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	Commenti a: COMPARTIMENTI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107392</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:22:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dato delle vendite non è indicativo dell&#039;apprezzamento, è un indice che si ferma a prima della lettura.
Cero anche il nome di sorrentino è una grande attrattiva, se non grande magari media.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dato delle vendite non è indicativo dell&#8217;apprezzamento, è un indice che si ferma a prima della lettura.<br />
Cero anche il nome di sorrentino è una grande attrattiva, se non grande magari media.<br />
D.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107391</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:56:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dinosauro, chiedere a Feltrinelli quanto ha investito in promozione (che vuol dire tiratura, visibilità pubblicitaria, recensioni orchestrate, passaggi televisivi) per questo libro sarebbe un primo passo.
Dopodichè, se il libro non c&#039;è, la promozione da sola non fa il best seller. Qui il libro c&#039;è. Tony Pagoda è ruffiano al punto giusto, il terrone filosofo di destra che piace a sinistra, la scrittura colta che fa un bozzetto proletario e consente anche al lettore piccolo borghese di ridere di se stesso senza farsi male (un po&#039; come &quot;Parenti lontani&quot; di Gaetano Cappelli, più riuscito di questo come romanzo, ma meno pompato editorialmente)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dinosauro, chiedere a Feltrinelli quanto ha investito in promozione (che vuol dire tiratura, visibilità pubblicitaria, recensioni orchestrate, passaggi televisivi) per questo libro sarebbe un primo passo.<br />
Dopodichè, se il libro non c&#8217;è, la promozione da sola non fa il best seller. Qui il libro c&#8217;è. Tony Pagoda è ruffiano al punto giusto, il terrone filosofo di destra che piace a sinistra, la scrittura colta che fa un bozzetto proletario e consente anche al lettore piccolo borghese di ridere di se stesso senza farsi male (un po&#8217; come &#8220;Parenti lontani&#8221; di Gaetano Cappelli, più riuscito di questo come romanzo, ma meno pompato editorialmente)</p>
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		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107390</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[binaghi, si Starnone con il suo ultimo libro fa letteratura, è la buona prosa che caldeggia il dettaglio eloquente e brillante nella prospettiva di un&#039;interessante storia. Speriamo che il libro abbia successo. Quello di Sorrentino, aldilà delle aspirazioni dell&#039;autore, non ha lo stesso ampio respiro, però sta vendendo molto, perché?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>binaghi, si Starnone con il suo ultimo libro fa letteratura, è la buona prosa che caldeggia il dettaglio eloquente e brillante nella prospettiva di un&#8217;interessante storia. Speriamo che il libro abbia successo. Quello di Sorrentino, aldilà delle aspirazioni dell&#8217;autore, non ha lo stesso ampio respiro, però sta vendendo molto, perché?</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107389</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 16:55:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nelle ultime due settimane ho letto due mainstream italiani, &quot;Hanno tutti ragione&quot; di Sorrentino e &quot;Fare scene&quot; di Starnone. Entrambi aspirano alla zona alta della letteratura, ma secondo me il secondo ci arriva con splendida naturalezza, il primo abbozza e si sfinisce prima del traguardo.
Eppure il primo è già un best-seller, il secondo difficilmente lo diventerà.
A decidere se un libro diventa un best-seller non è come scrive Evangelisti, l&#039;aspirazione dell&#039;autore, e nemmeno la qualità del testo, ma l&#039;investimento editoriale, che vale per il mainstream e per il romanzo di genere.
Sarebbe più interessante chiedersi se veramente il &quot;genere&quot; è un mondo parallelo e secondario rispetto al romanzo mainstream o se, fin dalle origini, ne rappresenta la più autentica vocazione come emanazione dell&#039;epica (cosa che io credo), seguita semmai da quell&#039;epica dell&#039;antieroe che è il romanzo d&#039;ambiente borghese e piccolo borghese dell&#039;ottocento. Sta di fatto che dove manca la palestra del &quot;romanzesco&quot;, come in Sorrentino ma anche nei famigerati resattori di Nuovi Argomenti (Piperno, Pacifico, Desiati), escono belle pagine autoriali che strappano gridolini agli amanti dello stile e della maniera, ma narrativamente traballanti e in ultima analisi noiosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane ho letto due mainstream italiani, &#8220;Hanno tutti ragione&#8221; di Sorrentino e &#8220;Fare scene&#8221; di Starnone. Entrambi aspirano alla zona alta della letteratura, ma secondo me il secondo ci arriva con splendida naturalezza, il primo abbozza e si sfinisce prima del traguardo.<br />
Eppure il primo è già un best-seller, il secondo difficilmente lo diventerà.<br />
A decidere se un libro diventa un best-seller non è come scrive Evangelisti, l&#8217;aspirazione dell&#8217;autore, e nemmeno la qualità del testo, ma l&#8217;investimento editoriale, che vale per il mainstream e per il romanzo di genere.<br />
Sarebbe più interessante chiedersi se veramente il &#8220;genere&#8221; è un mondo parallelo e secondario rispetto al romanzo mainstream o se, fin dalle origini, ne rappresenta la più autentica vocazione come emanazione dell&#8217;epica (cosa che io credo), seguita semmai da quell&#8217;epica dell&#8217;antieroe che è il romanzo d&#8217;ambiente borghese e piccolo borghese dell&#8217;ottocento. Sta di fatto che dove manca la palestra del &#8220;romanzesco&#8221;, come in Sorrentino ma anche nei famigerati resattori di Nuovi Argomenti (Piperno, Pacifico, Desiati), escono belle pagine autoriali che strappano gridolini agli amanti dello stile e della maniera, ma narrativamente traballanti e in ultima analisi noiosi.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107388</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 15:45:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dinosauro, non so di cosa parli. Di certo non mi leggi ( dici: &quot;Leggendo cent’anni di solitudine non t’accorgi di ricevere una molteplicità di segni interpretativi della realtà?&quot; ho mai detto il contrario?). Tra l&#039;altro NON tutte le storie di Camilleri sono appassionanti. Alcune sono pure noiose.
Detto ciò, dovremmo ridare cittadinanza alla passione in letteratura, Gacia Marquez insegna. Ma che te lo dico a fare?
Giro: ma il nostro amato gobbo la cantava pure? ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dinosauro, non so di cosa parli. Di certo non mi leggi ( dici: &#8220;Leggendo cent’anni di solitudine non t’accorgi di ricevere una molteplicità di segni interpretativi della realtà?&#8221; ho mai detto il contrario?). Tra l&#8217;altro NON tutte le storie di Camilleri sono appassionanti. Alcune sono pure noiose.<br />
Detto ciò, dovremmo ridare cittadinanza alla passione in letteratura, Gacia Marquez insegna. Ma che te lo dico a fare?<br />
Giro: ma il nostro amato gobbo la cantava pure? 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Girolamo De Michele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107387</link>

		<dc:creator><![CDATA[Girolamo De Michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 18:15:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Gli scrittori di “genere” sono di norma indifferenti a simili giudizi, e al disprezzo e alle contumelie periodicamente riversati sul loro lavoro. La maggior parte di essi non appartiene alla categoria “bestseller”, né aspira a entrarvi». Ecco, per me Valerio Evangelisti ha già detto tutto. L&#039;unica cosa che mi verrebbe d rimproverare a qualche collega &lt;i&gt;de-genere&lt;/i&gt; è di perder tempo a discutere con i critici laureati: ci sono cose più appassionanti, persino cercare di capire il senso di una partita a cricket lo è. Ma lasciateci divertire, come diceva Palazzeschi!
(PS: Gianni, lo so che il Califfo ormai crede che sia roba sua, ma &quot;tutto il resto è noia&quot; è in una lettera di Leopardi, vedi mai dove va a finire l&#039;unica pagina di letteratura imparata a memoria per l&#039;interrogazione &quot;dentro o fuori&quot; della tua carriera scolastica)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Gli scrittori di “genere” sono di norma indifferenti a simili giudizi, e al disprezzo e alle contumelie periodicamente riversati sul loro lavoro. La maggior parte di essi non appartiene alla categoria “bestseller”, né aspira a entrarvi». Ecco, per me Valerio Evangelisti ha già detto tutto. L&#8217;unica cosa che mi verrebbe d rimproverare a qualche collega <i>de-genere</i> è di perder tempo a discutere con i critici laureati: ci sono cose più appassionanti, persino cercare di capire il senso di una partita a cricket lo è. Ma lasciateci divertire, come diceva Palazzeschi!<br />
(PS: Gianni, lo so che il Califfo ormai crede che sia roba sua, ma &#8220;tutto il resto è noia&#8221; è in una lettera di Leopardi, vedi mai dove va a finire l&#8217;unica pagina di letteratura imparata a memoria per l&#8217;interrogazione &#8220;dentro o fuori&#8221; della tua carriera scolastica)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107386</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 16:29:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cultura alta vs Intrattenimento diciamolo con Fitzgerald, Kazan e De Niro.
http://www.youtube.com/watch?v=v8F0PCasMhI.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cultura alta vs Intrattenimento diciamolo con Fitzgerald, Kazan e De Niro.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=v8F0PCasMhI" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=v8F0PCasMhI</a>.<br />
D.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107385</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 15:14:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio il nomadismo interpretativo del Monadismo interpretativo.
Letteratura in maiuscolo non esiste, è un&#039;idea di merito.
Davvero credi di avere il ricettario per misurare un valore che non sia emozionale e soggettivo? Che vada al di là della coerenza interna o storica dell&#039;opera?
Davvero credi che la strada per l&#039;arte sia in fila per uno? O semplicemente che esista un&#039;arte patrizia distinta da una plebea?
Tu, dinosauro, volgi le spalle al reale, ammetti Picasso, ormai lontano come Omero, ma neghi Andy Wharol che ha vaticinato il nostro presente: il mercato, il pop è la scatola che ci contiene tutti, dall&#039;ultima scopiazzatura fantasy al &#039;cargo cult&#039; della tribù aborigena della papuasia, pensare di starne fuori è illusione, basta guardare la materia di cui sono fatti i nostri sogni.
La ricerca di un oggettualità, di un metro universale è preistoria.
L&#039;idea di una crescita culturale incontaminata, globale in senso evoluzionistico è idealismo d&#039;altri tempi.
Provami che esiste un Vero canone Letterario universale, e non limitarti alle opere che tu ritieni tali, perchè come ho scritto, rispecchiano i modelli e i canoni della tua formazione.
Borges ha apprezzato autori di genere come il fantasy di  Lord Dunsany, Dumas scriveva a puntate, Poe ha inventato il racconto breve contemporaneo, Baudelaire adorava Poe. Di cosa stiamo parlando?
La ricerca teoretica deve mutare col mutare della realtà se no conosce solo ombre morte, forse sei tu che puoi darti una mossa e rimanere sull&#039;onda della pop-filosofia. Il presente è pop, frammentato in distese da esplorare, modelli sociali, micro economici, religiosi, artistici si accavallano e si intersecano, la realtà è contaminazione, questo è pacifico ovunque, in tutte le forme espressive e culturali, tranne che in letteratura.
Tu puoi ascoltare la Mmusica fino a Bernstein e considerare tutto quello che è successo dopo come trash indegno., credendo che la logica produttiva espressiva e artistica dei classici fosse più pura e santa di quella dei pop di oggi.
Buon per te.
Ti ricordo che tutta l&#039;arte sacra dei capolavori eccelsi nasceva perchè gli unici che pagavano erano i preti, da queste &#039;sacre&#039; ricerche nascono l&#039;ultima cena, la cappella sistina o la cappella degli scrovegni, ti sembra più nobile e puro dell&#039;ultimo tour di madonna?  a me no?
più efficace, complesso e intenso e profondo forse ma non più alto come categoria.
Ti perdi molto, in primis la possibità di vivere il tuo tempo, e ti condanni a riconoscere le cose solo anni dopo quando le dirà qualcuno da cui l&#039;accetti, quando sarà entrato nei dibattiti colti, peccato che il mondo sarà già altrove.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio il nomadismo interpretativo del Monadismo interpretativo.<br />
Letteratura in maiuscolo non esiste, è un&#8217;idea di merito.<br />
Davvero credi di avere il ricettario per misurare un valore che non sia emozionale e soggettivo? Che vada al di là della coerenza interna o storica dell&#8217;opera?<br />
Davvero credi che la strada per l&#8217;arte sia in fila per uno? O semplicemente che esista un&#8217;arte patrizia distinta da una plebea?<br />
Tu, dinosauro, volgi le spalle al reale, ammetti Picasso, ormai lontano come Omero, ma neghi Andy Wharol che ha vaticinato il nostro presente: il mercato, il pop è la scatola che ci contiene tutti, dall&#8217;ultima scopiazzatura fantasy al &#8216;cargo cult&#8217; della tribù aborigena della papuasia, pensare di starne fuori è illusione, basta guardare la materia di cui sono fatti i nostri sogni.<br />
La ricerca di un oggettualità, di un metro universale è preistoria.<br />
L&#8217;idea di una crescita culturale incontaminata, globale in senso evoluzionistico è idealismo d&#8217;altri tempi.<br />
Provami che esiste un Vero canone Letterario universale, e non limitarti alle opere che tu ritieni tali, perchè come ho scritto, rispecchiano i modelli e i canoni della tua formazione.<br />
Borges ha apprezzato autori di genere come il fantasy di  Lord Dunsany, Dumas scriveva a puntate, Poe ha inventato il racconto breve contemporaneo, Baudelaire adorava Poe. Di cosa stiamo parlando?<br />
La ricerca teoretica deve mutare col mutare della realtà se no conosce solo ombre morte, forse sei tu che puoi darti una mossa e rimanere sull&#8217;onda della pop-filosofia. Il presente è pop, frammentato in distese da esplorare, modelli sociali, micro economici, religiosi, artistici si accavallano e si intersecano, la realtà è contaminazione, questo è pacifico ovunque, in tutte le forme espressive e culturali, tranne che in letteratura.<br />
Tu puoi ascoltare la Mmusica fino a Bernstein e considerare tutto quello che è successo dopo come trash indegno., credendo che la logica produttiva espressiva e artistica dei classici fosse più pura e santa di quella dei pop di oggi.<br />
Buon per te.<br />
Ti ricordo che tutta l&#8217;arte sacra dei capolavori eccelsi nasceva perchè gli unici che pagavano erano i preti, da queste &#8216;sacre&#8217; ricerche nascono l&#8217;ultima cena, la cappella sistina o la cappella degli scrovegni, ti sembra più nobile e puro dell&#8217;ultimo tour di madonna?  a me no?<br />
più efficace, complesso e intenso e profondo forse ma non più alto come categoria.<br />
Ti perdi molto, in primis la possibità di vivere il tuo tempo, e ti condanni a riconoscere le cose solo anni dopo quando le dirà qualcuno da cui l&#8217;accetti, quando sarà entrato nei dibattiti colti, peccato che il mondo sarà già altrove.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107384</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 13:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marotta, tanto per non chiarire mettiamola sul piano banalizzante delle diverse sensibilità, dei diversi linguaggi. Sono tentativi vani che nulla aggiungono alla crescita culturale. Anche nel mondo della filosofia si sta cercando di fare la stessa cosa con la pop-filosofia. Declinare il pensiero all&#039;esigenza diffusiva e popolare, compromettendo la ricerca teoretica. Meglio leggere che non farlo, però non diamo spazio al nomadismo interpretativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marotta, tanto per non chiarire mettiamola sul piano banalizzante delle diverse sensibilità, dei diversi linguaggi. Sono tentativi vani che nulla aggiungono alla crescita culturale. Anche nel mondo della filosofia si sta cercando di fare la stessa cosa con la pop-filosofia. Declinare il pensiero all&#8217;esigenza diffusiva e popolare, compromettendo la ricerca teoretica. Meglio leggere che non farlo, però non diamo spazio al nomadismo interpretativo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/compartimenti/comment-page-1/#comment-107383</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 12:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[alla fine mi sembra che la discussione dimostri molto di quello che ho detto prima.
dinosauro davvero non ti accorgi, leggendo, poe, tolkien, king, philip dick, howard, myazaki, pratt, salgari, ellroy, gaiman, alan moore, moebius, watterson, schultz, miller della molteplicità e dell&#039;intensità di segni interpretativi della realtà? mi dispiace. è una lingua che si potrebbe imparare.
I beatles, Michael Jackson sono il pop, veramente diresti che sono inferiori a chopin, o tchaikovsky? o che si potrebbero misurare con lo stesso metro?
sono linguaggi diversi che toccano corde diverse.
per questo diresti che lennon e mcartney non hanno scritto Musica? Che &#039;Billy Jean&#039; o &#039;Man in the Mirror&#039; è una canzonetta?
la Letteratura è un podio dove le generazioni collocano le opere in grado di resistere e parlare attraverso i tempi e le culture, non è una realtà, un aggettivo, le opere che dventano classici lo diventa per una sintesi di motivi, mica per un valore intrinseco, opere potenti smettono di parlare a una o due generazioni di distanza, a volte il pubblico ti spinge con amore per secoli altre ti lascia cadere quasi subito.
Altra cosa è la complessità e la profondità e l&#039;intensità e l&#039;efficacia.
Queste sono caratteristiche concrete che si possono dibattere, la razzialità no.
A mio parere l&#039;opera è un incantesimo e sperare di misurare le dosi di arte e artigianato che ci sono dentro è una grave ingenuità.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alla fine mi sembra che la discussione dimostri molto di quello che ho detto prima.<br />
dinosauro davvero non ti accorgi, leggendo, poe, tolkien, king, philip dick, howard, myazaki, pratt, salgari, ellroy, gaiman, alan moore, moebius, watterson, schultz, miller della molteplicità e dell&#8217;intensità di segni interpretativi della realtà? mi dispiace. è una lingua che si potrebbe imparare.<br />
I beatles, Michael Jackson sono il pop, veramente diresti che sono inferiori a chopin, o tchaikovsky? o che si potrebbero misurare con lo stesso metro?<br />
sono linguaggi diversi che toccano corde diverse.<br />
per questo diresti che lennon e mcartney non hanno scritto Musica? Che &#8216;Billy Jean&#8217; o &#8216;Man in the Mirror&#8217; è una canzonetta?<br />
la Letteratura è un podio dove le generazioni collocano le opere in grado di resistere e parlare attraverso i tempi e le culture, non è una realtà, un aggettivo, le opere che dventano classici lo diventa per una sintesi di motivi, mica per un valore intrinseco, opere potenti smettono di parlare a una o due generazioni di distanza, a volte il pubblico ti spinge con amore per secoli altre ti lascia cadere quasi subito.<br />
Altra cosa è la complessità e la profondità e l&#8217;intensità e l&#8217;efficacia.<br />
Queste sono caratteristiche concrete che si possono dibattere, la razzialità no.<br />
A mio parere l&#8217;opera è un incantesimo e sperare di misurare le dosi di arte e artigianato che ci sono dentro è una grave ingenuità.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
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