<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: CARLO GINZBURG, IL NEGAZIONISMO, UN APPELLO DEL 2007	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 06 Nov 2013 12:24:10 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 12:24:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135028</guid>

					<description><![CDATA[http://www.correttainformazione.it/esteri/ebrei-contro-il-sionismo-non-in-mio-nome/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.correttainformazione.it/esteri/ebrei-contro-il-sionismo-non-in-mio-nome/" rel="nofollow ugc">http://www.correttainformazione.it/esteri/ebrei-contro-il-sionismo-non-in-mio-nome/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il dejà-vu del cosiddetto &#34;DDL sul negazionismo&#34;&#160;&#124;&#160;Giap		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il dejà-vu del cosiddetto &#34;DDL sul negazionismo&#34;&#160;&#124;&#160;Giap]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 10:04:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135027</guid>

					<description><![CDATA[[...] Ginzburg contro il &#8220;Ddl sul negazionismo&#8221;, qui.   Log in to [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Ginzburg contro il &#8220;Ddl sul negazionismo&#8221;, qui.   Log in to [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135026</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 07:16:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135026</guid>

					<description><![CDATA[credo che Ginzburg si preoccupi anche di un altro fenomeno.
La paranoia e il suo uso strumentale (politico, pubblicitario, propagandistico).
Se c&#039;è uno che non apprezzo, complessivamente, è Odifreddi. Credo che il ritratto che ne ha fatto Grasso sull&#039;Espresso sia piuttosto calzante, almeno per quanto riguarda i suoi tratti cultural-caratteriali. Ma è stato definito da tutti i giornali &quot;negazionista&quot; per avere usato l&#039;olocausto (in modo poco opportuno e provocatorio, per farsi pubblicità - è il suo stile &quot;impertinente&quot;) per fare un discorso su scienza e verità, logica matematica e compagnia bella. Non è un negazionista.  Eppure...
Un altro è Norman G. Finkelstein, ebreo figlio di sopravvissuti ad Auschwitz, e autore di &quot;L&#039;industria dell&#039;olocausto&quot;. Non è un &quot;negazionista&quot; - come potrebbe esserlo, se le intere famiglie dei genitori sono state sterminate? - ma dopo la pubblicazione del libro (apprezzato da grandi storici ebrei come Hilberg e Judt, appunto - vedi sopra)  non ha mai più trovato una università disposta a dargli un incarico di insegnamento. Nonostante la stessa università che lo ha estromesso (di fatto) negandogli la cattedra che gli spettava (DePaul, IL) dopo anni di  insegnamento, abbia ammesso in un comunicato ufficiale che F. aveva tutte le carte in regola per avere il posto: numero e valore delle opere pubblicate (sottoposte a peer review), gradimento degli studenti, dedizione al lavoro, ecc.  Il corpo insegnante dell&#039;Università e gli studenti hanno protestato per sostenerlo, e per sostenere la libertà di espressione, appelli sono stati firmati da storici e intellettuali, come quelli citati sopra, Noam Chomsky e molti altri. Ma niente: dal 2007 Finkelstein è disoccuppato.
Oggi vive in un monolocale a Staten Island, e dice: &quot;Ormai sono vicino ai sessanta, non credo che avrò mai più un lavoro. Googlate il mio nome su internet e vi usciranno diecimila pagine sul negazionismo. Con queste credenziali, quale board universitario accetterà anche solo di verificare le mie credenziali? Di aprire - non dico leggere - uno solo dei libri che ho scritto?&quot;
CHi non lo ha visto, proprio su questo tema del negazionismo - vero o presunto - può guardare il bellissimo documentario: &quot;American Radical - The Trials of Norman Finkelstein&quot;. (con sottotitoli italiani)
Siccome ho un po&#039; paura di essere definita negazionista anch&#039;io, solo per averlo ricordato, torno a firmarmi: Diana Corsini, figlia di un&#039;ebrea. Quindi io stessa ebrea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo che Ginzburg si preoccupi anche di un altro fenomeno.<br />
La paranoia e il suo uso strumentale (politico, pubblicitario, propagandistico).<br />
Se c&#8217;è uno che non apprezzo, complessivamente, è Odifreddi. Credo che il ritratto che ne ha fatto Grasso sull&#8217;Espresso sia piuttosto calzante, almeno per quanto riguarda i suoi tratti cultural-caratteriali. Ma è stato definito da tutti i giornali &#8220;negazionista&#8221; per avere usato l&#8217;olocausto (in modo poco opportuno e provocatorio, per farsi pubblicità &#8211; è il suo stile &#8220;impertinente&#8221;) per fare un discorso su scienza e verità, logica matematica e compagnia bella. Non è un negazionista.  Eppure&#8230;<br />
Un altro è Norman G. Finkelstein, ebreo figlio di sopravvissuti ad Auschwitz, e autore di &#8220;L&#8217;industria dell&#8217;olocausto&#8221;. Non è un &#8220;negazionista&#8221; &#8211; come potrebbe esserlo, se le intere famiglie dei genitori sono state sterminate? &#8211; ma dopo la pubblicazione del libro (apprezzato da grandi storici ebrei come Hilberg e Judt, appunto &#8211; vedi sopra)  non ha mai più trovato una università disposta a dargli un incarico di insegnamento. Nonostante la stessa università che lo ha estromesso (di fatto) negandogli la cattedra che gli spettava (DePaul, IL) dopo anni di  insegnamento, abbia ammesso in un comunicato ufficiale che F. aveva tutte le carte in regola per avere il posto: numero e valore delle opere pubblicate (sottoposte a peer review), gradimento degli studenti, dedizione al lavoro, ecc.  Il corpo insegnante dell&#8217;Università e gli studenti hanno protestato per sostenerlo, e per sostenere la libertà di espressione, appelli sono stati firmati da storici e intellettuali, come quelli citati sopra, Noam Chomsky e molti altri. Ma niente: dal 2007 Finkelstein è disoccuppato.<br />
Oggi vive in un monolocale a Staten Island, e dice: &#8220;Ormai sono vicino ai sessanta, non credo che avrò mai più un lavoro. Googlate il mio nome su internet e vi usciranno diecimila pagine sul negazionismo. Con queste credenziali, quale board universitario accetterà anche solo di verificare le mie credenziali? Di aprire &#8211; non dico leggere &#8211; uno solo dei libri che ho scritto?&#8221;<br />
CHi non lo ha visto, proprio su questo tema del negazionismo &#8211; vero o presunto &#8211; può guardare il bellissimo documentario: &#8220;American Radical &#8211; The Trials of Norman Finkelstein&#8221;. (con sottotitoli italiani)<br />
Siccome ho un po&#8217; paura di essere definita negazionista anch&#8217;io, solo per averlo ricordato, torno a firmarmi: Diana Corsini, figlia di un&#8217;ebrea. Quindi io stessa ebrea.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135025</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 06:20:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135025</guid>

					<description><![CDATA[@ Sacha - sulla necessità della legge ho idee e sentimenti contrastanti - tuttavia tu confondi i piani: negli esempi da te forniti ci sono persone che si dividono sull&#039;interpretazione dei fatti senza negarli. Non c&#039;è nessuno che nega l&#039;invasione dell&#039;Ungheria da parte dell&#039;Urss o degli Stati Uniti in Vietnam. Si discute tra persone con idee anche opposte avendo come punto come un fatto: per esempio l&#039;invasione dell&#039;Ungheria. I negazionisti dicono che lo sterminio non è mai esistito. E&#039; diverso non trovi? Come si possono avere opinioni differenti con qualcuno che nega l&#039;esistenza di un fatto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Sacha &#8211; sulla necessità della legge ho idee e sentimenti contrastanti &#8211; tuttavia tu confondi i piani: negli esempi da te forniti ci sono persone che si dividono sull&#8217;interpretazione dei fatti senza negarli. Non c&#8217;è nessuno che nega l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria da parte dell&#8217;Urss o degli Stati Uniti in Vietnam. Si discute tra persone con idee anche opposte avendo come punto come un fatto: per esempio l&#8217;invasione dell&#8217;Ungheria. I negazionisti dicono che lo sterminio non è mai esistito. E&#8217; diverso non trovi? Come si possono avere opinioni differenti con qualcuno che nega l&#8217;esistenza di un fatto?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135024</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 04:32:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135024</guid>

					<description><![CDATA[Ma la cosa si ferma al negazionismo dell&#039;Olocausto (che in questo caso diventerebbe un &#039;unicum&#039; nella storia dell&#039;Umanità) oppure si estende a tutti gli eventi storici, per cui la differenza d&#039;opinione viene sostituito dalla &#039;verità&#039;, cioè il giudizio unanime di storici competenti, così se uno, per esempio, ritiene che gli Usa abbiano fatto bene a intervenire in Iraq o in Vietnam, oppure l&#039;Urss in Ungheria e Cecoslovacchia, non esprime un&#039;opinione sbagliata da confutare ma un reato da perseguire? Se uno esprime dubbi sulla ricostruzione ufficiale del rapimento e uccisione di Aldo Moro può essere perseguito ufficialmente in quanto &#039;negazionista&#039;?
Credo sia questa la preoccupazione di Ginzburg e altri storici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la cosa si ferma al negazionismo dell&#8217;Olocausto (che in questo caso diventerebbe un &#8216;unicum&#8217; nella storia dell&#8217;Umanità) oppure si estende a tutti gli eventi storici, per cui la differenza d&#8217;opinione viene sostituito dalla &#8216;verità&#8217;, cioè il giudizio unanime di storici competenti, così se uno, per esempio, ritiene che gli Usa abbiano fatto bene a intervenire in Iraq o in Vietnam, oppure l&#8217;Urss in Ungheria e Cecoslovacchia, non esprime un&#8217;opinione sbagliata da confutare ma un reato da perseguire? Se uno esprime dubbi sulla ricostruzione ufficiale del rapimento e uccisione di Aldo Moro può essere perseguito ufficialmente in quanto &#8216;negazionista&#8217;?<br />
Credo sia questa la preoccupazione di Ginzburg e altri storici.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135023</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 12:54:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135023</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;antisemitismo in Italia c&#039;è, sdoganato insieme al razzismo e presente in forme ora striscianti, ora conclamate. Non basta un ordinamento giuridico non discriminatorio per affermare il superamento del problema; non c&#039;è necessariamente allineamento tra sentimento comune e normativa,  altrimenti non sarebbe mai nata una nozione come quella di &quot;costituzione materiale&quot; che non si capisce cosa significhi, se non che gli italiani non hanno interiorizzato nemmeno la propria legge fondamentale e preferiscono praticarne un’altra – diciamo così – meno impegnativa. Figuriamoci le leggi  a contrasto delle discriminazioni, che tanto generosamente abbiamo sempre praticato.
Però sul reato di negazionismo io concordo in toto con Ginzburg. Zauberei, hai ragione quando fai notare che l&#039;etica pertinente a un certo ambito non deve necessariamente prevalere su quella che emerge da altri campi del nostro agire: è un&#039;idea rozza di democrazia, quella di chi sostiene che in questo regime politico tutti debbano essere liberi di dire ciò che vogliono e di organizzarsi politicamente come meglio credono, negando di fatto alla democrazia qualsiasi strumento di autodifesa. Un po’ come quelli che pensano che la democrazia coincida con il suffragio universale, che molto spesso fa emergere leadership che di democratico non hanno niente (vedi Hamas). Le democrazie sono tali se le libertà, che necessariamente entrano in contrasto tra loro, sono incanalate in un alveo definito da una legge fondamentale e da altre norme. Nella nostra democrazia, per dire, è (diciamo sarebbe, e stendiamo un velo pietoso) vietato ricostituire il partito fascista; e quindi non viene (giustamente, dico io) riconosciuta la libertà di espressione di chi quella stessa democrazia vorrebbe sovvertire. Qui però non stiamo parlando di un&#039;organizzazione politica, cioè di un’azione manifestamente ostile allo stato democratico, ma di soggetti che ritengono di poter dimostrare storicamente l&#039;esistenza o l&#039;inesistenza di qualche cosa, e che utilizzando indagini e strumenti storiografici possono essere e sono adeguatamente confutati. Secondo me questo basta, perché credo che la legge non dovrebbe intervenire a tutela di interessi, diritti e sensibilità che possono essere difesi con strumenti meno invasivi. Si potrebbe e si dovrebbe vietare e perseguire qualsiasi organizzazione di queste persone in forma politica, questo sì, perché in quel caso si configurerebbe una minaccia reale per lo stato e per i cittadini che lo stato tutela, tra cui, nel caso specifico, quelli ebrei. Si pone anche un altro problema, poi, che è quello della possibilità di far effettivamente rispettare quella legge: in un caso come questo non sarebbe facile, potendo il reato articolarsi in forme hard e facilmente distinguibili, sì, ma anche in modalità di non immediata evidenza e connotate da ambiguità. E introdurre un divieto che non si riesce a far rispettare può essere pericoloso, perché tra norme e valori c’è una retroazione: non sono solo i valori a venir codificati nelle norme, ma anche le norme ad esercitare un valore segnaletico della sensibilità di una certa comunità; una norma disattesa rischia quindi di segnalare l’impotenza di quella collettività rispetto al valore che si vorrebbe difendere, e di conseguenza la sua scarsa rilevanza di fatto. Inoltre, mettere sotto tutela legislativa una certa verità storicamente acclarata comporta il rischio di sterilizzarla, quella verità, scoraggiando eventuali studiosi che vogliano arricchirla di ulteriori particolari, per l’evidente rischio politico a cui i loro lavori sarebbero esposti. Questo non implica, a mio avviso, consentire azioni come l’adozione di un testo scolastico a connotazione negazionista, o mandare in prima serata una fiction in cui gli americani costruiscono le camere a gas per screditare i nazisti; ma penso che siano sufficienti strumenti di vigilanza diversi dalla legge, e già esistenti, per prevenire questi abusi. Non sottovaluterei neanche il diritto di tribuna che si conferisce implicitamente a questi soggetti, regalando loro il palcoscenico di un processo pubblico; anni fa erano considerati dei mentecatti, personaggi quasi pittoreschi nel loro squallore; ora un ventennio di caduta libera delle coscienze li ha sdoganati, come si dice, e le polemiche gli hanno fornito la cassa di risonanza che andavano cercando: non penso sia opportuno dargli ulteriori occasioni di ribalta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;antisemitismo in Italia c&#8217;è, sdoganato insieme al razzismo e presente in forme ora striscianti, ora conclamate. Non basta un ordinamento giuridico non discriminatorio per affermare il superamento del problema; non c&#8217;è necessariamente allineamento tra sentimento comune e normativa,  altrimenti non sarebbe mai nata una nozione come quella di &#8220;costituzione materiale&#8221; che non si capisce cosa significhi, se non che gli italiani non hanno interiorizzato nemmeno la propria legge fondamentale e preferiscono praticarne un’altra – diciamo così – meno impegnativa. Figuriamoci le leggi  a contrasto delle discriminazioni, che tanto generosamente abbiamo sempre praticato.<br />
Però sul reato di negazionismo io concordo in toto con Ginzburg. Zauberei, hai ragione quando fai notare che l&#8217;etica pertinente a un certo ambito non deve necessariamente prevalere su quella che emerge da altri campi del nostro agire: è un&#8217;idea rozza di democrazia, quella di chi sostiene che in questo regime politico tutti debbano essere liberi di dire ciò che vogliono e di organizzarsi politicamente come meglio credono, negando di fatto alla democrazia qualsiasi strumento di autodifesa. Un po’ come quelli che pensano che la democrazia coincida con il suffragio universale, che molto spesso fa emergere leadership che di democratico non hanno niente (vedi Hamas). Le democrazie sono tali se le libertà, che necessariamente entrano in contrasto tra loro, sono incanalate in un alveo definito da una legge fondamentale e da altre norme. Nella nostra democrazia, per dire, è (diciamo sarebbe, e stendiamo un velo pietoso) vietato ricostituire il partito fascista; e quindi non viene (giustamente, dico io) riconosciuta la libertà di espressione di chi quella stessa democrazia vorrebbe sovvertire. Qui però non stiamo parlando di un&#8217;organizzazione politica, cioè di un’azione manifestamente ostile allo stato democratico, ma di soggetti che ritengono di poter dimostrare storicamente l&#8217;esistenza o l&#8217;inesistenza di qualche cosa, e che utilizzando indagini e strumenti storiografici possono essere e sono adeguatamente confutati. Secondo me questo basta, perché credo che la legge non dovrebbe intervenire a tutela di interessi, diritti e sensibilità che possono essere difesi con strumenti meno invasivi. Si potrebbe e si dovrebbe vietare e perseguire qualsiasi organizzazione di queste persone in forma politica, questo sì, perché in quel caso si configurerebbe una minaccia reale per lo stato e per i cittadini che lo stato tutela, tra cui, nel caso specifico, quelli ebrei. Si pone anche un altro problema, poi, che è quello della possibilità di far effettivamente rispettare quella legge: in un caso come questo non sarebbe facile, potendo il reato articolarsi in forme hard e facilmente distinguibili, sì, ma anche in modalità di non immediata evidenza e connotate da ambiguità. E introdurre un divieto che non si riesce a far rispettare può essere pericoloso, perché tra norme e valori c’è una retroazione: non sono solo i valori a venir codificati nelle norme, ma anche le norme ad esercitare un valore segnaletico della sensibilità di una certa comunità; una norma disattesa rischia quindi di segnalare l’impotenza di quella collettività rispetto al valore che si vorrebbe difendere, e di conseguenza la sua scarsa rilevanza di fatto. Inoltre, mettere sotto tutela legislativa una certa verità storicamente acclarata comporta il rischio di sterilizzarla, quella verità, scoraggiando eventuali studiosi che vogliano arricchirla di ulteriori particolari, per l’evidente rischio politico a cui i loro lavori sarebbero esposti. Questo non implica, a mio avviso, consentire azioni come l’adozione di un testo scolastico a connotazione negazionista, o mandare in prima serata una fiction in cui gli americani costruiscono le camere a gas per screditare i nazisti; ma penso che siano sufficienti strumenti di vigilanza diversi dalla legge, e già esistenti, per prevenire questi abusi. Non sottovaluterei neanche il diritto di tribuna che si conferisce implicitamente a questi soggetti, regalando loro il palcoscenico di un processo pubblico; anni fa erano considerati dei mentecatti, personaggi quasi pittoreschi nel loro squallore; ora un ventennio di caduta libera delle coscienze li ha sdoganati, come si dice, e le polemiche gli hanno fornito la cassa di risonanza che andavano cercando: non penso sia opportuno dargli ulteriori occasioni di ribalta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135022</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 12:07:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135022</guid>

					<description><![CDATA[“Il terreno privilegiato per contrastarlo è la scuola.”
Questa mi sembra la risposta migliore, di gran lunga preferibile a leggi imposte dall’alto che difficilmente arginerebbero il problema.
P.S.
Visto che nel post compare un accenno al “livello morale di Montanelli”, mi permetto di rimandare a questo link. Però non voglio far deragliare la conversazione (il focus dei commenti deve rimanere orientato sul tema principale, il negazionismo), quindi aggiungo un “fine OT”.
http://www.youtube.com/watch?v=QGSQ_ZEgViU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il terreno privilegiato per contrastarlo è la scuola.”<br />
Questa mi sembra la risposta migliore, di gran lunga preferibile a leggi imposte dall’alto che difficilmente arginerebbero il problema.<br />
P.S.<br />
Visto che nel post compare un accenno al “livello morale di Montanelli”, mi permetto di rimandare a questo link. Però non voglio far deragliare la conversazione (il focus dei commenti deve rimanere orientato sul tema principale, il negazionismo), quindi aggiungo un “fine OT”.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=QGSQ_ZEgViU" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=QGSQ_ZEgViU</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135021</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 11:43:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135021</guid>

					<description><![CDATA[In effetti, come si dice nell&#039;intervista, il sentimento che gli ebrei costituiscano una casta da disprezzare è tuttora diffuso. Si è citato, sempre nell&#039;intervista, il 1321 e si può anche citare la bolla di quel Papa che, quando Avignone fu colpita dalla peste e perse tre quarti dei suoi abitanti, chiese ai sopravissuti di &quot;non bruciare gli ebrei poiché essi si ammalano come noi&quot;. Allora era superstizione, ma non vedo così tanta differenza con la contemporaneità, dove ancora dodici anni fa si è fatto il conto di quanti ebrei fossero presenti nelle Torri Gemelle.
Questo significa che quel sentimento di disprezzo è ancora presente.
Non posso che trovarmi d&#039;accordo con quel che si ribadisce: educazione scolastica. Ma un&#039;educazione mirata non soltanto a superare le superstizioni, ma pure a non reagire in modo avventato e spesso emotivo di fronte a quel che succede. Perché si fanno degli errori che finiscono col costare caro, certo non caro quanto il prezzo pagato dagli ebrei e dagli zingari, ma egualmente sinonimo di inciviltà e di incomprensione. Questo lo scrivo perché vedo avventatezza sia da parte di coloro che si interrogano sulle questioni storiche senza averne le conoscenze, in modo insensibile e doloroso (specie se l&#039;interrogazione appare sugli scenari pubblici), sia da parte di coloro che vorrebbero riscattare o almeno far comprendere quanto dolore sono costate e costano ancora quelle questioni pagate sulla propria pelle.
Di questa avventatezza, da ogni parte coinvolta, mi piacerebbe che si trovasse un rimedio.
Non sono però d&#039;accordo sul fatto che il negazionismo non debba essere perseguito legalmente. Perché se si prova con documenti effettivi che si falsificano vicende storiche per perseguire un proprio regime politico e queste falsificazioni, che potrebbero rientrare nelle negazioni, non vengono perseguite, non è possibile l&#039;attuazione di una vera democrazia. Si commetterebbe un danno prodotto dalla diffusione di informazioni false, che è forse uno dei danni maggiori fatto alla creazione di un mondo libero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, come si dice nell&#8217;intervista, il sentimento che gli ebrei costituiscano una casta da disprezzare è tuttora diffuso. Si è citato, sempre nell&#8217;intervista, il 1321 e si può anche citare la bolla di quel Papa che, quando Avignone fu colpita dalla peste e perse tre quarti dei suoi abitanti, chiese ai sopravissuti di &#8220;non bruciare gli ebrei poiché essi si ammalano come noi&#8221;. Allora era superstizione, ma non vedo così tanta differenza con la contemporaneità, dove ancora dodici anni fa si è fatto il conto di quanti ebrei fossero presenti nelle Torri Gemelle.<br />
Questo significa che quel sentimento di disprezzo è ancora presente.<br />
Non posso che trovarmi d&#8217;accordo con quel che si ribadisce: educazione scolastica. Ma un&#8217;educazione mirata non soltanto a superare le superstizioni, ma pure a non reagire in modo avventato e spesso emotivo di fronte a quel che succede. Perché si fanno degli errori che finiscono col costare caro, certo non caro quanto il prezzo pagato dagli ebrei e dagli zingari, ma egualmente sinonimo di inciviltà e di incomprensione. Questo lo scrivo perché vedo avventatezza sia da parte di coloro che si interrogano sulle questioni storiche senza averne le conoscenze, in modo insensibile e doloroso (specie se l&#8217;interrogazione appare sugli scenari pubblici), sia da parte di coloro che vorrebbero riscattare o almeno far comprendere quanto dolore sono costate e costano ancora quelle questioni pagate sulla propria pelle.<br />
Di questa avventatezza, da ogni parte coinvolta, mi piacerebbe che si trovasse un rimedio.<br />
Non sono però d&#8217;accordo sul fatto che il negazionismo non debba essere perseguito legalmente. Perché se si prova con documenti effettivi che si falsificano vicende storiche per perseguire un proprio regime politico e queste falsificazioni, che potrebbero rientrare nelle negazioni, non vengono perseguite, non è possibile l&#8217;attuazione di una vera democrazia. Si commetterebbe un danno prodotto dalla diffusione di informazioni false, che è forse uno dei danni maggiori fatto alla creazione di un mondo libero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135020</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 11:34:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135020</guid>

					<description><![CDATA[@PO, non mi pare che qualcuno qui usi l&#039;antisemitismo in modo ricattatorio per rivalutare in qualche modo le politiche di Israele.
Ginzburg per primo nell&#039;intervista le definisce ripugnanti, ferocemente ingiuste e suicide, e dice che l&#039;antisionismo spesso è una &quot;maschera&quot; per l&#039;antisemtitismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@PO, non mi pare che qualcuno qui usi l&#8217;antisemitismo in modo ricattatorio per rivalutare in qualche modo le politiche di Israele.<br />
Ginzburg per primo nell&#8217;intervista le definisce ripugnanti, ferocemente ingiuste e suicide, e dice che l&#8217;antisionismo spesso è una &#8220;maschera&#8221; per l&#8217;antisemtitismo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco Santoianni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/carlo-ginzburg-il-negazionismo-un-appello-del-2007/comment-page-1/#comment-135019</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco Santoianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 11:05:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6209#comment-135019</guid>

					<description><![CDATA[Sul  reato di negazionismo e l’ultima follia dei parlamentari Cinque Stelle
mi permetto di rimandare a questo mio articolo
http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=1105]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul  reato di negazionismo e l’ultima follia dei parlamentari Cinque Stelle<br />
mi permetto di rimandare a questo mio articolo<br />
<a href="http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=1105" rel="nofollow ugc">http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=1105</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
