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	Commenti a: CERTI SCRITTORI. SUL 1915	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138765</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2015 10:08:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Renato Serra, ma perché l&#039;ho dimenticato? Sveglia, picobeta, sveglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Renato Serra, ma perché l&#8217;ho dimenticato? Sveglia, picobeta, sveglia.</p>
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		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138764</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 19:21:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;impatto degli esplosivi, dei primi bombardamenti aerei, delle trincee e delle nuove ferite del corpo e dell&#039;anima sono in quasi tutta la diaristica della grande guerra. E&#039; verissimo che se giri i cimiteri dei paesini vedi tanti nomi - e ti chiedi ma quanti ce n&#039;erano in questo paese?!
Mah, forse uno scrittore avrebbe potuto capire cosa stava succedendo, se dentro avesse avuto posto per qualcos&#039;altro oltre se stesso.
Che belli questi scritti, grazie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impatto degli esplosivi, dei primi bombardamenti aerei, delle trincee e delle nuove ferite del corpo e dell&#8217;anima sono in quasi tutta la diaristica della grande guerra. E&#8217; verissimo che se giri i cimiteri dei paesini vedi tanti nomi &#8211; e ti chiedi ma quanti ce n&#8217;erano in questo paese?!<br />
Mah, forse uno scrittore avrebbe potuto capire cosa stava succedendo, se dentro avesse avuto posto per qualcos&#8217;altro oltre se stesso.<br />
Che belli questi scritti, grazie!</p>
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138763</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 14:35:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per Gadda (credo) il periodo della guerra fu anche quello - paradossalmente - in cui si sentì più libero e vivo. Libero dalle pastoie familiari, e vivo perché bisognava esserlo per non morire.
Forse per questo non ha amato La Grande Guerra, e peccato che non sia iurscito a raccontarla lui, se non nei diari che comunque restano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per Gadda (credo) il periodo della guerra fu anche quello &#8211; paradossalmente &#8211; in cui si sentì più libero e vivo. Libero dalle pastoie familiari, e vivo perché bisognava esserlo per non morire.<br />
Forse per questo non ha amato La Grande Guerra, e peccato che non sia iurscito a raccontarla lui, se non nei diari che comunque restano.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: diana corsini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138762</link>

		<dc:creator><![CDATA[diana corsini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 14:32:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Se considerato è come crimine l’incitare alla violenza i cittadini, io mi vanterò di questo crimine...&quot;
#iostocongabri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Se considerato è come crimine l’incitare alla violenza i cittadini, io mi vanterò di questo crimine&#8230;&#8221;<br />
#iostocongabri</p>
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		<title>
		Di: Francesca Violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138761</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca Violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 09:16:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sulla prima guerra mondiale, retoriche, parole, scrittura, per me c&#039;è un libro eccezionale, &quot;La bellezza e l&#039;orrore&quot; di Peter Englund. L&#039;autore (storico e giornalista) segue negli anni del conflitto i destini di diciannove persone realmente esistite che hanno vissuto in prima persona la guerra, come militari nei vari eserciti o ad altro titolo, e ne hanno lasciato una testimonianza scritta: lettere, diari, libri... C&#039;è Musil, allora tenente della riserva austriaca sul fronte italiano, per esempio, ma anche una scolara tedesca, un&#039;infermiera russa, un chirurgo da campo inglese, un ufficiale dell&#039;essercito ottomano, un marianio, un funzionario, un alpino, un&#039;autista... Englund contestualizza le testimonianze scritte dei diciannove, sparsi sui fronti di mezzo mondo, raccordando e riempiendo i buchi, nel tentativo (per me magistralmente riuscito) di raccontare, con un equilibrio pazzesco tra accuratezza storica e sintesi, &quot;non cosa fu, ma come fu&quot; la prima guerra mondiale, cercando di far capire come fu vissuta insomma. Peraltro è anche un libro concretissimo, perché per capire come si viveva la quotidianità della guerra, è fondamentale raccontare i titoli dei giornali o le parole delle canzoni ma anche che armi e attrezzature si usavano, cosa si mangiava e cosa non si mangiava. Dall&#039;introduzione: &quot;Qui troverete dunque non tanto fattori quanto persone, non tanto processi quanto impressioni, esperienze, atmosfere, perché quello che ho cercato di ricostruire non è una successione di eventi ma un universo emotivo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla prima guerra mondiale, retoriche, parole, scrittura, per me c&#8217;è un libro eccezionale, &#8220;La bellezza e l&#8217;orrore&#8221; di Peter Englund. L&#8217;autore (storico e giornalista) segue negli anni del conflitto i destini di diciannove persone realmente esistite che hanno vissuto in prima persona la guerra, come militari nei vari eserciti o ad altro titolo, e ne hanno lasciato una testimonianza scritta: lettere, diari, libri&#8230; C&#8217;è Musil, allora tenente della riserva austriaca sul fronte italiano, per esempio, ma anche una scolara tedesca, un&#8217;infermiera russa, un chirurgo da campo inglese, un ufficiale dell&#8217;essercito ottomano, un marianio, un funzionario, un alpino, un&#8217;autista&#8230; Englund contestualizza le testimonianze scritte dei diciannove, sparsi sui fronti di mezzo mondo, raccordando e riempiendo i buchi, nel tentativo (per me magistralmente riuscito) di raccontare, con un equilibrio pazzesco tra accuratezza storica e sintesi, &#8220;non cosa fu, ma come fu&#8221; la prima guerra mondiale, cercando di far capire come fu vissuta insomma. Peraltro è anche un libro concretissimo, perché per capire come si viveva la quotidianità della guerra, è fondamentale raccontare i titoli dei giornali o le parole delle canzoni ma anche che armi e attrezzature si usavano, cosa si mangiava e cosa non si mangiava. Dall&#8217;introduzione: &#8220;Qui troverete dunque non tanto fattori quanto persone, non tanto processi quanto impressioni, esperienze, atmosfere, perché quello che ho cercato di ricostruire non è una successione di eventi ma un universo emotivo&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: girolamo de michele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138760</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo de michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 08:42:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mio nonno, che ha combattuto durante la Grande guerra sul Piave e sul Tagliamento (sono gli unici luoghi che conosciamo), ha compiuto come geniere (quindi in primissima linea), come abbiamo con fatica e parzialmente scoperto, atti configurabili come &quot;eroismo&quot;, è stato anche proposto per un&#039;onoreficenza al valore (che ha rifiutato). Eppure della guerra non ha mai detto una sola parola. Quello che abbiamo saputo, lo abbiamo saputo da altri (ogni tanto compariva un vecchio commilitone di passaggio). Ci ha sempre detto, lui calabrese che fu mandato in Friuli per il servizio di leva che si allungò nei 4 anni di guerra, che i friulani sono la gente più bella del mondo, mi ha cullato da bambino cantandomi canzoni in friulano di cui non capivo una parola, ma della guerra mai una parola (eppure era monarchico, non certo antimilitarista), mai un racconto. Non sappiamo neanche in quale settore delle Alpi abbia combattuto, prima di Caporetto. Negli anni, apprendendo di tanti altri nonni che la guerra l&#039;hanno fatta, ma non l&#039;hanno voluta tramandare, credo di aver capito il perché.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio nonno, che ha combattuto durante la Grande guerra sul Piave e sul Tagliamento (sono gli unici luoghi che conosciamo), ha compiuto come geniere (quindi in primissima linea), come abbiamo con fatica e parzialmente scoperto, atti configurabili come &#8220;eroismo&#8221;, è stato anche proposto per un&#8217;onoreficenza al valore (che ha rifiutato). Eppure della guerra non ha mai detto una sola parola. Quello che abbiamo saputo, lo abbiamo saputo da altri (ogni tanto compariva un vecchio commilitone di passaggio). Ci ha sempre detto, lui calabrese che fu mandato in Friuli per il servizio di leva che si allungò nei 4 anni di guerra, che i friulani sono la gente più bella del mondo, mi ha cullato da bambino cantandomi canzoni in friulano di cui non capivo una parola, ma della guerra mai una parola (eppure era monarchico, non certo antimilitarista), mai un racconto. Non sappiamo neanche in quale settore delle Alpi abbia combattuto, prima di Caporetto. Negli anni, apprendendo di tanti altri nonni che la guerra l&#8217;hanno fatta, ma non l&#8217;hanno voluta tramandare, credo di aver capito il perché.</p>
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		<title>
		Di: picobeta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138759</link>

		<dc:creator><![CDATA[picobeta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 08:34:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottima antologia. Aggiungerei come antidoto Hašek e Sc’veik, poi qualche citazione da Emilio Lussu (ce ne sarebbero così tante), il &quot;Mortorio Boeri&quot; e &quot;La licenza&quot; di Fenoglio e un accenno alle interminabili liste di nomi sui monumenti ai caduti che trovate nella piazza di ogni paese d&#039;Italia. Nei miei giri nel Piemonte rurale, tra i paesi delle colline e delle vallate alpine dove più è marcata la rarefazione della presenza umana rispetto agli spazi della natura, mi sgomenta ogni volta l&#039;idea di questa radicale cancellazione della gioventù in paesi così piccoli. Cosa poteva essere la vità in quelle comunità dopo una simile strage, anche pensando all&#039;ulteriore strage causata dopo la guerra dall&#039;epidemia della febbre spagnola?
.
Ma visto che sono quella viperetta del web che sono, ritorno anche su queste frasi:
.
“Beati quelli che hanno vent’anni, una mente casta, un corpo temprato, una madre animosa.
Beati quelli che, aspettando e confidando, non dissiparono la loro forza ma la custodirono nella disciplina del guerriero.
Beati i giovani che sono affamati e assetati di gloria, perchè saranno saziati.
.
Ditemi un po&#039;, questo allucinato, retorico elogio dell&#039;agitazione motoria giovanile fine a se stessa non vi pare riecheggi in certi più recenti elogi dell&#039;inseguimento di evanescenti e dubbie Euridici?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima antologia. Aggiungerei come antidoto Hašek e Sc’veik, poi qualche citazione da Emilio Lussu (ce ne sarebbero così tante), il &#8220;Mortorio Boeri&#8221; e &#8220;La licenza&#8221; di Fenoglio e un accenno alle interminabili liste di nomi sui monumenti ai caduti che trovate nella piazza di ogni paese d&#8217;Italia. Nei miei giri nel Piemonte rurale, tra i paesi delle colline e delle vallate alpine dove più è marcata la rarefazione della presenza umana rispetto agli spazi della natura, mi sgomenta ogni volta l&#8217;idea di questa radicale cancellazione della gioventù in paesi così piccoli. Cosa poteva essere la vità in quelle comunità dopo una simile strage, anche pensando all&#8217;ulteriore strage causata dopo la guerra dall&#8217;epidemia della febbre spagnola?<br />
.<br />
Ma visto che sono quella viperetta del web che sono, ritorno anche su queste frasi:<br />
.<br />
“Beati quelli che hanno vent’anni, una mente casta, un corpo temprato, una madre animosa.<br />
Beati quelli che, aspettando e confidando, non dissiparono la loro forza ma la custodirono nella disciplina del guerriero.<br />
Beati i giovani che sono affamati e assetati di gloria, perchè saranno saziati.<br />
.<br />
Ditemi un po&#8217;, questo allucinato, retorico elogio dell&#8217;agitazione motoria giovanile fine a se stessa non vi pare riecheggi in certi più recenti elogi dell&#8217;inseguimento di evanescenti e dubbie Euridici?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Salvatore Fittipaldi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/certi-scrittori-sul-1915/comment-page-1/#comment-138758</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Fittipaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 07:35:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello, brava, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello, brava, grazie</p>
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