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	Commenti a: ARRIVARE A CENTO: VASSALLO E DE GREGORIO SUL VELO (E ALTRO)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Mar 2011 15:52:17 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Velo e fashion system LIPPERATURA &#171; letture della diaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118394</link>

		<dc:creator><![CDATA[Velo e fashion system LIPPERATURA &#171; letture della diaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 15:52:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] In Europa c’è chi ancora oggi nelle democrazie si arroga diritti divini, come nelle antiche monar... [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] In Europa c’è chi ancora oggi nelle democrazie si arroga diritti divini, come nelle antiche monar&#8230; [&#8230;] </p>
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		Di: Adrianaaaa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 16:58:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sul fatto che sia un&#039;usanza Vicino Orientale non ci piove, sono d&#039;accordo. Però rimane in piedi la mia domanda: quali vantaggi possono avere le donne dal fare del velo un oggetto di contesa, di infiniti dibattiti e di provvedimenti normativi? A me pare proprio nessuno. Ipertrofizzare la questione portare il velo/non portare il velo mi pare non giovi assolutamente alle donne in generale, che siano musulmane o non musulmane. Pensiamo davvero che la questione dei generi debba venire monopolizzata da discorsi del genere? Scollatura sì/scollatura no, velo sì/velo no. E&#039; un modo per non affrontare questioni più importanti, che sarebbero davvero in grado di incidere sulla società.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fatto che sia un&#8217;usanza Vicino Orientale non ci piove, sono d&#8217;accordo. Però rimane in piedi la mia domanda: quali vantaggi possono avere le donne dal fare del velo un oggetto di contesa, di infiniti dibattiti e di provvedimenti normativi? A me pare proprio nessuno. Ipertrofizzare la questione portare il velo/non portare il velo mi pare non giovi assolutamente alle donne in generale, che siano musulmane o non musulmane. Pensiamo davvero che la questione dei generi debba venire monopolizzata da discorsi del genere? Scollatura sì/scollatura no, velo sì/velo no. E&#8217; un modo per non affrontare questioni più importanti, che sarebbero davvero in grado di incidere sulla società.</p>
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		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118392</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 15:51:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Adrianaa, mi scuso se non non sono stata sufficentente chiara, quando ho scritto &quot;in età classica&quot; intendevo, appunto, nel V secolo a.C., all&#039;epoca, per intenderci, dei sovrani Persiani, degli Achemenidi, e non dei Sassanidi dei secoli d.C. Il breve excursus storico intendeva esemplificare, appunto, come l&#039;usanza del velo sia evidentemente un&#039;usanza di tradizione vicino orientale, e non esclusivamente islamica e che, semmai, Mohammed, o chi per lui ha mutuato questa usanza dai costumi dei popoli limitrofi. Il senso era questo, così come l&#039;esempio dei costumi femminili dell&#039;Europa del XII secolo, intendeva dimostrare la non sovrapponibilità tra velo e fede religiosa. Per i significati che il velo assume oggi nei diversi contesti collettivi e nelle esperienze individuali islamiche, invece, vista la polisemanticità del&#039;oggetto, almeno quella intenzionale di chi lo indossa, preferisco ascoltare le dirette interessate, ma tutte, eh, anche quelle che lo hanno rifiutato ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Adrianaa, mi scuso se non non sono stata sufficentente chiara, quando ho scritto &#8220;in età classica&#8221; intendevo, appunto, nel V secolo a.C., all&#8217;epoca, per intenderci, dei sovrani Persiani, degli Achemenidi, e non dei Sassanidi dei secoli d.C. Il breve excursus storico intendeva esemplificare, appunto, come l&#8217;usanza del velo sia evidentemente un&#8217;usanza di tradizione vicino orientale, e non esclusivamente islamica e che, semmai, Mohammed, o chi per lui ha mutuato questa usanza dai costumi dei popoli limitrofi. Il senso era questo, così come l&#8217;esempio dei costumi femminili dell&#8217;Europa del XII secolo, intendeva dimostrare la non sovrapponibilità tra velo e fede religiosa. Per i significati che il velo assume oggi nei diversi contesti collettivi e nelle esperienze individuali islamiche, invece, vista la polisemanticità del&#8217;oggetto, almeno quella intenzionale di chi lo indossa, preferisco ascoltare le dirette interessate, ma tutte, eh, anche quelle che lo hanno rifiutato 😉</p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118391</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 15:07:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@paola: il fatto è che io proprio non vedo come tutta questa attenzione sul velo possa tornare a vantaggio delle donne. Davvero. A me sembra che sia un falso problema, su cui i progressisti di tutto il mondo amano grattarsi il capo perché é come un indovinello, qualcosa su cui ognuno può dire la sua perché tanto nessuno ne sa niente e comunque le dirette interessate non parlano quasi mai. Chi diamine sono queste &quot;donne musulmane&quot;? Il tuo messaggio è molto indicativo della difficoltà di rispondere a questa domanda. Citi l&#039;iconografia sassanide, le contadine egiziane e alla fine tiri in ballo il Corano. E&#039; come se qualcuno, per spiegare il fatto che in Italia si mangia il pane, ne facesse discendere direttamente l&#039;usanza dal Vangelo. La reputeresti una cosa sensata?
Per la cronaca, poi, da quello che ne so i Sassanidi avevano preso l&#039;usanza di velare (e segregare) le donne dalle tradizioni bizantine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@paola: il fatto è che io proprio non vedo come tutta questa attenzione sul velo possa tornare a vantaggio delle donne. Davvero. A me sembra che sia un falso problema, su cui i progressisti di tutto il mondo amano grattarsi il capo perché é come un indovinello, qualcosa su cui ognuno può dire la sua perché tanto nessuno ne sa niente e comunque le dirette interessate non parlano quasi mai. Chi diamine sono queste &#8220;donne musulmane&#8221;? Il tuo messaggio è molto indicativo della difficoltà di rispondere a questa domanda. Citi l&#8217;iconografia sassanide, le contadine egiziane e alla fine tiri in ballo il Corano. E&#8217; come se qualcuno, per spiegare il fatto che in Italia si mangia il pane, ne facesse discendere direttamente l&#8217;usanza dal Vangelo. La reputeresti una cosa sensata?<br />
Per la cronaca, poi, da quello che ne so i Sassanidi avevano preso l&#8217;usanza di velare (e segregare) le donne dalle tradizioni bizantine.</p>
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		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118390</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 22:46:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Adrianaaa, ;) ero già grandicella nel 1978, e sono cosciente di quello che è stato definito (http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4907) il &quot;dinamismo storico del velo&quot;: per es., quando le donne iraniane lo indossavano nelle manifestazioni di piazza contro il regime poliziesco e autoritario dello Scià di Persia, gli attribuivano il significato di rivendicazione di un&#039;identità culturale e nazionale, contro il superficiale occidentalismo del governo di allora; in seguito, però, lo stesso velo è stato loro imposto dalle nuove autorità politico religose dell&#039;Iran, con lo stesso significato che esso aveva prevalentemente avuto in precedenza, ovvero, l&#039;intento di normare i corpi delle donne ed i loro comportamenti da parte della cultura maschile dominante. Per quanto mi consta, attribuire il velo alle consuetidini diffuse e ritornanti nelle società del Vicino Oriente, non è una manifestazione di razzismo, ma la presa d&#039;atto di un fenomeno storico. Mi spiego, offrendo alla vostra riflessione quello che so in proposito: le donne della corte del re di Persia, in età classica, sono rappresentate con capo e metà volto velate, mentre non lo sono le loro contemporanee del mondo greco; ciò non significa, ovviamente, che queste ultime non fossero ugualmente e/o altrimenti subordinate. Significa soltanto che nella società greca e romana il velo contraddistingue la sposa nel giorno delle nozze, mentre in tutto il resto della lor vita le donne potevano coprirsi il capo, con un lembo del mantello, oppure no, a seconda di come gli pareva in quel momento, senza dover sottostare a nessun tipo di prescrizione. La documentazione iconografica è sufficentemente esplicita in proposito; la stessa documentazione iconografica, in età imperiale, mostra l&#039;uso del velo sul capo per le donne in ambito siro mesopotamico, almeno nelle classi elevate. E sul significato che aveva  il velo sul capo delle donne nelle società del Vicino Oriene nel I secolo a.C., almeno in circostanze rituali, è sufficentemente esplicito il passo della lettera di Paolo di Tarso ai Corinzi (I, 11, 1-16), in cui alle donne viene prescritto senza eccezioni l&#039;uso del velo durante le cerimonie (&quot;ogni donna che prega o profetizza&quot;), e che questo abbigliamento significasse la subordinazione della donna all&#039;uomo è detto a chiare lettere: il passo sarebbe lungo da trascrivere, ma vale la pena di leggerlo. E badiamo bene che le donne in questione, potevano sì parlare autonomamente (&quot;profetizzare&quot;), ma sempre velate dovevano stare. Il passo ci dice implicitamente pure che alle donne delle coeve comunità cristiane questa imposizione non gli doveva stare tanto bene. Non so la storia del velo nel medioevo, ma so per certo che il velo con soggolo delle monache e delle suore altro non è che l&#039;adozione dell&#039;abbigliamento tipico delle donne maritate nell&#039;Europa del XII secolo, che monache e suore indossavano una volta presi i voti. Solo che, mentre le altre donne, nei secoli successivi, abbandonarono felicemente velo e soggolo, arrivando a mostrare i decolleté, con grande scandalo dell&#039;antenato di Dante (cito a memoria), le monache e le suore mantennero il castigato abbigliamento del XII secolo (e ci possiamo chiedere quanta influenza avesse avuto nell&#039;adozione di questo abbigliamento il rapporto culturale con il Vicino Oriente, o no?). Ma è vero pure, per es., che le contadine egiziane non sono mai andate in giro con il viso velato, e a viso svelato andavano per lo più le donne beduine, quindi, anche dalla parte islamica del Mediterraneo la velatura del capo e del volto è stata abbastanza fluida, storicamente. Per i passi del Corano in materia sono troppo ignorante per tentarne un&#039;esegesi, ma ne ho sentito parlare da donne islamiche e femministe che non usavano il velo. Ecco, interessa anche a me, come a te e a tante/i altre/i conoscere l&#039;opinione delle donne di provenienza culturale islamica che si considerano femministe. E mi sembra che tante non rimpiangano il velo neppure nelle nuove connotazioni identitarie che altre vogliono attribuirgli, e con loro mi sento cordialmente sintonizzata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Adrianaaa, 😉 ero già grandicella nel 1978, e sono cosciente di quello che è stato definito (<a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4907" rel="nofollow ugc">http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article4907</a>) il &#8220;dinamismo storico del velo&#8221;: per es., quando le donne iraniane lo indossavano nelle manifestazioni di piazza contro il regime poliziesco e autoritario dello Scià di Persia, gli attribuivano il significato di rivendicazione di un&#8217;identità culturale e nazionale, contro il superficiale occidentalismo del governo di allora; in seguito, però, lo stesso velo è stato loro imposto dalle nuove autorità politico religose dell&#8217;Iran, con lo stesso significato che esso aveva prevalentemente avuto in precedenza, ovvero, l&#8217;intento di normare i corpi delle donne ed i loro comportamenti da parte della cultura maschile dominante. Per quanto mi consta, attribuire il velo alle consuetidini diffuse e ritornanti nelle società del Vicino Oriente, non è una manifestazione di razzismo, ma la presa d&#8217;atto di un fenomeno storico. Mi spiego, offrendo alla vostra riflessione quello che so in proposito: le donne della corte del re di Persia, in età classica, sono rappresentate con capo e metà volto velate, mentre non lo sono le loro contemporanee del mondo greco; ciò non significa, ovviamente, che queste ultime non fossero ugualmente e/o altrimenti subordinate. Significa soltanto che nella società greca e romana il velo contraddistingue la sposa nel giorno delle nozze, mentre in tutto il resto della lor vita le donne potevano coprirsi il capo, con un lembo del mantello, oppure no, a seconda di come gli pareva in quel momento, senza dover sottostare a nessun tipo di prescrizione. La documentazione iconografica è sufficentemente esplicita in proposito; la stessa documentazione iconografica, in età imperiale, mostra l&#8217;uso del velo sul capo per le donne in ambito siro mesopotamico, almeno nelle classi elevate. E sul significato che aveva  il velo sul capo delle donne nelle società del Vicino Oriene nel I secolo a.C., almeno in circostanze rituali, è sufficentemente esplicito il passo della lettera di Paolo di Tarso ai Corinzi (I, 11, 1-16), in cui alle donne viene prescritto senza eccezioni l&#8217;uso del velo durante le cerimonie (&#8220;ogni donna che prega o profetizza&#8221;), e che questo abbigliamento significasse la subordinazione della donna all&#8217;uomo è detto a chiare lettere: il passo sarebbe lungo da trascrivere, ma vale la pena di leggerlo. E badiamo bene che le donne in questione, potevano sì parlare autonomamente (&#8220;profetizzare&#8221;), ma sempre velate dovevano stare. Il passo ci dice implicitamente pure che alle donne delle coeve comunità cristiane questa imposizione non gli doveva stare tanto bene. Non so la storia del velo nel medioevo, ma so per certo che il velo con soggolo delle monache e delle suore altro non è che l&#8217;adozione dell&#8217;abbigliamento tipico delle donne maritate nell&#8217;Europa del XII secolo, che monache e suore indossavano una volta presi i voti. Solo che, mentre le altre donne, nei secoli successivi, abbandonarono felicemente velo e soggolo, arrivando a mostrare i decolleté, con grande scandalo dell&#8217;antenato di Dante (cito a memoria), le monache e le suore mantennero il castigato abbigliamento del XII secolo (e ci possiamo chiedere quanta influenza avesse avuto nell&#8217;adozione di questo abbigliamento il rapporto culturale con il Vicino Oriente, o no?). Ma è vero pure, per es., che le contadine egiziane non sono mai andate in giro con il viso velato, e a viso svelato andavano per lo più le donne beduine, quindi, anche dalla parte islamica del Mediterraneo la velatura del capo e del volto è stata abbastanza fluida, storicamente. Per i passi del Corano in materia sono troppo ignorante per tentarne un&#8217;esegesi, ma ne ho sentito parlare da donne islamiche e femministe che non usavano il velo. Ecco, interessa anche a me, come a te e a tante/i altre/i conoscere l&#8217;opinione delle donne di provenienza culturale islamica che si considerano femministe. E mi sembra che tante non rimpiangano il velo neppure nelle nuove connotazioni identitarie che altre vogliono attribuirgli, e con loro mi sento cordialmente sintonizzata.</p>
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		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118389</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 19:14:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Nessuna religione vede di buon occhio gli atei… non è una prerogativa dell’Islam.&quot;barbara
Bè in effetti nemmeno Robespierre e Voltaire (che era deista) vedevano l&#039;ateismo di buon occhio. Noi non credenti non siamo mai stati particolarmente simpatici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nessuna religione vede di buon occhio gli atei… non è una prerogativa dell’Islam.&#8221;barbara<br />
Bè in effetti nemmeno Robespierre e Voltaire (che era deista) vedevano l&#8217;ateismo di buon occhio. Noi non credenti non siamo mai stati particolarmente simpatici</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118388</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 18:21:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate forum sta per blog...
... troppo lavoro e nessuna distrazione ribecilliscono il marotta.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate forum sta per blog&#8230;<br />
&#8230; troppo lavoro e nessuna distrazione ribecilliscono il marotta.<br />
D.</p>
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		<title>
		Di: daniele marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118387</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 18:10:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l problema è che tra noi qui nel forum non ci sono musulmani.
Voglio dire che manca l&#039;elemento di unione tra &#039;noi&#039; classe media italiana e &#039;loro&#039; immigrati appena arrivati, ovvero alcuni di &#039;loro&#039; che vivono come &#039;noi&#039; e diventino un ponte culturale.
Finché non contribuiamo a sostenere la voce di una classe media di musulmani che condivida i nostri spazi famigliari e  intimi ci  rimarrà sempre la paura di un mondo estraneo, perché ancor di più che nella religione e nei costumi è un mare di gente estranea economicamente...
Sono poveri, e noi dei poveri abbiamo più paura che dei musulmani. :)
Se avessimo un musulmano che ci vende l&#039;auto, uno che esce con nostro figlio, uno che ci fa la multa e uno che insegna a scuola, allora il velo diventerebbe un non-problema, perché sarebbe solo una componente del  costume di qualcuno che riconosciamo uguale a noi a prescindere dal velo.
Poi tra l&#039;altro esiste la legge com&#039;è che funziona,  obbliga a farsi riconoscere quando siamo per strada, pertanto se non si infrange la legge si può circolare come si vuole in tutti i luoghi pubblici del territorio nazionale.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l problema è che tra noi qui nel forum non ci sono musulmani.<br />
Voglio dire che manca l&#8217;elemento di unione tra &#8216;noi&#8217; classe media italiana e &#8216;loro&#8217; immigrati appena arrivati, ovvero alcuni di &#8216;loro&#8217; che vivono come &#8216;noi&#8217; e diventino un ponte culturale.<br />
Finché non contribuiamo a sostenere la voce di una classe media di musulmani che condivida i nostri spazi famigliari e  intimi ci  rimarrà sempre la paura di un mondo estraneo, perché ancor di più che nella religione e nei costumi è un mare di gente estranea economicamente&#8230;<br />
Sono poveri, e noi dei poveri abbiamo più paura che dei musulmani. 🙂<br />
Se avessimo un musulmano che ci vende l&#8217;auto, uno che esce con nostro figlio, uno che ci fa la multa e uno che insegna a scuola, allora il velo diventerebbe un non-problema, perché sarebbe solo una componente del  costume di qualcuno che riconosciamo uguale a noi a prescindere dal velo.<br />
Poi tra l&#8217;altro esiste la legge com&#8217;è che funziona,  obbliga a farsi riconoscere quando siamo per strada, pertanto se non si infrange la legge si può circolare come si vuole in tutti i luoghi pubblici del territorio nazionale.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 17:42:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà sono giunta alla conclusione che è praticamente impossibile affrontare il discorso senza cadere in dinamiche orientaliste o occidentaliste o entrambe. Questo perchè, come diceva giustamente Abdelmalek Sayyad, il discorso dull&#039;&quot;altro&quot;, e in particolare il musulmano, è quasi imprescindibilmente un discorso morale. Non esistono storiografia, sociologia o antropologia che tengano. Tuttavia, c&#039;è sempre un &quot;quasi&quot;, ed è a favore di quello, del discorso che sfugge a tutto questo, che bisogna lavorare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà sono giunta alla conclusione che è praticamente impossibile affrontare il discorso senza cadere in dinamiche orientaliste o occidentaliste o entrambe. Questo perchè, come diceva giustamente Abdelmalek Sayyad, il discorso dull'&#8221;altro&#8221;, e in particolare il musulmano, è quasi imprescindibilmente un discorso morale. Non esistono storiografia, sociologia o antropologia che tengano. Tuttavia, c&#8217;è sempre un &#8220;quasi&#8221;, ed è a favore di quello, del discorso che sfugge a tutto questo, che bisogna lavorare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/arrivare-a-cento-vassallo-e-de-gregorio-sul-velo-e-altro/comment-page-1/#comment-118385</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 17:36:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate ma qui si confondono i livelli. Nessuna religione vede di buon occhio gli atei... non è una prerogativa dell&#039;Islam. Sono gli Stati che trattano i cittadini in modo eguale indipendentemente dalle loro credenze a fare la differenza. In genere poi le religioni sono più garantite da uno stato laico piuttosto che da uno confessionale. In via teorica anche un cattolico osservante dovrebbe cacciare di casa o riportare sulla retta via un figlio &quot;deviante&quot; o con uno stile di vita contrario alle leggi della Chiesa e di  dio. Poi le persone non lo fanno. E non è che la maggioranza dei genitori di fede musulmana caccia di casa i figli o le figlie &quot;infedeli&quot;... Insomma stiamo attenti a distinguere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate ma qui si confondono i livelli. Nessuna religione vede di buon occhio gli atei&#8230; non è una prerogativa dell&#8217;Islam. Sono gli Stati che trattano i cittadini in modo eguale indipendentemente dalle loro credenze a fare la differenza. In genere poi le religioni sono più garantite da uno stato laico piuttosto che da uno confessionale. In via teorica anche un cattolico osservante dovrebbe cacciare di casa o riportare sulla retta via un figlio &#8220;deviante&#8221; o con uno stile di vita contrario alle leggi della Chiesa e di  dio. Poi le persone non lo fanno. E non è che la maggioranza dei genitori di fede musulmana caccia di casa i figli o le figlie &#8220;infedeli&#8221;&#8230; Insomma stiamo attenti a distinguere.</p>
]]></content:encoded>
		
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