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	Commenti a: BIANCO, GIALLO, NERO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 13:12:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fai bene a segnalarlo, Andrea: non solo perchè è un articolo importante, ma perchè, a ben leggere, andiamo a scoprire che in fondo tu ed io sosteniamo cose molto simili. Nessuno qui, ha difeso il genere (comincio a stancarmi anch&#039;io della parola, ma tant&#039;è), come unica via possibile. Anzi: quel che si è detto è semmai che non esistono le &quot;vie uniche&quot;, ma che è capitato, recentemente, che diversi scrittori -bravi-scegliessero quella strada. Sono due cose diverse. Ribadisco: quel che a me fa paura è la definizione univoca. Perchè è quella, eventualmente, a condurre lo scrittore ad essere considerato la specie in via di estinzione di cui parla Moresco. Che poi ad alcuni piaccia moltissimo essere considerati così, è un&#039;altra faccenda.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fai bene a segnalarlo, Andrea: non solo perchè è un articolo importante, ma perchè, a ben leggere, andiamo a scoprire che in fondo tu ed io sosteniamo cose molto simili. Nessuno qui, ha difeso il genere (comincio a stancarmi anch&#8217;io della parola, ma tant&#8217;è), come unica via possibile. Anzi: quel che si è detto è semmai che non esistono le &#8220;vie uniche&#8221;, ma che è capitato, recentemente, che diversi scrittori -bravi-scegliessero quella strada. Sono due cose diverse. Ribadisco: quel che a me fa paura è la definizione univoca. Perchè è quella, eventualmente, a condurre lo scrittore ad essere considerato la specie in via di estinzione di cui parla Moresco. Che poi ad alcuni piaccia moltissimo essere considerati così, è un&#8217;altra faccenda.</p>
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		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71303</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 07:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui un articolo importante di Moresco sull&#039;argomento:
http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html
In cui si dice tra l&#039;altro:
&quot;Così ognuno fa a gara nel mostrarsi estimatore della letteratura “di genere”. Senza riflettere, senza guardare dentro alle cose. Anche persone intelligenti cadono spesso in questa trappola culturale e si prestano a questo gioco.
Io non disprezzo affatto la letteratura cosiddetta “di genere”. Ero un ragazzo con molte difficoltà di apprendimento (sono ancora così) e sono riuscito a cominciare a leggere solo perché esisteva Salgari, che amo ancora. E anche adesso, sinceramente, tra Fogazzaro e Salgari, scrittori tra loro contemporanei e rappresen-tanti il primo della “letteratura con la L maiuscola” e il secondo di quella “di genere”, preferisco Salgari. Come anche oggi sono molti gli scrittori cosiddetti “di genere” che leggo con abbandono e passione, più che altri autori di libri di letteratura in posa da letteratura. Non solo americani e di altri paesi, ma anche italiani, come Valerio Evangelsti, per fare un esempio, i cui libri “di genere” sono a volte carichi di un’invenzione e di una passione -anche di conoscenza- impossibile da trovare nei libri di tanti abatini della scrittura letteraria, per non parlare dei molti cialtroni che credono di esibire il proprio status spalmando marmellata sopra le loro pagine.&quot;
Qui c&#039;è la seconda parte dell&#039;articolo, dove si parla di Simenon:
http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui un articolo importante di Moresco sull&#8217;argomento:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html</a><br />
In cui si dice tra l&#8217;altro:<br />
&#8220;Così ognuno fa a gara nel mostrarsi estimatore della letteratura “di genere”. Senza riflettere, senza guardare dentro alle cose. Anche persone intelligenti cadono spesso in questa trappola culturale e si prestano a questo gioco.<br />
Io non disprezzo affatto la letteratura cosiddetta “di genere”. Ero un ragazzo con molte difficoltà di apprendimento (sono ancora così) e sono riuscito a cominciare a leggere solo perché esisteva Salgari, che amo ancora. E anche adesso, sinceramente, tra Fogazzaro e Salgari, scrittori tra loro contemporanei e rappresen-tanti il primo della “letteratura con la L maiuscola” e il secondo di quella “di genere”, preferisco Salgari. Come anche oggi sono molti gli scrittori cosiddetti “di genere” che leggo con abbandono e passione, più che altri autori di libri di letteratura in posa da letteratura. Non solo americani e di altri paesi, ma anche italiani, come Valerio Evangelsti, per fare un esempio, i cui libri “di genere” sono a volte carichi di un’invenzione e di una passione -anche di conoscenza- impossibile da trovare nei libri di tanti abatini della scrittura letteraria, per non parlare dei molti cialtroni che credono di esibire il proprio status spalmando marmellata sopra le loro pagine.&#8221;<br />
Qui c&#8217;è la seconda parte dell&#8217;articolo, dove si parla di Simenon:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html</a></p>
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		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71302</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 07:12:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inoltre da oggi su www.nazione indiana.com si può leggere tutto quanto l&#039;articolo da cui ho tratto la prima discussa citazione di Moresco su scrittori e spalle al muro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre da oggi su <a href="http://www.nazione" rel="nofollow ugc">http://www.nazione</a> indiana.com si può leggere tutto quanto l&#8217;articolo da cui ho tratto la prima discussa citazione di Moresco su scrittori e spalle al muro.</p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 20:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I conti tornano, anche a me piace Evangelisti, e anche Gaiman e Alan Moore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I conti tornano, anche a me piace Evangelisti, e anche Gaiman e Alan Moore.</p>
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		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71300</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 19:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana, tutto giusto. Forse mi sono espresso male (ahi ahi ahi): il &quot;genere&quot; aiuta a capire il tempo in cui viviamo meglio di altri ma fino a un certo punto. Ma gli incroci sono talmente tanti (e meno male) che parlare di genere secondo me non fa piena giustizia a tutta la letteratura. Sono un po&#039; refrattario ai cataloghi, è colpa mia, un mio limite. C&#039;è chi bastardizza - da vero &quot;bastardo&quot;, e fa bene; l&#039;importante, come sempre, è il risultato. Moresco apprezza Evangelisti? E fa bene. Ho anche saputo che è andato a vedere Collateral e che gli è piaciuto. Io preferivo Heat la sfida, però... Quando esce il &quot;noir goyesco&quot; - (come lo definisce Andrea Barbieri)? A metà maggio, semprechè non succeda qualcosa di grave. Non a me: al mondo in guerra...;-) (Sorriso amaro). Ti verrò a trovare spesso; e grazie per aver messo il link del mio blog &quot;fabbricone&quot; Markelo Uffenwanken GmbH &#038;Co KG (Società in accomandita a responsabilità, ovviamente, LIMITATA...)
Ciao, un caro saluto.
Franz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, tutto giusto. Forse mi sono espresso male (ahi ahi ahi): il &#8220;genere&#8221; aiuta a capire il tempo in cui viviamo meglio di altri ma fino a un certo punto. Ma gli incroci sono talmente tanti (e meno male) che parlare di genere secondo me non fa piena giustizia a tutta la letteratura. Sono un po&#8217; refrattario ai cataloghi, è colpa mia, un mio limite. C&#8217;è chi bastardizza &#8211; da vero &#8220;bastardo&#8221;, e fa bene; l&#8217;importante, come sempre, è il risultato. Moresco apprezza Evangelisti? E fa bene. Ho anche saputo che è andato a vedere Collateral e che gli è piaciuto. Io preferivo Heat la sfida, però&#8230; Quando esce il &#8220;noir goyesco&#8221; &#8211; (come lo definisce Andrea Barbieri)? A metà maggio, semprechè non succeda qualcosa di grave. Non a me: al mondo in guerra&#8230;;-) (Sorriso amaro). Ti verrò a trovare spesso; e grazie per aver messo il link del mio blog &#8220;fabbricone&#8221; Markelo Uffenwanken GmbH &amp;Co KG (Società in accomandita a responsabilità, ovviamente, LIMITATA&#8230;)<br />
Ciao, un caro saluto.<br />
Franz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71299</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 17:12:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Franz, benvenuto.
Sono d&#039;accordo e in disaccordo: è vero, verissimo, che bisogna parlare di libri riusciti o non riusciti. Ugualmente vero che il marketing si sia appropriato ciecamente dell&#039;appeal della parola genere. Un poco meno vero, visto dalla parte di chi legge e col massimo rispetto verso chi scrive (che è posizione più rischiosa di per sè) che il cosiddetto genere non possa aiutare a capire, attraverso la sua drammatizzazione, il mondo che ci sta intorno. Poi, certo, se lo si usa a freddo e si scrivono libri a temperatura emotiva altrettanto bassa, il risultato è quel che è.
Quanto a Moresco: se non vado errata, tra l&#039;altro, a lui piacciono i libri di Valerio Evangelisti :-)
Aspettiamo il tuo noir: quando esce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franz, benvenuto.<br />
Sono d&#8217;accordo e in disaccordo: è vero, verissimo, che bisogna parlare di libri riusciti o non riusciti. Ugualmente vero che il marketing si sia appropriato ciecamente dell&#8217;appeal della parola genere. Un poco meno vero, visto dalla parte di chi legge e col massimo rispetto verso chi scrive (che è posizione più rischiosa di per sè) che il cosiddetto genere non possa aiutare a capire, attraverso la sua drammatizzazione, il mondo che ci sta intorno. Poi, certo, se lo si usa a freddo e si scrivono libri a temperatura emotiva altrettanto bassa, il risultato è quel che è.<br />
Quanto a Moresco: se non vado errata, tra l&#8217;altro, a lui piacciono i libri di Valerio Evangelisti 🙂<br />
Aspettiamo il tuo noir: quando esce?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71298</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 16:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto un caro saluto a Loredana. Sono stato citato da Andrea e da Mario, che ringrazio. Pubblicherò un noir non tanto perchè è il genere che &quot;tira&quot; di più; è che ci sto dentro - in quelle acque nere- come un palombaro di Cousteau;-) Il libro precedente, uscito nel 2003, non era un noir; si puo&#039; chiamare &quot;romanzo epistolare&quot;. Ma per il resto è più nero del nero, anche se il crimine non viene consumato, il crimine sta nell&#039;aria asfittica che circonda l&#039;io narrante e i personaggi evocati dallo stesso protagonista monologante. Moresco personalmente lo rispetto molto e lo trovo coraggioso. Io però credo in una letteratura il più possibile comprensibile a tutti, che non vuol dire, come scrisse Henry Miller a proposito degli irlandesi, &quot;baciare il culo al Papa&quot;. Con Loredana sono d&#039;accordo quando parla sostanzialmente di &quot;incasellamenti&quot;. Io per esempio non sopporto la parola &quot;genere&quot;. E&#039; da tempo che vado dicendo che, almeno tra noi che scriviamo e siamo come suol dirsi nel &quot;giro&quot;, sarebbe salutare parlare di libri riusciti o meno, di letteratura che colpisce o non colpisce. Perchè si tratta più che altro di colpire, di emozionare, per quanto credo io. Si puo&#039;colpire in tanti modi e tramite forme diversissime tra loro. Non è neanche vero che il noir rappresenti meglio di altri generi &quot;la realtà odierna&quot;. Questa affermazione è una paraculata da marketing editoriale che gli scrittori di genere ripetono a macchinetta da 15 anni, un mantra che ha rotto le scatole. Se io mi servo delle tinte nere è perchè mi ci trovo dentro con tutti e due i piedi, tutto qui. Tra l&#039;altro mi piace la trasversalità e non sopporto gli &quot;scaffali&quot;. In un certo senso, si potrebbe dire che anche Moresco fa del noir. Forse del noir metafisico. Uno scrittore ostico, che anch&#039;io come Mario non sono riuscito a finire nella lettura. Ma massimo rispetto a chi, come lui, tenta strade diverse. Anche dalle proprie.
A presto,
Franz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto un caro saluto a Loredana. Sono stato citato da Andrea e da Mario, che ringrazio. Pubblicherò un noir non tanto perchè è il genere che &#8220;tira&#8221; di più; è che ci sto dentro &#8211; in quelle acque nere- come un palombaro di Cousteau;-) Il libro precedente, uscito nel 2003, non era un noir; si puo&#8217; chiamare &#8220;romanzo epistolare&#8221;. Ma per il resto è più nero del nero, anche se il crimine non viene consumato, il crimine sta nell&#8217;aria asfittica che circonda l&#8217;io narrante e i personaggi evocati dallo stesso protagonista monologante. Moresco personalmente lo rispetto molto e lo trovo coraggioso. Io però credo in una letteratura il più possibile comprensibile a tutti, che non vuol dire, come scrisse Henry Miller a proposito degli irlandesi, &#8220;baciare il culo al Papa&#8221;. Con Loredana sono d&#8217;accordo quando parla sostanzialmente di &#8220;incasellamenti&#8221;. Io per esempio non sopporto la parola &#8220;genere&#8221;. E&#8217; da tempo che vado dicendo che, almeno tra noi che scriviamo e siamo come suol dirsi nel &#8220;giro&#8221;, sarebbe salutare parlare di libri riusciti o meno, di letteratura che colpisce o non colpisce. Perchè si tratta più che altro di colpire, di emozionare, per quanto credo io. Si puo&#8217;colpire in tanti modi e tramite forme diversissime tra loro. Non è neanche vero che il noir rappresenti meglio di altri generi &#8220;la realtà odierna&#8221;. Questa affermazione è una paraculata da marketing editoriale che gli scrittori di genere ripetono a macchinetta da 15 anni, un mantra che ha rotto le scatole. Se io mi servo delle tinte nere è perchè mi ci trovo dentro con tutti e due i piedi, tutto qui. Tra l&#8217;altro mi piace la trasversalità e non sopporto gli &#8220;scaffali&#8221;. In un certo senso, si potrebbe dire che anche Moresco fa del noir. Forse del noir metafisico. Uno scrittore ostico, che anch&#8217;io come Mario non sono riuscito a finire nella lettura. Ma massimo rispetto a chi, come lui, tenta strade diverse. Anche dalle proprie.<br />
A presto,<br />
Franz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71297</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 09:12:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andrea, non mi pare di aver parlato di malafede a proposito di Moresco. Se leggi bene, parlo del modo in cui vengono utilizzate le cose che scrive: ciò detto, malafede non è la parola più adatta. In questo caso, penso più ad un uso improprio della fede, assolutamente sincero peraltro :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, non mi pare di aver parlato di malafede a proposito di Moresco. Se leggi bene, parlo del modo in cui vengono utilizzate le cose che scrive: ciò detto, malafede non è la parola più adatta. In questo caso, penso più ad un uso improprio della fede, assolutamente sincero peraltro 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71296</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 09:12:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehm, Signor Fattore, sono d&#039;accordo che i Canti del Caos li scagli nella porcilaia, per quella roba lì non ci sono le vie di mezzo (non credo chi definisce Moresco semplicemente &quot;prezioso&quot; che è una variante salottiera di &quot;carino&quot;). Per me è un grande scrittore perché ogni due o tre righe mi spiazza con un&#039;immagine a mio parere straordinaria. Per te è un obbrobrio, ok, qui non si tratta di avere ragione ma di chiedersi se i Canti ti mettono in subbuglio e se non è così vuol dire che avrai altri libri, sono sicuro, che ti innescano e ti cambiano. Sulla malafede di Moresco invece non sono d&#039;accordo, le righe che ho riportato su sono autenticamente vissute e, indipendentemente dal giudizio sulla scrittura, meritano rispetto. Non ho conosciuto Moresco personalmente però lo stesso ho una simpatia umana verso per lui, sento che veramente è uno che non ha mai comandato nessuno e non è stato mai comandato da nessuno. Mario, ma nemmeno le &quot;Lettere a nessuno&quot; ti sono piaciute?, è un libro bellissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, Signor Fattore, sono d&#8217;accordo che i Canti del Caos li scagli nella porcilaia, per quella roba lì non ci sono le vie di mezzo (non credo chi definisce Moresco semplicemente &#8220;prezioso&#8221; che è una variante salottiera di &#8220;carino&#8221;). Per me è un grande scrittore perché ogni due o tre righe mi spiazza con un&#8217;immagine a mio parere straordinaria. Per te è un obbrobrio, ok, qui non si tratta di avere ragione ma di chiedersi se i Canti ti mettono in subbuglio e se non è così vuol dire che avrai altri libri, sono sicuro, che ti innescano e ti cambiano. Sulla malafede di Moresco invece non sono d&#8217;accordo, le righe che ho riportato su sono autenticamente vissute e, indipendentemente dal giudizio sulla scrittura, meritano rispetto. Non ho conosciuto Moresco personalmente però lo stesso ho una simpatia umana verso per lui, sento che veramente è uno che non ha mai comandato nessuno e non è stato mai comandato da nessuno. Mario, ma nemmeno le &#8220;Lettere a nessuno&#8221; ti sono piaciute?, è un libro bellissimo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71295</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 08:12:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2004/12/02/bianco-giallo-nero/#comment-71295</guid>

					<description><![CDATA[Io ho delle cose da dire non tanto su Krauspenhaar (aspettiamo il noir, per esser pignoli aggiungo che  Franz è autore di Avanzi di balera  e Le cose come stanno, si trova su Nazione Indiana, e poi qui: http://www.uffenwanken.splinder.com/  http://web.tiscali.it/akrab/franzkrauspenhaar.htm).
Ho delle cose da dire  sulla frase di Moresco che Andrea cita, e sul come la cita.
Diffido istintivamente delle definizioni dogmatiche o intese come tali di cosa è lo scrittore e cosa dovrebbe fare lo scrittore. Se devo limitarmi a quanto ho letto solo negli ultimi venti giorni, ne viene fuori un’immagine stillante sofferenza che mi puzza di romanticismo di ritorno.
Come se l’unica letteratura possibile fosse quella che agonizza nel suo stesso sangue, come Divine in Notre Dame des fleurs.
Può essere anche questo, ma non è solo questo. Voglio dire che ai manifesti intesi come diktat ad esclusione, oggi, non credo. Credo invece che ogni scrittore abbia un progetto esistenziale e culturale proprio, sul quale può incrociare altri percorsi di scrittura che ritiene affini.
La creazione fittizia di contrapposizioni, l’evocazione di un luogo benedetto e incontaminato dai mali della visibilità editoriale, non fa bene a nessuno.
E, scusami, la letteratura, per me, può dare un senso alla vita di chi legge e può anche far passare bene il tempo. Non voglio pensare che le due cose debbano escludersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho delle cose da dire non tanto su Krauspenhaar (aspettiamo il noir, per esser pignoli aggiungo che  Franz è autore di Avanzi di balera  e Le cose come stanno, si trova su Nazione Indiana, e poi qui: <a href="http://www.uffenwanken.splinder.com/" rel="nofollow ugc">http://www.uffenwanken.splinder.com/</a>  <a href="http://web.tiscali.it/akrab/franzkrauspenhaar.htm" rel="nofollow ugc">http://web.tiscali.it/akrab/franzkrauspenhaar.htm</a>).<br />
Ho delle cose da dire  sulla frase di Moresco che Andrea cita, e sul come la cita.<br />
Diffido istintivamente delle definizioni dogmatiche o intese come tali di cosa è lo scrittore e cosa dovrebbe fare lo scrittore. Se devo limitarmi a quanto ho letto solo negli ultimi venti giorni, ne viene fuori un’immagine stillante sofferenza che mi puzza di romanticismo di ritorno.<br />
Come se l’unica letteratura possibile fosse quella che agonizza nel suo stesso sangue, come Divine in Notre Dame des fleurs.<br />
Può essere anche questo, ma non è solo questo. Voglio dire che ai manifesti intesi come diktat ad esclusione, oggi, non credo. Credo invece che ogni scrittore abbia un progetto esistenziale e culturale proprio, sul quale può incrociare altri percorsi di scrittura che ritiene affini.<br />
La creazione fittizia di contrapposizioni, l’evocazione di un luogo benedetto e incontaminato dai mali della visibilità editoriale, non fa bene a nessuno.<br />
E, scusami, la letteratura, per me, può dare un senso alla vita di chi legge e può anche far passare bene il tempo. Non voglio pensare che le due cose debbano escludersi.</p>
]]></content:encoded>
		
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