<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: CONFONDERSI, PERDERSI	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Feb 2011 15:57:20 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: nadia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116835</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:57:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116835</guid>

					<description><![CDATA[l&#039;unico rammarico resta il fatto che il 13 febbraio non abbia avuto seguito.
mi spiego: la piazza contro berlusconi e il suo giro di donnette (o donnacce, scegliete voi) mi è parsa piuttosto scarna. ma lo pensavo un inizio.
speravo -forse ingenuamente- che ne sarebbe seguita il giorno dopo una piazza sulla legge per il 30% obbligatorio nei CDA, una per le quote rosa, una per la ripenalizzazione piena della pedofilia, una contro la legge sulla fecondazione assistita, una con la famiglia, ecc. ecc. ecc.
le donne hanno così tanto da discutere, riprogettare e difendere…
invece, tra chi dice che abbiamo solo bruciato reggiseni più griffati di un tempo e chi ci accusa di altro, anche noi abbiamo perso la focalizzazione dell&#039;essenziale: pronte al confronto e propositive!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;unico rammarico resta il fatto che il 13 febbraio non abbia avuto seguito.<br />
mi spiego: la piazza contro berlusconi e il suo giro di donnette (o donnacce, scegliete voi) mi è parsa piuttosto scarna. ma lo pensavo un inizio.<br />
speravo -forse ingenuamente- che ne sarebbe seguita il giorno dopo una piazza sulla legge per il 30% obbligatorio nei CDA, una per le quote rosa, una per la ripenalizzazione piena della pedofilia, una contro la legge sulla fecondazione assistita, una con la famiglia, ecc. ecc. ecc.<br />
le donne hanno così tanto da discutere, riprogettare e difendere…<br />
invece, tra chi dice che abbiamo solo bruciato reggiseni più griffati di un tempo e chi ci accusa di altro, anche noi abbiamo perso la focalizzazione dell&#8217;essenziale: pronte al confronto e propositive!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116834</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 21:00:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116834</guid>

					<description><![CDATA[Ma non lo so se è ot, Zauberei, in fondo stiamo parlando di ciò che ha portato alla manifestazione di domenica e delle nostre rispettive difficoltà a comunicare su temi che, comunque, investono parti importanti della nostra vita, della vita politica italiana. Non dobbiamo dimenticare che al centro di questa politica ci sono e non ci sono come sarebbe giusto, le donne, il femminismo per ciò ha significato come ponte per la presa di coscienza della considerazione che questa società (non) ha di noi. C&#039;è un problema grande costituito da ciò che in poco tempo abbiamo perso e che non è stato abbastanza trasmesso alle nuove generazioni. Non ti parlo solo del femminismo, penso alle persone, donne e uomini che sono in condizioni precarie di lavoro e di vita e sono una parte grandissima della società italiana. Ci sono responsabilità precise che secondo me ancora dobbiamo ripartire con esattezza (per capire come uscirne) tra chi ha il potere di determinare la vita degli altri e chi non ha impedito, con proprie lotte, che si arrivasse a questa devastazione. A volte mi chiedo quanto pesino le nostre responsabilità di fronte al potere che non abbiamo saputo fermare mentre logorava tutto. Ci diciamo che le opposizioni non hanno funzionato ed è verissimo ma non posso fare a meno di chiedermi quali siano anche le nostre di responsabilità. Ai miei tempi abbiamo lottato e ottenuto il riconoscimento di diritti fondamentali, anche per noi donne e lo facevamo con forza e con paura ma dentro un orizzonte ideale che sapevamo abbastanza condiviso dalla sinistra che era, anche allora, all&#039;opposizione o giù di lì. Oggi io non mi sento di affidare molto alla classe politica italiana, perché è una classe che vive di privilegi e che non ha contatto con la realtà di tutti gli altri. C&#039;è qualche eccezione ma non basta. Di fatto le persone socialmente più deboli lo sono anche perché non hanno la forza di unirsi. Appunto dico che ci sono responsabilità distinte: i lavoratori e le lavoratrici sono stati messi in competizione, corpo a corpo, da una contrattualistica tesa a sbrciolare quella che chiamavamo la coscienza di classe. Ma dov&#039;è la resistenza a questa imposizione? E cosa non abbiamo fatto noi, più adulti, per trasmettere almeno l&#039;idea di quella forza che collettivamente si può avere?
Intanto poco fa Mubarak si è dimesso.
Per quanto mi riguarda sono uscita dal movimento femminista, anch&#039;io a gambe levate agli inzi degli anni ottanta per poi tornarci, quasi per caso e per scoprire che nel frattempo quel contesto che mi aveva tanto infastidito, aveva sviluppato un mondo di conoscenze che poi capii essere fondamentali per come io volevo vivere. A te Carla Lonzi dà l&#039;orticaria, ebbene io mi persi tutto di lei per ritrovarla poi nei testi che ancora oggi studio e approfondisco. Una cosa mi fece fermare definitivamente l&#039;attenzione su di lei ed è che fu lei a dire che io non dovevo essere definita rispetto all&#039;uomo e viceversa ma che con il maschile andava stabilita una relazione che rispettasse ciò che ci faceva differenti. Da lì inquadrai alla perfezione le stesse cose che per te sono importanti, il tuo sentirti affine a tutti nelle loro identità e mutevolezze. Ti dico che non fu un punto di partenza ma un ritrovarmi a casa mia, nell&#039;agio di guardare tutto con gli occhi della massima apertura possibile. Parlava di risonanza Carla Lonzi, di ricerca della verità mediante ciò che sentiamo risuonare in noi come vero e non la verità monolitica di un sistema di dominio. Mi sentii rinascere: ciò che io pensavo e credevo di pensare da sola, era stato scritto, discusso, confrontato, digerito, messo a disposizione. Mi sembrò un tesoro, il tesoro. Vivendo in provincia non ho avuto l&#039;opportunità ma nemmeno feci la fatica di continuare a seguire ciò che non mi convinceva. Il mio gruppo di autocoscienza si rivelò un luogo di tortura per cui scappai, ma quando seppi che l&#039;autocoscienza di altre aveva prodotto quel che io sentivo ma non riuscivo a nominare, beh, te l&#039;ho detto, mi sentii rinascere. Concludo perchè condivido la preoccupazione di Barbara sul rischio di monopolizzare questo spazio ma lo faccio dicendoti che forse fare la fatica di capirci vale la pena, come sta accadendo a noi adesso.
Si è dimesso, dunque Mubarak, che possiamo anche noi ritrovare ciò che ci può aiutare a stare tutti meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non lo so se è ot, Zauberei, in fondo stiamo parlando di ciò che ha portato alla manifestazione di domenica e delle nostre rispettive difficoltà a comunicare su temi che, comunque, investono parti importanti della nostra vita, della vita politica italiana. Non dobbiamo dimenticare che al centro di questa politica ci sono e non ci sono come sarebbe giusto, le donne, il femminismo per ciò ha significato come ponte per la presa di coscienza della considerazione che questa società (non) ha di noi. C&#8217;è un problema grande costituito da ciò che in poco tempo abbiamo perso e che non è stato abbastanza trasmesso alle nuove generazioni. Non ti parlo solo del femminismo, penso alle persone, donne e uomini che sono in condizioni precarie di lavoro e di vita e sono una parte grandissima della società italiana. Ci sono responsabilità precise che secondo me ancora dobbiamo ripartire con esattezza (per capire come uscirne) tra chi ha il potere di determinare la vita degli altri e chi non ha impedito, con proprie lotte, che si arrivasse a questa devastazione. A volte mi chiedo quanto pesino le nostre responsabilità di fronte al potere che non abbiamo saputo fermare mentre logorava tutto. Ci diciamo che le opposizioni non hanno funzionato ed è verissimo ma non posso fare a meno di chiedermi quali siano anche le nostre di responsabilità. Ai miei tempi abbiamo lottato e ottenuto il riconoscimento di diritti fondamentali, anche per noi donne e lo facevamo con forza e con paura ma dentro un orizzonte ideale che sapevamo abbastanza condiviso dalla sinistra che era, anche allora, all&#8217;opposizione o giù di lì. Oggi io non mi sento di affidare molto alla classe politica italiana, perché è una classe che vive di privilegi e che non ha contatto con la realtà di tutti gli altri. C&#8217;è qualche eccezione ma non basta. Di fatto le persone socialmente più deboli lo sono anche perché non hanno la forza di unirsi. Appunto dico che ci sono responsabilità distinte: i lavoratori e le lavoratrici sono stati messi in competizione, corpo a corpo, da una contrattualistica tesa a sbrciolare quella che chiamavamo la coscienza di classe. Ma dov&#8217;è la resistenza a questa imposizione? E cosa non abbiamo fatto noi, più adulti, per trasmettere almeno l&#8217;idea di quella forza che collettivamente si può avere?<br />
Intanto poco fa Mubarak si è dimesso.<br />
Per quanto mi riguarda sono uscita dal movimento femminista, anch&#8217;io a gambe levate agli inzi degli anni ottanta per poi tornarci, quasi per caso e per scoprire che nel frattempo quel contesto che mi aveva tanto infastidito, aveva sviluppato un mondo di conoscenze che poi capii essere fondamentali per come io volevo vivere. A te Carla Lonzi dà l&#8217;orticaria, ebbene io mi persi tutto di lei per ritrovarla poi nei testi che ancora oggi studio e approfondisco. Una cosa mi fece fermare definitivamente l&#8217;attenzione su di lei ed è che fu lei a dire che io non dovevo essere definita rispetto all&#8217;uomo e viceversa ma che con il maschile andava stabilita una relazione che rispettasse ciò che ci faceva differenti. Da lì inquadrai alla perfezione le stesse cose che per te sono importanti, il tuo sentirti affine a tutti nelle loro identità e mutevolezze. Ti dico che non fu un punto di partenza ma un ritrovarmi a casa mia, nell&#8217;agio di guardare tutto con gli occhi della massima apertura possibile. Parlava di risonanza Carla Lonzi, di ricerca della verità mediante ciò che sentiamo risuonare in noi come vero e non la verità monolitica di un sistema di dominio. Mi sentii rinascere: ciò che io pensavo e credevo di pensare da sola, era stato scritto, discusso, confrontato, digerito, messo a disposizione. Mi sembrò un tesoro, il tesoro. Vivendo in provincia non ho avuto l&#8217;opportunità ma nemmeno feci la fatica di continuare a seguire ciò che non mi convinceva. Il mio gruppo di autocoscienza si rivelò un luogo di tortura per cui scappai, ma quando seppi che l&#8217;autocoscienza di altre aveva prodotto quel che io sentivo ma non riuscivo a nominare, beh, te l&#8217;ho detto, mi sentii rinascere. Concludo perchè condivido la preoccupazione di Barbara sul rischio di monopolizzare questo spazio ma lo faccio dicendoti che forse fare la fatica di capirci vale la pena, come sta accadendo a noi adesso.<br />
Si è dimesso, dunque Mubarak, che possiamo anche noi ritrovare ciò che ci può aiutare a stare tutti meglio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116833</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 19:10:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116833</guid>

					<description><![CDATA[Donatella ci sono dei casi in cui la mia stima intellettuale arriva a una convergenza di discorsi sul genere - ma quando capita è perchè sotto sotto ci è una convergenza su alcune questioni politiche. Per fare un esempio - stimo molto Sofia Ventura la quale come rappresentante di destra è piuttosto difforme rispetto agli altri. Come la destra finiana in realtà ha la peculiarità di piacere un po&#039; troppo alla sinistra. Di solito però queste convergenze mi sono rare se non eccezionali - un po&#039; per quello che dice Barbara per cui la rappresentazione del genere non prescinde dal contesto storico e politico in cui una donna si situa, ma un po&#039; perchè e vabbè che il femminismo è importante ma ci sono altre cose, e anche queste altre cose per me sono di una rilevanza etica. Questa difficoltà di accordo io la vivo non solo con la destra - ma per dire, anche con la sinistra più a sinistra di me. E a queste difficoltà aggiungo altre perplessità per cui dai contesti delle femministe tendo spesso a scappare a gambe levate. Non amo quel clima - spesso anche nei commentari in rete. L&#039;unico in cui ho retto - è questo, particolarmente nelle mie corde. Ma questo forse è molto ot.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Donatella ci sono dei casi in cui la mia stima intellettuale arriva a una convergenza di discorsi sul genere &#8211; ma quando capita è perchè sotto sotto ci è una convergenza su alcune questioni politiche. Per fare un esempio &#8211; stimo molto Sofia Ventura la quale come rappresentante di destra è piuttosto difforme rispetto agli altri. Come la destra finiana in realtà ha la peculiarità di piacere un po&#8217; troppo alla sinistra. Di solito però queste convergenze mi sono rare se non eccezionali &#8211; un po&#8217; per quello che dice Barbara per cui la rappresentazione del genere non prescinde dal contesto storico e politico in cui una donna si situa, ma un po&#8217; perchè e vabbè che il femminismo è importante ma ci sono altre cose, e anche queste altre cose per me sono di una rilevanza etica. Questa difficoltà di accordo io la vivo non solo con la destra &#8211; ma per dire, anche con la sinistra più a sinistra di me. E a queste difficoltà aggiungo altre perplessità per cui dai contesti delle femministe tendo spesso a scappare a gambe levate. Non amo quel clima &#8211; spesso anche nei commentari in rete. L&#8217;unico in cui ho retto &#8211; è questo, particolarmente nelle mie corde. Ma questo forse è molto ot.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116832</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 16:31:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116832</guid>

					<description><![CDATA[Non vorrei monopolizzare il dibattito. Non credo che sia possibile escludere il movimento delle donne dagli schieramenti politici. Partitici sì, politici no. Il che non significa dire che a sinistra non esiste sessismo. Un femminismo che non guardi all&#039;orizzonte della sinistra - non dei partiti di sinistra - a me non interessa, mi è estraneo e, probabilmente, ha rivendicazioni che non mi appartengono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei monopolizzare il dibattito. Non credo che sia possibile escludere il movimento delle donne dagli schieramenti politici. Partitici sì, politici no. Il che non significa dire che a sinistra non esiste sessismo. Un femminismo che non guardi all&#8217;orizzonte della sinistra &#8211; non dei partiti di sinistra &#8211; a me non interessa, mi è estraneo e, probabilmente, ha rivendicazioni che non mi appartengono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116831</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 16:00:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116831</guid>

					<description><![CDATA[Barbara, uno degli sforzi più significativi del movimento delle donne è stato quello di non collocarsi mai all&#039;interno degli schieramenti politici. Avrei piacere di sapere cosa intendi tu per collocare a destra il pensiero della differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbara, uno degli sforzi più significativi del movimento delle donne è stato quello di non collocarsi mai all&#8217;interno degli schieramenti politici. Avrei piacere di sapere cosa intendi tu per collocare a destra il pensiero della differenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116830</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:58:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116830</guid>

					<description><![CDATA[Però, Zauberei, ora seriamente. Abbiamo assistito al naufragare della romantica sorellanza perché ci siamo accorte di molte cose durante il cammino. Ci siamo accorte che siamo tutte diverse e che al massimo possiamo convergere su un pensiero, una posizione politica, ma forse dobbiamo ancora capire come praticare, senza dilaniarci, una cultura dell&#039;amicizia politica tra le diverse posizioni. Il che non vuol dire tacere le proprie critiche ma nemmeno vuol dire guardarsi con ostilità, come racconta Ilaria. Credo che essere unite significhi rappresentarci reciprocamente e  con stile le nostre posizioni, anche quando l&#039;altra non lo fa, perché solo una rappresentazione assertiva e ragionata ci può consentire di uscire dalla nostra terribile debolezza politica rappresentata dalle nostre divisioni. Perché ci sono obiettivi non minimi, ma massimi che dobbiamo ancora raggiungere, ovvero quello della libertà soggettiva e collettiva del nostro sesso, costantemente minacciata e sulla cui mancanza fanno leva alcuni uomini per rigettarci laddove non significhiamo più niente e non possiamo niente, complessivamente, insisto, ma anche individualmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però, Zauberei, ora seriamente. Abbiamo assistito al naufragare della romantica sorellanza perché ci siamo accorte di molte cose durante il cammino. Ci siamo accorte che siamo tutte diverse e che al massimo possiamo convergere su un pensiero, una posizione politica, ma forse dobbiamo ancora capire come praticare, senza dilaniarci, una cultura dell&#8217;amicizia politica tra le diverse posizioni. Il che non vuol dire tacere le proprie critiche ma nemmeno vuol dire guardarsi con ostilità, come racconta Ilaria. Credo che essere unite significhi rappresentarci reciprocamente e  con stile le nostre posizioni, anche quando l&#8217;altra non lo fa, perché solo una rappresentazione assertiva e ragionata ci può consentire di uscire dalla nostra terribile debolezza politica rappresentata dalle nostre divisioni. Perché ci sono obiettivi non minimi, ma massimi che dobbiamo ancora raggiungere, ovvero quello della libertà soggettiva e collettiva del nostro sesso, costantemente minacciata e sulla cui mancanza fanno leva alcuni uomini per rigettarci laddove non significhiamo più niente e non possiamo niente, complessivamente, insisto, ma anche individualmente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116829</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:29:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116829</guid>

					<description><![CDATA[Nel rispetto totale delle tue idee, posizioni e opinioni che differiscono totalmente dalle mie, Zauberei, mi permetto di dirti che mai mi sognerei di costringere un  cane ad andare forzatamente d&#039;accordo con un suo simile :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel rispetto totale delle tue idee, posizioni e opinioni che differiscono totalmente dalle mie, Zauberei, mi permetto di dirti che mai mi sognerei di costringere un  cane ad andare forzatamente d&#8217;accordo con un suo simile 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116828</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:24:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116828</guid>

					<description><![CDATA[Donatella, concordo in toto con la posizione di Zauburei - che ha spiegato le questioni meglio di quanto possa fare io. La posizione teorica della Muraro mi schiaccia in un cortile in cui non voglio stare, il mio genere non mi costringe a una sorellanza coatta con qualunque esponente del mio stesso sesso. Per di più, il loro pensiero mi appare devastante e di destra. E&#039; stato importante, ora è un intralcio. Sempre opinioni personali, eh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Donatella, concordo in toto con la posizione di Zauburei &#8211; che ha spiegato le questioni meglio di quanto possa fare io. La posizione teorica della Muraro mi schiaccia in un cortile in cui non voglio stare, il mio genere non mi costringe a una sorellanza coatta con qualunque esponente del mio stesso sesso. Per di più, il loro pensiero mi appare devastante e di destra. E&#8217; stato importante, ora è un intralcio. Sempre opinioni personali, eh.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: donatella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116827</link>

		<dc:creator><![CDATA[donatella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 14:51:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116827</guid>

					<description><![CDATA[Certo Barbara, ma io parlavo di quello che ispira la politica delle donne, pur nelle sue ricchissime distinzioni, che, ripeto, sono un valore e come tale andrebbero trattate ma anche scambiate e confrontate. Muraro, però, concedimelo, ha fatto proprio questo, ha detto: io temo che il nostro sesso venga strumentalizzato in questa circostanza, e lo dico pubblicamente, così come dico,  a modo mio, quello che ritengo essere giusto per me nella voglia di essere presente in ciò che sta accadendo. Ho letto male, Barbara?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Barbara, ma io parlavo di quello che ispira la politica delle donne, pur nelle sue ricchissime distinzioni, che, ripeto, sono un valore e come tale andrebbero trattate ma anche scambiate e confrontate. Muraro, però, concedimelo, ha fatto proprio questo, ha detto: io temo che il nostro sesso venga strumentalizzato in questa circostanza, e lo dico pubblicamente, così come dico,  a modo mio, quello che ritengo essere giusto per me nella voglia di essere presente in ciò che sta accadendo. Ho letto male, Barbara?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/confondersi-perdersi/comment-page-1/#comment-116826</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 14:39:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4367#comment-116826</guid>

					<description><![CDATA[@Donatella
Riconoscere la grandezza di un altro non significa concordare sempre. Riconosco il contributo di Luisa Muraro e di altre filosofe ma questo non mi impedisce di vederne - dal mio limitato punto di vista - i limiti. Abbiamo storicizzato Kant, credo si possa fare lo stesso con la Muraro senza incorrere nel rischio di &quot;lesa maestà&quot;. Per quanto riguarda la sicurezza di un pensiero strutturato e maturo - credo che ciascuna di noi ne sia portatrice nel campo di cui si occupa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Donatella<br />
Riconoscere la grandezza di un altro non significa concordare sempre. Riconosco il contributo di Luisa Muraro e di altre filosofe ma questo non mi impedisce di vederne &#8211; dal mio limitato punto di vista &#8211; i limiti. Abbiamo storicizzato Kant, credo si possa fare lo stesso con la Muraro senza incorrere nel rischio di &#8220;lesa maestà&#8221;. Per quanto riguarda la sicurezza di un pensiero strutturato e maturo &#8211; credo che ciascuna di noi ne sia portatrice nel campo di cui si occupa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
