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	Commenti a: ANTONELLA, GABRIELLA, GRAZYNA. E TUTTE LE ALTRE.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128417</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 21:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo che ogni delitto abbia una radice patologica, una fragilità, certo, il delitto familiare più di altri.
Questo non giustifica nessuno, un reato va prevenuto ogni volta che è possibile farlo, (e da quanto ho capito questa indifferenza istituzionale è frequentissima), e quando accade va punito, ma per stabilire la pena va capito nelle sue dinamiche.
Mi rendo conto che il problema è tale che richiede interventi generali immediati, ma è altrettanto necessario impedire abusi legislativi.
In diversi casi di delitto familiare, in quelli che ho potuto leggere, non c&#039;è una volontà discriminante di genere, ma un&#039;incapacità a gestire le proprie pulsioni possessive, di retaggio atavico o di sofferenza che si ritiene ingiustamente imposta dall&#039;altro.
Non è la ronda di giovinastri che massacra il transessuale o la minaccia fascista di aggressione fisica alla giornalista o attivista femminista, sono situazioni in cui i soggetti sono portati al limite delle proprie possibilità umane e crollano, solo che invece di togliersi la vita, come altre volte succede la tolgono alla moglie o compagna.
Mentre capisco e approvo che venga segnalato e sanzionato qualsiasi comportamento che muova da una discriminazione, di genere, razziale, o di qualsiasi altro tipo, (in particolare sarei severissimo verso le cariche istituzionali che con la loro latitanza, quando non attori essi stessi, accettano e finalmente incoraggiano queste violenze e discriminazioni), ma quando si passa dai comportamenti diffusi ad una sfera così estrema come quella dell&#039;uccisione, mi muoverei con una cautela maggiore.
Tutto qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che ogni delitto abbia una radice patologica, una fragilità, certo, il delitto familiare più di altri.<br />
Questo non giustifica nessuno, un reato va prevenuto ogni volta che è possibile farlo, (e da quanto ho capito questa indifferenza istituzionale è frequentissima), e quando accade va punito, ma per stabilire la pena va capito nelle sue dinamiche.<br />
Mi rendo conto che il problema è tale che richiede interventi generali immediati, ma è altrettanto necessario impedire abusi legislativi.<br />
In diversi casi di delitto familiare, in quelli che ho potuto leggere, non c&#8217;è una volontà discriminante di genere, ma un&#8217;incapacità a gestire le proprie pulsioni possessive, di retaggio atavico o di sofferenza che si ritiene ingiustamente imposta dall&#8217;altro.<br />
Non è la ronda di giovinastri che massacra il transessuale o la minaccia fascista di aggressione fisica alla giornalista o attivista femminista, sono situazioni in cui i soggetti sono portati al limite delle proprie possibilità umane e crollano, solo che invece di togliersi la vita, come altre volte succede la tolgono alla moglie o compagna.<br />
Mentre capisco e approvo che venga segnalato e sanzionato qualsiasi comportamento che muova da una discriminazione, di genere, razziale, o di qualsiasi altro tipo, (in particolare sarei severissimo verso le cariche istituzionali che con la loro latitanza, quando non attori essi stessi, accettano e finalmente incoraggiano queste violenze e discriminazioni), ma quando si passa dai comportamenti diffusi ad una sfera così estrema come quella dell&#8217;uccisione, mi muoverei con una cautela maggiore.<br />
Tutto qui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128416</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inviterei tutt* a pensare bene quando scrivete di questa presunta &quot;fragilità&quot; (o disturbo della personalità), perché finisce per diventare una giustificazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inviterei tutt* a pensare bene quando scrivete di questa presunta &#8220;fragilità&#8221; (o disturbo della personalità), perché finisce per diventare una giustificazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128415</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pandiani, scrivi:
&quot;[...] non sono assolutamente d’accordo con il fatto di considerare genericamente aggravante l’uccisione di una persona appartenente ad un genere o ad un gruppo sociale [...] un omicidio è un fatto gravissimo e va giudicato secondo circostanze specifiche e non su valutazioni generali, questo lo hanno sempre fatto i regimi.&quot;
.
Ti ripeto, devi ragionare sul bene giuridico che viene offeso.
Se alla violenza/omicidio si aggiunge la discriminazione, una legge ragionevole deve sanzionare l&#039;omicidio e la discriminazione.
Quindi non si dà, come vuoi far credere tu, una protezione maggiore ad una categoria, ma si ripristina una parità tra tutti i cittadini.
Dunque se una categoria, in questo caso le femmine (ma potrebbero essere le persone omosessuali o transessuali), sono esposte alla violenza di genere, la legge deve intervenire con una tutela particolare per far sì che le femmine raggiungano la condizione di libertà degli individui di sesso maschile.
La violenza di genere sulle femmine, nonostante il sommerso, è ampiamente documentata.
Va da sè che proprio il mancato rispetto del principio di uguaglianza, che impone appunto di trattare allo stesso modo situazioni uguali e in modo diverso situazioni diverse, è tratto distintivo tra democrazia e stato totalitario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pandiani, scrivi:<br />
&#8220;[&#8230;] non sono assolutamente d’accordo con il fatto di considerare genericamente aggravante l’uccisione di una persona appartenente ad un genere o ad un gruppo sociale [&#8230;] un omicidio è un fatto gravissimo e va giudicato secondo circostanze specifiche e non su valutazioni generali, questo lo hanno sempre fatto i regimi.&#8221;<br />
.<br />
Ti ripeto, devi ragionare sul bene giuridico che viene offeso.<br />
Se alla violenza/omicidio si aggiunge la discriminazione, una legge ragionevole deve sanzionare l&#8217;omicidio e la discriminazione.<br />
Quindi non si dà, come vuoi far credere tu, una protezione maggiore ad una categoria, ma si ripristina una parità tra tutti i cittadini.<br />
Dunque se una categoria, in questo caso le femmine (ma potrebbero essere le persone omosessuali o transessuali), sono esposte alla violenza di genere, la legge deve intervenire con una tutela particolare per far sì che le femmine raggiungano la condizione di libertà degli individui di sesso maschile.<br />
La violenza di genere sulle femmine, nonostante il sommerso, è ampiamente documentata.<br />
Va da sè che proprio il mancato rispetto del principio di uguaglianza, che impone appunto di trattare allo stesso modo situazioni uguali e in modo diverso situazioni diverse, è tratto distintivo tra democrazia e stato totalitario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giovanna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128414</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 06:30:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5265#comment-128414</guid>

					<description><![CDATA[Chiamiamoli come si meritano: reati di Feminicidio.
Misoginie, maltrattamenti, violenze fisiche, psicologiche, sessuali, educative, discriminazioni sul lavoro, ingiustizie economiche, patrimoniali, prevaricazioni familiari, comunitarie, istituzionali..... chiamiamole col loro nome: reati di feminicidio.
Chiamiamoli con questo brutto nome che gronda sudore, sangue, ansia, animalità.
Chiamiamoli come dal 2007 li chiamano in Messico, Guatemala, Costa Rica, Venezuela, Cile, El Salvador e, più recentemente, in Perù e Argentina.
Sembra grottescamente superficiale il gran dibattito attorno al neologismo che sta impegnando, tra le altre, Isabella Bossi Fedrigotti e Barbara Spinelli, mentre in America Latina, dal 2007,  grazie a Marcela Lagarde, femminista, accademica, parlamentare,  il reato di Feminicidio è stato introdotto nel Codice Penale Federale.
Le femministe ottennero il riconoscimento del reato in Messico e Guatemala, su pressione del CEDAW ( Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne), e, a seguire,  in Costa Rica, Venezuela, Cile, El Salvador e, più recentemente, in Perù e Argentina.
E&#039; vero il termine è cacofonico, rimanda all&#039;animalità, ma impone ineludibile attenzione al nodo del problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamiamoli come si meritano: reati di Feminicidio.<br />
Misoginie, maltrattamenti, violenze fisiche, psicologiche, sessuali, educative, discriminazioni sul lavoro, ingiustizie economiche, patrimoniali, prevaricazioni familiari, comunitarie, istituzionali&#8230;.. chiamiamole col loro nome: reati di feminicidio.<br />
Chiamiamoli con questo brutto nome che gronda sudore, sangue, ansia, animalità.<br />
Chiamiamoli come dal 2007 li chiamano in Messico, Guatemala, Costa Rica, Venezuela, Cile, El Salvador e, più recentemente, in Perù e Argentina.<br />
Sembra grottescamente superficiale il gran dibattito attorno al neologismo che sta impegnando, tra le altre, Isabella Bossi Fedrigotti e Barbara Spinelli, mentre in America Latina, dal 2007,  grazie a Marcela Lagarde, femminista, accademica, parlamentare,  il reato di Feminicidio è stato introdotto nel Codice Penale Federale.<br />
Le femministe ottennero il riconoscimento del reato in Messico e Guatemala, su pressione del CEDAW ( Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne), e, a seguire,  in Costa Rica, Venezuela, Cile, El Salvador e, più recentemente, in Perù e Argentina.<br />
E&#8217; vero il termine è cacofonico, rimanda all&#8217;animalità, ma impone ineludibile attenzione al nodo del problema.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128413</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 13:23:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Loredana, Io sono abituato a mettere sempre in discussione i media, per questo ho trascurato la necessità urgente che in questo caso li rende necessari, ma credo ci voglia ancora molta vigilanza affinchè le risposte alla fine non siano solo mediatiche, che è il rischio che si corre sempre percorrendo certe strade.
Interessante, forse non in questa sede, è capire quali domande si fanno gli uomini rispetto a questa fragilità impressionante di cui parli e che origina così facilmente la violenza più ceca, in questo il mondo femminile è più abituato a porsi delle domande, mentre quello maschile forse sta troppo attaccato a delle risposte che non vuole mettere in discussione.
E&#039; una strada difficile, da cui sembra scomparsa ogni possibile innocenza, e alla fine bisogna caricarsi anche di pesi non sono i nostri, per non chiudersi.
A presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Loredana, Io sono abituato a mettere sempre in discussione i media, per questo ho trascurato la necessità urgente che in questo caso li rende necessari, ma credo ci voglia ancora molta vigilanza affinchè le risposte alla fine non siano solo mediatiche, che è il rischio che si corre sempre percorrendo certe strade.<br />
Interessante, forse non in questa sede, è capire quali domande si fanno gli uomini rispetto a questa fragilità impressionante di cui parli e che origina così facilmente la violenza più ceca, in questo il mondo femminile è più abituato a porsi delle domande, mentre quello maschile forse sta troppo attaccato a delle risposte che non vuole mettere in discussione.<br />
E&#8217; una strada difficile, da cui sembra scomparsa ogni possibile innocenza, e alla fine bisogna caricarsi anche di pesi non sono i nostri, per non chiudersi.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128412</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 11:56:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...dice Lipperini: &quot;uomini che potrebbero e vorrebbero essere curati ma non sanno dove andare&quot;. Be se &quot;vorrebbero&quot; (e altri considerassero che &quot;potrebbero&quot;) saremmo già abbastanza avanti nel processo di cambiamento; il che presupporrebbe una coscienza dello stare al mondo, una coscienza delle nostre problematiche psicoanalitiche.
Qui un raro (e chiediamoci il perché) articolo che va in questa direzione
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/14e4c66a913e07454bcb3087c1766201.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;dice Lipperini: &#8220;uomini che potrebbero e vorrebbero essere curati ma non sanno dove andare&#8221;. Be se &#8220;vorrebbero&#8221; (e altri considerassero che &#8220;potrebbero&#8221;) saremmo già abbastanza avanti nel processo di cambiamento; il che presupporrebbe una coscienza dello stare al mondo, una coscienza delle nostre problematiche psicoanalitiche.<br />
Qui un raro (e chiediamoci il perché) articolo che va in questa direzione<br />
<a href="http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/14e4c66a913e07454bcb3087c1766201.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/14e4c66a913e07454bcb3087c1766201.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128411</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 06:30:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte, Mario, il grande rischio è fermarsi all&#039;analisi del fenomeno mediatico, di chi ha firmato e chi non ha firmato, senza considerare che l&#039;amplificazione data dai media (per me, importantissima dopo anni di noncuranza: l&#039;appello è nato in reazione a quella &quot;pagina 25&quot; riservata alla notizia e ai tanti &quot;delitto passionale&quot; con cui era stato commentato l&#039;omicidio di Vanessa Scialfa). Non so quale sia il vero femminicidio nè quale sia quello falso. Quel che so è che l&#039;uccisione di donne da parte di ex compagni che non resistono all&#039;abbandono è spia di una spaventosa fragilità maschile. Ma anche del modo in cui le donne possono far ombra alla propria stessa libertà. Perché a volte è difficile denunciare la violenza. Anzi, spesso è così. Altre volte ci sono uomini che potrebbero e vorrebbero essere curati ma non sanno dove andare. Esiste una questione sociale. Esiste una questione culturale. Il manifesto non è nato per risolvere. E&#039; nato per porre il problema a chi, fin qui, non riteneva che lo fosse. Le strade, poi, sono tutte da trovare. Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte, Mario, il grande rischio è fermarsi all&#8217;analisi del fenomeno mediatico, di chi ha firmato e chi non ha firmato, senza considerare che l&#8217;amplificazione data dai media (per me, importantissima dopo anni di noncuranza: l&#8217;appello è nato in reazione a quella &#8220;pagina 25&#8221; riservata alla notizia e ai tanti &#8220;delitto passionale&#8221; con cui era stato commentato l&#8217;omicidio di Vanessa Scialfa). Non so quale sia il vero femminicidio nè quale sia quello falso. Quel che so è che l&#8217;uccisione di donne da parte di ex compagni che non resistono all&#8217;abbandono è spia di una spaventosa fragilità maschile. Ma anche del modo in cui le donne possono far ombra alla propria stessa libertà. Perché a volte è difficile denunciare la violenza. Anzi, spesso è così. Altre volte ci sono uomini che potrebbero e vorrebbero essere curati ma non sanno dove andare. Esiste una questione sociale. Esiste una questione culturale. Il manifesto non è nato per risolvere. E&#8217; nato per porre il problema a chi, fin qui, non riteneva che lo fosse. Le strade, poi, sono tutte da trovare. Ciao.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128410</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 May 2012 00:10:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5265#comment-128410</guid>

					<description><![CDATA[Cara Loredana, ho subito letto l&#039;articolo e preso atto delle dimensioni di questo fenomeno agghiacciante in modo più preciso, fenomeno che non volevo certo assimilare alle quote rosa, se è risultato offensivo l&#039;accostamento che ho fatto mi scuso, mi sono espresso male evidentemente.
E&#039; molto difficile parlarne, i fatti e il contesto sono devastanti e segnalare delle incongruenze in certe affermazioni sembra essere un contrapporsi al senso generale di questa azione di cambiamento.
Io credo che il vero femminicidio sia il beneplacito alla violenza sulle donne, questa violenza è come una malattia sociale, (non una tradizione), in molti casi avviene in situazioni di degrado o di criminalità, puo anche succedere che sia una coazione, ma non curarla è sempre una scelta, non tutelare chi segnala violenze è connivenza consapevole con chi le esercita, più grave dei fatti, in tutti i sensi.
Non c&#039;è però da parte mia nessuna mitigazione nei confronti di fatti così brutali e di chi li ha commessi, è la dimensione mediatica che per me è sempre artificiale, per quanto forse necessaria, e il mio contributo in fondo è insignificante, il mio pensiero, (a meno che mi associ ad una corrente visibile e condivisa), è del tutto personale, forse con dei limiti di osservazione del fenomeno, non lo nego.
Purtroppo non sono fatto per aderire a dei manifesti per quanto ben motivati, vengo in questo blog perchè sono temi che sento, anche se il nostro punto di vista non è lo stesso, ma è difficile, è tutto molto difficile.
Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, ho subito letto l&#8217;articolo e preso atto delle dimensioni di questo fenomeno agghiacciante in modo più preciso, fenomeno che non volevo certo assimilare alle quote rosa, se è risultato offensivo l&#8217;accostamento che ho fatto mi scuso, mi sono espresso male evidentemente.<br />
E&#8217; molto difficile parlarne, i fatti e il contesto sono devastanti e segnalare delle incongruenze in certe affermazioni sembra essere un contrapporsi al senso generale di questa azione di cambiamento.<br />
Io credo che il vero femminicidio sia il beneplacito alla violenza sulle donne, questa violenza è come una malattia sociale, (non una tradizione), in molti casi avviene in situazioni di degrado o di criminalità, puo anche succedere che sia una coazione, ma non curarla è sempre una scelta, non tutelare chi segnala violenze è connivenza consapevole con chi le esercita, più grave dei fatti, in tutti i sensi.<br />
Non c&#8217;è però da parte mia nessuna mitigazione nei confronti di fatti così brutali e di chi li ha commessi, è la dimensione mediatica che per me è sempre artificiale, per quanto forse necessaria, e il mio contributo in fondo è insignificante, il mio pensiero, (a meno che mi associ ad una corrente visibile e condivisa), è del tutto personale, forse con dei limiti di osservazione del fenomeno, non lo nego.<br />
Purtroppo non sono fatto per aderire a dei manifesti per quanto ben motivati, vengo in questo blog perchè sono temi che sento, anche se il nostro punto di vista non è lo stesso, ma è difficile, è tutto molto difficile.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128409</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:36:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5265#comment-128409</guid>

					<description><![CDATA[Mario Pandiani, sull&#039;uso del termine femminicidio in ambito internazionale, e non solo nazionale, esiste l&#039;intervento - molto chiaro - di Barbara Spinelli sulla 27ma ora. Non ha nulla a che vedere, ma proprio nulla, con le quote rosa. Grazie, buona serata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Pandiani, sull&#8217;uso del termine femminicidio in ambito internazionale, e non solo nazionale, esiste l&#8217;intervento &#8211; molto chiaro &#8211; di Barbara Spinelli sulla 27ma ora. Non ha nulla a che vedere, ma proprio nulla, con le quote rosa. Grazie, buona serata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/antonella-gabriella-grazyna-e-tutte-le-altre/comment-page-1/#comment-128408</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:43:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5265#comment-128408</guid>

					<description><![CDATA[&quot;le donne effettivamente assassinate&quot;, non credo che si possa usare questo in modo così trasparente per segnalare, o aggravare la persistenza di una mentalità che non è così omogenea come sembra.
Nessuna mentalità o idea o fede, per quanto forte e condivisa ha mai impedito che qualcuno spargesse del sangue, io sono convinto che tra gli assassini di donne ci sono uomini che avevano fatta propria una mentalità non maschilista, che sinceramente non hanno avuto atteggiamenti di potere o la volontà di sottomettere la loro compagna, ma di fronte ad una situazione di rottura o di tradimento, (fatti ormai molto comuni da entrambe le parti) sono andati in pezzi.
Alcuni si suicidano per amore altri uccidono, ma non è un fatto peculiarmente maschile, ne è sinonimo di mentalità oscurantista e tantomeno misogina, è solo che interiormente si trovano in un collasso della volontà, che per compensare la perdita prende una strada irrevocabile.
Questo non per giustificare alcun delitto evidentemente, ma per non trasformare ogni &quot;delitto passionale&quot; in un emblema politico.
Un&#039;altra cosa forse, e questo lo capisco, è che ogni donna che vede uccisa un&#039;altra donna, lo percepisca come una minaccia per se, per il solo fatto di essere donna, e questo è l&#039;aspetto che ho trascurato di mettere a fuoco ed è forse il più importante.
Ma si tratta di una percezione causata da un contesto culturale, il cui cuore oscuro non sono i delitti, ma l&#039;apparente enfasi che i media danno alla donna come oggetto, e nel caso che abbia caratteristiche fisiche sufficienti, di oggetto di lusso.
Le &quot;Quote rosa&quot; sono, in questo senso, più gravi di un uomo che accoltella sua moglie, sono un ghetto che prescinde dalla persona e riconosce il genere come determinante, assegnandogli qualche spazio in più, e non ho idea di quali siano le condizioni reali per accedervi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;le donne effettivamente assassinate&#8221;, non credo che si possa usare questo in modo così trasparente per segnalare, o aggravare la persistenza di una mentalità che non è così omogenea come sembra.<br />
Nessuna mentalità o idea o fede, per quanto forte e condivisa ha mai impedito che qualcuno spargesse del sangue, io sono convinto che tra gli assassini di donne ci sono uomini che avevano fatta propria una mentalità non maschilista, che sinceramente non hanno avuto atteggiamenti di potere o la volontà di sottomettere la loro compagna, ma di fronte ad una situazione di rottura o di tradimento, (fatti ormai molto comuni da entrambe le parti) sono andati in pezzi.<br />
Alcuni si suicidano per amore altri uccidono, ma non è un fatto peculiarmente maschile, ne è sinonimo di mentalità oscurantista e tantomeno misogina, è solo che interiormente si trovano in un collasso della volontà, che per compensare la perdita prende una strada irrevocabile.<br />
Questo non per giustificare alcun delitto evidentemente, ma per non trasformare ogni &#8220;delitto passionale&#8221; in un emblema politico.<br />
Un&#8217;altra cosa forse, e questo lo capisco, è che ogni donna che vede uccisa un&#8217;altra donna, lo percepisca come una minaccia per se, per il solo fatto di essere donna, e questo è l&#8217;aspetto che ho trascurato di mettere a fuoco ed è forse il più importante.<br />
Ma si tratta di una percezione causata da un contesto culturale, il cui cuore oscuro non sono i delitti, ma l&#8217;apparente enfasi che i media danno alla donna come oggetto, e nel caso che abbia caratteristiche fisiche sufficienti, di oggetto di lusso.<br />
Le &#8220;Quote rosa&#8221; sono, in questo senso, più gravi di un uomo che accoltella sua moglie, sono un ghetto che prescinde dalla persona e riconosce il genere come determinante, assegnandogli qualche spazio in più, e non ho idea di quali siano le condizioni reali per accedervi.</p>
]]></content:encoded>
		
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