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	Commenti a: CURA, NON TI CURAR	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: francesca dq		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca dq]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 19:52:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[già zaub,
lo si diceva 60 e passa anni fa ma pare fosse passato di moda...ed invece è più attuale che mai...sposo questa linea completamente!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>già zaub,<br />
lo si diceva 60 e passa anni fa ma pare fosse passato di moda&#8230;ed invece è più attuale che mai&#8230;sposo questa linea completamente!</p>
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		Di: zauberei		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 14:47:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alle volte mi viene da pensare che se la cura è una cosa buona per tutti ma appannaggio maggioritariamente del femminile molto per dato storico ma in una piccola parte anche per necessità biologica, che cavolo la famo a fa na tavola rotonda sulla riattualizzazione della cura? E&#039; pleonastica, è inutile è qualcosa che le donne sanno già troppo bene - sembra sto grande sforzo intellettuale ma lo sapevamo da mo. Bisogna coltivare il lato inespresso del femminile, il lato minoritario. Tavole rotonde sull&#039;ingegnieria! Sulla metafisica! Sulla progettazione di impianti da parte di femmine! Su femmine e occupazione femmine e fisica quantistica.
Al femminile italiano oggi serve una coltivazione della trascendenza,non dell&#039;immanenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle volte mi viene da pensare che se la cura è una cosa buona per tutti ma appannaggio maggioritariamente del femminile molto per dato storico ma in una piccola parte anche per necessità biologica, che cavolo la famo a fa na tavola rotonda sulla riattualizzazione della cura? E&#8217; pleonastica, è inutile è qualcosa che le donne sanno già troppo bene &#8211; sembra sto grande sforzo intellettuale ma lo sapevamo da mo. Bisogna coltivare il lato inespresso del femminile, il lato minoritario. Tavole rotonde sull&#8217;ingegnieria! Sulla metafisica! Sulla progettazione di impianti da parte di femmine! Su femmine e occupazione femmine e fisica quantistica.<br />
Al femminile italiano oggi serve una coltivazione della trascendenza,non dell&#8217;immanenza.</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122486</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 13:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo con te, Francesca, mi pare più un&#039;affermazione che riguarda altri paesi, non l&#039;Italia. E con alterne sorti, nel senso che sono davvero pochi i paesi nei quali la cura non è un destino più obbligato per la donna che per l&#039;uomo. Forse non è così veramente da nessuna parte.
Non voglio assolutamente cambiare discorso, ma mi sono ricordata di un video, è una donna islandese, Halla Tomasdottir, che parla di come i valori storicamente portati dalle donne possano intervenire a cambiare la società. E&#039; un discorso più ampio, e non a caso viene da un paese che è passato attraverso una politica dei diritti diversa dalla nostra. Solo che forse i tempi sono maturi per cercare di compiere un salto nelle richieste. Fermo restando, e questo è come io rispondo al documento, che del progetto deve fare parte un continuo lavoro proprio sulla necessità che la cura non sia un destino obbligato ma una scelta condivisa.
Spero che il video si spieghi meglio di me.
http://www.ted.com/talks/lang/ita/halla_tomasdottir.html#.TniunJUrwho.facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con te, Francesca, mi pare più un&#8217;affermazione che riguarda altri paesi, non l&#8217;Italia. E con alterne sorti, nel senso che sono davvero pochi i paesi nei quali la cura non è un destino più obbligato per la donna che per l&#8217;uomo. Forse non è così veramente da nessuna parte.<br />
Non voglio assolutamente cambiare discorso, ma mi sono ricordata di un video, è una donna islandese, Halla Tomasdottir, che parla di come i valori storicamente portati dalle donne possano intervenire a cambiare la società. E&#8217; un discorso più ampio, e non a caso viene da un paese che è passato attraverso una politica dei diritti diversa dalla nostra. Solo che forse i tempi sono maturi per cercare di compiere un salto nelle richieste. Fermo restando, e questo è come io rispondo al documento, che del progetto deve fare parte un continuo lavoro proprio sulla necessità che la cura non sia un destino obbligato ma una scelta condivisa.<br />
Spero che il video si spieghi meglio di me.<br />
<a href="http://www.ted.com/talks/lang/ita/halla_tomasdottir.html#.TniunJUrwho.facebook" rel="nofollow ugc">http://www.ted.com/talks/lang/ita/halla_tomasdottir.html#.TniunJUrwho.facebook</a></p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122485</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:50:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il lavoro di cura come destino obbligato delle donne non è più l’esperienza corrente&quot;
La lettura dei dati istat sulla ripartizione dei carichi domestici, sull&#039;abbandono della professione da parte delle donne in seguito alla maternità ecc., ma anche le pubblicità dei detersivi, oltre all&#039; esperienza personale e quella di tante persone a me vicine, fanno sì che non condivida affatto questa affermazione. Forse la cura non è in molti casi l&#039;unico destino, nel senso che ad esso si aggiunge magari anche un lavoro fuori casa, ma è comunque un carico destinato alle donne. Con argomentazioni e leve diverse, la pressione a rientrare al nostro &quot;destino&quot; di cura si fa sentire, e lo fa con particolare potenza in certi momenti dell&#039;esistenza, come la maternità (vedi la testimonianza di francescdq al corso preparto, per intenderci).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il lavoro di cura come destino obbligato delle donne non è più l’esperienza corrente&#8221;<br />
La lettura dei dati istat sulla ripartizione dei carichi domestici, sull&#8217;abbandono della professione da parte delle donne in seguito alla maternità ecc., ma anche le pubblicità dei detersivi, oltre all&#8217; esperienza personale e quella di tante persone a me vicine, fanno sì che non condivida affatto questa affermazione. Forse la cura non è in molti casi l&#8217;unico destino, nel senso che ad esso si aggiunge magari anche un lavoro fuori casa, ma è comunque un carico destinato alle donne. Con argomentazioni e leve diverse, la pressione a rientrare al nostro &#8220;destino&#8221; di cura si fa sentire, e lo fa con particolare potenza in certi momenti dell&#8217;esistenza, come la maternità (vedi la testimonianza di francescdq al corso preparto, per intenderci).</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122484</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:45:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@francesca violi No, avevo capito, e obiettavo a quelle argomentazioni, non a te. Sono io che non mi sono spiegata bene. cercavo appunto di sottolineare la necessità che la valorizzazione della cura non passi, e il fatto che in alcuni casi decisamente già non passa, attraverso un attribuirla di preferenza alla donna. L&#039;accento oggi, almeno a me pare. è più sulla necessità di proporre modelli alternativi a partire da quell&#039;esperienza, e intendo proporli a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@francesca violi No, avevo capito, e obiettavo a quelle argomentazioni, non a te. Sono io che non mi sono spiegata bene. cercavo appunto di sottolineare la necessità che la valorizzazione della cura non passi, e il fatto che in alcuni casi decisamente già non passa, attraverso un attribuirla di preferenza alla donna. L&#8217;accento oggi, almeno a me pare. è più sulla necessità di proporre modelli alternativi a partire da quell&#8217;esperienza, e intendo proporli a tutti.</p>
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		<title>
		Di: francescadq		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122483</link>

		<dc:creator><![CDATA[francescadq]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:05:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@francescavioli
:-) di sicuro!
ma spero che le prossime volte anche altre donne pongano questioni come quella che ho riferito, vorrei davvero capire in generale quanto c&#039;è ancora accettazione passiva di un modello o, spero, voglia di metterlo in discussione
@ ilaria
ho stampato l&#039;intervista e a casa me la leggo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@francescavioli<br />
🙂 di sicuro!<br />
ma spero che le prossime volte anche altre donne pongano questioni come quella che ho riferito, vorrei davvero capire in generale quanto c&#8217;è ancora accettazione passiva di un modello o, spero, voglia di metterlo in discussione<br />
@ ilaria<br />
ho stampato l&#8217;intervista e a casa me la leggo</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122482</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:02:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ilaria, mi viene il dubbio di non essermi spiegata bene...le argomentazioni tipo &quot;non si fanno i figli per mandarli al nido&quot; non le paragono assolutamente alle istanze del Gruppo del Mercoledì: facevo solo degli esempi &quot;negativi&quot; per dire che a mio parere valorizzare la cura, in sé, non serve, finché essa rimane attributo preferenziale della donna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ilaria, mi viene il dubbio di non essermi spiegata bene&#8230;le argomentazioni tipo &#8220;non si fanno i figli per mandarli al nido&#8221; non le paragono assolutamente alle istanze del Gruppo del Mercoledì: facevo solo degli esempi &#8220;negativi&#8221; per dire che a mio parere valorizzare la cura, in sé, non serve, finché essa rimane attributo preferenziale della donna.</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122481</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 11:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;io non credo che parlare della questione della cura in questi termini significhi necessariamente fare marcia indietro sulla questione dei diritti. Lo vedo più come un discorso che sposta il piano verso la qualità della vita.&quot;
in questo senso lo trovo molto condivisibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;io non credo che parlare della questione della cura in questi termini significhi necessariamente fare marcia indietro sulla questione dei diritti. Lo vedo più come un discorso che sposta il piano verso la qualità della vita.&#8221;<br />
in questo senso lo trovo molto condivisibile.</p>
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		<title>
		Di: francesca violi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122480</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca violi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 11:51:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[francescadq tieni duro, al prossimo incontro con l&#039;ostetrica maschilista manda il papà del nascituro, e tu vatti a bere un virgin mary al bar :-D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>francescadq tieni duro, al prossimo incontro con l&#8217;ostetrica maschilista manda il papà del nascituro, e tu vatti a bere un virgin mary al bar 😀</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/cura-non-ti-curar/comment-page-1/#comment-122479</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 11:50:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E per rispondere a francesca violi sui nidi, Folbre, in una conferenza recente, dice chiaramente che quella del nido è una cura di qualità per la quale dobbiamo lottare. I genitori che mandano i bambini al nido, dice, trovano poi di solito modo di passare tempo e occuparsi benissimo dei loro figli - e lo confermo. A me sembra che su questo nodo diritti e cura possano e debbano trovare punti di contatto e soluzioni. insomma, io non credo che parlare della questione della cura in questi termini significhi necessariamente fare marcia indietro sulla questione dei diritti. Lo vedo più come un discorso che sposta il piano verso la qualità della vita. Mi pare che si parli di &quot;doppio sì&quot;per le donne. Ecco, forse bisognerebbe chiamarlo un doppio sì per i genitori, un doppio doppio sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E per rispondere a francesca violi sui nidi, Folbre, in una conferenza recente, dice chiaramente che quella del nido è una cura di qualità per la quale dobbiamo lottare. I genitori che mandano i bambini al nido, dice, trovano poi di solito modo di passare tempo e occuparsi benissimo dei loro figli &#8211; e lo confermo. A me sembra che su questo nodo diritti e cura possano e debbano trovare punti di contatto e soluzioni. insomma, io non credo che parlare della questione della cura in questi termini significhi necessariamente fare marcia indietro sulla questione dei diritti. Lo vedo più come un discorso che sposta il piano verso la qualità della vita. Mi pare che si parli di &#8220;doppio sì&#8221;per le donne. Ecco, forse bisognerebbe chiamarlo un doppio sì per i genitori, un doppio doppio sì.</p>
]]></content:encoded>
		
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