ALLA LARGA?

Passeismo4 Dunque: piccola riflessione a margine del già assai sviscerato commento che si trova un paio di post più sotto. Scrive Giorgio Di Costanzo:

“Cari amici, perchè perdete tempo ed energie a mandarvi messaggi in codice, inutili oscenità, ammicchi vari, birignao insopportabili (se non si è Bene o Arbasino)… La vita è breve: se continuate a sprecarla annusando Moresco, Biondillo, Benni, la Mazzantini e Melissa o gli americani (del duo Fasano-Einaudi)non resterà spazio per letture necessarie… Nelle prossime settimane promettetemi di cercare e leggere "Il porto di Toledo" di Anna Maria Ortese e i racconti di James Purdy e John Cheever (andranno bene anche Capote e Flannery O’Connor, Carson Mc Cullers e Cechov, K. Mansfield e "Il ragazzo morto e le comete", Uwe Johnson, Giovanni Comisso e Dolores Prato, Juan Rodolfo Wilcock e Amelia Rosselli). Vi prego, state alla larga dagli italiani (specialmente viventi!) Non leggete regolarmente "Lo straniero" di Fofi? Ci avrei scommesso…”

Alle numerose e interessanti risposte già ottenute, vorrei aggiungere la mia: non ripeterò dunque, come altri hanno giustamente fatto, che è molto possibile che gli autori su elencati entrino comunque nelle letture di chi frequenta questo blog (o ci siano entrati e siano stati poco graditi). Dico però che molti dei nomi fatti da Giorgio Di Costanzo sono nomi che si ritrovano alquanto frequentemente sulle pagine culturali dei quotidiani e nelle sedi, diciamo, fin qui deputate. Insomma, se è assolutamente possibile che qui si discuta anche, per dire, della Mansfield, è, dati alla mano, lievemente meno usuale che su carta si approfondiscano molte tematiche che nei cosiddetti Litblog sono invece frequenti.
Per esempio: non mi sembra che si discuta molto, nelle solite sedi deputate, del fatto che, grazie ad una valorosa libraia, Marina Warners, ad Amsterdam è uscita Kort Italiaans, raccolta di venti racconti brevi di autori italiani fin qui non tradotti in Olanda (su Maltensenarrazioni trovate la notizia per esteso).
Ancora: non mi sembra che, nelle sedi medesime, si trovi traccia di questa iniziativa.
E per finire: perché mai bisogna stare alla larga dagli italiani viventi salvo poi, come nel caso di Goliarda Sapienza, glorificarli quando sono morti e quando sono stati santificati dai francesi?
Uffa.

UPDATE:
Su Carmilla, Valerio Evangelisti risponde alla risposta di Silvia Dai Pra’. Giorgio Di Costanzo ci perdonerà se torniamo a parlare di viventi.

62 pensieri su “ALLA LARGA?

  1. A margine, visto che riguarda l’update: anche se non ho capito molto di ciò che sta accadendo attorno a Moresco, sono interessanti alcune annotazioni finali di Evangelisti. E’ certamente vero che non si son lette molte recensioni ben argomentate (se da una parte non condivido la necessità di una teoria critica alle spalle, dall’altra ritengo che ci voglia un pensiero, sia per contestare un altro pensiero che per contestare un non-pensiero).
    Di Costanzo: visto che abusa di un concetto ampiamente ambiguo come “letture necessarie”, vorrei che spiegasse cosa intende: necessarie a chi, per cosa, sotto quale aspetto. Solo il periodo storico è chiaro (ora, oggi). Non è una questione da poco, “necessarie in assoluto”, senza altre determinazioni, non significa nulla.

  2. Avendo letto Lo sbrego, e non facendo il recensore, troverei comunque difficile parlarne. In questo senso trovo giusti gli argomenti della Dal Prà.

  3. Libero fischio in libera piazza
    La canea contro i civilissimi fischiatori del cardinal Ruini non la capisco. Non capisco perché Ruini non possa essere fischiato, specie se interviene (legittimamente) da politico nel dibattito legislativo italiano. Boselli opportunamente ricorda la frase, che ho messo nel titolo, pronunciata da Sandro Pertini. E poi, se le cose sono davvero andate come si è visto nei servizi dei tg, mi sembra sia stata una cosa ordinata, allegra, tranquilla e pacifica. Erano comunisti? Embé? I leader del centrosinistra sono stati, al solito, i più baciapile. Dall’altra parte, comico l’intervento di Antonio Socci sul Giornale. Sostiene che quei fischi siano la stessa cosa della devastazione di Genova compiuta dai “ragazzi” del G8 e scrive di “intimidazioni intolleranti che non si limitano a zittire e insultare gli avversari politici (e sarebbe già gravissimo), ma addirittura prendono di mira un prelato, il presidente dei vescovi italiani”. Addirittura. Ha scritto proprio “addirittura”. Ed è sempre Socci, lo stesso appassionato opinionista che sul mio giornale aveva invitato i ciellini di Rimini a fischiare e a non far parlare per la sua posizione sui referendum non uno qualsiasi, ma Gianfranco Fini. Addirittura il ministro degli Esteri.
    24 settembre IL GIORNALE

  4. “Avendo letto Lo sbrego, e non facendo il recensore, troverei comunque difficile parlarne. In questo senso trovo giusti gli argomenti della Dal Prà.”
    Sono d’accordo sulle difficoltà a parlare de “lo sbrego”, e penso che riguardino anchegli studiosi di letteratura (non è un merito né una colpa dell’autore). La recensione, di solito, deve proporre un punto di vista intorno a un oggetto di cui si riescano a determinare alcune caratteristiche (un “oggetto letterario”, intendo dire). Non ho trovato ancora 5 persone che siano concordi nel definire il “cos’è” de “lo sbrego”. La versione che ne dà Moresco nel racconto autobiografico contenuto nelle pagine del libro stesso, per me, è alquanto nebulosa: non riesco a indovinare l’intenzione, a collocare l’ironia, se vi è ironia, e a comprendere lo scopo di qualcosa che, in ogni caso, dovrebbe potersi “giustificare”. Quello che leggo mi lascia perplesso. Dovrebbe esser chiara la “non gratuità” di un testo che è stato commissionato, tra l’altro. Leggo che vi sono dubbi in merito, perciò riporto parzialmente una battuta di Voltolini, nei commenti di un post in cui si discuteva di alcuni “errori” contenuti nel libro.
    “La responsabilità è mia, perché sono il curatore della collana e non solo ho commissionato il libro a Moresco, ma l’ho anche accettato e fatto stampare.
    Tutte cose che rifarei.
    Saluti
    Dario”

  5. Cara Lippa,
    sei poi andata a trovare Eimerich a casa sua? Che tipo è? Perchè difende tanto Moresco, che di sicuro non difenderebbe lui, se fosse attaccato? C’è di mezzo un moreschiano come Genna?
    Tiziana molto curiosa

  6. ‘Di Costanzo: visto che abusa di un concetto ampiamente ambiguo come “letture necessarie”, vorrei che spiegasse cosa intende: necessarie a chi, per cosa, sotto quale aspetto’
    dal testo del post dell’ischitano si evince chiaramente che le letture sono necessarie a LUI, per poter interloquire col PROSSIMO in maniera alquanto RETORICA. non per niente il vecchio Di Costanzo è uno stalinista inveterato.

  7. “Giorgio Di Costanzo, calviniano lettore ideale secondo la definizione di Vincenzo Consolo”. Qualcuno mi spiega che cosa significa questa frase? L’ho letta su un sito che reclamizzava un suo libro.
    Scrittori italiani viventi da evitare? Libri necessari? Ma come parla, Di Costanzo? Si è chiesto, Di Costanzo, se le sue parole sono necessarie e se lui è realmente vivente?
    Che vada a rileggersi l’articolo di Pedullà (postato da me qualche post fa) quando ci ricorda che “Pavese, Calvino Rea, Fenoglio, Testori, Bonaviri Ortese D’Arzo, Bassani, Parise negli anni Quaranta non erano più noti e più promettenti di tanti giovani narratori d’oggi” e che i soliti critici anziani allora giudicavano peggiori dei loro padri.
    Lo ripeto: tutti ci cascano: “una volta si stava meglio, le lavatrici non si rompevano mai e i giovani erano educati”. Alcuni fanno ‘sti discorsi al bar o dal medico di base, altri utilizzando qualche parola più raffinata. Di Costanzo, per esempio. Ma il senso non cambia.

  8. Tiziana, sono stata a trovare Eymerich, sì: il magister, nonostante la nota avversione per il sesso femminile, ha acconsentito a colloquiare con la vostra umile narratrice (e prometto che i risultati saranno visibili qui).
    Valerio Evangelisti, a differenza del magister medesimo, si conferma squisita persona, a dir poco.
    Quanto alla discussione su Lo Sbrego, credo che il suo intervento su Carmilla chiarisca i tuoi dubbi.
    Soddisfatta?

  9. Vedo che si tratta di una perplessita’ diffusa… ma la esprimo anch’io.
    Perche’ le letture che sceglie il Sig. Di Costanzo sarebbero a me piu’ necessarie di quelle che mi scelgo io ?
    Tra l’ altro, molte delle mie “letture necessarie” sono testi di scienza, che considero piu’ utili alla conoscenza delle cose rispetto a tanti romanzi (che pure leggo).
    E, non so, ho qualche dubbio sul fatto che un umanista possa consigliarmi al riguardo meglio di quanto faccia gia’ io.

  10. Lippa, non tu, lo so. per capire. mo’ non la vorrei trasformare in una seconda ‘casa moresco’ : ‘i libri di evangelisti e le donne’ . come ‘i libri di moresco e gli extracomunitari’.

  11. Non che ci fosse bisogno di precisare, ma Valerio Evangelisti, da grande signore qual è, l’ha fatto, e ha fugato qualsiasi ombra circa la sua onestà critica e intellettuale. La recensione (???) della Sig.a o Sig.na Silvia Dai Pra’ appare più come una biografia inesatta, non autorizzata e solipsista su Antonio Moresco: un linciaggio (gratuito).
    g.i.

  12. @Iannozzi. Non capisco quel tuo “Sig.a o Sig.na Silvia Dai Pra’”. Cosa vuoi dire? Che se fosse Sig.na allora sarebbe poco autorevole? Come dire: questa ragazzina si permette di criticare Evangelisti…
    Boh, sarà che io cerco di guardare in faccia le cose, senza lasciarmi condizionare dall’autorevolezza di questo o di quello o dal fatto che magari chi ha scritto una cosa è una “signorina”. Io amo i libri di Evangelisti, sono insomma uno dei suoi lettori più entusiasti, e stimo la sua figura di intellettuale ma non per questo non ascolto con lo stesso rispetto le “signorine”. Non ti pare, Inannozzi 🙂

  13. Iannox, direi che si possa chiudere qui la questione, no?
    Non credo abbia senso continuare a fare la conta a chi sta con i guelfi e chi con i ghibellini.
    😉 G.B.

  14. @ NICOLO’
    Semplicemente non so se sia Sig.a o Sig.na, finita lì.
    @ GIANNI
    Hai ragione, perfettamente: solo ho espresso, brevemente, la mia opinione, dopo aver letto (ascoltato) tutte le campane senza pregiudizio alcuno.
    Un forte abbraccio, Gianni
    g.i.

  15. Severus: stessa sensazione, quasi uguale…non se sforzarmi o meno di spiegarla. Di certo non ho, solitamente, la necessità di disporre di una categoria per leggere un libro, per cui dovrei prima spiegare perché, in questo caso, viva il fatto con un certo disagio (intellettuale).
    Kristian: stai sostenendo che Di Costanzo è un “sistema autocompatibile”? Mi viene da ridere, ma io la penso così, tra l’altro.
    G.B: è proprio la conta che mi terrorizza, perché presuppone le che le fazioni siano già schierate e che non si abbia altra possibilità che sceglierne una, senza darsi troppo la pena di pensare.

  16. “Detesto la commedia, la commedia borghese è troppo contegnosa; a me ci vogliono o le principesse della tragedia classica o la farsaccia. Niente vie di mezzo” (M. P.)

  17. E chi sarebbero i Pavese, Calvino, Rea (non lo conosco), Fenoglio, Testori, Bonaviri (non l’ho mai letto), Ortese, D’Arzo, Bassani, Parise di oggi (o di domani)????????
    P.S. Sei mica il fratello della grande artista Ketty La Rocca?

  18. Ora vorrei terminare la lettura di un bel libro: “Gladiatori” di Antonio Franchini. Un appunto: perchè quella foto in quarta di copertina con quegli occhiali così frou-frou da scrittore? Non datevi pena di sfogliare il n. 31 di “Nuovi Argomenti”. Vi trovereste solo alcune poesie di Nico Naldini e un viaggio (suggestivo) a Napoli (nella Napoli odiosa e piccolo-borghese di La Capria) di un giovane scrittore. Quanto detesto le “belle giornate” degli sfaccendati. Figuriamoci poi di nome “De Luca”….

  19. Di Costanzo, la prego: sono giunta fin qui certa che lei non sia un troll, non mi deluda. Lei sta giocando a un gioco molto noioso: perché vuole un altro Pavese? Quello che c’è stato non le basta? E poi, cos’è “un altro Pavese”? E quando Pavese era Pavese (comprenderà a intuito che il Grande Morto Pavese scrisse da vivo, nevvero?) cos’era, inadatto a essere “il nuovo Checov”? Che giochino sfinente, fine a se stesso. Lei sta nel mezzo di Parigi e pretende di visitare il Taj Mahal. Legga *qualcosa*, quello che le pare, legga uno di questi poveri italiani (serbi, irlandesi, bulgari, marocchini, ad libitum) contemporanei, poi venga pure a dire: Pinco Pallino scrive come un cane: ascolteremo le sue ragioni con attenzione e rispetto. Ma questa perpetua ondata di Grandi Morti che lei cavalca, di Grandi Morti davanti ai quali è d’obbligo chinare il capo, è solo la nascita di un culto per rintronati, e la morte dell’immaginario: e l’immaginario è la letteratura, nel caso le sfuggisse. Guardi, io di mestiere posso fare pure la lavapiatti, la catsitter, la commessa in un negozio di gusci per telecomando. Ma se per caso, per puro caso io facessi lo scrittore, lettori (…) come lei mi farebbero scappare la voglia di scrivere. E mi farebbero venire la voglia di prenderla a pernacchie 😀

  20. Giorgio (posso darti del tu, vero?),
    chi siano i Pavese, Calvino, Rea, etc. di domani non sta a me o a Nicolò dirtelo.
    Ma a te scoprirlo.
    G.B.
    p.s. comunque per me Consolo è un maestro. Qualcosa forse ci accomuna, no? 😉

  21. Babsi, mi hai scavalcato!!!
    Comunque il suddetto Giorgio sta leggendo un vivente, diamogliene atto.
    E poi sul Nuovi Argomenti testè citato c’è un pezzo di Roberto Saviano. E io godo ogni volta che c’è una sua cosa da leggere!
    (Giorgio, Robertino è amico di un tuo amico, di Goffredo. Non trattarmelo male!)

  22. causa adempimento letture necessarie – stop – sono stato impossibilitato a partecipare blog – stop – prego accettare scuse – stop – figuratevi che non mangio non dormo non trombo più – stop – al cesso ci vado solo perchè lì si può comunque leggere – stop

  23. Io leggo (e apprezzo ) Roberto Saviano. Ritaglio perfino i suoi “pezzi” pubblicati su “Metrovie”. Giuseppe Montesano mi piace e che recensore appassionato e preciso su “Diario”. Maurizio Braucci idem. Nicola Lagioia (a pagine alterne). “Repubblica” paragonò Valeria Parrella a Ortese (per dispetto lessi “Mosca più balena” o un titolo simile, a righe alterne; il secondo, intendo “Per grazia ricevuta” (un film con Manfredi) andava riveduto. Elena Ferrante (nemmeno sotto tortura dirò qualcosa di lei) scrive e parla come vorrei farlo io (l’invidio, la stimo e rispetto). Carlotto è un “piccolo” (anche se grosso) grande. “La ferita dell’aprile” e “Il sorriso dell’ignoto marinaio” sono nello scaffale principale (del mio cuore). I racconti (Il calore e Arcangelo) della cara Fabrizia Ramondino (mi costringe a comprare una rivista inutile per leggere le sue recensioni a libri negletti) avrebbero meritato più attenzione di critica e pubblico. Itri, come Rapallo è un punto di riferimento. Protesto per il silenzio osceno calato su “Corporale” e “Le mosche del capitale”. “Casa s’altri” di Ezio Comparoni, si può dire? è un capolavoro! Mi contraddico: oggi in giro il fermento non manca. Mi disturba alquanto vedere le migliaia di pagine web su esordienti (o quasi), miliardi di discussioni, addirittura siti su quaranta-cinquantenni, mentre io, che non sono nessuno sono costretto a scrivere rettifiche e proteste a “antenati-giro di vite” perchè riportano “Il cardillo innamorato” o altri, in rassegne esaustive, saltano Ortese. Monica Farnetti (le affidano la cura delle opere complete di Anna Maria Ortese) e non conosce esattamente neanche il giorno preciso della “partenza” della cara, insostituibile Anna Maria (9 marzo 1998, lunedì, ore 21,30), per non accennare all’azzardo di ipotesi critiche e comparazioni) non supportate adeguatamente da convincenti analisi testuali. Note ai testi zoppicanti, errori di trascrizione, citazioni zoppicanti….
    Anna Maria non è apprezzata perchè insufficientemente conosciuta e letta…. Da qui partono certe mie reazioni scomposte e “deliranti” sui giovani scrittori.

  24. Ho usato lo stesso aggettivo per “testi” e “citazioni”. Quando si fanno le “pulci” a Farnetti bisognerebbe essere almeno precisi. A quest’ora… chiedo scusa…

  25. Di Costanzo si sfoga. Si sfoga perchè non si parla di Ortese, Volponi, D’arzo. Ma anzichè farlo con amici o scrivendo lettere ai giornali o organizzando convegni si intromette sul web in una discussione su Moresco e fa notare a chi sta discutendo, piacevolmente o meno, che è tempo perso e che ci sarebbero ben altre letture (le sue) ben più necessarie. Usando anche il termine birignao, che io personalmente non sopporto. Davvero singolare questo modo di fare per un calviniano lettore ideale. Sappia poi che io (studente qualunque ventisettene)ho letto D’Arzo (in RECENTE e soddisfacente ed. diabasis) e Volponi ma non mi ha obbligato nessuno (e non credo di essere l’unico), ma se ritengo opportuno leggere o parlare di Moresco gradirei che nessuno mi inviti a fare altro con arroganza.
    E non si faccia troppe paranoie sulla Ortese, sono tanti gli autori o autrici dimenticate. Parli anche della Vicinelli, visto che l’ha frequentata e, se possibile, mi indichi dove posso trovare le sue opere. Grazie
    E adesso la obbligo a leggere “tutti gli errori”. Chieda a Babsi chi l’ha scritto.
    Buonanotte
    P.S. alla discussione io non stavo partecipando. osservatore esterno

  26. Caro Di Costanzo,
    premetto che non mi ritengo responsabile, neppure in maniera indiretta, dell’iniezione di genialità subita da questo blog a opera della sua fervida mente, fervidissima e trasecolata:
    mi pento di averle dato retta e di averla presa sul serio, o quasi, e mi sforzerò di non aggiungere qualche onesto sfottò come contorno al suo umorismo involontario, anzi sarò disonesto, mi conviene. Non so quale dio sciancato la consigli, ma tenga presente che non era richiesta la sua pedanteria ma era richiesta una risposta, non era richiesta una dossografia e l’ha fatta, non era richiesta la compilazione di elenchi e lei si sta cimentando nella riscrittura dell’elenco telefonico italiano su base nazionale e in ordine casuale, o in qualche altra impresa di cui mi sfugge il senso, in ogni caso qualcosa che istituisca un nesso tra numerologia e letteratura (al di là della sperimentazione già nota, al di là di spazio e tempo, ma al di qua di una follia che si propone in una forma incontaminata). Non direi che quello che lei scrive di possa dire un uso accorto della parola, ma è di certo un’occupazione di territorio, quasi una “colonizzazione di un solo individuo”, qualcosa di mai visto prima. Lei è un innovatore, in questo senso: un innovatore della logica che dispensa il proprio bernoccolo sotto forma di inondazione. E’ generoso, quindi, e la si ringrazia. Prendere il caffè e leggere la sua risposta (risposta?) sono due circostanze che, sovrapposte, trasformano il risveglio di un uomo “quasi normale” in un episodio di schizofrenia acuta…
    Non capisco davvero cosa abbia provocato la sua reazione smisurata ma prometto che proverò a risponderle con precisione al mio ritorno a casa: è il mio compito di oggi, anche se rischio di tenermi occupato per un secolo; sperando che lei non voglia insistere, va bene così, è stato chiaro, si plachi.

  27. Patrizia Vicinelli: “Opere”, a cura di Renato Pedio, Scheiwiller, 1994. (intr. di Niva Lorenzini). Contiene: “I fondamenti dell’essere; “Messmer”; “Altre prose”; “à,a.A”; “Altre poesie”; “Non sempre ricordano”.

  28. … sentite: a proposito di sprecare le nostre parole. Di Costanzo ha nel primo messaggio definito “spreco” il leggere (cioè secondo lui, “perdere tempo”) alcuni scrittori italiani viventi. Di per sé è talmente sciocco che basterebbe… ma quando ha improvvisato un elenco accostando Moresco a Melissa P (forse vi è sfuggito..!) è andato oltre. Questa non è una provocazione: è un ictus.

  29. a me ‘sto giorgio incomincia quasi a piacere (all’inizio in altro blg, non lo nego, avevo avuto la vostra stessa reazione), almeno porta una ventata di passato fresco in un blog che sembra in questi giorni avere come bandiera un asfittico fondamentalismo-presentista un giovanilismo-futurista-di-maniera (che però sembra digrignare dentiere malmesse).
    Devo dire che, nonostante la foto di per sè sia carina, il rapporto testo-illustrazione di questo post (che fornisce pero informazioni interessantissime) fa concorrenza alla finezza informativa di giornali come Libero e Padania ;-).
    Quando si parla di scrittori il criterio giovane-vecchio, vivo-morto salta e lo dovreste sapere benissimo voi scafati blogger di litblog. Se per uno scrittore valessero i limiti temporali di noi mortali sarebbe inutile persino parlarne ;-).
    Certo esistono scrittori morti anche da vivi (e in questo sono d’accordo con babsi) ma qui si sta parlando proprio di morti-morti 🙂
    Ad ogni modo ‘sto giorgio un po’ troppo caricato e ro-co-cò a me incomincia a piacere un sacco … e cristo, ma chi mai fra i tromboni odierni ci avrebbe mai fornito una informazione così precisa:
    “Monica Farnetti (le affidano la cura delle opere complete di Anna Maria Ortese) e non conosce esattamente neanche il giorno preciso della “partenza” della cara, insostituibile Anna Maria (9 marzo 1998, lunedì, ore 21,30)”.
    F.A.V.O.L.O.S.O :-)))) sono una fanzine vivente lo poteva fare 😉
    georgia

  30. Di Costanzo, avevo chiesto dove nel senso di un luogo fisico dove poterlo acquistare. Conosco bene quel libro e l’ho avuto anche tra le mani e in parte letto.Il mio era un tentativo di ricevere da lei qualche indicazione davvero utile alle mie letture, anzichè le sue “liste”, che ognuno di noi sarebbe capace di compilare.

  31. SIgnori, signora Lipperini, veniamo su di lei ancora una volta (niente duplici sensi!) per approfittare della sua cortesia e usare questo spazio per segnalare che abbiamo RISPOSTO AGLI INAUDITI E FEROCI ATTACCHI A MEZZO STAMPA, vigliaccate alle spalle da parte di autori di punta di lancia della Restaurazione e nemici supremi della ragazza Carla (che non è un “”attributo omerico””: è una ragazza!!!!!) e di Scarpa della Scuraglia.
    Abbiamo deciso di fare il rilancio del peso, in direzione di un CHIEDERE ALL’IMMENSO EDITORE SERGIO FANUCCI DI BOICOTTARE NON SOLTANTO INTERNET BOOK SHOP MA ANCHE LA DIS/Unità!!!! Oltre a ciò, abbiamo chiesto ai nostri amici dirigenti del Labur di Malta di FARE PRESSIONE SULL’INTERNAZIONE SOCIALISTA (E QUINDI FASSINO, ANCHE SE QUASI OSTILE AI PAX) PER CENSURARE LA SCATENI DELLA DIS/Unità! Inoltre abbiamo deciso di SALVARE MORESCO!!!! NON DEVE FARLO!!! Alain Delon ha i soldi e può anche permettersi di suicidarsi, altri no, è troppo comodo così!
    La nostra risposta/&/contrattacco si trova lì:
    http://vmo.splinder.com/post/5856199
    VINCENZO E BASILE (che scrive)
    PS. Abbiamo rinnovato la colonna di sinistra in direzione di un essere maggiormente multi-mediali!!! C’è anche un video di autocondanna della restaurazione di MANFREDI!! E presto apriremo un secondo blog in INGLESE (canadese)!! Avanti così!!,!!

  32. a lipperini
    :-)))))))
    beh sì … a me è sembrata questa roba (in rete i messaggi arrivano violenti), magari ti eri un po’ incavolata con giorgio e … però (almeno a me ha fatto questa impressione) hai un pò esagerato perchè la foto collegata alla tua risposta a un (a quanto dice lui stesso) maturo signore e agli scrittori da lui amati, non mi è sembrata una raffinatezza comunicativa degna del tuo blog 🙂
    Il presentismo è una moda di quasi tutto il novecento forse è l’ora di passarci sopra un po’ di viacal 😉
    georgia

  33. Giorgia, io penso che giocare un poco non faccia male a nessuno: giovani o maturi. Che poi: ho come il sospetto che il nostro lettore perfetto sia nato dopo di me, quindi concedi a questa “matura signora” qualche licenza, giusto?
    🙂

  34. Bravi i VincenziBasilii!!!!!,
    sottoscrivo la loro campagna e consiglio di leggere meglio l’articolo dei wm (restauratori!!!!!) perchè mi pare che stiano intraprendendo un percorso di dissociazione dal loro malvagio percorso restaur-attivo!!!.
    Resta però da vedere se una volta passati al lato ANTIrestaur-attivo siano compatibili con Parenti e Moreschi.
    Ecco alcune domande che voglio fare, da SEMPRE, ai due gentilissimi VMO:
    1) la restaurazione è Una? è Bina? è Trina? è Equina?
    2) di ANTIRESTAURAZIONE!!!!se ne può intraprendere solo una o è previsto il modello Parente, il modello Moresco, il modello WM, il modello Benedetta, il modello Giuditta ecc.?
    Pur essendo un nickname sono da sempre una vostra ammiratrice e queste domande tormentano la mia ventiquattrore (di sole).
    Potete aiutarmi a fare chi-arezza?
    cum nutevole affettu

  35. * Sto citando Koltés, posso farlo perché è già morto 😉
    PS. Qualcuno traduca Biondillo prima che si venga accusati di futurismo giovanilistico meneghino ;P

  36. ah ah ah ah
    LL ma … mi chiami giorgia in base alla teoria di trespolo o hai solo sbagliato?
    Ad ogni modo mi chiamo gEorgia e ci tengo, se vuoi puoi anche abbreviare (non mi offendo) in gEo o in gE ma … mantieni sempre la E;-)

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