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	Commenti a: BANALITA&#039;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 Feb 2008 22:16:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Sergio Sozi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/banalita/comment-page-1/#comment-94314</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Sozi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 22:16:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Difficile trovare una posizione intermedia fra gli opposti estremi: da una parte c&#039;e&#039; chi accetta l&#039;aborto anche come libera scelta personale fatta da parte di chi sia esente da ogni impedimento fisico o gravemente psicologico (insomma: se una donna normale non vuole un figlio normale ha diritto ad abortire, dice questa posizione); dall&#039;altra parte c&#039;e&#039; chi restringe il diritto all&#039;aborto ad un piccolissimo nucleo di madri e nascituri seriamente a rischio salute o esposti ad altri tremendi rischi d&#039;altra origine (violenze carnali, pazzia, eccetera).
Come mediare, per ottenere una legislazione in merito non follemente &#039;&#039;elitaria&#039;&#039; e neanche dissennatamente liberale?
Quesito arduo.
Forse, per realizzare un&#039;Italia meno squilibrata e conflittuale in questo campo, dovrebbe esserci l&#039;ausiliare interpolazione di alcuni fattori che purtroppo non vedo molto in giro: la stabilita&#039; emotiva e lavorativa delle coppie, la presenza continua delle famiglie nel capire le proprie figlie (e i propri figli, perche&#039; i bambini si fanno in due) che si trovino in situazioni difficili di questo tipo,  maggior dialogo e reciproca comprensione fra i coniugi (tesi in fondo alla procreazione e all&#039;assunzione delle responsabilita&#039; che ne derivano), un&#039;ambiente anche territoriale, locale, meno asfittico; una consapevolezza delle tradizioni antiche del nostro Paese (con i suoi pro e i suoi contra, beninteso, ma almeno una visione storica della Nazione); insomma meno solitudine nella vita quotidiana per aiutare i giovani a decidere piu&#039; per la nuova vita che per loro stessi, o viceversa, quando proprio non se ne possa fare a meno.
Ma quando si &#039;&#039;deve fare a meno della nuova vita&#039;&#039;, mi chiedo? Quando VERAMENTE e&#039; indispensabile abortire, per il bene di tutti? Un sistema etico-morale nazionale meno frammentato, appiattito sul presente ed individualistico di oggi potrebbe aiutarci a stabilirlo. Ma manca, non c&#039;e&#039;, in Italia, insieme alle altre mancanze di cui sopra. Dunque un insieme di cose mancanti, questo, che segnala anche l&#039;assenza di una &#039;&#039;parolina&#039;&#039;: BUONSENSO. Senza questa parolina, decidere e&#039; impossibile, senza fare scelte tremende in un senso o nell&#039;altro.
Saluti Cordiali
Sergio Sozi
P.S.
Ovviamente io ho la mia posizione netta e chiara, ma non reputo necessario parlarne ora e qui. Mi bastava precisare quanto sopraesposto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile trovare una posizione intermedia fra gli opposti estremi: da una parte c&#8217;e&#8217; chi accetta l&#8217;aborto anche come libera scelta personale fatta da parte di chi sia esente da ogni impedimento fisico o gravemente psicologico (insomma: se una donna normale non vuole un figlio normale ha diritto ad abortire, dice questa posizione); dall&#8217;altra parte c&#8217;e&#8217; chi restringe il diritto all&#8217;aborto ad un piccolissimo nucleo di madri e nascituri seriamente a rischio salute o esposti ad altri tremendi rischi d&#8217;altra origine (violenze carnali, pazzia, eccetera).<br />
Come mediare, per ottenere una legislazione in merito non follemente &#8221;elitaria&#8221; e neanche dissennatamente liberale?<br />
Quesito arduo.<br />
Forse, per realizzare un&#8217;Italia meno squilibrata e conflittuale in questo campo, dovrebbe esserci l&#8217;ausiliare interpolazione di alcuni fattori che purtroppo non vedo molto in giro: la stabilita&#8217; emotiva e lavorativa delle coppie, la presenza continua delle famiglie nel capire le proprie figlie (e i propri figli, perche&#8217; i bambini si fanno in due) che si trovino in situazioni difficili di questo tipo,  maggior dialogo e reciproca comprensione fra i coniugi (tesi in fondo alla procreazione e all&#8217;assunzione delle responsabilita&#8217; che ne derivano), un&#8217;ambiente anche territoriale, locale, meno asfittico; una consapevolezza delle tradizioni antiche del nostro Paese (con i suoi pro e i suoi contra, beninteso, ma almeno una visione storica della Nazione); insomma meno solitudine nella vita quotidiana per aiutare i giovani a decidere piu&#8217; per la nuova vita che per loro stessi, o viceversa, quando proprio non se ne possa fare a meno.<br />
Ma quando si &#8221;deve fare a meno della nuova vita&#8221;, mi chiedo? Quando VERAMENTE e&#8217; indispensabile abortire, per il bene di tutti? Un sistema etico-morale nazionale meno frammentato, appiattito sul presente ed individualistico di oggi potrebbe aiutarci a stabilirlo. Ma manca, non c&#8217;e&#8217;, in Italia, insieme alle altre mancanze di cui sopra. Dunque un insieme di cose mancanti, questo, che segnala anche l&#8217;assenza di una &#8221;parolina&#8221;: BUONSENSO. Senza questa parolina, decidere e&#8217; impossibile, senza fare scelte tremende in un senso o nell&#8217;altro.<br />
Saluti Cordiali<br />
Sergio Sozi<br />
P.S.<br />
Ovviamente io ho la mia posizione netta e chiara, ma non reputo necessario parlarne ora e qui. Mi bastava precisare quanto sopraesposto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: nautilus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/banalita/comment-page-1/#comment-94313</link>

		<dc:creator><![CDATA[nautilus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 15:23:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In poche righe questioni enormi.
Incompatibilità fra chiesa e democrazia quando la democrazia può permettere atti contrari ai suoi fondamenti, come l&#039;aborto e l&#039;eutanasia.
La banalità della prassi quotidiana contro la disponibilità all&#039;eroismo.
Partorire ugualmente un bimbo che non si vuole o che si sospetta gravemente malato, è questa la disponibilità all&#039;eroismo?
E chi eroe non è che deve fà?
La democrazia non impedisce a nessuno d&#039;essere un eroe, la chiesa mi pare vorrebbe obbligare tutti a esserlo in potenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In poche righe questioni enormi.<br />
Incompatibilità fra chiesa e democrazia quando la democrazia può permettere atti contrari ai suoi fondamenti, come l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia.<br />
La banalità della prassi quotidiana contro la disponibilità all&#8217;eroismo.<br />
Partorire ugualmente un bimbo che non si vuole o che si sospetta gravemente malato, è questa la disponibilità all&#8217;eroismo?<br />
E chi eroe non è che deve fà?<br />
La democrazia non impedisce a nessuno d&#8217;essere un eroe, la chiesa mi pare vorrebbe obbligare tutti a esserlo in potenza.</p>
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			</item>
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		Di: Anghelos		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/banalita/comment-page-1/#comment-94312</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anghelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 11:01:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/02/04/banalita/#comment-94312</guid>

					<description><![CDATA[La simpatia della chiesa polacca per le posizioni integraliste, anche se rinnegata velocemente, non è restata senza risultati, come ha dimostrato un po&#039; di anni più tardi la vittoria dei gemelli Kaczynski e della loro ideologia reazionaria.
Vedremo se sarà un esempio che si propagherà in altri stati dove la Chiesa ha molta influenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La simpatia della chiesa polacca per le posizioni integraliste, anche se rinnegata velocemente, non è restata senza risultati, come ha dimostrato un po&#8217; di anni più tardi la vittoria dei gemelli Kaczynski e della loro ideologia reazionaria.<br />
Vedremo se sarà un esempio che si propagherà in altri stati dove la Chiesa ha molta influenza&#8230;</p>
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