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	Commenti a: CRONACHETTE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97798</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 09:40:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;E il role playing addestra sia a leggere che a scrivere, a mio modesto parere.&quot; [lipperini]
Da Fat&#039;s Dream e da Alessandro, che sono due grandi negozi bolognesi specializzati in fumetti, dvd, materiale che riguarda il role playing, le narrazioni fantastiche giapponesi su ogni medium, insomma cose apparentemente da &#039;massonieria dell&#039;immaginario&#039; &#039;smanettoni filonipponico&#039; &#039;parafiliaci della fantascienza&#039;, ho sentito ragazzetti narrare trame con una bravura assoluta, acutissimi. Mi è anche capitato - mi rendo conto di essere un po&#039; strano - di fare finta di rovistare tra i cd di Kurosawa (che già possiedo in blocco) solo per ascoltare &#039;come&#039; si parlava di quelle narrazioni.
Diciamo: la scatole degli strumenti è nelle mani di quei ragazzi. Però c&#039;è ancora un passo: le immaginazioni in cui si muovono con disinvoltura devono diventare lettura della realtà e critica, in modo da &#039;prendere la parola&#039;.
Sia chiaro per alcuni è già così.
Per esempio quello che per me fu affascinante molti anni fa quando avevo letto &quot;Totò Peppino e la guerra psichica&quot;, era questa sensazione di ascoltare dei ragazzi che avevano costruito un sapere/linguaggio nuovo, periferico, isolato, basso, però efficace, che permetteva di &#039;prendere la parola&#039;, di rispondere a chi detiene il potere. Che poi mi sembra la cosa davvero importante. (Non so se questa risposta è arrivata, se non è così ci si è andati vicini).
Invece le scuole di scrittura fiorite negli stessi anni, che erano più &#039;istituzionali&#039;, più al &#039;centro&#039;, con un sapere che partiva già più &#039;alto&#039;, ho l&#039;impressione che non abbiano prodotto quello che si poteva pensare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E il role playing addestra sia a leggere che a scrivere, a mio modesto parere.&#8221; [lipperini]<br />
Da Fat&#8217;s Dream e da Alessandro, che sono due grandi negozi bolognesi specializzati in fumetti, dvd, materiale che riguarda il role playing, le narrazioni fantastiche giapponesi su ogni medium, insomma cose apparentemente da &#8216;massonieria dell&#8217;immaginario&#8217; &#8216;smanettoni filonipponico&#8217; &#8216;parafiliaci della fantascienza&#8217;, ho sentito ragazzetti narrare trame con una bravura assoluta, acutissimi. Mi è anche capitato &#8211; mi rendo conto di essere un po&#8217; strano &#8211; di fare finta di rovistare tra i cd di Kurosawa (che già possiedo in blocco) solo per ascoltare &#8216;come&#8217; si parlava di quelle narrazioni.<br />
Diciamo: la scatole degli strumenti è nelle mani di quei ragazzi. Però c&#8217;è ancora un passo: le immaginazioni in cui si muovono con disinvoltura devono diventare lettura della realtà e critica, in modo da &#8216;prendere la parola&#8217;.<br />
Sia chiaro per alcuni è già così.<br />
Per esempio quello che per me fu affascinante molti anni fa quando avevo letto &#8220;Totò Peppino e la guerra psichica&#8221;, era questa sensazione di ascoltare dei ragazzi che avevano costruito un sapere/linguaggio nuovo, periferico, isolato, basso, però efficace, che permetteva di &#8216;prendere la parola&#8217;, di rispondere a chi detiene il potere. Che poi mi sembra la cosa davvero importante. (Non so se questa risposta è arrivata, se non è così ci si è andati vicini).<br />
Invece le scuole di scrittura fiorite negli stessi anni, che erano più &#8216;istituzionali&#8217;, più al &#8216;centro&#8217;, con un sapere che partiva già più &#8216;alto&#8217;, ho l&#8217;impressione che non abbiano prodotto quello che si poteva pensare.</p>
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		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97797</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 14:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho appena terminato di ascoltare il podcast di Gervasini: cavolo!... un intervento molto interessante anche se la realtà cinematografica che ha analizzato è davvero avvilente ;-((
Un po&#039; alla volta mi dedicherò anche agli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena terminato di ascoltare il podcast di Gervasini: cavolo!&#8230; un intervento molto interessante anche se la realtà cinematografica che ha analizzato è davvero avvilente ;-((<br />
Un po&#8217; alla volta mi dedicherò anche agli altri.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97796</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 13:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiunti nel podcast di wumingfoundation.com gli interventi fatti a Cuneo da Letizia Muratori e Antonio Scurati. Nel giro di qualche giorno, anche gli ultimi tre (WM2, Gervasini e Genna).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiunti nel podcast di wumingfoundation.com gli interventi fatti a Cuneo da Letizia Muratori e Antonio Scurati. Nel giro di qualche giorno, anche gli ultimi tre (WM2, Gervasini e Genna).</p>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97795</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 15:40:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Angelini, è lei???]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Angelini, è lei???</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97794</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 15:27:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;quando si arriva al cuore delle cose, garufi cambia argomento&quot;
va&#039; dove ti porta il cuore (delle cose)
p.s. &quot;è&quot;, non &quot;é&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;quando si arriva al cuore delle cose, garufi cambia argomento&#8221;<br />
va&#8217; dove ti porta il cuore (delle cose)<br />
p.s. &#8220;è&#8221;, non &#8220;é&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97793</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 15:12:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[é una legge del web: criticare un commento a un post in forma anonima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>é una legge del web: criticare un commento a un post in forma anonima</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97792</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 14:27:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[é una legge del web: quando si arriva al cuore delle cose, garufi cambia argomento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>é una legge del web: quando si arriva al cuore delle cose, garufi cambia argomento.</p>
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		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97791</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 16:09:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a margine di questa discussione, dato che sono stati menzionati degli autori che amo molto (giorgio vasta da loredana e alessandro barbero da anna luisa, volevo dire che considero &quot;il tempo materiale&quot; un esordio folgorante per potenza espressiva e originalità, e che letteralmente divorai &quot;9 agosto 378&quot;, un resoconto storico molto avvincente della battaglia di adrianopoli, ma soprattutto un saggio affascinante per la lezione di tolleranza, di integrazione e di relativismo che se ne ricava (allora gli immigrati venivano da nord e la razza superiore era bassa, olivastra e tarchiata).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a margine di questa discussione, dato che sono stati menzionati degli autori che amo molto (giorgio vasta da loredana e alessandro barbero da anna luisa, volevo dire che considero &#8220;il tempo materiale&#8221; un esordio folgorante per potenza espressiva e originalità, e che letteralmente divorai &#8220;9 agosto 378&#8221;, un resoconto storico molto avvincente della battaglia di adrianopoli, ma soprattutto un saggio affascinante per la lezione di tolleranza, di integrazione e di relativismo che se ne ricava (allora gli immigrati venivano da nord e la razza superiore era bassa, olivastra e tarchiata).</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97790</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:26:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[x William. Le allegorie sono risultati, esiti. E sono imprevedibili. Altrimenti, se sono del tutto intenzionali, allora sono simbolismi. &quot;Allegorie&quot; nell&#039;accezione usata da chi non la conosce, narrazioni &quot;a chiave&quot; che si esauriscono in una sola interpretazione, dove ciascun elemento del racconto rimanda a un solo elemento della realtà.
L&#039;allegoria è un&#039;eccedenza, è aperta: ciascun elemento del racconto può rimandare a numerosissimi elementi della realtà, in una pletora di combinazioni.
L&#039;esempio ipotetico del Reggimento Carignano, che ho fatto a Cuneo, non credo fosse ottenibile &quot;a freddo&quot;, con premeditazione. Io stesso ho preso l&#039;episodio storico, l&#039;ho raccontato a me stesso e solo dopo ho cercato le allegorie.
Detto questo, i risultati vanno ottenuti. Bisogna lavorare per ottenerli. L&#039;autore, scrivendo, asseconda e favorisce quell&#039;esito molteplice, rimanendo &lt;i&gt;in ascolto&lt;/i&gt; del testo che sta scrivendo, cercando di valorizzarne l&#039;apertura, caricando lingua e storia di tanti riverberi etc. Tiene una direzione &quot;di massima&quot;, ma non è auspicabile che provi a &quot;pianificare&quot; l&#039;allegoria. Verrebbe una roba di una povertà assoluta, un&#039;opera destinata a invecchiare presto e male. L&#039;esempio che faccio nel memorandum, il film &lt;i&gt;Attila&lt;/i&gt; del 1954, è molto istruttivo. Vedendolo, ti immagini la scena in cui produttore, sceneggiatore e regista si dicono: &quot;Dunque: Attila è l&#039;Ugnone Sovietica...  La corte di Ravenna so&#039; li americani... Er Papa, che te lo dico a fa&#039;, è er Papa... La chiesa salva er culo a tutti...&quot;
x Alessandro. Confesso la mia ignoranza, i libri role play non sapevo nemmeno esistessero ancora. Io comunque parlavo di fanfiction, cioè di scrittura. Scrittura &quot;barbara&quot; nata nell&#039;immaginario pop, es. gruppi dove si scrivono racconti che si svolgono sull&#039;isola di &quot;Lost&quot; etc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>x William. Le allegorie sono risultati, esiti. E sono imprevedibili. Altrimenti, se sono del tutto intenzionali, allora sono simbolismi. &#8220;Allegorie&#8221; nell&#8217;accezione usata da chi non la conosce, narrazioni &#8220;a chiave&#8221; che si esauriscono in una sola interpretazione, dove ciascun elemento del racconto rimanda a un solo elemento della realtà.<br />
L&#8217;allegoria è un&#8217;eccedenza, è aperta: ciascun elemento del racconto può rimandare a numerosissimi elementi della realtà, in una pletora di combinazioni.<br />
L&#8217;esempio ipotetico del Reggimento Carignano, che ho fatto a Cuneo, non credo fosse ottenibile &#8220;a freddo&#8221;, con premeditazione. Io stesso ho preso l&#8217;episodio storico, l&#8217;ho raccontato a me stesso e solo dopo ho cercato le allegorie.<br />
Detto questo, i risultati vanno ottenuti. Bisogna lavorare per ottenerli. L&#8217;autore, scrivendo, asseconda e favorisce quell&#8217;esito molteplice, rimanendo <i>in ascolto</i> del testo che sta scrivendo, cercando di valorizzarne l&#8217;apertura, caricando lingua e storia di tanti riverberi etc. Tiene una direzione &#8220;di massima&#8221;, ma non è auspicabile che provi a &#8220;pianificare&#8221; l&#8217;allegoria. Verrebbe una roba di una povertà assoluta, un&#8217;opera destinata a invecchiare presto e male. L&#8217;esempio che faccio nel memorandum, il film <i>Attila</i> del 1954, è molto istruttivo. Vedendolo, ti immagini la scena in cui produttore, sceneggiatore e regista si dicono: &#8220;Dunque: Attila è l&#8217;Ugnone Sovietica&#8230;  La corte di Ravenna so&#8217; li americani&#8230; Er Papa, che te lo dico a fa&#8217;, è er Papa&#8230; La chiesa salva er culo a tutti&#8230;&#8221;<br />
x Alessandro. Confesso la mia ignoranza, i libri role play non sapevo nemmeno esistessero ancora. Io comunque parlavo di fanfiction, cioè di scrittura. Scrittura &#8220;barbara&#8221; nata nell&#8217;immaginario pop, es. gruppi dove si scrivono racconti che si svolgono sull&#8217;isola di &#8220;Lost&#8221; etc.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cronachette/comment-page-1/#comment-97789</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 13:54:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benasayag, non &quot;Benasayang&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benasayag, non &#8220;Benasayang&#8221;.</p>
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