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	Commenti a: CITAZIONE (FAZIOSA) DEL LUNEDI&#039;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 21:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Visto che nel commentarium è passato &quot;indarno&quot;...
Volevo ringraziare la Boss per il passo di Murakami.
Oramai è certo che siamo stati compagni di esistenza in una delle vite precedenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che nel commentarium è passato &#8220;indarno&#8221;&#8230;<br />
Volevo ringraziare la Boss per il passo di Murakami.<br />
Oramai è certo che siamo stati compagni di esistenza in una delle vite precedenti.</p>
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		Di: daniele marotta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 06:34:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certamente, con buona pace dei giornalisti del &#039;manifesto&#039; di cui si è parlato recentemente, rete ed editoria elettronica  aiuteranno certo l&#039;arte pura.
Tutti stanno investendo nell&#039;e-book specialmente col boom dei vari pad.
Io resto sempre dell&#039;avviso che in linea di massima l&#039;editore è un lettore tipo, se nessun editore ti pubblica un manoscritto, magari il libro non funziona così bene, e non è solo colpa del mercato, ma tant&#039;è.  Considerato che in Italia si scrive, praticamente più di quanto si legga vuol dire che ci sono frotte di editori che pubblicano la qualunque.
In ogni caso, caro buon scrittore duro e puro che nessuno considera perché troppo più bravo ed elevato, oggi ti puoi fare il pdf del tuo libello metterlo in rete e donarlo aggratis all&#039;umanità o ad un prezzo simbolico, promuoverlo, e sentire i pareri dei lettori puri, che non avendo pagato, certamente, recensiranno anche loro puramente.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente, con buona pace dei giornalisti del &#8216;manifesto&#8217; di cui si è parlato recentemente, rete ed editoria elettronica  aiuteranno certo l&#8217;arte pura.<br />
Tutti stanno investendo nell&#8217;e-book specialmente col boom dei vari pad.<br />
Io resto sempre dell&#8217;avviso che in linea di massima l&#8217;editore è un lettore tipo, se nessun editore ti pubblica un manoscritto, magari il libro non funziona così bene, e non è solo colpa del mercato, ma tant&#8217;è.  Considerato che in Italia si scrive, praticamente più di quanto si legga vuol dire che ci sono frotte di editori che pubblicano la qualunque.<br />
In ogni caso, caro buon scrittore duro e puro che nessuno considera perché troppo più bravo ed elevato, oggi ti puoi fare il pdf del tuo libello metterlo in rete e donarlo aggratis all&#8217;umanità o ad un prezzo simbolico, promuoverlo, e sentire i pareri dei lettori puri, che non avendo pagato, certamente, recensiranno anche loro puramente.<br />
D.</p>
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		<title>
		Di: iltrenoavapore		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109790</link>

		<dc:creator><![CDATA[iltrenoavapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 23:18:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per illustrare loro ciò che è sbagliato....
buffo inciso quello del tizio, e credonel fondo comune a tanti generatori di parole (probabilmente a maggior agio nei vocabolari) sovente molto compresi dalla stupidaggine di aver un qualcosa da dire, e perdipiù di &quot;giusto&quot;...:-(
faccenda improba, il dire e dire &quot;giusto&quot;, stante l&#039;immensità del detto (e ripetuto) e dunque prossime allo zero per implacabiltà statitistica e la possibilità del nuovo e la calda follia del giusto.
ma vabbé, d&#039;altro s&#039;occupano in genere gli umani, e gli affanni nel succitato merito sono sì scarsi da non esistere. fortunatamente.
salutando
mario ardenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per illustrare loro ciò che è sbagliato&#8230;.<br />
buffo inciso quello del tizio, e credonel fondo comune a tanti generatori di parole (probabilmente a maggior agio nei vocabolari) sovente molto compresi dalla stupidaggine di aver un qualcosa da dire, e perdipiù di &#8220;giusto&#8221;&#8230;:-(<br />
faccenda improba, il dire e dire &#8220;giusto&#8221;, stante l&#8217;immensità del detto (e ripetuto) e dunque prossime allo zero per implacabiltà statitistica e la possibilità del nuovo e la calda follia del giusto.<br />
ma vabbé, d&#8217;altro s&#8217;occupano in genere gli umani, e gli affanni nel succitato merito sono sì scarsi da non esistere. fortunatamente.<br />
salutando<br />
mario ardenti</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109789</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Biondillo
a proposito di NI, Alfabeta2, esodo degli intellettuali in Rete, etc:
http://precariementi.splinder.com/post/23065215/soggetti-politici-eo-soggetti-economici-lesodo-verso-la-rete-del-lavoratore-intellettuale-non-garantito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Biondillo<br />
a proposito di NI, Alfabeta2, esodo degli intellettuali in Rete, etc:<br />
<a href="http://precariementi.splinder.com/post/23065215/soggetti-politici-eo-soggetti-economici-lesodo-verso-la-rete-del-lavoratore-intellettuale-non-garantito" rel="nofollow ugc">http://precariementi.splinder.com/post/23065215/soggetti-politici-eo-soggetti-economici-lesodo-verso-la-rete-del-lavoratore-intellettuale-non-garantito</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109788</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 15:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma che palle. Non ho voglia di replicare di nuovo altrimenti sembra che ce l&#039;abbia con lui, ma porca miseria, come si fa a dire quello che DiSt. dice quando metà dei redattori di Alfabeta2 opera attivamente nel web, quando Alfabeta2 ha un blog sul web, quando a noi di NI ci viene detto che siamo elitari, partigiani, etc. echecazzo!
Ma lo sapevate che fino all&#039;all&#039;anno scorso l&#039;esame di giornalismo si faceva ancora sulle macchine da scrivere? (giuro!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che palle. Non ho voglia di replicare di nuovo altrimenti sembra che ce l&#8217;abbia con lui, ma porca miseria, come si fa a dire quello che DiSt. dice quando metà dei redattori di Alfabeta2 opera attivamente nel web, quando Alfabeta2 ha un blog sul web, quando a noi di NI ci viene detto che siamo elitari, partigiani, etc. echecazzo!<br />
Ma lo sapevate che fino all&#8217;all&#8217;anno scorso l&#8217;esame di giornalismo si faceva ancora sulle macchine da scrivere? (giuro!)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109787</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:40:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che la contrapposizione carta / rete non porti da nessuna parte, nemmeno come premessa per un discorso &quot;positivo&quot;. Aggiungo che tra le persone che seguo e stimo non ho mai riscontrato la credenza in una simile contrapposizione. E&#039; invece diffuso il tentativo di creare e alimentare &quot;circoli virtuosi&quot; tra carta e rete. Tenendo comunque conto che:
- su un foglio di carta non puoi cliccarci, mentre una schermata la puoi stampare;
- oggi un libro cartaceo lo fai quasi sempre usando la rete: ormai tutti i contratti richiedono esplicitamente che l&#039;opera venga consegnata in formato elettronico, le case editrici funzionano grazie all&#039;e-mail e alla spedizione di allegati, le tipografie non usano più i caratteri a piombo etc.
L&#039;editoria si avvia a essere un &quot;sottoinsieme&quot; della rete, che non è un medium bensì un mondo che contiene media (radio, tv, riviste etc.).
Dopodiché, questo processo di digitalizzazione non è affatto tutto rose e fiori. E&#039; contraddittorio, per certi versi troppo veloce e per certi versi troppo lento, è ancora affetto da disparità, è un campo di battaglia. Ma vederlo solo come livellante e corruttore, uno &quot;schiacciasassi&quot; mercantile nemico della Cultura e dell&#039;Arte etc. sarebbe una vertiginosa manifestazione di stupidità, per motivi già ampiamente esposti.
Vogliamo tornare in un mondo di rarefazione della cultura, rarefazione dell&#039;informazione, limitato accesso allo scibile, limitata presa di parola? E anche fosse possibile: chi decide chi dovrà accedere e chi restare fuori, chi dovrà parlare e chi invece tacere? E in base a cosa? Ovvio, lo decidono i soldi. Senza il videopodcast gratuito dei corsi che si tengono a Yale, potrà assistere a quelle lezioni solo chi ha i soldi per frequentare quel college.
E così la lamentazione anti-Internet, gratta gratta, rivela il peggior privilegio classista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la contrapposizione carta / rete non porti da nessuna parte, nemmeno come premessa per un discorso &#8220;positivo&#8221;. Aggiungo che tra le persone che seguo e stimo non ho mai riscontrato la credenza in una simile contrapposizione. E&#8217; invece diffuso il tentativo di creare e alimentare &#8220;circoli virtuosi&#8221; tra carta e rete. Tenendo comunque conto che:<br />
&#8211; su un foglio di carta non puoi cliccarci, mentre una schermata la puoi stampare;<br />
&#8211; oggi un libro cartaceo lo fai quasi sempre usando la rete: ormai tutti i contratti richiedono esplicitamente che l&#8217;opera venga consegnata in formato elettronico, le case editrici funzionano grazie all&#8217;e-mail e alla spedizione di allegati, le tipografie non usano più i caratteri a piombo etc.<br />
L&#8217;editoria si avvia a essere un &#8220;sottoinsieme&#8221; della rete, che non è un medium bensì un mondo che contiene media (radio, tv, riviste etc.).<br />
Dopodiché, questo processo di digitalizzazione non è affatto tutto rose e fiori. E&#8217; contraddittorio, per certi versi troppo veloce e per certi versi troppo lento, è ancora affetto da disparità, è un campo di battaglia. Ma vederlo solo come livellante e corruttore, uno &#8220;schiacciasassi&#8221; mercantile nemico della Cultura e dell&#8217;Arte etc. sarebbe una vertiginosa manifestazione di stupidità, per motivi già ampiamente esposti.<br />
Vogliamo tornare in un mondo di rarefazione della cultura, rarefazione dell&#8217;informazione, limitato accesso allo scibile, limitata presa di parola? E anche fosse possibile: chi decide chi dovrà accedere e chi restare fuori, chi dovrà parlare e chi invece tacere? E in base a cosa? Ovvio, lo decidono i soldi. Senza il videopodcast gratuito dei corsi che si tengono a Yale, potrà assistere a quelle lezioni solo chi ha i soldi per frequentare quel college.<br />
E così la lamentazione anti-Internet, gratta gratta, rivela il peggior privilegio classista.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il fu GiusCo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109786</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:21:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se si vuole procedere ancora su questa strada di contrapposizioni carta/rete, di queste pratiche sociali, va però fatta maggiore chiarezza:
- Di Stefano, scrivendo al Corriere della Sera, viene letto indistintamente dalla cima della piramide padronale fino al quarto stato acculturato. Non è un incendiario ma si mantiene sostanzialmente aperto alle novità, anche telematiche; è in questo caso un cronista, lettore attivo con un suo legittimo pre-giudizio;
- Wu Ming &#038; Cortellessa vantano buona eco sia su carta che in rete e le loro argomentazioni sono spesso rimbalzate fra i due ambiti. Sono su posizioni tattiche simili (fare il meglio nei modi a loro possibili, cartacei o su rete o su altri media); i Wu Ming sintetizzano e rappresentano persone a partire dal basso orizzontale della rete, Cortellessa invece scendendo dall&#039;elite puramente cartacea;
- gli Ansuini telematici, dal basso, e i Pulcinoelefante cartacei, dall&#039;alto, quelli che per scelta si mettono fuori dal mercato, sono gli estremi. Mancano spesso di un riscontro fondamentale, chiamiamolo di &quot;qualità&quot;, che si matura solo nell&#039;agone del dibattito. Posizione in genere possibile alla sola poesia, che non consente a priori di farci un mestiere e dunque si fonda su altre aspettative e altre realizzazioni.
Quello che realmente costituisce discrimine è dunque il genere letterario: la narrativa ha un fondo di vendibilità che la rende soggetta a tutte queste polemiche (basso/alto, genere/mainstream, pop/letterario, dentro einaudi / fuori da einaudi), che comunque non centrano il bersaglio grosso, che è ancora quello della rappresentatività artistica (e soprattuto della possibile funzione di opposizione reale) detenuta tuttoggi dalla poesia.
D&#039;altro canto, è improponibile a chi della scrittura voglia fare un mestiere il farlo nella poesia. Questo paradosso, il dover cioè rinunciare al mestiere in favore della rappresentatività artistica/politica, o viceversa in favore di un compromesso di vendibilità e mercatabilità, è la base di tutte le polemiche di questa estate 2010.
Senza possibile soluzione per chi sta nel mezzo, perché la rappresentatività artistica è per sua natura inutile, non circostanziabile, avulsa dalle pratiche sociali e dunque sia dal numero di download &#038; copie vendute, che dalla presunta/presumibile letterarietà della forma quando intesa funzionale ad un discorso.
L&#039;opposizione a questo momento storico molto sbilanciato sul mercato è rappresentata dagli Ansuini e dai Pulcinoelefante, ai quali occorrerebbe reale attenzione critica che distingua -all&#039;interno della loro pratica fuori mercato- il materiale di qualità da quello meno riuscito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se si vuole procedere ancora su questa strada di contrapposizioni carta/rete, di queste pratiche sociali, va però fatta maggiore chiarezza:<br />
&#8211; Di Stefano, scrivendo al Corriere della Sera, viene letto indistintamente dalla cima della piramide padronale fino al quarto stato acculturato. Non è un incendiario ma si mantiene sostanzialmente aperto alle novità, anche telematiche; è in questo caso un cronista, lettore attivo con un suo legittimo pre-giudizio;<br />
&#8211; Wu Ming &amp; Cortellessa vantano buona eco sia su carta che in rete e le loro argomentazioni sono spesso rimbalzate fra i due ambiti. Sono su posizioni tattiche simili (fare il meglio nei modi a loro possibili, cartacei o su rete o su altri media); i Wu Ming sintetizzano e rappresentano persone a partire dal basso orizzontale della rete, Cortellessa invece scendendo dall&#8217;elite puramente cartacea;<br />
&#8211; gli Ansuini telematici, dal basso, e i Pulcinoelefante cartacei, dall&#8217;alto, quelli che per scelta si mettono fuori dal mercato, sono gli estremi. Mancano spesso di un riscontro fondamentale, chiamiamolo di &#8220;qualità&#8221;, che si matura solo nell&#8217;agone del dibattito. Posizione in genere possibile alla sola poesia, che non consente a priori di farci un mestiere e dunque si fonda su altre aspettative e altre realizzazioni.<br />
Quello che realmente costituisce discrimine è dunque il genere letterario: la narrativa ha un fondo di vendibilità che la rende soggetta a tutte queste polemiche (basso/alto, genere/mainstream, pop/letterario, dentro einaudi / fuori da einaudi), che comunque non centrano il bersaglio grosso, che è ancora quello della rappresentatività artistica (e soprattuto della possibile funzione di opposizione reale) detenuta tuttoggi dalla poesia.<br />
D&#8217;altro canto, è improponibile a chi della scrittura voglia fare un mestiere il farlo nella poesia. Questo paradosso, il dover cioè rinunciare al mestiere in favore della rappresentatività artistica/politica, o viceversa in favore di un compromesso di vendibilità e mercatabilità, è la base di tutte le polemiche di questa estate 2010.<br />
Senza possibile soluzione per chi sta nel mezzo, perché la rappresentatività artistica è per sua natura inutile, non circostanziabile, avulsa dalle pratiche sociali e dunque sia dal numero di download &amp; copie vendute, che dalla presunta/presumibile letterarietà della forma quando intesa funzionale ad un discorso.<br />
L&#8217;opposizione a questo momento storico molto sbilanciato sul mercato è rappresentata dagli Ansuini e dai Pulcinoelefante, ai quali occorrerebbe reale attenzione critica che distingua -all&#8217;interno della loro pratica fuori mercato- il materiale di qualità da quello meno riuscito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109785</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:36:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[p.s. la distinzione tra coerenza e congruenze attiene al piano logico, l&#039;una, ed etico, l&#039;altra.
Ma l&#039;autorevolezza di un discorso dipende dalla prima, ed è su questo piano che si rivela la competenza di chi parla sulla materia di cui si sta trattando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>p.s. la distinzione tra coerenza e congruenze attiene al piano logico, l&#8217;una, ed etico, l&#8217;altra.<br />
Ma l&#8217;autorevolezza di un discorso dipende dalla prima, ed è su questo piano che si rivela la competenza di chi parla sulla materia di cui si sta trattando.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: watchdogs		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109784</link>

		<dc:creator><![CDATA[watchdogs]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:31:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io credo che la vera, grande anomalia italiana è che le grandi catene di librerie appartengono ai grandi editori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io credo che la vera, grande anomalia italiana è che le grandi catene di librerie appartengono ai grandi editori</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citazione-faziosa-del-lunedi/comment-page-1/#comment-109783</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zaub, torno perché mi hai nominata, o magari sarei tornata lo stesso, non lo so.
Sul fatto del nick name credo di avere scambiato con te già qualche battuta. Secondo me, la forza di un discorso sta nella sua coerenza interna. Per me su questo non ci piove, e il web è un bel banco di prova per le argomentazioni e le controargomentazioni. Per chi vuole, ovviamente.
L&#039;efficacia di un discorso, però, l&#039;effetto che provoca sta anche nella congruenza tra le parole e i comportamenti di chi pronuncia quel discorso.
Se a parlarmi di legalità è un branco di malfattori io dico &#039;che bello che bello&#039; poi però non mi smuovono di un&#039;enticchia per quello che riguarda le mie azioni. Magari non mi smuoverebbero nemmeno se le sentissi pronunciate da san Legale martire, ma forse l&#039;effetto sarebbe un po&#039; diverso.
Ora, però, per me la questione dell&#039;autorità sul web si sposta su un altro piano, quello di cui parlava Francesca Violi.
Ieri, &#039;rimestando&#039; nel web, nel sito che ho linkato, ho trovato anche una intervista di Coltellessa a Ottonieri.
Allora: Cortellessa (critico autorevolissimo) + Ottonieri (scrittore autorevolissimo) + web (trogolo immondo) = ?
Non lo so, ammesso che il trogolo possa rendere evangelicamente le perle identiche alle ghiande, perché mai Cortellessa e Ottonieri decidono di gettare le loro perle ai porci? Chi glielo impone? Mah...
E poi, perché una malcapitata lettrice che, dopo aver ricevuto una indicazione di un nome di un autorevolissimo scrittore da una autorevolissima critica, se lo va a cercare &#039;rimestando&#039; nel web, si becca una  strigliata dalla suddetta autorevolissima critica? Mah...
.
@Simona Ghelli. Prendevo atto di una situazione piuttosto grottesca e surreale che sembra esistere nei fatti. Certo non sono io ad auspicare i muri contro muri. Ripeto: mi pare grottesco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zaub, torno perché mi hai nominata, o magari sarei tornata lo stesso, non lo so.<br />
Sul fatto del nick name credo di avere scambiato con te già qualche battuta. Secondo me, la forza di un discorso sta nella sua coerenza interna. Per me su questo non ci piove, e il web è un bel banco di prova per le argomentazioni e le controargomentazioni. Per chi vuole, ovviamente.<br />
L&#8217;efficacia di un discorso, però, l&#8217;effetto che provoca sta anche nella congruenza tra le parole e i comportamenti di chi pronuncia quel discorso.<br />
Se a parlarmi di legalità è un branco di malfattori io dico &#8216;che bello che bello&#8217; poi però non mi smuovono di un&#8217;enticchia per quello che riguarda le mie azioni. Magari non mi smuoverebbero nemmeno se le sentissi pronunciate da san Legale martire, ma forse l&#8217;effetto sarebbe un po&#8217; diverso.<br />
Ora, però, per me la questione dell&#8217;autorità sul web si sposta su un altro piano, quello di cui parlava Francesca Violi.<br />
Ieri, &#8216;rimestando&#8217; nel web, nel sito che ho linkato, ho trovato anche una intervista di Coltellessa a Ottonieri.<br />
Allora: Cortellessa (critico autorevolissimo) + Ottonieri (scrittore autorevolissimo) + web (trogolo immondo) = ?<br />
Non lo so, ammesso che il trogolo possa rendere evangelicamente le perle identiche alle ghiande, perché mai Cortellessa e Ottonieri decidono di gettare le loro perle ai porci? Chi glielo impone? Mah&#8230;<br />
E poi, perché una malcapitata lettrice che, dopo aver ricevuto una indicazione di un nome di un autorevolissimo scrittore da una autorevolissima critica, se lo va a cercare &#8216;rimestando&#8217; nel web, si becca una  strigliata dalla suddetta autorevolissima critica? Mah&#8230;<br />
.<br />
@Simona Ghelli. Prendevo atto di una situazione piuttosto grottesca e surreale che sembra esistere nei fatti. Certo non sono io ad auspicare i muri contro muri. Ripeto: mi pare grottesco.</p>
]]></content:encoded>
		
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