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	Commenti a: BIANCO, GIALLO, NERO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Golf Handicap Calculator		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Golf Handicap Calculator]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:03:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The Golf Handicap Calculator follows the World Handicap System rules.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Golf Handicap Calculator follows the World Handicap System rules.</p>
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		Di: sprunki phase		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sprunki phase]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 02:05:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The game&#039;s modding tools are accessible to creative users.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s modding tools are accessible to creative users.</p>
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		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 13:12:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fai bene a segnalarlo, Andrea: non solo perchè è un articolo importante, ma perchè, a ben leggere, andiamo a scoprire che in fondo tu ed io sosteniamo cose molto simili. Nessuno qui, ha difeso il genere (comincio a stancarmi anch&#039;io della parola, ma tant&#039;è), come unica via possibile. Anzi: quel che si è detto è semmai che non esistono le &quot;vie uniche&quot;, ma che è capitato, recentemente, che diversi scrittori -bravi-scegliessero quella strada. Sono due cose diverse. Ribadisco: quel che a me fa paura è la definizione univoca. Perchè è quella, eventualmente, a condurre lo scrittore ad essere considerato la specie in via di estinzione di cui parla Moresco. Che poi ad alcuni piaccia moltissimo essere considerati così, è un&#039;altra faccenda.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fai bene a segnalarlo, Andrea: non solo perchè è un articolo importante, ma perchè, a ben leggere, andiamo a scoprire che in fondo tu ed io sosteniamo cose molto simili. Nessuno qui, ha difeso il genere (comincio a stancarmi anch&#8217;io della parola, ma tant&#8217;è), come unica via possibile. Anzi: quel che si è detto è semmai che non esistono le &#8220;vie uniche&#8221;, ma che è capitato, recentemente, che diversi scrittori -bravi-scegliessero quella strada. Sono due cose diverse. Ribadisco: quel che a me fa paura è la definizione univoca. Perchè è quella, eventualmente, a condurre lo scrittore ad essere considerato la specie in via di estinzione di cui parla Moresco. Che poi ad alcuni piaccia moltissimo essere considerati così, è un&#8217;altra faccenda.</p>
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		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 07:12:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui un articolo importante di Moresco sull&#039;argomento:
http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html
In cui si dice tra l&#039;altro:
&quot;Così ognuno fa a gara nel mostrarsi estimatore della letteratura “di genere”. Senza riflettere, senza guardare dentro alle cose. Anche persone intelligenti cadono spesso in questa trappola culturale e si prestano a questo gioco.
Io non disprezzo affatto la letteratura cosiddetta “di genere”. Ero un ragazzo con molte difficoltà di apprendimento (sono ancora così) e sono riuscito a cominciare a leggere solo perché esisteva Salgari, che amo ancora. E anche adesso, sinceramente, tra Fogazzaro e Salgari, scrittori tra loro contemporanei e rappresen-tanti il primo della “letteratura con la L maiuscola” e il secondo di quella “di genere”, preferisco Salgari. Come anche oggi sono molti gli scrittori cosiddetti “di genere” che leggo con abbandono e passione, più che altri autori di libri di letteratura in posa da letteratura. Non solo americani e di altri paesi, ma anche italiani, come Valerio Evangelsti, per fare un esempio, i cui libri “di genere” sono a volte carichi di un’invenzione e di una passione -anche di conoscenza- impossibile da trovare nei libri di tanti abatini della scrittura letteraria, per non parlare dei molti cialtroni che credono di esibire il proprio status spalmando marmellata sopra le loro pagine.&quot;
Qui c&#039;è la seconda parte dell&#039;articolo, dove si parla di Simenon:
http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui un articolo importante di Moresco sull&#8217;argomento:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/archives/000139.html</a><br />
In cui si dice tra l&#8217;altro:<br />
&#8220;Così ognuno fa a gara nel mostrarsi estimatore della letteratura “di genere”. Senza riflettere, senza guardare dentro alle cose. Anche persone intelligenti cadono spesso in questa trappola culturale e si prestano a questo gioco.<br />
Io non disprezzo affatto la letteratura cosiddetta “di genere”. Ero un ragazzo con molte difficoltà di apprendimento (sono ancora così) e sono riuscito a cominciare a leggere solo perché esisteva Salgari, che amo ancora. E anche adesso, sinceramente, tra Fogazzaro e Salgari, scrittori tra loro contemporanei e rappresen-tanti il primo della “letteratura con la L maiuscola” e il secondo di quella “di genere”, preferisco Salgari. Come anche oggi sono molti gli scrittori cosiddetti “di genere” che leggo con abbandono e passione, più che altri autori di libri di letteratura in posa da letteratura. Non solo americani e di altri paesi, ma anche italiani, come Valerio Evangelsti, per fare un esempio, i cui libri “di genere” sono a volte carichi di un’invenzione e di una passione -anche di conoscenza- impossibile da trovare nei libri di tanti abatini della scrittura letteraria, per non parlare dei molti cialtroni che credono di esibire il proprio status spalmando marmellata sopra le loro pagine.&#8221;<br />
Qui c&#8217;è la seconda parte dell&#8217;articolo, dove si parla di Simenon:<br />
<a href="http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com/archives/000138.html</a></p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 07:12:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inoltre da oggi su www.nazione indiana.com si può leggere tutto quanto l&#039;articolo da cui ho tratto la prima discussa citazione di Moresco su scrittori e spalle al muro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inoltre da oggi su <a href="http://www.nazione" rel="nofollow ugc">http://www.nazione</a> indiana.com si può leggere tutto quanto l&#8217;articolo da cui ho tratto la prima discussa citazione di Moresco su scrittori e spalle al muro.</p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 20:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I conti tornano, anche a me piace Evangelisti, e anche Gaiman e Alan Moore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I conti tornano, anche a me piace Evangelisti, e anche Gaiman e Alan Moore.</p>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71300</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 19:12:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana, tutto giusto. Forse mi sono espresso male (ahi ahi ahi): il &quot;genere&quot; aiuta a capire il tempo in cui viviamo meglio di altri ma fino a un certo punto. Ma gli incroci sono talmente tanti (e meno male) che parlare di genere secondo me non fa piena giustizia a tutta la letteratura. Sono un po&#039; refrattario ai cataloghi, è colpa mia, un mio limite. C&#039;è chi bastardizza - da vero &quot;bastardo&quot;, e fa bene; l&#039;importante, come sempre, è il risultato. Moresco apprezza Evangelisti? E fa bene. Ho anche saputo che è andato a vedere Collateral e che gli è piaciuto. Io preferivo Heat la sfida, però... Quando esce il &quot;noir goyesco&quot; - (come lo definisce Andrea Barbieri)? A metà maggio, semprechè non succeda qualcosa di grave. Non a me: al mondo in guerra...;-) (Sorriso amaro). Ti verrò a trovare spesso; e grazie per aver messo il link del mio blog &quot;fabbricone&quot; Markelo Uffenwanken GmbH &#038;Co KG (Società in accomandita a responsabilità, ovviamente, LIMITATA...)
Ciao, un caro saluto.
Franz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, tutto giusto. Forse mi sono espresso male (ahi ahi ahi): il &#8220;genere&#8221; aiuta a capire il tempo in cui viviamo meglio di altri ma fino a un certo punto. Ma gli incroci sono talmente tanti (e meno male) che parlare di genere secondo me non fa piena giustizia a tutta la letteratura. Sono un po&#8217; refrattario ai cataloghi, è colpa mia, un mio limite. C&#8217;è chi bastardizza &#8211; da vero &#8220;bastardo&#8221;, e fa bene; l&#8217;importante, come sempre, è il risultato. Moresco apprezza Evangelisti? E fa bene. Ho anche saputo che è andato a vedere Collateral e che gli è piaciuto. Io preferivo Heat la sfida, però&#8230; Quando esce il &#8220;noir goyesco&#8221; &#8211; (come lo definisce Andrea Barbieri)? A metà maggio, semprechè non succeda qualcosa di grave. Non a me: al mondo in guerra&#8230;;-) (Sorriso amaro). Ti verrò a trovare spesso; e grazie per aver messo il link del mio blog &#8220;fabbricone&#8221; Markelo Uffenwanken GmbH &amp;Co KG (Società in accomandita a responsabilità, ovviamente, LIMITATA&#8230;)<br />
Ciao, un caro saluto.<br />
Franz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71299</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 17:12:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Franz, benvenuto.
Sono d&#039;accordo e in disaccordo: è vero, verissimo, che bisogna parlare di libri riusciti o non riusciti. Ugualmente vero che il marketing si sia appropriato ciecamente dell&#039;appeal della parola genere. Un poco meno vero, visto dalla parte di chi legge e col massimo rispetto verso chi scrive (che è posizione più rischiosa di per sè) che il cosiddetto genere non possa aiutare a capire, attraverso la sua drammatizzazione, il mondo che ci sta intorno. Poi, certo, se lo si usa a freddo e si scrivono libri a temperatura emotiva altrettanto bassa, il risultato è quel che è.
Quanto a Moresco: se non vado errata, tra l&#039;altro, a lui piacciono i libri di Valerio Evangelisti :-)
Aspettiamo il tuo noir: quando esce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franz, benvenuto.<br />
Sono d&#8217;accordo e in disaccordo: è vero, verissimo, che bisogna parlare di libri riusciti o non riusciti. Ugualmente vero che il marketing si sia appropriato ciecamente dell&#8217;appeal della parola genere. Un poco meno vero, visto dalla parte di chi legge e col massimo rispetto verso chi scrive (che è posizione più rischiosa di per sè) che il cosiddetto genere non possa aiutare a capire, attraverso la sua drammatizzazione, il mondo che ci sta intorno. Poi, certo, se lo si usa a freddo e si scrivono libri a temperatura emotiva altrettanto bassa, il risultato è quel che è.<br />
Quanto a Moresco: se non vado errata, tra l&#8217;altro, a lui piacciono i libri di Valerio Evangelisti 🙂<br />
Aspettiamo il tuo noir: quando esce?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71298</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 16:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto un caro saluto a Loredana. Sono stato citato da Andrea e da Mario, che ringrazio. Pubblicherò un noir non tanto perchè è il genere che &quot;tira&quot; di più; è che ci sto dentro - in quelle acque nere- come un palombaro di Cousteau;-) Il libro precedente, uscito nel 2003, non era un noir; si puo&#039; chiamare &quot;romanzo epistolare&quot;. Ma per il resto è più nero del nero, anche se il crimine non viene consumato, il crimine sta nell&#039;aria asfittica che circonda l&#039;io narrante e i personaggi evocati dallo stesso protagonista monologante. Moresco personalmente lo rispetto molto e lo trovo coraggioso. Io però credo in una letteratura il più possibile comprensibile a tutti, che non vuol dire, come scrisse Henry Miller a proposito degli irlandesi, &quot;baciare il culo al Papa&quot;. Con Loredana sono d&#039;accordo quando parla sostanzialmente di &quot;incasellamenti&quot;. Io per esempio non sopporto la parola &quot;genere&quot;. E&#039; da tempo che vado dicendo che, almeno tra noi che scriviamo e siamo come suol dirsi nel &quot;giro&quot;, sarebbe salutare parlare di libri riusciti o meno, di letteratura che colpisce o non colpisce. Perchè si tratta più che altro di colpire, di emozionare, per quanto credo io. Si puo&#039;colpire in tanti modi e tramite forme diversissime tra loro. Non è neanche vero che il noir rappresenti meglio di altri generi &quot;la realtà odierna&quot;. Questa affermazione è una paraculata da marketing editoriale che gli scrittori di genere ripetono a macchinetta da 15 anni, un mantra che ha rotto le scatole. Se io mi servo delle tinte nere è perchè mi ci trovo dentro con tutti e due i piedi, tutto qui. Tra l&#039;altro mi piace la trasversalità e non sopporto gli &quot;scaffali&quot;. In un certo senso, si potrebbe dire che anche Moresco fa del noir. Forse del noir metafisico. Uno scrittore ostico, che anch&#039;io come Mario non sono riuscito a finire nella lettura. Ma massimo rispetto a chi, come lui, tenta strade diverse. Anche dalle proprie.
A presto,
Franz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto un caro saluto a Loredana. Sono stato citato da Andrea e da Mario, che ringrazio. Pubblicherò un noir non tanto perchè è il genere che &#8220;tira&#8221; di più; è che ci sto dentro &#8211; in quelle acque nere- come un palombaro di Cousteau;-) Il libro precedente, uscito nel 2003, non era un noir; si puo&#8217; chiamare &#8220;romanzo epistolare&#8221;. Ma per il resto è più nero del nero, anche se il crimine non viene consumato, il crimine sta nell&#8217;aria asfittica che circonda l&#8217;io narrante e i personaggi evocati dallo stesso protagonista monologante. Moresco personalmente lo rispetto molto e lo trovo coraggioso. Io però credo in una letteratura il più possibile comprensibile a tutti, che non vuol dire, come scrisse Henry Miller a proposito degli irlandesi, &#8220;baciare il culo al Papa&#8221;. Con Loredana sono d&#8217;accordo quando parla sostanzialmente di &#8220;incasellamenti&#8221;. Io per esempio non sopporto la parola &#8220;genere&#8221;. E&#8217; da tempo che vado dicendo che, almeno tra noi che scriviamo e siamo come suol dirsi nel &#8220;giro&#8221;, sarebbe salutare parlare di libri riusciti o meno, di letteratura che colpisce o non colpisce. Perchè si tratta più che altro di colpire, di emozionare, per quanto credo io. Si puo&#8217;colpire in tanti modi e tramite forme diversissime tra loro. Non è neanche vero che il noir rappresenti meglio di altri generi &#8220;la realtà odierna&#8221;. Questa affermazione è una paraculata da marketing editoriale che gli scrittori di genere ripetono a macchinetta da 15 anni, un mantra che ha rotto le scatole. Se io mi servo delle tinte nere è perchè mi ci trovo dentro con tutti e due i piedi, tutto qui. Tra l&#8217;altro mi piace la trasversalità e non sopporto gli &#8220;scaffali&#8221;. In un certo senso, si potrebbe dire che anche Moresco fa del noir. Forse del noir metafisico. Uno scrittore ostico, che anch&#8217;io come Mario non sono riuscito a finire nella lettura. Ma massimo rispetto a chi, come lui, tenta strade diverse. Anche dalle proprie.<br />
A presto,<br />
Franz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/bianco-giallo-nero/comment-page-1/#comment-71297</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2004 09:12:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2004/12/02/bianco-giallo-nero/#comment-71297</guid>

					<description><![CDATA[Andrea, non mi pare di aver parlato di malafede a proposito di Moresco. Se leggi bene, parlo del modo in cui vengono utilizzate le cose che scrive: ciò detto, malafede non è la parola più adatta. In questo caso, penso più ad un uso improprio della fede, assolutamente sincero peraltro :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, non mi pare di aver parlato di malafede a proposito di Moresco. Se leggi bene, parlo del modo in cui vengono utilizzate le cose che scrive: ciò detto, malafede non è la parola più adatta. In questo caso, penso più ad un uso improprio della fede, assolutamente sincero peraltro 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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