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	Commenti a: CHE GENERE DI CONCORSO?	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130562</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2012 04:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sono una fortunata perchè quest&#039;anno ho avuto la mia meritata immissione in ruolo.Sono palermitana, insegno lettere alla scuola media secondaria di I grado, amo il mio lavoro malgrado sia terribilmente faticoso e psicologicamente &quot;usurante&quot;. Ma lo svolgo con impegno, entusiasmo ,Umiltà e Creatività.
Questo concorso è INDECENTE! Mobilitiamoci Tutti, Tutte affinchè le prove siano boicottate ed il concorso ANNULLATO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono una fortunata perchè quest&#8217;anno ho avuto la mia meritata immissione in ruolo.Sono palermitana, insegno lettere alla scuola media secondaria di I grado, amo il mio lavoro malgrado sia terribilmente faticoso e psicologicamente &#8220;usurante&#8221;. Ma lo svolgo con impegno, entusiasmo ,Umiltà e Creatività.<br />
Questo concorso è INDECENTE! Mobilitiamoci Tutti, Tutte affinchè le prove siano boicottate ed il concorso ANNULLATO.</p>
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		Di: Rassegna stampa sulla lettera «Che genere di concorso?» &#124; Sguardi sulle Differenze		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130561</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rassegna stampa sulla lettera «Che genere di concorso?» &#124; Sguardi sulle Differenze]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 08:30:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Loredana Lipperini, Lipperatura [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Loredana Lipperini, Lipperatura [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130560</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 13:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che mi preoccupa non è solo l&#039;ignoranza del problema, la sua emarginazione, ma la sua ghettizazione e riduzione: il &#039;side effect&#039; del lasciare le questioni di genere fuori dalla porta è la voluta esclusione di tante buone pratiche e linee guida (sul linguaggio sessista ad esempio) anche nella formazione successiva nonchè nel lavoro vero e proprio, qualsiasi lavoro. Collaborando ad una relazione sulla sostenibilità ambientale, l&#039;argomento donne e sostenibilità (ben conosciuto e ricco di riferimenti trovabili ovunque) è stato cassato perchè &#039;qui si parla di educazione ambientale, non di femminismo&#039;; un documento ammnistrativo elaborato seguendo le linee guida sul linguaggio non sessista ha fatto la stessa fine, perchè la dirigente ha trovato &#039;ridicola&#039; questa preoccupazione.
Voglio dire: se manca una base, e se mancano delle linee guida, non si ha solo ignoranza del problema, ma si facilita la sua riduzione a questione (vetero) femminista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi preoccupa non è solo l&#8217;ignoranza del problema, la sua emarginazione, ma la sua ghettizazione e riduzione: il &#8216;side effect&#8217; del lasciare le questioni di genere fuori dalla porta è la voluta esclusione di tante buone pratiche e linee guida (sul linguaggio sessista ad esempio) anche nella formazione successiva nonchè nel lavoro vero e proprio, qualsiasi lavoro. Collaborando ad una relazione sulla sostenibilità ambientale, l&#8217;argomento donne e sostenibilità (ben conosciuto e ricco di riferimenti trovabili ovunque) è stato cassato perchè &#8216;qui si parla di educazione ambientale, non di femminismo&#8217;; un documento ammnistrativo elaborato seguendo le linee guida sul linguaggio non sessista ha fatto la stessa fine, perchè la dirigente ha trovato &#8216;ridicola&#8217; questa preoccupazione.<br />
Voglio dire: se manca una base, e se mancano delle linee guida, non si ha solo ignoranza del problema, ma si facilita la sua riduzione a questione (vetero) femminista.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130559</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 10:25:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei umilmente fare un&#039;obiezione sul modo in cui è presentato un punto di questo giusto appello. Quando nella lettera si dice:  &quot;Basta scorrere gli elenchi di autori che il candidato dovrebbe innanzitutto conoscere: tra i filosofi, nemmeno una donna; tra gli scrittori, una sola, Elsa Morante.&quot;
Credo che avrebbe maggior efficacia esplicitare almeno alcune autrici e filosofe inopinatamente tralasciate dalle indicazioni ministeriali. In modo che chi legge non cada nell&#039;equivoco che si chiedono delle quote rosa a prescindere dal valore letterario, obiezione che viene spesso rivolta a questo tipo di istanza e di solito finisce per mandare il dibattito su altri binari (mi ricordo anche nel tuo blog Loredana quando sollevasti il tema delle autrici italiane contemporanee, e dell&#039;antologia curata da Cortellessa); insomma fare come quando si dice che nei rispettivi ambiti non sono menzionati il femminismo e i gender studies.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei umilmente fare un&#8217;obiezione sul modo in cui è presentato un punto di questo giusto appello. Quando nella lettera si dice:  &#8220;Basta scorrere gli elenchi di autori che il candidato dovrebbe innanzitutto conoscere: tra i filosofi, nemmeno una donna; tra gli scrittori, una sola, Elsa Morante.&#8221;<br />
Credo che avrebbe maggior efficacia esplicitare almeno alcune autrici e filosofe inopinatamente tralasciate dalle indicazioni ministeriali. In modo che chi legge non cada nell&#8217;equivoco che si chiedono delle quote rosa a prescindere dal valore letterario, obiezione che viene spesso rivolta a questo tipo di istanza e di solito finisce per mandare il dibattito su altri binari (mi ricordo anche nel tuo blog Loredana quando sollevasti il tema delle autrici italiane contemporanee, e dell&#8217;antologia curata da Cortellessa); insomma fare come quando si dice che nei rispettivi ambiti non sono menzionati il femminismo e i gender studies.</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130558</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 09:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le &quot;libertà&quot; nominate dalle indicazioni nazionali sono in calce a elenchi di fatto prescrittivi (anche se ipocritamente ciò viene negato) di autori e argomenti dichiarati tutti più o meno &quot;fondamentali&quot; o &quot;imprescindibili&quot;, ai quali elenchi fa da contraltare la contrazione del monte ore: ciò rende di fatto impossibile impostare dei seri approfondimenti fondati sulle personali conoscenze e competenze del docente (quando li faccio? in quali ore? quando ho tempo di programmare nuovi moduli?). Basti pensare che l&#039;ultimo anno il docente di italiano che voglia rispettare i programmi (e con le prove d&#039;esame che vengono da Roma, e la probabile verifica delle valutazioni con quiz a crocette, come si fa? chi ha voglia di prendersi un richiamo scritto da un ispettore o da un dirigente, sobillati da genitori inferociti perché il figlio ha preso un voto basso all&#039;esame, e chi se ne frega se in compenso ha imparato qualcosa di utile per la vita?) ha una media di 2-settimane-2 (= da 6 a 8 ore) per introdurre, spiegare e far leggere e valutare ogni autore di letteratura italiana.
Ma questa non è una novità: le indicazioni nazionali sono state elaborate assieme alla riforma dei cicli. E i programmi per i concorsi sono coerenti con quelle indicazioni. Non le sole donne, ma l&#039;intera cultura umanistica e scientifica viene fatta entrare dalla porta di servizio: o meglio, si chiede ai docenti di farla entrare, a spese proprie e senza retribuzione corrispondente, come volontariato (leggi: straordinario non pagato), in nome del &quot;valore della funzione docente&quot; che è peraltro negato dal contratto di lavoro cui siamo, noi docenti, assoggettati. Che, essendo un contratto di diritto privato, si basa sul mero scambio &quot;questo ti do, questo ti chiedo&quot;: il resto è mancia.
Mi chiedo quindi, al di là del valore della giusta denuncia: che senso ha scrivere lettere aperte ai ministri di un governo che ha più volte dichiarato di voler completare, e non rivedere, la riforma Gelmini? Come direbbe  Pasolini, andate ad occupare le primarie dei partiti, le loro sezioni pieni di dirigenti amanti della litote, ma incapaci persino di giocare a bocce: imponete, pena il non-voto, l&#039;azzeramento della riforma dei cicli a chi dice che &quot;ormai la frittata è fatta, tanto vale prenderne atto&quot;. O prendete in mano i giochini elettorali, in prima persona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le &#8220;libertà&#8221; nominate dalle indicazioni nazionali sono in calce a elenchi di fatto prescrittivi (anche se ipocritamente ciò viene negato) di autori e argomenti dichiarati tutti più o meno &#8220;fondamentali&#8221; o &#8220;imprescindibili&#8221;, ai quali elenchi fa da contraltare la contrazione del monte ore: ciò rende di fatto impossibile impostare dei seri approfondimenti fondati sulle personali conoscenze e competenze del docente (quando li faccio? in quali ore? quando ho tempo di programmare nuovi moduli?). Basti pensare che l&#8217;ultimo anno il docente di italiano che voglia rispettare i programmi (e con le prove d&#8217;esame che vengono da Roma, e la probabile verifica delle valutazioni con quiz a crocette, come si fa? chi ha voglia di prendersi un richiamo scritto da un ispettore o da un dirigente, sobillati da genitori inferociti perché il figlio ha preso un voto basso all&#8217;esame, e chi se ne frega se in compenso ha imparato qualcosa di utile per la vita?) ha una media di 2-settimane-2 (= da 6 a 8 ore) per introdurre, spiegare e far leggere e valutare ogni autore di letteratura italiana.<br />
Ma questa non è una novità: le indicazioni nazionali sono state elaborate assieme alla riforma dei cicli. E i programmi per i concorsi sono coerenti con quelle indicazioni. Non le sole donne, ma l&#8217;intera cultura umanistica e scientifica viene fatta entrare dalla porta di servizio: o meglio, si chiede ai docenti di farla entrare, a spese proprie e senza retribuzione corrispondente, come volontariato (leggi: straordinario non pagato), in nome del &#8220;valore della funzione docente&#8221; che è peraltro negato dal contratto di lavoro cui siamo, noi docenti, assoggettati. Che, essendo un contratto di diritto privato, si basa sul mero scambio &#8220;questo ti do, questo ti chiedo&#8221;: il resto è mancia.<br />
Mi chiedo quindi, al di là del valore della giusta denuncia: che senso ha scrivere lettere aperte ai ministri di un governo che ha più volte dichiarato di voler completare, e non rivedere, la riforma Gelmini? Come direbbe  Pasolini, andate ad occupare le primarie dei partiti, le loro sezioni pieni di dirigenti amanti della litote, ma incapaci persino di giocare a bocce: imponete, pena il non-voto, l&#8217;azzeramento della riforma dei cicli a chi dice che &#8220;ormai la frittata è fatta, tanto vale prenderne atto&#8221;. O prendete in mano i giochini elettorali, in prima persona.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130557</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 09:03:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;facoltà di ogni insegnante di adottare e promuovere quegli approcci e indirizzi epistemologici che ritenesse più validi all’interno della propria disciplina.&quot;
O dobbiamo farci prescrivere anche intelligenza e cultura dal ministero? Libertà d&#039;insegnamento significa soprattutto libertà di valorizzazione, e questa si esercita a partire dall&#039;uomo o dalla donna che si è come insegnanti, con un proprio patrimonio di consapevolezza e di cultura. Il quale, se manca o è unidirezionale, non sarà certo corretto da una prescrizione burocratica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;facoltà di ogni insegnante di adottare e promuovere quegli approcci e indirizzi epistemologici che ritenesse più validi all’interno della propria disciplina.&#8221;<br />
O dobbiamo farci prescrivere anche intelligenza e cultura dal ministero? Libertà d&#8217;insegnamento significa soprattutto libertà di valorizzazione, e questa si esercita a partire dall&#8217;uomo o dalla donna che si è come insegnanti, con un proprio patrimonio di consapevolezza e di cultura. Il quale, se manca o è unidirezionale, non sarà certo corretto da una prescrizione burocratica.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Scuola: che genere di concorso? &#124; D I S . A M B . I G U A N D O		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-genere-di-concorso/comment-page-1/#comment-130556</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scuola: che genere di concorso? &#124; D I S . A M B . I G U A N D O]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Oct 2012 07:52:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] anche da Loredana Lipperini. Share this:Like this:Mi piaceBe the first to like this.   Questo articolo è stato pubblicato in [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] anche da Loredana Lipperini. Share this:Like this:Mi piaceBe the first to like this.   Questo articolo è stato pubblicato in [&#8230;] </p>
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