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	Commenti a: ARRIVANO I SONNAMBULI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Crampus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crampus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 09:28:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alemorelli, nel frattempo è uscito di peggio!
http://www.lastampa.it/2014/04/28/cultura/tuttolibri/il-grand-guignol-della-rivoluzione-secondo-wu-ming-x75LQLJ9wXDNvD1RXDQAjI/pagina.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alemorelli, nel frattempo è uscito di peggio!<br />
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		Di: Alemorelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alemorelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2014 20:18:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho appena terminato di leggere il libro. Per le ragioni esposte sono completamente d&#039;accordo sul fatto che questa recensione sia piuttosto parziale, superficiale ed edulcorata in quanto non restituisce la complessità della trama e delle tematiche affrontate. Quello che i Wu Ming offrono é un affresco ricco e variegato, personaggi complessi e stratificati, una molteplicità di sguardi che squadrano e percorrono la rivoluzione da angolature diverse. Nessuno sguardo panoptico che costruisca tesi preconfezionate, ma una ridda di maschere, di persone dunque, sia maschili che femminili (la questione di genere é assolutamente ineludibile) del gran teatro rivoluzionario. Teatro che non consola ma che mostra tale complessità, ricordando che il termine teatro deriva da theorein, vedere; abbiamo così una visione della rivoluzione che apre ampi e significativi squarci sulla vita vissuta del tempo, offrendoci anche il corpo della rivoluzione, perché come già indicano le parole di Foucault poste in esergo, il corpo in tutta la sua densità materiale é uno dei grande protagonisti della storia narrata dai Wu Ming.  La madre di tutte le rivoluzioni é ancora lì a sollevare questioni e a porre  interrogativi al nostro presente; merito ai Wu Ming di essere riusciti a restituirci alcune delle sue voci più significative. Non lo si legge volentieri, perché volentieri si mangia una pizza, casomai; più semplicemente merita ampiamente di essere letto e discusso. Sul parallelo con Dan Brown meglio sorvolare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena terminato di leggere il libro. Per le ragioni esposte sono completamente d&#8217;accordo sul fatto che questa recensione sia piuttosto parziale, superficiale ed edulcorata in quanto non restituisce la complessità della trama e delle tematiche affrontate. Quello che i Wu Ming offrono é un affresco ricco e variegato, personaggi complessi e stratificati, una molteplicità di sguardi che squadrano e percorrono la rivoluzione da angolature diverse. Nessuno sguardo panoptico che costruisca tesi preconfezionate, ma una ridda di maschere, di persone dunque, sia maschili che femminili (la questione di genere é assolutamente ineludibile) del gran teatro rivoluzionario. Teatro che non consola ma che mostra tale complessità, ricordando che il termine teatro deriva da theorein, vedere; abbiamo così una visione della rivoluzione che apre ampi e significativi squarci sulla vita vissuta del tempo, offrendoci anche il corpo della rivoluzione, perché come già indicano le parole di Foucault poste in esergo, il corpo in tutta la sua densità materiale é uno dei grande protagonisti della storia narrata dai Wu Ming.  La madre di tutte le rivoluzioni é ancora lì a sollevare questioni e a porre  interrogativi al nostro presente; merito ai Wu Ming di essere riusciti a restituirci alcune delle sue voci più significative. Non lo si legge volentieri, perché volentieri si mangia una pizza, casomai; più semplicemente merita ampiamente di essere letto e discusso. Sul parallelo con Dan Brown meglio sorvolare.</p>
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		Di: antonio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 16:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Consolare significa anche confortare e il conforto ci da anche coraggio e ci sostiene nell&#039;azione. Non vediamo solo il sognificato banale del termine consolazione. Saluti a voi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consolare significa anche confortare e il conforto ci da anche coraggio e ci sostiene nell&#8217;azione. Non vediamo solo il sognificato banale del termine consolazione. Saluti a voi</p>
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		Di: Crampus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crampus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 07:24:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo due recensioni del romanzo, quella di Giuliano Santoro su Dinamo Press:
http://www.dinamopress.it/news/larmata-dei-sonnambuli
e quella di Girolamo De Michele su Carmilla:
http://www.carmillaonline.com/2014/04/08/wu-ming-larmata-dei-sonnambuli/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo due recensioni del romanzo, quella di Giuliano Santoro su Dinamo Press:<br />
<a href="http://www.dinamopress.it/news/larmata-dei-sonnambuli" rel="nofollow ugc">http://www.dinamopress.it/news/larmata-dei-sonnambuli</a><br />
e quella di Girolamo De Michele su Carmilla:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/2014/04/08/wu-ming-larmata-dei-sonnambuli/" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/2014/04/08/wu-ming-larmata-dei-sonnambuli/</a></p>
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		Di: Fabio Lotti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 07:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I &quot;sonnambuli&quot; hanno solleticato anche la mia passione per il romanzo poliziesco (comprensivo di thriller, noir e compagnia bella) per cui mi sono venuti in mente due libri che ho letto tempo fa: &quot;Terrore&quot; di Danila Comastri Montanari e &quot;L&#039;ombra della ghigliottina&quot; di Anne Perry ambientati nel 1790 e nel 1793. Per chi fosse interessato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I &#8220;sonnambuli&#8221; hanno solleticato anche la mia passione per il romanzo poliziesco (comprensivo di thriller, noir e compagnia bella) per cui mi sono venuti in mente due libri che ho letto tempo fa: &#8220;Terrore&#8221; di Danila Comastri Montanari e &#8220;L&#8217;ombra della ghigliottina&#8221; di Anne Perry ambientati nel 1790 e nel 1793. Per chi fosse interessato.</p>
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		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivano-i-sonnambuli/comment-page-1/#comment-136656</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 19:20:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggerò il libro. Non voglio che Loredana Lipperini se ne faccia una ragione (scherzo, via). La storia è una delle mie grandi passioni insieme alla letteratura umoristico-satirica, al romanzo poliziesco e agli scacchi (che non vengono per ultimi). Non per niente mi sono laureato in questa disciplina con il grande (per me) Giorgio Spini in quel di Firenze negli anni in cui furoreggiavano Capanna e compagnia bella, fra il “tutto e subito” e le cariche della polizia. La storia in grande fermento, soprattutto sulla Rivoluzione francese. E proprio sul periodo del Terrore mi beccai in seguito “La Francia rivoluzionaria- La Repubblica giacobina 1792/94” di Marc Bouloiseau, Laterza 1975, e prima ancora i due volumi de “La Rivoluzione francese” di Albert Mathiez e Georges Lefebure”, Piccola Biblioteca Einaudi 1960, Erano quelli gli anni pure degli “Scritti sulla storia”  di Fernand Braudel e insomma di un profondo dibattito storiografico che mi affascinava. Anche sulla Rivoluzione russa. Leggerò il libro per il gusto della lettura e per un mio ritorno all’infanzia…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggerò il libro. Non voglio che Loredana Lipperini se ne faccia una ragione (scherzo, via). La storia è una delle mie grandi passioni insieme alla letteratura umoristico-satirica, al romanzo poliziesco e agli scacchi (che non vengono per ultimi). Non per niente mi sono laureato in questa disciplina con il grande (per me) Giorgio Spini in quel di Firenze negli anni in cui furoreggiavano Capanna e compagnia bella, fra il “tutto e subito” e le cariche della polizia. La storia in grande fermento, soprattutto sulla Rivoluzione francese. E proprio sul periodo del Terrore mi beccai in seguito “La Francia rivoluzionaria- La Repubblica giacobina 1792/94” di Marc Bouloiseau, Laterza 1975, e prima ancora i due volumi de “La Rivoluzione francese” di Albert Mathiez e Georges Lefebure”, Piccola Biblioteca Einaudi 1960, Erano quelli gli anni pure degli “Scritti sulla storia”  di Fernand Braudel e insomma di un profondo dibattito storiografico che mi affascinava. Anche sulla Rivoluzione russa. Leggerò il libro per il gusto della lettura e per un mio ritorno all’infanzia…</p>
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		<title>
		Di: Anna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 14:32:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se ho capito bene, quella di Deaglio più che una recensione è una clitoridectomia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se ho capito bene, quella di Deaglio più che una recensione è una clitoridectomia.</p>
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		Di: Luigi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 14:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni opera d&#039;arte, per sua natura, rischia di essere consolatoria. Ogni rivoluzione di carta rischia di essere un surrogato (e per molti è preferibile che lo sia). Non importa se gli autori siano attivi nei movimenti o no. Credo, tuttavia, che gli autori abbiano fatto benissimo a correre il rischio e a sfidare i pregiudizi. Sono molto curioso. Lo leggerò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni opera d&#8217;arte, per sua natura, rischia di essere consolatoria. Ogni rivoluzione di carta rischia di essere un surrogato (e per molti è preferibile che lo sia). Non importa se gli autori siano attivi nei movimenti o no. Credo, tuttavia, che gli autori abbiano fatto benissimo a correre il rischio e a sfidare i pregiudizi. Sono molto curioso. Lo leggerò.</p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 13:22:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si può rispondere alla questione posta in questo modo, per il semplice motivo che scrivere letteratura è sempre qualcosa (anzi, molto) di più che &quot;contrastare una tesi&quot;, anche una tesi che ci fa schifo. I romanzi a tesi li lasciamo ad altri. Quanto al titolo, andava al maschile, e chi leggerà capirà perché.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può rispondere alla questione posta in questo modo, per il semplice motivo che scrivere letteratura è sempre qualcosa (anzi, molto) di più che &#8220;contrastare una tesi&#8221;, anche una tesi che ci fa schifo. I romanzi a tesi li lasciamo ad altri. Quanto al titolo, andava al maschile, e chi leggerà capirà perché.</p>
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		<title>
		Di: piccolo lettore x		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivano-i-sonnambuli/comment-page-1/#comment-136652</link>

		<dc:creator><![CDATA[piccolo lettore x]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 13:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ WM1
Sì, ma quello io l&#039;ho messo tra parentesi, anche perché penso che freghi poco a chiunque, polemizzare su quanto si è rivoluzionari. Poi il romanzo darà le sue risposte, ma io ad esempio non sapevo di Furet. Se né l&#039;una né l&#039;altra visione hanno influenzato la creazione ( nel senso di ripercorrere o di contrastare ) è una risposta. Chiamavatelo l&#039;armata delle sonnambule, così era più facile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ WM1<br />
Sì, ma quello io l&#8217;ho messo tra parentesi, anche perché penso che freghi poco a chiunque, polemizzare su quanto si è rivoluzionari. Poi il romanzo darà le sue risposte, ma io ad esempio non sapevo di Furet. Se né l&#8217;una né l&#8217;altra visione hanno influenzato la creazione ( nel senso di ripercorrere o di contrastare ) è una risposta. Chiamavatelo l&#8217;armata delle sonnambule, così era più facile.</p>
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