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	Commenti a: AMBIZIONE E REPUTAZIONE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 10:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[”. Il punto è che ormai parole come genialità o semplicemente talento o ancor più semplicemente lavoro sembrano concetti non prioritari. Quel che conta è comunicarli e comunicarsi&quot;. Un fenomeno che risalta concentrandosi sull&#039;arte pittorica è che la nostra è una democrazia governata dagli uffici stampa,affogata nelle pubbliche relazioni.IL senso critico è un fantasma ormai sbiadito,come il sesso per il bukowski di pulp(la verità è nella resistenza)
http://www.youtube.com/watch?v=Xj_hyGSdPuc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>”. Il punto è che ormai parole come genialità o semplicemente talento o ancor più semplicemente lavoro sembrano concetti non prioritari. Quel che conta è comunicarli e comunicarsi&#8221;. Un fenomeno che risalta concentrandosi sull&#8217;arte pittorica è che la nostra è una democrazia governata dagli uffici stampa,affogata nelle pubbliche relazioni.IL senso critico è un fantasma ormai sbiadito,come il sesso per il bukowski di pulp(la verità è nella resistenza)<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xj_hyGSdPuc" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=Xj_hyGSdPuc</a></p>
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		Di: k.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 21:07:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Conosco poca gente al mondo che si accetta per c om’è la maggior parte si nasconde si mette delle masche-re&quot;, cantava il grande gatto panceri così anch’io quando leggo lipperarutura  adotto sempre uno sguardo un po’ lefebriano ed ho apprezzato molto il ricordo di chiara palazzolo presentato, (niente è per caso),  nella  cattolica ricorrenza.  l’amore nella festa dei morti.
 Ora leggo poi  una frase come “chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione” che forse nemmeno i ciellini avrebbero adesso  il coraggio di pronunciare;  mi rincuoro sinceramente nella virtù teologale della speranza. Penso che dalla scrittura e dalla politica  tutti ci attendiamo all’incirca  le stesse cose; riposo, custodimento e svago, attese condivise da tutti, scrittori  e lettori, politici ed elettori. Comuqnue questo era un post serio mi è piaciuto, che in effetti il valore di un azione, come anche quella di  scrivere,  è davvero incomparabile a quello della reputazione, come il valore della nostro esistere, nel bene e nel male,  va molto  al di là delle nostre rimuginate opinioni,  ..,.,..
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Conosco poca gente al mondo che si accetta per c om’è la maggior parte si nasconde si mette delle masche-re&#8221;, cantava il grande gatto panceri così anch’io quando leggo lipperarutura  adotto sempre uno sguardo un po’ lefebriano ed ho apprezzato molto il ricordo di chiara palazzolo presentato, (niente è per caso),  nella  cattolica ricorrenza.  l’amore nella festa dei morti.<br />
 Ora leggo poi  una frase come “chi ha coraggio fa anche a meno della reputazione” che forse nemmeno i ciellini avrebbero adesso  il coraggio di pronunciare;  mi rincuoro sinceramente nella virtù teologale della speranza. Penso che dalla scrittura e dalla politica  tutti ci attendiamo all’incirca  le stesse cose; riposo, custodimento e svago, attese condivise da tutti, scrittori  e lettori, politici ed elettori. Comuqnue questo era un post serio mi è piaciuto, che in effetti il valore di un azione, come anche quella di  scrivere,  è davvero incomparabile a quello della reputazione, come il valore della nostro esistere, nel bene e nel male,  va molto  al di là delle nostre rimuginate opinioni,  ..,.,..<br />
ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: Fefo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130978</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fefo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 12:45:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito del caso e della prevedibilità, colgo l&#039;occasione per consigliare sia &quot;Fooled by randomness&quot; (Giocati dal caso) che &quot;The black swan&quot; di Taleb.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del caso e della prevedibilità, colgo l&#8217;occasione per consigliare sia &#8220;Fooled by randomness&#8221; (Giocati dal caso) che &#8220;The black swan&#8221; di Taleb.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130977</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 12:36:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio: la critica, però, non è più titolare di rating. Non so se sia bene o male, ma è un fatto. Perchè dentro il generico &quot;passaparola dei lettori&quot; si va a intrufolare la stessa problematica che si può riferire alla politica e ai casi di Renzi o di Grillo. La reputazione, appunto: la reputazione intesa non come comportamento etico, bensì come popolarità e come presunta empatia fra chi scrive (o chi si candida) e lettori (o elettori).
Simone: piace, naturalmente, pensarlo anche a me. Ma credo sia importante insistere sulla potenzialità di approfondimento del web, perchè quel che io temo fortemente è che l&#039;esposizione-promozione sia decisamente prevalente, ai nostri giorni.
Zauberei. E&#039; difficilissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio: la critica, però, non è più titolare di rating. Non so se sia bene o male, ma è un fatto. Perchè dentro il generico &#8220;passaparola dei lettori&#8221; si va a intrufolare la stessa problematica che si può riferire alla politica e ai casi di Renzi o di Grillo. La reputazione, appunto: la reputazione intesa non come comportamento etico, bensì come popolarità e come presunta empatia fra chi scrive (o chi si candida) e lettori (o elettori).<br />
Simone: piace, naturalmente, pensarlo anche a me. Ma credo sia importante insistere sulla potenzialità di approfondimento del web, perchè quel che io temo fortemente è che l&#8217;esposizione-promozione sia decisamente prevalente, ai nostri giorni.<br />
Zauberei. E&#8217; difficilissimo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130976</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 11:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eh sì, purtroppo di questi tempi la reputazione è tutto, e quella di una persona è il suo rating professionale, indica quanto vale per il mondo. io, se sono certi critici a quantificarlo, mi sa che sto messo come la grecia (cioè come carofiglio ma senza le sue tirature).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eh sì, purtroppo di questi tempi la reputazione è tutto, e quella di una persona è il suo rating professionale, indica quanto vale per il mondo. io, se sono certi critici a quantificarlo, mi sa che sto messo come la grecia (cioè come carofiglio ma senza le sue tirature).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: simone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130975</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 10:41:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace continuare a pensare che chi scrive non metta le logiche della convenienza davanti al proprio lavoro - anche se viviamo in un mondo (un universo, se pensiamo nello specifico a internet) dominato dalla sovrapproduzione di oggetti e sovraesposizione di soggetti: un guazzabuglio di roba in cui ognuno cerca di emergere (ma poi non sarà sempre stato così, anche se con proporzioni e in modi differenti?).
Ad esempio, rispetto a quanto riportato nella citazione di 9 anni fa, mi pare che un minimo di ambiente letterario sia riaffiorato, in qua e in là, e molta parte l&#039;ha avuta proprio il web, che oggi rischia in effetti di veder esaurita la propria spinta, proprio laddove dovesse ridursi all&#039;esposizione (leggasi reputazione/promozione) senza dar corpo alle pratiche prodotte (leggasi mettersi in gioco).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace continuare a pensare che chi scrive non metta le logiche della convenienza davanti al proprio lavoro &#8211; anche se viviamo in un mondo (un universo, se pensiamo nello specifico a internet) dominato dalla sovrapproduzione di oggetti e sovraesposizione di soggetti: un guazzabuglio di roba in cui ognuno cerca di emergere (ma poi non sarà sempre stato così, anche se con proporzioni e in modi differenti?).<br />
Ad esempio, rispetto a quanto riportato nella citazione di 9 anni fa, mi pare che un minimo di ambiente letterario sia riaffiorato, in qua e in là, e molta parte l&#8217;ha avuta proprio il web, che oggi rischia in effetti di veder esaurita la propria spinta, proprio laddove dovesse ridursi all&#8217;esposizione (leggasi reputazione/promozione) senza dar corpo alle pratiche prodotte (leggasi mettersi in gioco).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130974</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 10:27:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni mi costringo a un lavoro molto diplomatico - perchè io geniale non sono, in compenso sono coraggiosa per pigrizia. Ed è una cosa che mi fotte professionalmente. A me cioè - fa una gran fatica essere attenta all&#039;ulilità di immagine, all&#039;attenzione dei rapporti di convenienza. Ora sono in formazione per un lavoro a cui tengo e sto imparando l&#039;esercizio di mordere il freno - che è sempre meglio che azzannare alla giugulare, oppure rivendicare con orgoglio il proprio sguardo sulle cose.
Nella mia idea di scrittura, probabilmente velleitaria quanto amatoriale, c&#039;è il mito di un tribunale interno sulla qualità del testo, sul cosa dire che dovrebbe vincere su tutto, perchè il bisogno psicologico di usare una parola anzichè un&#039;altra e la fedeltà di quella traduzione, sono un imperativo categorico che nasce da un bisogno egoista ma  ha una ricaduta etica quasi suo malgrado. Il pensiero che questa priorità sia asservita a delle logiche di convenienza, mi suscita una gran pena, una pena per una sorta di psicopatologia sociale - di cui gli scrittori raccolgono il sintomo portandolo a psicopatologia individuale, è un sacrificio di se ecco, molto triste. Per cui il problema non è neanche nel genio o nel talento, il problema è in un ricatto avvertito come mortale. Ma è molto difficile, starsene fuori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni mi costringo a un lavoro molto diplomatico &#8211; perchè io geniale non sono, in compenso sono coraggiosa per pigrizia. Ed è una cosa che mi fotte professionalmente. A me cioè &#8211; fa una gran fatica essere attenta all&#8217;ulilità di immagine, all&#8217;attenzione dei rapporti di convenienza. Ora sono in formazione per un lavoro a cui tengo e sto imparando l&#8217;esercizio di mordere il freno &#8211; che è sempre meglio che azzannare alla giugulare, oppure rivendicare con orgoglio il proprio sguardo sulle cose.<br />
Nella mia idea di scrittura, probabilmente velleitaria quanto amatoriale, c&#8217;è il mito di un tribunale interno sulla qualità del testo, sul cosa dire che dovrebbe vincere su tutto, perchè il bisogno psicologico di usare una parola anzichè un&#8217;altra e la fedeltà di quella traduzione, sono un imperativo categorico che nasce da un bisogno egoista ma  ha una ricaduta etica quasi suo malgrado. Il pensiero che questa priorità sia asservita a delle logiche di convenienza, mi suscita una gran pena, una pena per una sorta di psicopatologia sociale &#8211; di cui gli scrittori raccolgono il sintomo portandolo a psicopatologia individuale, è un sacrificio di se ecco, molto triste. Per cui il problema non è neanche nel genio o nel talento, il problema è in un ricatto avvertito come mortale. Ma è molto difficile, starsene fuori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130973</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 10:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche io credo che ci sia una mutazione in arrivo: necessariamente, perché sarebbe poco praticabile continuare sulla via attuale, nè credo possibile la semplificazione &quot;tutti scriveranno per gli smartphone&quot; o cose del genere. Quanto ai giovani lettori: forse bisognerebbe cominciare a ragionare su quella che sta diventando molta parte della narrativa per l&#039;infanzia :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io credo che ci sia una mutazione in arrivo: necessariamente, perché sarebbe poco praticabile continuare sulla via attuale, nè credo possibile la semplificazione &#8220;tutti scriveranno per gli smartphone&#8221; o cose del genere. Quanto ai giovani lettori: forse bisognerebbe cominciare a ragionare su quella che sta diventando molta parte della narrativa per l&#8217;infanzia 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valberici		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valberici]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 09:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che il vento stia mutando. Un tempo ricevevo mail in cui mi chiedevano consigli su libri appartenenti al genere fantasy, in tutte le sue declinazioni, e notizie su eventuali incontri con gli scrittori. Ora invece leggo richieste di &quot;qualcosa di diverso&quot; dai soliti vampiri, elfi e quant&#039;altro. Ho anche la sensazione, sono appena tornato da Lucca, che ci sia meno interesse per gli autori, per le loro persone. Credo che ci sia fame di contenuto e di qualità. Però, purtroppo, molte volte mi accorgo che i giovani lettori hanno pochi strumenti, non è raro che abbiano difficoltà a comprendere un testo appena appena un po&#039; più complesso e strutturato.  :(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il vento stia mutando. Un tempo ricevevo mail in cui mi chiedevano consigli su libri appartenenti al genere fantasy, in tutte le sue declinazioni, e notizie su eventuali incontri con gli scrittori. Ora invece leggo richieste di &#8220;qualcosa di diverso&#8221; dai soliti vampiri, elfi e quant&#8217;altro. Ho anche la sensazione, sono appena tornato da Lucca, che ci sia meno interesse per gli autori, per le loro persone. Credo che ci sia fame di contenuto e di qualità. Però, purtroppo, molte volte mi accorgo che i giovani lettori hanno pochi strumenti, non è raro che abbiano difficoltà a comprendere un testo appena appena un po&#8217; più complesso e strutturato.  🙁</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgia P.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/ambizione-e-reputazione/comment-page-1/#comment-130971</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgia P.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 09:44:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non rido di Margaret Mitchell. Forse sono troppo giovane, troppo sconosciuta per dare importanza alla mia reputazione. Vedo un abisso tra i politici attuali e quelli di una volta, gli autori attuali invece non sono così distanti da quelli di una volta. E&#039; cambiato il pubblico, come dici tu. E perchè sia cambiato è storia lunga e complessa. Però è così. Oggi abbiamo tutti venti secondi e un colpo solo per colpire o mancare il bersaglio. Un tempo autori e politici avevano ore, settimane, mesi e interi caricatori di proiettili perchè la loro voce svettava isolata tra il nient&#039;altro. Ora le voci si affollano, emerge il genio, il talento di chi si distingue perchè la gente si accontenta del &quot;diverso dal solito&quot; perchè non ne può più di messaggi. E non riesce più a distinguere ciò che davvero è bello, giusto, saggio, geniale da ciò che è sbagliato, brutto, idiota, dozzinale... sia in letteratura che in politica, s&#039;intende.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non rido di Margaret Mitchell. Forse sono troppo giovane, troppo sconosciuta per dare importanza alla mia reputazione. Vedo un abisso tra i politici attuali e quelli di una volta, gli autori attuali invece non sono così distanti da quelli di una volta. E&#8217; cambiato il pubblico, come dici tu. E perchè sia cambiato è storia lunga e complessa. Però è così. Oggi abbiamo tutti venti secondi e un colpo solo per colpire o mancare il bersaglio. Un tempo autori e politici avevano ore, settimane, mesi e interi caricatori di proiettili perchè la loro voce svettava isolata tra il nient&#8217;altro. Ora le voci si affollano, emerge il genio, il talento di chi si distingue perchè la gente si accontenta del &#8220;diverso dal solito&#8221; perchè non ne può più di messaggi. E non riesce più a distinguere ciò che davvero è bello, giusto, saggio, geniale da ciò che è sbagliato, brutto, idiota, dozzinale&#8230; sia in letteratura che in politica, s&#8217;intende.</p>
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