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	Commenti a: ALL PASSION SPENT	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Sundance Kyd		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95244</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sundance Kyd]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 09:23:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volevo uscirmene con un elegantissimo: Ma insomma, chi sarebbe &#039;st&#039;autore?, ma vedo che molto probabilmente lo avete già individuato, e spubblicato - prendendo la mano alla Lore che non intendeva farne il nome: non è suo dopotutto questo blog?, e non si poteva rispettare il suo desiderio di non fare quel nome, salvo farle cambiare idea e aspettare che appunto a fare quel nome fosse lei, cioè la padrona di casa?
Oggi ho seri problemi a entrare nell&#039;amministrazione del mio blog, mi si para davanti &#039;sto benedetto Apache Tomcat 5.5.2.: che roba è?
Sarà pure un cazzo personale, ma diventa subito (direi quasi: automaticamente) pubblico e comune nel momento in cui io non riesco a scrivere il mio blog, cioè patrimonio che vi propongo appunto in condivisione, ed è per me una palestra di scrittura che ha senso per me solo se mi mette in contatto con voi.
La scrittura, più che mai la letteratura, è un&#039;azione pubblica, addirittura per me un&#039;azione politica.
Comunque per la soluzione dell&#039;impedimento tecnico non potrò far altro che implorare aiuto presso lo staff tecnico, appunto, di kataweb. Ciò che mi accingo a fare.
Buona giornata a Lore e a tutti voi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo uscirmene con un elegantissimo: Ma insomma, chi sarebbe &#8216;st&#8217;autore?, ma vedo che molto probabilmente lo avete già individuato, e spubblicato &#8211; prendendo la mano alla Lore che non intendeva farne il nome: non è suo dopotutto questo blog?, e non si poteva rispettare il suo desiderio di non fare quel nome, salvo farle cambiare idea e aspettare che appunto a fare quel nome fosse lei, cioè la padrona di casa?<br />
Oggi ho seri problemi a entrare nell&#8217;amministrazione del mio blog, mi si para davanti &#8216;sto benedetto Apache Tomcat 5.5.2.: che roba è?<br />
Sarà pure un cazzo personale, ma diventa subito (direi quasi: automaticamente) pubblico e comune nel momento in cui io non riesco a scrivere il mio blog, cioè patrimonio che vi propongo appunto in condivisione, ed è per me una palestra di scrittura che ha senso per me solo se mi mette in contatto con voi.<br />
La scrittura, più che mai la letteratura, è un&#8217;azione pubblica, addirittura per me un&#8217;azione politica.<br />
Comunque per la soluzione dell&#8217;impedimento tecnico non potrò far altro che implorare aiuto presso lo staff tecnico, appunto, di kataweb. Ciò che mi accingo a fare.<br />
Buona giornata a Lore e a tutti voi.</p>
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		<title>
		Di: zohaira		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95243</link>

		<dc:creator><![CDATA[zohaira]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 10:49:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[stefano,
anche io ho pensato subito a covacich, e stanotte ho preso in mano Prima di sparire per verificarlo. è bastata la prima pagina per capire che era lui. avevo pensato di venire qui senza fare il nome, perché è evidente che loredana non voleva farlo, ma l&#039;hai fatto prima tu.
io non ho letto i suoi libri precedenti, quindi non posso fare un discorso generalizzato. ma devo dire che leggendo una trentina di pagine di questo (per poi passare irrimediabilmente ad altro!), ho capito che cosa loredana volesse dire.
il problema non è, secondo me, da dove parti. puoi raccontare una storia piccola che parla dell&#039;amore tra due adolescenti &quot;suburban&quot; e scrivere un capolavoro, per esempio. ce n&#039;è uno in questo momento in libreria (ma non è scritto da un italiano).
puoi parlare dell&#039;amore e dell&#039;amicizia, di madri e figlie, di padri assenti, di gente che si taglia le mani e di anoressici (e magari ne viene fuori un libro sorprendente come quello di giordano), usare i temi più inflazionati eppure riuscire ad aprire squarci o minimi spiragli di sguardo.
la questione è anche la lingua. la struttura.
io trovo che questa lingua non sia niente di speciale. che questa struttura sia troppo aderente, mimetica, domestica: ma non è lo spazio che occupano i personaggi, è lo spazio della pagina che è domestico. forse covacich voleva cercare di darci anche l&#039;idea di come funziona un certo mondo, quello televisivo ad es., ma lui non è walter siti (&quot;come tutti&quot;), e quello che ne viene fuori è solo una sgradevole sensazione di autocelebrazione, naif e anche un po&#039; ridicola se si pensa che, appunto, lui non è un autore davvero celebre.
questa è davvero la sensazione più sgradevole, che un editor avrebbe dovuto attenuare.
invece, quando descrive la contraddizione, il dolore che si prova quando ami due persone contemporaneamente, di amori diversi, quando ti senti proiettato verso una fuga e una forza centripeta ti blocca, in quello lui riesce meglio. e sinceramente quello è un tema che a me interessa.
ma le pagine che ho letto lo hanno offuscato con &quot;ho viaggiato per vanity fair, per gq, per...&quot;, &quot;c&#039;è un mio testo all&#039;ambra jovinelli e in altre 20 sale&quot;, insomma: che cazzo ce ne frega, a ma&#039;?
io credo nel linguaggio. nel modo in cui le parole vengono distribuite sulla pagina. possono dire cose già dette eppure, se inedita, sapiente, quella associazione di parole, quella lingua e quella struttura, produrranno lo stesso una visione nuova, sempre. anche se si parla di galline che fanno l&#039;uovo.
non capita qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>stefano,<br />
anche io ho pensato subito a covacich, e stanotte ho preso in mano Prima di sparire per verificarlo. è bastata la prima pagina per capire che era lui. avevo pensato di venire qui senza fare il nome, perché è evidente che loredana non voleva farlo, ma l&#8217;hai fatto prima tu.<br />
io non ho letto i suoi libri precedenti, quindi non posso fare un discorso generalizzato. ma devo dire che leggendo una trentina di pagine di questo (per poi passare irrimediabilmente ad altro!), ho capito che cosa loredana volesse dire.<br />
il problema non è, secondo me, da dove parti. puoi raccontare una storia piccola che parla dell&#8217;amore tra due adolescenti &#8220;suburban&#8221; e scrivere un capolavoro, per esempio. ce n&#8217;è uno in questo momento in libreria (ma non è scritto da un italiano).<br />
puoi parlare dell&#8217;amore e dell&#8217;amicizia, di madri e figlie, di padri assenti, di gente che si taglia le mani e di anoressici (e magari ne viene fuori un libro sorprendente come quello di giordano), usare i temi più inflazionati eppure riuscire ad aprire squarci o minimi spiragli di sguardo.<br />
la questione è anche la lingua. la struttura.<br />
io trovo che questa lingua non sia niente di speciale. che questa struttura sia troppo aderente, mimetica, domestica: ma non è lo spazio che occupano i personaggi, è lo spazio della pagina che è domestico. forse covacich voleva cercare di darci anche l&#8217;idea di come funziona un certo mondo, quello televisivo ad es., ma lui non è walter siti (&#8220;come tutti&#8221;), e quello che ne viene fuori è solo una sgradevole sensazione di autocelebrazione, naif e anche un po&#8217; ridicola se si pensa che, appunto, lui non è un autore davvero celebre.<br />
questa è davvero la sensazione più sgradevole, che un editor avrebbe dovuto attenuare.<br />
invece, quando descrive la contraddizione, il dolore che si prova quando ami due persone contemporaneamente, di amori diversi, quando ti senti proiettato verso una fuga e una forza centripeta ti blocca, in quello lui riesce meglio. e sinceramente quello è un tema che a me interessa.<br />
ma le pagine che ho letto lo hanno offuscato con &#8220;ho viaggiato per vanity fair, per gq, per&#8230;&#8221;, &#8220;c&#8217;è un mio testo all&#8217;ambra jovinelli e in altre 20 sale&#8221;, insomma: che cazzo ce ne frega, a ma&#8217;?<br />
io credo nel linguaggio. nel modo in cui le parole vengono distribuite sulla pagina. possono dire cose già dette eppure, se inedita, sapiente, quella associazione di parole, quella lingua e quella struttura, produrranno lo stesso una visione nuova, sempre. anche se si parla di galline che fanno l&#8217;uovo.<br />
non capita qui.</p>
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		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95242</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 07:48:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[credo che esplicitare il nome dell&#039;autore non avrebbe interferito in nessun modo col giudizio del lettore sul nuovo libro di covacich, autore che sa partire dall&#039;autobiografico per raccontare con mezzi letterari notevoli una storia in cui tutti possono riconoscersi. non ho ancora letto &quot;prima di sparire&quot;, ma ho apprezzato molto i suoi precedenti romanzi.
ci si può confrontare sulla propria idea di letteratura serenamente, secondo me, anche quando agli antipodi, mentre un post così scatena comunque il gioco della caccia all&#039;uomo, gioco che per chi conosce un po&#039;  la narrativa italiana si esaurisce subito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo che esplicitare il nome dell&#8217;autore non avrebbe interferito in nessun modo col giudizio del lettore sul nuovo libro di covacich, autore che sa partire dall&#8217;autobiografico per raccontare con mezzi letterari notevoli una storia in cui tutti possono riconoscersi. non ho ancora letto &#8220;prima di sparire&#8221;, ma ho apprezzato molto i suoi precedenti romanzi.<br />
ci si può confrontare sulla propria idea di letteratura serenamente, secondo me, anche quando agli antipodi, mentre un post così scatena comunque il gioco della caccia all&#8217;uomo, gioco che per chi conosce un po&#8217;  la narrativa italiana si esaurisce subito.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95241</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 16:21:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Roberto per aver perfettamente compreso il motivo per cui non ho fatto il nome di questo scrittore: nessun desiderio di istigare una caccia all&#039;uomo, ma, semplicemente, l&#039;intenzione di non interferire nel giudizio che verrà dato sul suo romanzo con una stroncatura. Peraltro, mi sembra di aver scritto, nei primissimi post di questo blog, che le stroncature non mi interessano. Mi interessa, invece, interrogarmi su un atteggiamento comune a diversi autori e che personalmente mi lascia fredda (specie quando è accompagnato, nei loro testi - quel che avviene fuori è affar loro - dall&#039;autocelebrazione del loro essere scrittori e dal racconto del mondo piccolo dell&#039;editoria italiana).
Quanto al pregiudizio di cui parla Zohaira: possibile, naturalmente. Molti di noi sono condizionati dal proprio desiderio di lettori e dalla voglia di trovare un&#039;affinità con ciò che leggono. Credo sia alquanto normale.
Posso però assicurarti che ho letto il libro, dalla prima all&#039;ultima pagina, proprio per cercare di vanificare il pregiudizio medesimo. Probabilmente mi esprimo male, e vengo spesso fraintesa da te per mia incapacità: sembra che io voglia soltanto storie di un certo tipo. Non è così. Non avrei letto e amato autori che hanno raccontato proprio quei mondi piccoli che però consentivano di aprire i varchi di cui parli.
Qui, credimi, il varco non l&#039;ho visto. Può essere un mio limite di lettrice. Può essere anche un limite di chi ha scritto. Non pretendo di diffondere verità, e difatti ho parlato di notazioni e sensazioni personali, non di giudizio critico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Roberto per aver perfettamente compreso il motivo per cui non ho fatto il nome di questo scrittore: nessun desiderio di istigare una caccia all&#8217;uomo, ma, semplicemente, l&#8217;intenzione di non interferire nel giudizio che verrà dato sul suo romanzo con una stroncatura. Peraltro, mi sembra di aver scritto, nei primissimi post di questo blog, che le stroncature non mi interessano. Mi interessa, invece, interrogarmi su un atteggiamento comune a diversi autori e che personalmente mi lascia fredda (specie quando è accompagnato, nei loro testi &#8211; quel che avviene fuori è affar loro &#8211; dall&#8217;autocelebrazione del loro essere scrittori e dal racconto del mondo piccolo dell&#8217;editoria italiana).<br />
Quanto al pregiudizio di cui parla Zohaira: possibile, naturalmente. Molti di noi sono condizionati dal proprio desiderio di lettori e dalla voglia di trovare un&#8217;affinità con ciò che leggono. Credo sia alquanto normale.<br />
Posso però assicurarti che ho letto il libro, dalla prima all&#8217;ultima pagina, proprio per cercare di vanificare il pregiudizio medesimo. Probabilmente mi esprimo male, e vengo spesso fraintesa da te per mia incapacità: sembra che io voglia soltanto storie di un certo tipo. Non è così. Non avrei letto e amato autori che hanno raccontato proprio quei mondi piccoli che però consentivano di aprire i varchi di cui parli.<br />
Qui, credimi, il varco non l&#8217;ho visto. Può essere un mio limite di lettrice. Può essere anche un limite di chi ha scritto. Non pretendo di diffondere verità, e difatti ho parlato di notazioni e sensazioni personali, non di giudizio critico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zohaira		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95240</link>

		<dc:creator><![CDATA[zohaira]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 15:10:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì sì, infatti io non l&#039;attribuivo a te! ma nei commenti è stata usata considerandola &quot;in tema&quot;, capisci?
mi trovi d&#039;accordo.
lo sguardo non conciliato è la chiave, appunto.
ma c&#039;è una miopia di fondo che spesso – anche a loredana, mi dispiace – sembra non consentire di andare oltre e verificare quello sguardo, per colpa di di un pregiudizio.
ma adesso sono io che faccio illazioni, e quindi mi scuso, e mi ritiro.
ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì sì, infatti io non l&#8217;attribuivo a te! ma nei commenti è stata usata considerandola &#8220;in tema&#8221;, capisci?<br />
mi trovi d&#8217;accordo.<br />
lo sguardo non conciliato è la chiave, appunto.<br />
ma c&#8217;è una miopia di fondo che spesso – anche a loredana, mi dispiace – sembra non consentire di andare oltre e verificare quello sguardo, per colpa di di un pregiudizio.<br />
ma adesso sono io che faccio illazioni, e quindi mi scuso, e mi ritiro.<br />
ciao!</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95239</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 15:01:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.S. Se ci fai caso, io NON ho usato la parola &quot;ombelicale&quot; :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. Se ci fai caso, io NON ho usato la parola &#8220;ombelicale&#8221; 🙂</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95238</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:59:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zohaira, in genere non mi frega nulla del narcisismo e dell&#039;arroganza di un autore, basta stargli alla larga e nel caso vedere se le sue opere invece meritano, se quelle opere vanno oltre chi le ha scritte, il che certo non scusa l&#039;arroganza ma aiuta a capire che non è tutto, a vederla come elemento di una contraddizione interessante. Al contrario, arroganza e narcisismo di un autore mi sono di evidente ostacolo se la sua opera si esaurisce nella rappresentazione di quel narcisismo e di quell&#039;arroganza, come ad esempio accade in tutti i libri scritti da Aldo Busi negli ultimi vent&#039;anni. Per dire, Carmelo Bene era senz&#039;altro una persona sgradevole, anzi, mi spingerei a definirlo anche in modo peggiore, era un individuo con cui non avrei mai voluto condividere un ascensore o trascorrere nemmeno uno scampolo di serata. Però quello che faceva come drammaturgo e macchina attoriale andava molto oltre, e oggi il suo lavoro rimane ed è utile. Il suo lavoro è &quot;altruista&quot;, cosa che lui in vita non riuscì mai a essere. Questo aiuta, aiuta molto.
Per il resto, è verissimo che ci sono autori che prendono piccole storie e ambientazioni asfittiche e, come dici tu, &quot;come uno zoom le ingigantiscono per farne vedere le deformità&quot;. Però, appunto: le ingigantiscono. Le trasformano in qualcosa di grande. E ne fanno vedere le deformità, cioè gettano uno sguardo non conciliato. Penso a &quot;L&#039;anno luce&quot; di Genna, che è al tempo stesso &quot;intimista&quot; e di ampio respiro, neo-borghese e universale, parte da storie di corna tra manager milanesi e arriva ai destini del pianeta e della specie. E&#039; un libro che ho amato e che amo molto. Ma quante volte lo hai visto accadere, questo, nel minimalismo e nell&#039;autobiografismo de noantri?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zohaira, in genere non mi frega nulla del narcisismo e dell&#8217;arroganza di un autore, basta stargli alla larga e nel caso vedere se le sue opere invece meritano, se quelle opere vanno oltre chi le ha scritte, il che certo non scusa l&#8217;arroganza ma aiuta a capire che non è tutto, a vederla come elemento di una contraddizione interessante. Al contrario, arroganza e narcisismo di un autore mi sono di evidente ostacolo se la sua opera si esaurisce nella rappresentazione di quel narcisismo e di quell&#8217;arroganza, come ad esempio accade in tutti i libri scritti da Aldo Busi negli ultimi vent&#8217;anni. Per dire, Carmelo Bene era senz&#8217;altro una persona sgradevole, anzi, mi spingerei a definirlo anche in modo peggiore, era un individuo con cui non avrei mai voluto condividere un ascensore o trascorrere nemmeno uno scampolo di serata. Però quello che faceva come drammaturgo e macchina attoriale andava molto oltre, e oggi il suo lavoro rimane ed è utile. Il suo lavoro è &#8220;altruista&#8221;, cosa che lui in vita non riuscì mai a essere. Questo aiuta, aiuta molto.<br />
Per il resto, è verissimo che ci sono autori che prendono piccole storie e ambientazioni asfittiche e, come dici tu, &#8220;come uno zoom le ingigantiscono per farne vedere le deformità&#8221;. Però, appunto: le ingigantiscono. Le trasformano in qualcosa di grande. E ne fanno vedere le deformità, cioè gettano uno sguardo non conciliato. Penso a &#8220;L&#8217;anno luce&#8221; di Genna, che è al tempo stesso &#8220;intimista&#8221; e di ampio respiro, neo-borghese e universale, parte da storie di corna tra manager milanesi e arriva ai destini del pianeta e della specie. E&#8217; un libro che ho amato e che amo molto. Ma quante volte lo hai visto accadere, questo, nel minimalismo e nell&#8217;autobiografismo de noantri?</p>
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		<item>
		<title>
		Di: zohaira		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95237</link>

		<dc:creator><![CDATA[zohaira]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:48:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[no, wu ming 1, per carità. è che per me è un pour parler se non so nemmeno di chi stiamo trattando. tutti nei commenti hanno iniziato a scagliarsi contro un genere di cui io però non conosco i rappresentanti, potrei dissentire magari, se nessuno mi dice qual è l&#039;oggetto del discorso parlo per generalizzazioni e per pregiudizi e per me è inutile, sterile, un po&#039; da bar. mi capisci?
ombelicale secondo me è un termine ultrasuperato. solo nel cinema tendono a usarlo ancora come sinonimo di autoriale (mi è capitato a una cena con registi di sentirlo ed ero sconvolta). è grazie a gente come voi, i wu ming dico, che autoriale ha perso la sua accezione snob, ed è anche per qst che vi stimo. ma voi parlate sempre chiaro, con nomi e cognomi. perché tutelare? chi scrive si espone. che qst autore non piaccia a loredana non vuol dire che non possa piacere a te o a me. se ha pubblicato può non stare a sentire che si dice di lui, ma mica sentirsi non tutelato di fronte alle opinioni.
poi secondo me c&#039;è una confusione: parlare di storie piccole o chiuse in spazi chiusi come le case diventa automaticamente autobiografia. ma chi lo ha detto? ci sono persone a cui piace scrivere e leggere storie che non fanno sognare e non insegnano e non costruiscono mondi nuovi. che prendono porzioni di reale e come uno zoom li ingigantiscono fino a farne vedere le deformità. non parto dal presupposto che uno mi racconti i cazzi suoi oppure inventi. non me ne frega nulla. mi interessa il modo in cui la lingua e lo sguardo riescono ad aprire varchi laddove tutto sembra già esaurito, dato per definito. scontato.
non me ne frega se poi lo scrittore è narcisista, arrogante, me ne sbatto di lui, capisci? se non lo capite voi che avete un nome collettivo! è l&#039;opera che mi muove. anche coi suoi difetti. se penso, per esempio, ai film italiani recenti, trovo che cover boy sia un buon film. racconta una storia piccola, e un rapporto di amicizia dentro una roma vera. la struttura è cedevole, alcune trovate narrativamente non funzionano, ma quella casa &quot;scabra&quot;, quelle brandine e quei corpi di giovani, un rumeno e un abruzzese, dentro roma (una roma che non vedi se non DA quella cosa, eppure così autentica, rispetto ai film di e con nanni moretti – che io peraltro una volta amavo), mi commuove, mi commuove più di qualunque altra storia grande e importante e immaginifica ed epica e nuova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no, wu ming 1, per carità. è che per me è un pour parler se non so nemmeno di chi stiamo trattando. tutti nei commenti hanno iniziato a scagliarsi contro un genere di cui io però non conosco i rappresentanti, potrei dissentire magari, se nessuno mi dice qual è l&#8217;oggetto del discorso parlo per generalizzazioni e per pregiudizi e per me è inutile, sterile, un po&#8217; da bar. mi capisci?<br />
ombelicale secondo me è un termine ultrasuperato. solo nel cinema tendono a usarlo ancora come sinonimo di autoriale (mi è capitato a una cena con registi di sentirlo ed ero sconvolta). è grazie a gente come voi, i wu ming dico, che autoriale ha perso la sua accezione snob, ed è anche per qst che vi stimo. ma voi parlate sempre chiaro, con nomi e cognomi. perché tutelare? chi scrive si espone. che qst autore non piaccia a loredana non vuol dire che non possa piacere a te o a me. se ha pubblicato può non stare a sentire che si dice di lui, ma mica sentirsi non tutelato di fronte alle opinioni.<br />
poi secondo me c&#8217;è una confusione: parlare di storie piccole o chiuse in spazi chiusi come le case diventa automaticamente autobiografia. ma chi lo ha detto? ci sono persone a cui piace scrivere e leggere storie che non fanno sognare e non insegnano e non costruiscono mondi nuovi. che prendono porzioni di reale e come uno zoom li ingigantiscono fino a farne vedere le deformità. non parto dal presupposto che uno mi racconti i cazzi suoi oppure inventi. non me ne frega nulla. mi interessa il modo in cui la lingua e lo sguardo riescono ad aprire varchi laddove tutto sembra già esaurito, dato per definito. scontato.<br />
non me ne frega se poi lo scrittore è narcisista, arrogante, me ne sbatto di lui, capisci? se non lo capite voi che avete un nome collettivo! è l&#8217;opera che mi muove. anche coi suoi difetti. se penso, per esempio, ai film italiani recenti, trovo che cover boy sia un buon film. racconta una storia piccola, e un rapporto di amicizia dentro una roma vera. la struttura è cedevole, alcune trovate narrativamente non funzionano, ma quella casa &#8220;scabra&#8221;, quelle brandine e quei corpi di giovani, un rumeno e un abruzzese, dentro roma (una roma che non vedi se non DA quella cosa, eppure così autentica, rispetto ai film di e con nanni moretti – che io peraltro una volta amavo), mi commuove, mi commuove più di qualunque altra storia grande e importante e immaginifica ed epica e nuova.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95236</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:35:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/10/all-passion-spent/#comment-95236</guid>

					<description><![CDATA[Più che viltà, a me sembra sensibilità, desiderio di non personalizzare e di tutelare una persona.
Mi sembra che Loredana non se la prenda tanto con l&#039;autore &quot;misterioso&quot;, ma con un sottogenere alle cui tentazioni la letteratura italiana soggiace un po&#039; troppo spesso, ossia il sottogenere-&quot;letteratura&quot; introspettivo e asmatico, autobiografico in senso &quot;pianerottolare&quot;, della serie: &quot;mi crogiolo nei cazzi miei in pubblico&quot;. Vero, lo faceva anche Proust, ma in Proust il crogiolarsi è solo il punto di partenza, su quella base di esperienze intime e ricordi si costruisce una grande narrazione che parla a tutti, narrazione il cui nucleo duro poetico resiste al tempo e alle epoche.
Il fatto che questo scrittore abbia (presuntamente, perché non so nemmeno chi sia) prodotto un intingolo intimista di quelli che abbiam visto mille volte non significa che i casi personali da cui è partito non siano reali e sentiti e persino dolorosi, non significa che non sia sincero nel tentativo di raccontarli, ma soltanto che non riesce a ottenere da questo un discorso che interessi e tocchi gli altri (o almeno non Loredana, ecco).
Da qui la scelta di non ferirlo, di non metterlo alla berlina, di prendere il suo libro come exemplum di una tendenza generale. Oltre al fatto che, a sentire Loredana, quest&#039;autore ostenta anche snobismi e razzismi nei confronti di progetti letterari diversi dal suo, il che è tipico di chi pratica il sottogenere-&quot;letteratura&quot;...
Non capisco, avreste preferito un&#039;alzata di polverone, avreste preferito la gogna in piazza, &quot;Tal dei Tali è uno scrittore di merda&quot; etc.?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che viltà, a me sembra sensibilità, desiderio di non personalizzare e di tutelare una persona.<br />
Mi sembra che Loredana non se la prenda tanto con l&#8217;autore &#8220;misterioso&#8221;, ma con un sottogenere alle cui tentazioni la letteratura italiana soggiace un po&#8217; troppo spesso, ossia il sottogenere-&#8220;letteratura&#8221; introspettivo e asmatico, autobiografico in senso &#8220;pianerottolare&#8221;, della serie: &#8220;mi crogiolo nei cazzi miei in pubblico&#8221;. Vero, lo faceva anche Proust, ma in Proust il crogiolarsi è solo il punto di partenza, su quella base di esperienze intime e ricordi si costruisce una grande narrazione che parla a tutti, narrazione il cui nucleo duro poetico resiste al tempo e alle epoche.<br />
Il fatto che questo scrittore abbia (presuntamente, perché non so nemmeno chi sia) prodotto un intingolo intimista di quelli che abbiam visto mille volte non significa che i casi personali da cui è partito non siano reali e sentiti e persino dolorosi, non significa che non sia sincero nel tentativo di raccontarli, ma soltanto che non riesce a ottenere da questo un discorso che interessi e tocchi gli altri (o almeno non Loredana, ecco).<br />
Da qui la scelta di non ferirlo, di non metterlo alla berlina, di prendere il suo libro come exemplum di una tendenza generale. Oltre al fatto che, a sentire Loredana, quest&#8217;autore ostenta anche snobismi e razzismi nei confronti di progetti letterari diversi dal suo, il che è tipico di chi pratica il sottogenere-&#8220;letteratura&#8221;&#8230;<br />
Non capisco, avreste preferito un&#8217;alzata di polverone, avreste preferito la gogna in piazza, &#8220;Tal dei Tali è uno scrittore di merda&#8221; etc.?</p>
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		Di: zohaira		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/all-passion-spent/comment-page-1/#comment-95235</link>

		<dc:creator><![CDATA[zohaira]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:15:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è più facile stroncare senza dire i nomi e poi accusare chi invece i nomi ha il coraggio di farli.
viltà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è più facile stroncare senza dire i nomi e poi accusare chi invece i nomi ha il coraggio di farli.<br />
viltà.</p>
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