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	Commenti a: CONVERSAZIONI DI FINE ANNO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Happy new link &#124; Erba Mate		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Happy new link &#124; Erba Mate]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 09:14:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Conversazioni di fine anno di &#034;Ancora dalla parte delle bambine&#034; [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Conversazioni di fine anno di &quot;Ancora dalla parte delle bambine&quot; [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: iuppiter10		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[iuppiter10]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 07:04:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dolce sapore del cielo
Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.
Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!
I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.
Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;
che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;
che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;
che un laureato non trovasse occupazione;
che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;
che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;
che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;
che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “
Da “Il dolce sapore del cielo”
di   Giuseppe Calocero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dolce sapore del cielo<br />
Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.<br />
Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!<br />
I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.<br />
Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.<br />
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;<br />
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;<br />
che i bambini morissero per mancanza di cibo.<br />
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;<br />
che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;<br />
che un liquido brutto e nero fosse così importante.<br />
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;<br />
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;<br />
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;<br />
che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;<br />
che un malato dovesse pagare per essere curato;<br />
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;<br />
che un laureato non trovasse occupazione;<br />
che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;<br />
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;<br />
che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;<br />
che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;<br />
che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;<br />
che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;<br />
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;<br />
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;<br />
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.<br />
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;<br />
che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;<br />
che ci fossero le banche, le assicurazioni.<br />
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.<br />
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.<br />
I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “<br />
Da “Il dolce sapore del cielo”<br />
di   Giuseppe Calocero</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Falilulela		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/conversazioni-di-fine-anno/comment-page-1/#comment-98131</link>

		<dc:creator><![CDATA[Falilulela]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 13:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ieri sera ho sentitouna donna, Rita Levi Montalcini, quasi centenaria parlare di sè, rispondendo alle domande - direi scontate -dell&#039;intervistatore.
Cosa mi ha colpito nelle sue risposte? Soprattutto che parlasse di futuro,
di progetti, e della possibilità di vivere ogni giorno ampliando lo spiraglio dischiuso sul mondo. La vita intesa come processo di conoscenza e approfondimento quotidiano. La curiosità che morde l&#039;esistenza e  non demorde. Mi ha fatto pensare ai giovani nei quali troppo spesso la paura di capire e di fare supera la curiosità di misurarsi e cimentarsi nel nuovo.
Negli adulti, a fronte  di una realtà sempre più difficile, è scattato il senso della protezione a oltranza che, però, priva il giovane di tutta una serie di esperienze che non soltanto non lo rendono adulto, ma uccidono in lui la curiosità. L&#039;esperienza dei genitori diventa un &#039;dejà vu&#039; che non si passa ai figli cme racconto o incitamento ma come incertezza, esperienza da evitare, rifugio nel quale adagiarsi.
Per fortuna la giovinezza è incoscienza e forza, nonostante tutto, e i ragazzi, anche se con insegnanti demotivati - spesso e giustamente -
genitori stressati - anche questo comprensibilmente - si muovono, vanno all&#039;estero, si sottraggono al peso delle nostre incertezze e paure, rivendicando il diritto a averne di proprie. Pesantissima è la responsabilità della politica, predatoria, cinica e chiusa a ogni confronto.
Imputabile a tutti noi(?) un&#039;attenuazione di rigorosità morale, una stanchezza di fronte alla fatica del quotidiano che ci vede lasciar perdere, rinunciare, adattarci a una  realtà che risulterebbe troppo faticoso tentare di modificare ...Loro, i giovani, guardano e ascoltano
la televisione, che fa da baby-sitter gratuita,  perdendosi nell&#039;ascolto dei  cd di cui li sommergiamo e ingoiando le nostre frustazioni (che non sempre ci teniamo dentro).  Essere genitori è un mestiere durissimo che non tollera confusione di ruoli e lassismo. Mai dimenticare che gli occhi dei ragazzi sono su di noi  e che nulla attenua la fiducia nel genitore come sentirlo parlare in un modo e agire in un altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho sentitouna donna, Rita Levi Montalcini, quasi centenaria parlare di sè, rispondendo alle domande &#8211; direi scontate -dell&#8217;intervistatore.<br />
Cosa mi ha colpito nelle sue risposte? Soprattutto che parlasse di futuro,<br />
di progetti, e della possibilità di vivere ogni giorno ampliando lo spiraglio dischiuso sul mondo. La vita intesa come processo di conoscenza e approfondimento quotidiano. La curiosità che morde l&#8217;esistenza e  non demorde. Mi ha fatto pensare ai giovani nei quali troppo spesso la paura di capire e di fare supera la curiosità di misurarsi e cimentarsi nel nuovo.<br />
Negli adulti, a fronte  di una realtà sempre più difficile, è scattato il senso della protezione a oltranza che, però, priva il giovane di tutta una serie di esperienze che non soltanto non lo rendono adulto, ma uccidono in lui la curiosità. L&#8217;esperienza dei genitori diventa un &#8216;dejà vu&#8217; che non si passa ai figli cme racconto o incitamento ma come incertezza, esperienza da evitare, rifugio nel quale adagiarsi.<br />
Per fortuna la giovinezza è incoscienza e forza, nonostante tutto, e i ragazzi, anche se con insegnanti demotivati &#8211; spesso e giustamente &#8211;<br />
genitori stressati &#8211; anche questo comprensibilmente &#8211; si muovono, vanno all&#8217;estero, si sottraggono al peso delle nostre incertezze e paure, rivendicando il diritto a averne di proprie. Pesantissima è la responsabilità della politica, predatoria, cinica e chiusa a ogni confronto.<br />
Imputabile a tutti noi(?) un&#8217;attenuazione di rigorosità morale, una stanchezza di fronte alla fatica del quotidiano che ci vede lasciar perdere, rinunciare, adattarci a una  realtà che risulterebbe troppo faticoso tentare di modificare &#8230;Loro, i giovani, guardano e ascoltano<br />
la televisione, che fa da baby-sitter gratuita,  perdendosi nell&#8217;ascolto dei  cd di cui li sommergiamo e ingoiando le nostre frustazioni (che non sempre ci teniamo dentro).  Essere genitori è un mestiere durissimo che non tollera confusione di ruoli e lassismo. Mai dimenticare che gli occhi dei ragazzi sono su di noi  e che nulla attenua la fiducia nel genitore come sentirlo parlare in un modo e agire in un altro.</p>
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