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	Commenti a: BROLLI DUE: LE LIBRERIE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: ilpostodellepoliticheculturali2.it		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ilpostodellepoliticheculturali2.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 19:05:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io dico: non è che non sia una guerra. Non è che uno sia contento di trovare due libri di Sironi e tre di Pequod, e 800.000.000 di Mondadori. ma considerando l&#039;enorme potenza di posizione e numerica, del nemico, (800000000 volumi...10000000000 di agenti, librerie, cartolerie, supermercati) conviene se non si vuole diventare attappetinati sudditi (invece che scrittori/ici o lettori/ici) almeno campare con 1.la consapevole enorme coscienza della propria debolezza; 2.un po&#039; di dignità (non lo dico per ilpostodeilibri.it, ma quello che dice Pellini in coda all&#039;intervista che gli ho fatto (n°28 o 29, non mi ricordo, lui è uno studioso di Zola) mi pare molto bello, anche per quel che riguarda l&#039;università)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io dico: non è che non sia una guerra. Non è che uno sia contento di trovare due libri di Sironi e tre di Pequod, e 800.000.000 di Mondadori. ma considerando l&#8217;enorme potenza di posizione e numerica, del nemico, (800000000 volumi&#8230;10000000000 di agenti, librerie, cartolerie, supermercati) conviene se non si vuole diventare attappetinati sudditi (invece che scrittori/ici o lettori/ici) almeno campare con 1.la consapevole enorme coscienza della propria debolezza; 2.un po&#8217; di dignità (non lo dico per ilpostodeilibri.it, ma quello che dice Pellini in coda all&#8217;intervista che gli ho fatto (n°28 o 29, non mi ricordo, lui è uno studioso di Zola) mi pare molto bello, anche per quel che riguarda l&#8217;università)</p>
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		<title>
		Di: Franco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 19:05:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vintage threads!
A suo tempo, WM1 aveva scritto:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vintage threads!<br />
A suo tempo, WM1 aveva scritto:</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea c		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76893</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea c]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 18:05:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi pare che delle librerie e del lavoro del commesso io abbia già parlato avendo avuto la (s)fortuna di aver fatto parte, almeno part time e a tempo determinato, della categoria, e annoverando un buon numero di amici che tirano avanti facendo questo lavoro.
premetto:
evidentemente c&#039;è un netto divario tra ciò che una (piccola) parte dei clienti vorrebbe fossero le caratteristiche del libraio e quello che le aziende richiedono da un assistente alle vendite.
le mansioni del commesso sono: sistemare i volumi arrivati con il tir la mattina, ciò viene fatto grazie al codice di riconoscimento stampato sulla targhetta del prezzo che indica settore, segmento e sottosegmanto. tenere i libri in ordine alfabetico sugli scaffali, riempire gli spazi, eventualmente rendere più visibili i volumi di cui si hanno in stock più copie girandoli in &quot;facing&quot;, cioè di faccia. accogliere i clienti, soddisfare le loro richieste in maniera gentile. qualora un libro non fosse presente sullo scaffale, cercare nel database aziendale, controllando giacenza, eventuale stato di ordine al fornitore, e, valutare se sia possibile soddisfare il cliente facendo un ordine personale.
nel megastore o grande libreria il commesso non ha potere decisionale sulle promozioni, sui volumi da esporre sui banchi, sui libri da ordinare.
in più, le mansioni dell&#039;assistente alla vendita NON includono: il ruolo di consigliere, di amabile conversatore, di letterato, di filologo o esperto di editoria.
premesso questo, quando vado in libreria da cliente anche io soffro come un cane! chiedi l&#039;estetica di hegel e ti viene chiesto se è una novità, trovi l&#039;opera omnia di fabio volo e di pynchon nemmeno un libro. di questo sono responsabili le aziende in primis, con i loro buyers, ve li vorrei far conoscere, molti di loro hanno letto siddarta e il manuale del guerriero della luce e basta. responsabili sono anche i caporeparto, a loro a volte l&#039;azienda dà la possibilità di ordinare qualche volume, per tenere vivo il catalogo, ma ci sono delle limitazioni, molti possono comprare solo i volumi in promozione, solo da alcuni distributori o case editrici. alcuni commessi non sanno nammeno utilizzare il database, per due volte, con la stessa commessa mi è capitato di doverle suggerire di scrivere sia de lillo, sia delillo tutto attaccato, qui non è questione di cultura, ma di wit, come direbbero gli inglesi.
mi chiedo, e chiedo anche voi, chi dovrebbe essere il commesso di una libreria e, in base alle sue mansioni, quanto dovrebbe essere pagato, perchè conosco commessi che hanno una conoscenza dei testi maggiore di alcuni ricercatori universitari, perchè ci sono commessi che fanno i commessi ma sono musicisti, scrittori, ma ci sono anche commessi che prendono lo stipendio e se lo spendono per la macchina nuova, per la moto, il telefonino che fa le foto o le mignotte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi pare che delle librerie e del lavoro del commesso io abbia già parlato avendo avuto la (s)fortuna di aver fatto parte, almeno part time e a tempo determinato, della categoria, e annoverando un buon numero di amici che tirano avanti facendo questo lavoro.<br />
premetto:<br />
evidentemente c&#8217;è un netto divario tra ciò che una (piccola) parte dei clienti vorrebbe fossero le caratteristiche del libraio e quello che le aziende richiedono da un assistente alle vendite.<br />
le mansioni del commesso sono: sistemare i volumi arrivati con il tir la mattina, ciò viene fatto grazie al codice di riconoscimento stampato sulla targhetta del prezzo che indica settore, segmento e sottosegmanto. tenere i libri in ordine alfabetico sugli scaffali, riempire gli spazi, eventualmente rendere più visibili i volumi di cui si hanno in stock più copie girandoli in &#8220;facing&#8221;, cioè di faccia. accogliere i clienti, soddisfare le loro richieste in maniera gentile. qualora un libro non fosse presente sullo scaffale, cercare nel database aziendale, controllando giacenza, eventuale stato di ordine al fornitore, e, valutare se sia possibile soddisfare il cliente facendo un ordine personale.<br />
nel megastore o grande libreria il commesso non ha potere decisionale sulle promozioni, sui volumi da esporre sui banchi, sui libri da ordinare.<br />
in più, le mansioni dell&#8217;assistente alla vendita NON includono: il ruolo di consigliere, di amabile conversatore, di letterato, di filologo o esperto di editoria.<br />
premesso questo, quando vado in libreria da cliente anche io soffro come un cane! chiedi l&#8217;estetica di hegel e ti viene chiesto se è una novità, trovi l&#8217;opera omnia di fabio volo e di pynchon nemmeno un libro. di questo sono responsabili le aziende in primis, con i loro buyers, ve li vorrei far conoscere, molti di loro hanno letto siddarta e il manuale del guerriero della luce e basta. responsabili sono anche i caporeparto, a loro a volte l&#8217;azienda dà la possibilità di ordinare qualche volume, per tenere vivo il catalogo, ma ci sono delle limitazioni, molti possono comprare solo i volumi in promozione, solo da alcuni distributori o case editrici. alcuni commessi non sanno nammeno utilizzare il database, per due volte, con la stessa commessa mi è capitato di doverle suggerire di scrivere sia de lillo, sia delillo tutto attaccato, qui non è questione di cultura, ma di wit, come direbbero gli inglesi.<br />
mi chiedo, e chiedo anche voi, chi dovrebbe essere il commesso di una libreria e, in base alle sue mansioni, quanto dovrebbe essere pagato, perchè conosco commessi che hanno una conoscenza dei testi maggiore di alcuni ricercatori universitari, perchè ci sono commessi che fanno i commessi ma sono musicisti, scrittori, ma ci sono anche commessi che prendono lo stipendio e se lo spendono per la macchina nuova, per la moto, il telefonino che fa le foto o le mignotte.</p>
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		<title>
		Di: annoiato all'ultimo stadio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76892</link>

		<dc:creator><![CDATA[annoiato all'ultimo stadio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 18:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[che noia. ma non sapete parlare altro che di editoria, porca troia? ma scrivete i vs libri e basta, sempre con sto bla bla bla, sempre a parlare di letteratura. ma fatela, FATELA, diofà.
d&#039;accordo con genna, la fiera del libro di torino è un campo di concentramento di vivi morenti.
absalut]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che noia. ma non sapete parlare altro che di editoria, porca troia? ma scrivete i vs libri e basta, sempre con sto bla bla bla, sempre a parlare di letteratura. ma fatela, FATELA, diofà.<br />
d&#8217;accordo con genna, la fiera del libro di torino è un campo di concentramento di vivi morenti.<br />
absalut</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ilpostodellesposizioni.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76891</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodellesposizioni.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 18:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[be&#039; senza le fiere del libro, però, e senza le università la gente come &quot;si fidanza&quot;? come fa a mettere su famiglia/e?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>be&#8217; senza le fiere del libro, però, e senza le università la gente come &#8220;si fidanza&#8221;? come fa a mettere su famiglia/e?</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76890</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 17:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[andrea, tu hai litigato non con me, ma con uno spettro delle tue ossessioni. Io con te non ho mai litigato, anche perché le cose che riporti (i piccoli editori non farebbero fatica etc.) io non le ho mai pensate né scritte. Le hai inferite tu, chissà perché e chissà come, da un post dove scrivevo che per fortuna i piccoli editori esistono e fanno un lavoro pregevole. Boh. Ti lascio a litigare con te stesso.
P.S. Torino? Perché dovrei trovarmi a Torino?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea, tu hai litigato non con me, ma con uno spettro delle tue ossessioni. Io con te non ho mai litigato, anche perché le cose che riporti (i piccoli editori non farebbero fatica etc.) io non le ho mai pensate né scritte. Le hai inferite tu, chissà perché e chissà come, da un post dove scrivevo che per fortuna i piccoli editori esistono e fanno un lavoro pregevole. Boh. Ti lascio a litigare con te stesso.<br />
P.S. Torino? Perché dovrei trovarmi a Torino?</p>
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		<item>
		<title>
		Di: giuseppe genna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76889</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe genna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 17:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me il Salone di Torino è la massima bolla di cialtronaggine pseudoculturale che si mette in scena in questo paese. Sogno il giorno in cui non lo faranno più. Almeno il Premio Strega è divertente, sembra un remake della Notte dei morti viventi e sui sepolcri imbiancati si può sempre graffitare con gioia liberatoria...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me il Salone di Torino è la massima bolla di cialtronaggine pseudoculturale che si mette in scena in questo paese. Sogno il giorno in cui non lo faranno più. Almeno il Premio Strega è divertente, sembra un remake della Notte dei morti viventi e sui sepolcri imbiancati si può sempre graffitare con gioia liberatoria&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilpostodellemeraviglie.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76888</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodellemeraviglie.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 17:05:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va bene: sono uscita perchè cercavo i primi di Telese. Non ne ho trovato neanche uno. Solo l&#039;Inglesina nella soffita. Di Sironi, da feltrineli hanno quello e Avoledo e basta (tutti e due bravi, però, no?) Però poi dal &quot;piccolo libraio&quot; - che è un po&#039; ancora piccolo naviglio - ho trovato, Braine (inghilterra anni &#039;50, del 61) e Henry Green (anche lui inglese). Così, una &quot;sconfitta&quot; e una &quot;vittoria&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene: sono uscita perchè cercavo i primi di Telese. Non ne ho trovato neanche uno. Solo l&#8217;Inglesina nella soffita. Di Sironi, da feltrineli hanno quello e Avoledo e basta (tutti e due bravi, però, no?) Però poi dal &#8220;piccolo libraio&#8221; &#8211; che è un po&#8217; ancora piccolo naviglio &#8211; ho trovato, Braine (inghilterra anni &#8217;50, del 61) e Henry Green (anche lui inglese). Così, una &#8220;sconfitta&#8221; e una &#8220;vittoria&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea b		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76887</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea b]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 17:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno spettro, se se... Comunque tornando a Torino c&#039;è un incontro sul copy left ed è segnalata la presenza di WM (senza numero, quindi tutti?). Uhm, ve&#039; che sono buono ti copio incollo il pezzo di programma:
&quot;Sabato 7, Ore 20:30
Sala Blu
Copyleft - Copyright. Conflitto e/o integrazione
a cura di Gaffi Editore
Intervengono: Pasquale Beneduce, Andrea Carraro, Caterina Caselli, Wu Ming e Tommaso Zanello (Piotta)&quot;
Se il sito della Fiera mente o se non sei tu quel WM dimmelo che me ne vado prima (sempre che la morosa non voglia sentir suonare quella papera bollita di De Carlo alle 21,30 :-).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno spettro, se se&#8230; Comunque tornando a Torino c&#8217;è un incontro sul copy left ed è segnalata la presenza di WM (senza numero, quindi tutti?). Uhm, ve&#8217; che sono buono ti copio incollo il pezzo di programma:<br />
&#8220;Sabato 7, Ore 20:30<br />
Sala Blu<br />
Copyleft &#8211; Copyright. Conflitto e/o integrazione<br />
a cura di Gaffi Editore<br />
Intervengono: Pasquale Beneduce, Andrea Carraro, Caterina Caselli, Wu Ming e Tommaso Zanello (Piotta)&#8221;<br />
Se il sito della Fiera mente o se non sei tu quel WM dimmelo che me ne vado prima (sempre che la morosa non voglia sentir suonare quella papera bollita di De Carlo alle 21,30 :-).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/brolli-due-le-librerie/comment-page-1/#comment-76886</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2005 16:05:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se i libri sono merce e se seguono quello che accade nel mondo delle merci....
Ricordo ancora i prodotti esposti su scaffalature di legno e i negozianti che si arrampicano per soddisfare le richieste: dal kg di caffe&#039; (pesato e avvolto in carta avana) al bavaglino per neonato alle caramelle sfuse a...lasciamo perdere o traccio il ritratto della mia infanzia.
I negozianti che ricordo non vendevano libri.
Adesso pero&#039; non vendono piu&#039;, hanno smesso di esistere.
Le loro merci sono diventate dei cataloghi immensi che si vendono in cattedrali appositamente costruite.
Sono cattedrali che appartengono a pochi culti e all&#039;esterno lo portano scritto a lettere luminose.
Nel corso degli anni le merci (infinite) al loro interno hanno subito (stanno subendo)una trasformazione. Subito dopo la scomparsa dei negozianti nei Super ci potevi trovare un sacco di marche che offrivano prodotti simili, uguali o analoghi. Da molti anni, sempre piu&#039; spesso (all&#039;estero qualcuno mi dice che il processo e&#039; in fase molto piu&#039; avanzata che da noi) alle solite Marche pubblicizzate in TV si affiancano prodotti con il marchio della cattedrale. In genere sono piu&#039; economici e di buona qualita&#039;: bella forza non sono gravati da spese di promozione e di scaffale.
Se uno non e&#039; troppo succube del sogno pubblicitario li compra e va sul sicuro, spesso i produttori e gli ingredienti sono gli stessi delle marche famose.
Per non perdere il loro sogno di vendita le Grandi Marche alimentano i sogni (budget) pubblicitari e comprano gli spazi a scaffale.
Si cerca di rallentare la sconfitta di una guerra forse gia&#039; persa in partenza.
I piccoli produttori sono da tempo diventati meri &#039;copacker&#039; (credo si dica cosi&#039;) sia delle grandi marche che della Grande Distribuzione.
Certo poi ci sono anche i negozi Bio e i Discount, ma non fanno ancora (?) massa critica.
Il Mercato e&#039; delle cattedrali.
Non so quali saranno gli sviluppi di questo processo che non e&#039; sicuramente l&#039;unico in atto nella Distribuzione. sarebbe interessante se qualcuno (esperto sia di produzione e vendita di saponette che di editoria) potesse fare un&#039;analisi comparata. Visto che oltre a essere consumatori di merci alcuni di voi lavorano anche in campo editoriale che ne dite di fare almeno qualche paragone?
Grazie per le eventuali risposte
Besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se i libri sono merce e se seguono quello che accade nel mondo delle merci&#8230;.<br />
Ricordo ancora i prodotti esposti su scaffalature di legno e i negozianti che si arrampicano per soddisfare le richieste: dal kg di caffe&#8217; (pesato e avvolto in carta avana) al bavaglino per neonato alle caramelle sfuse a&#8230;lasciamo perdere o traccio il ritratto della mia infanzia.<br />
I negozianti che ricordo non vendevano libri.<br />
Adesso pero&#8217; non vendono piu&#8217;, hanno smesso di esistere.<br />
Le loro merci sono diventate dei cataloghi immensi che si vendono in cattedrali appositamente costruite.<br />
Sono cattedrali che appartengono a pochi culti e all&#8217;esterno lo portano scritto a lettere luminose.<br />
Nel corso degli anni le merci (infinite) al loro interno hanno subito (stanno subendo)una trasformazione. Subito dopo la scomparsa dei negozianti nei Super ci potevi trovare un sacco di marche che offrivano prodotti simili, uguali o analoghi. Da molti anni, sempre piu&#8217; spesso (all&#8217;estero qualcuno mi dice che il processo e&#8217; in fase molto piu&#8217; avanzata che da noi) alle solite Marche pubblicizzate in TV si affiancano prodotti con il marchio della cattedrale. In genere sono piu&#8217; economici e di buona qualita&#8217;: bella forza non sono gravati da spese di promozione e di scaffale.<br />
Se uno non e&#8217; troppo succube del sogno pubblicitario li compra e va sul sicuro, spesso i produttori e gli ingredienti sono gli stessi delle marche famose.<br />
Per non perdere il loro sogno di vendita le Grandi Marche alimentano i sogni (budget) pubblicitari e comprano gli spazi a scaffale.<br />
Si cerca di rallentare la sconfitta di una guerra forse gia&#8217; persa in partenza.<br />
I piccoli produttori sono da tempo diventati meri &#8216;copacker&#8217; (credo si dica cosi&#8217;) sia delle grandi marche che della Grande Distribuzione.<br />
Certo poi ci sono anche i negozi Bio e i Discount, ma non fanno ancora (?) massa critica.<br />
Il Mercato e&#8217; delle cattedrali.<br />
Non so quali saranno gli sviluppi di questo processo che non e&#8217; sicuramente l&#8217;unico in atto nella Distribuzione. sarebbe interessante se qualcuno (esperto sia di produzione e vendita di saponette che di editoria) potesse fare un&#8217;analisi comparata. Visto che oltre a essere consumatori di merci alcuni di voi lavorano anche in campo editoriale che ne dite di fare almeno qualche paragone?<br />
Grazie per le eventuali risposte<br />
Besos</p>
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