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	Commenti a: CULTURAME	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Golf Handicap Calculator		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Golf Handicap Calculator]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 09:56:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The TDEE Calculator pairs well with a food tracking routine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The TDEE Calculator pairs well with a food tracking routine.</p>
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		<title>
		Di: sprunki mods		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sprunki mods]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 02:33:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Players naturally learn composition through experimentation.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Players naturally learn composition through experimentation.</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 13:50:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Alessandro: le mie consiederazioni non erano (ovviamente!) di carattere normativo, e pensavo che questo si capisse. Mi limitavo a criticare l&#039;atteggiamento di quanti dileggiano la cultura e vagheggiano una rappresentanza fatta da persone &quot;del popolo&quot;. Che è esattamente quella che abbiamo: disonesto e ignorante il popolo, specularmente corrotta e scadente la classe politica. Non è che una selezione in base al profilo culturale possa migliorare la levatura morale della compagine di rappresentanza; però io parlavo di competenze, limitandomi a sostenere che vorrei reappresentanti che ne sappiano più di me, e non di meno; o, almeno, che sappiano entrare nei meccanismi tecnici della politica in modo sufficientemente profondo e veloce meglio, e non peggio, di quanto potrei fare io; trovando puerile l&#039;idea che l&#039;ignoranza al potere, spacciata per schiettezza e onestà (ma quando mai, nel paese in cui basta fare l&#039;uscere per intascare mazzette) possa far meglio dei famigerati &quot;professoroni&quot;. Questo auspicio mi è consentito o anche questo viola la carta costituzionale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alessandro: le mie consiederazioni non erano (ovviamente!) di carattere normativo, e pensavo che questo si capisse. Mi limitavo a criticare l&#8217;atteggiamento di quanti dileggiano la cultura e vagheggiano una rappresentanza fatta da persone &#8220;del popolo&#8221;. Che è esattamente quella che abbiamo: disonesto e ignorante il popolo, specularmente corrotta e scadente la classe politica. Non è che una selezione in base al profilo culturale possa migliorare la levatura morale della compagine di rappresentanza; però io parlavo di competenze, limitandomi a sostenere che vorrei reappresentanti che ne sappiano più di me, e non di meno; o, almeno, che sappiano entrare nei meccanismi tecnici della politica in modo sufficientemente profondo e veloce meglio, e non peggio, di quanto potrei fare io; trovando puerile l&#8217;idea che l&#8217;ignoranza al potere, spacciata per schiettezza e onestà (ma quando mai, nel paese in cui basta fare l&#8217;uscere per intascare mazzette) possa far meglio dei famigerati &#8220;professoroni&#8221;. Questo auspicio mi è consentito o anche questo viola la carta costituzionale?</p>
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		<title>
		Di: alessandro forghieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136624</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro forghieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2014 21:32:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Maurizio &quot;Il che&quot; da cui tu evinci è quello che sta in costituzione, più o meno. Non l&#039;ho scritta io, se preferisci un modello tecnocratico sei il benvenuto a proporlo, di questi tempi costituenti nessuno si scandalizzerà.  (Ho la sensazione che gli intellettuali che vorresti tutelare sarebbero però tra quelli che prenderebbero cappello.)
Se vuoi, lasciamo perdere il fatto (rilevante) che i requisiti praticamente utilizzati per selezionare chi pratica la professione di politico non mi sembra siano attualmente quelli da te indicati (le competenze elevate, l&#039;assimilazione rapida di concetti complessi).
Resta pur sempre il fatto che  per governare il paese il requisito insostituibile è vincere un&#039;elezione - in mancanza del che, qualunque altra considerazione su competenze professionali e acume intellettuale diventa irrilevante. Capisco che possa non piacere.
Naturalmente, nel momento in cui i competenti intellettuali di cui si parla vincessero finalmente un&#039;elezione, questa seccante separazione cesserebbe. Sto aspettando che lo facciano da qualche decennio, prima o poi arriveranno.
(Quanto sopra per quello che riguarda la materia del contendere. Se invece ti interessa conoscere, in dettaglio, cosa indosso, cosa calzo, e perchè no, anche cosa voto, sarò felice di comunicartelo privatamente, per e-mail, come si faceva una volta, per non annoiare gli altri partecipanti al blog coi nostri battibecchi. Tu così magari mi spieghi cosa sono le parlamentarie e perché  pensi che dovrei interessarmene anche io)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio &#8220;Il che&#8221; da cui tu evinci è quello che sta in costituzione, più o meno. Non l&#8217;ho scritta io, se preferisci un modello tecnocratico sei il benvenuto a proporlo, di questi tempi costituenti nessuno si scandalizzerà.  (Ho la sensazione che gli intellettuali che vorresti tutelare sarebbero però tra quelli che prenderebbero cappello.)<br />
Se vuoi, lasciamo perdere il fatto (rilevante) che i requisiti praticamente utilizzati per selezionare chi pratica la professione di politico non mi sembra siano attualmente quelli da te indicati (le competenze elevate, l&#8217;assimilazione rapida di concetti complessi).<br />
Resta pur sempre il fatto che  per governare il paese il requisito insostituibile è vincere un&#8217;elezione &#8211; in mancanza del che, qualunque altra considerazione su competenze professionali e acume intellettuale diventa irrilevante. Capisco che possa non piacere.<br />
Naturalmente, nel momento in cui i competenti intellettuali di cui si parla vincessero finalmente un&#8217;elezione, questa seccante separazione cesserebbe. Sto aspettando che lo facciano da qualche decennio, prima o poi arriveranno.<br />
(Quanto sopra per quello che riguarda la materia del contendere. Se invece ti interessa conoscere, in dettaglio, cosa indosso, cosa calzo, e perchè no, anche cosa voto, sarò felice di comunicartelo privatamente, per e-mail, come si faceva una volta, per non annoiare gli altri partecipanti al blog coi nostri battibecchi. Tu così magari mi spieghi cosa sono le parlamentarie e perché  pensi che dovrei interessarmene anche io)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136623</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 22:20:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Alessandro: dal che si evincerebbe che votare, legiferare e governare richiedono le stesse competenze, immagino. Un pentastelluto calzato e vestito. Già fatte le parlamentarie? Andate male? Peccato... ritenta, sarai più fortunato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alessandro: dal che si evincerebbe che votare, legiferare e governare richiedono le stesse competenze, immagino. Un pentastelluto calzato e vestito. Già fatte le parlamentarie? Andate male? Peccato&#8230; ritenta, sarai più fortunato.</p>
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		<title>
		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136622</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 12:47:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una considerazione di carattere generale: penso che i cosiddetti &quot;intellettuali&quot; (termine che, ribadisco, per me è inutile e fuorviante) debbano anche recuperare, intelligentemente, un po&#039; di orgoglio.
C&#039;è un sentire comune anti-intellettuale diffuso, che è estremamente dannoso perché, dietro il paravento della contestazione alla &quot;ka$ta&quot;, sdogana l&#039;abbandono di ogni forma di riflessione critica sulla nostra società, sul suo funzionamento e sui suoi (tra mille virgolette) &quot;valori&quot;.
Come si risponde a questo sentimento? Continuando a dire: &quot;ma tanto siamo ininfluenti perché nessuno ci ascolta più&quot;?
Non voglio accusare nessuno di vittimismo o che, penso solo che si debba rispondere a tutto questo magari proprio ripartendo da un ripensamento radicale del ruolo dell&#039;&quot;intellettuale&quot; (... di nuovo...).
Secondo me, una delle cause di questa marginalizzazione - e del conseguente odio/scetticismo - sia stato l&#039;abbandono di un &quot;pensiero forte&quot; capace di introdurre non solo degli elementi di critica, ma anche la prospettiva di una società diversa, da realizzare attraverso il coinvolgimento attivo dei ceti popolari. Cosa, questa, che implica non solo la capacità di sviluppare un pensiero all&#039;altezza delle sfide enormi di quest&#039;epoca, ma anche l&#039;impegno diretto (e non soltanto occasionale) di chi &quot;lavora d&#039;intelletto&quot; a progetti sociali e politici ambiziosi.
In assenza di questo, si rimarrà per sempre intrappolati in una dinamica asfittica dalla quale guadagnerà soltanto chi ha gettato il sasso nello stagno dando il via alla stagione del &quot;dagli all&#039;intellettuale&quot;.
Rovesciare il frame, in altri termini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una considerazione di carattere generale: penso che i cosiddetti &#8220;intellettuali&#8221; (termine che, ribadisco, per me è inutile e fuorviante) debbano anche recuperare, intelligentemente, un po&#8217; di orgoglio.<br />
C&#8217;è un sentire comune anti-intellettuale diffuso, che è estremamente dannoso perché, dietro il paravento della contestazione alla &#8220;ka$ta&#8221;, sdogana l&#8217;abbandono di ogni forma di riflessione critica sulla nostra società, sul suo funzionamento e sui suoi (tra mille virgolette) &#8220;valori&#8221;.<br />
Come si risponde a questo sentimento? Continuando a dire: &#8220;ma tanto siamo ininfluenti perché nessuno ci ascolta più&#8221;?<br />
Non voglio accusare nessuno di vittimismo o che, penso solo che si debba rispondere a tutto questo magari proprio ripartendo da un ripensamento radicale del ruolo dell'&#8221;intellettuale&#8221; (&#8230; di nuovo&#8230;).<br />
Secondo me, una delle cause di questa marginalizzazione &#8211; e del conseguente odio/scetticismo &#8211; sia stato l&#8217;abbandono di un &#8220;pensiero forte&#8221; capace di introdurre non solo degli elementi di critica, ma anche la prospettiva di una società diversa, da realizzare attraverso il coinvolgimento attivo dei ceti popolari. Cosa, questa, che implica non solo la capacità di sviluppare un pensiero all&#8217;altezza delle sfide enormi di quest&#8217;epoca, ma anche l&#8217;impegno diretto (e non soltanto occasionale) di chi &#8220;lavora d&#8217;intelletto&#8221; a progetti sociali e politici ambiziosi.<br />
In assenza di questo, si rimarrà per sempre intrappolati in una dinamica asfittica dalla quale guadagnerà soltanto chi ha gettato il sasso nello stagno dando il via alla stagione del &#8220;dagli all&#8217;intellettuale&#8221;.<br />
Rovesciare il frame, in altri termini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136621</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 10:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[qualche anno fa furoreggiava meritatamente questa battuta:
“Micromega, una rivista scritta da e per elitisti di sinistra che sposta di 5 anni in avanti la vittoria del PD ogni volta che esce in edicola.”
 Ma Gramellini che non opera secondo distinguo ragiona come gli epigoni affaristi del capitan ganassa(e in parlamento c&#039;è stato pure Calvino)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>qualche anno fa furoreggiava meritatamente questa battuta:<br />
“Micromega, una rivista scritta da e per elitisti di sinistra che sposta di 5 anni in avanti la vittoria del PD ogni volta che esce in edicola.”<br />
 Ma Gramellini che non opera secondo distinguo ragiona come gli epigoni affaristi del capitan ganassa(e in parlamento c&#8217;è stato pure Calvino)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136620</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2014 05:25:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@maurizio eppure per far parte dell&#039;elettorato passivo, la laurea non è richiesta. Nè un attestato di possedere qualche abilitá, o un intelletto. Stessa cosa per l&#039;elettorato attivo, e il voto dell&#039;ultimo kebabbaro o del primo evasore contano esattamente come quello di Rodotà. Bella, brutta o come sia: democrazia. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@maurizio eppure per far parte dell&#8217;elettorato passivo, la laurea non è richiesta. Nè un attestato di possedere qualche abilitá, o un intelletto. Stessa cosa per l&#8217;elettorato attivo, e il voto dell&#8217;ultimo kebabbaro o del primo evasore contano esattamente come quello di Rodotà. Bella, brutta o come sia: democrazia. </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136619</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 23:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Limitandoci alla logica, o a una sua parodia ma tanto va bene lo stesso:
Premessa 1: i politici vanno cacciati, tutti;
Premessa 2: gli intellettuali ci fanno schifo, tutti;
Domanda: e chi dovrebbe, di grazia, rappresentarci nelle istituzioni?
Risposta: noi stessi, ovviamente! I cittadini comuni, chi altri sennò? E infatti abbiamo Beppe Grillo e i suoi onorevoli &quot;cittadini&quot;. In fondo sono talmente comuni che basterebbe sorteggiarli, risparmiando i soldi delle elezioni (vedrete che nella sua ansia ragionieristica Grillo lo proporrà, prima o poi). Avremmo così la sublimazione definitiva di quella religione nazionale della botta di culo che in questo paese ha preso il posto della meritocrazia.
Adesso una domanda facciamocela noi: ci faremmo rappresentare in tribunale da un semplice cittadino - onestissimo per carità - anziché da un avvocato? O anche: faremmo progettare il nuovo quartiere cittadino in cui vogliamo andare a vivere da un più che onesto cittadino anziché da un architetto? Io no, voi non so. Ma, chissà perché mai, la professione di politico - che pure richiederebbe competenze molto elevate o quanto meno la capacità di assimilare in tempi rapidi nozioni complicate, cosa che di certo un intellettuale è più attrezzato a fare del cittadino onesto di cui sopra - questa professione, dicevo, dovrebbe essere lasciata a chiunque possa autocertificare di sbagliare tutti i congiuntivi e di essere talmente pippa da non aver mai superato un colloquio, vinto un concorso, niente di niente; perché, ovvio! La kasta l&#039;ha respinto! Mah.
Sì, mi rendo conto, non è una riflessione elevata come quelle di chi mi ha preceduto, ma sarà che l&#039;ora tarda mi rende torpido e al tempo stesso però anche iroso, per cui abbiate la bontà di prenderla così come mi è venuta. Buonanotte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Limitandoci alla logica, o a una sua parodia ma tanto va bene lo stesso:<br />
Premessa 1: i politici vanno cacciati, tutti;<br />
Premessa 2: gli intellettuali ci fanno schifo, tutti;<br />
Domanda: e chi dovrebbe, di grazia, rappresentarci nelle istituzioni?<br />
Risposta: noi stessi, ovviamente! I cittadini comuni, chi altri sennò? E infatti abbiamo Beppe Grillo e i suoi onorevoli &#8220;cittadini&#8221;. In fondo sono talmente comuni che basterebbe sorteggiarli, risparmiando i soldi delle elezioni (vedrete che nella sua ansia ragionieristica Grillo lo proporrà, prima o poi). Avremmo così la sublimazione definitiva di quella religione nazionale della botta di culo che in questo paese ha preso il posto della meritocrazia.<br />
Adesso una domanda facciamocela noi: ci faremmo rappresentare in tribunale da un semplice cittadino &#8211; onestissimo per carità &#8211; anziché da un avvocato? O anche: faremmo progettare il nuovo quartiere cittadino in cui vogliamo andare a vivere da un più che onesto cittadino anziché da un architetto? Io no, voi non so. Ma, chissà perché mai, la professione di politico &#8211; che pure richiederebbe competenze molto elevate o quanto meno la capacità di assimilare in tempi rapidi nozioni complicate, cosa che di certo un intellettuale è più attrezzato a fare del cittadino onesto di cui sopra &#8211; questa professione, dicevo, dovrebbe essere lasciata a chiunque possa autocertificare di sbagliare tutti i congiuntivi e di essere talmente pippa da non aver mai superato un colloquio, vinto un concorso, niente di niente; perché, ovvio! La kasta l&#8217;ha respinto! Mah.<br />
Sì, mi rendo conto, non è una riflessione elevata come quelle di chi mi ha preceduto, ma sarà che l&#8217;ora tarda mi rende torpido e al tempo stesso però anche iroso, per cui abbiate la bontà di prenderla così come mi è venuta. Buonanotte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luigi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/culturame/comment-page-1/#comment-136618</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 17:26:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Sara.
In Cgil di che cosa ti occupavi? E ora che cosa fai? Scusa, sono curioso. Io insegno in una scuola media a Bologna. (Non sono iscritto alla Cgil).
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Sara.<br />
In Cgil di che cosa ti occupavi? E ora che cosa fai? Scusa, sono curioso. Io insegno in una scuola media a Bologna. (Non sono iscritto alla Cgil).<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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