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	Commenti a: CINQUANTA, SETTECENTO, ALTRO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: G.L.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G.L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 12:09:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho saltato una &quot;e&quot;. Ups. Divertissement.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho saltato una &#8220;e&#8221;. Ups. Divertissement.</p>
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		Di: G.L.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G.L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 12:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oppure, mia cara, chi di divertissment ferisce... Sai come si dice no? lasciate fare ai professionisti ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oppure, mia cara, chi di divertissment ferisce&#8230; Sai come si dice no? lasciate fare ai professionisti 😉</p>
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		Di: Lara Manni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 12:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[G.L., sicuramente il povero padre Karras preferirebbe Pazuzu. Però ci scriverò un post: perchè se si pongono a confronto la discussione monca di aNobii privata (suppongo dopo richiesta al moderatore del gruppo, che qui ha fatto una scelta scellerata) di tutti i numerosissimi interventi polemici, il &quot;divertissement&quot; di Gilda Policastro sulla &quot;strategia retorica&quot; messa in atto su Lipperatura (da dove si evince che lei è stata vittima del gruppo), e la possibilità di leggere la discussione COMPLETA e priva di interventi terzi su pdf...bene, mi sembra chiarissimo quali sono i due concetti della Rete che si vengono a scontrare.
E c&#039;è uno dei due che non mi piace affatto.
Ps. Se non ci fosse stato il pdf, ho come idea che ci saremmo dovuti basare sui &quot;divertissement&quot; per sapere com&#039;è andata. Con questi risultati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>G.L., sicuramente il povero padre Karras preferirebbe Pazuzu. Però ci scriverò un post: perchè se si pongono a confronto la discussione monca di aNobii privata (suppongo dopo richiesta al moderatore del gruppo, che qui ha fatto una scelta scellerata) di tutti i numerosissimi interventi polemici, il &#8220;divertissement&#8221; di Gilda Policastro sulla &#8220;strategia retorica&#8221; messa in atto su Lipperatura (da dove si evince che lei è stata vittima del gruppo), e la possibilità di leggere la discussione COMPLETA e priva di interventi terzi su pdf&#8230;bene, mi sembra chiarissimo quali sono i due concetti della Rete che si vengono a scontrare.<br />
E c&#8217;è uno dei due che non mi piace affatto.<br />
Ps. Se non ci fosse stato il pdf, ho come idea che ci saremmo dovuti basare sui &#8220;divertissement&#8221; per sapere com&#8217;è andata. Con questi risultati.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: G.L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108969</link>

		<dc:creator><![CDATA[G.L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:50:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lara: il postmoderno li seppellirà. Anzi, li ha già seppelliti. Anzi: adesso lavorano per loro. Ma sai che soddisfazione che deve essere? Qualcuno chiami padre Karras...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lara: il postmoderno li seppellirà. Anzi, li ha già seppelliti. Anzi: adesso lavorano per loro. Ma sai che soddisfazione che deve essere? Qualcuno chiami padre Karras&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108968</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E aggiungo: fare, come Gilda Policastro su Facebook, un &quot;remix&quot; a suo esclusivo vantaggio di quanto detto qui, è ben più lesivo. Perchè si può benissimo esprimere tutto il disaccordo del mondo, ma non forzare e falsare i contenuti di una discussione modificandoli, come è stato fatto. Questo è grave e questo, per me, è sanzionabile. E pure tanto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E aggiungo: fare, come Gilda Policastro su Facebook, un &#8220;remix&#8221; a suo esclusivo vantaggio di quanto detto qui, è ben più lesivo. Perchè si può benissimo esprimere tutto il disaccordo del mondo, ma non forzare e falsare i contenuti di una discussione modificandoli, come è stato fatto. Questo è grave e questo, per me, è sanzionabile. E pure tanto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Lara Manni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108967</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lara Manni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo quoto Claudia, ma aggiungo che, da quel che ho potuto leggere e sommando esperienze precedenti (sì, quella su aNobii) è che c&#039;è un altro nervo scoperto e si chiama Wu Ming. Mi sta venendo il sospetto che se non fossero stati loro a realizzare il pdf ma io, Claudia, la Lipperini stessa, non si sarebbe alzato questo polverone.
E questo va a dimostrazione che in rete (non solo, ovvio) esiste un pregiudizio sulle persone che prescinde dalle azioni delle persone stesse. Per me la rete è e resta circolazione dei saperi. Chiunque si metta in gioco su Internet deve sapere questo. Con i limiti del reciproco rispetto: e far sì che più persone leggano quanto è stato discusso su Internet non lede il rispetto. Continuare a discutere sulla liceità del comportamento lede, semmai, il diritto all&#039;accessibilità dei contenuti. In my humble opinion.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo quoto Claudia, ma aggiungo che, da quel che ho potuto leggere e sommando esperienze precedenti (sì, quella su aNobii) è che c&#8217;è un altro nervo scoperto e si chiama Wu Ming. Mi sta venendo il sospetto che se non fossero stati loro a realizzare il pdf ma io, Claudia, la Lipperini stessa, non si sarebbe alzato questo polverone.<br />
E questo va a dimostrazione che in rete (non solo, ovvio) esiste un pregiudizio sulle persone che prescinde dalle azioni delle persone stesse. Per me la rete è e resta circolazione dei saperi. Chiunque si metta in gioco su Internet deve sapere questo. Con i limiti del reciproco rispetto: e far sì che più persone leggano quanto è stato discusso su Internet non lede il rispetto. Continuare a discutere sulla liceità del comportamento lede, semmai, il diritto all&#8217;accessibilità dei contenuti. In my humble opinion.</p>
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		<title>
		Di: claudia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 11:24:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Elvezio:
&quot;ci sono differenze di supporto e contenuto che non possono essere negate.&quot;
Se può servire a qualcosa, nel contesto del blog di Ibridamenti, uno strumento collettivo che indaga esattamente queste tematiche, ho lasciato molti mesi fa un commento che è stato copiato, incollato su una slide - quindi decontestualizzato - e ricontestualizzato in un discorso più ampio. Poi la presentazione è stata mostrata a svariate conferenze. Tutto ciò senza che mi fosse stato chiesto alcun consenso e con tanto di mio nome e cognome. Sono venuta a saperlo solo due giorni fa. Ora, quella è una differenza non solo di formato, ma di supporto, di contenuto, di contesto. Non ritengo che questa operazione abbia in alcun modo offeso la mia dignità né snaturato il contenuto del mio commento, né mi passa per la testa di pensare a quel commento in termini di &quot;proprietà intellettuale&quot;, e quindi di chiedere a chi l&#039;ha fatto di citare correttamente il luogo di provenienza della mia frase. Queste operazioni sono lecite (ovvero non sono illeciti, in quanto non si vìola alcuna norma); costituiscono un utilizzo per nulla improprio di frammenti di pensiero liberamente diffusi in Rete, e sono anche ciò di cui si nutre la cultura partecipativa.
Quando sostienti che &quot;avete agito in modo quantomeno leggero e in piena e libera ignoranza delle dignità altrui&quot;, esprimi un pensiero molto forte, purtroppo però non è la dignità dei partecipanti ad essere stata toccata qui, ma un nervo scoperto, cioè la mancata comprensione del fatto che esprimere liberamente il proprio pensiero in Rete significa contribuire ad una cultura partecipativa. Significa stimolare interlocuzione, far nascere nuovi interrogativi, produrre riflessioni, indipendentemente dalle dinamiche a volte difficili che si possono creare mentre tutto ciò avviene. Mi sembra che questo episodio abbia chiarito che commentare in un contesto che ha acquisito nel tempo una certa autorevolezza significa desiderare rendersi partecipi di una costruzione di senso collettiva. Non vi sono altre ragioni per commentare se non per partecipare ad una discussione. La questione della dignità, parola molto forte, mi sembra che sia estranea a questo discorso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Elvezio:<br />
&#8220;ci sono differenze di supporto e contenuto che non possono essere negate.&#8221;<br />
Se può servire a qualcosa, nel contesto del blog di Ibridamenti, uno strumento collettivo che indaga esattamente queste tematiche, ho lasciato molti mesi fa un commento che è stato copiato, incollato su una slide &#8211; quindi decontestualizzato &#8211; e ricontestualizzato in un discorso più ampio. Poi la presentazione è stata mostrata a svariate conferenze. Tutto ciò senza che mi fosse stato chiesto alcun consenso e con tanto di mio nome e cognome. Sono venuta a saperlo solo due giorni fa. Ora, quella è una differenza non solo di formato, ma di supporto, di contenuto, di contesto. Non ritengo che questa operazione abbia in alcun modo offeso la mia dignità né snaturato il contenuto del mio commento, né mi passa per la testa di pensare a quel commento in termini di &#8220;proprietà intellettuale&#8221;, e quindi di chiedere a chi l&#8217;ha fatto di citare correttamente il luogo di provenienza della mia frase. Queste operazioni sono lecite (ovvero non sono illeciti, in quanto non si vìola alcuna norma); costituiscono un utilizzo per nulla improprio di frammenti di pensiero liberamente diffusi in Rete, e sono anche ciò di cui si nutre la cultura partecipativa.<br />
Quando sostienti che &#8220;avete agito in modo quantomeno leggero e in piena e libera ignoranza delle dignità altrui&#8221;, esprimi un pensiero molto forte, purtroppo però non è la dignità dei partecipanti ad essere stata toccata qui, ma un nervo scoperto, cioè la mancata comprensione del fatto che esprimere liberamente il proprio pensiero in Rete significa contribuire ad una cultura partecipativa. Significa stimolare interlocuzione, far nascere nuovi interrogativi, produrre riflessioni, indipendentemente dalle dinamiche a volte difficili che si possono creare mentre tutto ciò avviene. Mi sembra che questo episodio abbia chiarito che commentare in un contesto che ha acquisito nel tempo una certa autorevolezza significa desiderare rendersi partecipi di una costruzione di senso collettiva. Non vi sono altre ragioni per commentare se non per partecipare ad una discussione. La questione della dignità, parola molto forte, mi sembra che sia estranea a questo discorso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ng		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108965</link>

		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 06:32:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiedo venia, studiata velocemente la questione ci tenevo a correggere il mio pensiero in merito alla questione. Provo a sintetizzare il risultato.
Esiste, nella Legge sui Diritti d&#039;Autore, una regola che riserva i diritti di riproduzione all&#039;autore, però esistono anche le eccezioni. Chiunque, ad esempio, può riprodurre qualsiasi scritto, anche integralmente, se l&#039;utilizzazione o la riproduzione non sono state esplicitamente riservate, a patto, ovviamente, che si citi l&#039;autore. Non è chiaro se la riservatezza può essere aggiunta ex-post, ma non parrebbe. In ogni caso, se si tratta di un “discorso pubblico” (il commentare in blog rientra in questa categoria), lo scritto può essere liberamente riprodotto o comunicato “nei limiti giustificati dallo scopo informativo”, e citando sempre nome, luogo della discussione, data. Mi pare che quest&#039;ultimo passo (Art 66 della Legge) taglia definitivamente la testa alla Juve: non c&#039;è niente di illecito nel trasformare la discussione in un file pdf, e proprio perché è evidente lo scopo informativo dell&#039;operazione.
Detto ciò, pur non rilevando nessuna malizia, una gestione più “trasparente” della questione avrebbe giovato a tutti. Si poteva, ad esempio, evitare fin da subito l&#039;appoggio del file nel server dei WM, o semplicemente aspettare che sulla questione si esprimessero gli interessati. I rilievi di Irene e di Elvezio non sono del tutto campati in aria. La questione non è più, a questo punto, tecnico-giuridica, ma di etica comportamentale (è politica, insomma).
Ritorno nel mio loculo.
ng]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo venia, studiata velocemente la questione ci tenevo a correggere il mio pensiero in merito alla questione. Provo a sintetizzare il risultato.<br />
Esiste, nella Legge sui Diritti d&#8217;Autore, una regola che riserva i diritti di riproduzione all&#8217;autore, però esistono anche le eccezioni. Chiunque, ad esempio, può riprodurre qualsiasi scritto, anche integralmente, se l&#8217;utilizzazione o la riproduzione non sono state esplicitamente riservate, a patto, ovviamente, che si citi l&#8217;autore. Non è chiaro se la riservatezza può essere aggiunta ex-post, ma non parrebbe. In ogni caso, se si tratta di un “discorso pubblico” (il commentare in blog rientra in questa categoria), lo scritto può essere liberamente riprodotto o comunicato “nei limiti giustificati dallo scopo informativo”, e citando sempre nome, luogo della discussione, data. Mi pare che quest&#8217;ultimo passo (Art 66 della Legge) taglia definitivamente la testa alla Juve: non c&#8217;è niente di illecito nel trasformare la discussione in un file pdf, e proprio perché è evidente lo scopo informativo dell&#8217;operazione.<br />
Detto ciò, pur non rilevando nessuna malizia, una gestione più “trasparente” della questione avrebbe giovato a tutti. Si poteva, ad esempio, evitare fin da subito l&#8217;appoggio del file nel server dei WM, o semplicemente aspettare che sulla questione si esprimessero gli interessati. I rilievi di Irene e di Elvezio non sono del tutto campati in aria. La questione non è più, a questo punto, tecnico-giuridica, ma di etica comportamentale (è politica, insomma).<br />
Ritorno nel mio loculo.<br />
ng</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108964</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 23:23:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E anche il pdf più lungo è su dropbox:
&lt;b&gt;http://dl.dropbox.com/u/8820520/letterarieta_769_commenti.pdf&lt;/b&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E anche il pdf più lungo è su dropbox:<br />
<b><a href="http://dl.dropbox.com/u/8820520/letterarieta_769_commenti.pdf" rel="nofollow ugc">http://dl.dropbox.com/u/8820520/letterarieta_769_commenti.pdf</a></b></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinquanta-settecento-altro/comment-page-1/#comment-108963</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 22:01:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3789#comment-108963</guid>

					<description><![CDATA[&lt;b&gt;Un avviso&lt;/b&gt;
L&#039;ultimo &quot;argomento&quot; sembra essere la presenza del famigerato pdf sul server wumingfoundation.
La copia di un documento pubblico dovrebbe poter circolare dappertutto, e chissà in quanti altri computer e su quanti altri server si trova già, ma intendo togliere anche quest&#039;ultimo appiglio a chi ha trasformato quel documento in un affare di stato, un complotto da sventare, un attentato non si sa bene a chi.
Di concerto coi Wu Ming e con Carmilla, il file è stato rimosso da wumingfoundation e una copia per il download è stata messa in una cartella pubblica sul sito di condivisione documenti Dropbox. Il vecchio link è stato rimpiazzato (o, mentre scrivo, sta per essere rimpiazzato) sia su Lipperatura sia su Carmilla. Ecco il nuovo link:
&lt;b&gt;http://dl.dropbox.com/u/8820520/StroOokk.pdf&lt;/b&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un avviso</b><br />
L&#8217;ultimo &#8220;argomento&#8221; sembra essere la presenza del famigerato pdf sul server wumingfoundation.<br />
La copia di un documento pubblico dovrebbe poter circolare dappertutto, e chissà in quanti altri computer e su quanti altri server si trova già, ma intendo togliere anche quest&#8217;ultimo appiglio a chi ha trasformato quel documento in un affare di stato, un complotto da sventare, un attentato non si sa bene a chi.<br />
Di concerto coi Wu Ming e con Carmilla, il file è stato rimosso da wumingfoundation e una copia per il download è stata messa in una cartella pubblica sul sito di condivisione documenti Dropbox. Il vecchio link è stato rimpiazzato (o, mentre scrivo, sta per essere rimpiazzato) sia su Lipperatura sia su Carmilla. Ecco il nuovo link:<br />
<b><a href="http://dl.dropbox.com/u/8820520/StroOokk.pdf" rel="nofollow ugc">http://dl.dropbox.com/u/8820520/StroOokk.pdf</a></b></p>
]]></content:encoded>
		
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