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	Commenti a: ALLA FIN DELLA FIERA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Fake di Angelini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77244</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fake di Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2005 05:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrive Wu Ming:
&quot;E chi ha mai detto che il talento non esista? Solo che non è un assoluto, non è un &quot;dono&quot; che ti arriva tutto e subito, in una bella scatola col fiocco, in un imprecisato momento tra l&#039;entrata dello spermatozoo fortunato e l&#039;inizio della fase di espulsione del bimbo.&quot;
Faccio notare che NESSUNO ha sostenuto questo. La mia posizione è sempre stata questa: il TALENTO è, si,
un processo lento e complesso di coltivazione della curiosità, di scoperta del mondo, di apprendimento, di educazione, di auto-educazione, ma che si innestano su una particolarissima combinazione di fortunate circostanze vocazional-genetiche.
Non è colpa mia se lui ragiona per AUT-AUT, o TUTTO o NIENTE eccetera.
Quanto alla Mongiò: e chi ha mai detto che tu sei Lawrence Sterne?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Wu Ming:<br />
&#8220;E chi ha mai detto che il talento non esista? Solo che non è un assoluto, non è un &#8220;dono&#8221; che ti arriva tutto e subito, in una bella scatola col fiocco, in un imprecisato momento tra l&#8217;entrata dello spermatozoo fortunato e l&#8217;inizio della fase di espulsione del bimbo.&#8221;<br />
Faccio notare che NESSUNO ha sostenuto questo. La mia posizione è sempre stata questa: il TALENTO è, si,<br />
un processo lento e complesso di coltivazione della curiosità, di scoperta del mondo, di apprendimento, di educazione, di auto-educazione, ma che si innestano su una particolarissima combinazione di fortunate circostanze vocazional-genetiche.<br />
Non è colpa mia se lui ragiona per AUT-AUT, o TUTTO o NIENTE eccetera.<br />
Quanto alla Mongiò: e chi ha mai detto che tu sei Lawrence Sterne?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77243</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2005 14:05:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confesso? Essere semplici artigiani della scrittura non è una colpa. E&#039; un dato di fatto. E&#039; un&#039;erbaccia che prospera nei campi mietuti dal mondo dell&#039;editoria, che mira ad ammortizzare i costi delle rotative e che costringe chi cerca un messaggio, una verità, il senso in un libro (perché esistiamo ancora, noi poveri retrogradi illusi costretti a rileggere i &quot;classici&quot;) a buttar giù centinaia di pagine di frasi mozzate, di periodi che osservano la regola imposta dal mercato per cui meno subordinate ci sono e meno il cervello si sforza. Peccato che dopo essere scivolato sull&#039;illusione di afferrare meglio e prima, chiudi il libro e ti chiedi: tutto qua? Sono io l&#039;imbecille a non riconoscere ciò che tra cent&#039;anni sarà considerato significativo quanto oggi l&#039;Ulisse di Joyce? Posso ancora inchinarmi dinanzi alla superiorità degli scrittori illuminati, la cui grandezza sta nel possedere insieme la bravura del cesellatore e la capacità di scandagliare l&#039;anima individuale e collettiva, o devo vergognarmi di non afferrare al volo certe verità da solo, visto che ho usufruito della scolarizzazione di massa? Ma sì, voglio scrivere un libro anch&#039;io. Esisto. Ho il diritto di comunicare la tutti la sostenibilissima leggerezza dei miei limiti di artigiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso? Essere semplici artigiani della scrittura non è una colpa. E&#8217; un dato di fatto. E&#8217; un&#8217;erbaccia che prospera nei campi mietuti dal mondo dell&#8217;editoria, che mira ad ammortizzare i costi delle rotative e che costringe chi cerca un messaggio, una verità, il senso in un libro (perché esistiamo ancora, noi poveri retrogradi illusi costretti a rileggere i &#8220;classici&#8221;) a buttar giù centinaia di pagine di frasi mozzate, di periodi che osservano la regola imposta dal mercato per cui meno subordinate ci sono e meno il cervello si sforza. Peccato che dopo essere scivolato sull&#8217;illusione di afferrare meglio e prima, chiudi il libro e ti chiedi: tutto qua? Sono io l&#8217;imbecille a non riconoscere ciò che tra cent&#8217;anni sarà considerato significativo quanto oggi l&#8217;Ulisse di Joyce? Posso ancora inchinarmi dinanzi alla superiorità degli scrittori illuminati, la cui grandezza sta nel possedere insieme la bravura del cesellatore e la capacità di scandagliare l&#8217;anima individuale e collettiva, o devo vergognarmi di non afferrare al volo certe verità da solo, visto che ho usufruito della scolarizzazione di massa? Ma sì, voglio scrivere un libro anch&#8217;io. Esisto. Ho il diritto di comunicare la tutti la sostenibilissima leggerezza dei miei limiti di artigiano.</p>
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		<title>
		Di: maddalena mongi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77242</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena mongi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2005 10:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla suggestiva idea che lo scrittore fosse illuminato e, di conseguenza, custode di una verità che lo rendeva superiore ai propri simili.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla favola del narratore &quot;sensibile &quot; come i suoi simili non lo sono e mai potranno esserlo.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla convinzione che il narratore abitasse nell&#039;iperuranio quindi in una condizione dell&#039;essere più elevata.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#039;assioma del narratore = creatura più &quot;sensibile&quot;.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#039;ingenuità del narratore sempre in volo oltre le &quot;piccinerie&quot; che affliggono l&#039;umanità.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla fascinazione del narratore = pozzo di scienza.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla leggenda dell&#039;onestà intellettuale del narratore che non confonde il suo bisogno di sentirsi l&#039;ombelico del mondo con la materia da narrare.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla speranza che la cultura potesse avere una funzione liberatoria per l&#039;umanità.
Confesso, che la perdita dell&#039;innocenza ha significato non cedere alle idee suggestive, alle favole, alle convinzioni, agli assiomi, alle ingenuità, alle fascinazioni, alle leggende, alle speranze.
Confesso, che la perdita dell&#039;innocenza non ha desertificato la mia anima.
Confesso, che continuo a palpitare e guardare e aspettare e partecipare.
Confesso, di non essermi mai considerata un&#039;artista ma una semplice artigiana della scrittura.
maddalena mongiò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla suggestiva idea che lo scrittore fosse illuminato e, di conseguenza, custode di una verità che lo rendeva superiore ai propri simili.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla favola del narratore &#8220;sensibile &#8221; come i suoi simili non lo sono e mai potranno esserlo.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla convinzione che il narratore abitasse nell&#8217;iperuranio quindi in una condizione dell&#8217;essere più elevata.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#8217;assioma del narratore = creatura più &#8220;sensibile&#8221;.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#8217;ingenuità del narratore sempre in volo oltre le &#8220;piccinerie&#8221; che affliggono l&#8217;umanità.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla fascinazione del narratore = pozzo di scienza.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla leggenda dell&#8217;onestà intellettuale del narratore che non confonde il suo bisogno di sentirsi l&#8217;ombelico del mondo con la materia da narrare.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla speranza che la cultura potesse avere una funzione liberatoria per l&#8217;umanità.<br />
Confesso, che la perdita dell&#8217;innocenza ha significato non cedere alle idee suggestive, alle favole, alle convinzioni, agli assiomi, alle ingenuità, alle fascinazioni, alle leggende, alle speranze.<br />
Confesso, che la perdita dell&#8217;innocenza non ha desertificato la mia anima.<br />
Confesso, che continuo a palpitare e guardare e aspettare e partecipare.<br />
Confesso, di non essermi mai considerata un&#8217;artista ma una semplice artigiana della scrittura.<br />
maddalena mongiò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maddalena mongi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77247</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena mongi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2005 10:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla suggestiva idea che lo scrittore fosse illuminato e, di conseguenza, custode di una verità che lo rendeva superiore ai propri simili.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla favola del narratore &quot;sensibile &quot; come i suoi simili non lo sono e mai potranno esserlo.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla convinzione che il narratore abitasse nell&#039;iperuranio quindi in una condizione dell&#039;essere più elevata.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#039;assioma del narratore = creatura più &quot;sensibile&quot;.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#039;ingenuità del narratore sempre in volo oltre le &quot;piccinerie&quot; che affliggono l&#039;umanità.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla fascinazione del narratore = pozzo di scienza.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla leggenda dell&#039;onestà intellettuale del narratore che non confonde il suo bisogno di sentirsi l&#039;ombelico del mondo con la materia da narrare.
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla speranza che la cultura potesse avere una funzione liberatoria per l&#039;umanità.
Confesso, che la perdita dell&#039;innocenza ha significato non cedere alle idee suggestive, alle favole, alle convinzioni, agli assiomi, alle ingenuità, alle fascinazioni, alle leggende, alle speranze.
Confesso, che la perdita dell&#039;innocenza non ha desertificato la mia anima.
Confesso, che continuo a palpitare e guardare e aspettare e partecipare.
Confesso, di non essermi mai considerata un&#039;artista ma una semplice artigiana della scrittura.
maddalena mongiò]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla suggestiva idea che lo scrittore fosse illuminato e, di conseguenza, custode di una verità che lo rendeva superiore ai propri simili.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla favola del narratore &#8220;sensibile &#8221; come i suoi simili non lo sono e mai potranno esserlo.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla convinzione che il narratore abitasse nell&#8217;iperuranio quindi in una condizione dell&#8217;essere più elevata.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#8217;assioma del narratore = creatura più &#8220;sensibile&#8221;.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto all&#8217;ingenuità del narratore sempre in volo oltre le &#8220;piccinerie&#8221; che affliggono l&#8217;umanità.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla fascinazione del narratore = pozzo di scienza.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla leggenda dell&#8217;onestà intellettuale del narratore che non confonde il suo bisogno di sentirsi l&#8217;ombelico del mondo con la materia da narrare.<br />
Confesso, di aver, per lungo tempo, ceduto alla speranza che la cultura potesse avere una funzione liberatoria per l&#8217;umanità.<br />
Confesso, che la perdita dell&#8217;innocenza ha significato non cedere alle idee suggestive, alle favole, alle convinzioni, agli assiomi, alle ingenuità, alle fascinazioni, alle leggende, alle speranze.<br />
Confesso, che la perdita dell&#8217;innocenza non ha desertificato la mia anima.<br />
Confesso, che continuo a palpitare e guardare e aspettare e partecipare.<br />
Confesso, di non essermi mai considerata un&#8217;artista ma una semplice artigiana della scrittura.<br />
maddalena mongiò</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: guitto@splinder.com		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77241</link>

		<dc:creator><![CDATA[guitto@splinder.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2005 09:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[artigianato e arte della scrittura. chiacchiere autoreferenziali, finchè non ci si pone il problema dell&#039;artigianato (e magari un giorno dell&#039;arte) della lettura. che parte non dal primo capoverso del romanzo, ma dalla scelta dello stesso. la scelta del lettore di oggi è quella di non leggere, oppure, nella migliore delle ipotesi, di leggere senza dover leggere a tutti i costi. colpa dell&#039;editoria? della pseudo-critica che si ostina a considerare il pubblico una mandria di buoi incapaci di masticare qualcosa di più di un riassunto? colpa della televisione? è morto il romanzo? è morta l&#039;intelligenza? o è morto il rispetto dell&#039;intelligenza? ecco, io propendo per quest&#039;ultima ipotesi. e sul banco degli imputati dovrebbero sedersi in molti, tra scrittori, editori, critici, e perchè no, lettori stessi. questi sono i temi. poi viene la distribuzione, l&#039;artigianato o l&#039;arte dello scrivere, ecc ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>artigianato e arte della scrittura. chiacchiere autoreferenziali, finchè non ci si pone il problema dell&#8217;artigianato (e magari un giorno dell&#8217;arte) della lettura. che parte non dal primo capoverso del romanzo, ma dalla scelta dello stesso. la scelta del lettore di oggi è quella di non leggere, oppure, nella migliore delle ipotesi, di leggere senza dover leggere a tutti i costi. colpa dell&#8217;editoria? della pseudo-critica che si ostina a considerare il pubblico una mandria di buoi incapaci di masticare qualcosa di più di un riassunto? colpa della televisione? è morto il romanzo? è morta l&#8217;intelligenza? o è morto il rispetto dell&#8217;intelligenza? ecco, io propendo per quest&#8217;ultima ipotesi. e sul banco degli imputati dovrebbero sedersi in molti, tra scrittori, editori, critici, e perchè no, lettori stessi. questi sono i temi. poi viene la distribuzione, l&#8217;artigianato o l&#8217;arte dello scrivere, ecc ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77240</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2005 19:05:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/05/10/alla-fin-della-fiera/#comment-77240</guid>

					<description><![CDATA[Non sono d&#039;accordo. Il talento a mio avviso a qualcosa a che vedere con l&#039;evoluzione: una sorta di accumulo costante, genetico,  di stimoli, che si libera attraverso * scintille * non in rapporto di uno ad uno sulla base di esperienza, laboriosità ed apprendimento, ma di uno a centomila, o un milione (di esseri umani). Fortunatamente l&#039;ha detto Jung, e quindi non posso essere tacciata di essere una visionaria o, peggio, negatrice dell&#039;individualismo. Non sto affermando che non siamo tutti uguali, ma semplicemente che il genio è tutt&#039;altra cosa dalle possibilità sacrosante che ciascuno di noi può e  deve avere di entrare a far parte della cultura, della scienza, dell&#039;arte, di scrivere e comunicare. È chiaro che nessuno nasce &quot;imparato&quot;:  se non so usare un linguaggio comprensibile,  se non possiedo sufficiente tecnica per liberare l&#039;idea dalla sua forma istintiva, nebulosa ed indistinta e se non mi sforzo di trovare nuovi linguaggi quando quelli esistenti non me lo consentano, non vado da nessuna parte. Ma l&#039;uomo che ha tracciato il primo graffito in una caverna non l&#039;ha imparato da nessuno e probabilmente non era neanche un tipo curioso. Gli è venuto in mente, punto e basta. Vado ben oltre l&#039;entrata dello spermatozoo, quindi, perché magari, vallo a sapere, il genio stava nel codice genetico della madre. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo. Il talento a mio avviso a qualcosa a che vedere con l&#8217;evoluzione: una sorta di accumulo costante, genetico,  di stimoli, che si libera attraverso * scintille * non in rapporto di uno ad uno sulla base di esperienza, laboriosità ed apprendimento, ma di uno a centomila, o un milione (di esseri umani). Fortunatamente l&#8217;ha detto Jung, e quindi non posso essere tacciata di essere una visionaria o, peggio, negatrice dell&#8217;individualismo. Non sto affermando che non siamo tutti uguali, ma semplicemente che il genio è tutt&#8217;altra cosa dalle possibilità sacrosante che ciascuno di noi può e  deve avere di entrare a far parte della cultura, della scienza, dell&#8217;arte, di scrivere e comunicare. È chiaro che nessuno nasce &#8220;imparato&#8221;:  se non so usare un linguaggio comprensibile,  se non possiedo sufficiente tecnica per liberare l&#8217;idea dalla sua forma istintiva, nebulosa ed indistinta e se non mi sforzo di trovare nuovi linguaggi quando quelli esistenti non me lo consentano, non vado da nessuna parte. Ma l&#8217;uomo che ha tracciato il primo graffito in una caverna non l&#8217;ha imparato da nessuno e probabilmente non era neanche un tipo curioso. Gli è venuto in mente, punto e basta. Vado ben oltre l&#8217;entrata dello spermatozoo, quindi, perché magari, vallo a sapere, il genio stava nel codice genetico della madre. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77239</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2005 17:05:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E chi ha mai detto che il talento non esista?
Solo che non è un assoluto, non è un &quot;dono&quot; che ti arriva tutto e subito, in una bella scatola col fiocco, in un imprecisato momento tra l&#039;entrata dello spermatozoo fortunato e l&#039;inizio della fase di espulsione del bimbo.
E&#039; un processo lento e complesso di coltivazione della curiosità, di scoperta del mondo, di apprendimento, di educazione, di auto-educazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E chi ha mai detto che il talento non esista?<br />
Solo che non è un assoluto, non è un &#8220;dono&#8221; che ti arriva tutto e subito, in una bella scatola col fiocco, in un imprecisato momento tra l&#8217;entrata dello spermatozoo fortunato e l&#8217;inizio della fase di espulsione del bimbo.<br />
E&#8217; un processo lento e complesso di coltivazione della curiosità, di scoperta del mondo, di apprendimento, di educazione, di auto-educazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77238</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2005 16:05:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/05/10/alla-fin-della-fiera/#comment-77238</guid>

					<description><![CDATA[Chiedo scusa se intervengo (pure in ritardo) sulla questione del * talento *, sono &#039;gnurant e forse non dovrei neanche parlare. Ma dopo quanto avete deeeetto io non posso più stare ziiitto (pardon, Bennato mi ha preso la mano).
Perché è così seccante per qualcuno ammettere che il talento esiste? Perché sostengono che chi non riesce ad esprimere a parole quello che *sente*, non si sta applicando con metodo e perseveranza, ar-ti-gia-nal-men-te?
Serve eccome, lavorare duramente, ma solo per rappresentare, esternare, presentare, sbozzare quello che hai già in testa. Da piccola divoravo i libri in un giorno, tanto che la maestra mi accusava di essere una bugiarda perché non ci credeva, e allora? Se mi sforzo di mettere in pratica la mia voracità di allora, e mi ci metto per sedici ore al giorno, posso aspirare a scrivere I fratelli Karamazov, o piuttosto un romanzo dignitoso, che verrà rifiutato o accettato dagli editori a seconda di come si svegliano la mattina? Non stiamo parlando di gradi intermedi, ma di TALENTO.
Una lettrice]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa se intervengo (pure in ritardo) sulla questione del * talento *, sono &#8216;gnurant e forse non dovrei neanche parlare. Ma dopo quanto avete deeeetto io non posso più stare ziiitto (pardon, Bennato mi ha preso la mano).<br />
Perché è così seccante per qualcuno ammettere che il talento esiste? Perché sostengono che chi non riesce ad esprimere a parole quello che *sente*, non si sta applicando con metodo e perseveranza, ar-ti-gia-nal-men-te?<br />
Serve eccome, lavorare duramente, ma solo per rappresentare, esternare, presentare, sbozzare quello che hai già in testa. Da piccola divoravo i libri in un giorno, tanto che la maestra mi accusava di essere una bugiarda perché non ci credeva, e allora? Se mi sforzo di mettere in pratica la mia voracità di allora, e mi ci metto per sedici ore al giorno, posso aspirare a scrivere I fratelli Karamazov, o piuttosto un romanzo dignitoso, che verrà rifiutato o accettato dagli editori a seconda di come si svegliano la mattina? Non stiamo parlando di gradi intermedi, ma di TALENTO.<br />
Una lettrice</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ano nemo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77237</link>

		<dc:creator><![CDATA[ano nemo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2005 21:05:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/05/10/alla-fin-della-fiera/#comment-77237</guid>

					<description><![CDATA[E ossessionato pure da Melloni :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E ossessionato pure da Melloni 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ano Nimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/alla-fin-della-fiera/comment-page-5/#comment-77236</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ano Nimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 May 2005 20:05:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/05/10/alla-fin-della-fiera/#comment-77236</guid>

					<description><![CDATA[Melloni, vai a letto. Per oggi hai rosicato abbastanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Melloni, vai a letto. Per oggi hai rosicato abbastanza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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