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	Commenti a: CHE L&#039;ANNO COMINCI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Favoliere		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Favoliere]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:35:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Whops, &quot;d&#039;accordo&quot; non &quot;daccordo&quot;.
Maledetta passione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Whops, &#8220;d&#8217;accordo&#8221; non &#8220;daccordo&#8221;.<br />
Maledetta passione&#8230;</p>
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		Di: Favoliere		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Favoliere]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:22:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusami se rispondo con un ritardo biblico per i tempi di internet.
Non riesci a capire quel che dico perché - e ti prego di prenderla come un&#039;impressione superficiale, non come un&#039;offesa - ti muovi come tanti ancora con il sottofondo della lotta di classe. Cerchi ancora di costruire un fronte sociale da imbracciare come un ariete per sfondare il portone dei diritti.
Non c&#039;è - né io ho sostenuto - antinomia fra l&#039;avere più voci ed il combattere la frantumazione sociale; quindi hai ragione a non vederci l&#039;assioma.
Però, ad evitare d&#039;incartarci con le parole e con i concetti, facciamola semplice: non c&#039;è bisogno di cercare un massimo comun denominatore fra tutti i deboli per avere o creare una strategia (anche di comunicazione) politica. Anzi, fornire (l&#039;immagine di) risposte differenziate, oggi, può rivelarsi una tattica migliore di quella dell&#039;uniti siamo forti.
Sono daccordo con l&#039;affermazione che combattere la guerra fra poveri sia basilare per una forza di sinistra, e con il fatto che sarebbe ingenuo scambiare la frantumazione sociale con la molteplicità; ma sarebbe credo altrettanto - se non più - ingenuo pretendere che il precario, il collaboratore ad altissima specializzazione intellettuale, l&#039;inoccupato, e la femminista, trovassero fra loro e con il disoccupato operaio una concordia che andasse al di là della contingenza dell&#039;essere esclusi dal banchetto sociale.
Se le battaglie sono diverse - e lo sono! - meglio parlarsi chiaro in partenza.
C&#039;è una gran differenza fra il sentirsi estraneo ad una battaglia ed il sentirsene ostile; ed a voler trovare ad ogni costo un denominatore comune, si potrebbe finire ad avere sul serio la reazione contraria: &quot;chissenefotte dell&#039;operaio; ognun per sé&quot;.
Invece, dando un immagine di specificità, di attenzione *equanime* a tutti i temi delle fasce sociali più disagiate, ciascun debole si potrà sentire rappresentato per quello che è, e non per quanto assomiglia al lavoratore di Pomigliano o di Mirafiori.
Per tornare al post di Loredana: vedere ancora una parte importante del direttivo &quot;di sinistra-sinistra&quot; centrarsi principalmente attorno alla questione operaia (sì lo so che non c&#039;è scritto, ma chi sa leggere legge), mi fa cascare le braccia. E mi fa incazzare. Di brutto. Politicamente.
Chiarisco ancora meglio: non è un aut aut, non si tratta di occuparsi di una battaglia piuttosto che di un&#039;altra, ma di avere (soprattutto) l&#039;immagine e la strategia politica di dire a ciascuno: ti ascolto e risolvo il TUO, specifico, problema. Non - solo - quello dell&#039;operaio FIOM - che pure è importante. E per far questo non c&#039;è bisogno di combattere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami se rispondo con un ritardo biblico per i tempi di internet.<br />
Non riesci a capire quel che dico perché &#8211; e ti prego di prenderla come un&#8217;impressione superficiale, non come un&#8217;offesa &#8211; ti muovi come tanti ancora con il sottofondo della lotta di classe. Cerchi ancora di costruire un fronte sociale da imbracciare come un ariete per sfondare il portone dei diritti.<br />
Non c&#8217;è &#8211; né io ho sostenuto &#8211; antinomia fra l&#8217;avere più voci ed il combattere la frantumazione sociale; quindi hai ragione a non vederci l&#8217;assioma.<br />
Però, ad evitare d&#8217;incartarci con le parole e con i concetti, facciamola semplice: non c&#8217;è bisogno di cercare un massimo comun denominatore fra tutti i deboli per avere o creare una strategia (anche di comunicazione) politica. Anzi, fornire (l&#8217;immagine di) risposte differenziate, oggi, può rivelarsi una tattica migliore di quella dell&#8217;uniti siamo forti.<br />
Sono daccordo con l&#8217;affermazione che combattere la guerra fra poveri sia basilare per una forza di sinistra, e con il fatto che sarebbe ingenuo scambiare la frantumazione sociale con la molteplicità; ma sarebbe credo altrettanto &#8211; se non più &#8211; ingenuo pretendere che il precario, il collaboratore ad altissima specializzazione intellettuale, l&#8217;inoccupato, e la femminista, trovassero fra loro e con il disoccupato operaio una concordia che andasse al di là della contingenza dell&#8217;essere esclusi dal banchetto sociale.<br />
Se le battaglie sono diverse &#8211; e lo sono! &#8211; meglio parlarsi chiaro in partenza.<br />
C&#8217;è una gran differenza fra il sentirsi estraneo ad una battaglia ed il sentirsene ostile; ed a voler trovare ad ogni costo un denominatore comune, si potrebbe finire ad avere sul serio la reazione contraria: &#8220;chissenefotte dell&#8217;operaio; ognun per sé&#8221;.<br />
Invece, dando un immagine di specificità, di attenzione *equanime* a tutti i temi delle fasce sociali più disagiate, ciascun debole si potrà sentire rappresentato per quello che è, e non per quanto assomiglia al lavoratore di Pomigliano o di Mirafiori.<br />
Per tornare al post di Loredana: vedere ancora una parte importante del direttivo &#8220;di sinistra-sinistra&#8221; centrarsi principalmente attorno alla questione operaia (sì lo so che non c&#8217;è scritto, ma chi sa leggere legge), mi fa cascare le braccia. E mi fa incazzare. Di brutto. Politicamente.<br />
Chiarisco ancora meglio: non è un aut aut, non si tratta di occuparsi di una battaglia piuttosto che di un&#8217;altra, ma di avere (soprattutto) l&#8217;immagine e la strategia politica di dire a ciascuno: ti ascolto e risolvo il TUO, specifico, problema. Non &#8211; solo &#8211; quello dell&#8217;operaio FIOM &#8211; che pure è importante. E per far questo non c&#8217;è bisogno di combattere.</p>
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		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115024</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 19:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non capisco bene, anzi, non capisco per niente su cosa si basi l&#039;assioma secondo cui combattere la frantumazione equivarrebbe al non avere &quot;più voci&quot;. A meno di non identificare la frantumazione con la molteplicità, il che sarebbe una cosa davvero ingenua, quasi quanto (solo per fare un esempio) identificare la &quot;flessibilità&quot; con la libertà di cambiare lavoro quando si vuole.
Frantumazione non è molteplicità. Frantumazione è quando soggetti diversi, pur essendo potenziali alleati, si percepiscono come estranei o addirittura nemici. Frantumazione è la guerra tra poveri.
Combattere questo significa sforzarsi di comunicare che soggetti diversi, *nella loro diversità*, possono condurre lotte comuni. Far capire che precari dei call center e operai dell&#039;industria, &quot;brainworkers&quot; e braccianti di Rosarno, manovali di cantiere e &quot;finti soci&quot; di cooperative sociali, lungi dall&#039;essersi reciprocamente ostili o &quot;esistenzialmente concorrenziali&quot;, possono coordinare le loro lotte e difendere/esigere diritti che valgono per tutti.
Che questo sia percepito come potenzialmente... &quot;totalitario&quot; mi sembra l&#039;ennesima dimostrazione di quanta breccia abbia fatto l&#039;ideologia dominante (quella del tutti contro tutti, quella dei &quot;cazzi miei&quot; e dei &quot;cazzi tuoi&quot;) anche in soggetti che in passato avrebbero inteso - e vissuto - quanto ho appena scritto come un&#039;ovvietà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco bene, anzi, non capisco per niente su cosa si basi l&#8217;assioma secondo cui combattere la frantumazione equivarrebbe al non avere &#8220;più voci&#8221;. A meno di non identificare la frantumazione con la molteplicità, il che sarebbe una cosa davvero ingenua, quasi quanto (solo per fare un esempio) identificare la &#8220;flessibilità&#8221; con la libertà di cambiare lavoro quando si vuole.<br />
Frantumazione non è molteplicità. Frantumazione è quando soggetti diversi, pur essendo potenziali alleati, si percepiscono come estranei o addirittura nemici. Frantumazione è la guerra tra poveri.<br />
Combattere questo significa sforzarsi di comunicare che soggetti diversi, *nella loro diversità*, possono condurre lotte comuni. Far capire che precari dei call center e operai dell&#8217;industria, &#8220;brainworkers&#8221; e braccianti di Rosarno, manovali di cantiere e &#8220;finti soci&#8221; di cooperative sociali, lungi dall&#8217;essersi reciprocamente ostili o &#8220;esistenzialmente concorrenziali&#8221;, possono coordinare le loro lotte e difendere/esigere diritti che valgono per tutti.<br />
Che questo sia percepito come potenzialmente&#8230; &#8220;totalitario&#8221; mi sembra l&#8217;ennesima dimostrazione di quanta breccia abbia fatto l&#8217;ideologia dominante (quella del tutti contro tutti, quella dei &#8220;cazzi miei&#8221; e dei &#8220;cazzi tuoi&#8221;) anche in soggetti che in passato avrebbero inteso &#8211; e vissuto &#8211; quanto ho appena scritto come un&#8217;ovvietà.</p>
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		<title>
		Di: Favoliere		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115023</link>

		<dc:creator><![CDATA[Favoliere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 16:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wuming, tu sei polemico ed io al cubo; tu sai ed anch&#039;io so; tu non sei cretino ed io nemmeno; questo non è un forum e noi tutti lo sappiamo. Quindi facciamo un patto: saltiamo la parte del flame e veniamo al nocciolo.
*
a) Non ho preteso l&#039;esclusiva su quel che ho detto. Quindi l&#039;elenco di chi, cosa e dove è stato detto prima di me lascia il tempo che trova. Non ho aspirazioni profetiche o pastorali. Se dico &quot;volete capire&quot; è perchè vedo che si va in direzione opposta. Era retorico, non didascalico: pensavo fosse evidente.
b) L&#039;argomento della folla del comizio di Landini è suggestivo, ma purtroppo non serve affatto a sostenere quel che vuoi sostenere tu. E sai anche perché. Posso restituirti l&#039;accusa di banalità.
c) Tu puoi aver scritto quel che vuoi, ma non hai letto quel che ho detto: la frantumazione non va combattuta. E&#039; proprio questo il punto. Non bisogna creare un movimento sociale-barcone su cui caricare tutti i disgraziati, da mandare poi all&#039;assalto di Cartagine con la bandiera dei lavoratori. Io dico - o ripeto, se ti fa sentire più tranquillo - che un interlocutore politico &quot;di sinistra&quot;, oggi, per essere credibile deve avere più voci. Deve smetterla di parlare di tutti i problemi come fossero riducibili ad uno solo. Deve evitare - e prima che saltino fuori le obiezioni solite: sì, io ci sto provando nel mio impegno politico; e no, non ho una risposta definitiva sul come fare - di identificarsi in *una* battaglia.
La deriva che sto vedendo, questa sempre più presente centralità del lavoro, quest&#039;inseguimento del &quot;qualcosa di sinistra&quot;, mi spaventa molto politicamente: perché da un lato fa riferimento ad una realtà che non esite come unicum e quindi rischia d&#039;essere un vacuo feticcio ideologico, e dall&#039;altro perché fra centralità ed esclusività il passo nell&#039;immaginario dell&#039;elettorato è molto breve.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wuming, tu sei polemico ed io al cubo; tu sai ed anch&#8217;io so; tu non sei cretino ed io nemmeno; questo non è un forum e noi tutti lo sappiamo. Quindi facciamo un patto: saltiamo la parte del flame e veniamo al nocciolo.<br />
*<br />
a) Non ho preteso l&#8217;esclusiva su quel che ho detto. Quindi l&#8217;elenco di chi, cosa e dove è stato detto prima di me lascia il tempo che trova. Non ho aspirazioni profetiche o pastorali. Se dico &#8220;volete capire&#8221; è perchè vedo che si va in direzione opposta. Era retorico, non didascalico: pensavo fosse evidente.<br />
b) L&#8217;argomento della folla del comizio di Landini è suggestivo, ma purtroppo non serve affatto a sostenere quel che vuoi sostenere tu. E sai anche perché. Posso restituirti l&#8217;accusa di banalità.<br />
c) Tu puoi aver scritto quel che vuoi, ma non hai letto quel che ho detto: la frantumazione non va combattuta. E&#8217; proprio questo il punto. Non bisogna creare un movimento sociale-barcone su cui caricare tutti i disgraziati, da mandare poi all&#8217;assalto di Cartagine con la bandiera dei lavoratori. Io dico &#8211; o ripeto, se ti fa sentire più tranquillo &#8211; che un interlocutore politico &#8220;di sinistra&#8221;, oggi, per essere credibile deve avere più voci. Deve smetterla di parlare di tutti i problemi come fossero riducibili ad uno solo. Deve evitare &#8211; e prima che saltino fuori le obiezioni solite: sì, io ci sto provando nel mio impegno politico; e no, non ho una risposta definitiva sul come fare &#8211; di identificarsi in *una* battaglia.<br />
La deriva che sto vedendo, questa sempre più presente centralità del lavoro, quest&#8217;inseguimento del &#8220;qualcosa di sinistra&#8221;, mi spaventa molto politicamente: perché da un lato fa riferimento ad una realtà che non esite come unicum e quindi rischia d&#8217;essere un vacuo feticcio ideologico, e dall&#8217;altro perché fra centralità ed esclusività il passo nell&#8217;immaginario dell&#8217;elettorato è molto breve.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115022</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:26:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Favoliere, ma che senso ha dire &quot;volete capire che...?&quot; e poi far seguire autentiche banalità di base che tutti andiamo dicendo da almeno una ventina d&#039;anni? Coi precari e la precarizzazione, con la frantumazione delle figure del lavoro, con la fine dell&#039;assetto fordista ci abbiamo scritto tutti una pila di carta che arriva da qui agli anelli di Saturno, io il primo numero di &quot;Luogo comune&quot; (non il sito che esiste oggi, ma la rivista su cui scrivevano Virno, Modugno, Negri, Piperno, Agamben, Colombo etc.) lo comprai nel &#039;91. Mo&#039; arrivi tu a spiegarci cose che, peraltro, la stessa FIOM dice tutti i giorni? La situazione che descrivi tu nel tuo commento la descrive pari pari Landini nel video che ho linkato sopra, che sarebbe il suo comizio alla manifestazione d&#039;ottobre. Che era gremita di gente, a conferma, come dici tu, che &quot;a nessuno gli frega&quot;.
La frantumazione non va semplicemente enunciata: va combattuta con le lotte, e va fatto capire che *questa* lotta è già di per sé la lotta di tutt*. Se non si capisce questo, e si rimane nel proprio bozzolo di risentimento, si è belli che fottuti. C&#039;è chi può permettersi di crogiolarsi nel proprio essere belli che fottuti, e chi invece permetterselo non può.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Favoliere, ma che senso ha dire &#8220;volete capire che&#8230;?&#8221; e poi far seguire autentiche banalità di base che tutti andiamo dicendo da almeno una ventina d&#8217;anni? Coi precari e la precarizzazione, con la frantumazione delle figure del lavoro, con la fine dell&#8217;assetto fordista ci abbiamo scritto tutti una pila di carta che arriva da qui agli anelli di Saturno, io il primo numero di &#8220;Luogo comune&#8221; (non il sito che esiste oggi, ma la rivista su cui scrivevano Virno, Modugno, Negri, Piperno, Agamben, Colombo etc.) lo comprai nel &#8217;91. Mo&#8217; arrivi tu a spiegarci cose che, peraltro, la stessa FIOM dice tutti i giorni? La situazione che descrivi tu nel tuo commento la descrive pari pari Landini nel video che ho linkato sopra, che sarebbe il suo comizio alla manifestazione d&#8217;ottobre. Che era gremita di gente, a conferma, come dici tu, che &#8220;a nessuno gli frega&#8221;.<br />
La frantumazione non va semplicemente enunciata: va combattuta con le lotte, e va fatto capire che *questa* lotta è già di per sé la lotta di tutt*. Se non si capisce questo, e si rimane nel proprio bozzolo di risentimento, si è belli che fottuti. C&#8217;è chi può permettersi di crogiolarsi nel proprio essere belli che fottuti, e chi invece permetterselo non può.</p>
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		<title>
		Di: Favoliere		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115021</link>

		<dc:creator><![CDATA[Favoliere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 09:57:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccallà: lei non sa quel che so io.
Grazie a dio mi funziona ancora tutto, tranquillo.
Wu Ming: io parlo di rabbia sociale, di coscienza di classe che va fuori dei cancelli della fabbrica. Di coscienza dei lavoratori, tutti, non di questa o di quella categoria. Gambizzassero pure chi gli pare, creassero pure un altro martire; fessi e miopi.
Non so se ti sei accorto ma di questa protesta non frega niente a nessuno perchè nessuno ci si identifica; ognuno è inguaiato col suo specifico problema, col suo specifico, sozzo, indegno, contratto di lavoro. Agli occhi dei precari - tanto per prendere un esempio - garantisco io a te che la battaglia della FIOM fa venire le lacrime agli occhi: ma d&#039;invidia.
E così agli occhi dei collaboratori a progetto, degli stagisti laureati, dei giovani professionisti, e persino degli altri stessi lavoratori.
Questi signori devono aggiornarsi e aggiornare le loro proposte politiche.
Il mio termometro empirico mi dice piuttosto che non siamo più nel &#039;68, che non c&#039;è più una coscienza di classe, che non esiste più un dramma collettivo e condiviso, e che quindi ogni intenzione politica che continua a porsi come interlocutrice del mondo del lavoro tout court, a trattarlo come un pastone unico, a) non ha capito una cippa, b) è per questo destinata a fallire.
&quot;Vidave centvalità al lavovo&quot;: come se ne esistesse uno solo.
Le categorie deboli, oggi, non sono più riconducibili solo al paradigma dell&#039;operaio in fabbrica e del lavoratore subordinato.
Volete capirlo, sì o no? Volete capire che esistono diversi problemi per ciascuno dei quali vanno date soluzioni ideologiche e tecnico-giuridiche dif-fe-ren-zia-te?
Sennò facciamo salotto; all&#039;aperto coi picchetti, ma sempre salotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccallà: lei non sa quel che so io.<br />
Grazie a dio mi funziona ancora tutto, tranquillo.<br />
Wu Ming: io parlo di rabbia sociale, di coscienza di classe che va fuori dei cancelli della fabbrica. Di coscienza dei lavoratori, tutti, non di questa o di quella categoria. Gambizzassero pure chi gli pare, creassero pure un altro martire; fessi e miopi.<br />
Non so se ti sei accorto ma di questa protesta non frega niente a nessuno perchè nessuno ci si identifica; ognuno è inguaiato col suo specifico problema, col suo specifico, sozzo, indegno, contratto di lavoro. Agli occhi dei precari &#8211; tanto per prendere un esempio &#8211; garantisco io a te che la battaglia della FIOM fa venire le lacrime agli occhi: ma d&#8217;invidia.<br />
E così agli occhi dei collaboratori a progetto, degli stagisti laureati, dei giovani professionisti, e persino degli altri stessi lavoratori.<br />
Questi signori devono aggiornarsi e aggiornare le loro proposte politiche.<br />
Il mio termometro empirico mi dice piuttosto che non siamo più nel &#8217;68, che non c&#8217;è più una coscienza di classe, che non esiste più un dramma collettivo e condiviso, e che quindi ogni intenzione politica che continua a porsi come interlocutrice del mondo del lavoro tout court, a trattarlo come un pastone unico, a) non ha capito una cippa, b) è per questo destinata a fallire.<br />
&#8220;Vidave centvalità al lavovo&#8221;: come se ne esistesse uno solo.<br />
Le categorie deboli, oggi, non sono più riconducibili solo al paradigma dell&#8217;operaio in fabbrica e del lavoratore subordinato.<br />
Volete capirlo, sì o no? Volete capire che esistono diversi problemi per ciascuno dei quali vanno date soluzioni ideologiche e tecnico-giuridiche dif-fe-ren-zia-te?<br />
Sennò facciamo salotto; all&#8217;aperto coi picchetti, ma sempre salotto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: saint-just		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115020</link>

		<dc:creator><![CDATA[saint-just]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 22:47:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah , Girolamo , di D&#039;Alema , in generale di quella classe dirigente non c&#039;è da fidarsi almeno dal 1997.
Proprio per questo appoggio tutte le forze politiche e sociali che possano liberare nos a malo.
Quindi sono con la Fiom contro i bonzi della destra sindacale e con tutte le riserve del caso sono con Vendola contro Bersani.
Poi, un pò di politica ci vuole, altrimenti il mio nick non sarebbe Saint-Just, ma Hebert. Giacobino, non arrabbiato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah , Girolamo , di D&#8217;Alema , in generale di quella classe dirigente non c&#8217;è da fidarsi almeno dal 1997.<br />
Proprio per questo appoggio tutte le forze politiche e sociali che possano liberare nos a malo.<br />
Quindi sono con la Fiom contro i bonzi della destra sindacale e con tutte le riserve del caso sono con Vendola contro Bersani.<br />
Poi, un pò di politica ci vuole, altrimenti il mio nick non sarebbe Saint-Just, ma Hebert. Giacobino, non arrabbiato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115019</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 19:09:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4180#comment-115019</guid>

					<description><![CDATA[DemocraFIAT
http://www.militant-blog.org/?p=3853]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DemocraFIAT<br />
<a href="http://www.militant-blog.org/?p=3853" rel="nofollow ugc">http://www.militant-blog.org/?p=3853</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-2/#comment-115018</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 18:07:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4180#comment-115018</guid>

					<description><![CDATA[BRAVISSIMI!
Per il 28/01 indetto il primo sciopero generale &#039;&#039;fai-da-te&#039;&#039;
http://bit.ly/gaMw8L]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BRAVISSIMI!<br />
Per il 28/01 indetto il primo sciopero generale &#8221;fai-da-te&#8221;<br />
<a href="http://bit.ly/gaMw8L" rel="nofollow ugc">http://bit.ly/gaMw8L</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-lanno-cominci/comment-page-1/#comment-115017</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 17:19:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei più grandi esperti italiani di diritto del lavoro: sono illegali tanto l&#039;accordo quanto l&#039;ultimatum di Marchionne, ma nessuno lo dice.
http://bit.ly/fir7ru]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più grandi esperti italiani di diritto del lavoro: sono illegali tanto l&#8217;accordo quanto l&#8217;ultimatum di Marchionne, ma nessuno lo dice.<br />
<a href="http://bit.ly/fir7ru" rel="nofollow ugc">http://bit.ly/fir7ru</a></p>
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