<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti per Lipperatura	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Sep 2026 09:37:49 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: CHRISTIAN CALIANDRO, I CURE E VALERIO EVANGELISTI di Gianluca Gualducci		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-christian-caliandro-i-cure-e-valerio-evangelisti/comment-page-1/#comment-197690</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Gualducci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:37:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11116#comment-197690</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-christian-caliandro-i-cure-e-valerio-evangelisti/comment-page-1/#comment-193129&quot;&gt;Tullio Avoledo&lt;/a&gt;.

Rispetto al concetto di &quot;involuzione&quot; descritto all&#039;inizio del suo commento, sarei curioso di conoscere il suo parere sull&#039;interpretazione del nostro presente offerta da Baricco ne &quot;i barbari&quot; ma soprattutto ne &quot;the game&quot; (in cui sostanzialmente si propone il passaggio dal Concorde a Ryanair e dalla visione dei film nelle sale di proiezione a Netflix come la realizazzione di un nuovo paradigma, senza il carattere negativo dell&#039;accezione di &quot;involuzione&quot;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-christian-caliandro-i-cure-e-valerio-evangelisti/comment-page-1/#comment-193129">Tullio Avoledo</a>.</p>
<p>Rispetto al concetto di &#8220;involuzione&#8221; descritto all&#8217;inizio del suo commento, sarei curioso di conoscere il suo parere sull&#8217;interpretazione del nostro presente offerta da Baricco ne &#8220;i barbari&#8221; ma soprattutto ne &#8220;the game&#8221; (in cui sostanzialmente si propone il passaggio dal Concorde a Ryanair e dalla visione dei film nelle sale di proiezione a Netflix come la realizazzione di un nuovo paradigma, senza il carattere negativo dell&#8217;accezione di &#8220;involuzione&#8221;).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su FLIPPARE FRA I LIBRI di Loriana Formichetti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/flippare-fra-i-libri/comment-page-1/#comment-197687</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loriana Formichetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:12:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11154#comment-197687</guid>

					<description><![CDATA[Sono meno concentrata nella lettura  e  in qualsiasi cosa faccia, saltello da una cosa all altra, il telefono è un riferimento perenne.  I primi 10 minuti di lettura sono una battaglia costante con il desiderio/necessità di alzarmi, posare il libro, fare altro. Se riesco però a superare questo lasso di tempo , ritrovo la fluidità e la piacevolezza del leggere. Forse a causa di una concentrazione più frammentata o dell ‘ età che che avanza, mettere a fuoco e ricordare è diventato più faticoso. Infatti ho dovuto fermare la lettura di “ La strada oltre il muro” ( Shirley Jackson ) per scrivere i vari componenti delle famiglie. Non so se sia positivo avere il cervello  in subbuglio, se stiamo acquisendo nuove competenze      o perdendo certezze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono meno concentrata nella lettura  e  in qualsiasi cosa faccia, saltello da una cosa all altra, il telefono è un riferimento perenne.  I primi 10 minuti di lettura sono una battaglia costante con il desiderio/necessità di alzarmi, posare il libro, fare altro. Se riesco però a superare questo lasso di tempo , ritrovo la fluidità e la piacevolezza del leggere. Forse a causa di una concentrazione più frammentata o dell ‘ età che che avanza, mettere a fuoco e ricordare è diventato più faticoso. Infatti ho dovuto fermare la lettura di “ La strada oltre il muro” ( Shirley Jackson ) per scrivere i vari componenti delle famiglie. Non so se sia positivo avere il cervello  in subbuglio, se stiamo acquisendo nuove competenze      o perdendo certezze.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su UNA QUESTIONE DI LIBERTA&#8217;: SULL&#8217;ESSERE VECCHIA di Lucrezia Z.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-questione-di-liberta-sullessere-vecchia/comment-page-1/#comment-196915</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucrezia Z.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:09:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=10465#comment-196915</guid>

					<description><![CDATA[grazie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: CHRISTIAN CALIANDRO, I CURE E VALERIO EVANGELISTI di Tullio Avoledo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-christian-caliandro-i-cure-e-valerio-evangelisti/comment-page-1/#comment-193129</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tullio Avoledo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:11:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11116#comment-193129</guid>

					<description><![CDATA[Davvero interessante. Molto. Da leggere e rileggere. Ho cominciato a scrivere come atto di testimonianza e protesta contro questa involuzione per cui siamo passati dal Concorde a Ryanair, da Kubrick a Netflix.
Nel 2003 (anno di uscita del mio primo romanzo) ebbi la terribile visione di un futuro simile a una tomba regale egizia, con un cielo di stelle dipinto che dobbiamo assolutamente tornare a sfondare, come sembrava possibile alla fine degli anni &#039;60.
Con che droga o che rivelazione non so, ma &quot;se non ora, quando?&quot;.
L&#039;umano ha un potenziale incredibile, nel bene come nel male. Evolversi, mutare, li sembrano alternative migliori rispetto all&#039;estinguersi.
P.S. Ho brindato due volte alla morte di un nemico di classe. Per Margaret Thatcher e per Steve Jobs. Se non siete d&#039;accordo, liberi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessante. Molto. Da leggere e rileggere. Ho cominciato a scrivere come atto di testimonianza e protesta contro questa involuzione per cui siamo passati dal Concorde a Ryanair, da Kubrick a Netflix.<br />
Nel 2003 (anno di uscita del mio primo romanzo) ebbi la terribile visione di un futuro simile a una tomba regale egizia, con un cielo di stelle dipinto che dobbiamo assolutamente tornare a sfondare, come sembrava possibile alla fine degli anni &#8217;60.<br />
Con che droga o che rivelazione non so, ma &#8220;se non ora, quando?&#8221;.<br />
L&#8217;umano ha un potenziale incredibile, nel bene come nel male. Evolversi, mutare, li sembrano alternative migliori rispetto all&#8217;estinguersi.<br />
P.S. Ho brindato due volte alla morte di un nemico di classe. Per Margaret Thatcher e per Steve Jobs. Se non siete d&#8217;accordo, liberi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: LORENZA GHINELLI, SILVIA BOTTANI E I CIGNI NERI di Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-lorenza-ghinelli-silvia-bottani-e-i-cigni-neri/comment-page-1/#comment-193096</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:23:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11114#comment-193096</guid>

					<description><![CDATA[Un breve appunto e un ricordo.
Il cinema di &quot;fantascienza&quot; ha avuto senz&#039;altro un enorme impatto sul medium. Non so se tutti i titoli qui presentati (vedi &quot;Avatar&quot; o &quot;Star Wars&quot;) siano da considerarsi davvero di fantascienza, in realtà non furono per forza dei successi commerciali. &quot;Blade Runner&quot;, ad esempio, fu un mezzo flop al botteghino. E non è casuale, perché i grandi film di sy-fy diventano di &quot;culto&quot; più che dei blockbuster. 

Ma ciò che vorrei sottolineare è che nell&#039;elenco non figura nessun titolo italiano. Giustamente. Abbiamo avuto dei buoni film di fantascienza anche in Italia, ma di numero esiguo e tutto sommato ininfluenti per l&#039;immaginarium. 
Questo significa che da noi c&#039;è una resistenza &quot;strutturale&quot; che passa dalla letteratura e finisce al cinema - ma tocca anche altre forme d&#039;arte - nei confronti del &quot;fantastico&quot;. Lascio ad altri più esperti capire i motivi di questa chiusura. Per la settima arte, il nostro imprinting deriva dal neorealismo e in seconda battuta dalla &quot;commedia italiana&quot;, e ancora oggi basta vedere le trame dei film per capire che gli altri generi sono mal tollerati. 
Mi è sempre stato risposto che in Italia esistono problemi di budget, per cui è più economico girare in camera e cucina. Ma non è vero. E&#039; una scusa, anche palese, perché il sy-fy non è necessariamente ricostruire astronavi e vita su altri mondi. 
Molto più verosimile che si abbia paura di non incontrare i favori del pubblico, andando incontro ad insuccessi commerciali, e che gli autori - per la maggior parte - abbiano la puzza sotto il naso quando si parla uscire dal &quot;realistico&quot; (che poi non esiste). 

Il ricordo.
Loredana, ma quanti anni sono che su questo blog si lotta perché il fantastico in Italia sia considerato senza stigmi? Quando facemmo quell&#039;elenco di libri, qui su Lipperatura, e scoprimmo che in realtà la nostra vita di lettori era costellata di fantastico in ogni sua diramazione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve appunto e un ricordo.<br />
Il cinema di &#8220;fantascienza&#8221; ha avuto senz&#8217;altro un enorme impatto sul medium. Non so se tutti i titoli qui presentati (vedi &#8220;Avatar&#8221; o &#8220;Star Wars&#8221;) siano da considerarsi davvero di fantascienza, in realtà non furono per forza dei successi commerciali. &#8220;Blade Runner&#8221;, ad esempio, fu un mezzo flop al botteghino. E non è casuale, perché i grandi film di sy-fy diventano di &#8220;culto&#8221; più che dei blockbuster. </p>
<p>Ma ciò che vorrei sottolineare è che nell&#8217;elenco non figura nessun titolo italiano. Giustamente. Abbiamo avuto dei buoni film di fantascienza anche in Italia, ma di numero esiguo e tutto sommato ininfluenti per l&#8217;immaginarium.<br />
Questo significa che da noi c&#8217;è una resistenza &#8220;strutturale&#8221; che passa dalla letteratura e finisce al cinema &#8211; ma tocca anche altre forme d&#8217;arte &#8211; nei confronti del &#8220;fantastico&#8221;. Lascio ad altri più esperti capire i motivi di questa chiusura. Per la settima arte, il nostro imprinting deriva dal neorealismo e in seconda battuta dalla &#8220;commedia italiana&#8221;, e ancora oggi basta vedere le trame dei film per capire che gli altri generi sono mal tollerati.<br />
Mi è sempre stato risposto che in Italia esistono problemi di budget, per cui è più economico girare in camera e cucina. Ma non è vero. E&#8217; una scusa, anche palese, perché il sy-fy non è necessariamente ricostruire astronavi e vita su altri mondi.<br />
Molto più verosimile che si abbia paura di non incontrare i favori del pubblico, andando incontro ad insuccessi commerciali, e che gli autori &#8211; per la maggior parte &#8211; abbiano la puzza sotto il naso quando si parla uscire dal &#8220;realistico&#8221; (che poi non esiste). </p>
<p>Il ricordo.<br />
Loredana, ma quanti anni sono che su questo blog si lotta perché il fantastico in Italia sia considerato senza stigmi? Quando facemmo quell&#8217;elenco di libri, qui su Lipperatura, e scoprimmo che in realtà la nostra vita di lettori era costellata di fantastico in ogni sua diramazione?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA, E IL FANTASTICO TUTTO: UNA SERIE di Davide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-e-il-fantastico-tutto-una-serie/comment-page-1/#comment-192974</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 15:26:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11093#comment-192974</guid>

					<description><![CDATA[Bellissimo la riflessione di Cristina Pozzi.

Solo chi non l&#039;ha mai frequentata può pensare che la fantascienza serva a predire il futuro.
Ma anchw seguendo per un attimo Covacich in questa sua farneticazione, è facile smentire la sua successiva affermazione che la fantascienza non ci abbia mai azzeccato. E basta un solo autore, che tra l&#039;altro cita pure: Arthur G. Clarke. Evidentemente con un occhio leggeva e con l&#039;altro guardava la partita.

Nel saggio Extra-Terrestrial Relays del 1945 descrive accuratamente la rete di satelliti in orbita geostazionaria per le telecomunicazioni mondiali, definendo la quota esatta di posizionamento prima ancora del lancio del primo satellite artificiale.

Nel romanzo La città e le stelle del 1956 anticipa il concetto di Internet, descrivendo una rete globale di dati che collega le abitazioni e permette lo scambio di informazioni a distanza.

Nel romanzo Polvere di Luna del 1961 teorizza il turismo spaziale commerciale, immaginando la Luna come una meta di vacanza per civili e descrivendo le dinamiche dei viaggi di linea extraterrestri.

Nel romanzo 2001: Odissea nello spazio del 1968 inventa il Newspad, un dispositivo elettronico a schermo piatto usato dai protagonisti per leggere notizie aggiornate in tempo reale, fornendo l&#039;esatta descrizione di un moderno tablet.

Nel romanzo Le fontane del Paradiso del 1979 introduce l&#039;ascensore spaziale, un sistema di trasporto orbitale basato su filamenti ad altissima resistenza, concetto oggi studiato concretamente attraverso l&#039;impiego dei nanotubi di carbonio.

what else?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo la riflessione di Cristina Pozzi.</p>
<p>Solo chi non l&#8217;ha mai frequentata può pensare che la fantascienza serva a predire il futuro.<br />
Ma anchw seguendo per un attimo Covacich in questa sua farneticazione, è facile smentire la sua successiva affermazione che la fantascienza non ci abbia mai azzeccato. E basta un solo autore, che tra l&#8217;altro cita pure: Arthur G. Clarke. Evidentemente con un occhio leggeva e con l&#8217;altro guardava la partita.</p>
<p>Nel saggio Extra-Terrestrial Relays del 1945 descrive accuratamente la rete di satelliti in orbita geostazionaria per le telecomunicazioni mondiali, definendo la quota esatta di posizionamento prima ancora del lancio del primo satellite artificiale.</p>
<p>Nel romanzo La città e le stelle del 1956 anticipa il concetto di Internet, descrivendo una rete globale di dati che collega le abitazioni e permette lo scambio di informazioni a distanza.</p>
<p>Nel romanzo Polvere di Luna del 1961 teorizza il turismo spaziale commerciale, immaginando la Luna come una meta di vacanza per civili e descrivendo le dinamiche dei viaggi di linea extraterrestri.</p>
<p>Nel romanzo 2001: Odissea nello spazio del 1968 inventa il Newspad, un dispositivo elettronico a schermo piatto usato dai protagonisti per leggere notizie aggiornate in tempo reale, fornendo l&#8217;esatta descrizione di un moderno tablet.</p>
<p>Nel romanzo Le fontane del Paradiso del 1979 introduce l&#8217;ascensore spaziale, un sistema di trasporto orbitale basato su filamenti ad altissima resistenza, concetto oggi studiato concretamente attraverso l&#8217;impiego dei nanotubi di carbonio.</p>
<p>what else?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA, E IL FANTASTICO TUTTO: UNA SERIE di Lia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-e-il-fantastico-tutto-una-serie/comment-page-1/#comment-192971</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 12:35:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11093#comment-192971</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-e-il-fantastico-tutto-una-serie/comment-page-1/#comment-192772&quot;&gt;Alice&lt;/a&gt;.

Io risponderei con una delle considerazioni più profonde di Solaris &quot;Noi cerchiamo solo l&#039;uomo. Non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi.&quot; Cosi è per tanti lettori, che non si appassionano a storie di mondi immaginati, anche se poi tutte, sono uno specchio distorto del nostro. Non ci si spiega altrimenti l&#039;imperversare, in Italia soprattutto, del memoir, dell&#039;autofiction. La maggior parte dei lettori vuole ritrovare se stesso nelle storie che legge,  vuole specchiarsi, vuole che l&#039;io dell&#039;autore validi il suo, le esperienze narrate innalzino le sue a qualcosa di collettivo. Non sa che farsene, di altri mondi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-e-il-fantastico-tutto-una-serie/comment-page-1/#comment-192772">Alice</a>.</p>
<p>Io risponderei con una delle considerazioni più profonde di Solaris &#8220;Noi cerchiamo solo l&#8217;uomo. Non abbiamo bisogno di altri mondi, abbiamo bisogno di specchi.&#8221; Cosi è per tanti lettori, che non si appassionano a storie di mondi immaginati, anche se poi tutte, sono uno specchio distorto del nostro. Non ci si spiega altrimenti l&#8217;imperversare, in Italia soprattutto, del memoir, dell&#8217;autofiction. La maggior parte dei lettori vuole ritrovare se stesso nelle storie che legge,  vuole specchiarsi, vuole che l&#8217;io dell&#8217;autore validi il suo, le esperienze narrate innalzino le sue a qualcosa di collettivo. Non sa che farsene, di altri mondi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: LA REINVENZIONE DELLA RUOTA, DI NICOLETTA VALLORANI di Alessandro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-la-reinvenzione-della-ruota-di-nicoletta-vallorani/comment-page-1/#comment-192871</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:35:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11098#comment-192871</guid>

					<description><![CDATA[La mia prima reazione è stata: in Italia le &quot;terze pagine&quot; hanno ormai smesso di stroncare i libri (la carta costa, il tempo costa, i titoli sono tanti, troppi, troppissimi), e il CDS destina &#039;sta lenzuolata a un attacco del genere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia prima reazione è stata: in Italia le &#8220;terze pagine&#8221; hanno ormai smesso di stroncare i libri (la carta costa, il tempo costa, i titoli sono tanti, troppi, troppissimi), e il CDS destina &#8216;sta lenzuolata a un attacco del genere?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: LA REINVENZIONE DELLA RUOTA, DI NICOLETTA VALLORANI di Lukha B. Kremo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-la-reinvenzione-della-ruota-di-nicoletta-vallorani/comment-page-1/#comment-192834</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lukha B. Kremo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 13:32:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11098#comment-192834</guid>

					<description><![CDATA[Immaginate l&#039;effetto che farebbe questo articolo al posto di quella cosa uscita sulla Lettura. Queste cose mi fanno da antidepressivo, allora la cultura non è morta, c&#039;è qualcuno che parla ancora di Donna Haraway!
Non voglio solo ribadire le cose dette da Vallorani e da Avoledo. Confermo che queste sono il nocciolo e la base del pensiero di chi si occupa di fantascienza – chiamiamola così – o se preferite di quella letteratura che attraverso la speculazione intrattiene, diverte e fa riflettere. E, mi chiedo, che analisi si può fare di una società (e un individuo che combatte e ama un’invasività tecnologica che vediamo quotidianamente in milioni di persone chinate sul piccolo schermo) ignorando queste speculazioni? Come si fa, voglio dire, a evitare di guardare l’elefante nella stanza (magari dicendo che era previsto un rinoceronte)?
Ma come detto, non voglio ripetermi. Voglio solo passare alla parte meno brutta del dibattito (falsamente) richiesto dall’articolo. La fantascienza ha previsto praticamente tutto, e non l’ha fatto per desiderio di preveggenza, ma per acume di analisi. E un risultato lampante è che la scienza stessa si è ispirata alla fantascienza, non su come fare un’invenzione (gli scrittori di sf non sono esperti di scienza), ma di come applicarla, perché gli scrittori di sf sanno come l’individuo si approccerà a una certa invenzione. Per cui se tu inventi un metodo per riprodurre immagini in movimento della realtà (cinema) e magari lo ritieni inutile (che me ne faccio di rivedere la realtà che ho già visto? si chiesero i Lumiére), lo scrittore ti dirà che invece hai creato l’invenzione più importante del secolo perché puoi inventarti storie che vedrai proiettate in una sala. E così è stato con il telefono, la televisione e internet. E che non si dimentichi che le criptovalute si chiamano così perché sono ispirate a quelle previste (eh già) in Cryptonomicon, che la piattaforma Meta che comprende fb e instagram si chiama così perché è ispirato al metaverso, sempre di Stephenson. E, che (vengo al punto), la fantascienza ha fatto davvero il sostrato culturale pop dell’epoca contemporanea, a prescindere dalle previsioni. E (questo lo penso io, al via il dibattito serio), questa poliforme letteratura indefinita, polidefinita e ormai indefinibile fa parte integrante della cultura contemporanea e lo sarà sempre di più.
In Cina l&#039;hanno capita (the next empire), e il governo sponsorizza le fiere della fantascienza. Ora, lungi da me parlare bene di un regime, ma leggiamo la sostanza: la sci-fi è un modo per preparare i lettori/spettatori al futuro (nel bene o nel male), e dovrebbe essere un nostro diritto etico e politico rivendicare la nostra visione del mondo tecnologico che ci cambia sotto gli occhi (oggi, ora, non nel futuro), e non una cosa da perculare su due pagine di un quotidiano nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginate l&#8217;effetto che farebbe questo articolo al posto di quella cosa uscita sulla Lettura. Queste cose mi fanno da antidepressivo, allora la cultura non è morta, c&#8217;è qualcuno che parla ancora di Donna Haraway!<br />
Non voglio solo ribadire le cose dette da Vallorani e da Avoledo. Confermo che queste sono il nocciolo e la base del pensiero di chi si occupa di fantascienza – chiamiamola così – o se preferite di quella letteratura che attraverso la speculazione intrattiene, diverte e fa riflettere. E, mi chiedo, che analisi si può fare di una società (e un individuo che combatte e ama un’invasività tecnologica che vediamo quotidianamente in milioni di persone chinate sul piccolo schermo) ignorando queste speculazioni? Come si fa, voglio dire, a evitare di guardare l’elefante nella stanza (magari dicendo che era previsto un rinoceronte)?<br />
Ma come detto, non voglio ripetermi. Voglio solo passare alla parte meno brutta del dibattito (falsamente) richiesto dall’articolo. La fantascienza ha previsto praticamente tutto, e non l’ha fatto per desiderio di preveggenza, ma per acume di analisi. E un risultato lampante è che la scienza stessa si è ispirata alla fantascienza, non su come fare un’invenzione (gli scrittori di sf non sono esperti di scienza), ma di come applicarla, perché gli scrittori di sf sanno come l’individuo si approccerà a una certa invenzione. Per cui se tu inventi un metodo per riprodurre immagini in movimento della realtà (cinema) e magari lo ritieni inutile (che me ne faccio di rivedere la realtà che ho già visto? si chiesero i Lumiére), lo scrittore ti dirà che invece hai creato l’invenzione più importante del secolo perché puoi inventarti storie che vedrai proiettate in una sala. E così è stato con il telefono, la televisione e internet. E che non si dimentichi che le criptovalute si chiamano così perché sono ispirate a quelle previste (eh già) in Cryptonomicon, che la piattaforma Meta che comprende fb e instagram si chiama così perché è ispirato al metaverso, sempre di Stephenson. E, che (vengo al punto), la fantascienza ha fatto davvero il sostrato culturale pop dell’epoca contemporanea, a prescindere dalle previsioni. E (questo lo penso io, al via il dibattito serio), questa poliforme letteratura indefinita, polidefinita e ormai indefinibile fa parte integrante della cultura contemporanea e lo sarà sempre di più.<br />
In Cina l&#8217;hanno capita (the next empire), e il governo sponsorizza le fiere della fantascienza. Ora, lungi da me parlare bene di un regime, ma leggiamo la sostanza: la sci-fi è un modo per preparare i lettori/spettatori al futuro (nel bene o nel male), e dovrebbe essere un nostro diritto etico e politico rivendicare la nostra visione del mondo tecnologico che ci cambia sotto gli occhi (oggi, ora, non nel futuro), e non una cosa da perculare su due pagine di un quotidiano nazionale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su VIVA LA FANTASCIENZA: LA REINVENZIONE DELLA RUOTA, DI NICOLETTA VALLORANI di Tullio Avoledo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/viva-la-fantascienza-la-reinvenzione-della-ruota-di-nicoletta-vallorani/comment-page-1/#comment-192833</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tullio Avoledo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 10:14:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lipperatura.it/?p=11098#comment-192833</guid>

					<description><![CDATA[Un tempo nel mio condominio è venuto a vivere uno scrittore.
Io già ci abitavo, e scrivevo, ma non avevo ancora pubblicato nulla.
Un giorno sono salito a portargli una copia del mio primo romanzo pubblicato (da Sironi: &quot;L&#039;elenco telefonico di Atlantide&quot;).
Ho avuto tempo di guardare i titoli dei volumi sugli scaffali della sua biblioteca. Non c&#039;era un solo libro che facesse parte della mia libreria. E viceversa.
Ho pensato che era una cosa meravigliosa. Che da due esperienze di lettura così diverse non potevano che nascere due scritture diverse. 
E infatti è così.
Ho riflettuto a lungo se partecipare a un dibattito nato da un articolo che non mi ha stimolato alcuna riflessione, ma semmai una reazione emotiva destinata nel tempo a non lasciare tracce. Poi però ho visto che quell&#039;articolo ha prodotto una reazione forte, direi corale, e non vorrei che quella reazione producesse l&#039;effetto di erigere barriere e difese intorno a un genere che si è espanso e non è assolutamente più quello che l&#039;estensore di quell&#039;articolo ha a tutta evidenza in mente.
Apro una parentesi: &quot;fantascienza&quot; - come ripeto ogni volta che partecipo a qualche convention - è un nome obsoleto e commercialmente infelice. Bisognerebbe coinvolgere un genio del marketing per trovare il nome giusto per il genere. 
Ammesso che la FS sia ancora un genere.
Trovo inutile difendere la fantascienza. Oltretutto difenderla con tanta forza da un attacco tanto debole.
Ci si difende da un assedio. Ma la fantascienza non è sotto assedio. Semmai sta diffondendosi, sotto varie forme. Diluita a volte in dose quasi omeopatiche, ma altre volte con la forza di un fiume in piena, sta entrando nella letteratura come una linfa vitale. E continua a svolgere il suo compito essenziale: affascinare il lettore per educarlo a credere nella possibilità che ci siano molti mondi possibili, molte strade percorribili. Coltivare la complessità.  Astrarre dalle limitazioni e dai vincoli della realtà e del presente per fargli immaginare il futuro. 
L&#039;editoria, e certa critica, sembrano orientate a ridurre la complessità, la - chiamiamola così - biodiversità della lettura (e conseguentemente della scrittura). Si insiste su cosa sia collocabile, e vendibile. Quanti scrittori non si sono sentiti dire &quot;il tuo libro è bellissimo, ma non sapremmo come venderlo ai nostri lettori&quot;? In questo modo si uccide la biodiversità. L&#039;editoria rischia di diventare la Monsanto della scrittura (dove già non bastassero gli editor e i funzionari educati nelle Napola di certe prestigiose scuole di scrittura, che con la loro tendenza a fissare regole e canoni mi ricordano i funzionari belgi che misurano il cranio del protagonista di &quot;Cuore di tenebra&quot; prima che parta per il Congo...).
Contro questa/e Monsanto delle lettere bisogna agire come Kokopelli.
Sapete cos&#039;è?
E&#039; una ONG francese fondata nel 1999 che agisce attraverso la disobbidienza civile, andando anche contro norme e regolamenti europei e nazionali, per proteggere la biodiversità vegetale. Salvando, moltiplicando e riproducendo semi liberi, biologici e non sterili. L&#039;agricoltura industriale vuole che le piante siano perfettamente stabili, omogenee e ad altissima resa. Magari brevettabili. E sterili, affinché l&#039;agricoltura diveti dipendente dall&#039;industria.
Kokopelli conserva e gestisce oltre 2000 varietà di sementi, che invia gratuitamente a comunità di contadini nel Sud del mondo, per aiutarle a conquistare la sovranità alimentare, liberandole dalla dipendenza economica dei giganti dell&#039;agrochimica.
Ecco, credo che la fantascienza contenga molti semi che vanno conservati e diffusi. Sono spesso semi di comprensione, di empatia, di libertà.
La fantascienza ci ha abituati a superare lo &quot;shock del futuro&quot; e ad entrare con naturalezza in un mondo che di normale, agli occhi già di uno dei nostri nonni, non ha molto. Viviamo in un mondo fantascientifico, e pazienza se non è esattamente quello descritto in questo o quel romanzo di FS. L&#039;importante è che gli scrittori di SF ci hanno abituato alla meraviglia, che ormai fa parte del nostro quotidiano. Ma ci hanno anche avvertito (da Jack London a Aldous Huxley a George Orwell) dei pericoli di certe svolte o di certe invenzioni, di certe trappole nascoste dietro l&#039;angolo. Personalmente mi è capitato, in alcuni miei romanzi, di fare predizioni su futuro, e di averci azzeccato. Ma non è questo il punto, non è con questo metro che la FS va giudicata: bisogna rispettare (o almeno, dai, tollerare) la fantascienza perché è un contenitore di semi rari, unici e che possono rivelare proprietà terapeutiche o nutritive inimmaginabili. Semi di futuro, magari chiusi in una scorza che non a tutti piace, ma che producono frutti gustosi e salutari.
La fantascienza deve entrare in una Kokapelli della scrittura, di cui da sempre ho ritenuto di far parte. Nei miei libri mi diverto a ibridare, a meticciare, a sperimentare. Questà è la mia missione di scrittore. E la fantascienza mi ha fornito molti più spunti di quanti potrebbe darmene, per dire, una tonnellata di autofiction. Chi disprezza e/o sottovaluta la FS quasi mai la conosce. Il problema è tutto lì, e non merita continuare una discussione imbastita sul nulla.
Almeno, io la vedo così. Non pretendo di convincere nessuno.
Ma io la vedo così.
Andiamo oltre.
Il futuro è nostro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo nel mio condominio è venuto a vivere uno scrittore.<br />
Io già ci abitavo, e scrivevo, ma non avevo ancora pubblicato nulla.<br />
Un giorno sono salito a portargli una copia del mio primo romanzo pubblicato (da Sironi: &#8220;L&#8217;elenco telefonico di Atlantide&#8221;).<br />
Ho avuto tempo di guardare i titoli dei volumi sugli scaffali della sua biblioteca. Non c&#8217;era un solo libro che facesse parte della mia libreria. E viceversa.<br />
Ho pensato che era una cosa meravigliosa. Che da due esperienze di lettura così diverse non potevano che nascere due scritture diverse.<br />
E infatti è così.<br />
Ho riflettuto a lungo se partecipare a un dibattito nato da un articolo che non mi ha stimolato alcuna riflessione, ma semmai una reazione emotiva destinata nel tempo a non lasciare tracce. Poi però ho visto che quell&#8217;articolo ha prodotto una reazione forte, direi corale, e non vorrei che quella reazione producesse l&#8217;effetto di erigere barriere e difese intorno a un genere che si è espanso e non è assolutamente più quello che l&#8217;estensore di quell&#8217;articolo ha a tutta evidenza in mente.<br />
Apro una parentesi: &#8220;fantascienza&#8221; &#8211; come ripeto ogni volta che partecipo a qualche convention &#8211; è un nome obsoleto e commercialmente infelice. Bisognerebbe coinvolgere un genio del marketing per trovare il nome giusto per il genere.<br />
Ammesso che la FS sia ancora un genere.<br />
Trovo inutile difendere la fantascienza. Oltretutto difenderla con tanta forza da un attacco tanto debole.<br />
Ci si difende da un assedio. Ma la fantascienza non è sotto assedio. Semmai sta diffondendosi, sotto varie forme. Diluita a volte in dose quasi omeopatiche, ma altre volte con la forza di un fiume in piena, sta entrando nella letteratura come una linfa vitale. E continua a svolgere il suo compito essenziale: affascinare il lettore per educarlo a credere nella possibilità che ci siano molti mondi possibili, molte strade percorribili. Coltivare la complessità.  Astrarre dalle limitazioni e dai vincoli della realtà e del presente per fargli immaginare il futuro.<br />
L&#8217;editoria, e certa critica, sembrano orientate a ridurre la complessità, la &#8211; chiamiamola così &#8211; biodiversità della lettura (e conseguentemente della scrittura). Si insiste su cosa sia collocabile, e vendibile. Quanti scrittori non si sono sentiti dire &#8220;il tuo libro è bellissimo, ma non sapremmo come venderlo ai nostri lettori&#8221;? In questo modo si uccide la biodiversità. L&#8217;editoria rischia di diventare la Monsanto della scrittura (dove già non bastassero gli editor e i funzionari educati nelle Napola di certe prestigiose scuole di scrittura, che con la loro tendenza a fissare regole e canoni mi ricordano i funzionari belgi che misurano il cranio del protagonista di &#8220;Cuore di tenebra&#8221; prima che parta per il Congo&#8230;).<br />
Contro questa/e Monsanto delle lettere bisogna agire come Kokopelli.<br />
Sapete cos&#8217;è?<br />
E&#8217; una ONG francese fondata nel 1999 che agisce attraverso la disobbidienza civile, andando anche contro norme e regolamenti europei e nazionali, per proteggere la biodiversità vegetale. Salvando, moltiplicando e riproducendo semi liberi, biologici e non sterili. L&#8217;agricoltura industriale vuole che le piante siano perfettamente stabili, omogenee e ad altissima resa. Magari brevettabili. E sterili, affinché l&#8217;agricoltura diveti dipendente dall&#8217;industria.<br />
Kokopelli conserva e gestisce oltre 2000 varietà di sementi, che invia gratuitamente a comunità di contadini nel Sud del mondo, per aiutarle a conquistare la sovranità alimentare, liberandole dalla dipendenza economica dei giganti dell&#8217;agrochimica.<br />
Ecco, credo che la fantascienza contenga molti semi che vanno conservati e diffusi. Sono spesso semi di comprensione, di empatia, di libertà.<br />
La fantascienza ci ha abituati a superare lo &#8220;shock del futuro&#8221; e ad entrare con naturalezza in un mondo che di normale, agli occhi già di uno dei nostri nonni, non ha molto. Viviamo in un mondo fantascientifico, e pazienza se non è esattamente quello descritto in questo o quel romanzo di FS. L&#8217;importante è che gli scrittori di SF ci hanno abituato alla meraviglia, che ormai fa parte del nostro quotidiano. Ma ci hanno anche avvertito (da Jack London a Aldous Huxley a George Orwell) dei pericoli di certe svolte o di certe invenzioni, di certe trappole nascoste dietro l&#8217;angolo. Personalmente mi è capitato, in alcuni miei romanzi, di fare predizioni su futuro, e di averci azzeccato. Ma non è questo il punto, non è con questo metro che la FS va giudicata: bisogna rispettare (o almeno, dai, tollerare) la fantascienza perché è un contenitore di semi rari, unici e che possono rivelare proprietà terapeutiche o nutritive inimmaginabili. Semi di futuro, magari chiusi in una scorza che non a tutti piace, ma che producono frutti gustosi e salutari.<br />
La fantascienza deve entrare in una Kokapelli della scrittura, di cui da sempre ho ritenuto di far parte. Nei miei libri mi diverto a ibridare, a meticciare, a sperimentare. Questà è la mia missione di scrittore. E la fantascienza mi ha fornito molti più spunti di quanti potrebbe darmene, per dire, una tonnellata di autofiction. Chi disprezza e/o sottovaluta la FS quasi mai la conosce. Il problema è tutto lì, e non merita continuare una discussione imbastita sul nulla.<br />
Almeno, io la vedo così. Non pretendo di convincere nessuno.<br />
Ma io la vedo così.<br />
Andiamo oltre.<br />
Il futuro è nostro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
