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	Commenti a: AMAZON, IL POTERE E JAMES JOYCE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137579</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 08:22:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Errata corrige: per questi= per questo.]]></description>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137578</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 08:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema dei monopòli è che, una volta introdotta l&#039;innovazione, cristallizzano tutto il sistema. Per questi vanno sempre abbattuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema dei monopòli è che, una volta introdotta l&#8217;innovazione, cristallizzano tutto il sistema. Per questi vanno sempre abbattuti.</p>
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		<title>
		Di: Andrea F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137577</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea F]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 09:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarebbe bello contrastare il monopolio e preservare l&#039;innovazione. Nel caso di Amazon, l&#039;innovazione consiste in autori pienamente soddisfatti dagli introiti generati da ebook venduti a 2 dollari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello contrastare il monopolio e preservare l&#8217;innovazione. Nel caso di Amazon, l&#8217;innovazione consiste in autori pienamente soddisfatti dagli introiti generati da ebook venduti a 2 dollari.</p>
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		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137576</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 09:22:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io il WSJ lo leggo per lavoro, anche se questo articolo mi era sfuggito. Tengo a precisare che lavoro con gli economisti, ma non sono un&#039;economista. Detto questo, vorrei evidenziare che non sempre gli economisti sono in grado di cogliere le specificità delle situazioni: ragionano all&#039;ingrosso, sulle medie, su modelli che applicano nella stessa forma a tutti i settori. Entro certi limiti è anche giusto, perché tenere conto di tutte le specificità impedirebbe alla radice la costruzione di qualsiasi modello. Ma i modelli vanno bene per l&#039;economia di un settore nel suo complesso, non per i casi singoli. Lì entrano in gioco altre variabili, a comimciare da quelle sociali e politiche, che raramente trovano posto nelle considerazioni degli economisti. Per dire, nelle analisi che circolano su Amazon io non trovo traccia dell&#039;impatto che questo monopolista (anzi, monopsonista) può avere sulla &quot;biodiversità&quot; dei testi pubblicati, né del condizionamento che può esercitare (ed esercita) sugli autori, e neppure della destrutturazione che il self publishing può provocare nella filiera produttiva tradizionale dell&#039;editoria, bypassando (e forse distruggendo) figure come quella dell&#039;editor e provocando, nel complesso, un abbassamento della qualità di ciò che viene pubblicato. Non è detto, ma può accadere. E personalmente non lascerei al mercato il compito di stabilire se accadrà oppure no. Abbiamo, in Italia, il già citato esempio della TV commerciale, sul quale credo si possa essere d&#039;accordo nell&#039;affermare che ha abbassato il livello qualitativo delle produzioni. Un po&#039; di concorrenza avrebbe di certo fatto bene a quel settore. Il che non vuol dire che l&#039;industria editoriale non abbia molte colpe: quello che adesso Amazon fa su scala macro lo hanno sempre fatto, su scala minore, i distributori, soggetti opachi che (almeno in Italia) operano in regime di oligopolio e da decenni condizionano l&#039;offerta delle librerie e la scrittura di chi vuole essere pubblicato. E le stesse case editrici, che ormai pretendono che la gente lavori (possibilmente gratis) a sfornare trash in catena di montaggio, hanno contribuito di loro a svilire le professionalità che in passato avevano saputo creare. Ma certo non è esasperando queste tendenze, cosa che Amazon fa, che l&#039;editoria potrà rinascere. Infine, una piccola osservazione a margine: è possibile che le autorità antitrust non rappresentino un fiore all&#039;occhiello per l&#039;economia, visto il loro operato recente e non solo; però a me questo giudizio sembra interessato, da parte di soggetti che da sempre premono per abbattere quella cultura liberal - di cui Krugman è un esponente - che, morto il socialismo e pure la socialdemocrazia, pare diventata addirittura di sinistra ed è pertanto vista come il fumo dai fanatici del liberismo. Il fatto che le autorità antitrust abbiano funzionato quasi sempre male (siano state &quot;catturate&quot; dai soggetti regolati, come amano dire gli economisti) non vuol dire che vadano smontate, ma semmai che andrebbero messe nelle condizioni di fare meglio il proprio lavoro. Questa presunta libertà incondizionata che deriverebbe dal permettere a ciascuno di fare più o meno ciò che vuole (ma non a chi non si allinea, ovviamente) a me pare tanto una deriva verso la totale inconsapevolezza dei diritti soggettivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io il WSJ lo leggo per lavoro, anche se questo articolo mi era sfuggito. Tengo a precisare che lavoro con gli economisti, ma non sono un&#8217;economista. Detto questo, vorrei evidenziare che non sempre gli economisti sono in grado di cogliere le specificità delle situazioni: ragionano all&#8217;ingrosso, sulle medie, su modelli che applicano nella stessa forma a tutti i settori. Entro certi limiti è anche giusto, perché tenere conto di tutte le specificità impedirebbe alla radice la costruzione di qualsiasi modello. Ma i modelli vanno bene per l&#8217;economia di un settore nel suo complesso, non per i casi singoli. Lì entrano in gioco altre variabili, a comimciare da quelle sociali e politiche, che raramente trovano posto nelle considerazioni degli economisti. Per dire, nelle analisi che circolano su Amazon io non trovo traccia dell&#8217;impatto che questo monopolista (anzi, monopsonista) può avere sulla &#8220;biodiversità&#8221; dei testi pubblicati, né del condizionamento che può esercitare (ed esercita) sugli autori, e neppure della destrutturazione che il self publishing può provocare nella filiera produttiva tradizionale dell&#8217;editoria, bypassando (e forse distruggendo) figure come quella dell&#8217;editor e provocando, nel complesso, un abbassamento della qualità di ciò che viene pubblicato. Non è detto, ma può accadere. E personalmente non lascerei al mercato il compito di stabilire se accadrà oppure no. Abbiamo, in Italia, il già citato esempio della TV commerciale, sul quale credo si possa essere d&#8217;accordo nell&#8217;affermare che ha abbassato il livello qualitativo delle produzioni. Un po&#8217; di concorrenza avrebbe di certo fatto bene a quel settore. Il che non vuol dire che l&#8217;industria editoriale non abbia molte colpe: quello che adesso Amazon fa su scala macro lo hanno sempre fatto, su scala minore, i distributori, soggetti opachi che (almeno in Italia) operano in regime di oligopolio e da decenni condizionano l&#8217;offerta delle librerie e la scrittura di chi vuole essere pubblicato. E le stesse case editrici, che ormai pretendono che la gente lavori (possibilmente gratis) a sfornare trash in catena di montaggio, hanno contribuito di loro a svilire le professionalità che in passato avevano saputo creare. Ma certo non è esasperando queste tendenze, cosa che Amazon fa, che l&#8217;editoria potrà rinascere. Infine, una piccola osservazione a margine: è possibile che le autorità antitrust non rappresentino un fiore all&#8217;occhiello per l&#8217;economia, visto il loro operato recente e non solo; però a me questo giudizio sembra interessato, da parte di soggetti che da sempre premono per abbattere quella cultura liberal &#8211; di cui Krugman è un esponente &#8211; che, morto il socialismo e pure la socialdemocrazia, pare diventata addirittura di sinistra ed è pertanto vista come il fumo dai fanatici del liberismo. Il fatto che le autorità antitrust abbiano funzionato quasi sempre male (siano state &#8220;catturate&#8221; dai soggetti regolati, come amano dire gli economisti) non vuol dire che vadano smontate, ma semmai che andrebbero messe nelle condizioni di fare meglio il proprio lavoro. Questa presunta libertà incondizionata che deriverebbe dal permettere a ciascuno di fare più o meno ciò che vuole (ma non a chi non si allinea, ovviamente) a me pare tanto una deriva verso la totale inconsapevolezza dei diritti soggettivi.</p>
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		<title>
		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137575</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 07:29:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maurizio, monopolio e innovazione vanno a braccetto  per due motivi: 1) occorrono molti fondi per innovare e solo il monopolista puo&#039; accumulare profitti ingenti, ma soprattutto 2) l&#039; innovatore genera monopolio poiché per definizione spazza via la concorrenza.
[Paradosso: quando non lo genera perché l&#039; innovazione è facilmente copiabile, si ritiene socialmente utile generarlo artificiosamente dall&#039; alto tramite brevetti o roba del genere]
Chi vuole un sistema innovativo deve tollerare i monopoli e saper distinguere tra quelli buoni (innovativi) e quelli cattivi. Ebbene, proprio per questo si studia accanitamente la storia dell&#039; antitrust americana. Forse il massimo esperto in materia è stato il Nobel George Stigler e il suo giudizio sull&#039; operato dell&#039; autorità è chiaro: &quot;Economists have their glories, but I do not believe that antitrust law is one of them&quot;.  In genere si concorda che per fare meglio in futuro l&#039; unica bussola attendibile per orientarsi in questo mare con pochi riferimenti è il welfare del consumatore. Quello effettivo, non quello troppo speculativo fondato su un ipotetico futuro di cui si puo&#039; dire tutto e il contrario di tutto.
Concedetemi due link.
Uno di settimana scorsa, sulle inattese virtù del monopolio e sui suoi legami con l&#039; innovazione, è di Peter Thiel, il fondatore di paypal:  http://online.wsj.com/articles/peter-thiel-competition-is-for-losers-1410535536 . Lo so che per molti il WSJ non è nemmeno degno di un clic.
L&#039; altro è di poche ore fa, a cura dell&#039; ultraliberal Matthew Yglesias che scrive sull&#039; ultraliberal Vox. La sua tesi: &quot;Amazon is doing the world a favor by crushing book publishers... the industry is right that Jeff Bezos is destroyng them. But that&#039;s good for readers, and may be even for authors&quot;. Metto il link in attesa della traduzione di Repubblica che sicuramente seguirà a breve: http://www.vox.com/2014/10/22/7016827/amazon-hachette-monopoly.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio, monopolio e innovazione vanno a braccetto  per due motivi: 1) occorrono molti fondi per innovare e solo il monopolista puo&#8217; accumulare profitti ingenti, ma soprattutto 2) l&#8217; innovatore genera monopolio poiché per definizione spazza via la concorrenza.<br />
[Paradosso: quando non lo genera perché l&#8217; innovazione è facilmente copiabile, si ritiene socialmente utile generarlo artificiosamente dall&#8217; alto tramite brevetti o roba del genere]<br />
Chi vuole un sistema innovativo deve tollerare i monopoli e saper distinguere tra quelli buoni (innovativi) e quelli cattivi. Ebbene, proprio per questo si studia accanitamente la storia dell&#8217; antitrust americana. Forse il massimo esperto in materia è stato il Nobel George Stigler e il suo giudizio sull&#8217; operato dell&#8217; autorità è chiaro: &#8220;Economists have their glories, but I do not believe that antitrust law is one of them&#8221;.  In genere si concorda che per fare meglio in futuro l&#8217; unica bussola attendibile per orientarsi in questo mare con pochi riferimenti è il welfare del consumatore. Quello effettivo, non quello troppo speculativo fondato su un ipotetico futuro di cui si puo&#8217; dire tutto e il contrario di tutto.<br />
Concedetemi due link.<br />
Uno di settimana scorsa, sulle inattese virtù del monopolio e sui suoi legami con l&#8217; innovazione, è di Peter Thiel, il fondatore di paypal:  <a href="http://online.wsj.com/articles/peter-thiel-competition-is-for-losers-1410535536" rel="nofollow ugc">http://online.wsj.com/articles/peter-thiel-competition-is-for-losers-1410535536</a> . Lo so che per molti il WSJ non è nemmeno degno di un clic.<br />
L&#8217; altro è di poche ore fa, a cura dell&#8217; ultraliberal Matthew Yglesias che scrive sull&#8217; ultraliberal Vox. La sua tesi: &#8220;Amazon is doing the world a favor by crushing book publishers&#8230; the industry is right that Jeff Bezos is destroyng them. But that&#8217;s good for readers, and may be even for authors&#8221;. Metto il link in attesa della traduzione di Repubblica che sicuramente seguirà a breve: <a href="http://www.vox.com/2014/10/22/7016827/amazon-hachette-monopoly" rel="nofollow ugc">http://www.vox.com/2014/10/22/7016827/amazon-hachette-monopoly</a>.</p>
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		<title>
		Di: mogol_gr		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137574</link>

		<dc:creator><![CDATA[mogol_gr]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 02:33:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il potere, il tremendo casino posto da Joyce (a suo tempo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il potere, il tremendo casino posto da Joyce (a suo tempo).</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137573</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 20:42:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Bisogna distinguere&quot; che? E perché mai l&#039;innovazione dovrebbe &quot;necessariamente&quot; generare monopoli, se non per l&#039;inettitudine di chi quei monopoli dovrebbe impedire? Che i clienti non si lamentino lo credo bene: al momento loro vedono solo il beneficio di un&#039;offerta sterminata a un prezzo conveniente. Lo stesso fecero i telespettatori di fronte al duopolio televisivo italiano, negli anni &#039;80 e ancora oggi. La capacità di vedere anche la minaccia implicita in un monopolio è purtroppo al di fuori della cultura economica e politica media dei cittadini di questo paese. Se ne accorgeranno, se mai se ne accorgeranno, solo quando constateranno la limitazione dell&#039;offerta e l&#039;imbrigliamento degli autori che necessariamente, questo sì, conseguirà a queste pratiche monopolistiche. Ma dal momento che è difficile rimpiangere ciò che non c&#039;è e di cui non si sospetta nemmeno la possibilità che possa esistere, probabilmente non accadrà mai. Per lo stesso motivo che ha perpetuato l&#039;esistenza del suddetto duopolio televisivo in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Bisogna distinguere&#8221; che? E perché mai l&#8217;innovazione dovrebbe &#8220;necessariamente&#8221; generare monopoli, se non per l&#8217;inettitudine di chi quei monopoli dovrebbe impedire? Che i clienti non si lamentino lo credo bene: al momento loro vedono solo il beneficio di un&#8217;offerta sterminata a un prezzo conveniente. Lo stesso fecero i telespettatori di fronte al duopolio televisivo italiano, negli anni &#8217;80 e ancora oggi. La capacità di vedere anche la minaccia implicita in un monopolio è purtroppo al di fuori della cultura economica e politica media dei cittadini di questo paese. Se ne accorgeranno, se mai se ne accorgeranno, solo quando constateranno la limitazione dell&#8217;offerta e l&#8217;imbrigliamento degli autori che necessariamente, questo sì, conseguirà a queste pratiche monopolistiche. Ma dal momento che è difficile rimpiangere ciò che non c&#8217;è e di cui non si sospetta nemmeno la possibilità che possa esistere, probabilmente non accadrà mai. Per lo stesso motivo che ha perpetuato l&#8217;esistenza del suddetto duopolio televisivo in Italia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Maria Antonietta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137572</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maria Antonietta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 18:39:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io ho solo impressioni dalla mia recente esperienza personale.
Ho un libro su Amazon, un romanzo scritto con una mia amica: l&#039;agenzia che se ne è fatta carico ha fatto un buon editing, lo trova buono, ma sottolinea che è difficile, troppo lungo , con una lingua troppo caratterizzata e fuori dai generi che tirano, gialli e storie sentimentali per lo più.
Non è certo Joyce, è un dignitoso libro ben scritto,che non ha nessun interesse a rincorrere le mode, che vuole solo raccontate la realtà. Finora non lo cercano in tanti, anche se a chi lo legge  poi  piace.
Colpa di Amazon, dei lettori o di noi autrici  poco accattivanti?
Ai posteri l&#039;aria sentenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io ho solo impressioni dalla mia recente esperienza personale.<br />
Ho un libro su Amazon, un romanzo scritto con una mia amica: l&#8217;agenzia che se ne è fatta carico ha fatto un buon editing, lo trova buono, ma sottolinea che è difficile, troppo lungo , con una lingua troppo caratterizzata e fuori dai generi che tirano, gialli e storie sentimentali per lo più.<br />
Non è certo Joyce, è un dignitoso libro ben scritto,che non ha nessun interesse a rincorrere le mode, che vuole solo raccontate la realtà. Finora non lo cercano in tanti, anche se a chi lo legge  poi  piace.<br />
Colpa di Amazon, dei lettori o di noi autrici  poco accattivanti?<br />
Ai posteri l&#8217;aria sentenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137571</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 14:35:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A iosa, e per questo che non la farei facile come la fa l&#039; ingenuo catechizzato dal finto ingenuo.
In un rigo del mio commento precedente dicevo: &quot;l&#039; innovazione conduce necessariamente a monopoli&quot;.
Era un modo per dire che bisogna distinguere e non è facile, a meno che dell&#039; innovazione ce ne laviamo le mani.
Del resto l&#039; antitrust americana non è certo immacolata come piace credere, molto spesso è stata al servizio di concorrenti inetti con buone entrature politiche http://library.mises.org/books/Dominick%20Armentano/Antitrust%20The%20Case%20for%20Repeal.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A iosa, e per questo che non la farei facile come la fa l&#8217; ingenuo catechizzato dal finto ingenuo.<br />
In un rigo del mio commento precedente dicevo: &#8220;l&#8217; innovazione conduce necessariamente a monopoli&#8221;.<br />
Era un modo per dire che bisogna distinguere e non è facile, a meno che dell&#8217; innovazione ce ne laviamo le mani.<br />
Del resto l&#8217; antitrust americana non è certo immacolata come piace credere, molto spesso è stata al servizio di concorrenti inetti con buone entrature politiche <a href="http://library.mises.org/books/Dominick%20Armentano/Antitrust%20The%20Case%20for%20Repeal.pdf" rel="nofollow ugc">http://library.mises.org/books/Dominick%20Armentano/Antitrust%20The%20Case%20for%20Repeal.pdf</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/amazon-il-potere-e-james-joyce/comment-page-1/#comment-137570</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 14:11:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6762#comment-137570</guid>

					<description><![CDATA[Ma di antitrust, posizioni dominanti, loro effetto deleterio sull&#039;economia, pratiche anticoncorrenziali, spezzettamento dell&#039;AT&#038;T negli anni &#039;80 e tanta altra storia economica lei ha mai sentito parlare, broncobilly?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma di antitrust, posizioni dominanti, loro effetto deleterio sull&#8217;economia, pratiche anticoncorrenziali, spezzettamento dell&#8217;AT&amp;T negli anni &#8217;80 e tanta altra storia economica lei ha mai sentito parlare, broncobilly?</p>
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