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	Commenti a: CERTI LA CHIAMANO MAGIA: NOTE SULLA POLEMICA SULLA FANTASCIENZA (ANCORA)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Umberto Rossi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Umberto Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 12:41:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito della fantascienza italiana della quale il numero di Nuovi Agomenti non fece menzione...
http://cronachediunsolelontano.blogspot.it/2015/01/eclissi-2000-di-lino-aldani.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito della fantascienza italiana della quale il numero di Nuovi Agomenti non fece menzione&#8230;<br />
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		Di: Umberto Rossi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Umberto Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 12:42:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Provvederò a far pervenire a Fahrenheit copia del numero speciale di Science-Fiction Studies dedicato alla fantascienza italiana, previsto per luglio del corrente anno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provvederò a far pervenire a Fahrenheit copia del numero speciale di Science-Fiction Studies dedicato alla fantascienza italiana, previsto per luglio del corrente anno.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 08:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Umberto, invece parliamone: perché il discorso della fantascienza &quot;invisibile&quot; o senza etichette è importantissimo, e mi auguro che Nico Gallo pubblichi il saggio, se lo sta scrivendo, o che lo scriva. La questione &quot;è o non è fantascienza&quot; o &quot;è o non è fantastico&quot; (continuo a pensare a La fortezza di Jennifer Egan a proposito del gotico) è quella che, secondo me, si pone con urgenza. Ed è anche il motivo per cui i testi di Brizzi e anche quelli &quot;non mainstream&quot; di Avoledo passano spesso sotto silenzio.
Giorgio Raffaelli, grazie della segnalazione: nella maggior parte dei casi, le notizie non passano perché è difficile trovarle e non vengono date direttamente. E ti assicuro che preferisco di gran lunga ricevere questo tipo di informazioni che richieste di recensire l&#039;ennesimo romanzo non di genere. La mia mail è pubblica e, sì, voglio riceverne una copia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto, invece parliamone: perché il discorso della fantascienza &#8220;invisibile&#8221; o senza etichette è importantissimo, e mi auguro che Nico Gallo pubblichi il saggio, se lo sta scrivendo, o che lo scriva. La questione &#8220;è o non è fantascienza&#8221; o &#8220;è o non è fantastico&#8221; (continuo a pensare a La fortezza di Jennifer Egan a proposito del gotico) è quella che, secondo me, si pone con urgenza. Ed è anche il motivo per cui i testi di Brizzi e anche quelli &#8220;non mainstream&#8221; di Avoledo passano spesso sotto silenzio.<br />
Giorgio Raffaelli, grazie della segnalazione: nella maggior parte dei casi, le notizie non passano perché è difficile trovarle e non vengono date direttamente. E ti assicuro che preferisco di gran lunga ricevere questo tipo di informazioni che richieste di recensire l&#8217;ennesimo romanzo non di genere. La mia mail è pubblica e, sì, voglio riceverne una copia.</p>
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		<title>
		Di: Giorgio Raffaelli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Raffaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 07:55:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A costo di finire nello spam, non posso non approfittare di questo spazio.
Più sopra si parla di visibilità. di come viene consiiderata dai media mainstream quel che pssa per fantascienza nel nostro paese.
Dopo anni di lettture, di discussioni on line, di vita da blogger, l&#039;anno scorso ho fatto il grande passo: son passato dall&#039;altra parte della barricata e con un amico ho fondato Zona 42. Nel nostro primo anno di vita abbiamo pubblicato e portato in libreria tre grandi nomi della fantascienza internazionale, qualcuno ne ha parlato fuori dal fandom? A parte Wired tutti i media che dedicano qualche spazio alla letteratura hanno completamente ignorato il nostro progetto.
Ma questo non è un post di pubblica lamentazione, volevo semplicemente condividere la nostra piccola esperienza con il mondo là fuori, non quello dei lettori (chi ha letto i nostri libri ne è stato molto felice) piuttosto quello degli operatori culturali (che più che guardare il loro piccolo orticello, o le Grandi Questioni Internazionali sembra non riescano andare). Noi proseguiamo per la nostra strada, che siamo convinti che la qualità delle nostre proposte sia tale da permetterci di sopravvivere e prosperare.
La prossima settimana uscirà il nostro primo libro dedicato alla fantascienza italiana. Se Loredana Lipperini ne vuole copia per recensione non ha che da scriverci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A costo di finire nello spam, non posso non approfittare di questo spazio.<br />
Più sopra si parla di visibilità. di come viene consiiderata dai media mainstream quel che pssa per fantascienza nel nostro paese.<br />
Dopo anni di lettture, di discussioni on line, di vita da blogger, l&#8217;anno scorso ho fatto il grande passo: son passato dall&#8217;altra parte della barricata e con un amico ho fondato Zona 42. Nel nostro primo anno di vita abbiamo pubblicato e portato in libreria tre grandi nomi della fantascienza internazionale, qualcuno ne ha parlato fuori dal fandom? A parte Wired tutti i media che dedicano qualche spazio alla letteratura hanno completamente ignorato il nostro progetto.<br />
Ma questo non è un post di pubblica lamentazione, volevo semplicemente condividere la nostra piccola esperienza con il mondo là fuori, non quello dei lettori (chi ha letto i nostri libri ne è stato molto felice) piuttosto quello degli operatori culturali (che più che guardare il loro piccolo orticello, o le Grandi Questioni Internazionali sembra non riescano andare). Noi proseguiamo per la nostra strada, che siamo convinti che la qualità delle nostre proposte sia tale da permetterci di sopravvivere e prosperare.<br />
La prossima settimana uscirà il nostro primo libro dedicato alla fantascienza italiana. Se Loredana Lipperini ne vuole copia per recensione non ha che da scriverci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Umberto Rossi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-la-chiamano-magia-note-sulla-polemica-sulla-fantascienza-ancora/comment-page-1/#comment-138134</link>

		<dc:creator><![CDATA[Umberto Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 21:37:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guarda, se entriamo nel discorso Brizzi non ne esco più fuori. Conta che ho pubblicato una monografia (in inglese) su Philip K. Dick, e sai che lui è famoso per L&#039;uomo nell&#039;alto castello, che è un romanzo ucronico (altri lo chiamano La svastica sul sole); a causa di ciò mi sono letto buona parte delle ucronie &quot;classiche&quot;, da Pavana di Roberts ad Anniversario fatale di Moore, senza trascurare Contro-passato prossimo di Morselli e Il complotto contro l&#039;America di Roth. Però qualcosa di ampio, intelligente, appassionato e avvicente come la trilogia di Brizzi... a mio modestissimo avviso, è un vanto della nostra letteratura degli ultimi dieci anni, e se ne è parlato vergognosamente poco.
E poi, sempre per restare in patria, Avoledo. Anche nella versione Metro 2033, resta uno scrittore immensamente originale e a tratti geniale. Pare che ora abbia in cantiere qualcosa di grosso (non la terza parte della trilogia Metro 2033), e garantisco che non vedo l&#039;ora di vedere cosa s&#039;è inventato.
Ma il discorso della fantascienza senza etichette, quella pubblicata come narrativa generale, è estremamente complesso, anche e soprattutto perché è difficile da individuare. C&#039;è chi sta facendo un grosso lavoro di ricerca bibliografica per mappare questo territorio, questa specie di materia oscura, ed è Nico Gallo. Ha trovato cose veramente soprendenti, anche se ancora non ha pubblicato un saggio sull&#039;argomento.
Vabbè, se attacco non mi fermo più. Taccio!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda, se entriamo nel discorso Brizzi non ne esco più fuori. Conta che ho pubblicato una monografia (in inglese) su Philip K. Dick, e sai che lui è famoso per L&#8217;uomo nell&#8217;alto castello, che è un romanzo ucronico (altri lo chiamano La svastica sul sole); a causa di ciò mi sono letto buona parte delle ucronie &#8220;classiche&#8221;, da Pavana di Roberts ad Anniversario fatale di Moore, senza trascurare Contro-passato prossimo di Morselli e Il complotto contro l&#8217;America di Roth. Però qualcosa di ampio, intelligente, appassionato e avvicente come la trilogia di Brizzi&#8230; a mio modestissimo avviso, è un vanto della nostra letteratura degli ultimi dieci anni, e se ne è parlato vergognosamente poco.<br />
E poi, sempre per restare in patria, Avoledo. Anche nella versione Metro 2033, resta uno scrittore immensamente originale e a tratti geniale. Pare che ora abbia in cantiere qualcosa di grosso (non la terza parte della trilogia Metro 2033), e garantisco che non vedo l&#8217;ora di vedere cosa s&#8217;è inventato.<br />
Ma il discorso della fantascienza senza etichette, quella pubblicata come narrativa generale, è estremamente complesso, anche e soprattutto perché è difficile da individuare. C&#8217;è chi sta facendo un grosso lavoro di ricerca bibliografica per mappare questo territorio, questa specie di materia oscura, ed è Nico Gallo. Ha trovato cose veramente soprendenti, anche se ancora non ha pubblicato un saggio sull&#8217;argomento.<br />
Vabbè, se attacco non mi fermo più. Taccio!</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 21:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Umberto, Fahrenheit in quel caso aveva due ospiti su quella particolare uscita editoriale, non era una discussione a largo raggio come quelle che facciamo alle 15. Intendo dire che non era una discussione sulla fantascienza, bensì su quel numero di Nuovi Argomenti. Detto questo, personalmente intendo tornare sul punto. Accogliendo molti suggerimenti (giusto, Brizzi, Miles: è vero: a me quel ciclo è piaciuto molto, per esempio. E, ah, conosco bene Robot, per la cronaca, e anche il Corriere della Fantascienza. Diciamo che quelle parti le bazzico, non vado avanti solo a Roth :D )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Umberto, Fahrenheit in quel caso aveva due ospiti su quella particolare uscita editoriale, non era una discussione a largo raggio come quelle che facciamo alle 15. Intendo dire che non era una discussione sulla fantascienza, bensì su quel numero di Nuovi Argomenti. Detto questo, personalmente intendo tornare sul punto. Accogliendo molti suggerimenti (giusto, Brizzi, Miles: è vero: a me quel ciclo è piaciuto molto, per esempio. E, ah, conosco bene Robot, per la cronaca, e anche il Corriere della Fantascienza. Diciamo che quelle parti le bazzico, non vado avanti solo a Roth 😀 )</p>
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		<title>
		Di: Miles Vorkosigan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miles Vorkosigan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 20:33:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi aggiungo al buon Umberto e dico, certamente, c&#039;è ancora tempo. In Italia esiste un problema di visibilità della fantascienza e deriva dal profondo ancoramento della nostra cultura alle radici umanistiche e alla crisi perenne, diciamo al sottosviluppo, ormai, della cultura scientifica. Non a caso la sf prospera nei Paesi anglosassoni, all&#039;avanguardia nelle scienze, mentre da noi, ma anche nella beneamata Francia, prospera la polemica che spesso nasconde l&#039;incompetenza e la fuffa. Dico questo perché spesso il limite tipico dell&#039;autore di sf o fantastico in genere in Italia è la presunzione e tale limite traspare anche troppo spesso all&#039;esterno, si faccia un giro per blog e siti e si capirà cosa intendo. Ma detto doverosamente questo, che secondo il mio modestissimo avviso spiega perché siamo così poco visibili all&#039;esterno: siamo capponi di Renzo che, anziché pensare a migliorare ispirandoci ai tanti buoni e ottimi modelli che ci sono stati e ci sono (Ballard, Reynolds, Lem, Egan, e potrei andare avanti a lungo) finiamo per essere autorefenziali sino all&#039;antipatia o alla batracofilia. Quindi o nessuno ci legge perché troppo di nicchia, o perché talmente fuori come un poggiolo da suscitare ilarità. Autocritica, dunque, e giustamente il tentativo di capire che lì fuori si interessano se davvero hai qualcosa da dire in una lingua comprensibile e con contenuti validi; nello stesso tempo, però, il desiderio di gridare: attenzione, mondo dei lettori che magari si commuove con Zafon o altri autori borderline, l&#039;Italia ha prodotto e produce i signori Evangelisti, Avoledo, Lino Aldani, Claudio Asciuti, Dario Tonani, Clelia Farris, Erica Zunic. E potrei andare avanti a lungo. Chi si è appassionato a quello stranissimo ciclo di Enrico Brizzi che ipotizzava un&#039;Italia in cui la seconda guerra mondiale era andata in modo diverso da quello che sappiamo potrebbe magari approfondire e scoprire che un gruppetto di italiani ha scritto di storia alternativa. Che esiste (ancora) una rivista che si chiama Robot e una webzine come il Corriere della Fantascienza. Insomma, ci siamo, lottiamo, sanguiniamo e siamo vivi. Ci impegniamo per il futuro a gridare un po&#039; meno fra noi e più verso l&#039;esterno e soprattutto non in sanscrito o in fuffese, ma magari cerchiamoci di più, tutti quanti, genere e mainstream. Non siamo così diversi, disse Biko al poliziotto afrikaner... ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi aggiungo al buon Umberto e dico, certamente, c&#8217;è ancora tempo. In Italia esiste un problema di visibilità della fantascienza e deriva dal profondo ancoramento della nostra cultura alle radici umanistiche e alla crisi perenne, diciamo al sottosviluppo, ormai, della cultura scientifica. Non a caso la sf prospera nei Paesi anglosassoni, all&#8217;avanguardia nelle scienze, mentre da noi, ma anche nella beneamata Francia, prospera la polemica che spesso nasconde l&#8217;incompetenza e la fuffa. Dico questo perché spesso il limite tipico dell&#8217;autore di sf o fantastico in genere in Italia è la presunzione e tale limite traspare anche troppo spesso all&#8217;esterno, si faccia un giro per blog e siti e si capirà cosa intendo. Ma detto doverosamente questo, che secondo il mio modestissimo avviso spiega perché siamo così poco visibili all&#8217;esterno: siamo capponi di Renzo che, anziché pensare a migliorare ispirandoci ai tanti buoni e ottimi modelli che ci sono stati e ci sono (Ballard, Reynolds, Lem, Egan, e potrei andare avanti a lungo) finiamo per essere autorefenziali sino all&#8217;antipatia o alla batracofilia. Quindi o nessuno ci legge perché troppo di nicchia, o perché talmente fuori come un poggiolo da suscitare ilarità. Autocritica, dunque, e giustamente il tentativo di capire che lì fuori si interessano se davvero hai qualcosa da dire in una lingua comprensibile e con contenuti validi; nello stesso tempo, però, il desiderio di gridare: attenzione, mondo dei lettori che magari si commuove con Zafon o altri autori borderline, l&#8217;Italia ha prodotto e produce i signori Evangelisti, Avoledo, Lino Aldani, Claudio Asciuti, Dario Tonani, Clelia Farris, Erica Zunic. E potrei andare avanti a lungo. Chi si è appassionato a quello stranissimo ciclo di Enrico Brizzi che ipotizzava un&#8217;Italia in cui la seconda guerra mondiale era andata in modo diverso da quello che sappiamo potrebbe magari approfondire e scoprire che un gruppetto di italiani ha scritto di storia alternativa. Che esiste (ancora) una rivista che si chiama Robot e una webzine come il Corriere della Fantascienza. Insomma, ci siamo, lottiamo, sanguiniamo e siamo vivi. Ci impegniamo per il futuro a gridare un po&#8217; meno fra noi e più verso l&#8217;esterno e soprattutto non in sanscrito o in fuffese, ma magari cerchiamoci di più, tutti quanti, genere e mainstream. Non siamo così diversi, disse Biko al poliziotto afrikaner&#8230; 😉</p>
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		<title>
		Di: Umberto Rossi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-la-chiamano-magia-note-sulla-polemica-sulla-fantascienza-ancora/comment-page-1/#comment-138131</link>

		<dc:creator><![CDATA[Umberto Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 18:17:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caso vuole che il numero di Nuovi Argomenti sia uscito in un periodo un po&#039; particolare per il sottoscritto. Per anni mi sono occupato (tra l&#039;altro) di fantaascienza inglese e americana; ma giunto ai cinquanta sono stato colpito da atroci sensi di colpa nell&#039;ignorare o nel trascurare (anzi, nell&#039;ignorare che viene dal trascurare) le scritture fantascientifiche del suo paese, pur avendo sentore che ne esistevano. Di qui la scrittura di un articolo accademico su Evangelisti (uscito negli Stati Uniti), la lettura di tutto Avoledo (uno scrittore che è facile definire mainstream, ma che ha inserito elementi di fantascienza in quasi tutti i suoi romanzi, e che poi ha svoltato decisamente verso il genere), e altri filoni di ricerca e letture che l&#039;hanno portato a scoprire non dico il Nuovo Mondo, ma parecchie cose interessanti; passate e presenti. Ma soprattutto gli ha fatto incontrare studiosi che nel bene e nel male hanno lavorato parecchio sull&#039;argomento. Fahrenheit avrebbe dovuto fare un po&#039; di ricerca. Magari avrebbe scoperto l&#039;attività incessante di un Salvatore Proietti; magari avrebbe potuto sfogliare la prima parte della monografia di Giulia Iannuzzi dedicata alle riviste di fantascienza italiane (ben altra cosa del breve scritto di Pincio...); magari avrebbe potuto valorizzare la testimonianza di una Nicoletta Vallorani. Riguardo a questi personaggi io mi ritengo l&#039;ultimo arrivato, eppure se non altro mi sono fatto un&#039;idea assai più chiara e ampia (per quanto ancora tutt&#039;altro che completa) degli ospiti che hanno parlato ieri in trasmissione.
Ma non è mai troppo tardi per fare una cosa che in Italia va poco di moda: dare la parola a chi ne sa veramente qualcosa. Come recitava quel memorabile striscione che appariva alla fine dell&#039;Ultima spiaggia, &quot;there is still time… brother!&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caso vuole che il numero di Nuovi Argomenti sia uscito in un periodo un po&#8217; particolare per il sottoscritto. Per anni mi sono occupato (tra l&#8217;altro) di fantaascienza inglese e americana; ma giunto ai cinquanta sono stato colpito da atroci sensi di colpa nell&#8217;ignorare o nel trascurare (anzi, nell&#8217;ignorare che viene dal trascurare) le scritture fantascientifiche del suo paese, pur avendo sentore che ne esistevano. Di qui la scrittura di un articolo accademico su Evangelisti (uscito negli Stati Uniti), la lettura di tutto Avoledo (uno scrittore che è facile definire mainstream, ma che ha inserito elementi di fantascienza in quasi tutti i suoi romanzi, e che poi ha svoltato decisamente verso il genere), e altri filoni di ricerca e letture che l&#8217;hanno portato a scoprire non dico il Nuovo Mondo, ma parecchie cose interessanti; passate e presenti. Ma soprattutto gli ha fatto incontrare studiosi che nel bene e nel male hanno lavorato parecchio sull&#8217;argomento. Fahrenheit avrebbe dovuto fare un po&#8217; di ricerca. Magari avrebbe scoperto l&#8217;attività incessante di un Salvatore Proietti; magari avrebbe potuto sfogliare la prima parte della monografia di Giulia Iannuzzi dedicata alle riviste di fantascienza italiane (ben altra cosa del breve scritto di Pincio&#8230;); magari avrebbe potuto valorizzare la testimonianza di una Nicoletta Vallorani. Riguardo a questi personaggi io mi ritengo l&#8217;ultimo arrivato, eppure se non altro mi sono fatto un&#8217;idea assai più chiara e ampia (per quanto ancora tutt&#8217;altro che completa) degli ospiti che hanno parlato ieri in trasmissione.<br />
Ma non è mai troppo tardi per fare una cosa che in Italia va poco di moda: dare la parola a chi ne sa veramente qualcosa. Come recitava quel memorabile striscione che appariva alla fine dell&#8217;Ultima spiaggia, &#8220;there is still time… brother!&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-la-chiamano-magia-note-sulla-polemica-sulla-fantascienza-ancora/comment-page-1/#comment-138130</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 11:34:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Conosco quel progetto, X, perché all&#039;insaputa di Kai Zen J (che spero non si sia sentito oggi tradito) vi avevo partecipato come Lara Manni, ed era un bel progetto. Anche io concordo in parte con Sascha, non tutta la narrativa di fantascienza è scritta per iniziati: il problema è non considerare fuoriusciti quelli che allargano il pubblico, come appunto Avoledo o Atwood, o, nel gotico, Chiara Palazzolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco quel progetto, X, perché all&#8217;insaputa di Kai Zen J (che spero non si sia sentito oggi tradito) vi avevo partecipato come Lara Manni, ed era un bel progetto. Anche io concordo in parte con Sascha, non tutta la narrativa di fantascienza è scritta per iniziati: il problema è non considerare fuoriusciti quelli che allargano il pubblico, come appunto Avoledo o Atwood, o, nel gotico, Chiara Palazzolo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: X		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-la-chiamano-magia-note-sulla-polemica-sulla-fantascienza-ancora/comment-page-1/#comment-138129</link>

		<dc:creator><![CDATA[X]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 11:28:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Loredana: magari, appunto. C&#039;era un progetto molto simile, un tempo, orchestrato da Kai Zen J, peccato che sia naufragato. Secondo me sono decisamente operazioni da tentare fuori dal fandom, ma con la lungimiranza di mettere in contatto le due categorie di autori, come pure i due pubblici: quelli che abitualmente scrivono SF e quelli che vi si cimentano per la prima volta per attitudine o per curiosità; quelli che abitualmente leggono SF (che potrebbero scoprire validi autori al di fuori dei nomi già noti) e quelli che abitualmente la evitano (che potrebbero scoprire validi autori anche nella SF).
@ Sascha: tutto vero quello che scrivi, o quasi. Perché all&#039;ultima Worldcon di Londra, lo scorso agosto, autori, critici ed editori erano abbastanza d&#039;accordo su una cosa e non avevano paura di dirlo: nelle società in cambiamento (USA, UK, Sud-Est Asiatico, Sud-Africa) nuovi pubblici sono possibili e il ricambio generazionale non è solo un&#039;utopia. Qualcuno si permetteva addirittura di pronosticare l&#039;imminenza di una nuova &lt;i&gt;Golden Age&lt;/i&gt;: troppo perfidi gli albionici da dispensare simili illusioni, o troppo prammatici gli yankee nel loro adattarsi alle nuove caratteristiche del mercato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Loredana: magari, appunto. C&#8217;era un progetto molto simile, un tempo, orchestrato da Kai Zen J, peccato che sia naufragato. Secondo me sono decisamente operazioni da tentare fuori dal fandom, ma con la lungimiranza di mettere in contatto le due categorie di autori, come pure i due pubblici: quelli che abitualmente scrivono SF e quelli che vi si cimentano per la prima volta per attitudine o per curiosità; quelli che abitualmente leggono SF (che potrebbero scoprire validi autori al di fuori dei nomi già noti) e quelli che abitualmente la evitano (che potrebbero scoprire validi autori anche nella SF).<br />
@ Sascha: tutto vero quello che scrivi, o quasi. Perché all&#8217;ultima Worldcon di Londra, lo scorso agosto, autori, critici ed editori erano abbastanza d&#8217;accordo su una cosa e non avevano paura di dirlo: nelle società in cambiamento (USA, UK, Sud-Est Asiatico, Sud-Africa) nuovi pubblici sono possibili e il ricambio generazionale non è solo un&#8217;utopia. Qualcuno si permetteva addirittura di pronosticare l&#8217;imminenza di una nuova <i>Golden Age</i>: troppo perfidi gli albionici da dispensare simili illusioni, o troppo prammatici gli yankee nel loro adattarsi alle nuove caratteristiche del mercato?</p>
]]></content:encoded>
		
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