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	Commenti a: CITIZEN CRITICISM	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: sprunki plus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-2/#comment-194310</link>

		<dc:creator><![CDATA[sprunki plus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 02:21:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The game&#039;s popularity continues to grow across all age groups.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s popularity continues to grow across all age groups.</p>
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		Di: fabio viola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabio viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;impegno sociale/civile dello scrittore come obbligo morale è un concetto che mi fa pena. cioè provo pena per chi propugna idee così inutili. l&#039;impegno sociale/civile come obbligo morale del giornalista, al contrario, è una cosa auspicabile, ammirevole, sexy.
non ho letto &#039;gomorra&#039; perché per adesso non mi attira. magari un giorno lo leggerò. anzi di sicuro lo leggerò, ma solo quando mi sarò solipsisticamente convinto che si tratta di un reportage e non di un romanzo. se lo penso come romanzo, così, tout-court, non mi interessa.
(le opinioni espresse in questo commento sono frutto dell&#039;esperienza personale dell&#039;autore e non hanno intento pedagogico. ogni riferimento a fatti e cose realmente accaduti ad altri è casuale e, per l&#039;autore del commento, irrilevante)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;impegno sociale/civile dello scrittore come obbligo morale è un concetto che mi fa pena. cioè provo pena per chi propugna idee così inutili. l&#8217;impegno sociale/civile come obbligo morale del giornalista, al contrario, è una cosa auspicabile, ammirevole, sexy.<br />
non ho letto &#8216;gomorra&#8217; perché per adesso non mi attira. magari un giorno lo leggerò. anzi di sicuro lo leggerò, ma solo quando mi sarò solipsisticamente convinto che si tratta di un reportage e non di un romanzo. se lo penso come romanzo, così, tout-court, non mi interessa.<br />
(le opinioni espresse in questo commento sono frutto dell&#8217;esperienza personale dell&#8217;autore e non hanno intento pedagogico. ogni riferimento a fatti e cose realmente accaduti ad altri è casuale e, per l&#8217;autore del commento, irrilevante)</p>
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		Di: Astonishment		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Astonishment]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:32:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un&#039;altra cosa che mi fa sorridere è questo tentativo estremo e disperato di voler ingabbiare Saviano in una definizione a tutti i costi. Questa necessità purigiginosa di definirlo martire o eroe. Questa sorta di sociologia applicata all&#039;effetto Saviano. A che pro? Quale è la ragione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra cosa che mi fa sorridere è questo tentativo estremo e disperato di voler ingabbiare Saviano in una definizione a tutti i costi. Questa necessità purigiginosa di definirlo martire o eroe. Questa sorta di sociologia applicata all&#8217;effetto Saviano. A che pro? Quale è la ragione?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Astonishment		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-2/#comment-102817</link>

		<dc:creator><![CDATA[Astonishment]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:25:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi permetto di dire che, a mio avviso, l&#039;ultima cosa che interessa a Saviano è essere considerato un buono o un pessimo scrittore. Credo che il suo impegno vada ben oltre la critica becera di chi pensa di potergli affibbiare un voto. Mi sconvolge l&#039;assoluta mancanza di rispetto verso una persona che sta pur sempre cercando di rappresentare un paese in balia dell&#039;omertà estesa a ogni campo, azione, angolo di Italia. E c&#039;è chi ha ancora il coraggio di dirgli che siamo costretti a pagargli la scorta. é una cosa indegna. e se questo Cristo ha voglia di dire che la sua voce è al servizio della società lasciateglielo fare, ma che fastidio vi da? Non capisco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di dire che, a mio avviso, l&#8217;ultima cosa che interessa a Saviano è essere considerato un buono o un pessimo scrittore. Credo che il suo impegno vada ben oltre la critica becera di chi pensa di potergli affibbiare un voto. Mi sconvolge l&#8217;assoluta mancanza di rispetto verso una persona che sta pur sempre cercando di rappresentare un paese in balia dell&#8217;omertà estesa a ogni campo, azione, angolo di Italia. E c&#8217;è chi ha ancora il coraggio di dirgli che siamo costretti a pagargli la scorta. é una cosa indegna. e se questo Cristo ha voglia di dire che la sua voce è al servizio della società lasciateglielo fare, ma che fastidio vi da? Non capisco.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-2/#comment-102816</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:24:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dinosauro, ti ricordo che la parola &quot;fascista&quot; è quella usata dal signor de Majo nei miei confronti. E non viceversa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dinosauro, ti ricordo che la parola &#8220;fascista&#8221; è quella usata dal signor de Majo nei miei confronti. E non viceversa.</p>
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		Di: dinosauro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:21:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cristiano ok! Purtroppo esprimere civilmente una critica, un&#039;opinione su Saviano che non sia nel solco apologetico, è ignominioso, oppure fascista, per usare una categoria cara alla Lipperini. Discutere, con argomenti, l&#039;interpretazione di Saviano sulla letteratura non è reato. Soprattutto quando si sostiene che la lotta sociale e culturale è il fondamento della letteratura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano ok! Purtroppo esprimere civilmente una critica, un&#8217;opinione su Saviano che non sia nel solco apologetico, è ignominioso, oppure fascista, per usare una categoria cara alla Lipperini. Discutere, con argomenti, l&#8217;interpretazione di Saviano sulla letteratura non è reato. Soprattutto quando si sostiene che la lotta sociale e culturale è il fondamento della letteratura.</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-2/#comment-102814</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 18:39:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ai tempi dell&#039;università lessi un saggio che credo s&#039;intitolasse &quot;storia di un&#039;iniquità&quot;. l&#039;autore era un&#039;ispanoamericanista, e il libro trattava del più grande e terribile genocidio che sia mai avvenuto, quello degli indios precolombiani da parte dei conquistadores spagnoli. pare che ne morirono 50 milioni, anche se per la maggior parte di malattie importate dall&#039;europa e alle quali non erano preparati. di quel testo ricordo solo una frase che mi colpì, e che potrebbe servire anche qui, illustrando quel concetto secondo cui disumanizzare l&#039;altro, in positivo o in negativo, è sempre sbagliato. diceva che la tragedia scoppiò soprattutto perché gli spagnoli videro negli indios degli animali, e gli indios videro negli spagnoli dei semidei. nessuno riconobbe nell&#039;altro l&#039;uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ai tempi dell&#8217;università lessi un saggio che credo s&#8217;intitolasse &#8220;storia di un&#8217;iniquità&#8221;. l&#8217;autore era un&#8217;ispanoamericanista, e il libro trattava del più grande e terribile genocidio che sia mai avvenuto, quello degli indios precolombiani da parte dei conquistadores spagnoli. pare che ne morirono 50 milioni, anche se per la maggior parte di malattie importate dall&#8217;europa e alle quali non erano preparati. di quel testo ricordo solo una frase che mi colpì, e che potrebbe servire anche qui, illustrando quel concetto secondo cui disumanizzare l&#8217;altro, in positivo o in negativo, è sempre sbagliato. diceva che la tragedia scoppiò soprattutto perché gli spagnoli videro negli indios degli animali, e gli indios videro negli spagnoli dei semidei. nessuno riconobbe nell&#8217;altro l&#8217;uomo.</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-2/#comment-102813</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate il ritardo con cui intervengo (alla faccia delle teste di c***o che dicono che un insegnante non lavora: ieri sono entrato a scuola alle 8.00 e ne sono uscito, (salvo un panino al volo al bar, alle 19.00).
In sintesi:
1. degli inteventi di WM4 io, se avessi un blog, ne farei un post permanente. E non solo di questi: mi scappello davanti a tanto fosforo, e come faceva Fortini prendo nota.
2. Con buona pace di Di Stefano: sì, la letteratura non basta a se stessa. Chi pensa che basti a se stessa è un paraculo che guarda la parete, o lo specchio del bagno prima di farsi la barba. Nessuno degli esempi citati da Di Stefano corrobora la sua asserzione, e in tutta franchezza piuttosto che spiegare perché Omero, Montale, Kafka, ecc. non sono &quot;letteratura che basta a se stessa&quot; e confliggono col mondo circostante preferirei spiegare che la combustione non è causata dal flogisto, che tra Terra e Marte non c&#039;è l&#039;etere, che non esiste un disegno intelligente che governa l&#039;evoluzione, o che i treni che superano i 40 Km orari non faranno crollare le gallerie sotto cui passeranno.
3. Di Stefano e Garufi sono un esempio adeguato, esaustivo e autosufficiente di cosa significa passare il tempo a cercare di inculare le mosche: ma che glielo dico a fare?
4. Siccome tutto torna: la critica alla non-autosufficienza, o non-autoreferenzialità della letteratura nella pratica e nella manualistica scolastica (vedi, uno per tutto, &quot;Il materiale e l&#039;Immaginario&quot; di Ceserani-De Federicis come oggetto polemico) è uno dei cavalli di battaglia di chi ritiene che la letteratura (e il suo insegnamento) debbano ritornare indietro di 50 anni. Nei curricoli per l&#039;insegnamento dell&#039;italiano preparati dal ministro Moratti (e tutt&#039;ora sul tavolo del ministro Gelmini) la teoria letteraria si arresta là dove finisce l&#039;elenco degli autori italiani del Novecento: a Riccardo Bacchelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate il ritardo con cui intervengo (alla faccia delle teste di c***o che dicono che un insegnante non lavora: ieri sono entrato a scuola alle 8.00 e ne sono uscito, (salvo un panino al volo al bar, alle 19.00).<br />
In sintesi:<br />
1. degli inteventi di WM4 io, se avessi un blog, ne farei un post permanente. E non solo di questi: mi scappello davanti a tanto fosforo, e come faceva Fortini prendo nota.<br />
2. Con buona pace di Di Stefano: sì, la letteratura non basta a se stessa. Chi pensa che basti a se stessa è un paraculo che guarda la parete, o lo specchio del bagno prima di farsi la barba. Nessuno degli esempi citati da Di Stefano corrobora la sua asserzione, e in tutta franchezza piuttosto che spiegare perché Omero, Montale, Kafka, ecc. non sono &#8220;letteratura che basta a se stessa&#8221; e confliggono col mondo circostante preferirei spiegare che la combustione non è causata dal flogisto, che tra Terra e Marte non c&#8217;è l&#8217;etere, che non esiste un disegno intelligente che governa l&#8217;evoluzione, o che i treni che superano i 40 Km orari non faranno crollare le gallerie sotto cui passeranno.<br />
3. Di Stefano e Garufi sono un esempio adeguato, esaustivo e autosufficiente di cosa significa passare il tempo a cercare di inculare le mosche: ma che glielo dico a fare?<br />
4. Siccome tutto torna: la critica alla non-autosufficienza, o non-autoreferenzialità della letteratura nella pratica e nella manualistica scolastica (vedi, uno per tutto, &#8220;Il materiale e l&#8217;Immaginario&#8221; di Ceserani-De Federicis come oggetto polemico) è uno dei cavalli di battaglia di chi ritiene che la letteratura (e il suo insegnamento) debbano ritornare indietro di 50 anni. Nei curricoli per l&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano preparati dal ministro Moratti (e tutt&#8217;ora sul tavolo del ministro Gelmini) la teoria letteraria si arresta là dove finisce l&#8217;elenco degli autori italiani del Novecento: a Riccardo Bacchelli.</p>
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		<title>
		Di: Spettatore di provincia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-1/#comment-102812</link>

		<dc:creator><![CDATA[Spettatore di provincia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:21:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da appassionato di narratologia, cerco il più possibile di valutare il testo, e secondo me Saviano ha scritto un ottimo libro.
Quanto alle recensioni su Anobii, almeno secondo la mia esperienza bisogna saper cercare, per trovarne di buone, e se non si conoscono determinati utenti validi, può volerci del tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da appassionato di narratologia, cerco il più possibile di valutare il testo, e secondo me Saviano ha scritto un ottimo libro.<br />
Quanto alle recensioni su Anobii, almeno secondo la mia esperienza bisogna saper cercare, per trovarne di buone, e se non si conoscono determinati utenti validi, può volerci del tempo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/citizen-criticism/comment-page-1/#comment-102811</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 00:08:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vedendo Saviano stasera da Fazio mi è tornato in mente quello che disse la volta precedente nella stessa trasmissione. Alla fine Roberto ringraziò quelli che lo criticano senza per questo togliergli il loro appoggio. Lui sa benissimo di avere un gran bisogno di essere criticato, almeno quanto ha bisogno di non essere delegittimato. Proprio oggi, con un tempismo perfetto, il SAP ci ha riprovato, dandogli dello showman a caccia di visibilità, mentre gli sbirri sì che stanno in prima linea... Come se Saviano avesse mai detto il contrario. Questa dichiarazione fa il paio con altre, tra cui quella recente di Pisani. E&#039; probabile che in ballo ci siano scazzi a distanza tra la Polizia e l&#039;Arma, ma soprattutto credo che faccia capire perché si è deciso di farlo scortare dai Carabinieri e non dalla Polizia.
Detto questo, è evidente che non esiste un solo modo di &quot;fissare in volto il tanfo della politica e il marciume degli affari&quot;. Questo lo sa Saviano come chiunque di noi. Non è necessario parlare direttamente di affari e politica per parlare di affari e politica. Così come parlandone si parla anche di molto altro. Proprio per questo suggerivo che Saviano dovrebbe  sperimentare anche nuove strade, altre modalità d&#039;approccio alla scrittura e del racconto. Ma capisco quanto possa essere difficile, perché la contraddizione che vive è grande: una parte di lui vorrebbe sganciarsi dall&#039;icona del martire, o provare in qualche modo a superarla, declinarla diversamente; allo stesso tempo è a quell&#039;icona che chi lo protegge e lo esalta lo tiene inchiodato, ed è a quell&#039;icona che lui stesso deve aggrapparsi per ottenere la visibilità che gli serve a non essere metabolizzato e fottuto. Per dirla in parole rozze: è difficile decidere per il meglio quando si ha una condanna a morte sulla testa e si deve la propria incolumità quotidiana ai Carabinieri (alzi la mano a chi hanno proposto di trascorrere il giorno del proprio compleanno nel carcere dell&#039;Asinara perché era considerata una data sensibile). Chi ha orecchie per intendere può intendere benissimo, credo, e magari risparmiarsi di fare lo sborone con il culo degli altri. O, se preferisce, costruire spilli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedendo Saviano stasera da Fazio mi è tornato in mente quello che disse la volta precedente nella stessa trasmissione. Alla fine Roberto ringraziò quelli che lo criticano senza per questo togliergli il loro appoggio. Lui sa benissimo di avere un gran bisogno di essere criticato, almeno quanto ha bisogno di non essere delegittimato. Proprio oggi, con un tempismo perfetto, il SAP ci ha riprovato, dandogli dello showman a caccia di visibilità, mentre gli sbirri sì che stanno in prima linea&#8230; Come se Saviano avesse mai detto il contrario. Questa dichiarazione fa il paio con altre, tra cui quella recente di Pisani. E&#8217; probabile che in ballo ci siano scazzi a distanza tra la Polizia e l&#8217;Arma, ma soprattutto credo che faccia capire perché si è deciso di farlo scortare dai Carabinieri e non dalla Polizia.<br />
Detto questo, è evidente che non esiste un solo modo di &#8220;fissare in volto il tanfo della politica e il marciume degli affari&#8221;. Questo lo sa Saviano come chiunque di noi. Non è necessario parlare direttamente di affari e politica per parlare di affari e politica. Così come parlandone si parla anche di molto altro. Proprio per questo suggerivo che Saviano dovrebbe  sperimentare anche nuove strade, altre modalità d&#8217;approccio alla scrittura e del racconto. Ma capisco quanto possa essere difficile, perché la contraddizione che vive è grande: una parte di lui vorrebbe sganciarsi dall&#8217;icona del martire, o provare in qualche modo a superarla, declinarla diversamente; allo stesso tempo è a quell&#8217;icona che chi lo protegge e lo esalta lo tiene inchiodato, ed è a quell&#8217;icona che lui stesso deve aggrapparsi per ottenere la visibilità che gli serve a non essere metabolizzato e fottuto. Per dirla in parole rozze: è difficile decidere per il meglio quando si ha una condanna a morte sulla testa e si deve la propria incolumità quotidiana ai Carabinieri (alzi la mano a chi hanno proposto di trascorrere il giorno del proprio compleanno nel carcere dell&#8217;Asinara perché era considerata una data sensibile). Chi ha orecchie per intendere può intendere benissimo, credo, e magari risparmiarsi di fare lo sborone con il culo degli altri. O, se preferisce, costruire spilli.</p>
]]></content:encoded>
		
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