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	Commenti a: CINQUE MILIONI, DICASI CINQUE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 23:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate tutti, è talmente evidente che ha ragione Sergio Garufi.
Vi accapigliate, sembra la versione letteraria di Porta a Porta, diciamo che il contegno non è degno del luogo.
I lettori forti vivono di e fra i libri. O no? Va bene che non siamo nell&#039;Ottocento, purtroppo pochi Giacomo Leopardi con cui chiacchierare, ma se dite così allora per i pallidi seguaci di quella che un tempo fu vera lettura dovremmo creare la categoria lettori fortissimi, ma perché? A parte che il senso è che il messaggio è distorto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate tutti, è talmente evidente che ha ragione Sergio Garufi.<br />
Vi accapigliate, sembra la versione letteraria di Porta a Porta, diciamo che il contegno non è degno del luogo.<br />
I lettori forti vivono di e fra i libri. O no? Va bene che non siamo nell&#8217;Ottocento, purtroppo pochi Giacomo Leopardi con cui chiacchierare, ma se dite così allora per i pallidi seguaci di quella che un tempo fu vera lettura dovremmo creare la categoria lettori fortissimi, ma perché? A parte che il senso è che il messaggio è distorto.</p>
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		Di: Francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 16:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mai trovato faticoso Moby Dick.
Ad ogni modo: i classici sono definiti tali da una comunità (interpretativa, direbbe Fish). Non è che c&#039;è una qualche Legge metastorica che li renda di una classe superiori. Quindi, se si fa fatica, e non si hanno interessi di altro tipo (teorici, per esempio), si, si smette di leggerli. Qual è il problema?
L&#039;idea di un&#039; &#039;Arte eterna&#039; è come quella di una &#039;Scienza eterna&#039;: religione monoteista sotto altro nome...
...e tutto IMHO, of course.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai trovato faticoso Moby Dick.<br />
Ad ogni modo: i classici sono definiti tali da una comunità (interpretativa, direbbe Fish). Non è che c&#8217;è una qualche Legge metastorica che li renda di una classe superiori. Quindi, se si fa fatica, e non si hanno interessi di altro tipo (teorici, per esempio), si, si smette di leggerli. Qual è il problema?<br />
L&#8217;idea di un&#8217; &#8216;Arte eterna&#8217; è come quella di una &#8216;Scienza eterna&#8217;: religione monoteista sotto altro nome&#8230;<br />
&#8230;e tutto IMHO, of course.</p>
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		Di: Anna Luisa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 15:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Se leggere è faticoso, la colpa è degli scrittori. Chi scrive vende storie: è suo dovere, prima di tutto deontologico, strutturarle in modo adatto all’epoca che vive, ai tempi in cui respira e mangia. E’ suo dovere non far fare fatica ai lettori.&quot;
Beh, ad ogni modo esistono grandi classici della letteratura che sono &quot;faticosi&quot;, *Guerra e pace*, *Moby Dick* etc...
In quel caso che si fa, si smette di leggerli?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se leggere è faticoso, la colpa è degli scrittori. Chi scrive vende storie: è suo dovere, prima di tutto deontologico, strutturarle in modo adatto all’epoca che vive, ai tempi in cui respira e mangia. E’ suo dovere non far fare fatica ai lettori.&#8221;<br />
Beh, ad ogni modo esistono grandi classici della letteratura che sono &#8220;faticosi&#8221;, *Guerra e pace*, *Moby Dick* etc&#8230;<br />
In quel caso che si fa, si smette di leggerli?</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 14:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(mi rendo conto che suona quasi come un attacco a quanto detto da buonipresagi: non voleva esserlo: anzi, elaboravo proprio sul suo intervento)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(mi rendo conto che suona quasi come un attacco a quanto detto da buonipresagi: non voleva esserlo: anzi, elaboravo proprio sul suo intervento)</p>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinque-milioni-dicasi-cinque/comment-page-1/#comment-100302</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 13:51:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se leggere è faticoso, la colpa è degli scrittori. Chi scrive vende storie: è suo dovere, prima di tutto deontologico, strutturarle in modo adatto all&#039;epoca che vive, ai tempi in cui respira e mangia. E&#039; suo dovere non far fare fatica ai lettori. Dan Brown ci riesce. Piaccia o no il suo libro, c&#039;è da studiare i motivi, non da arricciare il naso.
Il resto sono chiacchiere. Troppo facile dire che si legge faticosamente perchè &#039;non si sa leggere&#039;. Troppo, troppo facile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se leggere è faticoso, la colpa è degli scrittori. Chi scrive vende storie: è suo dovere, prima di tutto deontologico, strutturarle in modo adatto all&#8217;epoca che vive, ai tempi in cui respira e mangia. E&#8217; suo dovere non far fare fatica ai lettori. Dan Brown ci riesce. Piaccia o no il suo libro, c&#8217;è da studiare i motivi, non da arricciare il naso.<br />
Il resto sono chiacchiere. Troppo facile dire che si legge faticosamente perchè &#8216;non si sa leggere&#8217;. Troppo, troppo facile.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sandor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinque-milioni-dicasi-cinque/comment-page-1/#comment-100301</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 17:01:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[concordo con Giuliana.Io leggo di tutto,a seconda dei momenti.il codice l&#039;ho letto perchè me lo ha prestato un conoscente e devo ammettere che ero curioso per tutto il polverone che aveva suscitato.non mi è piaciuto,non lo avrei mai comperato.......ah,io appartengo alla categoria di quelli con il reddito basso,talmente basso che è quasi inesistente,ma la TV la guardo mooolto poco!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con Giuliana.Io leggo di tutto,a seconda dei momenti.il codice l&#8217;ho letto perchè me lo ha prestato un conoscente e devo ammettere che ero curioso per tutto il polverone che aveva suscitato.non mi è piaciuto,non lo avrei mai comperato&#8230;&#8230;.ah,io appartengo alla categoria di quelli con il reddito basso,talmente basso che è quasi inesistente,ma la TV la guardo mooolto poco!</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Sulromanzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sulromanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:50:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io mi associo a Wu Ming 1, che cosa significa &quot;lettore forte&quot;? Può essere assai relativo, stiamo parlando soltanto di quantità di tomi? Uhm.
Io credo che dipenda molto dal tipo di lavoro che si fa nella vita, di conseguenza il tipo di persone che si frequentano. Frequentare persone che trattano cultura come argomento di conversazione durante il lavoro ha un peso, altra cosa invece se si parla solo di calcio, auto e Grande Fratello (si può parlare di questi argomenti anche con approccio curioso e interessante, ma credo capiti di rado).
Sicuro è che certi ambienti favoriscono la lettura, altri meno, non sempre, ma spesso.
Io vedo però una costante: si segue sempre più l&#039;onda omologante e recente. Una volta i librai potevano essere dei fortissimi deterrenti verso la novità magari scadente, oggi purtroppo sono quasi spariti anche quelli e ognuno si arrangia come può, a volte per seguire il gregge a volte fidandosi dei media che spesso rilanciano notizie senza avere sfiorato il libro di cui si sta parlando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi associo a Wu Ming 1, che cosa significa &#8220;lettore forte&#8221;? Può essere assai relativo, stiamo parlando soltanto di quantità di tomi? Uhm.<br />
Io credo che dipenda molto dal tipo di lavoro che si fa nella vita, di conseguenza il tipo di persone che si frequentano. Frequentare persone che trattano cultura come argomento di conversazione durante il lavoro ha un peso, altra cosa invece se si parla solo di calcio, auto e Grande Fratello (si può parlare di questi argomenti anche con approccio curioso e interessante, ma credo capiti di rado).<br />
Sicuro è che certi ambienti favoriscono la lettura, altri meno, non sempre, ma spesso.<br />
Io vedo però una costante: si segue sempre più l&#8217;onda omologante e recente. Una volta i librai potevano essere dei fortissimi deterrenti verso la novità magari scadente, oggi purtroppo sono quasi spariti anche quelli e ognuno si arrangia come può, a volte per seguire il gregge a volte fidandosi dei media che spesso rilanciano notizie senza avere sfiorato il libro di cui si sta parlando.</p>
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		<title>
		Di: buoni presagi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinque-milioni-dicasi-cinque/comment-page-1/#comment-100299</link>

		<dc:creator><![CDATA[buoni presagi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:29:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più che di tempo in senso assoluto, è un problema di abitudine alla lettura. Se uno è abituato a leggere, leggendo anche solo un quarto d&#039;ora da un giorno all&#039;altro non soffre del problema di &quot;non mi ricordo dove ero arrivato, devo sempre rileggermi due pagine prima e faccio una fatica bestiale&quot;. Infatti gli ultimi dati AIE che ricordo citano tra le prime cause di non lettura il fatto che leggere sia &quot;faticoso&quot;.
Non a caso uno dei motivi del successo del Codice da Vinci è che è suddiviso in capitoli brevi(ssimi) e tendenzialmente ridondanti che lo rendono molto scorrevole e per niente &quot;difficile&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che di tempo in senso assoluto, è un problema di abitudine alla lettura. Se uno è abituato a leggere, leggendo anche solo un quarto d&#8217;ora da un giorno all&#8217;altro non soffre del problema di &#8220;non mi ricordo dove ero arrivato, devo sempre rileggermi due pagine prima e faccio una fatica bestiale&#8221;. Infatti gli ultimi dati AIE che ricordo citano tra le prime cause di non lettura il fatto che leggere sia &#8220;faticoso&#8221;.<br />
Non a caso uno dei motivi del successo del Codice da Vinci è che è suddiviso in capitoli brevi(ssimi) e tendenzialmente ridondanti che lo rendono molto scorrevole e per niente &#8220;difficile&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuliana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinque-milioni-dicasi-cinque/comment-page-1/#comment-100298</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:05:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me la disaffezione alla lettura non viene dalla televisione, viene dall&#039;arroganza di chi pretende di decidere quali sono i libri degni e quelli indegni. E  cerca di dimostrarlo con toni intollerabilmente supponenti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me la disaffezione alla lettura non viene dalla televisione, viene dall&#8217;arroganza di chi pretende di decidere quali sono i libri degni e quelli indegni. E  cerca di dimostrarlo con toni intollerabilmente supponenti.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cinque-milioni-dicasi-cinque/comment-page-1/#comment-100297</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 12:01:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa Anghelos, io non ho detto perché lo impiegano in modo diverso quel tempo libero, mi sono limitato a contestare l&#039;affermazione populista di WM1 che negava il fatto che avessero tempo libero a disposizione. So bene che l&#039;impegno è diverso, anche confrontando quei reality col codice da vinci, e questa è appunto la ragione per cui la disaffezione alla lettura riguarda tutte le fasce sociali, non solo gli eroici lavoratori dei call center.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Anghelos, io non ho detto perché lo impiegano in modo diverso quel tempo libero, mi sono limitato a contestare l&#8217;affermazione populista di WM1 che negava il fatto che avessero tempo libero a disposizione. So bene che l&#8217;impegno è diverso, anche confrontando quei reality col codice da vinci, e questa è appunto la ragione per cui la disaffezione alla lettura riguarda tutte le fasce sociali, non solo gli eroici lavoratori dei call center.</p>
]]></content:encoded>
		
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