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	Commenti a: CORRISPONDENZA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 16:39:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Adrianaaaa, hai materiale antropologico per un ciclo intero di romanzi!
Stefano, grazie per i suggerimenti di lettura e per la checklist.
Miriam, sono sicuro che la narrazione identitaria che costruirai con tuo marito e tuo figlio consentirà a quest&#039;ultimo di avere una marcia in più rispetto ai coetanei che non hanno una mamma attenta come te. Nonostante l&#039;ostilità del mondo là fuori – dove comunque prima o poi troverete alleati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adrianaaaa, hai materiale antropologico per un ciclo intero di romanzi!<br />
Stefano, grazie per i suggerimenti di lettura e per la checklist.<br />
Miriam, sono sicuro che la narrazione identitaria che costruirai con tuo marito e tuo figlio consentirà a quest&#8217;ultimo di avere una marcia in più rispetto ai coetanei che non hanno una mamma attenta come te. Nonostante l&#8217;ostilità del mondo là fuori – dove comunque prima o poi troverete alleati.</p>
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		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117324</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 16:21:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[giovedì 24 a Roma incontro-dibattito a Palazzo Valentini, http://maschileplurale.it/cms/, meglio del nulla come inizio, intervenite numerosi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giovedì 24 a Roma incontro-dibattito a Palazzo Valentini, <a href="http://maschileplurale.it/cms/" rel="nofollow ugc">http://maschileplurale.it/cms/</a>, meglio del nulla come inizio, intervenite numerosi</p>
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		Di: Adrianaaaa		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 16:19:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dunque, avvelenatori veri e propri non ne ho mai trovati per fortuna, ma sabotatori sì...ricordo un tizio che accendeva i fornelli sotto la caffettiera che io o la mia coinquilina avevamo già spento, così che il caffè uscisse sporcando la cucina e lui avesse una scusa per prendersela con noi. Giuro. Lo stesso tizio aveva abitudini simpatiche tipo accatastare la spazzatura davanti alla camera di noi ragazze quando andavamo via per qualche giorno, ti lascio immaginare con quale risultato. Ho rischiato di prendere le botte anche da lui.
A proposito di machismo appunto e di identità maschile, è significativo che a dare così tanto di matto siano giovani uomini appena usciti da casa. E vi assicuro che psicopatici simili non sono capitati solo a me (sennò poi sembro io quella che li provoca ^^&#039;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, avvelenatori veri e propri non ne ho mai trovati per fortuna, ma sabotatori sì&#8230;ricordo un tizio che accendeva i fornelli sotto la caffettiera che io o la mia coinquilina avevamo già spento, così che il caffè uscisse sporcando la cucina e lui avesse una scusa per prendersela con noi. Giuro. Lo stesso tizio aveva abitudini simpatiche tipo accatastare la spazzatura davanti alla camera di noi ragazze quando andavamo via per qualche giorno, ti lascio immaginare con quale risultato. Ho rischiato di prendere le botte anche da lui.<br />
A proposito di machismo appunto e di identità maschile, è significativo che a dare così tanto di matto siano giovani uomini appena usciti da casa. E vi assicuro che psicopatici simili non sono capitati solo a me (sennò poi sembro io quella che li provoca ^^&#8217;)</p>
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		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117322</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 16:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse sono solo io che ho sovrainterpretato, Adrianaaaa. Mi piaceva il Carrie in versione nerd retrogrado, e l&#039;ho fatto virare sul Manuale del giovane avvelenatore....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sono solo io che ho sovrainterpretato, Adrianaaaa. Mi piaceva il Carrie in versione nerd retrogrado, e l&#8217;ho fatto virare sul Manuale del giovane avvelenatore&#8230;.</p>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117321</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:28:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo S: in che senso? Ti assicuro che nessuno in casa mia se la prendeva con questo tizio.
Mi scuso se prima è sembrato che stessi minimizzando la questione del come si sviluppa l&#039;identità maschile, in realtà volevo solo fare una precisazione ed evitare quello che mi pareva essere un possibile calderone indistinto.
Siccome oggi è la giornata degli esempi, ne riporto un altro: cuginetto di due anni e cuginetto di tre, dopo un pomeriggio di giochi, si salutano baciandosi. Lo zio (che da quando è in pensione passa le sue giornata ad allenare i bambini delle scuole di calcio) dice &quot; I maschi non si salutano con i baci, i maschi si danno il cinque!&quot;, dopodichè prende le manine dei due bimbi, interdetti, e le fa virilmente picchiare l&#039;una contro l&#039;altra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo S: in che senso? Ti assicuro che nessuno in casa mia se la prendeva con questo tizio.<br />
Mi scuso se prima è sembrato che stessi minimizzando la questione del come si sviluppa l&#8217;identità maschile, in realtà volevo solo fare una precisazione ed evitare quello che mi pareva essere un possibile calderone indistinto.<br />
Siccome oggi è la giornata degli esempi, ne riporto un altro: cuginetto di due anni e cuginetto di tre, dopo un pomeriggio di giochi, si salutano baciandosi. Lo zio (che da quando è in pensione passa le sue giornata ad allenare i bambini delle scuole di calcio) dice &#8221; I maschi non si salutano con i baci, i maschi si danno il cinque!&#8221;, dopodichè prende le manine dei due bimbi, interdetti, e le fa virilmente picchiare l&#8217;una contro l&#8217;altra.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117320</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Adrianaaaa, per quanto io tenti di fare seriamente autocritica sui temi di parità e promozione delle differenze, fossi stato il vostro coinquilino maschio magretto probabilmente avrei distillato cicuta per tutti anziché rintanarmi in palestra...
La situazione che descrivi è degna di Carrie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adrianaaaa, per quanto io tenti di fare seriamente autocritica sui temi di parità e promozione delle differenze, fossi stato il vostro coinquilino maschio magretto probabilmente avrei distillato cicuta per tutti anziché rintanarmi in palestra&#8230;<br />
La situazione che descrivi è degna di Carrie!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Miriam		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117319</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miriam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 14:14:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah la numero 9! Nel 90% dei casi la scuola italiana chi avvisa per primo, anche se entrambi lavorano? La madre, of course.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah la numero 9! Nel 90% dei casi la scuola italiana chi avvisa per primo, anche se entrambi lavorano? La madre, of course.</p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117318</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 14:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, ecco, grazie, mi ricordavo che Stefano ne aveva parlato. Non so cosa succeda qui, nella scuola elementare ad esempio. Non se se ne parli o meno, della parità, ma cosa si fa in concreto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, ecco, grazie, mi ricordavo che Stefano ne aveva parlato. Non so cosa succeda qui, nella scuola elementare ad esempio. Non se se ne parli o meno, della parità, ma cosa si fa in concreto.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117317</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 14:07:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate se mi autoquoto
http://congedoparentale.blogspot.com/2010/10/pari-opportunita.html
Questa è una &quot;check-list&quot; per un asilo che voglia essere attento a pari opportunità, diritti e responsabilità (secondo il ministero svedese per le pari opportunità). In effetti sono tutte cose molto semplici.
1) Tutti i bambini e gli adulti vengono trattati ogni giorno in maniera positiva e come individui? Quali routine ci sono per verificarlo?
2) Ci si riferisce ai bambini come individui tramite nome proprio? (non con le parole bambino/bambina o maschio/femmina)
3) Chi sono i protagonisti delle storie e delle canzoni? Si leggono tante storie con protagoniste femmine quante con protagonisti maschi?
4) C&#039;è un metodo per far si che tutti parlino e possano far sentire la propria opinione cosicché tutti si abituino sia a parlare che ad ascoltare?
5) Il &quot;no&quot; di ogni bambino vale uguale? Sia fra gli insegnanti che fra i bambini?
6) Viene fatto ruotare fra tutti i bambini il ruolo di protagonista e di comprimario? Come si esercitano a questo i bambini?
7) Tutti hanno la possibilità di esprimere i sentimenti felice, triste, arrabbiato ed impaurito?
8) La varietà di situazioni familiari che c&#039;è nella società viene rispecchiata nel materiale didattico?
9) Vengono avvisati sia i papà che le mamme se c&#039;è bisogno di venire a prendere il bambino in orario di lavoro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se mi autoquoto<br />
<a href="http://congedoparentale.blogspot.com/2010/10/pari-opportunita.html" rel="nofollow ugc">http://congedoparentale.blogspot.com/2010/10/pari-opportunita.html</a><br />
Questa è una &#8220;check-list&#8221; per un asilo che voglia essere attento a pari opportunità, diritti e responsabilità (secondo il ministero svedese per le pari opportunità). In effetti sono tutte cose molto semplici.<br />
1) Tutti i bambini e gli adulti vengono trattati ogni giorno in maniera positiva e come individui? Quali routine ci sono per verificarlo?<br />
2) Ci si riferisce ai bambini come individui tramite nome proprio? (non con le parole bambino/bambina o maschio/femmina)<br />
3) Chi sono i protagonisti delle storie e delle canzoni? Si leggono tante storie con protagoniste femmine quante con protagonisti maschi?<br />
4) C&#8217;è un metodo per far si che tutti parlino e possano far sentire la propria opinione cosicché tutti si abituino sia a parlare che ad ascoltare?<br />
5) Il &#8220;no&#8221; di ogni bambino vale uguale? Sia fra gli insegnanti che fra i bambini?<br />
6) Viene fatto ruotare fra tutti i bambini il ruolo di protagonista e di comprimario? Come si esercitano a questo i bambini?<br />
7) Tutti hanno la possibilità di esprimere i sentimenti felice, triste, arrabbiato ed impaurito?<br />
8) La varietà di situazioni familiari che c&#8217;è nella società viene rispecchiata nel materiale didattico?<br />
9) Vengono avvisati sia i papà che le mamme se c&#8217;è bisogno di venire a prendere il bambino in orario di lavoro?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/corrispondenza/comment-page-1/#comment-117316</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 13:54:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4389#comment-117316</guid>

					<description><![CDATA[La famiglia da sola non può neutralizzare gli stereotipi, secondo me, anche perchè la realtà italiana è molto differenziata. Ma se i &#039;luoghi&#039; dove essa si muove sono sensibili al problema e hanno già accolto un codice diverso e, insomma, la lotta contro le disparità la fanno, allora è possibile riuscire in qualcosa. Sto riferendomi alla scuola e a tutti gli ambienti in cui vivono i bambini. Quanti sono i figli che crescendo in famiglie dove nessuno aveva potuto studiare a lungo, hanno corretto - chessò, la grammatica e la sintassi di genitori e nonni? &#039;Senza offesa&#039; direi, allegramente, perchè era ovvio per loro che quella era la maniera giusta di scrivere o parlare (preziosità dei dialetti a parte) ... Per dire che, oltre a &#039;costringere&#039; (sì, per favore) gli uomini alla condivisione in casa (reale, pratica!), occorre pretendere e stimolare azioni che facciano &#039;naturalizzare&#039; altri modelli all&#039;esterno - ovunque. Proprio Stefano dalla Svezia tempo fa mi sembra parlò di cataloghi di giochi per bambini ben consapevoli della parità nei testi e nelle immagini. Semplici e banali cataloghi commerciali immagino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia da sola non può neutralizzare gli stereotipi, secondo me, anche perchè la realtà italiana è molto differenziata. Ma se i &#8216;luoghi&#8217; dove essa si muove sono sensibili al problema e hanno già accolto un codice diverso e, insomma, la lotta contro le disparità la fanno, allora è possibile riuscire in qualcosa. Sto riferendomi alla scuola e a tutti gli ambienti in cui vivono i bambini. Quanti sono i figli che crescendo in famiglie dove nessuno aveva potuto studiare a lungo, hanno corretto &#8211; chessò, la grammatica e la sintassi di genitori e nonni? &#8216;Senza offesa&#8217; direi, allegramente, perchè era ovvio per loro che quella era la maniera giusta di scrivere o parlare (preziosità dei dialetti a parte) &#8230; Per dire che, oltre a &#8216;costringere&#8217; (sì, per favore) gli uomini alla condivisione in casa (reale, pratica!), occorre pretendere e stimolare azioni che facciano &#8216;naturalizzare&#8217; altri modelli all&#8217;esterno &#8211; ovunque. Proprio Stefano dalla Svezia tempo fa mi sembra parlò di cataloghi di giochi per bambini ben consapevoli della parità nei testi e nelle immagini. Semplici e banali cataloghi commerciali immagino.</p>
]]></content:encoded>
		
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