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	Commenti a: CAMBIARE LO SGUARDO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Jul 2011 14:01:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Barbara F		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 14:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco come l&#039;Avvenire accoglie le quote di genere nei CdA
http://www.avvenire.it/Commenti/Mamme+che+errore+indossare+ruoli+maschili_201107010748340570000.htm
Credo questo articolo si commenti da solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco come l&#8217;Avvenire accoglie le quote di genere nei CdA<br />
<a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Mamme+che+errore+indossare+ruoli+maschili_201107010748340570000.htm" rel="nofollow ugc">http://www.avvenire.it/Commenti/Mamme+che+errore+indossare+ruoli+maschili_201107010748340570000.htm</a><br />
Credo questo articolo si commenti da solo</p>
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		Di: ElenaElle		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120842</link>

		<dc:creator><![CDATA[ElenaElle]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 09:06:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido in pieno l&#039;esperienza di Gianni Biondillo, che è la stessa che vivo col mio compagno e insisto: certo che si può fare, ma occorre davvero una grande consapevolezza e anche voglia di superare i pregiudizi di tante persone che ci circondano (a partire dalle nonne spesso!).
Ieri festa di fine anno all&#039;asilo: c&#039;è andato il mio compagno. La prossima settimana c&#039;è l&#039;inserimento al nido estivo: siamo entrambi in ferie e abbiamo deciso di farlo un giorno per uno.
Però condivido anche questa sensazione generale che sono le donne le prime nemiche di questa parità. Ce n&#039;è di strada da fare... Dal partorirai con dolore alle gioie del congedo parentale per il padre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido in pieno l&#8217;esperienza di Gianni Biondillo, che è la stessa che vivo col mio compagno e insisto: certo che si può fare, ma occorre davvero una grande consapevolezza e anche voglia di superare i pregiudizi di tante persone che ci circondano (a partire dalle nonne spesso!).<br />
Ieri festa di fine anno all&#8217;asilo: c&#8217;è andato il mio compagno. La prossima settimana c&#8217;è l&#8217;inserimento al nido estivo: siamo entrambi in ferie e abbiamo deciso di farlo un giorno per uno.<br />
Però condivido anche questa sensazione generale che sono le donne le prime nemiche di questa parità. Ce n&#8217;è di strada da fare&#8230; Dal partorirai con dolore alle gioie del congedo parentale per il padre&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Elisabetta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120841</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 07:03:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039;un pensiero di sottofondo, sta lì come l&#039;aria che respiriamo e ci vuole un costante esercizio di autoconsapevolezza e riflessione per scardinarlo nella sua interezza.
Ad una mia amica, laureata, dalle idee liberali e con un buon livello di emancipazione, poco dopo essersi sposata ho chiesto se i lavori casalinghi erano equamente ripartiti. Risposta: &quot;Sì sì, stamane dopo che abbiamo fatto colazione mi ha anche aiutata a lavare le tazze e a sistemare&quot;. Le ho fatto notare che aveva usato l&#039;espressione &quot;mi ha aiutata&quot; sottintendendo che quell&#039;attività sarebbe stata normalmente a carico di lei, e che la collaborazione di lui era quindi qualcosa di tanto gradito quanto accessorio.
Credo sia lo stesso perverso automatismo per cui quando il mio compagno fa i piatti spesso e volentieri provo l&#039;impulso a ringraziarlo, quando non mi aspetto, giustamente, lo stesso trattamento da parte sua, quando ad occuparmene sono io.
E&#039; un impulso, neanche troppo forte, che fa capolino dagli strati carsici della coscienza; per fortuna me ne rendo conto, ma mi sorprendo ugualmente, io così consapevole, informata, e femminista, di provarlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;un pensiero di sottofondo, sta lì come l&#8217;aria che respiriamo e ci vuole un costante esercizio di autoconsapevolezza e riflessione per scardinarlo nella sua interezza.<br />
Ad una mia amica, laureata, dalle idee liberali e con un buon livello di emancipazione, poco dopo essersi sposata ho chiesto se i lavori casalinghi erano equamente ripartiti. Risposta: &#8220;Sì sì, stamane dopo che abbiamo fatto colazione mi ha anche aiutata a lavare le tazze e a sistemare&#8221;. Le ho fatto notare che aveva usato l&#8217;espressione &#8220;mi ha aiutata&#8221; sottintendendo che quell&#8217;attività sarebbe stata normalmente a carico di lei, e che la collaborazione di lui era quindi qualcosa di tanto gradito quanto accessorio.<br />
Credo sia lo stesso perverso automatismo per cui quando il mio compagno fa i piatti spesso e volentieri provo l&#8217;impulso a ringraziarlo, quando non mi aspetto, giustamente, lo stesso trattamento da parte sua, quando ad occuparmene sono io.<br />
E&#8217; un impulso, neanche troppo forte, che fa capolino dagli strati carsici della coscienza; per fortuna me ne rendo conto, ma mi sorprendo ugualmente, io così consapevole, informata, e femminista, di provarlo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Mammamsterdam		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120840</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mammamsterdam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 21:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi rendo conto che a quest&#039; ora faccio dei ragionamenti di un articolato e comprensibile che quasi ci vorrebbe il traduttore simultaneo. Pardon.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto che a quest&#8217; ora faccio dei ragionamenti di un articolato e comprensibile che quasi ci vorrebbe il traduttore simultaneo. Pardon.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mammamsterdam		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120839</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mammamsterdam]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 21:29:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In epoca pre-rete mi sono prociurata una serie di garzantine sullo scibile umano, diritto, scienza, tecnica, quello che vi pare. Mi sono sempre state utilissime. Poi quand&#039; ero incinta mi hanno regalato quella di Puericultura. Da buttar via. Una versione mammocentrica della genitorialità anche dove no ha senso (tipo il discorso sul bilinguismo, che essendo la mia specializzazione faccio subito a valutare). Ora, la garzantina in questione è un&#039; eccezione ho letto tanti di quei manuali di manutenzione figli di qualsiasi età e li ho letti in lingue diverse e prodotti per culture diverse, e poi c&#039; è Internet per chi ci palleggia, insomma, non sono i consigli della Garzantina a risolvermi il mestiere di genitore. Ma magari per tanta altra gente si e allora non ci meravigliamo, ce le suggeriscono gli esperti queste cose e la prassi quotidiana le rafforza.
Che c&#039; entra con le quote rosa? C&#039; entra tutto perchè è come Strasburgo e le direttive Ue, se c&#039; è una legge la mentalità cambia, perchè chi la vuole cambiare di suo ma fa fatica, può sempre appellarsi alla legge. Basti vedere, tanto per fare un esempio non sospetto, quello che è successo con il divieto di fumo nei locali pubblici (io, per esempio, ho ricominciato ad andare ai concerti al chiuso).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In epoca pre-rete mi sono prociurata una serie di garzantine sullo scibile umano, diritto, scienza, tecnica, quello che vi pare. Mi sono sempre state utilissime. Poi quand&#8217; ero incinta mi hanno regalato quella di Puericultura. Da buttar via. Una versione mammocentrica della genitorialità anche dove no ha senso (tipo il discorso sul bilinguismo, che essendo la mia specializzazione faccio subito a valutare). Ora, la garzantina in questione è un&#8217; eccezione ho letto tanti di quei manuali di manutenzione figli di qualsiasi età e li ho letti in lingue diverse e prodotti per culture diverse, e poi c&#8217; è Internet per chi ci palleggia, insomma, non sono i consigli della Garzantina a risolvermi il mestiere di genitore. Ma magari per tanta altra gente si e allora non ci meravigliamo, ce le suggeriscono gli esperti queste cose e la prassi quotidiana le rafforza.<br />
Che c&#8217; entra con le quote rosa? C&#8217; entra tutto perchè è come Strasburgo e le direttive Ue, se c&#8217; è una legge la mentalità cambia, perchè chi la vuole cambiare di suo ma fa fatica, può sempre appellarsi alla legge. Basti vedere, tanto per fare un esempio non sospetto, quello che è successo con il divieto di fumo nei locali pubblici (io, per esempio, ho ricominciato ad andare ai concerti al chiuso).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120838</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 12:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qual è lo spirito delle quote rosa? Incentivare la parità con un provvedimento che combatta inerzia, ignoranza, convenienze varie, potere acquisito, ecc.
Nel privato esistono gli stessi problemi. A mio parere, uno dei più grandi è l&#039;inerzia e la fatica di modificare gli assetti quando già si ha a che fare con ruoli che sono progressivamente scivolati nel tradizionalismo, magari alla nascita dei figli.
Succede (anche) perché affetto non fa rima con rispetto. Perché non viene percepita la creatività di giocare con i ruoli anche come arricchimento di se stessi.
Ma anche perché non si reputa importante dare l&#039;esempio e modificare il futuro, come si farebbe in una azienda con le &#039;buone pratiche&#039;. Non ci si vergogna del privilegio maschile, e soprattutto non lo si ritiene dannoso.
Non si riesce a fare lo scatto che rende la parità vera un elemento ‘conveniente’, opportuno, per qualsiasi tipo di relazione umana e non.
Che poi ci sia la spiegazione socio-psico-culturale per tutto questo, siamo d’accordo.
Ecco, vorrei però che dilagassero anche fra noi le facce sconcertate e sbigottite che ho visto ai miei amici stranieri di fronte a certi modi di agire e discorsi, e non sentirmi più dire “anche mia madre aveva gli stessi comportamenti e gli stessi problemi, quando ero piccola, sai, negli anni ’50...”. Come ne sono uscite? ho chiesto, “con provvedimenti del governo, con l’aiuto della scuola, con la (in)formazione -  un lavoro capillare. Perché conveniva, anche allo stato, è ovvio!” Conveniva, eh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è lo spirito delle quote rosa? Incentivare la parità con un provvedimento che combatta inerzia, ignoranza, convenienze varie, potere acquisito, ecc.<br />
Nel privato esistono gli stessi problemi. A mio parere, uno dei più grandi è l&#8217;inerzia e la fatica di modificare gli assetti quando già si ha a che fare con ruoli che sono progressivamente scivolati nel tradizionalismo, magari alla nascita dei figli.<br />
Succede (anche) perché affetto non fa rima con rispetto. Perché non viene percepita la creatività di giocare con i ruoli anche come arricchimento di se stessi.<br />
Ma anche perché non si reputa importante dare l&#8217;esempio e modificare il futuro, come si farebbe in una azienda con le &#8216;buone pratiche&#8217;. Non ci si vergogna del privilegio maschile, e soprattutto non lo si ritiene dannoso.<br />
Non si riesce a fare lo scatto che rende la parità vera un elemento ‘conveniente’, opportuno, per qualsiasi tipo di relazione umana e non.<br />
Che poi ci sia la spiegazione socio-psico-culturale per tutto questo, siamo d’accordo.<br />
Ecco, vorrei però che dilagassero anche fra noi le facce sconcertate e sbigottite che ho visto ai miei amici stranieri di fronte a certi modi di agire e discorsi, e non sentirmi più dire “anche mia madre aveva gli stessi comportamenti e gli stessi problemi, quando ero piccola, sai, negli anni ’50&#8230;”. Come ne sono uscite? ho chiesto, “con provvedimenti del governo, con l’aiuto della scuola, con la (in)formazione &#8211;  un lavoro capillare. Perché conveniva, anche allo stato, è ovvio!” Conveniva, eh.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120837</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 11:40:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@gianni fortunatamente anch&#039;io conoscono padri e madri che si suddividono il lavoro genitoriale con equità e rispetto, volevo solo sottolineare quella che francesca chiama giustamente &quot;la connivenza delle donne al modello dominante&quot;, chiaro che nelle coppie come la tua c&#039;è una progettualità e un modello organizzativo di famiglia moderno e ugualitario, mi chiedevo solo però perché per certe mogli e madri non è normale fare altrettanto, come dicevo prima perché i figli non stanno con i loro padri ma con le nonne? cominciare a lavorare su questa abitudine potrebbe aiutarci a superare molti limiti e atteggiamenti che diamo per &quot;normali e giusti&quot;
@stefano l&#039;esempio che riporti esprime benissimo i dubbi che ti ponevo, solo in svezia hai avuto l&#039;opportunità di scegliere il congedo parentale, ben visto dalla tua stessa azienda, qui in italia o diviene un obbligo o difficilmente le aziende lo promuoveranno, come un diritto del padre di accudire e godersi i propri figli e anche come un modo di cancellare disuguaglianze contrattuali tra uomo e donna.
poi ma questo riguarda te personalmente, visto ciò che scrivi e l&#039;amore che hai per le tue figlie, credo che anche qua in italia, con meno diritti o possibilità, tu saresti comunque l&#039;ottimo padre che sei=^-^=]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@gianni fortunatamente anch&#8217;io conoscono padri e madri che si suddividono il lavoro genitoriale con equità e rispetto, volevo solo sottolineare quella che francesca chiama giustamente &#8220;la connivenza delle donne al modello dominante&#8221;, chiaro che nelle coppie come la tua c&#8217;è una progettualità e un modello organizzativo di famiglia moderno e ugualitario, mi chiedevo solo però perché per certe mogli e madri non è normale fare altrettanto, come dicevo prima perché i figli non stanno con i loro padri ma con le nonne? cominciare a lavorare su questa abitudine potrebbe aiutarci a superare molti limiti e atteggiamenti che diamo per &#8220;normali e giusti&#8221;<br />
@stefano l&#8217;esempio che riporti esprime benissimo i dubbi che ti ponevo, solo in svezia hai avuto l&#8217;opportunità di scegliere il congedo parentale, ben visto dalla tua stessa azienda, qui in italia o diviene un obbligo o difficilmente le aziende lo promuoveranno, come un diritto del padre di accudire e godersi i propri figli e anche come un modo di cancellare disuguaglianze contrattuali tra uomo e donna.<br />
poi ma questo riguarda te personalmente, visto ciò che scrivi e l&#8217;amore che hai per le tue figlie, credo che anche qua in italia, con meno diritti o possibilità, tu saresti comunque l&#8217;ottimo padre che sei=^-^=</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: roberto		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120836</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 10:36:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giusto un piccolo appunto:
&quot;gli acquisti importanti, tipo la tecnologia, spettano agli uomini; le donne riservano per sé le scelte legate all´effimero, come le vacanze, l´acquisto di generi alimentari, o ancora quelle legate alla salute.&quot;
Ora: cibo e salute mi sembrano meno effimeri rispetto a tv al plasma e i-pad. Detto questo, il senso generale del discorso ovviamente non cambia, solo questo esempio mi pare un po&#039; fuori luogo..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto un piccolo appunto:<br />
&#8220;gli acquisti importanti, tipo la tecnologia, spettano agli uomini; le donne riservano per sé le scelte legate all´effimero, come le vacanze, l´acquisto di generi alimentari, o ancora quelle legate alla salute.&#8221;<br />
Ora: cibo e salute mi sembrano meno effimeri rispetto a tv al plasma e i-pad. Detto questo, il senso generale del discorso ovviamente non cambia, solo questo esempio mi pare un po&#8217; fuori luogo..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120835</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 10:25:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4659#comment-120835</guid>

					<description><![CDATA[Comunque spiace sentire la Bonino che dice che non festeggia le quote rosa perchè il vero problema in italia è la mancanza di meritocrazia...Come se la discriminazione di genere fosse un puntello della meritocrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque spiace sentire la Bonino che dice che non festeggia le quote rosa perchè il vero problema in italia è la mancanza di meritocrazia&#8230;Come se la discriminazione di genere fosse un puntello della meritocrazia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cambiare-lo-sguardo/comment-page-1/#comment-120834</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 10:18:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti Stefano, infatti...E&#039; che a volte non avendo sotto gli occhi che un&#039;alternativa è possibile, si tende a considerare un certo stato di cose come inevitabile o addirittura naturale, piuttosto che espressione di mentalità, pratiche, interessi ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti Stefano, infatti&#8230;E&#8217; che a volte non avendo sotto gli occhi che un&#8217;alternativa è possibile, si tende a considerare un certo stato di cose come inevitabile o addirittura naturale, piuttosto che espressione di mentalità, pratiche, interessi ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
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