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	Commenti a: BADINTER: CAMBIARE LE PRATICHE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Albertina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Albertina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 17:46:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono daccordissimo con Badinter e anzi sottolineo come nella mia esperienza di amiche, sorelle etc. che hanno avuto figli, si tratta nella maggior parte dei casi di donne che rinunciano a realizzarsi professionalmente e socialmente e ripiegano sulla famiglia, salvo poi ritrovarsi piantate e madri single, anche perche&#039; una donna non realizzata socialmente e&#039; necessariamente una donna frustrata. e quindi una compagna e madre frustrante. la maternita&#039; puo essere meravigliosa se ben bilanciata da una realizzazione individuale, altrimenti si trasforma in una gabbia. numerosi soprattutto in una societa&#039; ipocrita e conformista come quella italiana i casi di genitorialita&#039; data per scontata, per attenersi a aspettative altrui, e i conseguenti disastri. avere &quot;desiderio&quot; di maternita&#039; (o paternita&#039;), come giustamente sottolinea badinter non e&#039; condizione sufficiente a creare una famiglia equilibrata e soddisfacente. anche le e gli isterici (anzi, spesso soprattutto questi) pretendono di possedere un &quot;forte desiderio&quot; di riprodursi. cio&#039; non garantisce la capacita&#039; di creare coppie e famiglie che funzionino. lo stesso vale per gli uomini, che spesso diventano padri in modo non riflettuto , al pari delle donne. e creano poi situazioni invivivibili (da cui le migliaia di separazioni con figli in fasce), con la differenza che gli uomini difficilmente sono disposti a rinunciare al loro status economico e lavorativo , una volta diventati padri, facendone ricadere il peso quotidiano su donne nevrotiche e frustrate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono daccordissimo con Badinter e anzi sottolineo come nella mia esperienza di amiche, sorelle etc. che hanno avuto figli, si tratta nella maggior parte dei casi di donne che rinunciano a realizzarsi professionalmente e socialmente e ripiegano sulla famiglia, salvo poi ritrovarsi piantate e madri single, anche perche&#8217; una donna non realizzata socialmente e&#8217; necessariamente una donna frustrata. e quindi una compagna e madre frustrante. la maternita&#8217; puo essere meravigliosa se ben bilanciata da una realizzazione individuale, altrimenti si trasforma in una gabbia. numerosi soprattutto in una societa&#8217; ipocrita e conformista come quella italiana i casi di genitorialita&#8217; data per scontata, per attenersi a aspettative altrui, e i conseguenti disastri. avere &#8220;desiderio&#8221; di maternita&#8217; (o paternita&#8217;), come giustamente sottolinea badinter non e&#8217; condizione sufficiente a creare una famiglia equilibrata e soddisfacente. anche le e gli isterici (anzi, spesso soprattutto questi) pretendono di possedere un &#8220;forte desiderio&#8221; di riprodursi. cio&#8217; non garantisce la capacita&#8217; di creare coppie e famiglie che funzionino. lo stesso vale per gli uomini, che spesso diventano padri in modo non riflettuto , al pari delle donne. e creano poi situazioni invivivibili (da cui le migliaia di separazioni con figli in fasce), con la differenza che gli uomini difficilmente sono disposti a rinunciare al loro status economico e lavorativo , una volta diventati padri, facendone ricadere il peso quotidiano su donne nevrotiche e frustrate.</p>
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		Di: valeria palazzolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105367</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 16:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io amo la badinter, e trovo che il differenzialismo si sia impastato con il peggio del cattolicesimo, con il new age, con la crisi economica che riporta le donne a casa, con i libretti beceri delle donne che vengono da venere gli uomini da marte, con la cattiva scienza e la cattiva medicina, che, se ieri ti strappavano il bambino dal petto in nome dell&#039;&quot;igienicissimo&quot; latte artificiale (era l&#039;epoca in cui le donne cominciavano massicciamente a lavorare fuori casa) oggi negli ospedali ti impongono l&#039;attaccamento al seno del neonato anche se hai le ragadi o ti fa schifo (può succedere, una volta ottime madri non volevano allattare e lo consideravano normale) minacciandoti, se non lo fai, un figlio malato, psicopatico, depresso.E noi ci siamo cascate.
cos&#039;è la natura è difficile dirlo. chi ha esperienza di montagna sa che le mucche al primo parto spesso abbandonano i vitelli per lo spavento, il dolore e la fatica, e tocca all&#039;allevatore rimetterli insieme. cento anni fa una donna che lavorava era contronatura. e l&#039;omosessualità allora? il discorso naturale è sempre vischioso.
la verità è che le madri di oggi,non nascondiamoci dietro un dito, sono una pessima pubblicità per il prodotto-bambino. oh, certo, non metto in dubbio che siano felicissime del figlio. ma la loro vita, molto spesso, non sorride. vedo dappertutto madri infelici, nevrotiche, angosciate.perché? questo non succedeva trenta anni fa, quando le donne ritenevano che il futuro sarebbe stato segnato dal loro riprendersi in mano il mondo. il mondo, intendo, quello di fuori. Io uso gli assorbenti di stoffa e se avessi un figlio di sicuro userei i pannolini di stoffa, ma non cambia la faccenda. le argomentazioni della badinter possono essere contestabili se prese una per volta, ma certo è vero che attraverso questo postulare il ritorno delle donne alla loro &quot;naturalità&quot; di madri si sta decidendo la loro schiavitù. io di donne scimpanzé ne vedo, e molte. solo che gli scimpanzé mi sembrano complessivamente più soddisfatti della loro vita.
io non voglio dare risposte specificamente femminili: non mi interessa. prima di essere donna voglio essere persona. prima di essere madre vorrei essere genitore.
ma siccome non è più possibile, la società ci riporta a strattoni in direzione della più elementare, presunta, &quot;naturalità&quot; di essere madre e le donne, un po&#039; per convinzione, un po&#039; per suggestione, un po&#039;per vessazione, dicono di esserne addirittura contente, pazienza.non lo sarò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io amo la badinter, e trovo che il differenzialismo si sia impastato con il peggio del cattolicesimo, con il new age, con la crisi economica che riporta le donne a casa, con i libretti beceri delle donne che vengono da venere gli uomini da marte, con la cattiva scienza e la cattiva medicina, che, se ieri ti strappavano il bambino dal petto in nome dell'&#8221;igienicissimo&#8221; latte artificiale (era l&#8217;epoca in cui le donne cominciavano massicciamente a lavorare fuori casa) oggi negli ospedali ti impongono l&#8217;attaccamento al seno del neonato anche se hai le ragadi o ti fa schifo (può succedere, una volta ottime madri non volevano allattare e lo consideravano normale) minacciandoti, se non lo fai, un figlio malato, psicopatico, depresso.E noi ci siamo cascate.<br />
cos&#8217;è la natura è difficile dirlo. chi ha esperienza di montagna sa che le mucche al primo parto spesso abbandonano i vitelli per lo spavento, il dolore e la fatica, e tocca all&#8217;allevatore rimetterli insieme. cento anni fa una donna che lavorava era contronatura. e l&#8217;omosessualità allora? il discorso naturale è sempre vischioso.<br />
la verità è che le madri di oggi,non nascondiamoci dietro un dito, sono una pessima pubblicità per il prodotto-bambino. oh, certo, non metto in dubbio che siano felicissime del figlio. ma la loro vita, molto spesso, non sorride. vedo dappertutto madri infelici, nevrotiche, angosciate.perché? questo non succedeva trenta anni fa, quando le donne ritenevano che il futuro sarebbe stato segnato dal loro riprendersi in mano il mondo. il mondo, intendo, quello di fuori. Io uso gli assorbenti di stoffa e se avessi un figlio di sicuro userei i pannolini di stoffa, ma non cambia la faccenda. le argomentazioni della badinter possono essere contestabili se prese una per volta, ma certo è vero che attraverso questo postulare il ritorno delle donne alla loro &#8220;naturalità&#8221; di madri si sta decidendo la loro schiavitù. io di donne scimpanzé ne vedo, e molte. solo che gli scimpanzé mi sembrano complessivamente più soddisfatti della loro vita.<br />
io non voglio dare risposte specificamente femminili: non mi interessa. prima di essere donna voglio essere persona. prima di essere madre vorrei essere genitore.<br />
ma siccome non è più possibile, la società ci riporta a strattoni in direzione della più elementare, presunta, &#8220;naturalità&#8221; di essere madre e le donne, un po&#8217; per convinzione, un po&#8217; per suggestione, un po&#8217;per vessazione, dicono di esserne addirittura contente, pazienza.non lo sarò.</p>
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		Di: maria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105366</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 15:54:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[semplicemente credo che la tesi della banditer si possa accogliere in tutta tranquillità se la si legge da questo punto di vista: chi vuol esser madre sia e viceversa; ciò che non è per tutti è la capacità di svincolarsi mentalmente dal fardello della consuetudine culturale ovvero del fare i figli perchè così va il mondo. si può amare l&#039;umanità del futuro anche se non l&#039;abbiamo partorita noi. il fatto è che l&#039;egoismo innato dell&#039;umana specie ci impedisce di fare ciò. si preferisce amare incondizionatmente solo qualcuno (ma più frequentemente qualcosa) di cui ci sentiamo psicologicamente proprietari. non bisogna rinunciare alla propria indipendenza economica perchè fondamentalmente l&#039;essere umano è solo nella sua vita. alla fine è sempre con te stesso che fai i conti in tutti i sensi. non ho paura che altre culture possano sterminare una certa razza occidentale o che so io. ho paura piuttosto di quella certa razza. c&#039;è molto da imparare dalle culture altre. buoni figli a tutte!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>semplicemente credo che la tesi della banditer si possa accogliere in tutta tranquillità se la si legge da questo punto di vista: chi vuol esser madre sia e viceversa; ciò che non è per tutti è la capacità di svincolarsi mentalmente dal fardello della consuetudine culturale ovvero del fare i figli perchè così va il mondo. si può amare l&#8217;umanità del futuro anche se non l&#8217;abbiamo partorita noi. il fatto è che l&#8217;egoismo innato dell&#8217;umana specie ci impedisce di fare ciò. si preferisce amare incondizionatmente solo qualcuno (ma più frequentemente qualcosa) di cui ci sentiamo psicologicamente proprietari. non bisogna rinunciare alla propria indipendenza economica perchè fondamentalmente l&#8217;essere umano è solo nella sua vita. alla fine è sempre con te stesso che fai i conti in tutti i sensi. non ho paura che altre culture possano sterminare una certa razza occidentale o che so io. ho paura piuttosto di quella certa razza. c&#8217;è molto da imparare dalle culture altre. buoni figli a tutte!</p>
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		Di: Viola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 22:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho mai fatto molto caso alla divisione dei compiti tra madre/padre nella mia famiglia. Forse mi mancava il distacco necessario. Ma da quando ho cominciato a lavorare come babysitter per molte famiglie, ne ho viste di tutti i colori. Quello che dice la Badinter -cioè che le donne decidono di non avere figli perchè si rendono conto che è una trappola- è assolutamante vero. Perchè per quanto riguarda l&#039;educazione dei figli, i tempi non sono affatto cambiati. Gli uomini considerano ancora occuparsi dei figli come un compito da donne: mamme, nonne, zie - e per chi se la può permettere- babysitter. Il fatto che ogni tanto cambino un pannolino non cambia la realtà che 9 volte su 10 non sanno quasi niente della scuola, degli impegni della giornata dei figli, dei loro amici, degli insegnanti, dei problemi ecc...Semplicemente non gli passa neanche per l&#039;anticamera del cervello che anche loro dovrebbero occuparsi dei propri figli. Con le altre tate ci diciamo spesso che i padri sembrano aver deciso di aver figli, perchè a una certa età è nella &quot;natura delle cose&quot;, senza pensare, senza essere conscienti che crescere un figlio è una cosa seria. Bella, ma estremamente impegnativa e delicata. In un certo senso è come se anche loro fossero dei bambini. Incoscenti e irresponsabili. Diverse mamme per cui lavoro ricorrono alla babysitter solo perchè non ne possono fare a meno. Ma si capisce benissimo che, se potessero, starebbero a casa con i bambini. Ogni volta che me ne accorgo penso : sono pazze. Le vedo che tornano tutte trafelate dal lavoro e, mentre faccio il resoconto della giornata dei figli, comininciano a preparare la cena mentre il marito, in salotto, cazzeggia al computer. I bambini guardano la tv e il padre neanche li considera. E vi stupite se le donne preferiscono non avere figli? Quando è tutto sulle loro spalle?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai fatto molto caso alla divisione dei compiti tra madre/padre nella mia famiglia. Forse mi mancava il distacco necessario. Ma da quando ho cominciato a lavorare come babysitter per molte famiglie, ne ho viste di tutti i colori. Quello che dice la Badinter -cioè che le donne decidono di non avere figli perchè si rendono conto che è una trappola- è assolutamante vero. Perchè per quanto riguarda l&#8217;educazione dei figli, i tempi non sono affatto cambiati. Gli uomini considerano ancora occuparsi dei figli come un compito da donne: mamme, nonne, zie &#8211; e per chi se la può permettere- babysitter. Il fatto che ogni tanto cambino un pannolino non cambia la realtà che 9 volte su 10 non sanno quasi niente della scuola, degli impegni della giornata dei figli, dei loro amici, degli insegnanti, dei problemi ecc&#8230;Semplicemente non gli passa neanche per l&#8217;anticamera del cervello che anche loro dovrebbero occuparsi dei propri figli. Con le altre tate ci diciamo spesso che i padri sembrano aver deciso di aver figli, perchè a una certa età è nella &#8220;natura delle cose&#8221;, senza pensare, senza essere conscienti che crescere un figlio è una cosa seria. Bella, ma estremamente impegnativa e delicata. In un certo senso è come se anche loro fossero dei bambini. Incoscenti e irresponsabili. Diverse mamme per cui lavoro ricorrono alla babysitter solo perchè non ne possono fare a meno. Ma si capisce benissimo che, se potessero, starebbero a casa con i bambini. Ogni volta che me ne accorgo penso : sono pazze. Le vedo che tornano tutte trafelate dal lavoro e, mentre faccio il resoconto della giornata dei figli, comininciano a preparare la cena mentre il marito, in salotto, cazzeggia al computer. I bambini guardano la tv e il padre neanche li considera. E vi stupite se le donne preferiscono non avere figli? Quando è tutto sulle loro spalle?</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:07:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia prof di antropologia disse un giorno seccamente: l&#039;unico istinto nell&#039;animale uomo è quello della suzione nel neonato. Ma sarebbe stata altrettanto secca nel negare una naturalità dell&#039;amore...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia prof di antropologia disse un giorno seccamente: l&#8217;unico istinto nell&#8217;animale uomo è quello della suzione nel neonato. Ma sarebbe stata altrettanto secca nel negare una naturalità dell&#8217;amore&#8230;</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105363</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:36:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si anche io sono completamente d&#039;accordo sulla non esistenza dell&#039;istinto materno. E concordo anche con certe cose della contestualità sociale che Badinter mette in luce. Pure io sento anche qui un&#039;alleanza segreta tra sessismo e disprezzo della genitorialità.
Ce ne ho fatto un post oggi - lo segnalo a Loredana e a chi interessasse.
(Loredana spero che nun te arabbi! Ma questa volta il linkamento del post tuo mi veniv antiestetico! ma te rilinko alla prossima giuro! E tii ringrazio perchè mi dai sempre begli spunti di riflessione)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si anche io sono completamente d&#8217;accordo sulla non esistenza dell&#8217;istinto materno. E concordo anche con certe cose della contestualità sociale che Badinter mette in luce. Pure io sento anche qui un&#8217;alleanza segreta tra sessismo e disprezzo della genitorialità.<br />
Ce ne ho fatto un post oggi &#8211; lo segnalo a Loredana e a chi interessasse.<br />
(Loredana spero che nun te arabbi! Ma questa volta il linkamento del post tuo mi veniv antiestetico! ma te rilinko alla prossima giuro! E tii ringrazio perchè mi dai sempre begli spunti di riflessione)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Stranamamma		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stranamamma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 20:22:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posso che essere d&#039;accordo sul fatto che l&#039;istinto materno non sia per forza innato in ciascuna donna e che ciscuna sia libera di scegliere la maternità o meno, ma non si può pensare assolusticamente che solo chi decide di non avere figli faccia una scelta ponderata e intelligente. Negare il fatto che molte madri si siano interrogate ed abbiano fatto una scelta ponderata significa giudicare negativamente chiunque la pensi in modo diverso, senza lasciar spazio ad altri modi di vedere e vivere. Sarà anche provocatorio, ma io diffido sempre da chi si fa promotore di dogmi assoluti siano essi il riflesso di idee antiche o moderne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso che essere d&#8217;accordo sul fatto che l&#8217;istinto materno non sia per forza innato in ciascuna donna e che ciscuna sia libera di scegliere la maternità o meno, ma non si può pensare assolusticamente che solo chi decide di non avere figli faccia una scelta ponderata e intelligente. Negare il fatto che molte madri si siano interrogate ed abbiano fatto una scelta ponderata significa giudicare negativamente chiunque la pensi in modo diverso, senza lasciar spazio ad altri modi di vedere e vivere. Sarà anche provocatorio, ma io diffido sempre da chi si fa promotore di dogmi assoluti siano essi il riflesso di idee antiche o moderne.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105361</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:25:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stranamamma, calmiamoci e abbassiamo le maiuscole. Leggi bene: Badinter dice qualcosa che anche de Beauvoir afferma. Ovvero, che l&#039;istinto materno non è &quot;natura&quot;. L&#039;amore è naturale, non l&#039;istinto. Dunque, la maternità non è una scelta obbligata, per nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stranamamma, calmiamoci e abbassiamo le maiuscole. Leggi bene: Badinter dice qualcosa che anche de Beauvoir afferma. Ovvero, che l&#8217;istinto materno non è &#8220;natura&#8221;. L&#8217;amore è naturale, non l&#8217;istinto. Dunque, la maternità non è una scelta obbligata, per nessuno.</p>
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		<title>
		Di: StranaMamma		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105360</link>

		<dc:creator><![CDATA[StranaMamma]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:51:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io credo ASSOLUTAMENTE e TOTALMENTE nella parità tra i sessi. Tuttavia la Badinter arriva a prendere il peggio del femminismo negando la differenza fisiologica tra uomo e donna dalla quale, piaccia o no, non si può ancora prescindere: i figli li fanno le donne e se TUTTE fossero cosi intelligenti e lungimiranti come il tanto esaltato 20% (ma le confortanti statistiche USA dicono che è in aumento) di childfree, il mondo esaurirebbe la sua stirpe umana. E forse non sarebbe nemmeno un dramma….
Io sono per la libertà di scelta SEMPRE e senza pregiudizi, ma aborro chi pontifica ritenendo la propria opinione/scelta l’unica va veramente valida, ancor di più se ciò vien fatto a suon di stereotipi, cioè esattamente come fa la Badinter riproponendo il più antico stereotipo del genere maschile per criticare quello della maternità sdoganata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo ASSOLUTAMENTE e TOTALMENTE nella parità tra i sessi. Tuttavia la Badinter arriva a prendere il peggio del femminismo negando la differenza fisiologica tra uomo e donna dalla quale, piaccia o no, non si può ancora prescindere: i figli li fanno le donne e se TUTTE fossero cosi intelligenti e lungimiranti come il tanto esaltato 20% (ma le confortanti statistiche USA dicono che è in aumento) di childfree, il mondo esaurirebbe la sua stirpe umana. E forse non sarebbe nemmeno un dramma….<br />
Io sono per la libertà di scelta SEMPRE e senza pregiudizi, ma aborro chi pontifica ritenendo la propria opinione/scelta l’unica va veramente valida, ancor di più se ciò vien fatto a suon di stereotipi, cioè esattamente come fa la Badinter riproponendo il più antico stereotipo del genere maschile per criticare quello della maternità sdoganata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sonia.c		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/badinter-cambiare-le-pratiche/comment-page-2/#comment-105359</link>

		<dc:creator><![CDATA[sonia.c]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 12:41:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche a me è piaciuta molto la frase di zauberei “sono fulminata da quest’esperienza emotiva e intellettuale”.  Trovo che renda molto bene l’idea. Personalmente non metto in dubbio che diventare madre, e padre, sia un’esperienza sconvolgente e meravigliosa.  Però non è l’unica esperienza sconvolgente e meravigliosa che può capitare nel corso di un’esistenza. Si possono salvare vite umane nel corso di un’esistenza, in tanti modi.  Ci si può muovere per il mondo e entrare in contatto con culture così diverse da noi da obbligarci a ribaltare il nostro punto di vista su noi stessi e sulle cose. Si possono intraprendere viaggi pericolosi e affascinanti al centro di noi stessi,  e invecchiare conoscendoci davvero. Ci si può ubriacare di arte, di vita, di cultura, di amore. Si possono condividere con altre persone passioni e valori così potenti da investirci una vita intera e morire soddisfatti di cosa si è dato al mondo. Ciascuno sceglie la sua vita, e il suo modo per realizzare sé stesso/a. E nessun modo è migliore di un altro. Trovo onestamente fastidioso, e anacronistico, che nel 2010 siamo ancora qui a pensare a un percorso di vita obbligato per tutti/e, come unica fonte di completezza e felicità profonda, e chi ne è fuori perché sceglie altro viene visto come condannato a accontentarsi, in una sorta di omologazione della felicità o della pienezza esistenziale. Quante esperienze profonde e sconvolgenti si possono fare nel corso di una vita? Chi ha stabilito che avere figli debba essere un’esperienza imprescindibile, soprattutto per le donne, mentre altre no? Con quanta arroganza ci si può arrogare il diritto a definire una vita altrui più o meno piena, più o meno completa, usando come metro di paragone la propria?
Capisco perfettamente che per secoli questo diktat culturale è stato funzionale al patriarcato. Quello di cui non mi capacito è che tuttora ci siano donne e uomini emancipati che innalzino la genitorialità a una sorta di conditio sine qua non per uscire dalla condizione di mezze donne o mezzi uomini, o di una presunta incompletezza. Io non lo so se vorrò avere figli, a volte ho pensato di sì, a volte credo di no. Quello che sono certa di non volere, invece, è il sentirmi obbligata a desiderarli perché è  l’unico modo per essere felice. Come se tutto il resto non avesse importanza. Come se la mia vita dovesse improvvisamente essere letta come incompleta o mancante, anche quando sento che non lo è, perché non possiede le features considerate fondamentali, come un pc da aggiornare perché qualcuno ha deciso che serve una nuova funzionalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche a me è piaciuta molto la frase di zauberei “sono fulminata da quest’esperienza emotiva e intellettuale”.  Trovo che renda molto bene l’idea. Personalmente non metto in dubbio che diventare madre, e padre, sia un’esperienza sconvolgente e meravigliosa.  Però non è l’unica esperienza sconvolgente e meravigliosa che può capitare nel corso di un’esistenza. Si possono salvare vite umane nel corso di un’esistenza, in tanti modi.  Ci si può muovere per il mondo e entrare in contatto con culture così diverse da noi da obbligarci a ribaltare il nostro punto di vista su noi stessi e sulle cose. Si possono intraprendere viaggi pericolosi e affascinanti al centro di noi stessi,  e invecchiare conoscendoci davvero. Ci si può ubriacare di arte, di vita, di cultura, di amore. Si possono condividere con altre persone passioni e valori così potenti da investirci una vita intera e morire soddisfatti di cosa si è dato al mondo. Ciascuno sceglie la sua vita, e il suo modo per realizzare sé stesso/a. E nessun modo è migliore di un altro. Trovo onestamente fastidioso, e anacronistico, che nel 2010 siamo ancora qui a pensare a un percorso di vita obbligato per tutti/e, come unica fonte di completezza e felicità profonda, e chi ne è fuori perché sceglie altro viene visto come condannato a accontentarsi, in una sorta di omologazione della felicità o della pienezza esistenziale. Quante esperienze profonde e sconvolgenti si possono fare nel corso di una vita? Chi ha stabilito che avere figli debba essere un’esperienza imprescindibile, soprattutto per le donne, mentre altre no? Con quanta arroganza ci si può arrogare il diritto a definire una vita altrui più o meno piena, più o meno completa, usando come metro di paragone la propria?<br />
Capisco perfettamente che per secoli questo diktat culturale è stato funzionale al patriarcato. Quello di cui non mi capacito è che tuttora ci siano donne e uomini emancipati che innalzino la genitorialità a una sorta di conditio sine qua non per uscire dalla condizione di mezze donne o mezzi uomini, o di una presunta incompletezza. Io non lo so se vorrò avere figli, a volte ho pensato di sì, a volte credo di no. Quello che sono certa di non volere, invece, è il sentirmi obbligata a desiderarli perché è  l’unico modo per essere felice. Come se tutto il resto non avesse importanza. Come se la mia vita dovesse improvvisamente essere letta come incompleta o mancante, anche quando sento che non lo è, perché non possiede le features considerate fondamentali, come un pc da aggiornare perché qualcuno ha deciso che serve una nuova funzionalità.</p>
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