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	Commenti a: ALLONTANARSI DA OMELAS	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 08:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/allontanarsi-da-omelas/comment-page-1/#comment-141405&quot;&gt;Francesca Perinelli&lt;/a&gt;.

I social potranno anche essere melma, Francesca, ma forniscono uno specchio del nostro sentire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/allontanarsi-da-omelas/comment-page-1/#comment-141405">Francesca Perinelli</a>.</p>
<p>I social potranno anche essere melma, Francesca, ma forniscono uno specchio del nostro sentire.</p>
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		Di: Francesca Perinelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Perinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 14:16:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo, gli automatismi in genere sono funzionali alla conservazione, alla restaurazione. Ma i pochi e buoni &quot;ribelli&quot;, invece di arrabbiarsi come sollecitano quelli che lanciano sempre il sasso e poi nascondono tutte e due le mani, farebbero forse bene ad allontanarsi dalla melma social e restare aggrappati al sentimento del presente che si sta sperimentando in questo tempo di consapevolezza, forza, visioni e legami ritrovati. Cara Loredana, chi potrà, faccia del suo meglio, anche se finisse per rivelarsi solo un ennesimo esercizio di utopia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, gli automatismi in genere sono funzionali alla conservazione, alla restaurazione. Ma i pochi e buoni &#8220;ribelli&#8221;, invece di arrabbiarsi come sollecitano quelli che lanciano sempre il sasso e poi nascondono tutte e due le mani, farebbero forse bene ad allontanarsi dalla melma social e restare aggrappati al sentimento del presente che si sta sperimentando in questo tempo di consapevolezza, forza, visioni e legami ritrovati. Cara Loredana, chi potrà, faccia del suo meglio, anche se finisse per rivelarsi solo un ennesimo esercizio di utopia.</p>
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		Di: Patrizia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:17:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch&#039;io penso e vedo che non siamo più buoni, più tolleranti, più tranquillamente consapevoli di andare in una direzione comune, giusta.
Io per prima non riesco a trovare le armoniche con cui rapportarmi agli altri che non capisco e non mi capiscono.
Devo lavorare molto, molto sulle reazioni e smorzarle di parecchio.
Ma le cose non credo siano andate sempre male.
Sarà perché non avevamo niente da perdere dopo la seconda guerra mondiale, ma tutto da guadagnare e conquistare, che un dottore che stimo tantissimo (una persona nata alla fine del &#039;44), un vero intellettuale che conosceva il corregionale Andrea Camilleri anni prima che diventasse scrittore amato dai più e comunque un grande lettore forte, mi ha raccontato che dopo la guerra c&#039;era un clima di solidarietà bellissimo.
E lui non è una sognatore ma un uomo molto lucido e un po&#039; disilluso.
Un abbraccio.
P.S. Sottoscrivo tutto quanto dice Luigi, qua sopra sul rifondare il linguaggio e sull&#039;avere il coraggio di una visione nuova e cominciare a pensare  di andare oltre al fallimento del capitalismo.
P.P.S. Anche perché i fascisti là fuori stanno in attesa di dare la loro sterzata antidemocratica con la scusa della crisi sanitaria ed economica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io penso e vedo che non siamo più buoni, più tolleranti, più tranquillamente consapevoli di andare in una direzione comune, giusta.<br />
Io per prima non riesco a trovare le armoniche con cui rapportarmi agli altri che non capisco e non mi capiscono.<br />
Devo lavorare molto, molto sulle reazioni e smorzarle di parecchio.<br />
Ma le cose non credo siano andate sempre male.<br />
Sarà perché non avevamo niente da perdere dopo la seconda guerra mondiale, ma tutto da guadagnare e conquistare, che un dottore che stimo tantissimo (una persona nata alla fine del &#8217;44), un vero intellettuale che conosceva il corregionale Andrea Camilleri anni prima che diventasse scrittore amato dai più e comunque un grande lettore forte, mi ha raccontato che dopo la guerra c&#8217;era un clima di solidarietà bellissimo.<br />
E lui non è una sognatore ma un uomo molto lucido e un po&#8217; disilluso.<br />
Un abbraccio.<br />
P.S. Sottoscrivo tutto quanto dice Luigi, qua sopra sul rifondare il linguaggio e sull&#8217;avere il coraggio di una visione nuova e cominciare a pensare  di andare oltre al fallimento del capitalismo.<br />
P.P.S. Anche perché i fascisti là fuori stanno in attesa di dare la loro sterzata antidemocratica con la scusa della crisi sanitaria ed economica.</p>
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		Di: Roberto da Verona		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto da Verona]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:06:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continuiamo a ripeterci che alla fine della fiera saremo migliori di adesso, solo per sentirci in grado di cambiare noi stessi in positivo e che quindi anche la cosa peggiore che può capitarci non sarà  una condanna,  perché già adesso non siamo un granché, ma una manna dal cielo che ci eleverà. È umana la cosa, forse...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo a ripeterci che alla fine della fiera saremo migliori di adesso, solo per sentirci in grado di cambiare noi stessi in positivo e che quindi anche la cosa peggiore che può capitarci non sarà  una condanna,  perché già adesso non siamo un granché, ma una manna dal cielo che ci eleverà. È umana la cosa, forse&#8230;</p>
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		Di: Luigi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 09:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://ilpescatorediparole.blog.kataweb.it/ Loredana,
le tue sono considerazioni amare ma realistiche. Se ascoltiamo l’eco che arriva dai social, dai media, dalle fonti esterne alle nostre capsule di sopravvivenza, non possiamo non convenire che è già in atto una caccia ai colpevoli, un tutti contro tutti che non ci porterà da nessuna parte e servirà solo ad alimentare una rabbia cieca. Credo invece che il dopo epidemia potrebbe rappresentare una straordinaria occasione per ripensare le nostre esistenze in termini nuovi. A cominciare dal linguaggio che “crei” un nuovo lessico. Una lingua nuova che faccia riferimento a nuove categorie di pensiero è, io penso, cosa necessaria. Occorre fondare,fondare, una società che superi questa neoliberista dominata dalla finanza e dalla concentrazione di enormi fortune nelle mani di pochi. Siamo nell’ultima fase del capitalismo e l’accumulo di capitale non passa più attraverso il possesso dei mezzi di produzione ma dal possesso dei dati e della proprietà intellettuale. Tutto questo, amplificato dalla virtualità del mondo digitale, porta a compimento l’operazione cominciata nei campi di concentramento nazisti di annullamento dell’individuo, della persona. Solo così possiamo spiegarci la nostra indifferenza verso le quantificazioni numeriche di quanti soffrono o perdono la vita a causa del disequilibrio che domina il mondo. Redistribuire la ricchezza, ridisegnare le città, mettere l’ambiente al centro di un grande progetto mondiale, un nuovo umanesimo insomma, ma che riservi pari dignità a flora, fauna e risorse naturali.
Io credo che,metaforicamente, questo virus sia un anticorpo generato da un sistema che non ci regge più.
Scusi la prolissità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilpescatorediparole.blog.kataweb.it/" rel="nofollow ugc">http://ilpescatorediparole.blog.kataweb.it/</a> Loredana,<br />
le tue sono considerazioni amare ma realistiche. Se ascoltiamo l’eco che arriva dai social, dai media, dalle fonti esterne alle nostre capsule di sopravvivenza, non possiamo non convenire che è già in atto una caccia ai colpevoli, un tutti contro tutti che non ci porterà da nessuna parte e servirà solo ad alimentare una rabbia cieca. Credo invece che il dopo epidemia potrebbe rappresentare una straordinaria occasione per ripensare le nostre esistenze in termini nuovi. A cominciare dal linguaggio che “crei” un nuovo lessico. Una lingua nuova che faccia riferimento a nuove categorie di pensiero è, io penso, cosa necessaria. Occorre fondare,fondare, una società che superi questa neoliberista dominata dalla finanza e dalla concentrazione di enormi fortune nelle mani di pochi. Siamo nell’ultima fase del capitalismo e l’accumulo di capitale non passa più attraverso il possesso dei mezzi di produzione ma dal possesso dei dati e della proprietà intellettuale. Tutto questo, amplificato dalla virtualità del mondo digitale, porta a compimento l’operazione cominciata nei campi di concentramento nazisti di annullamento dell’individuo, della persona. Solo così possiamo spiegarci la nostra indifferenza verso le quantificazioni numeriche di quanti soffrono o perdono la vita a causa del disequilibrio che domina il mondo. Redistribuire la ricchezza, ridisegnare le città, mettere l’ambiente al centro di un grande progetto mondiale, un nuovo umanesimo insomma, ma che riservi pari dignità a flora, fauna e risorse naturali.<br />
Io credo che,metaforicamente, questo virus sia un anticorpo generato da un sistema che non ci regge più.<br />
Scusi la prolissità.</p>
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