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	Commenti a: DANIELE LUTTAZZI E LA SATIRA (RELIGIOSA E NON)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2015 07:51:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: ma basta (Clau)		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138099</link>

		<dc:creator><![CDATA[ma basta (Clau)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 07:51:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma basta dare spazio a Luttazzi, plagiatore impenitente che peraltro ha strumentalizzato le parole tue e WM in vecchi post, tagliando le parti a lui contrarie e usandole, tramite utenti fake, troll e addirittura interi blog fasulli, per far perdere le tracce dei suoi plagi. Non alimentiamo il troll, come si dice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma basta dare spazio a Luttazzi, plagiatore impenitente che peraltro ha strumentalizzato le parole tue e WM in vecchi post, tagliando le parti a lui contrarie e usandole, tramite utenti fake, troll e addirittura interi blog fasulli, per far perdere le tracce dei suoi plagi. Non alimentiamo il troll, come si dice.</p>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138097</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2015 08:06:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Segnalo che tra le religioni che non amano molto la democrazia o semplicemente il pluralismo c&#039;è anche il Capitalismo: il dio denaro non è meno monocratico dell&#039;altro Dio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo che tra le religioni che non amano molto la democrazia o semplicemente il pluralismo c&#8217;è anche il Capitalismo: il dio denaro non è meno monocratico dell&#8217;altro Dio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138096</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 15:38:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero interessanti queste osservazioni di Luca, faccio notare che le stesse identiche argomentazioni vengono usate dalle Sentinelle in Piedi, che contrastano un decreto giudicato liberticida come il ddl Scalfarotto, attraverso cui, ( secondo loro)  si vuole azzerare preventivamente lo spazio di dibattito pubblico e pure la libertà di educazione dei propri figli.
Se come scrive Luca, &quot; i credenti tendono a considerare come personali le invettive o la satira rivolta al loro dio, ai loro profeti&quot;, allo stesso modo considerare come  Non equivalenti eterosessualità  e omosessualità, potrebbe già essere opinione offensiva per i singoli omosessuali e quindi opinione da punire se pubblicamente espressa.
A parte queste piccole polemicuzze provinciali, credo che per comprenderla un po&#039;, la satira vada inquadrata considerata come un qualsiasi potere mediatico.  L’infinito grado di libertà espressiva cui dovrebbe poter attingere sarebbe giustificato dal fatto che essa  lotta contro il più forte. Un piccolo potere mediatico contro uno più forte.ok. Si capisce pertanto che essa è tanto più libera quanto più è limitato il numero di persone che riesce a raggiungere ( e influenzare). La satira cerca di aggirare questo intrinseco limite attraverso delle scappatoie formali, per cui i giullari sono scemi e gobbi, In tv va in onda in terza serata le vignette sono deformi tipo quelle di Vauro etc. Di fatto nella società attuale dove ogni informazione è in ogni momento raggiungibile certi schemi saltano, va aggiunto a tutto questo che queste cornici formali  proprie della satira che noi occidentali sappiamo magari riconoscere, sono invece totalmente ignorate da persone di diversa estrazione. Insomma la realtà come si dice è complessa.
Con sicurezza direi che non si può completamente svuotare di peso di significato e di senso le opinioni e le parole di chicchessia che in qualche modo influenzano la realtà e noi stess
Ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessanti queste osservazioni di Luca, faccio notare che le stesse identiche argomentazioni vengono usate dalle Sentinelle in Piedi, che contrastano un decreto giudicato liberticida come il ddl Scalfarotto, attraverso cui, ( secondo loro)  si vuole azzerare preventivamente lo spazio di dibattito pubblico e pure la libertà di educazione dei propri figli.<br />
Se come scrive Luca, &#8221; i credenti tendono a considerare come personali le invettive o la satira rivolta al loro dio, ai loro profeti&#8221;, allo stesso modo considerare come  Non equivalenti eterosessualità  e omosessualità, potrebbe già essere opinione offensiva per i singoli omosessuali e quindi opinione da punire se pubblicamente espressa.<br />
A parte queste piccole polemicuzze provinciali, credo che per comprenderla un po&#8217;, la satira vada inquadrata considerata come un qualsiasi potere mediatico.  L’infinito grado di libertà espressiva cui dovrebbe poter attingere sarebbe giustificato dal fatto che essa  lotta contro il più forte. Un piccolo potere mediatico contro uno più forte.ok. Si capisce pertanto che essa è tanto più libera quanto più è limitato il numero di persone che riesce a raggiungere ( e influenzare). La satira cerca di aggirare questo intrinseco limite attraverso delle scappatoie formali, per cui i giullari sono scemi e gobbi, In tv va in onda in terza serata le vignette sono deformi tipo quelle di Vauro etc. Di fatto nella società attuale dove ogni informazione è in ogni momento raggiungibile certi schemi saltano, va aggiunto a tutto questo che queste cornici formali  proprie della satira che noi occidentali sappiamo magari riconoscere, sono invece totalmente ignorate da persone di diversa estrazione. Insomma la realtà come si dice è complessa.<br />
Con sicurezza direi che non si può completamente svuotare di peso di significato e di senso le opinioni e le parole di chicchessia che in qualche modo influenzano la realtà e noi stess<br />
Ciao,k.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138095</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 10:36:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6836#comment-138095</guid>

					<description><![CDATA[Completamente d&#039;accordo con te, WuMing4.
La mia puntualizzazione deriva dall&#039;osservazione diretta del dibattito in Francia e del non-dibattito in Italia, la deriva&quot;comunitarista&quot; è evidente in entrambi i casi: detta molto grossolanamente l&#039;idea che sta passando è che lo spazio pubblico debba essere interdetto preventivamente e successivamente su tutta una serie di soggetti valutati come &quot;sensibili&quot;, partendo dal concetto di &quot;offesa&quot;. Soprattutto i credenti tendono a considerare come personali  le invettive o la satira rivolta al loro dio, ai loro profeti o ai loro &quot;agenti terreni&quot;; per sillogismo, quindi, dare del &quot;senzadio&quot; a qualcuno non è rilevante mentre  bestemmiare è &quot;offensivo&quot; come se si trattasse di un&#039;ingiuria privata e diretta. Applicato ai numerosi ambiti in cui le varie comunità e i vari poteri si sentono &quot;offesi&quot;, la conseguenza finale è il restringimento dello spazio pubblico di dibattito, come le vicende che ho citato (cui aggiungerei quella di De Luca, davvero emblematica) dimostrano purtroppo ampiamente. Dal diritto di libera espressione del pensiero stiamo passando alla sua concessione graziosa e puntuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Completamente d&#8217;accordo con te, WuMing4.<br />
La mia puntualizzazione deriva dall&#8217;osservazione diretta del dibattito in Francia e del non-dibattito in Italia, la deriva&#8221;comunitarista&#8221; è evidente in entrambi i casi: detta molto grossolanamente l&#8217;idea che sta passando è che lo spazio pubblico debba essere interdetto preventivamente e successivamente su tutta una serie di soggetti valutati come &#8220;sensibili&#8221;, partendo dal concetto di &#8220;offesa&#8221;. Soprattutto i credenti tendono a considerare come personali  le invettive o la satira rivolta al loro dio, ai loro profeti o ai loro &#8220;agenti terreni&#8221;; per sillogismo, quindi, dare del &#8220;senzadio&#8221; a qualcuno non è rilevante mentre  bestemmiare è &#8220;offensivo&#8221; come se si trattasse di un&#8217;ingiuria privata e diretta. Applicato ai numerosi ambiti in cui le varie comunità e i vari poteri si sentono &#8220;offesi&#8221;, la conseguenza finale è il restringimento dello spazio pubblico di dibattito, come le vicende che ho citato (cui aggiungerei quella di De Luca, davvero emblematica) dimostrano purtroppo ampiamente. Dal diritto di libera espressione del pensiero stiamo passando alla sua concessione graziosa e puntuale.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138094</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 07:41:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Luca Perilli
a me non pare che il problema sia la libertà di espressione, sinceramente. Nessuno ha mai inteso censurare Charlie Hebdo (a parte forse qualche confessionalista cristiano che oggi si straccia le vesti). In passato c&#039;è stata una querela da parte della comunità islamica francese per le vignette su Maometto, ma non sembra che abbia modificato la linea del giornale. Fortunatamente le leggi francesi tutelano (ancora) la libertà di stampa. Il &quot;problema&quot; nasce quando qualcuno che si ritiene offeso nel suo credo e nelle sue convinzioni di fede, invece di farti causa viene a spararti in testa. Più che di censura si tratta di fanatismo: ti ammazzo per quello che dici di me.
Detto questo, per quanto mi riguarda, in linea teorica, varrebbe lo stesso discorso se Charlie Hebdo o qualunque altro giornale avesse pubblicato vignette antisemite. Di certo non invocherei la censura di stato. Ma una sanzione culturale e civile sì, però. Credo che in quel caso, infatti, non avremmo lasciato da soli i cittadini di religione o discendenza ebraica a protestare... ma ci saremmo associati alla loro incazzatura.
Forse è su questo che dovremmo un po&#039; meditare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Luca Perilli<br />
a me non pare che il problema sia la libertà di espressione, sinceramente. Nessuno ha mai inteso censurare Charlie Hebdo (a parte forse qualche confessionalista cristiano che oggi si straccia le vesti). In passato c&#8217;è stata una querela da parte della comunità islamica francese per le vignette su Maometto, ma non sembra che abbia modificato la linea del giornale. Fortunatamente le leggi francesi tutelano (ancora) la libertà di stampa. Il &#8220;problema&#8221; nasce quando qualcuno che si ritiene offeso nel suo credo e nelle sue convinzioni di fede, invece di farti causa viene a spararti in testa. Più che di censura si tratta di fanatismo: ti ammazzo per quello che dici di me.<br />
Detto questo, per quanto mi riguarda, in linea teorica, varrebbe lo stesso discorso se Charlie Hebdo o qualunque altro giornale avesse pubblicato vignette antisemite. Di certo non invocherei la censura di stato. Ma una sanzione culturale e civile sì, però. Credo che in quel caso, infatti, non avremmo lasciato da soli i cittadini di religione o discendenza ebraica a protestare&#8230; ma ci saremmo associati alla loro incazzatura.<br />
Forse è su questo che dovremmo un po&#8217; meditare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luca Perilli		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138093</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Perilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 21:05:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è, però, un problema. La libertà di espressione (pubblica) deve anche comprendere la libertà di vilipendere una religione o un credo filosofico, altrimenti tale libertà verrebbe di fatto limitata da qualunque corrente di pensiero che si dichiari &quot;offesa&quot; o che dichiari sacro un qualsiasi tema. Ricordiamoci come in Italia per esempio non si riesca mai a discutere di eutanasia a causa del fatto che le gerarchie cattoliche (e i politici che le sono genuflessi) hanno dichiarato la &quot;sacralità della vita&quot; e DUNQUE la sottrazione di qualsiasi dibattito pubblico su temi ad essa legati SECONDO LA LORO VISIONE. Idem per l&#039;uso dei preservativi: in Italia non si riesce a fare massicce e soprattutto ESPLICITE campagne di prevenzione delle MST proprio &quot;per non urtare la sensibilità cattolica&quot;. Questo è gravissimo e pur ammettendo che l&#039;estremismo della satira di Charlie Hébdo può offendere qualcuno o molti, moi, Je suis Charlie! Perché la nostra grandissima conquista di occidentali è stata proprio quella di poter esprimere qualsiasi pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è, però, un problema. La libertà di espressione (pubblica) deve anche comprendere la libertà di vilipendere una religione o un credo filosofico, altrimenti tale libertà verrebbe di fatto limitata da qualunque corrente di pensiero che si dichiari &#8220;offesa&#8221; o che dichiari sacro un qualsiasi tema. Ricordiamoci come in Italia per esempio non si riesca mai a discutere di eutanasia a causa del fatto che le gerarchie cattoliche (e i politici che le sono genuflessi) hanno dichiarato la &#8220;sacralità della vita&#8221; e DUNQUE la sottrazione di qualsiasi dibattito pubblico su temi ad essa legati SECONDO LA LORO VISIONE. Idem per l&#8217;uso dei preservativi: in Italia non si riesce a fare massicce e soprattutto ESPLICITE campagne di prevenzione delle MST proprio &#8220;per non urtare la sensibilità cattolica&#8221;. Questo è gravissimo e pur ammettendo che l&#8217;estremismo della satira di Charlie Hébdo può offendere qualcuno o molti, moi, Je suis Charlie! Perché la nostra grandissima conquista di occidentali è stata proprio quella di poter esprimere qualsiasi pensiero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138090</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 17:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Schizzo, piantala. Se non danno un programma a Luttazzi non vuol dire che lo danno a te. Non ti ruba niente nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Schizzo, piantala. Se non danno un programma a Luttazzi non vuol dire che lo danno a te. Non ti ruba niente nessuno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: schizzo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138089</link>

		<dc:creator><![CDATA[schizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 14:34:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[povero luttazzi, ricomparso dalla buca in cui si era infilato speculando sulla tragedia di charlie hebdo!!! Hey tutti quelli che hanno detto io sono charlie si sono dimenticati di me??? Datemi un programma vi prego!! almeno non sono costretto a rischiare in teatro dove mi prenderebbero a pesci in faccia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>povero luttazzi, ricomparso dalla buca in cui si era infilato speculando sulla tragedia di charlie hebdo!!! Hey tutti quelli che hanno detto io sono charlie si sono dimenticati di me??? Datemi un programma vi prego!! almeno non sono costretto a rischiare in teatro dove mi prenderebbero a pesci in faccia!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138088</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 08:13:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ehm, Mirella, io ho parlato di &quot;Ente Supremo&quot;, citando i deisti illuministi del XVIII secolo, proprio per mostrare la stupida arroganza della posizione di Luttazzi. E&#039; evidente che le religioni possono essere oppio dei popoli così come anche straordinari strumenti di liberazione e presa di coscienza (o equilibrio interiore). Dicevo infatti che non vedo molta differenza tra il fanatismo religioso e quello anti-religioso alla Luttazzi. La satira di Charlie Hebdo rispecchia la stessa concezione eurocentrica, snob e radical chic che non mi ha mai convinto nella satira di Luttazzi.
Già che ci sono, aggiungo che questo vale anche per l&#039;islam, che oggi la propaganda si impegna a farci considerare tarato ab origine dal fanatismo. Qualcuno dovrebbe ricordare che un certo Malcolm X era musulmano e che usò proprio quella religione per parlare agli afroamericani del necessario affrancamento dalla sudditanza materiale e psicologica verso i bianchi. Così come erano musulmani, e addirittura discendenti del Profeta, i principi arabi che durante la Prima guerra mondiale si ribellarono all&#039;impero ottomano guidato dai laicissimi Giovani Turchi, sterminatori di armeni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ehm, Mirella, io ho parlato di &#8220;Ente Supremo&#8221;, citando i deisti illuministi del XVIII secolo, proprio per mostrare la stupida arroganza della posizione di Luttazzi. E&#8217; evidente che le religioni possono essere oppio dei popoli così come anche straordinari strumenti di liberazione e presa di coscienza (o equilibrio interiore). Dicevo infatti che non vedo molta differenza tra il fanatismo religioso e quello anti-religioso alla Luttazzi. La satira di Charlie Hebdo rispecchia la stessa concezione eurocentrica, snob e radical chic che non mi ha mai convinto nella satira di Luttazzi.<br />
Già che ci sono, aggiungo che questo vale anche per l&#8217;islam, che oggi la propaganda si impegna a farci considerare tarato ab origine dal fanatismo. Qualcuno dovrebbe ricordare che un certo Malcolm X era musulmano e che usò proprio quella religione per parlare agli afroamericani del necessario affrancamento dalla sudditanza materiale e psicologica verso i bianchi. Così come erano musulmani, e addirittura discendenti del Profeta, i principi arabi che durante la Prima guerra mondiale si ribellarono all&#8217;impero ottomano guidato dai laicissimi Giovani Turchi, sterminatori di armeni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mirella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/daniele-luttazzi-e-la-satira-religiosa-e-non/comment-page-1/#comment-138087</link>

		<dc:creator><![CDATA[mirella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 08:04:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6836#comment-138087</guid>

					<description><![CDATA[Siccome a me la religione è servita per raggiungere un mio equilibrio interiore , per fare una scelta dei valori ai quali deve essere improntata la mia esistenza. trovo ridicolo leggere , soprattutto oggi , che la religione sia un formidabile strumento di controllo!Lo sarà di sicuro solo là dove manchi innanzitutto il riconoscimento delle libertò individuali e dei diritti fondamentali. In questo paese nessuno mi impone di essere cattolica e se lo sono non accetto che si possa dare di Me ( in senso generale noi) l&#039;idea di una persona strumentalizzata, manipolata! Ho la consapevolezza di esserlo e a chi parla con faciloneria di Essere Supremo..mi sa che è cresciuto in famiglie in cui forse l&#039;unico essere supremo era quello di un noto manga giapponese! La satira va bene...ma non offebdere e alcune vignete erano anche oscene! Ciò detto non ammetto in alcun modo che un gruppo di teroristi spacciandosi per paladini del Corano vada a massacrare gente innocente anche se, ripeto, non condividevo quel modo di i9ntendere la satira.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome a me la religione è servita per raggiungere un mio equilibrio interiore , per fare una scelta dei valori ai quali deve essere improntata la mia esistenza. trovo ridicolo leggere , soprattutto oggi , che la religione sia un formidabile strumento di controllo!Lo sarà di sicuro solo là dove manchi innanzitutto il riconoscimento delle libertò individuali e dei diritti fondamentali. In questo paese nessuno mi impone di essere cattolica e se lo sono non accetto che si possa dare di Me ( in senso generale noi) l&#8217;idea di una persona strumentalizzata, manipolata! Ho la consapevolezza di esserlo e a chi parla con faciloneria di Essere Supremo..mi sa che è cresciuto in famiglie in cui forse l&#8217;unico essere supremo era quello di un noto manga giapponese! La satira va bene&#8230;ma non offebdere e alcune vignete erano anche oscene! Ciò detto non ammetto in alcun modo che un gruppo di teroristi spacciandosi per paladini del Corano vada a massacrare gente innocente anche se, ripeto, non condividevo quel modo di i9ntendere la satira.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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