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	Commenti a: APPUNTO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 11:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Deh!
Però il notiziario radio della Lipperini ci sarà sempre!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Deh!<br />
Però il notiziario radio della Lipperini ci sarà sempre!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100992</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 15:05:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solito discorso dei commenti che vengono tagliati e non si capisce come mai...
E&#039; che il web è... labile, e immanente a un contesto tecnologico ed economico particolare, che poggia su basi a rischio d&#039;evanescenza. Se funzionano - poniamo il caso - solo due centrali elettriche su trenta; se nessuno ripara più i tralicci, cavi dell&#039;alta tensione e cavi telefonici che si guastano ogni giorno (o comunque li ripara di rado); se non c&#039;è più una società che ti vende l&#039;allaccio alla linea elettrica e ogni due mesi ti manda la bolletta da pagare (oppure la società esiste ma per i motivi detti sopra l&#039;allaccio è precario e/o inimmaginabilmente costoso)... ecco, se accade tutto questo, allora niente server, niente connessioni a internet, niente più web. A quel punto si torna alla &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_a_galena&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;radio a galena&lt;/a&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solito discorso dei commenti che vengono tagliati e non si capisce come mai&#8230;<br />
E&#8217; che il web è&#8230; labile, e immanente a un contesto tecnologico ed economico particolare, che poggia su basi a rischio d&#8217;evanescenza. Se funzionano &#8211; poniamo il caso &#8211; solo due centrali elettriche su trenta; se nessuno ripara più i tralicci, cavi dell&#8217;alta tensione e cavi telefonici che si guastano ogni giorno (o comunque li ripara di rado); se non c&#8217;è più una società che ti vende l&#8217;allaccio alla linea elettrica e ogni due mesi ti manda la bolletta da pagare (oppure la società esiste ma per i motivi detti sopra l&#8217;allaccio è precario e/o inimmaginabilmente costoso)&#8230; ecco, se accade tutto questo, allora niente server, niente connessioni a internet, niente più web. A quel punto si torna alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_a_galena" rel="nofollow ugc">radio a galena</a>.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100991</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 15:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; che il web ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che il web </p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100990</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 14:15:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie WM1 per l&#039;esauriente risposta.
Tre cose.
1. L&#039;esperimento della &quot;palla&quot; l&#039;ho provato anche io a yoga, ed effettivamente è un catalizzatore incredibile di concentrazione. Ad un certo punto senti davvero di avere tra le mani un oggetto sferico con cui poter giocare senza problemi.
2. Forse ho esagerato con il discorso tecnologico. A saltare agli occhi (i miei) era l&#039;assenza della rete. Del web, che comunque oggi rappresenta una buona parte della nostra idea di &quot;tecnologia&quot;. Se non altro le macchine il telescopio e l&#039;astronomia non sono invasive rispetto alla comunità. Sono tornate degli &quot;strumenti&quot; di conoscenza, diciamo così.
3. Sì in effetti la mia domanda era un po&#039; pindarica. Credo che il &quot;reset&quot; sia una soluzione troppo fatalista. Magari anche realistica, ma non lasciandoci spazio credo non ci serva. Sono assolutamente convinto che l&#039;arte possa dare una mano alla società. E anche che questo non accada in automatico. Da lì a capire come fare, la strada è lunga!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie WM1 per l&#8217;esauriente risposta.<br />
Tre cose.<br />
1. L&#8217;esperimento della &#8220;palla&#8221; l&#8217;ho provato anche io a yoga, ed effettivamente è un catalizzatore incredibile di concentrazione. Ad un certo punto senti davvero di avere tra le mani un oggetto sferico con cui poter giocare senza problemi.<br />
2. Forse ho esagerato con il discorso tecnologico. A saltare agli occhi (i miei) era l&#8217;assenza della rete. Del web, che comunque oggi rappresenta una buona parte della nostra idea di &#8220;tecnologia&#8221;. Se non altro le macchine il telescopio e l&#8217;astronomia non sono invasive rispetto alla comunità. Sono tornate degli &#8220;strumenti&#8221; di conoscenza, diciamo così.<br />
3. Sì in effetti la mia domanda era un po&#8217; pindarica. Credo che il &#8220;reset&#8221; sia una soluzione troppo fatalista. Magari anche realistica, ma non lasciandoci spazio credo non ci serva. Sono assolutamente convinto che l&#8217;arte possa dare una mano alla società. E anche che questo non accada in automatico. Da lì a capire come fare, la strada è lunga!</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100989</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 11:14:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/05/27/appunto/#comment-100989</guid>

					<description><![CDATA[Dunque, le tue impressioni sul racconto mi piacciono, soprattutto il collegamento (a cui non avevo pensato consciamente) tra la sfera tenuta tra le mani e il testimone passato da una generazione all&#039;altra. Nell&#039;ultimo capitolo descrivo un rituale che è una mia personale variazione e re-interpretazione di vari esercizi di qigong. La posizione in cui si mettono all&#039;inizio è una di quelle basilari nel qigong, cioè il &lt;i&gt;tibao&lt;/i&gt;. Il colore della palla da visualizzare dipende dal periodo dell&#039;anno. L&#039;1 dicembre la palla va immaginata nera, colore che la medicina cinese associa ai reni. Il riferimento alla stella polare nella visualizzazione è reale, l&#039;ho preso dal qigong, ma le riflessioni sul fatto che quello di &quot;stella polare&quot; è un ruolo che si scambiano a turno diversi astri le ho aggiunte io, e anche il doppio futuro remoto (quello visualizzato dalla comunità del Cantagallo e quello visualizzato dodicimila anni dopo) è una mia aggiunta, come anche tutti i calcoli sulla luce, le meditazioni sul tempo, il riferimento a Galileo e al Taj Mahal etc.
C&#039;è solo una cosa che mi lascia un po&#039; perplesso nelle tue osservazioni, cioè l&#039;accenno alla &quot;recisione di qualsiasi contatto con la scienza e la tecnologia&quot;. C&#039;è sì una &quot;rarefazione&quot; della tecnologia, che dipende dal contesto che si è prodotto, ma la protagonista fa più volte riferimento a scienza e tecnologia: ringrazia mentalmente chi continua a far lavorare le idrovore, sul tetto dell&#039;autogrill ha fatto costruire una specola astronomica con telescopio, conosce bene l&#039;astronomia, dice che sull&#039;autostrada ogni tanto qualche veicolo a motore si vede etc.
*
La domanda che fai è LA domanda. Tutta la nostra (di noi WM) attività, ogni nostra opera, ogni nostra riflessione, ogni nostra iniziativa fa parte di un generale tentativo di rispondere. Il ruolo sociale e nuovamente fondativo di una narrazione che abbracci tutta la vicenda umana, dall&#039;origine a un futuro anteriore che non possiamo vedere ma su cui possiamo far lavorare l&#039;immaginazione. Tutto questo in un contesto più vasto, di vicenda cosmica. E&#039; proprio necessario un &quot;reset&quot; radicale del mondo in cui viviamo, prima di poter ridare alla narrazione quel che le è proprio? Oppure è già in parte possibile qui e ora?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, le tue impressioni sul racconto mi piacciono, soprattutto il collegamento (a cui non avevo pensato consciamente) tra la sfera tenuta tra le mani e il testimone passato da una generazione all&#8217;altra. Nell&#8217;ultimo capitolo descrivo un rituale che è una mia personale variazione e re-interpretazione di vari esercizi di qigong. La posizione in cui si mettono all&#8217;inizio è una di quelle basilari nel qigong, cioè il <i>tibao</i>. Il colore della palla da visualizzare dipende dal periodo dell&#8217;anno. L&#8217;1 dicembre la palla va immaginata nera, colore che la medicina cinese associa ai reni. Il riferimento alla stella polare nella visualizzazione è reale, l&#8217;ho preso dal qigong, ma le riflessioni sul fatto che quello di &#8220;stella polare&#8221; è un ruolo che si scambiano a turno diversi astri le ho aggiunte io, e anche il doppio futuro remoto (quello visualizzato dalla comunità del Cantagallo e quello visualizzato dodicimila anni dopo) è una mia aggiunta, come anche tutti i calcoli sulla luce, le meditazioni sul tempo, il riferimento a Galileo e al Taj Mahal etc.<br />
C&#8217;è solo una cosa che mi lascia un po&#8217; perplesso nelle tue osservazioni, cioè l&#8217;accenno alla &#8220;recisione di qualsiasi contatto con la scienza e la tecnologia&#8221;. C&#8217;è sì una &#8220;rarefazione&#8221; della tecnologia, che dipende dal contesto che si è prodotto, ma la protagonista fa più volte riferimento a scienza e tecnologia: ringrazia mentalmente chi continua a far lavorare le idrovore, sul tetto dell&#8217;autogrill ha fatto costruire una specola astronomica con telescopio, conosce bene l&#8217;astronomia, dice che sull&#8217;autostrada ogni tanto qualche veicolo a motore si vede etc.<br />
*<br />
La domanda che fai è LA domanda. Tutta la nostra (di noi WM) attività, ogni nostra opera, ogni nostra riflessione, ogni nostra iniziativa fa parte di un generale tentativo di rispondere. Il ruolo sociale e nuovamente fondativo di una narrazione che abbracci tutta la vicenda umana, dall&#8217;origine a un futuro anteriore che non possiamo vedere ma su cui possiamo far lavorare l&#8217;immaginazione. Tutto questo in un contesto più vasto, di vicenda cosmica. E&#8217; proprio necessario un &#8220;reset&#8221; radicale del mondo in cui viviamo, prima di poter ridare alla narrazione quel che le è proprio? Oppure è già in parte possibile qui e ora?</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100988</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 14:18:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Ekerot, ho visto ora questo tuo commento, grazie. La questione è grossa, per varie questioni non riesco a rispondere subito, ma lo farò appena possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Ekerot, ho visto ora questo tuo commento, grazie. La questione è grossa, per varie questioni non riesco a rispondere subito, ma lo farò appena possibile.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100987</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 14:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro WM1,
ho deciso di azzannare la raccolta proprio dal tuo racconto.
M&#039;è venuta in mente una cosa, probabilmente ispirata da diversi tuoi commenti espressi qua in giro.
(spoiler a gogo).
La protagonista del tuo racconto è una scrittrice, peraltro di romanzi &quot;storici&quot;.
Quando torna a casa, in famiglia, ad attenderla c&#039;è la comunità. Una piccola corte dei miracoli, dove forse lei è davvero la Cinciallegra (che peraltro Linneo classificò come &quot;Parus Major&quot;...nome strambo).
E mi sono venuti in mente alcuni discorsi su Omero, la cultura orale, il tramandarsi dei racconti di generazione in generazione (che poi è forse anche una metafora di quella sfera che si palleggia tra Polaris e Vega), e soprattutto l&#039;aspetto profetico, sciamanico della figura del cantore. Che sembra recidere qualsiasi contatto con la scienza e la tecnologia.
*
Ora la domanda è questa. Di fronte allo scenario di grande desolazione che delinei a piccoli indizi, questa piccola tribù sembra essere l&#039;unica fonte germinale di una nuova vita, di una nuova società.
Credi che sia questo che manchi oggi alla scrittura, allo scrittore? &quot;I narratori delle pianure&quot; sono ancora possibili hic et nunc? Oppure credi che soltanto in un panorama di disperazione senza appello (dove il morso tecnologico si è molto allentato) possa ritornare questo contatto quasi mitico tra autore\artista e il suo &quot;pubblico&quot;?
[sempre che non abbia frainteso tutto].]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro WM1,<br />
ho deciso di azzannare la raccolta proprio dal tuo racconto.<br />
M&#8217;è venuta in mente una cosa, probabilmente ispirata da diversi tuoi commenti espressi qua in giro.<br />
(spoiler a gogo).<br />
La protagonista del tuo racconto è una scrittrice, peraltro di romanzi &#8220;storici&#8221;.<br />
Quando torna a casa, in famiglia, ad attenderla c&#8217;è la comunità. Una piccola corte dei miracoli, dove forse lei è davvero la Cinciallegra (che peraltro Linneo classificò come &#8220;Parus Major&#8221;&#8230;nome strambo).<br />
E mi sono venuti in mente alcuni discorsi su Omero, la cultura orale, il tramandarsi dei racconti di generazione in generazione (che poi è forse anche una metafora di quella sfera che si palleggia tra Polaris e Vega), e soprattutto l&#8217;aspetto profetico, sciamanico della figura del cantore. Che sembra recidere qualsiasi contatto con la scienza e la tecnologia.<br />
*<br />
Ora la domanda è questa. Di fronte allo scenario di grande desolazione che delinei a piccoli indizi, questa piccola tribù sembra essere l&#8217;unica fonte germinale di una nuova vita, di una nuova società.<br />
Credi che sia questo che manchi oggi alla scrittura, allo scrittore? &#8220;I narratori delle pianure&#8221; sono ancora possibili hic et nunc? Oppure credi che soltanto in un panorama di disperazione senza appello (dove il morso tecnologico si è molto allentato) possa ritornare questo contatto quasi mitico tra autore\artista e il suo &#8220;pubblico&#8221;?<br />
[sempre che non abbia frainteso tutto].</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100986</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 16:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;a href=&quot;http://www.wumingfoundation.com/italiano/Wu_Ming_1_Arzestula.pdf&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Arzèstula&lt;/a&gt; (pdf).
Buona lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Wu_Ming_1_Arzestula.pdf" rel="nofollow ugc">Arzèstula</a> (pdf).<br />
Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100985</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 10:28:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate: volevo scrivere &#039;argomentazioni&#039;, non &#039;articolazioni&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate: volevo scrivere &#8216;argomentazioni&#8217;, non &#8216;articolazioni&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/appunto/comment-page-1/#comment-100984</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2009 10:27:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente la telenovela continuerà. Oggi ho sentito in rassegna stampa come Feltri ha risposto ad Annalisa Terranova che da &lt;i&gt;Il Secolo &lt;/i&gt; gli aveva dato del maschilista &quot;Maschilista io? Maschilista sarà lei!!!&quot;, non ho il tempo di trovare i due articoli e di godermi le sofisticate articolazioni del fine giornalista.
Segnalo invece l&#039;articolo di &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#038;currentArticle=MA2BH&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Chiara Saraceno &lt;/a&gt; pubblicato oggi su Repubblica che cerca di rispondere alla domanda sul perché le donne non reagiscono a questi attacchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente la telenovela continuerà. Oggi ho sentito in rassegna stampa come Feltri ha risposto ad Annalisa Terranova che da <i>Il Secolo </i> gli aveva dato del maschilista &#8220;Maschilista io? Maschilista sarà lei!!!&#8221;, non ho il tempo di trovare i due articoli e di godermi le sofisticate articolazioni del fine giornalista.<br />
Segnalo invece l&#8217;articolo di <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MA2BH" rel="nofollow ugc">Chiara Saraceno </a> pubblicato oggi su Repubblica che cerca di rispondere alla domanda sul perché le donne non reagiscono a questi attacchi.</p>
]]></content:encoded>
		
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