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	Commenti a: CHE SI DOVREBBE FARE SE NON STARE ALLEGRI?	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105859</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 13:52:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su questo argomento segnalo questo:
http://www.youtube.com/watch?v=GBkLr_lYHBk&#038;feature=player_embedded]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questo argomento segnalo questo:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=GBkLr_lYHBk&#038;feature=player_embedded" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=GBkLr_lYHBk&#038;feature=player_embedded</a></p>
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		Di: zauberilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105858</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:55:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Andrea:)
Dietro c&#039;è un complicato problema - ed è un problema di misure, non di tutto o nulla.
Quello che voglio dire è: la differenza sessuale esiste e produce delle differenze, e delle reazioni psichiche alle differenze - dopo di che queste differenze sono entrate in alchimia con una serie di questioni storiche  -ed ecco qui il risultato che tutti conosciamo. Avendo per le mani il risultato - cioè i diversi livelli di stigmatizzazione di genere nelle diverse culture, il grosso è decidere quanto di quella rappresentazione di genere è culturale, quanto no, e quanto dei comportamenti verso l&#039;altro sesso siano culturali o psicologicamente reattivi o entrambi. Quando Irigaray scriveva, scambiare un certo linguaggio per biologico - il linguaggio maschile del lavoro, del potere e della trascendenza  - era più giustificabile: erano pochissime le donne che lo maneggiavano con un disinvoltura, in certi contesti assenti - ed erano tantissime le donne che non erano riconosciute come soggetti perchè utilizzavano altri linguaggi. Oggi Irigaray è invecchiata anche perchè la semplice osservazione di un ufficio dimostra che la differenza sessuale è qualcosa di molto più sottile, anche se certo rimane - io trovo sempre affascinante cercare questo residuo identitario: ma dire che una che fa l&#039;ingegnere aerospaziale è una che non è femminile mi fa incazzare come un birillo. Anche la teoria per cui le donne sono prima sempre donne, poi qualcos&#039;altro mentre gli uomini sono prima qualcos&#039;altro, mi fa arrabbiare.
Ma ecco, la questione. Il tempo dimostra che si pole avere con facilità Levi Montalcini a iosa. Ma la politica  eil contesto culturale rispondono come se così non fosse. E questo è desolante, ed è triste che non venga raccolto, che si parli di vittimismo. Però io non credo che sia proprio supeficialità. Sono donne queste che hanno un&#039;onestà intellettuale indiscutibile, io credo proprio che abbiano in partenza, una specie di sguardo distorto, nato da rivendicazioni anche giuste. Se ci si parlasse forse emergerebbero dei punti di contatto, delle cose utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Andrea:)<br />
Dietro c&#8217;è un complicato problema &#8211; ed è un problema di misure, non di tutto o nulla.<br />
Quello che voglio dire è: la differenza sessuale esiste e produce delle differenze, e delle reazioni psichiche alle differenze &#8211; dopo di che queste differenze sono entrate in alchimia con una serie di questioni storiche  -ed ecco qui il risultato che tutti conosciamo. Avendo per le mani il risultato &#8211; cioè i diversi livelli di stigmatizzazione di genere nelle diverse culture, il grosso è decidere quanto di quella rappresentazione di genere è culturale, quanto no, e quanto dei comportamenti verso l&#8217;altro sesso siano culturali o psicologicamente reattivi o entrambi. Quando Irigaray scriveva, scambiare un certo linguaggio per biologico &#8211; il linguaggio maschile del lavoro, del potere e della trascendenza  &#8211; era più giustificabile: erano pochissime le donne che lo maneggiavano con un disinvoltura, in certi contesti assenti &#8211; ed erano tantissime le donne che non erano riconosciute come soggetti perchè utilizzavano altri linguaggi. Oggi Irigaray è invecchiata anche perchè la semplice osservazione di un ufficio dimostra che la differenza sessuale è qualcosa di molto più sottile, anche se certo rimane &#8211; io trovo sempre affascinante cercare questo residuo identitario: ma dire che una che fa l&#8217;ingegnere aerospaziale è una che non è femminile mi fa incazzare come un birillo. Anche la teoria per cui le donne sono prima sempre donne, poi qualcos&#8217;altro mentre gli uomini sono prima qualcos&#8217;altro, mi fa arrabbiare.<br />
Ma ecco, la questione. Il tempo dimostra che si pole avere con facilità Levi Montalcini a iosa. Ma la politica  eil contesto culturale rispondono come se così non fosse. E questo è desolante, ed è triste che non venga raccolto, che si parli di vittimismo. Però io non credo che sia proprio supeficialità. Sono donne queste che hanno un&#8217;onestà intellettuale indiscutibile, io credo proprio che abbiano in partenza, una specie di sguardo distorto, nato da rivendicazioni anche giuste. Se ci si parlasse forse emergerebbero dei punti di contatto, delle cose utili.</p>
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		<title>
		Di: Zangtumb!		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105857</link>

		<dc:creator><![CDATA[Zangtumb!]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 02:39:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualcuno ha già accostato l&#039;articolo della Muraro ad Alberoni, alle consuete boiate delle donnechevengonodaveneregliuominichevengonodamarte. Per cui mi trattengo.
Quello che trovo insopportabile è che si citi il volume di Stefano Ciccone così a sproposito, con una superficialità che mi lascia disgustato.
MI sembra doveroso segnalare invece che &quot;Essere maschi&quot; perchè è una riflessione tecnica, complessa, ma eccezionalmente onesta ed acuta. Ancora più preziosa, perchè si sforza di portare alla luce le strutture di potere e mortificazione individuale, la tremenda necessità di emancipazione del maschile: tutti discorsi che sono assenti, sotterranei, assolutamente non perspicui per la grandissima maggioranza di maschi eterosessuali (non che le cose vadano molto meglio per gli omosessuali maschi).
E&#039; un libro che consiglio fortemente (no, nessuno mi paga una percentuale), proprio perchè enormemente più istruttivo di certi discorsi &quot;femministi&quot; da settimanale patinato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ha già accostato l&#8217;articolo della Muraro ad Alberoni, alle consuete boiate delle donnechevengonodaveneregliuominichevengonodamarte. Per cui mi trattengo.<br />
Quello che trovo insopportabile è che si citi il volume di Stefano Ciccone così a sproposito, con una superficialità che mi lascia disgustato.<br />
MI sembra doveroso segnalare invece che &#8220;Essere maschi&#8221; perchè è una riflessione tecnica, complessa, ma eccezionalmente onesta ed acuta. Ancora più preziosa, perchè si sforza di portare alla luce le strutture di potere e mortificazione individuale, la tremenda necessità di emancipazione del maschile: tutti discorsi che sono assenti, sotterranei, assolutamente non perspicui per la grandissima maggioranza di maschi eterosessuali (non che le cose vadano molto meglio per gli omosessuali maschi).<br />
E&#8217; un libro che consiglio fortemente (no, nessuno mi paga una percentuale), proprio perchè enormemente più istruttivo di certi discorsi &#8220;femministi&#8221; da settimanale patinato.</p>
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		<title>
		Di: supermambanana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105856</link>

		<dc:creator><![CDATA[supermambanana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 23:30:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Silvia e&#039; vero se una bambina non gioca con la barbie ma con le macchinine e&#039; un maschiaccio, una con le palle etc. Triste. Ma neanche lontanamente triste quanto cio&#039; che si dice di un bambino che gioca a cucinare e portare cicciobello a passeggio. Quello e&#039; il dramma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvia e&#8217; vero se una bambina non gioca con la barbie ma con le macchinine e&#8217; un maschiaccio, una con le palle etc. Triste. Ma neanche lontanamente triste quanto cio&#8217; che si dice di un bambino che gioca a cucinare e portare cicciobello a passeggio. Quello e&#8217; il dramma.</p>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105855</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 22:39:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sto leggendo e rileggendo e ringrazio Zauberei per i suoi commenti che mi chiariscono alcune posizioni del pensiero.
però mi chiedo come mafai/irigaray/muraro possano appunto sostenere le supposte &#039;specialità&#039; del femminile e del maschile. Perché a me la pars destruens della Irigaray mi piaceva pure, malgrado questo pericolo in effetti si intravedesse. Ho la sensazione che siamo in un periodo generalizzato di confusione. Dobbiamo aspettare ancora molto per vedere cadere/modificarsi dei modelli così vecchi? perché ho paura di sì?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sto leggendo e rileggendo e ringrazio Zauberei per i suoi commenti che mi chiariscono alcune posizioni del pensiero.<br />
però mi chiedo come mafai/irigaray/muraro possano appunto sostenere le supposte &#8216;specialità&#8217; del femminile e del maschile. Perché a me la pars destruens della Irigaray mi piaceva pure, malgrado questo pericolo in effetti si intravedesse. Ho la sensazione che siamo in un periodo generalizzato di confusione. Dobbiamo aspettare ancora molto per vedere cadere/modificarsi dei modelli così vecchi? perché ho paura di sì?</p>
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		<title>
		Di: Silvia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105854</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 18:07:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi, nell&#039;aula magna del mio liceo, Miriam Mafai ha tenuto una conferenza sulla situazione femminile in Italia, citando esplicitamente la Muraro e alcune delle frasi riportate in questo post.
Mi sono trovata a dissentire su di una questione, che vorrei riproporre qui: si parla giustamente di un condizionamento a cui le donne sono sottoposte fin da bambine. I vestitini rosa, le bambole, la stessa televisione - Mafai portava ad esempio lo spot pubblicitario in cui una bambina gioca a fare la piccola cuoca - tutto concorda nel creare un ben specifico concetto di femminilità, sul quale è d&#039;obbligo uniformarsi. Se sei decisa, a tratti persino dura, o preferisci i giochi da maschi alle Barbie, eccoti trasformata in &quot;maschiaccio&quot; prima, in donna &quot;con le palle&quot; (orribile espressione) da adulta.
Ma questa consapevolezza come si concilia con le benedette virtù &quot;femminili&quot;? L&#039;idea di noi donne portatrici sane di affettività e di cura, la teorizzazione di un&#039;eccellenza femminile, è davvero così lontana dai pregiudizi stereotipati che vogliono un mondo di dolci e sottomesse bamboline vestite di rosa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, nell&#8217;aula magna del mio liceo, Miriam Mafai ha tenuto una conferenza sulla situazione femminile in Italia, citando esplicitamente la Muraro e alcune delle frasi riportate in questo post.<br />
Mi sono trovata a dissentire su di una questione, che vorrei riproporre qui: si parla giustamente di un condizionamento a cui le donne sono sottoposte fin da bambine. I vestitini rosa, le bambole, la stessa televisione &#8211; Mafai portava ad esempio lo spot pubblicitario in cui una bambina gioca a fare la piccola cuoca &#8211; tutto concorda nel creare un ben specifico concetto di femminilità, sul quale è d&#8217;obbligo uniformarsi. Se sei decisa, a tratti persino dura, o preferisci i giochi da maschi alle Barbie, eccoti trasformata in &#8220;maschiaccio&#8221; prima, in donna &#8220;con le palle&#8221; (orribile espressione) da adulta.<br />
Ma questa consapevolezza come si concilia con le benedette virtù &#8220;femminili&#8221;? L&#8217;idea di noi donne portatrici sane di affettività e di cura, la teorizzazione di un&#8217;eccellenza femminile, è davvero così lontana dai pregiudizi stereotipati che vogliono un mondo di dolci e sottomesse bamboline vestite di rosa?</p>
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		<title>
		Di: Rita Charbonnier		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105853</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rita Charbonnier]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 15:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che la teoria della differenza abbia elementi criptodiscriminatori è una realtà (mi sembra) che si tende a non voler riconoscere; la sua capacità di penetrazione nella cultura, anche per via del suo prestarsi a semplificazioni, continua ad avere effetti devastanti. Sono felice di aver trovato qui diverse voci, a cominciare da quella dell’autrice del blog, critiche o che esprimono perplessità. Mi sento molto meno sola con le mie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la teoria della differenza abbia elementi criptodiscriminatori è una realtà (mi sembra) che si tende a non voler riconoscere; la sua capacità di penetrazione nella cultura, anche per via del suo prestarsi a semplificazioni, continua ad avere effetti devastanti. Sono felice di aver trovato qui diverse voci, a cominciare da quella dell’autrice del blog, critiche o che esprimono perplessità. Mi sento molto meno sola con le mie.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105852</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah ma allora non è che noi eravamo più indietro rispetto ad altri paesi...E&#039; proprio che la donna italiana per natura gode come una biscia a essere sottopagata rispetto al collega maschio di pari grado. E anche a smazzarsi più ore di lavori domestici e di accudimento che nel resto d&#039;Europa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah ma allora non è che noi eravamo più indietro rispetto ad altri paesi&#8230;E&#8217; proprio che la donna italiana per natura gode come una biscia a essere sottopagata rispetto al collega maschio di pari grado. E anche a smazzarsi più ore di lavori domestici e di accudimento che nel resto d&#8217;Europa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: icly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105851</link>

		<dc:creator><![CDATA[icly]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:03:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;Dico eccellenza, non superiorità, e penso specialmente al rapporto con il potere e con i soldi, che sono il suo mezzo principale. La maggioranza di noi non li mette davanti alle relazioni, agli affetti e all´amore&#039;
Perchè siamo buone? Perchè siamo più sensibili? perchè siamo madri?
Perdonate se abbasso il livello del commentarium, purtroppo non ho mai studiato sociologia, psicologia o filosofia... E tuttavia dal basso della mia ignoranza, dico che questa posizione (della Muraro) mi sembra estremamente superficiale e legata ai soliti luoghi comuni sulla &#039;bontà&#039; intrinseca della donna che secondo me è un&#039;idea totalmente scorrelata con la realtà dei fatti, è un&#039;idelizzazione della donna piuttosto che un&#039;analisi concreta.
Poi forse sono io che non ho capito il senso vero dell&#039;intervento, sicuramente non ho tutti i mezzi intellettuali... Ma quanti li hanno, tra quelli che leggeranno o ascolteranno?
E poi: vittimismo?? Ci dicono pure che siamo noiose adesso?!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Dico eccellenza, non superiorità, e penso specialmente al rapporto con il potere e con i soldi, che sono il suo mezzo principale. La maggioranza di noi non li mette davanti alle relazioni, agli affetti e all´amore&#8217;<br />
Perchè siamo buone? Perchè siamo più sensibili? perchè siamo madri?<br />
Perdonate se abbasso il livello del commentarium, purtroppo non ho mai studiato sociologia, psicologia o filosofia&#8230; E tuttavia dal basso della mia ignoranza, dico che questa posizione (della Muraro) mi sembra estremamente superficiale e legata ai soliti luoghi comuni sulla &#8216;bontà&#8217; intrinseca della donna che secondo me è un&#8217;idea totalmente scorrelata con la realtà dei fatti, è un&#8217;idelizzazione della donna piuttosto che un&#8217;analisi concreta.<br />
Poi forse sono io che non ho capito il senso vero dell&#8217;intervento, sicuramente non ho tutti i mezzi intellettuali&#8230; Ma quanti li hanno, tra quelli che leggeranno o ascolteranno?<br />
E poi: vittimismo?? Ci dicono pure che siamo noiose adesso?!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ichias		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/che-si-dovrebbe-fare-se-non-stare-allegri/comment-page-1/#comment-105850</link>

		<dc:creator><![CDATA[ichias]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 09:52:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è la versione raffinata e colta dell&#039;alberoniano &quot;gli uomini tradiscono per natura, le donne per vendetta&quot;. se non maneggiata con cura, la teoria della differenza rischia unicamente di avallare discriminazioni (la donna angelo del focolare e i negri hanno il ritmo nel sangue). è il solito gioco di chi ti dice come devi essere - a proposito di potere e di identità - in base a una presunta inclinazione naturale decisa prima che tu nascessi in base proprio a esigenze di potere che niente hanno a che fare con chi sei. un gioco che non rispetta le reali tendenze, desideri, orientamenti individuali, secondo me più forti e sostanziali di qualsiasi appartenenza a questo o quel genere. o all&#039;altro ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è la versione raffinata e colta dell&#8217;alberoniano &#8220;gli uomini tradiscono per natura, le donne per vendetta&#8221;. se non maneggiata con cura, la teoria della differenza rischia unicamente di avallare discriminazioni (la donna angelo del focolare e i negri hanno il ritmo nel sangue). è il solito gioco di chi ti dice come devi essere &#8211; a proposito di potere e di identità &#8211; in base a una presunta inclinazione naturale decisa prima che tu nascessi in base proprio a esigenze di potere che niente hanno a che fare con chi sei. un gioco che non rispetta le reali tendenze, desideri, orientamenti individuali, secondo me più forti e sostanziali di qualsiasi appartenenza a questo o quel genere. o all&#8217;altro ancora.</p>
]]></content:encoded>
		
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