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	Commenti a: CONTRO LA VIOLENZA, ANCORA, E INSIEME	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127363</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 19:02:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nel mio precedente commento non intendevo accusare il femminismo in genere  (( né tantomeno lorella)) , che  nel formarsi della situazione attuale penso abbia avuto un ruolo comunque  marginale,  ma il  contesto generale della nostra società rappresentata, in cui certo si muove  anche il femminismo.  Mi fa piacere che ci siano  donne  che, come  gentilmente segnalato da paolam,  denunciano lo sfruttamento della prostituzione, mi chiedo perché in altri ambiti, come questo, certi argomenti vengano omessi sistematicamente. Perché non si parla dello sfruttamento della prostituzione? Perché non si parla delle ragazze povere  sfruttate per farle partorire a pagamento? Perché non si parla dello sfruttamento delle badanti? Eppure vedete bene che questi tre esempi  sono archetipi  della condizione  femminile subordinata all’uomo, come perlomeno la si considera in ambito femminista;  oggetto di piacere ( la prostituta),   fattrice ( utero in affitto), colei che accudisce o mater dolorosa ( la badante).
Si dice che si vuole operare in ambito “ educativo” o meglio  sull’immaginario, sarà,   il fatto è che porre al centro dell’attenzione pratiche ignobili come quella dell’utero in affitto, scardinerebbe tutto l’armamentario ideologico che sostiene  le amene teorie gender , come pure   un certo tipo di femminismo dissociativo,  con cui si vorrebbe far credere che distaccare il sesso dalla procreazione, ,  o addirittura  dalla relazione, ( come fa chi va con le prostitute),  dissociare  femminilità dalla maternità,  l’uomo dalla paternità, renderebbe le donne felici e gli uomini più buoni. Non è così , li renderebbe solo ancora più irresponsabili e schiavi  del sistema.
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nel mio precedente commento non intendevo accusare il femminismo in genere  (( né tantomeno lorella)) , che  nel formarsi della situazione attuale penso abbia avuto un ruolo comunque  marginale,  ma il  contesto generale della nostra società rappresentata, in cui certo si muove  anche il femminismo.  Mi fa piacere che ci siano  donne  che, come  gentilmente segnalato da paolam,  denunciano lo sfruttamento della prostituzione, mi chiedo perché in altri ambiti, come questo, certi argomenti vengano omessi sistematicamente. Perché non si parla dello sfruttamento della prostituzione? Perché non si parla delle ragazze povere  sfruttate per farle partorire a pagamento? Perché non si parla dello sfruttamento delle badanti? Eppure vedete bene che questi tre esempi  sono archetipi  della condizione  femminile subordinata all’uomo, come perlomeno la si considera in ambito femminista;  oggetto di piacere ( la prostituta),   fattrice ( utero in affitto), colei che accudisce o mater dolorosa ( la badante).<br />
Si dice che si vuole operare in ambito “ educativo” o meglio  sull’immaginario, sarà,   il fatto è che porre al centro dell’attenzione pratiche ignobili come quella dell’utero in affitto, scardinerebbe tutto l’armamentario ideologico che sostiene  le amene teorie gender , come pure   un certo tipo di femminismo dissociativo,  con cui si vorrebbe far credere che distaccare il sesso dalla procreazione, ,  o addirittura  dalla relazione, ( come fa chi va con le prostitute),  dissociare  femminilità dalla maternità,  l’uomo dalla paternità, renderebbe le donne felici e gli uomini più buoni. Non è così , li renderebbe solo ancora più irresponsabili e schiavi  del sistema.<br />
ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127362</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 01:39:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si tratta solo di violenza &#039;grave&#039;, come può essere un abuso sessuale. Dobbiamo anche difenderci dalle piccole violenze che vediamo tutti i giorni: è da lì che inizia il rispetto e l&#039;educazione di uomini ma anche di donne. A questo proposito voglio segnalare questo blog, si chiama a thousand reasons to be a feminists. Dall&#039;8 marzo hanno iniziato ad arrivare dei tweets che poi sono stati pubblicati qui - episodi di donne che hanno assistito o sono state vittime di comportamenti sessisti- piccole cose alla quali in molte non prestiamo neanche attenzione. Io penso che il rispetto inizi con i dettagli.
http://athousandreasons.com/archive]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si tratta solo di violenza &#8216;grave&#8217;, come può essere un abuso sessuale. Dobbiamo anche difenderci dalle piccole violenze che vediamo tutti i giorni: è da lì che inizia il rispetto e l&#8217;educazione di uomini ma anche di donne. A questo proposito voglio segnalare questo blog, si chiama a thousand reasons to be a feminists. Dall&#8217;8 marzo hanno iniziato ad arrivare dei tweets che poi sono stati pubblicati qui &#8211; episodi di donne che hanno assistito o sono state vittime di comportamenti sessisti- piccole cose alla quali in molte non prestiamo neanche attenzione. Io penso che il rispetto inizi con i dettagli.<br />
<a href="http://athousandreasons.com/archive" rel="nofollow ugc">http://athousandreasons.com/archive</a></p>
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		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127361</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 01:25:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[k. se desidera informarsi su come una femminista si interessa alla prostituzione, le segnalo, per es., http://consumabili.blogspot.com/, da cui potrà risalire a tanti altri links. Buona navigazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>k. se desidera informarsi su come una femminista si interessa alla prostituzione, le segnalo, per es., <a href="http://consumabili.blogspot.com/" rel="nofollow ugc">http://consumabili.blogspot.com/</a>, da cui potrà risalire a tanti altri links. Buona navigazione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127360</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 18:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie Barbara F., posso sottoscrivere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Barbara F., posso sottoscrivere?</p>
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		<title>
		Di: Barbara F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127359</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 17:09:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[* &quot;con O senza il supporto&quot; (mi e&#039; scappata una H di troppo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>* &#8220;con O senza il supporto&#8221; (mi e&#8217; scappata una H di troppo)</p>
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		<title>
		Di: Barbara F		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara F]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 17:06:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che gli argomenti sollevati questa volta da k. siano molto giusti. Quello pero&#039; su cui non siamo d&#039;accordo e&#039; l&#039;idea che le femministe invitino le donne piu&#039; svantaggiate a &quot;mangiare brioches&quot; se non hanno il pane. Se l&#039;obiettivo e&#039; fare si&#039; che si cominci a percepire le donne come persone e non come oggetti/esseri che sono &quot;altro&quot; rispetto all&#039;uomo, allora la presa di coscienza vale a fortiori per le categorie di donne svantaggiate.
Se una donna ha un buon lavoro, ha potuto godere di un&#039;istruzione e ha raggiunto un buon livello di consapevolezza sara&#039; abbastanza in grado di difendersi da chi vuole trattarla come cittadino di serie b, con ho senza il supporto del movimento femminista almeno a giorno d&#039;oggi. Se io sono consapevole dei miei diritti (che per inciso senza il movimento femminista NON esisterebbero), posso impuntarmi e farli valere. Ma progetti di educazione ai media e di educazione ai diritti come quelli di Lorella Zanardo sono una benedizione proprio per una di quelle categorie che i propri diritti ancora non li conosce o non sa rivendicarli, ovvero la categoria delle ragazzine e dei ragazzini. E&#039; un grande, importantissimo lavoro. E una nuova sensibilita&#039; critica verso la societa&#039;, una disponibilita&#039; a cambiare le cose che non funzionano o che risultano ingiuste in barba allo status quo, non puo&#039; che cambiare lo sguardo anche verso le altre categorie svantaggiate. Un giovane ragazzino che assiste al documentario &quot;Il corpo delle donne&quot;, lo capisce e lo interiorizza, guardera&#039; al sesso e al rapporto con le coetanee in modo diverso. Probabilmente non vedra&#039; l&#039;iniziazione con una prostituta come un auspicabile accesso a una vita da &quot;vero uomo&quot; come e&#039; successo per le generazioni precedenti (mi vengono in mente i commenti di approvazione alla cultura delle case chiuse, anche di grandi giornalisti come Montanelli). BISOGNA insegnare ai ragazzi a guardare all&#039;altro come un essere senziente, come un essere umano. Da li&#039; si deve cominciare e da li&#039; discende tutto il resto. Grazie davvero Lorella.
Ribadisco: e&#039; IMPORTANTISSIMO parlare delle badanti, della condizione disagiata delle giovani prostitute e dei diritti degli sfruttati, k. ha ragione. Ma l&#039;implicazione che il lavoro di educazione ai media per i ragazzi e le ragazze sia meno importante o non serva anche a rendere il loro sguardo piu&#039; sensibile verso le categorie deboli, secondo me e&#039; assolutamente sbagliata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che gli argomenti sollevati questa volta da k. siano molto giusti. Quello pero&#8217; su cui non siamo d&#8217;accordo e&#8217; l&#8217;idea che le femministe invitino le donne piu&#8217; svantaggiate a &#8220;mangiare brioches&#8221; se non hanno il pane. Se l&#8217;obiettivo e&#8217; fare si&#8217; che si cominci a percepire le donne come persone e non come oggetti/esseri che sono &#8220;altro&#8221; rispetto all&#8217;uomo, allora la presa di coscienza vale a fortiori per le categorie di donne svantaggiate.<br />
Se una donna ha un buon lavoro, ha potuto godere di un&#8217;istruzione e ha raggiunto un buon livello di consapevolezza sara&#8217; abbastanza in grado di difendersi da chi vuole trattarla come cittadino di serie b, con ho senza il supporto del movimento femminista almeno a giorno d&#8217;oggi. Se io sono consapevole dei miei diritti (che per inciso senza il movimento femminista NON esisterebbero), posso impuntarmi e farli valere. Ma progetti di educazione ai media e di educazione ai diritti come quelli di Lorella Zanardo sono una benedizione proprio per una di quelle categorie che i propri diritti ancora non li conosce o non sa rivendicarli, ovvero la categoria delle ragazzine e dei ragazzini. E&#8217; un grande, importantissimo lavoro. E una nuova sensibilita&#8217; critica verso la societa&#8217;, una disponibilita&#8217; a cambiare le cose che non funzionano o che risultano ingiuste in barba allo status quo, non puo&#8217; che cambiare lo sguardo anche verso le altre categorie svantaggiate. Un giovane ragazzino che assiste al documentario &#8220;Il corpo delle donne&#8221;, lo capisce e lo interiorizza, guardera&#8217; al sesso e al rapporto con le coetanee in modo diverso. Probabilmente non vedra&#8217; l&#8217;iniziazione con una prostituta come un auspicabile accesso a una vita da &#8220;vero uomo&#8221; come e&#8217; successo per le generazioni precedenti (mi vengono in mente i commenti di approvazione alla cultura delle case chiuse, anche di grandi giornalisti come Montanelli). BISOGNA insegnare ai ragazzi a guardare all&#8217;altro come un essere senziente, come un essere umano. Da li&#8217; si deve cominciare e da li&#8217; discende tutto il resto. Grazie davvero Lorella.<br />
Ribadisco: e&#8217; IMPORTANTISSIMO parlare delle badanti, della condizione disagiata delle giovani prostitute e dei diritti degli sfruttati, k. ha ragione. Ma l&#8217;implicazione che il lavoro di educazione ai media per i ragazzi e le ragazze sia meno importante o non serva anche a rendere il loro sguardo piu&#8217; sensibile verso le categorie deboli, secondo me e&#8217; assolutamente sbagliata.</p>
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		<title>
		Di: lorella zanardo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127357</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorella zanardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 11:38:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@k
io mi rendo conto benissimo.
-mi rendo conto di essere una privilegiata
-non consiglio a chi lo è meno di mangiare brioche
-faccio quel che posso: vado nelle  scuole portando progetti di educazione ai media
-tengo un blog e fb per innalzare il livello di consapevolezza di ragazzi/e
Sono d&#039;accordo con lei invece se  intende che chi ci rappresenta, quella definita &quot;la sinistra&quot; ma che non definirei piu cosi, per estremo distacco dal territorio continua a relazionarsi alle persone consigliando la brioche come soluzione  di sostentamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@k<br />
io mi rendo conto benissimo.<br />
-mi rendo conto di essere una privilegiata<br />
-non consiglio a chi lo è meno di mangiare brioche<br />
-faccio quel che posso: vado nelle  scuole portando progetti di educazione ai media<br />
-tengo un blog e fb per innalzare il livello di consapevolezza di ragazzi/e<br />
Sono d&#8217;accordo con lei invece se  intende che chi ci rappresenta, quella definita &#8220;la sinistra&#8221; ma che non definirei piu cosi, per estremo distacco dal territorio continua a relazionarsi alle persone consigliando la brioche come soluzione  di sostentamento.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127356</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 00:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un appello: quando si vuole perorare una causa, è indispensabile controllare la veridicità delle asserzioni con le quali la si supporta, allo scopo di non essere attaccate/i, dagli avversari di questa o quella causa, proprio sul terreno della improprietà o della inesattezza delle affermazioni. In questo senso lo slogan de &quot;la prima causa di morte per le donne&quot; rivela quanto sia poco diffusa, ahinoi, anche tra le donne, l&#039;abitudine alla riflessione critica: è ovvio, infatti, che la prima causa di morte per qualsiasi fascia di età sarà una delle tanti morti naturali, seguita delle successive, poi verranno le morti violente, e tra queste le prime saranno dovute a cause incidentali, poi, e solo poi, verranno le morti per omicidio: ed è in questa categoria, e solo in questa, che dobbiamo collocare la causa&quot;morte per mano di un uomo&quot;. Quindi, per favore, pensiamo agli argomenti che usiamo per non dare adito alle polemiche pretestuose, grazie. A proposito di &quot;che cosa fare&quot;, la proposta lanciata da http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2012/03/uscire-di-casa-spegnere-pc.html,  di tornare a presidiare i tribunali e ad assistere ai processi per stupro mi sembra ottima, ma anche lì, bisogna organizzarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un appello: quando si vuole perorare una causa, è indispensabile controllare la veridicità delle asserzioni con le quali la si supporta, allo scopo di non essere attaccate/i, dagli avversari di questa o quella causa, proprio sul terreno della improprietà o della inesattezza delle affermazioni. In questo senso lo slogan de &#8220;la prima causa di morte per le donne&#8221; rivela quanto sia poco diffusa, ahinoi, anche tra le donne, l&#8217;abitudine alla riflessione critica: è ovvio, infatti, che la prima causa di morte per qualsiasi fascia di età sarà una delle tanti morti naturali, seguita delle successive, poi verranno le morti violente, e tra queste le prime saranno dovute a cause incidentali, poi, e solo poi, verranno le morti per omicidio: ed è in questa categoria, e solo in questa, che dobbiamo collocare la causa&#8221;morte per mano di un uomo&#8221;. Quindi, per favore, pensiamo agli argomenti che usiamo per non dare adito alle polemiche pretestuose, grazie. A proposito di &#8220;che cosa fare&#8221;, la proposta lanciata da <a href="http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2012/03/uscire-di-casa-spegnere-pc.html" rel="nofollow ugc">http://ritentasaraipiufortunato.blogspot.it/2012/03/uscire-di-casa-spegnere-pc.html</a>,  di tornare a presidiare i tribunali e ad assistere ai processi per stupro mi sembra ottima, ma anche lì, bisogna organizzarsi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127355</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 18:15:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condannare la violenza sulle persone , cercare di arginarla è sempre giusto e doveroso anche se statisticamente  irrilevante. Infatti  la violenza è questione che  riguarda ogni singolo uomo più che le statistiche.
Certo bisognerebbe cercare di uscire da una vaghezza  generica che non ci risolve i problemi a nessuno.
Le  donne in particolare  sostengono forme di sopraffazione  sociale  plateali eppure misconosciute, anche in ambiti in cui ci si occupa di questioni femminili come questo. Vorrei fare tre esempi. Il primo il  più clamoroso; tutte quelle donne che domani domenica ( ma non tutte ) vedremo passare il  loro giorno di libertà  nei giardini pubblici. Le badanti, migliaia e migliaia che abbandonano  famiglia  e figli per andare a servizio giorno e notte nelle case degli italiani, per ottocento euro giorno e notte chiuse dentro le nostre case. Non ne parla nessuno. Cioè alcuni si, il quotidiano  Avvenire per es., ha di recente pubblicato un servizio in cui si denunciava come molti dei figli delle badanti soffrono di gravi depressioni in seguito dell’abbandono, non sono infrequenti i suicidi tra i preadolescenti. Ciononostante  se ne parla poco.
Il secondo, clamoroso altrettanto, le migliaia di prostitute , molte delle quali minorenni ,che giorno e notte vediamo  lungo le strade alla mercè dei puttanieri. Qui si è parlato del diritto all’aborto,  riportando diverse trisiti testimonianze in cui donne e ragazze  negli ospedali sono state trattate con  sufficienza,  scortesia , rozzezza. Che dire delle prostitute sedicenni comprate e messe sulla strada e poi  fatte abortire a calci? Eppure non se ne parla. O se ne parla poco. Vedremo perché.
Si parla di Belen  piuttosto e a proposito di immaginario, il terzo esempio che volevo fare,  è quello dell’utero in affitto,  si compra una ragazza povera per tremila euro e gli si fa partorire un figlio da asportare alla nascita. E’ una forma di schiavitù moderna  e guarda caso riguarda la donna. Eppure non se ne parla, Ma perché? potrei darmi una risposta da solo, ma ora è tardi e  mi piacerebbe sentire qualche altra opinione. per adesso,  rifacendomi a un post più sotto (  quello sulla   Badinter)  mi limito a osservare come la nostra epoca vada ad assomigliare a quella del 1780, ( mangino brioches)  una piccola  casta  di privilegiati, che non si rende conto di come i propri  traballanti diritti poggiano  sulla sofferenza di un enorme massa di sfruttati invisibili
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condannare la violenza sulle persone , cercare di arginarla è sempre giusto e doveroso anche se statisticamente  irrilevante. Infatti  la violenza è questione che  riguarda ogni singolo uomo più che le statistiche.<br />
Certo bisognerebbe cercare di uscire da una vaghezza  generica che non ci risolve i problemi a nessuno.<br />
Le  donne in particolare  sostengono forme di sopraffazione  sociale  plateali eppure misconosciute, anche in ambiti in cui ci si occupa di questioni femminili come questo. Vorrei fare tre esempi. Il primo il  più clamoroso; tutte quelle donne che domani domenica ( ma non tutte ) vedremo passare il  loro giorno di libertà  nei giardini pubblici. Le badanti, migliaia e migliaia che abbandonano  famiglia  e figli per andare a servizio giorno e notte nelle case degli italiani, per ottocento euro giorno e notte chiuse dentro le nostre case. Non ne parla nessuno. Cioè alcuni si, il quotidiano  Avvenire per es., ha di recente pubblicato un servizio in cui si denunciava come molti dei figli delle badanti soffrono di gravi depressioni in seguito dell’abbandono, non sono infrequenti i suicidi tra i preadolescenti. Ciononostante  se ne parla poco.<br />
Il secondo, clamoroso altrettanto, le migliaia di prostitute , molte delle quali minorenni ,che giorno e notte vediamo  lungo le strade alla mercè dei puttanieri. Qui si è parlato del diritto all’aborto,  riportando diverse trisiti testimonianze in cui donne e ragazze  negli ospedali sono state trattate con  sufficienza,  scortesia , rozzezza. Che dire delle prostitute sedicenni comprate e messe sulla strada e poi  fatte abortire a calci? Eppure non se ne parla. O se ne parla poco. Vedremo perché.<br />
Si parla di Belen  piuttosto e a proposito di immaginario, il terzo esempio che volevo fare,  è quello dell’utero in affitto,  si compra una ragazza povera per tremila euro e gli si fa partorire un figlio da asportare alla nascita. E’ una forma di schiavitù moderna  e guarda caso riguarda la donna. Eppure non se ne parla, Ma perché? potrei darmi una risposta da solo, ma ora è tardi e  mi piacerebbe sentire qualche altra opinione. per adesso,  rifacendomi a un post più sotto (  quello sulla   Badinter)  mi limito a osservare come la nostra epoca vada ad assomigliare a quella del 1780, ( mangino brioches)  una piccola  casta  di privilegiati, che non si rende conto di come i propri  traballanti diritti poggiano  sulla sofferenza di un enorme massa di sfruttati invisibili<br />
Ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cappuccino e Baguette		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/contro-la-violenza-ancora-e-insieme/comment-page-1/#comment-127354</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cappuccino e Baguette]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 13:53:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5149#comment-127354</guid>

					<description><![CDATA[Mi chiedo perché qui in Francia e nel mondo si parli (anche se sempre poco) delle violenze sulle donne, di tutti i tipi. E mi chiedo perché in Italia l&#039;8 marzo si discuta solo di ristoranti e mimose, come se non ci fosse altro da dire.
C&#039;è un video che qui in Francia è stato diffuso in occasione dell&#039;ultimo 8 marzo e la dice lunga di come il silenzio uccida. Se vi va, lo potete trovare qui: http://cappuccinoebaguette.wordpress.com/2012/03/08/festa-della-donna-8-marzo-journee-de-la-femme-8-mars/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo perché qui in Francia e nel mondo si parli (anche se sempre poco) delle violenze sulle donne, di tutti i tipi. E mi chiedo perché in Italia l&#8217;8 marzo si discuta solo di ristoranti e mimose, come se non ci fosse altro da dire.<br />
C&#8217;è un video che qui in Francia è stato diffuso in occasione dell&#8217;ultimo 8 marzo e la dice lunga di come il silenzio uccida. Se vi va, lo potete trovare qui: <a href="http://cappuccinoebaguette.wordpress.com/2012/03/08/festa-della-donna-8-marzo-journee-de-la-femme-8-mars/" rel="nofollow ugc">http://cappuccinoebaguette.wordpress.com/2012/03/08/festa-della-donna-8-marzo-journee-de-la-femme-8-mars/</a></p>
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