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	Commenti a: DA DOVE RICOMINCIARE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Giovanna		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:58:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonellaf, la libertà richiede di essere attualizzata e questo è un compito che spetta anche a chi la riceve. Io non vedo ciò che invece sarebbe necessario da parte di chi la libertà e l&#039;autonomia la deve guadagnare per sé, vedo un chiedere conto continuo alle generazioni passate e una incapacità di opporsi a quanto ci stanno facendo, perché quel che stanno facendo i governi e le banche lo stanno facendo a tutti, non solo a chi deve costruirsi un lungo futuro, ma anche a chi deve provvedere a un futuro più breve non potendo nemmeno contare sulle forze di chi è impegnato a difendere sé. Ai miei tempi c&#039;era Cossiga, che scrivevamo con la K. Oggi c&#039;è la rete come risorsa ma va usata bene, meglio di come si fa. Ti invito, peretanto, a non addossare colpe a chi non ne ha ma a provare tutti insieme, ciascuno con le sue forze, a reagire a questo stato di cose, con coraggio e rispetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonellaf, la libertà richiede di essere attualizzata e questo è un compito che spetta anche a chi la riceve. Io non vedo ciò che invece sarebbe necessario da parte di chi la libertà e l&#8217;autonomia la deve guadagnare per sé, vedo un chiedere conto continuo alle generazioni passate e una incapacità di opporsi a quanto ci stanno facendo, perché quel che stanno facendo i governi e le banche lo stanno facendo a tutti, non solo a chi deve costruirsi un lungo futuro, ma anche a chi deve provvedere a un futuro più breve non potendo nemmeno contare sulle forze di chi è impegnato a difendere sé. Ai miei tempi c&#8217;era Cossiga, che scrivevamo con la K. Oggi c&#8217;è la rete come risorsa ma va usata bene, meglio di come si fa. Ti invito, peretanto, a non addossare colpe a chi non ne ha ma a provare tutti insieme, ciascuno con le sue forze, a reagire a questo stato di cose, con coraggio e rispetto.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:39:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusate: antonella f]]></description>
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		Di: andrea barbieri		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so, ogni tanto spuntano parole che hanno un respiro diverso, le fasi di inspirazione e espirazione sono ampie, naturali. Che cappero di polmoni c&#039;ha francesca f? Lo so che sono polmoni che stanno tra le orecchie, insomma è la mente. La mente fa questi scherzi di allargare la visuale, ma sono scherzi rarissimi, e continuo a stupirmi quando sento quel respiro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so, ogni tanto spuntano parole che hanno un respiro diverso, le fasi di inspirazione e espirazione sono ampie, naturali. Che cappero di polmoni c&#8217;ha francesca f? Lo so che sono polmoni che stanno tra le orecchie, insomma è la mente. La mente fa questi scherzi di allargare la visuale, ma sono scherzi rarissimi, e continuo a stupirmi quando sento quel respiro.</p>
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		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/da-dove-ricominciare/comment-page-1/#comment-127989</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 06:51:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che Francesca abbia centrato il punto: in comune abbiamo un problema da risolvere. Credo che la cosa più difficile sia capire se sia possibile risolvere questo problema in una maniera che piaccia a tutti, e siamo disposti a farlo, lavorando anche a fianco a chi la pensa diversamente da noi riguardo a tanti argomenti cruciali (esempio, economia, ecologia...), ma condivide la stessa volontà di uscire dal problema.
Più sottile è la differenza di vedute rispetto all&#039;essere donna. Una rivoluzione ispirata - per dire - al femminismo della differenza, che volesse esaltare - per dire - le &quot;capacità di cura, di accettazione, di comprensione del femminile&quot;, non so se mi piacerebbe.
Per riallacciarmi ad antonellaf, io sono tra coloro che vede il genere come una gabbia e un cambiamento fondato sulle differenze di genere per me sarebbe quasi dannoso.
Per questo sopra ho detto che  è fondamentale trovare una soluzione sulla quale si concordi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Francesca abbia centrato il punto: in comune abbiamo un problema da risolvere. Credo che la cosa più difficile sia capire se sia possibile risolvere questo problema in una maniera che piaccia a tutti, e siamo disposti a farlo, lavorando anche a fianco a chi la pensa diversamente da noi riguardo a tanti argomenti cruciali (esempio, economia, ecologia&#8230;), ma condivide la stessa volontà di uscire dal problema.<br />
Più sottile è la differenza di vedute rispetto all&#8217;essere donna. Una rivoluzione ispirata &#8211; per dire &#8211; al femminismo della differenza, che volesse esaltare &#8211; per dire &#8211; le &#8220;capacità di cura, di accettazione, di comprensione del femminile&#8221;, non so se mi piacerebbe.<br />
Per riallacciarmi ad antonellaf, io sono tra coloro che vede il genere come una gabbia e un cambiamento fondato sulle differenze di genere per me sarebbe quasi dannoso.<br />
Per questo sopra ho detto che  è fondamentale trovare una soluzione sulla quale si concordi.</p>
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		Di: francesca		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:50:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[votare la stessa cosa= refuso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>votare la stessa cosa= refuso.</p>
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		Di: francesca		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/da-dove-ricominciare/comment-page-1/#comment-127987</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:49:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per me la domanda &quot;cosa abbiamo in comune&quot; ha molto senso se intesa in senso pagmatico, non filosofico: in comune abbiamo un problema da risolvere. Come fossimo quelli che vivono lungo un fiume inquinato.
Per quanto riguarda le differenze ideologiche, la subalternità femminile ha mostrato di non essere appannaggio solo di determinate ideologie o sistemi ecomomici, ma abbastanza trasversale: perciò mi sembra che abbia senso la trasversalità di un patto di genere, che non vedo affatto come donne contro uomini, ma come una chiamata primaer tutte quelle che sono più prossime al problema.  Un po&#039; come in un referendum persone con diversissimi orientamenti possono però condividere uno specifico obiettivo, tipo non volere il nucleare nel futuro del paese. votare la stessa cosa. Poi sul resto ognuno per la sua strada...ma mi sembra impossibile portare a termine una rivoluzione o una lotta solo insieme a chi ha tutte ma proprio tutte le idee in comune.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me la domanda &#8220;cosa abbiamo in comune&#8221; ha molto senso se intesa in senso pagmatico, non filosofico: in comune abbiamo un problema da risolvere. Come fossimo quelli che vivono lungo un fiume inquinato.<br />
Per quanto riguarda le differenze ideologiche, la subalternità femminile ha mostrato di non essere appannaggio solo di determinate ideologie o sistemi ecomomici, ma abbastanza trasversale: perciò mi sembra che abbia senso la trasversalità di un patto di genere, che non vedo affatto come donne contro uomini, ma come una chiamata primaer tutte quelle che sono più prossime al problema.  Un po&#8217; come in un referendum persone con diversissimi orientamenti possono però condividere uno specifico obiettivo, tipo non volere il nucleare nel futuro del paese. votare la stessa cosa. Poi sul resto ognuno per la sua strada&#8230;ma mi sembra impossibile portare a termine una rivoluzione o una lotta solo insieme a chi ha tutte ma proprio tutte le idee in comune.</p>
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		<title>
		Di: antonellaf		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/da-dove-ricominciare/comment-page-1/#comment-127986</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 14:30:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Giovanna
sarebbe auspicabile invece che non accadesse come in passato. Anche perché la libertà guadagnata da altre in realtà è un regime di semi-libertà vigilata, altrimenti non staremmo nemmeno qui a parlarne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Giovanna<br />
sarebbe auspicabile invece che non accadesse come in passato. Anche perché la libertà guadagnata da altre in realtà è un regime di semi-libertà vigilata, altrimenti non staremmo nemmeno qui a parlarne.</p>
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		<title>
		Di: tiziana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/da-dove-ricominciare/comment-page-1/#comment-127985</link>

		<dc:creator><![CDATA[tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 14:15:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Più ancora forse è un desiderio comune che deve emergere ora, quella voglia di cambiare il mondo che fa superare ostacoli e barrirere. Quel desiderio condiviso che tiene insieme le persone anche le più diverse. Quell sogno comune che fa superare senza troppe battaglie le eventuali divergenze. Di questo bisognerà parlare.&quot; Lorella Zanardo dixit e condivido  pienamente
La volontà di cambiare il mondo e di trasmettere valori non transitori e costantemente minacciati su queste basi dobbiamo unirci e muoverci e creare un partito politico che faccia del cambiamento  la priorità e sia capace di osare e innovare per creare lo Stato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Più ancora forse è un desiderio comune che deve emergere ora, quella voglia di cambiare il mondo che fa superare ostacoli e barrirere. Quel desiderio condiviso che tiene insieme le persone anche le più diverse. Quell sogno comune che fa superare senza troppe battaglie le eventuali divergenze. Di questo bisognerà parlare.&#8221; Lorella Zanardo dixit e condivido  pienamente<br />
La volontà di cambiare il mondo e di trasmettere valori non transitori e costantemente minacciati su queste basi dobbiamo unirci e muoverci e creare un partito politico che faccia del cambiamento  la priorità e sia capace di osare e innovare per creare lo Stato</p>
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		<title>
		Di: Giovanna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/da-dove-ricominciare/comment-page-1/#comment-127984</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 14:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Accadrà come sempre: le giovani si ritroverano liberà guadagnata da altre al posto loro, cara Antonellaf. Deja vu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accadrà come sempre: le giovani si ritroverano liberà guadagnata da altre al posto loro, cara Antonellaf. Deja vu</p>
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		Di: antonellaf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonellaf]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:37:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Maurizio: sarebbe ora di uscire dal dualismo uomo/donna. Un patto di genere è insostenibile per chi dalla categoria del genere è uscita/o, nel senso che non la riconosce né come naturale, né come legittima, ma la vorrebbe definitivamente superare. Su questo punto la differenza di vedute è abissale, perché c&#039; è chi non riconosce il genere e lo vive come gabbia e chi, in quella che altre/i individuano come una gabbia, insiste per rimanere, magari facendone anche il vessillo di una presunta eccellenza. Gran parte dell&#039;universo femminista, sulla scia della disfatta del genere di Judith Butler, è già pervenuto a questa conclusione, così anche come molti uomini che si interrogano sulla loro identità. Mi viene in mente l&#039;associazione maschile plurale, per esempio. Per cui, concordo doppiamente con Maurizio: il tormentone dell&#039;alleanza tra uomini-camerati è sopravvalutato, proprio dalle donne, tra l&#039;altro. E più che insistere su un cameratismo che molti uomini cercano si superare,   una nuova politica dovrebbe lavorare sullo smantellamento di questo stesso. In molte e molti già lo facciamo, ed è per questo che non rispondiamo ad appelli a patti che ripetono dinamiche dicotomiche vecchie, a loro volta generatrici  di inutili separatismi e di gerarchie di potere, a loro volta foriere di forme di violenza come il bullismo femminile. Non è un caso e non fa meraviglia che l&#039;incontro di Snoq sia stato disertato dalle giovani generazioni di femministe: queste sono andate avanti e oltre il genere. lo intendono solo come termine di una dicotomia che si vorrebbe superare, insieme a tutt* coloro che alla polarità maschile/femminile non possono essere ricondott* e che finiscono così per rimanerne esclusi. Il genere genera esclusione, rosa o celeste che sia. Non c&#039;è possibilità di coesione all&#039;interno di una categoria di per se stessa escludente.
A questo poi si aggiungono anche le differenze inerenti l&#039; ideologia politica, che è questione a se stante, ma di non minor peso.  C&#039;è chi, non so quanto consapevolmente, ritiene che sia giusto &quot;imporre il capitale umano femminile&quot; e chi, alla sola parola &quot;imporre&quot; e all&#039;espressione &quot;capitale umano&quot; rabbrividisce in virtù della matrice ideologica che c&#039;è dietro. Magari è latente, ma c&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Maurizio: sarebbe ora di uscire dal dualismo uomo/donna. Un patto di genere è insostenibile per chi dalla categoria del genere è uscita/o, nel senso che non la riconosce né come naturale, né come legittima, ma la vorrebbe definitivamente superare. Su questo punto la differenza di vedute è abissale, perché c&#8217; è chi non riconosce il genere e lo vive come gabbia e chi, in quella che altre/i individuano come una gabbia, insiste per rimanere, magari facendone anche il vessillo di una presunta eccellenza. Gran parte dell&#8217;universo femminista, sulla scia della disfatta del genere di Judith Butler, è già pervenuto a questa conclusione, così anche come molti uomini che si interrogano sulla loro identità. Mi viene in mente l&#8217;associazione maschile plurale, per esempio. Per cui, concordo doppiamente con Maurizio: il tormentone dell&#8217;alleanza tra uomini-camerati è sopravvalutato, proprio dalle donne, tra l&#8217;altro. E più che insistere su un cameratismo che molti uomini cercano si superare,   una nuova politica dovrebbe lavorare sullo smantellamento di questo stesso. In molte e molti già lo facciamo, ed è per questo che non rispondiamo ad appelli a patti che ripetono dinamiche dicotomiche vecchie, a loro volta generatrici  di inutili separatismi e di gerarchie di potere, a loro volta foriere di forme di violenza come il bullismo femminile. Non è un caso e non fa meraviglia che l&#8217;incontro di Snoq sia stato disertato dalle giovani generazioni di femministe: queste sono andate avanti e oltre il genere. lo intendono solo come termine di una dicotomia che si vorrebbe superare, insieme a tutt* coloro che alla polarità maschile/femminile non possono essere ricondott* e che finiscono così per rimanerne esclusi. Il genere genera esclusione, rosa o celeste che sia. Non c&#8217;è possibilità di coesione all&#8217;interno di una categoria di per se stessa escludente.<br />
A questo poi si aggiungono anche le differenze inerenti l&#8217; ideologia politica, che è questione a se stante, ma di non minor peso.  C&#8217;è chi, non so quanto consapevolmente, ritiene che sia giusto &#8220;imporre il capitale umano femminile&#8221; e chi, alla sola parola &#8220;imporre&#8221; e all&#8217;espressione &#8220;capitale umano&#8221; rabbrividisce in virtù della matrice ideologica che c&#8217;è dietro. Magari è latente, ma c&#8217;è.</p>
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