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	Commenti a: CRONACHE E MANIFESTI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Aug 2011 11:14:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Sui commenti &#124; Generazione TQ: documenti e iniziative		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121259</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sui commenti &#124; Generazione TQ: documenti e iniziative]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 11:14:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Su Lipperatura [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Su Lipperatura [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: ienax		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121258</link>

		<dc:creator><![CDATA[ienax]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 07:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non convince affatto. Meglio esserne fuori che dentro. E&#039; solo autopromozione, come già qualcuno ha tentato di fare in passato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non convince affatto. Meglio esserne fuori che dentro. E&#8217; solo autopromozione, come già qualcuno ha tentato di fare in passato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: cooksappe		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121257</link>

		<dc:creator><![CDATA[cooksappe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 17:06:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[yep, anch&#039;io sospendo il giudizio ^^]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>yep, anch&#8217;io sospendo il giudizio ^^</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Luigi B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121256</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 09:15:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Questo non è un appello che basti firmare: questo è un invito, aperto a tutti coloro che lavorano nell’ambito della cultura e delle arti, a pensare e ad agire assieme, deponendo egoismi e rivalità; a mettere in gioco parte del proprio tempo e in discussione il proprio ruolo artistico o intellettuale, e a essere fortemente, fieramente cittadini, operando da mediatori tra i saperi, intervenendo nel dibattito politico, immaginando nuovi modelli di pratiche sociali. È un invito che estendiamo poi a tutto il Paese, un invito al dialogo e alla formazione di comitati TQ, rivolto a tutte le categorie di trenta-quarantenni che vorranno lavorare assieme a noi: dai ricercatori agli economisti, dagli artisti di altre discipline ai lavoratori dello spettacolo, dagli insegnanti agli operai, dai free lance ai precari del terziario avanzato – molti di loro, proprio come noi, alle prese con una somma ennesimale di ruoli distinti: nella stessa giornata, più volte al giorno
In questo tempo di emergenza l’adesione a TQ si fonda dunque su un impegno etico in vista di un’azione politica, su un passo personale in vista di impegni collettivi. Siamo ormai pienamente convinti, infatti, che non sia più sufficiente dedicarsi ciascuno per sé, con distaccata purezza, all’arte e alla letteratura: oggi più che mai è necessario praticare un’alternativa umana e comune al lungo sonno della ragione.&quot;
Mi pare che questo estratto cancelli tutte le critiche, le obiezioni, i sospetti e le acredini nei confronti di questa iniziativa. E mi pare che sia la parte su cui si sia posta meno l&#039;attenzione.
Ma santo cielo, è possibile che bisogna sempre tirare fuori la parte destruens che c&#039;è in ognuno di noi? La mancanza di fiducia ed il complottismo hanno inciso così tanto sulle nostre personalità paranoidi da impedirci di rimanere lucidi almeno fino al momento di prendere una decisione?
Tutto quello che è stato scritto nei manifesti dei TQ sembra arrivare direttamente dalla sagra dell&#039;ovvio. Non lo dico in senso dispregiativo, bensì voglio sottolineare il fatto che tutto ciò che in questi documenti si afferma di voler fare sarebbe condivisibile dal 100% della popolazione civile (e civilizzata) senza batter ciglio. Sono cose talmente tanto scontate da non dover nemmeno ragionarci su. Un po&#039; come la democrazia e la libertà: chi direbbe di no?
Ora, la questione non è tanto ciò che hanno detto e dicono (che sicuramente andrà modificandosi con il passare del tempo e lo scorrere degli eventi), ma ciò che faranno e come. E non capisco perché tutte le energie che spendiamo a farci delle serie pippe mentali non possano essere investite in una paziente e fiduciosa attesa o, meglio, in una fiduciosa adesione e contribuzione con un atteggiamento più costruens.
Anche a me non convince molto il discorso sulla decrescita e sulla qualità, come mi insospettisce non poco il &quot;comitato etico&quot; che verrebbe a costituirsi in rappresentanza di un mondo molto vario e vasto. È però pur vero che la situazione TaleQuale è fa letteralmente cagare. E piuttosto che stare lì a fare i soliti discorsi da bar di cui ne ho piene le palle (pardòn) e discutere con i soliti noti e meno noti sulla disastrosa situazione del mondo culturale, preferisco cogliere al balzo la possibilità di partecipare (direttamente o indirettamente) ad un discorso in fieri che non ha ancora deciso e fatto nulla, tranne invitare a decidere e soprattutto a fare qualcosa.
Mi sono soffermato anch’io sulla portata degli abbandoni o delle mancate adesioni di personaggi Della cultura absolutamente rilevanti. MA non avendo a disposizione un cuadro chiaro Della situazione hop referito anche in questo caso sospendere il giudizio ed attendere: cosa diavolo ne so io di Wu Ming e Genna e Antonelli? Li conosco forse personalmente? Ho forse parlato con loro? O forse pensiamo che essendo dei follower su Twitter basti a conoscere una persona?
Anche è abbastanza evidente la ristrettezza della cerchia iniziale che è un po’ dappertutto – TQ, Nazione Indiana, Alfabeta2 etc. Mi sembra però che la cerchia voglia allargarsi a chiunque voglia offrire il proprio contributo. Forse si sono resi conto che se davvero si vuole cambiare il mondo (culturale) c’è bisogno di tutti e non di quattro Robespierre che finiscono per cantarsela e suonarsela da soli mentre fuori si formano le fazioni dei pro e dei contro (ciò che invece sta accadendo prima ancora che qualcosa avvenisse realmente).
E dunque la mia conclusiones è la seguente: sospendere il giudizio o usarlo in maniera costruttiva, con suggerimenti, proposte e soluzioni alternative. Alla fine possono accadere solo due cose: che qualcosa davvero si muova, rendendo tutti un po’ più felici; che tutto gattopardianamente cambi per lascire tutto com’è e allora TQ avrà segnato la sua fine poiché le persone a cui si rivolge sono le stesse che leggono e comprano i libri (e non solo).
Luigi B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questo non è un appello che basti firmare: questo è un invito, aperto a tutti coloro che lavorano nell’ambito della cultura e delle arti, a pensare e ad agire assieme, deponendo egoismi e rivalità; a mettere in gioco parte del proprio tempo e in discussione il proprio ruolo artistico o intellettuale, e a essere fortemente, fieramente cittadini, operando da mediatori tra i saperi, intervenendo nel dibattito politico, immaginando nuovi modelli di pratiche sociali. È un invito che estendiamo poi a tutto il Paese, un invito al dialogo e alla formazione di comitati TQ, rivolto a tutte le categorie di trenta-quarantenni che vorranno lavorare assieme a noi: dai ricercatori agli economisti, dagli artisti di altre discipline ai lavoratori dello spettacolo, dagli insegnanti agli operai, dai free lance ai precari del terziario avanzato – molti di loro, proprio come noi, alle prese con una somma ennesimale di ruoli distinti: nella stessa giornata, più volte al giorno<br />
In questo tempo di emergenza l’adesione a TQ si fonda dunque su un impegno etico in vista di un’azione politica, su un passo personale in vista di impegni collettivi. Siamo ormai pienamente convinti, infatti, che non sia più sufficiente dedicarsi ciascuno per sé, con distaccata purezza, all’arte e alla letteratura: oggi più che mai è necessario praticare un’alternativa umana e comune al lungo sonno della ragione.&#8221;<br />
Mi pare che questo estratto cancelli tutte le critiche, le obiezioni, i sospetti e le acredini nei confronti di questa iniziativa. E mi pare che sia la parte su cui si sia posta meno l&#8217;attenzione.<br />
Ma santo cielo, è possibile che bisogna sempre tirare fuori la parte destruens che c&#8217;è in ognuno di noi? La mancanza di fiducia ed il complottismo hanno inciso così tanto sulle nostre personalità paranoidi da impedirci di rimanere lucidi almeno fino al momento di prendere una decisione?<br />
Tutto quello che è stato scritto nei manifesti dei TQ sembra arrivare direttamente dalla sagra dell&#8217;ovvio. Non lo dico in senso dispregiativo, bensì voglio sottolineare il fatto che tutto ciò che in questi documenti si afferma di voler fare sarebbe condivisibile dal 100% della popolazione civile (e civilizzata) senza batter ciglio. Sono cose talmente tanto scontate da non dover nemmeno ragionarci su. Un po&#8217; come la democrazia e la libertà: chi direbbe di no?<br />
Ora, la questione non è tanto ciò che hanno detto e dicono (che sicuramente andrà modificandosi con il passare del tempo e lo scorrere degli eventi), ma ciò che faranno e come. E non capisco perché tutte le energie che spendiamo a farci delle serie pippe mentali non possano essere investite in una paziente e fiduciosa attesa o, meglio, in una fiduciosa adesione e contribuzione con un atteggiamento più costruens.<br />
Anche a me non convince molto il discorso sulla decrescita e sulla qualità, come mi insospettisce non poco il &#8220;comitato etico&#8221; che verrebbe a costituirsi in rappresentanza di un mondo molto vario e vasto. È però pur vero che la situazione TaleQuale è fa letteralmente cagare. E piuttosto che stare lì a fare i soliti discorsi da bar di cui ne ho piene le palle (pardòn) e discutere con i soliti noti e meno noti sulla disastrosa situazione del mondo culturale, preferisco cogliere al balzo la possibilità di partecipare (direttamente o indirettamente) ad un discorso in fieri che non ha ancora deciso e fatto nulla, tranne invitare a decidere e soprattutto a fare qualcosa.<br />
Mi sono soffermato anch’io sulla portata degli abbandoni o delle mancate adesioni di personaggi Della cultura absolutamente rilevanti. MA non avendo a disposizione un cuadro chiaro Della situazione hop referito anche in questo caso sospendere il giudizio ed attendere: cosa diavolo ne so io di Wu Ming e Genna e Antonelli? Li conosco forse personalmente? Ho forse parlato con loro? O forse pensiamo che essendo dei follower su Twitter basti a conoscere una persona?<br />
Anche è abbastanza evidente la ristrettezza della cerchia iniziale che è un po’ dappertutto – TQ, Nazione Indiana, Alfabeta2 etc. Mi sembra però che la cerchia voglia allargarsi a chiunque voglia offrire il proprio contributo. Forse si sono resi conto che se davvero si vuole cambiare il mondo (culturale) c’è bisogno di tutti e non di quattro Robespierre che finiscono per cantarsela e suonarsela da soli mentre fuori si formano le fazioni dei pro e dei contro (ciò che invece sta accadendo prima ancora che qualcosa avvenisse realmente).<br />
E dunque la mia conclusiones è la seguente: sospendere il giudizio o usarlo in maniera costruttiva, con suggerimenti, proposte e soluzioni alternative. Alla fine possono accadere solo due cose: che qualcosa davvero si muova, rendendo tutti un po’ più felici; che tutto gattopardianamente cambi per lascire tutto com’è e allora TQ avrà segnato la sua fine poiché le persone a cui si rivolge sono le stesse che leggono e comprano i libri (e non solo).<br />
Luigi B.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121255</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 07:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Gregori.
E chi diavolo è Hitler?
Scusa il controfattuale, mi sono immaginato per un attimo la Storia con Hitler “firmatore” indefesso di pessimi Manifesti. E poco più.
Voglio dire, distinguerei le idee dai fatti e tenderei a dare una protezione in più alle prime.
Persino, e guarda fin dove arrivo, se non mi piacciono.
Pena slittare su un piano inclinato che ci porta dritti dritti in un mondo… con l’ “aggravante per omofobia”.
Mamma come sono fuori moda, c’ è qualcosa che non fila. Forse hai ragione tu.
Provo a ridirlo.
L’ idea di “&lt;em&gt;guerriglia culturale&lt;/em&gt;” puo’ anche essere un’ emerita stronzata per darsi un tono e fare l’ occhietto. Resta preferibile all’ azione di chi, esempio, limitando gli sconti via decreto sfila banconote dal già esiguo portafoglio di noi lettori. [Il tutto con sermone annesso sul &lt;em&gt;nostro sommo bene&lt;/em&gt;]. Ma si limitassero come tutti a “sfilare”!
&#160;
&#160;
&#160;
Tra un’ idea maldestra e un’ azione prepotente, so ancora chi mettere per primo nel mirino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Gregori.<br />
E chi diavolo è Hitler?<br />
Scusa il controfattuale, mi sono immaginato per un attimo la Storia con Hitler “firmatore” indefesso di pessimi Manifesti. E poco più.<br />
Voglio dire, distinguerei le idee dai fatti e tenderei a dare una protezione in più alle prime.<br />
Persino, e guarda fin dove arrivo, se non mi piacciono.<br />
Pena slittare su un piano inclinato che ci porta dritti dritti in un mondo… con l’ “aggravante per omofobia”.<br />
Mamma come sono fuori moda, c’ è qualcosa che non fila. Forse hai ragione tu.<br />
Provo a ridirlo.<br />
L’ idea di “<em>guerriglia culturale</em>” puo’ anche essere un’ emerita stronzata per darsi un tono e fare l’ occhietto. Resta preferibile all’ azione di chi, esempio, limitando gli sconti via decreto sfila banconote dal già esiguo portafoglio di noi lettori. [Il tutto con sermone annesso sul <em>nostro sommo bene</em>]. Ma si limitassero come tutti a “sfilare”!<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
Tra un’ idea maldestra e un’ azione prepotente, so ancora chi mettere per primo nel mirino.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro.raveggi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121254</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro.raveggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 05:21:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Valter. Permettimi semplicemente una nota, sul tuo commento, che cita esperienze politiche dalle quali TQ si allontana di molto (Lotta Continua, etc.). Tu dici: &quot;Il ragionamento [di TQ] è più o meno sempre quello: noi siamo i buoni, abbiamo provato a cambiare il mondo, se non ci è riuscito non è colpa nostra.&quot; Io mi sentirei di cambiare così la tua frase: &quot;Siamo tutti collusi, tutti cattivi, se non facciamo niente. Se non riconosciamo un&#039;autocensura, un&#039;autorepressione più o meno diffusa nelle nostre e altrui pratiche. Proviamo a cambiare il mondo, o meglio alcune degenerazioni tutte italiche. Ma da soli non possiamo farlo. O la colpa sarà di tutti, in primis nostra.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Valter. Permettimi semplicemente una nota, sul tuo commento, che cita esperienze politiche dalle quali TQ si allontana di molto (Lotta Continua, etc.). Tu dici: &#8220;Il ragionamento [di TQ] è più o meno sempre quello: noi siamo i buoni, abbiamo provato a cambiare il mondo, se non ci è riuscito non è colpa nostra.&#8221; Io mi sentirei di cambiare così la tua frase: &#8220;Siamo tutti collusi, tutti cattivi, se non facciamo niente. Se non riconosciamo un&#8217;autocensura, un&#8217;autorepressione più o meno diffusa nelle nostre e altrui pratiche. Proviamo a cambiare il mondo, o meglio alcune degenerazioni tutte italiche. Ma da soli non possiamo farlo. O la colpa sarà di tutti, in primis nostra.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandra Daniele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121253</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 01:20:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già Hitler dopo 10 commenti? Reductio Precox.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già Hitler dopo 10 commenti? Reductio Precox.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico gregori		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121252</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico gregori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 22:46:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ broncobilly:
dipende dai manifesti. ne scrisse qualcuno anche hitler]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ broncobilly:<br />
dipende dai manifesti. ne scrisse qualcuno anche hitler</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: broncobilly		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121251</link>

		<dc:creator><![CDATA[broncobilly]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 16:22:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4708#comment-121251</guid>

					<description><![CDATA[In fondo che c’ è di male a mettersi in luce firmando manifesti?
Forse oggi alcuni lettori oggi scoprono nuovi nomi, altri sanno meglio da chi girare al largo.
C’ è di peggio, per esempio pietire la leggina di casta pro tariffa minima (o anti sconto massimo).
Le vie per difendersi dalla concorrenza sono infinite, e alcune (quelle che evitano i Parlamenti) sono meno peggio di altre.
&#160;
&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In fondo che c’ è di male a mettersi in luce firmando manifesti?<br />
Forse oggi alcuni lettori oggi scoprono nuovi nomi, altri sanno meglio da chi girare al largo.<br />
C’ è di peggio, per esempio pietire la leggina di casta pro tariffa minima (o anti sconto massimo).<br />
Le vie per difendersi dalla concorrenza sono infinite, e alcune (quelle che evitano i Parlamenti) sono meno peggio di altre.<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronache-e-manifesti/comment-page-1/#comment-121250</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 15:14:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4708#comment-121250</guid>

					<description><![CDATA[Ho messo lo stesso commento su NI e Vibrisse:
Di che si tratta infine?
Di autopromozione. Di sè e dei propri sodali. Di un “politicamente corretto” nel fare scrittura, editoria, cultura e spettacolo.
Sperando nel consenso e nello sfruttamento della militanza gratuita di un pubblico potenzialmente ampio, quello dei lettori “de sinistra”. E’ dalla fine del movimento che poteva ancora credersi rivoluzionario (cioè dal ’78 o giù di lì) che le conventicole intellettuali della galassia pseudo-radicale si comportano così. Il ragionamento è più o meno sempre quello: noi siamo i buoni, abbiamo provato a cambiare il mondo, se non ci è riuscito non è colpa nostra. Adesso potremo pure averne un po’ di rendita, in termini di credibilità e visibilità nell’inferno capitalistico, in quella nicchia dove si fabbrica l’unico prodotto per cui il concetto di merce vale e non vale, cioè quello culturale, o no?
Così gli ex direttori di Lotta Continua sono diventati anchorman, Attila uno scrittore di successo, i fuorusciti dai centri sociali presidiano le case editrici e i blog alla moda. Ma prima lo facevano da singoli, la novità è che in gruppo è meglio, chiedendo addirittura di rappresentare un’intera generazione anzi due.
Sotto un marchio che non essendo quello di una Chiesa o di un Partito può somigliare solo a quello di una loggia massonica.
Mi spiace perchè tra i firmatari ci sono persone e scrittori di cui ho stima (Raimo, per esempio). Ma è malcostume.
Non diverso dal familismo mafioso che dicono di voler combattere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho messo lo stesso commento su NI e Vibrisse:<br />
Di che si tratta infine?<br />
Di autopromozione. Di sè e dei propri sodali. Di un “politicamente corretto” nel fare scrittura, editoria, cultura e spettacolo.<br />
Sperando nel consenso e nello sfruttamento della militanza gratuita di un pubblico potenzialmente ampio, quello dei lettori “de sinistra”. E’ dalla fine del movimento che poteva ancora credersi rivoluzionario (cioè dal ’78 o giù di lì) che le conventicole intellettuali della galassia pseudo-radicale si comportano così. Il ragionamento è più o meno sempre quello: noi siamo i buoni, abbiamo provato a cambiare il mondo, se non ci è riuscito non è colpa nostra. Adesso potremo pure averne un po’ di rendita, in termini di credibilità e visibilità nell’inferno capitalistico, in quella nicchia dove si fabbrica l’unico prodotto per cui il concetto di merce vale e non vale, cioè quello culturale, o no?<br />
Così gli ex direttori di Lotta Continua sono diventati anchorman, Attila uno scrittore di successo, i fuorusciti dai centri sociali presidiano le case editrici e i blog alla moda. Ma prima lo facevano da singoli, la novità è che in gruppo è meglio, chiedendo addirittura di rappresentare un’intera generazione anzi due.<br />
Sotto un marchio che non essendo quello di una Chiesa o di un Partito può somigliare solo a quello di una loggia massonica.<br />
Mi spiace perchè tra i firmatari ci sono persone e scrittori di cui ho stima (Raimo, per esempio). Ma è malcostume.<br />
Non diverso dal familismo mafioso che dicono di voler combattere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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