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	Commenti a: DARE I NUMERI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Aug 2007 07:17:09 +0000</lastBuildDate>
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		Di: fulvio lo cicero		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fulvio lo cicero]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2007 07:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volevo solo complimentarmi con il tuo blog e segnalarti il mio: www.fulviolocicero.blogspot.com.
Cordali saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo solo complimentarmi con il tuo blog e segnalarti il mio: <a href="http://www.fulviolocicero.blogspot.com" rel="nofollow ugc">http://www.fulviolocicero.blogspot.com</a>.<br />
Cordali saluti.</p>
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		Di: Janula		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92124</link>

		<dc:creator><![CDATA[Janula]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 06:14:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ai colloqui con la prof. di matematica del V ginnasio, vengo accolta da due occhi neri e vispi, non è mica il mostro descritto da mia figlia, ricordo di essermi detta. Ci sono entrata per prima, un pò perché non c&#039;era grande fila ma soprattutto perché sapevo che lo studio di questa materia era lontano anni luce dai pensieri dell&#039;alunna di cui sono genitrice. Sua figlia, mi disse con una piacevole erre arrotondata, si vede che pensa ad altvo e non è intevessata a questa matevia: peccato. La sua è una mente bvillante e povtata per la matematica. Visto che ama leggeve le consiglio Il teovema del pappagallo di Guedi Denis. La prima cosa che ho fatto quando uscita da lì è stata infilarmi nella libreria più vicina e procedere all&#039;acquisto consigliato. In fondo meglio comprare un libro che prenotare una serie costosissima di ripetizioni. Ebbene, quel libro ce lo siamo letto tutti a casa tranne mia figlia. E&#039; prevenuta, si vede, e non c&#039;è niente da fare. Bah, comunque raggiunge la sufficienza e io ho smesso da tempo di pressarla. Adesso risolvo un&#039;equazione e poi preparo il caffé. Janula.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai colloqui con la prof. di matematica del V ginnasio, vengo accolta da due occhi neri e vispi, non è mica il mostro descritto da mia figlia, ricordo di essermi detta. Ci sono entrata per prima, un pò perché non c&#8217;era grande fila ma soprattutto perché sapevo che lo studio di questa materia era lontano anni luce dai pensieri dell&#8217;alunna di cui sono genitrice. Sua figlia, mi disse con una piacevole erre arrotondata, si vede che pensa ad altvo e non è intevessata a questa matevia: peccato. La sua è una mente bvillante e povtata per la matematica. Visto che ama leggeve le consiglio Il teovema del pappagallo di Guedi Denis. La prima cosa che ho fatto quando uscita da lì è stata infilarmi nella libreria più vicina e procedere all&#8217;acquisto consigliato. In fondo meglio comprare un libro che prenotare una serie costosissima di ripetizioni. Ebbene, quel libro ce lo siamo letto tutti a casa tranne mia figlia. E&#8217; prevenuta, si vede, e non c&#8217;è niente da fare. Bah, comunque raggiunge la sufficienza e io ho smesso da tempo di pressarla. Adesso risolvo un&#8217;equazione e poi preparo il caffé. Janula.</p>
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		<title>
		Di: BetteDavis		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92123</link>

		<dc:creator><![CDATA[BetteDavis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2007 11:10:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A margine dell&#039;intervento di Odifreddi: non riesco a persuadermi di un collegamento solido tra irrazionalità e decadenza dell&#039;interesse per la scienza e la matematica. Penso invece che sia l&#039;eclissarsi del concetto di &#039;rigore&#039; a rendere conto di entrambe, soprattutto il rigore delle argomentazioni e del controllo, democratico, cioè aperto agli altri, sulle argomentazioni medesime. Un discorso simile potrebbe estendersi agli studi umanistici: a scuola traducevo meglio dal greco piuttosto che dal latino perché, a quel livello scolastico di greco, diceva la mia prof, &#039;è più facile imbrogliare&#039;. Era cioè più facile sottrarsi a un controllo di rigore, cosa che diversamente accadeva in una lingua più formalizzata qual è il latino. Non credo che il fatto lamentato dall&#039;inclito Ministro riguardi la matematica (o la scienza) in quanto tale ma che esse siano solo le prime, più vistose vittime, del declino di un concetto forte di &#039;rigore&#039;. Vostro, BetteDavis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A margine dell&#8217;intervento di Odifreddi: non riesco a persuadermi di un collegamento solido tra irrazionalità e decadenza dell&#8217;interesse per la scienza e la matematica. Penso invece che sia l&#8217;eclissarsi del concetto di &#8216;rigore&#8217; a rendere conto di entrambe, soprattutto il rigore delle argomentazioni e del controllo, democratico, cioè aperto agli altri, sulle argomentazioni medesime. Un discorso simile potrebbe estendersi agli studi umanistici: a scuola traducevo meglio dal greco piuttosto che dal latino perché, a quel livello scolastico di greco, diceva la mia prof, &#8216;è più facile imbrogliare&#8217;. Era cioè più facile sottrarsi a un controllo di rigore, cosa che diversamente accadeva in una lingua più formalizzata qual è il latino. Non credo che il fatto lamentato dall&#8217;inclito Ministro riguardi la matematica (o la scienza) in quanto tale ma che esse siano solo le prime, più vistose vittime, del declino di un concetto forte di &#8216;rigore&#8217;. Vostro, BetteDavis.</p>
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		Di: restodelmondo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92122</link>

		<dc:creator><![CDATA[restodelmondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 16:44:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche io penso che il problema della matematica che serve solo a fare somme e divisioni e della Scrittura Che Viene Dall&#039;Alto siano assolutamente paralleli, tutti e due figli delle mistiche di Gentile - e di una certa pigrizia.
Molto spesso incontro persone che sarebbero stati ottimi matematici - o scienziati, e hanno quasi tutti fatto lingue: nessun professore o quasi passa l&#039;idea che la matematica sia un campo dove usare le proprie doti di rielaborare originalmente qualcosa e di mettere in collegamento idee partendo da una struttura tanto potenzialmente ricca quanto stimolantemente rigida. Va detto che è colpa tanto dei professori quanto dei programmi ministeriali e dei libri di testo che vengono pubblicati (una madre insegnante ha racconti da brivido su come i testi non standard siano sabotati di principio), per non parlare della formazione degli insegnanti: l&#039;indirizzo didattico di matematica è spesso una barzelletta...
Certo, a tratti la matematica è noiosa. Come tutto, quando si fa bene: anche la scrittura (avanti, ditemi che correggere bozze è il vostro hobby preferito!).
A margine: da matematica (o giù di lì) e lettrice di Harry Potter, devo dire che l&#039;accusa di Odifreddi non sta in piedi: nei libri della Rowling la razionalità e lo studio di una &quot;magia&quot; estremamente positivista hanno una grande importanza, e il &quot;whodunit&quot; è giocato con toni alla Agatha Christie / Conan Doyle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io penso che il problema della matematica che serve solo a fare somme e divisioni e della Scrittura Che Viene Dall&#8217;Alto siano assolutamente paralleli, tutti e due figli delle mistiche di Gentile &#8211; e di una certa pigrizia.<br />
Molto spesso incontro persone che sarebbero stati ottimi matematici &#8211; o scienziati, e hanno quasi tutti fatto lingue: nessun professore o quasi passa l&#8217;idea che la matematica sia un campo dove usare le proprie doti di rielaborare originalmente qualcosa e di mettere in collegamento idee partendo da una struttura tanto potenzialmente ricca quanto stimolantemente rigida. Va detto che è colpa tanto dei professori quanto dei programmi ministeriali e dei libri di testo che vengono pubblicati (una madre insegnante ha racconti da brivido su come i testi non standard siano sabotati di principio), per non parlare della formazione degli insegnanti: l&#8217;indirizzo didattico di matematica è spesso una barzelletta&#8230;<br />
Certo, a tratti la matematica è noiosa. Come tutto, quando si fa bene: anche la scrittura (avanti, ditemi che correggere bozze è il vostro hobby preferito!).<br />
A margine: da matematica (o giù di lì) e lettrice di Harry Potter, devo dire che l&#8217;accusa di Odifreddi non sta in piedi: nei libri della Rowling la razionalità e lo studio di una &#8220;magia&#8221; estremamente positivista hanno una grande importanza, e il &#8220;whodunit&#8221; è giocato con toni alla Agatha Christie / Conan Doyle.</p>
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		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92121</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 10:38:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veramente il secondo esempio con l&#039;equivalenza magia-scienza dà pienamente ragione a Odifreddi.
Il libro sulla scrittura di King è molto bello. Tu difficilmente lo vedi nelle scuole superiori. Vero, però ci sono anche insegnanti in gamba. Io ne conosco una che a Torino fa ragionare i ragazzi su tutto, da Dante ai Gogol Bordello. Una volta ho letto una scheda di lettura di alcuni suoi ragazzi su Blackout di Gianluca Morozzi e faceva impressione tanto erano svegli. Però appunto, si tratta  di &quot;far ragionare&quot; sulle cose. Se invece si alzano vessilli di questo o quest&#039;altro, e si pensa di combattere la tradizione intorno a quelli, beh si fa davvero un cattivo servizio ai ragazzi.
E&#039; uscito un volume - ma ora non ricordo l&#039;editore -  con i famosi fumetti horror americani anni &#039;50 ultracensurati (di questi fumetti avevo parlato qui tanto tempo fa a proposito di un bellissimo articolo di Edo Chieregato su Hamelin). Le storie non sono granché, ma quei fumetti rappresentavano la libertà di immaginare. Che quella libertà si manifestasse in contenitori tanto &quot;umili&quot; fa riflettere sui pregiudizi che si hanno nei confronti di produzioni e medium considerati infimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente il secondo esempio con l&#8217;equivalenza magia-scienza dà pienamente ragione a Odifreddi.<br />
Il libro sulla scrittura di King è molto bello. Tu difficilmente lo vedi nelle scuole superiori. Vero, però ci sono anche insegnanti in gamba. Io ne conosco una che a Torino fa ragionare i ragazzi su tutto, da Dante ai Gogol Bordello. Una volta ho letto una scheda di lettura di alcuni suoi ragazzi su Blackout di Gianluca Morozzi e faceva impressione tanto erano svegli. Però appunto, si tratta  di &#8220;far ragionare&#8221; sulle cose. Se invece si alzano vessilli di questo o quest&#8217;altro, e si pensa di combattere la tradizione intorno a quelli, beh si fa davvero un cattivo servizio ai ragazzi.<br />
E&#8217; uscito un volume &#8211; ma ora non ricordo l&#8217;editore &#8211;  con i famosi fumetti horror americani anni &#8217;50 ultracensurati (di questi fumetti avevo parlato qui tanto tempo fa a proposito di un bellissimo articolo di Edo Chieregato su Hamelin). Le storie non sono granché, ma quei fumetti rappresentavano la libertà di immaginare. Che quella libertà si manifestasse in contenitori tanto &#8220;umili&#8221; fa riflettere sui pregiudizi che si hanno nei confronti di produzioni e medium considerati infimi.</p>
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		<title>
		Di: Mars		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92120</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mars]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 09:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;ultimo anonimo scrive esattamente quel che penso io. Oramai da tempo Odifreddi è da me chiamato l&#039;&quot;Antipapa&quot;...
Comunque, se leggete l&#039;inglese e volete leggere una visione di Harry Potter diamentralmente opposta a quella di Odifreddi, Ratzinger e Padre Amorth, vi consiglio questo articolo:
http://www.koed.hu/mozaik12/peterciaccio.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo anonimo scrive esattamente quel che penso io. Oramai da tempo Odifreddi è da me chiamato l'&#8221;Antipapa&#8221;&#8230;<br />
Comunque, se leggete l&#8217;inglese e volete leggere una visione di Harry Potter diamentralmente opposta a quella di Odifreddi, Ratzinger e Padre Amorth, vi consiglio questo articolo:<br />
<a href="http://www.koed.hu/mozaik12/peterciaccio.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.koed.hu/mozaik12/peterciaccio.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92119</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 08:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io l&#039;ho sempre detto che odifreddi è ratzinger dall&#039;altra parte dello specchio. sono due talebani. sconcertante che non si accorgano di quanto sono omologhi. il fatto che sostengano tesi opposte è accidentale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io l&#8217;ho sempre detto che odifreddi è ratzinger dall&#8217;altra parte dello specchio. sono due talebani. sconcertante che non si accorgano di quanto sono omologhi. il fatto che sostengano tesi opposte è accidentale&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92118</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 07:51:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La matematica. A dispetto del certosino impegno profuso dagli insegnanti per farmela odiare,quando mi ritrovavo ad ammirarla in solitudine intuivo che se Dio c’era si ritrovava le pieghe di quegli artifizi , nonostante i vizi di forma (un futuro remoto avrebbe dimostrato quella tesi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La matematica. A dispetto del certosino impegno profuso dagli insegnanti per farmela odiare,quando mi ritrovavo ad ammirarla in solitudine intuivo che se Dio c’era si ritrovava le pieghe di quegli artifizi , nonostante i vizi di forma (un futuro remoto avrebbe dimostrato quella tesi)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92117</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 17:49:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se devo essere sincero, io non vedo tutto questo irrazionalismo in giro: prova a chiedere quali sono considerate le facoltà universitarie &quot;serie&quot; ad un passante e ti verrà risposto al volo: economia, ingegneria, fisica, medicina...
Del resto, quelli che come me studiano in una facoltà umanistica vengono solitamente etichettati come fancazzisti, inutili per la società o, nel migliore dei casi, idealisti, nel senso che non tengono conto della realtà. Che poi quale sarebbe la realtà? ah già, trovare un lavoro a tempo indeterminato, ben remunerato, magari in banca...).
Poi, il paradigma scientifico è a tal punto dominante che ha influenzato il metodo di tutte le discipline umanistiche, ma sembra che stiamo a raccontarci le storielle!
Date retta a me, un po&#039; di sano irrazionalismo non è poi così male, in confronto al pensiero unico scient-economico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se devo essere sincero, io non vedo tutto questo irrazionalismo in giro: prova a chiedere quali sono considerate le facoltà universitarie &#8220;serie&#8221; ad un passante e ti verrà risposto al volo: economia, ingegneria, fisica, medicina&#8230;<br />
Del resto, quelli che come me studiano in una facoltà umanistica vengono solitamente etichettati come fancazzisti, inutili per la società o, nel migliore dei casi, idealisti, nel senso che non tengono conto della realtà. Che poi quale sarebbe la realtà? ah già, trovare un lavoro a tempo indeterminato, ben remunerato, magari in banca&#8230;).<br />
Poi, il paradigma scientifico è a tal punto dominante che ha influenzato il metodo di tutte le discipline umanistiche, ma sembra che stiamo a raccontarci le storielle!<br />
Date retta a me, un po&#8217; di sano irrazionalismo non è poi così male, in confronto al pensiero unico scient-economico</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: turobandini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/dare-i-numeri/comment-page-1/#comment-92116</link>

		<dc:creator><![CDATA[turobandini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2007 12:22:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[della poesia ho sempre odiato a morte le interpretazioni scolastiche.
come se una poesia avesse un solo senso, una sola chiave di lettura
il mio dubbio è che tutto il sistema sia studiato apposta per limitare la libertà e lo spirito critico  dei futuri cittadini
sulla matematica, riflettendo su dati europei che posizionano i nostri ragazzi a livelli bassissimi nella conoscenza della matematica, la mia esperienza è che anche qui non s&#039;insegna ad affrontare un problema, naturalmente fornendo prima i dovuti mezzi, ma si dà già la soluzione. E&#039; un classico quando nei comtipi in classe veniva proposto un problema che non era già stato affrontato, ma che poteva essere risolto con le conoscenze già avute;  si verificava l&#039;incapacità totale, a volte solo psicologica, di capire il problema   e usare le nozioni apprese per risolverlo. Proprio per l&#039;abitudine ad affrontare problemi già noti in maniera stupida, come potrebbe fare un calcolatore che già possiede un algoritmo  per la soluzione di un determinato quesito
in sintesi la scuola deve fornire mezzi e capacità critica non soluzioni, interpretazioni o spiegazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>della poesia ho sempre odiato a morte le interpretazioni scolastiche.<br />
come se una poesia avesse un solo senso, una sola chiave di lettura<br />
il mio dubbio è che tutto il sistema sia studiato apposta per limitare la libertà e lo spirito critico  dei futuri cittadini<br />
sulla matematica, riflettendo su dati europei che posizionano i nostri ragazzi a livelli bassissimi nella conoscenza della matematica, la mia esperienza è che anche qui non s&#8217;insegna ad affrontare un problema, naturalmente fornendo prima i dovuti mezzi, ma si dà già la soluzione. E&#8217; un classico quando nei comtipi in classe veniva proposto un problema che non era già stato affrontato, ma che poteva essere risolto con le conoscenze già avute;  si verificava l&#8217;incapacità totale, a volte solo psicologica, di capire il problema   e usare le nozioni apprese per risolverlo. Proprio per l&#8217;abitudine ad affrontare problemi già noti in maniera stupida, come potrebbe fare un calcolatore che già possiede un algoritmo  per la soluzione di un determinato quesito<br />
in sintesi la scuola deve fornire mezzi e capacità critica non soluzioni, interpretazioni o spiegazioni</p>
]]></content:encoded>
		
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