stati attratti con questo espediente di marketing per attirare lettori, un trucco ormai utilizzato in larghissima, direi sconsiderata misura, da diverse testate online e cartacee. Siamo diventati tutti un po’ morbosi, divorati dall’interno da una malsana curiosità che ci conduce spesso con poca responsabilità alla scelta di una lettura o allo spulciare una notizia dimenticando che dietro fotografie, parole sensazionali e giudizi improvvisati ci sono vite di esseri umani, dolori tangibili e disperazioni inascoltate. La dura legge del marketing che giorni fa ha pubblicato la foto di una ragazzina e di una sorta di improbabile “esca indovinello” sul nome del suo presunto assassino. Pagheremo a caro prezzo tutto ciò, perciò riflettiamo tutti quando scegliamo cosa leggere, riflettano coloro che mettono in pasto le vite altrui senza un briciolo di etica comportamentale. Grazie a Loredana Lipperini per ricordarcene l’importanza in questo articolo che vi consiglio di leggere con attenzione ed opportune riflessioni&#8230; [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Esche digitali poco etiche (da Lipperatura)  Molto delicato il tema trattato in questo bel pezzo di Loredana Lipperini, oserei chiamarlo un tema etico dalla cui riflessione non dovremmo sottrarci. Avete mai sentito parlare di “click bait”, o esca digitale? Probabilmente più di una volta siete stati attratti con questo espediente di marketing per attirare lettori, un trucco ormai utilizzato in larghissima, direi sconsiderata misura, da diverse testate online e cartacee. Siamo diventati tutti un po’ morbosi, divorati dall’interno da una malsana curiosità che ci conduce spesso con poca responsabilità alla scelta di una lettura o allo spulciare una notizia dimenticando che dietro fotografie, parole sensazionali e giudizi improvvisati ci sono vite di esseri umani, dolori tangibili e disperazioni inascoltate. La dura legge del marketing che giorni fa ha pubblicato la foto di una ragazzina e di una sorta di improbabile “esca indovinello” sul nome del suo presunto assassino. Pagheremo a caro prezzo tutto ciò, perciò riflettiamo tutti quando scegliamo cosa leggere, riflettano coloro che mettono in pasto le vite altrui senza un briciolo di etica comportamentale. Grazie a Loredana Lipperini per ricordarcene l’importanza in questo articolo che vi consiglio di leggere con attenzione ed opportune riflessioni&#8230; [&#8230;] </p>
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		Di: Lino Fazio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-me-il-mouse/comment-page-1/#comment-137067</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lino Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 23:17:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sig. Salvatore, non volevo attenuare alcuna colpa: la mia preoccupazione cade sul problema del frullatore sociale costruito ad arte per uso e consumo dei giornali. Pensi solo un attimo se ci fosse un errore nell&#039;attribuire il DNA; in questa faccenda sono coinvolte diverse tipologie di persone: il &quot;mostro&quot;, la madre e la gemella del mostro, oltre il padre del mostro e la povera vittima con tutta la sua famiglia. Proprio oggi a Fahreneit Vittorino Andreoli commentava come in Italia avvengono circa 500 casi di omicidi/anno ma la stampa ne screma solo 4 o 5 a proprio uso e consumo. Diciamo che non è un modo molto corretto di gestione delle notizie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Salvatore, non volevo attenuare alcuna colpa: la mia preoccupazione cade sul problema del frullatore sociale costruito ad arte per uso e consumo dei giornali. Pensi solo un attimo se ci fosse un errore nell&#8217;attribuire il DNA; in questa faccenda sono coinvolte diverse tipologie di persone: il &#8220;mostro&#8221;, la madre e la gemella del mostro, oltre il padre del mostro e la povera vittima con tutta la sua famiglia. Proprio oggi a Fahreneit Vittorino Andreoli commentava come in Italia avvengono circa 500 casi di omicidi/anno ma la stampa ne screma solo 4 o 5 a proprio uso e consumo. Diciamo che non è un modo molto corretto di gestione delle notizie.</p>
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		Di: Ivana Daccò		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivana Daccò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 07:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Poniamo, solo per supposizione, che l&#039;assassiono sia stato trovato. Va bene, occorre portare il fatto alla conoscenza del pubblico. Ma non occorre anche, o è ininfluente, pensare alle altre vittime? Quale giustizia salva dai click dei mouse i figli di quell&#039;uomo, la sua famiglia, le altre famiglie coinvolte?
Vero, sono anch&#039;esse &#039;sue&#039; vittime. Ma queste vittime non devono avere giustizia? quella possibile in termini di rispetto, vicinanza, sostegno, che non può essere l&#039;anonimo affollarsi dei commenti, anche fossero di simpatia, ma innanzitutto una quota, dovuta, di silenzio partecipe e rispettoso. La libertà di stampa (e il diritto dei lettori di &#039;sapere&#039;) sono tali se, perché liberi, possono scegliere di parlare o di non farlo. Non è libero chi è obbligato (a parlare), quantomeno non esercita libertà. Forse vende, e pazienza se vende vite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poniamo, solo per supposizione, che l&#8217;assassiono sia stato trovato. Va bene, occorre portare il fatto alla conoscenza del pubblico. Ma non occorre anche, o è ininfluente, pensare alle altre vittime? Quale giustizia salva dai click dei mouse i figli di quell&#8217;uomo, la sua famiglia, le altre famiglie coinvolte?<br />
Vero, sono anch&#8217;esse &#8216;sue&#8217; vittime. Ma queste vittime non devono avere giustizia? quella possibile in termini di rispetto, vicinanza, sostegno, che non può essere l&#8217;anonimo affollarsi dei commenti, anche fossero di simpatia, ma innanzitutto una quota, dovuta, di silenzio partecipe e rispettoso. La libertà di stampa (e il diritto dei lettori di &#8216;sapere&#8217;) sono tali se, perché liberi, possono scegliere di parlare o di non farlo. Non è libero chi è obbligato (a parlare), quantomeno non esercita libertà. Forse vende, e pazienza se vende vite.</p>
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		Di: salvatore		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-me-il-mouse/comment-page-1/#comment-137065</link>

		<dc:creator><![CDATA[salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 16:58:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Lino Fazio: il colpevole, chiunque egli sia, è sicuramente imputabile di omicidio. Ferire in modo grave una persona, per poi abbandonarla priva di sensi in un luogo isolato, per di più in una notte d&#039;inverno e in Lombardia, integra senz&#039;altro una condotta di tipo omicida.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lino Fazio: il colpevole, chiunque egli sia, è sicuramente imputabile di omicidio. Ferire in modo grave una persona, per poi abbandonarla priva di sensi in un luogo isolato, per di più in una notte d&#8217;inverno e in Lombardia, integra senz&#8217;altro una condotta di tipo omicida.</p>
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		Di: Lino Fazio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-me-il-mouse/comment-page-1/#comment-137064</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lino Fazio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 11:12:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che esistano casi di cronaca di serie A e quelli di serie B a cui la stampa da o nega visibilità.
Tutto ciò le è concesso proprio in virtù del macinino sociale in cui tutti  ci cadiamo. Internet non ha fatto altro che alimentare questa voglia di truculenza.
Il caso Gamberasio, con il massimo rispetto per la famiglia e la bimba, ma credo che sia un caso mediatico costruito: se è vero che la povera bimba è morta di freddo, quel delinquente (che merita comunque l&#039;ergastolo) non sarebbe imputabile di omicidio... Ma tutti lo additano come assassino e non come violentatore/adescatore di una povera bambina.
Libero ed il Giornale poi ci sguazzano in questo ciarpame!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che esistano casi di cronaca di serie A e quelli di serie B a cui la stampa da o nega visibilità.<br />
Tutto ciò le è concesso proprio in virtù del macinino sociale in cui tutti  ci cadiamo. Internet non ha fatto altro che alimentare questa voglia di truculenza.<br />
Il caso Gamberasio, con il massimo rispetto per la famiglia e la bimba, ma credo che sia un caso mediatico costruito: se è vero che la povera bimba è morta di freddo, quel delinquente (che merita comunque l&#8217;ergastolo) non sarebbe imputabile di omicidio&#8230; Ma tutti lo additano come assassino e non come violentatore/adescatore di una povera bambina.<br />
Libero ed il Giornale poi ci sguazzano in questo ciarpame!</p>
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		<title>
		Di: Close The Door		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-me-il-mouse/comment-page-1/#comment-137063</link>

		<dc:creator><![CDATA[Close The Door]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 10:13:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sconforto. Grande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sconforto. Grande.</p>
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		<title>
		Di: Daniela Bauduin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/a-me-il-mouse/comment-page-1/#comment-137062</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniela Bauduin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2014 08:16:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La storia drammatica di Yara Gambirasio e di Miriam Schillaci, delle loro famiglie &quot;sopravvissute&quot;, della &quot;fabbrica dei mostri&quot; messa in scena nel consueto teatrino mediatico, ci interroga sulla inesorabile assenza nelle indagini, nei processi, nei giornali, della vittima del reato, che, invece, dovrebbe mantenere un ruolo centrale, insieme al rispetto della sua dignità.
Daniela Bauduin]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia drammatica di Yara Gambirasio e di Miriam Schillaci, delle loro famiglie &#8220;sopravvissute&#8221;, della &#8220;fabbrica dei mostri&#8221; messa in scena nel consueto teatrino mediatico, ci interroga sulla inesorabile assenza nelle indagini, nei processi, nei giornali, della vittima del reato, che, invece, dovrebbe mantenere un ruolo centrale, insieme al rispetto della sua dignità.<br />
Daniela Bauduin</p>
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