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	Commenti a: COAZIONE A RIPETERE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:44:11 +0000</pubDate>
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		Di: Sascha		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:29:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma io non sono apocalittico, anzi.
Tempo fa ho frequentato per un po&#039; un forum di discussione di libri in cui il refrain quotidiano era la decadenza dei tempi, la nullità degli autori viventi, il rimpianto per gli scrittori &#039;civili&#039;di una volta e così via - dissi che le ritenevo tutte sciocchezze e me ne andai non rimpianto.
Sono assolutamente convinto che oggi ci sia tanto talento e tanta genialità quanto qualsiasi altro periodo della storia umana; sono convinto che vengano scritti capolavori epocali che, come sempre, facciamo fatica a individuare; sono convinto che a fianco di relative stagnazioni di un genere faccio riscontro la fioritura di un altro.
On the other hand credo che la Rete abbia modificato le regole del gioco e le modificherà ancor di più in futuro e proprio nell&#039;argomento di cui si parlava: la distribuzione e la possibilità di essere notati dal pubblico.  Qualche anno fa un film come La Strada avrebbe avuto difficoltà ad essere distribuito nei cinema? O il film con Zac Efron di cui parlavo in precedenza? E se questi film non vengono distribuiti nei cinema possiamo avere fiducia che avranno successo online? Nel campo musicale, quello in cui l&#039;effetto della Rete è stato più profondo e dirompente, gli effetti in definitiva quali sono stati? Libera dalla stretta soffocante delle majors la musica ha prosperato, finalmente libera e alla portata di tutti, o no?
Penso che la Rete, controintuitivamente, abbassando favolosamente la soglia d&#039;accesso al pubblico, abbia reso più difficile essere riconosciuti, specie per chi voglia offrire qualcosa di nuovo e non ovvio e non già visto e sentito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io non sono apocalittico, anzi.<br />
Tempo fa ho frequentato per un po&#8217; un forum di discussione di libri in cui il refrain quotidiano era la decadenza dei tempi, la nullità degli autori viventi, il rimpianto per gli scrittori &#8216;civili&#8217;di una volta e così via &#8211; dissi che le ritenevo tutte sciocchezze e me ne andai non rimpianto.<br />
Sono assolutamente convinto che oggi ci sia tanto talento e tanta genialità quanto qualsiasi altro periodo della storia umana; sono convinto che vengano scritti capolavori epocali che, come sempre, facciamo fatica a individuare; sono convinto che a fianco di relative stagnazioni di un genere faccio riscontro la fioritura di un altro.<br />
On the other hand credo che la Rete abbia modificato le regole del gioco e le modificherà ancor di più in futuro e proprio nell&#8217;argomento di cui si parlava: la distribuzione e la possibilità di essere notati dal pubblico.  Qualche anno fa un film come La Strada avrebbe avuto difficoltà ad essere distribuito nei cinema? O il film con Zac Efron di cui parlavo in precedenza? E se questi film non vengono distribuiti nei cinema possiamo avere fiducia che avranno successo online? Nel campo musicale, quello in cui l&#8217;effetto della Rete è stato più profondo e dirompente, gli effetti in definitiva quali sono stati? Libera dalla stretta soffocante delle majors la musica ha prosperato, finalmente libera e alla portata di tutti, o no?<br />
Penso che la Rete, controintuitivamente, abbassando favolosamente la soglia d&#8217;accesso al pubblico, abbia reso più difficile essere riconosciuti, specie per chi voglia offrire qualcosa di nuovo e non ovvio e non già visto e sentito.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Massimiliano Governi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Governi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 10:11:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Noi della Elliot terremo duro e continueremo a pubblicare Sacha Naspini. Ma la critica deve aiutarci, come hai fatto tu, e non scrivere soltanto dei libri che escono per le grandi case editrici. Certi editori hanno occupato militarmente certi giornali. E&#039; quello il problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi della Elliot terremo duro e continueremo a pubblicare Sacha Naspini. Ma la critica deve aiutarci, come hai fatto tu, e non scrivere soltanto dei libri che escono per le grandi case editrici. Certi editori hanno occupato militarmente certi giornali. E&#8217; quello il problema.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paperinoramone		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104221</link>

		<dc:creator><![CDATA[paperinoramone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 09:12:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[intanto che i blockbuster e i cinepanettoni siano downloadati è un bene.
anche se è un controsenso scaricarli. dall&#039;idea che mi sono fatto le persone li vanno a vedere in compagnia per svagarsi, per non pensare, per farsi quattro risate eccetera, i film al cinema sono un punto di ritrovo per una serata, spesso a Natale, magari per la famiglia. se uno li scarica è più facile che si accorga di quanto siano deprimenti e scadenti e fracassoni e insensati alla visione solitaria e casalinga. meno soldi al botteghino e magari la distribuzione si fa qualche domanda e torna a distribuire invece che a sommergere. che poi io sapevo che ormai sono anni che i maggiori incassi si fanno dopo l&#039;uscita sala, ma forse questo centra con la produzione che non con la distribuzione. per i videomaker il digitale è stato una manna per la produzione, la rete una manna per la distribuzione ( credo eh? ), per il gusto beh, è difficile dirlo. però se &quot;frozen river&quot; fosse realmente deprimente, perché dovrebbero andare a vederlo in molti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>intanto che i blockbuster e i cinepanettoni siano downloadati è un bene.<br />
anche se è un controsenso scaricarli. dall&#8217;idea che mi sono fatto le persone li vanno a vedere in compagnia per svagarsi, per non pensare, per farsi quattro risate eccetera, i film al cinema sono un punto di ritrovo per una serata, spesso a Natale, magari per la famiglia. se uno li scarica è più facile che si accorga di quanto siano deprimenti e scadenti e fracassoni e insensati alla visione solitaria e casalinga. meno soldi al botteghino e magari la distribuzione si fa qualche domanda e torna a distribuire invece che a sommergere. che poi io sapevo che ormai sono anni che i maggiori incassi si fanno dopo l&#8217;uscita sala, ma forse questo centra con la produzione che non con la distribuzione. per i videomaker il digitale è stato una manna per la produzione, la rete una manna per la distribuzione ( credo eh? ), per il gusto beh, è difficile dirlo. però se &#8220;frozen river&#8221; fosse realmente deprimente, perché dovrebbero andare a vederlo in molti?</p>
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		<title>
		Di: Elisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La coazione a ripetere l&#039;abbiamo dentro ognuno di noi, se ci esaminiamo, quindi come possiamo pensare che non esista anche nella società, nel sistema, che è riflesso delle individualità.
La coazione a ripetere è un disturbo psicologico (a volte anche psichico) dal quale si può guarire, ma occorre consapevolezza del disturbo, determinazione ad uscirne e impegno concreto fatto di &quot;azioni creative&quot;.
E ognuno di noi sa quanto è faticoso questo &quot;processo di guarigione&quot;, figuriamoci a livello sociale-globale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La coazione a ripetere l&#8217;abbiamo dentro ognuno di noi, se ci esaminiamo, quindi come possiamo pensare che non esista anche nella società, nel sistema, che è riflesso delle individualità.<br />
La coazione a ripetere è un disturbo psicologico (a volte anche psichico) dal quale si può guarire, ma occorre consapevolezza del disturbo, determinazione ad uscirne e impegno concreto fatto di &#8220;azioni creative&#8221;.<br />
E ognuno di noi sa quanto è faticoso questo &#8220;processo di guarigione&#8221;, figuriamoci a livello sociale-globale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104219</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:29:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sascha, e io ribadisco: a mio parere, tu non sei scettico. Tu vuoi dimostrare una tua tesi: oggi servendoti de La strada, domani del fatto che i pomodori non sono più quelli di una volta. La questione non è la Rete. E nemmeno il povero, malinteso McLuhan.
La questione è un sistema complesso, dove la Rete entra insieme agli altri media, e crea la famigerata coazione a ripetere: anche del gusto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sascha, e io ribadisco: a mio parere, tu non sei scettico. Tu vuoi dimostrare una tua tesi: oggi servendoti de La strada, domani del fatto che i pomodori non sono più quelli di una volta. La questione non è la Rete. E nemmeno il povero, malinteso McLuhan.<br />
La questione è un sistema complesso, dove la Rete entra insieme agli altri media, e crea la famigerata coazione a ripetere: anche del gusto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104218</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:12:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nonostante l&#039;augurio d&#039;apertura gli interventi sono quasi tutti impregnati di catastrofismo. Certo, molti elementi negativi non prefigurano paradisi nel campo cinematografico e in quello letterario. Però cerchiamo un minimo decente di coerenza nelle valutazioni della rete. In questo blog e in altri la rete è stata esaltata, considerata lo strumento per una democrazia compiuta e partecipata, più delle piazze d&#039;un tempo. In questo caso si scrive che la rete non fa crescere, anzi contribuisce al degrado. Io non credo ad un progressivo moto rivoluzionario che giunga alla vera liberazione dell&#039;uomo. Penso che esista un&#039;idea, condivisa da tanti addetti, di qualità di un prodotto cinematogragfico e letterario. Purtroppo, in Italia, non c&#039;è una carenza di prodotti, ma di prodotti di qualità. Le librerie sono stracolme di libri e libricini dove è assente la scrittura ma c&#039;è solo del nero sul bianco dei fogli. Quindi per i libri nostrani non c&#039;è un problema di produzione. Forse, invece, le traduzioni sia cinematografiche sia letterarie estere presentano difficoltà, soprattutto sotto il profilo economico. Per il cinema è buona l&#039;idea di cominciare a sperimentare la soluzione dei sottotitoli. All&#039;inizio leggeremo soltanto, con il tempo guarderemo anche i film. Per i libri la soluzione è più complessa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante l&#8217;augurio d&#8217;apertura gli interventi sono quasi tutti impregnati di catastrofismo. Certo, molti elementi negativi non prefigurano paradisi nel campo cinematografico e in quello letterario. Però cerchiamo un minimo decente di coerenza nelle valutazioni della rete. In questo blog e in altri la rete è stata esaltata, considerata lo strumento per una democrazia compiuta e partecipata, più delle piazze d&#8217;un tempo. In questo caso si scrive che la rete non fa crescere, anzi contribuisce al degrado. Io non credo ad un progressivo moto rivoluzionario che giunga alla vera liberazione dell&#8217;uomo. Penso che esista un&#8217;idea, condivisa da tanti addetti, di qualità di un prodotto cinematogragfico e letterario. Purtroppo, in Italia, non c&#8217;è una carenza di prodotti, ma di prodotti di qualità. Le librerie sono stracolme di libri e libricini dove è assente la scrittura ma c&#8217;è solo del nero sul bianco dei fogli. Quindi per i libri nostrani non c&#8217;è un problema di produzione. Forse, invece, le traduzioni sia cinematografiche sia letterarie estere presentano difficoltà, soprattutto sotto il profilo economico. Per il cinema è buona l&#8217;idea di cominciare a sperimentare la soluzione dei sottotitoli. All&#8217;inizio leggeremo soltanto, con il tempo guarderemo anche i film. Per i libri la soluzione è più complessa.</p>
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		<title>
		Di: Elisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:07:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io penso che in ogni ambito, che sia il cinema o l&#039;editoria o il manufatto industriale, vale la logica del mercato, fatta di costi e ricavi (e questa è matematica) i quali si basano su dati sensibili, cioè le preferenze delle persone. E purtroppo le preferenze sono gusti e come dice il proverbio &#039;è bello ciò che piace&#039; e se ciò che piace alla maggioranza (altro bellissimo principio democratico che si sposa bene con il libero mercato) se ciò che piace sono i cinepanettoni o i film ad effetti speciali, chi può osare una qualsiasi critica?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io penso che in ogni ambito, che sia il cinema o l&#8217;editoria o il manufatto industriale, vale la logica del mercato, fatta di costi e ricavi (e questa è matematica) i quali si basano su dati sensibili, cioè le preferenze delle persone. E purtroppo le preferenze sono gusti e come dice il proverbio &#8216;è bello ciò che piace&#8217; e se ciò che piace alla maggioranza (altro bellissimo principio democratico che si sposa bene con il libero mercato) se ciò che piace sono i cinepanettoni o i film ad effetti speciali, chi può osare una qualsiasi critica?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 06:30:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho detto cinepanettoni, ho detto blockbuster hollywoodiani, c&#039;è una bella differenza. Due fra i primi link che ho trovato:
http://torrentfreak.com/top-10-most-pirated-movies-and-tv-shows-2007-080101/
http://www.bestmovie.it/acm-on-line/Home/News/articolo6525.html
Insomma, io noto uno schema e in questo schema non trovano molto posto quei film &#039;difficili&#039; che non trovano distribuzione al cinema. La gente scarica i film che potrebbe vedere tranquillamente al cinema.
Sulla Strada ho già detto la mia opinione e la vedo confermata da Vania Protti Taxler; di mio ci aggiungo che la nuova mediasfera prodotta dalla Rete sta avendo certi effetti che non sono necessariamente quelli che un tempo si auspicavano.
Sul fatto che la Rete rifletta quel che c&#039;è fuori, beh, il tema è ovviamente molto vasto (del resto è quel che dicono anche i produttori televisivi). Io sono della scuola secondo cui il cambiamento del medium è anche un cambiamento del messaggio. Questo molti sarebbero disposti a sottoscriverlo, in positivo, dato che online il tecnoutopismo è vivo e vegeto. Io, anche per l&#039;età (mi ricordo il mondo com&#039;era prima della Rete) sono più scettico se non pessimista e penso che quel che si guadagna da una parte si perde dall&#039;altra.
In definitiva: se certi film o altri manufatti culturali non trovano distribuzione in quest&#039;era di moltiplicazione dei canali di diffusione la causa potrebbe non essere top down ma bottom up...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho detto cinepanettoni, ho detto blockbuster hollywoodiani, c&#8217;è una bella differenza. Due fra i primi link che ho trovato:<br />
<a href="http://torrentfreak.com/top-10-most-pirated-movies-and-tv-shows-2007-080101/" rel="nofollow ugc">http://torrentfreak.com/top-10-most-pirated-movies-and-tv-shows-2007-080101/</a><br />
<a href="http://www.bestmovie.it/acm-on-line/Home/News/articolo6525.html" rel="nofollow ugc">http://www.bestmovie.it/acm-on-line/Home/News/articolo6525.html</a><br />
Insomma, io noto uno schema e in questo schema non trovano molto posto quei film &#8216;difficili&#8217; che non trovano distribuzione al cinema. La gente scarica i film che potrebbe vedere tranquillamente al cinema.<br />
Sulla Strada ho già detto la mia opinione e la vedo confermata da Vania Protti Taxler; di mio ci aggiungo che la nuova mediasfera prodotta dalla Rete sta avendo certi effetti che non sono necessariamente quelli che un tempo si auspicavano.<br />
Sul fatto che la Rete rifletta quel che c&#8217;è fuori, beh, il tema è ovviamente molto vasto (del resto è quel che dicono anche i produttori televisivi). Io sono della scuola secondo cui il cambiamento del medium è anche un cambiamento del messaggio. Questo molti sarebbero disposti a sottoscriverlo, in positivo, dato che online il tecnoutopismo è vivo e vegeto. Io, anche per l&#8217;età (mi ricordo il mondo com&#8217;era prima della Rete) sono più scettico se non pessimista e penso che quel che si guadagna da una parte si perde dall&#8217;altra.<br />
In definitiva: se certi film o altri manufatti culturali non trovano distribuzione in quest&#8217;era di moltiplicazione dei canali di diffusione la causa potrebbe non essere top down ma bottom up&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Almanacco del Giorno &#8211; 6 Jan. 2010 &#171; Almanacco Americano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/coazione-a-ripetere/comment-page-1/#comment-104215</link>

		<dc:creator><![CDATA[Almanacco del Giorno &#8211; 6 Jan. 2010 &#171; Almanacco Americano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 03:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Lipperatura &#8211; Coazione a ripetere [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Lipperatura &#8211; Coazione a ripetere [&#8230;] </p>
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