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	Commenti a: CARTOONS ON THE BAY	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: aand		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aand]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 01:23:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non capisco bene la questione Tomino...
mi pare ovvio che anche il mercato dei manga e degli anime abbia dei momenti di stallo creativo. Dopotutto se ne producono molti, e la maggior parte di essi per motivi strettamente commerciali, e segue dinamiche a noi occidentali spesso ignote (ci metto i robot per vendere i modellini, ci metto una mascotte per vendere i peluche, ci metto ambiguità sessuali per avere più pubblico femminile). Ho comunque la sensazione che anche ai suoi tempi la situazione poteva essere simile, a quanti anime siamo affezionati solo per il loro aspetto affettivo che per il reale valore artistico?
Quanto ai videogiochi: Cooking mama lo usa anche mio cugino decenne, con risultati eccellenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco bene la questione Tomino&#8230;<br />
mi pare ovvio che anche il mercato dei manga e degli anime abbia dei momenti di stallo creativo. Dopotutto se ne producono molti, e la maggior parte di essi per motivi strettamente commerciali, e segue dinamiche a noi occidentali spesso ignote (ci metto i robot per vendere i modellini, ci metto una mascotte per vendere i peluche, ci metto ambiguità sessuali per avere più pubblico femminile). Ho comunque la sensazione che anche ai suoi tempi la situazione poteva essere simile, a quanti anime siamo affezionati solo per il loro aspetto affettivo che per il reale valore artistico?<br />
Quanto ai videogiochi: Cooking mama lo usa anche mio cugino decenne, con risultati eccellenti.</p>
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		<title>
		Di: Marco Pellitteri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Pellitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 12:50:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su Yoshiyuki Tomino:
una sintesi rivelatrice del suo pensiero sui suoi anime è nel libro di Peter Carey «Wrong About Japan», edito in Italia col titolo «Manga, fast-food e samurai», penso da Feltrinelli, che vale davvero l&#039;acquisto. Carey intervista Tomino e quest&#039;ultimo rivela molte cosette interessanti. Anche io ho commentato a lungo l&#039;intervista e in generale vari temi dell&#039;animazione giapponese in merito a questioni come l&#039;identità nazionale, il nazionalismo, la guerra, lo sguardo sull&#039;alterità (in«Il Drago e la Saetta», un minaccioso volume di 664 pagine, argh). Però non posso dire se il mio, di libro, l&#039;acquisto lo valga. La lettura però sì! :-)
Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Yoshiyuki Tomino:<br />
una sintesi rivelatrice del suo pensiero sui suoi anime è nel libro di Peter Carey «Wrong About Japan», edito in Italia col titolo «Manga, fast-food e samurai», penso da Feltrinelli, che vale davvero l&#8217;acquisto. Carey intervista Tomino e quest&#8217;ultimo rivela molte cosette interessanti. Anche io ho commentato a lungo l&#8217;intervista e in generale vari temi dell&#8217;animazione giapponese in merito a questioni come l&#8217;identità nazionale, il nazionalismo, la guerra, lo sguardo sull&#8217;alterità (in«Il Drago e la Saetta», un minaccioso volume di 664 pagine, argh). Però non posso dire se il mio, di libro, l&#8217;acquisto lo valga. La lettura però sì! 🙂<br />
Marco</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100192</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 07:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma Denise, esteticamente anche un lettore di libri è grottesco. E ti assicuro che conosco molti lettori forti che sarebbe troppo generoso definire alienati. Non è il mezzo a fare la differenza, è la persona: e la persona è frutto di tante circostanze. Quanto al rimbecillimento dei ragazzini: se davvero fosse tale - e non credo - lo attribuisco più all&#039;ossessione genitoriale che da un decennio in giù li ha trasformati in specie protetta che a uno sparatutto.
Ultima precisazione: non sto parlando di studi, sto parlando di esperienza personale e di punto di vista altrettanto personale. Però, non è casuale che alcuni dei migliori narratori che conosco siano, anche, ottimi giocatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Denise, esteticamente anche un lettore di libri è grottesco. E ti assicuro che conosco molti lettori forti che sarebbe troppo generoso definire alienati. Non è il mezzo a fare la differenza, è la persona: e la persona è frutto di tante circostanze. Quanto al rimbecillimento dei ragazzini: se davvero fosse tale &#8211; e non credo &#8211; lo attribuisco più all&#8217;ossessione genitoriale che da un decennio in giù li ha trasformati in specie protetta che a uno sparatutto.<br />
Ultima precisazione: non sto parlando di studi, sto parlando di esperienza personale e di punto di vista altrettanto personale. Però, non è casuale che alcuni dei migliori narratori che conosco siano, anche, ottimi giocatori.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Denise		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100191</link>

		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 22:04:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volevo dire &quot;meno&quot; tradizionale!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo dire &#8220;meno&#8221; tradizionale!</p>
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		<title>
		Di: Denise		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100190</link>

		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 22:03:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è una teoria antivideogioco, né una idea settaria: comunicavo solo una percezione &quot;estetica&quot;. Esteticamente, lo trovo grottesco. Non sono una conservatrice incallita e non vedo nelle tecnologie una minaccia, come dimostra il mezzo con cui parliamo.
Poi, io non ho letto studi o altro sul fenomeno, e confesso di averci giocato talvolta, a qualche videogioco: nessuna felicità, solo un senso di alienazione ho provato. Ma magari è un mio limite, eh. Se dia &quot;felicità, intelligenza, abilità narrativa&quot; non lo so, so solo una cosa (e scusate se sono banale, ma io ci rifletterei) : in una persona che ha letto molti libri queste qualità in genere sono evidenti, in una persona che ha giocato a molti videogiochi è più facile non incontrarle. E&#039; che vedendo tanti ragazzini completamente rimbecilliti popolare le nostre città, cresciuti anche a suon di videogiochi, ho difficoltà a scorgere in loro felicità, intelligenza, e abilità narrative (non saprei).
Se degli studi lo attestano, ho il dubbio (sono sincera: è solo un dubbio, posso sbagliarmi) che, avendo spesso gli studi un ruolo non irrilevante nell&#039;orientare i gusti delle masse, non forniscano punti di vista del tutto disinteressati.
Anghelos, mi hai fatto ridere, ma non credo che leggere e comunicare con altre persone sia pure nel modo più tradizionale sia da &quot;triglie&quot; :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una teoria antivideogioco, né una idea settaria: comunicavo solo una percezione &#8220;estetica&#8221;. Esteticamente, lo trovo grottesco. Non sono una conservatrice incallita e non vedo nelle tecnologie una minaccia, come dimostra il mezzo con cui parliamo.<br />
Poi, io non ho letto studi o altro sul fenomeno, e confesso di averci giocato talvolta, a qualche videogioco: nessuna felicità, solo un senso di alienazione ho provato. Ma magari è un mio limite, eh. Se dia &#8220;felicità, intelligenza, abilità narrativa&#8221; non lo so, so solo una cosa (e scusate se sono banale, ma io ci rifletterei) : in una persona che ha letto molti libri queste qualità in genere sono evidenti, in una persona che ha giocato a molti videogiochi è più facile non incontrarle. E&#8217; che vedendo tanti ragazzini completamente rimbecilliti popolare le nostre città, cresciuti anche a suon di videogiochi, ho difficoltà a scorgere in loro felicità, intelligenza, e abilità narrative (non saprei).<br />
Se degli studi lo attestano, ho il dubbio (sono sincera: è solo un dubbio, posso sbagliarmi) che, avendo spesso gli studi un ruolo non irrilevante nell&#8217;orientare i gusti delle masse, non forniscano punti di vista del tutto disinteressati.<br />
Anghelos, mi hai fatto ridere, ma non credo che leggere e comunicare con altre persone sia pure nel modo più tradizionale sia da &#8220;triglie&#8221; 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Anghelos		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anghelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:39:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Acc, a saperlo prima nelle due presentazioni di Bologna avrei scroccato la cena pure io ;)
Su Yoshiyuki non so che dire, se non che il fronte degli autori di manga, chiaramente, è molto più variegato di quanto possiamo immaginare noi qui in Italia, dove il manga non è, come in Giappone, una forma espressiva ampiamente diffusa ed accettata, e i commentatori negativi tendono a fare di tutta l&#039;erba un fascio. Secondo me anche la Takahashi potrebbe avere, nei confronti dei mangaka più giovani, una opinione simile, visto il suo percorso artistico, e lei qua è chiamata ancora, da alcuni, la &quot;principessa del manga&quot;, nonostante abbia ceduto da parecchio ormai lo scettro (se mai lo ha detenuto). Insomma, sono come gli scrittori degli anni &#039;60 o &#039;70 che criticano le nuove leve, e ne sappiamo qualcosa.
Denise, generalmente quando si scrive al pc si ha una notevole faccia da triglia: ma saresti felice che qualcuno ti giudicasse così dopo averti visto digitare a computer il tuo messaggio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acc, a saperlo prima nelle due presentazioni di Bologna avrei scroccato la cena pure io 😉<br />
Su Yoshiyuki non so che dire, se non che il fronte degli autori di manga, chiaramente, è molto più variegato di quanto possiamo immaginare noi qui in Italia, dove il manga non è, come in Giappone, una forma espressiva ampiamente diffusa ed accettata, e i commentatori negativi tendono a fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Secondo me anche la Takahashi potrebbe avere, nei confronti dei mangaka più giovani, una opinione simile, visto il suo percorso artistico, e lei qua è chiamata ancora, da alcuni, la &#8220;principessa del manga&#8221;, nonostante abbia ceduto da parecchio ormai lo scettro (se mai lo ha detenuto). Insomma, sono come gli scrittori degli anni &#8217;60 o &#8217;70 che criticano le nuove leve, e ne sappiamo qualcosa.<br />
Denise, generalmente quando si scrive al pc si ha una notevole faccia da triglia: ma saresti felice che qualcuno ti giudicasse così dopo averti visto digitare a computer il tuo messaggio?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100188</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Ekerot, in pieno. E aggiungo la vecchia frase di Eco: Mai parlare del juke box se non ci hai messo dentro il gettone, almeno una volta.
Entraci, nei videogiochi, e ne riparliamo. Mi permetto di aggiungere, Denise, che sentire nausea per qualcosa che a tuo figlio potrebbe dare felicità, intelligenza, abilità narrativa, a me fa venire qualche brivido. Sempre banalizzando, naturalmente.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Ekerot, in pieno. E aggiungo la vecchia frase di Eco: Mai parlare del juke box se non ci hai messo dentro il gettone, almeno una volta.<br />
Entraci, nei videogiochi, e ne riparliamo. Mi permetto di aggiungere, Denise, che sentire nausea per qualcosa che a tuo figlio potrebbe dare felicità, intelligenza, abilità narrativa, a me fa venire qualche brivido. Sempre banalizzando, naturalmente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100187</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:21:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trucco, per banalizzare, è non guardare il dito ma la luna.
A guardare la tv dove i due virtualplayers si stanno sfidando a tennis non credo dia impressioni di schizofrenia e ridicolo.
E soprattutto giocandoci, ci si diverte.
Io trovo che il gioco sia invece il più sano utile ed appagante trai divertimenti possibili.
Certo finché resta gioco, le manie sono tutt&#039;altra roba.
Ricordo che vent&#039;anni fa quando iniziai a giocare a D&#038;D mio padre era piuttosto scandalizzato. Le ire dei sapienti sociologi e psicologi dell&#039;infanzia si scatenavano contro le nostre sessioni ammazzaorchi.
E invece non è successo proprio niente di male.
Anzi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trucco, per banalizzare, è non guardare il dito ma la luna.<br />
A guardare la tv dove i due virtualplayers si stanno sfidando a tennis non credo dia impressioni di schizofrenia e ridicolo.<br />
E soprattutto giocandoci, ci si diverte.<br />
Io trovo che il gioco sia invece il più sano utile ed appagante trai divertimenti possibili.<br />
Certo finché resta gioco, le manie sono tutt&#8217;altra roba.<br />
Ricordo che vent&#8217;anni fa quando iniziai a giocare a D&amp;D mio padre era piuttosto scandalizzato. Le ire dei sapienti sociologi e psicologi dell&#8217;infanzia si scatenavano contro le nostre sessioni ammazzaorchi.<br />
E invece non è successo proprio niente di male.<br />
Anzi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Denise		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100186</link>

		<dc:creator><![CDATA[Denise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarò anacronistica e retorica, ma l&#039;idea che mio figlio possa avvicinarsi ai videogiochi un giorno mi dà la nausea. Sarà che la fenomenologia del giocatore è ai miei occhi piuttosto avvilente: completamente assente dal mondo, ha espressione facciale e gestualità convulsamente diretti a scopi e realtà inconsistenti. Come quelle novità per cui puoi giocare con una specie di telecomando a tennis, senza la palla né il campo da tennis: ma a guardare chi vi gioca, non posso che vederci schizofrenia e un che di ridicolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò anacronistica e retorica, ma l&#8217;idea che mio figlio possa avvicinarsi ai videogiochi un giorno mi dà la nausea. Sarà che la fenomenologia del giocatore è ai miei occhi piuttosto avvilente: completamente assente dal mondo, ha espressione facciale e gestualità convulsamente diretti a scopi e realtà inconsistenti. Come quelle novità per cui puoi giocare con una specie di telecomando a tennis, senza la palla né il campo da tennis: ma a guardare chi vi gioca, non posso che vederci schizofrenia e un che di ridicolo.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cartoons-on-the-bay/comment-page-1/#comment-100185</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 14:07:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due, Ekerot. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due, Ekerot. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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