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	Commenti a: CRONACHE DEL GHIACCIO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: samar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[samar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana mi rivolgo a te per farti presente una cosa molto antipatica che si verifica spesso. Ho aperto l&#039;home page di Repubblica per leggere un articolo che m&#039;interessava e si è aperto un video di una pubblicità di abbigliamento intimo, dove un&#039;avvenente donna mi ammiccava in lingerie. La cosa fastidiosa è stata che non potevo saltare lo spot, ma l&#039;ho dovuto guardare tutto. Non è la prima volta che mi capita. Penso che sia una cosa sgradevole che mi avvilisce. Tu cosa ne pensi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana mi rivolgo a te per farti presente una cosa molto antipatica che si verifica spesso. Ho aperto l&#8217;home page di Repubblica per leggere un articolo che m&#8217;interessava e si è aperto un video di una pubblicità di abbigliamento intimo, dove un&#8217;avvenente donna mi ammiccava in lingerie. La cosa fastidiosa è stata che non potevo saltare lo spot, ma l&#8217;ho dovuto guardare tutto. Non è la prima volta che mi capita. Penso che sia una cosa sgradevole che mi avvilisce. Tu cosa ne pensi?</p>
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		Di: claudia b.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 14:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivo quello che dice Valberici e aggiungo per fare un altro esempio che la FLC non è molto attiva nel dare supporto al precariato scolastico, mentre il fulcro della sua attività sindacale riguarda le solite questioni relative del personale di ruolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo quello che dice Valberici e aggiungo per fare un altro esempio che la FLC non è molto attiva nel dare supporto al precariato scolastico, mentre il fulcro della sua attività sindacale riguarda le solite questioni relative del personale di ruolo.</p>
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		Di: Valberici		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valberici]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 12:09:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha ragione Claudia, il contratto di categoria è molto importante in una lotta di difesa.
Aggiungo che i sindacati sono anche in forte ritardo riguardo al precariato, e infatti le categorie che se ne occupano, esempio nidil della cgil, sono sempre state considerate in passato &quot;figlie della serva&quot;, anche se ora, finalmente,  qualcosa sta cambiando. Speriamo che  ci si accorga  dell&#039; importanza di una lotta contro il precariato, ma anche a fianco dei precari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha ragione Claudia, il contratto di categoria è molto importante in una lotta di difesa.<br />
Aggiungo che i sindacati sono anche in forte ritardo riguardo al precariato, e infatti le categorie che se ne occupano, esempio nidil della cgil, sono sempre state considerate in passato &#8220;figlie della serva&#8221;, anche se ora, finalmente,  qualcosa sta cambiando. Speriamo che  ci si accorga  dell&#8217; importanza di una lotta contro il precariato, ma anche a fianco dei precari.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tra l&#039;altro vivono la sfortuna che essendosi dimesso il tipo che giura di parlare a nome e per conto di dio questi giorno hanno poche casse di risonanza su cui far conto per trovare qualcuno disposto a convincere altri ad invertire la marcia.E i politici viaggiano in corsia di sorpasso.Meno male che Loredana c&#039;è
http://www.youtube.com/watch?v=JDfjFTEsalY]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tra l&#8217;altro vivono la sfortuna che essendosi dimesso il tipo che giura di parlare a nome e per conto di dio questi giorno hanno poche casse di risonanza su cui far conto per trovare qualcuno disposto a convincere altri ad invertire la marcia.E i politici viaggiano in corsia di sorpasso.Meno male che Loredana c&#8217;è<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=JDfjFTEsalY" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=JDfjFTEsalY</a></p>
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		Di: claudia b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-del-ghiaccio/comment-page-1/#comment-132491</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 10:01:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È molto triste questa vicenda, soprattutto perché indice di quanto la crisi del settore sia ormai divenuta evidente a chiunque, anche a chi non se ne occupi. La chiusura di un&#039;attività (qualsiasi attività a dire il vero) viene sempre notata, e quando è una grande catena a chiudere anche a chi non si occupa di quel settore si accende la lampadina. Ma il rilievo che mi sentivo di fare qui riguarda un confronto fra la situazione dei dipendenti FNAC e quella dei lavoratori atipici/precari o comunque li si voglia chiamare (ho letto distinguo di ogni tipo negli ultimi giorni) del settore editoriale, non distribuzione/ vendita al dettaglio, ma produzione e diffusione del libro, cioè tutto il processo editoriale che sta a monte dell&#039;arrivo in libreria del prodotto libro, di cui si è ampiamente discusso nei giorni scorsi, a questo punto direi anche grazie alla boutade di Chiara, e non solo a causa di una polemica senza dubbio scatenata in maniera strategica. La differenza consiste nell&#039;impegno che le OOSS hanno dimostrato nei confronti dei lavoratori FNAC, in quanto dotati di regolari contratti impugnabili, della possibilità di aprire una vertenza, di uno spirito di categoria rafforzato dall&#039;esistenza di un contratto. Dell&#039;importanza del contratto nazionale in termini di appartenenza si parlava con Prunetti nella lunga discussione in calce alla conversazione su giap! È un argomento non indifferente in quanto dà ai lavoratori un senso di appartenenza e il potere di reagire in quanto categoria; dà inoltre ai sindacati la possibilità di intervenire in difesa di una categoria. Ma per gli addetti alle varie mansioni interne a una piccola casa editrice come può essere l&#039;editing o l&#039;ufficio stampa tutto ciò è un miraggio. Non esiste nessuna categoria, nessun contratto nazionale, nessun senso di appartenenza, e lo abbiamo visto in questi giorni di tutti contro tutti, in cui si è arrivati persino a giustificare la cooptazione come metodo di assunzione. Quello che esiste è un assetto normativo grazie al quale la stessa mansione può essere soggetta a partita iva, oppure a prestazione d&#039;opera con ritenuta di acconto, oppure a progetto e via dicendo fino all&#039;incasinatissima questione del diritto di autore per i traduttori, e al nero, che ahimè interessa ancora tanta parte delle prestazioni date dai lavoratori del settore a vario titolo. Questo non per dire che i lavoratori FNAC siano nella loro sfortuna fortunati, lungi da me affermare una bestialità simile; ma per sottolineare che anche nella massima sfiga quale la chiusura di una grossa catena che veniva percepita come un&#039;azienda solida, la presenza di un contratto unico ha permesso ai lavoratori di farsi rappresentare dalle OOSS e di ottenere la cassa integrazione, mentre nel caso degli atipici dell&#039;editoria, manco a quello possono aspirare. Volevo solo sottolineare questa diversità che sembrerà irrilevante ai più, ma quando si parla di maternità e malattia è precisamente questo che fa la differenza. E quindi chi afferma che il punto su cui battere con il nuovo governo non sia la modifica della normativa, al netto di tutti i discorsi riguardo forme di cooptazione, merito (parolaccia, come sappiamo e su cui si è discusso molto, rimando al consistente capitolo del prezioso libro di F. Sgaggio), nepotismo, ecc, si sbaglia di grosso: è il contratto di categoria e niente altro che dà potere contrattuale e permette di affrontare il dramma della perdita del lavoro in maniera dignitosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È molto triste questa vicenda, soprattutto perché indice di quanto la crisi del settore sia ormai divenuta evidente a chiunque, anche a chi non se ne occupi. La chiusura di un&#8217;attività (qualsiasi attività a dire il vero) viene sempre notata, e quando è una grande catena a chiudere anche a chi non si occupa di quel settore si accende la lampadina. Ma il rilievo che mi sentivo di fare qui riguarda un confronto fra la situazione dei dipendenti FNAC e quella dei lavoratori atipici/precari o comunque li si voglia chiamare (ho letto distinguo di ogni tipo negli ultimi giorni) del settore editoriale, non distribuzione/ vendita al dettaglio, ma produzione e diffusione del libro, cioè tutto il processo editoriale che sta a monte dell&#8217;arrivo in libreria del prodotto libro, di cui si è ampiamente discusso nei giorni scorsi, a questo punto direi anche grazie alla boutade di Chiara, e non solo a causa di una polemica senza dubbio scatenata in maniera strategica. La differenza consiste nell&#8217;impegno che le OOSS hanno dimostrato nei confronti dei lavoratori FNAC, in quanto dotati di regolari contratti impugnabili, della possibilità di aprire una vertenza, di uno spirito di categoria rafforzato dall&#8217;esistenza di un contratto. Dell&#8217;importanza del contratto nazionale in termini di appartenenza si parlava con Prunetti nella lunga discussione in calce alla conversazione su giap! È un argomento non indifferente in quanto dà ai lavoratori un senso di appartenenza e il potere di reagire in quanto categoria; dà inoltre ai sindacati la possibilità di intervenire in difesa di una categoria. Ma per gli addetti alle varie mansioni interne a una piccola casa editrice come può essere l&#8217;editing o l&#8217;ufficio stampa tutto ciò è un miraggio. Non esiste nessuna categoria, nessun contratto nazionale, nessun senso di appartenenza, e lo abbiamo visto in questi giorni di tutti contro tutti, in cui si è arrivati persino a giustificare la cooptazione come metodo di assunzione. Quello che esiste è un assetto normativo grazie al quale la stessa mansione può essere soggetta a partita iva, oppure a prestazione d&#8217;opera con ritenuta di acconto, oppure a progetto e via dicendo fino all&#8217;incasinatissima questione del diritto di autore per i traduttori, e al nero, che ahimè interessa ancora tanta parte delle prestazioni date dai lavoratori del settore a vario titolo. Questo non per dire che i lavoratori FNAC siano nella loro sfortuna fortunati, lungi da me affermare una bestialità simile; ma per sottolineare che anche nella massima sfiga quale la chiusura di una grossa catena che veniva percepita come un&#8217;azienda solida, la presenza di un contratto unico ha permesso ai lavoratori di farsi rappresentare dalle OOSS e di ottenere la cassa integrazione, mentre nel caso degli atipici dell&#8217;editoria, manco a quello possono aspirare. Volevo solo sottolineare questa diversità che sembrerà irrilevante ai più, ma quando si parla di maternità e malattia è precisamente questo che fa la differenza. E quindi chi afferma che il punto su cui battere con il nuovo governo non sia la modifica della normativa, al netto di tutti i discorsi riguardo forme di cooptazione, merito (parolaccia, come sappiamo e su cui si è discusso molto, rimando al consistente capitolo del prezioso libro di F. Sgaggio), nepotismo, ecc, si sbaglia di grosso: è il contratto di categoria e niente altro che dà potere contrattuale e permette di affrontare il dramma della perdita del lavoro in maniera dignitosa.</p>
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