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	Commenti a: CALLIOPE: LE ACCUSE A NEIL GAIMAN	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: rccs		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[rccs]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 15:30:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In &quot;Monster&quot;, Dederer analizza il problema dello scollamento tra autore e opera, giungendo a una conclusione che non condivido.

Ma nella sua analisi, sottolinea un fatto molto importante: siamo nell&#039;era del social e quindi delle biografie condivise. Fino a 30 anni fa, era spesso difficile avere qualche informazione sugli artisti, in qualsiasi campo, a meno che non fossero iper-famosi, come Hemingway, o Picasso che pure hanno in qualche modo favorito, se non sfruttato, la pubblicizzazione della loro vita privata.

Adesso, nell&#039;era di wikipedia, è facilissimo reperire informazioni su qualsiasi autore, anche semisconosciuto. Per chi vota King? Quante mogli ha avuto Springsteen? Che cosa pensa Arturo Rossi dell&#039;inflazione?
Non è più possibile dividere l&#039;artista dall&#039;opera d&#039;arte, a meno di non usare uno pseudonimo a prova di bomba, come Ferrante.

Non sono sul set di &quot;Scissione&quot;, se so che cosa ha fatto Tizio o come si comporta Caio, non posso non pensarci quando vedo il loro nome sulla copertina del libro sul compodino: e per questo se ormai il solo lo sfiorarla mi fa venire il voltastomaco, evito. Fintanto che le ditature non imporranno di leggere il Mein Kampf con la &quot;cura Ludovico&quot;, eviterò chi, per ragioni diverse, mi farà stare male. 
Sono convinto che non diventerò una persona peggiore se al loro posto leggerò o guarderò o ascolterò qualcos&#039;altro. E allo stesso modo, tutto ciò che ho letto e ascoltato o visto in precedenza, rimarrà comunque impresso nel profondo della mia memoria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In &#8220;Monster&#8221;, Dederer analizza il problema dello scollamento tra autore e opera, giungendo a una conclusione che non condivido.</p>
<p>Ma nella sua analisi, sottolinea un fatto molto importante: siamo nell&#8217;era del social e quindi delle biografie condivise. Fino a 30 anni fa, era spesso difficile avere qualche informazione sugli artisti, in qualsiasi campo, a meno che non fossero iper-famosi, come Hemingway, o Picasso che pure hanno in qualche modo favorito, se non sfruttato, la pubblicizzazione della loro vita privata.</p>
<p>Adesso, nell&#8217;era di wikipedia, è facilissimo reperire informazioni su qualsiasi autore, anche semisconosciuto. Per chi vota King? Quante mogli ha avuto Springsteen? Che cosa pensa Arturo Rossi dell&#8217;inflazione?<br />
Non è più possibile dividere l&#8217;artista dall&#8217;opera d&#8217;arte, a meno di non usare uno pseudonimo a prova di bomba, come Ferrante.</p>
<p>Non sono sul set di &#8220;Scissione&#8221;, se so che cosa ha fatto Tizio o come si comporta Caio, non posso non pensarci quando vedo il loro nome sulla copertina del libro sul compodino: e per questo se ormai il solo lo sfiorarla mi fa venire il voltastomaco, evito. Fintanto che le ditature non imporranno di leggere il Mein Kampf con la &#8220;cura Ludovico&#8221;, eviterò chi, per ragioni diverse, mi farà stare male.<br />
Sono convinto che non diventerò una persona peggiore se al loro posto leggerò o guarderò o ascolterò qualcos&#8217;altro. E allo stesso modo, tutto ciò che ho letto e ascoltato o visto in precedenza, rimarrà comunque impresso nel profondo della mia memoria.</p>
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